Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

indagine sociale - tuzzi, Schemi riassuntivi di Metodologia E Tecniche Di Ricerca Sociale. Università di Padova

Metodologia E Tecniche Di Ricerca Sociale

Descrizione: Riassunti e schemi indagine sociale tuzzi (unipd) anno corso 2012/2013
Mostro le pagine  1  -  2  di  20
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: naccari.nicole1
Visite: 1000+
Downloads : 3
Universita: Università di Padova
Data di caricamento: 10/06/2013
Incorpora questo documento nel tuo sito web:

RICERCA SOCIALE La ricerca sociale è un attività sociale che si è sviluppata recentemente perchè la società viene vista ora come un individuo e pertanto come possibile oggetto di studio. Essa valuta diversi problemi rispetto quelli delle scenze dure che differiscono per l'esperimento(c'è un controllo dell'esperienza) E' quindi una ricerca sperimentale perchè non esiste un determinismo metodologico che assicura con certezza sulla validità del progetto di ricerca Per far ricerca sociale si utilizzano sempre diversi mezzi, frutto di un sistema di scelta determinato da condizioni oggettive e soggettive, che si adattino all'impresa conoscitiva. Gli obbiettivi della conoscenza hanno 2 step: descrizione e spiegazione. 1) Descrizione=bisogna individuare, classificare e ordinare l'insieme di oggetti, eventi o comportamenti che appartengono al dominio di interesse di una certa disciplina; questa è un operazione praticamente senza fine perchè è un processo di sistemazione oorganica dei fatti che si realizza attraverso 2 percorsi-->contenuti conoscitivi(tecniche e metodi) -->costruire classi di eventi che hanno delle variabili che li contraddistingono. 2) Spiegazione=obbiettivo più alto che tenta di individuare la natura dei meccanismi che collegano gli eventi tra loro; nelle scienze sociali è confrontato con l'approccio che comprende il procendimento conoscitivo che mira a identificare il senso dell'azione sociale riconoscendone i significatiti soggettivi e le motivazioni dell'attore. Due approcci che danno più attenzione alla metodologia e che a volte si combinano sono -->Esplicativo (fatti sociali riconducibili a regolarità empiriche e formalizzati in leggi) -->Comprendente ( nelle scienze sociali è l'assunto della non reperibilità dei fatti sociali). 3)Generalizzazione= il riconoscere di certe condizioni e regole che poi vengono estese ad altri cotesti simili. 4)Previsione= dare intrepretazioni sulle future dinamiche dei fenomeni partendo dall'analisi delle condizioni.

PROBLEMA DEL METODO Ogni sapere deve adottare diversi metodi di lavoro: ci sono criteri e passi logici necessari per organizzare e finalizzare la ricerca. Tre componenti indispensabili del metodo sono: 1)Strategia = procedura generale di approccio 2)Tattica= regole di comportamento della formulazione delle ipotesi. 3)Attacco sul campo= tecniche per osservare,misurare esperimenti nel settore di studio. Ogni indagine si avvale di un linea d'azione con diverse fasi che focalizzano il percorso conoscitivo. La linea d'azione è caratterizzata da momenti deduttivi, induttivi e scelte cruciali. 1)Osservazione mai guidata del reale= nuovi interessi di studio nati da committenti o curiosità intellettuali. 2)Confronto novità/consistenza/rilevanza/pertinenza del determinato interesse = deve esserci un processo di acquisizione di consapevolezze sulle matrici scientifiche; il ricercatore necessita di una robusta conoscenza dell'argomento e quindi di una buona base teorica per l'orientamento. 3)Selezione e circostanze del tema di ricerca= scelta a discrezione dal ricercatore che offre il suo contributo originale alla ricerca scientifica ; necessita di immaginazione e creatività; per questo motivo spesso si mette a confronto un Equipe che confronta le diverse idee e curiosità. 4)Formulazione di ipotesi = definizione dei concetti ( mattoni del discorso scientifico intesi come costrutti logici assunti come simboli de fenomeni; sono astrazioni liguistiche e mentali che rappresentano ritagli di un insieme di elementi. 5)Chiarificazione dei concetti = i concetti sono frutto di un astrazione scientifica di un individuo; possono mutare nel tempo con un affinamento della sensibilità.

6)Scelta della strategia = stabilisce regole per rilevare le unità statistiche. 7)Individuazione dell'universo dei portatori di informazioni pertinenti alla rilevazione dei concetti operativi= decisiva scelta della popolazione statistica portatrice dei caratteri d'interesse per lo studio.

RICERCA PER LO SVILUPPO DELL A CONOSCENZA -Ricerca di base = finalizzata all'acquisizione di nove conoscenze rispetto alle quali non è possibile prevedere il loro eventuale uso per la produzione di beni o servizi. -Ricerca applicata = realizzata con l'attesa esplicita di poter trarre benefici pratici. Differenze = cambiano le finalità, le condizioni organizzative, l'orientamento del ricercatore. Nelle fasi di ricerca si sviluppa la conoscenza interessa i ricercatori ma bisogna scegliere un determinato problema da definire senza compiere ricerce su argomenti già noti e limitando le conoscenze a un solo argomento. Il ricercatore inoltre deve cercare equlibirio tra le sue conoscenze e la sua creatività; deve definire una metodologia di indagine che generi dati utili alla ricerca. Alla fine della ricerca il ricercatore può: scrivere un articolo o una relazione da presentare ai colleghi. La comunità scientifica ha il ruolo fondamentale di determinare la plausibilità dei risultati

RICERCA PER L'ANALISI CORRENTE DEI FENOMENI SOCIALI. Indagine sociale è unica e originale e si occupa di raccogliere e interpretare dati allo scopo di rispondere a domandae che riguardano i diversi aspetti della società; la vera capacità del ricercatore sta nell'adottare le proprie competenze a seconda delle diversi situazioni. Importanti sono le scelte: -commitenza = il ricercatore deve preservare il rigore scientifico rispettando il volere del committente. -personale e strutture di ricerca coinvolti. -popolazione = oggetto di studio; la sua definizione è uno dei momenti più significativi della ricerca; d bisogna considerare la distribuzione territoriale, la raggiungibilità e la disponibilità a rispondere. Un percorso tipico per la realizzazazione di un indagine con questionario su larga scala comincia con l'impostazione del problema e si conclude con la diffusione dei risultati. 5 passi comuni di cui ognuno ha 2 sottofasi, azione e controllo = impostazione, strumenti, campione, rilevazione, informazione. Questo è uno schema ottimale ma che non tiene conto della disponibilità delle risorse economiche e di tempo per cui si possono saltare dei passaggi. IMPOSTAZIONE → A)formalizzazione del problema (azione) = è necessario documentarsi su ricerche precedenti, rassegne bibliografiche per articolare bene la ricerca. → B) intervista ai testimoni privilegiati (controllo) = è utile rivolgersi ad esperti in grado di offrire indicazioni presenza di informazioni scarse STRUMENTI → C) ideazione del questionario (azione) = primo scheletro del questionario dove ci sono domande per unità statistiche della popolazione oggetto di studio. → D) pre-test del questionario (controllo) = valutazione per trovare errori; i soggetti che vi partecipano sono sempre simili alla popolazione interessata all'indagine. CAMPIONE → E) estrazione del campione d'indagine (azione) = estrazione del campione d'indagine; si ricerca la popolazione oggetto della ricerca. → F) indagine pilota (controllo) = è un indagine simile alla principale ma ridotta e serve a capire il tipo di output. RILEVAZIONE → G) contatto con intervistatori (azione) = strumento che entra in relazione con le unità statistiche (interviste, telefonate ecc.). → H) costruzione matrice dati (controllo) = dati raccolti nella matrice dei dati (riga unità statistiche e nelle colonne le variabili).

INFORMAZIONE → I) presentazione dei risultati (azione) = i risultati vengono presentati all comunità scientifica . → L) valutazione del percorso (controllo) = valutazione e riflessione sui risultati dell'indagine.

DISEGNI E PRATICHE. Nessuno schema è in assoluto giusto. Il disegno d'indagine è una sintesi operativa di quell'insime di scelte di approcci e tecniche usati per raggiungere obiettivi conoscitivi della ricerca. Nel disegno bisogna sempre pensare a tutte le fasi perchè la raccolta dati può cambiare e per dare maggior aderenza ai dati a ai risultati. Per raccogliere i dati il ricercatore deve fare uan scelta che coinvolge il processo di ricerca: raccogliere dati direttamente dalle unità statistiche o raccoglierli da soggetti esperti che osservano la popolazione. La scelta dipende dagli obbiettivi di ricerca dato che si sceglie la prima opzione quando l'obiettico principale è quantificare e la seconda quando il problema studiato non è ben definito. Differenza tra la popolazione d'interesse (=quella a cui si interessa il ricercatore) e popolazione indagata (=popolazione a cui appartengono le unità statisctiche contattabili). L'estraione del campione tra i testimoni privilegiati è detto PANEL (gruppo di esperti). Campione (=quando non si intervistano tutte le unità statisctiche di una popolazione ma solo un sottoinsieme) Esistono poi diverse modalità di coinvolgimento: intervista (=processo di acquisizione di dati da parte del ricercatore presso il soggetto indagato); questionario (con domande predefinite e può essere telefonico o face-2-face). L'indagine statistica è un processo di raccolta ed elaborazione di dati da una popolazione specifica; è possibile che durante un indagine di modifichi l'oggetto di studio anche su scelta del ricercatore allo scopo di osservare gli effetti di tale modifica (=codizione sperimentale); in alcuni casi non è il ricercatore a modificare l'oggetto di studio ma si limita ad osservarle (=condizione osservazionale).

FONTI PER LA RICERCA Per lo più per colmare le lacune informatice si prendono da →fonti ufficiali (EUROSTAT/SISTAN/ISTAT) o da indagini sul campo di gente comune o testimoni privilegiati, ma ciò solo quando mancano le fonti ufficiali. Le fonti ufficiali servono a evitare problemi statistici; il nostro paese è dotato di una ricca risorsa di fonti statisctiche come per esempio il SISTAN (sistema statistico nazionale) che ha il compito di connettere tutte le competenze di rilevanzione delel informazioni pertinenti ai vari settori della pubblica amministrazione, e l'ISTAT è il suo coordinatore. Generalmente esse si suddividono per: -referente statistico (famiglie, individui, imprese.--> si possono fare ogni 10 anni, o con cadenza annua, o quando ci sono fenomeni di evoluzione rapida) -intensità di approfondimento e cadenza -grandi classi di settori tematici. Se le fonti non ci sono si adotteranno strumenti del tipo stimolo-risposta → la struttura per esempio dell'intervista consiste inuna situazione in cui l'intervistatore ha il compito di fare domande e l'altra che risponde lo deve fare con le variabili definite dall'intervistatore; → standardazzazione strumento in cui tutti ricevono le stesse domande (ottimo per la ricerca e l'intervistatore può sciegliere l'ordine delle domande) → strutturazione tutti ricevonno le

stesse opzioni di risposta (=strutturata, se ci sono diverse opzioni per diverse pax non è strutturata), Questionario è comunque più semplice e affidabile ma alcune ricerche mostrano che le diffferenze attribuibili alle cartateristiche del campione sono meno importanti di quelle attribiubili allo strumento. Per quel che riguarda le risposte sono aperte o chiuse → è necessario articolare la Thick Description cioè info complessa e profonda che da appunto risposte più vaste e complesse mentre la Thin Description cioè l'info più superficiale da risposte semplici e potenzialmente banali. Il ricercatore deve quindi dare via alla fasa di concettualizzazione: se lascia una domanda aperta è possibili rimandare questa fase al momento dell'analisi dei dati; se decide di proporre domande strutturate il valoro di concettualizzazione è esaurito nella costruzione dello strumento. Problemi della ricerca: -ci si apsetta risposte ma queste sono lontane dall'esperienza dell'intervstato -persono possono essere influenzate dall'intevista -il lessico del ricercatore non è lo stesso della persona intervistata

DISEGNI DI CAMPIONAMENTO Costruire un campione significa selezionare una parte (campione) di un tutto (popolazione) con procedimenti e regole che garantiscono la capacità della prima a rappresentare significativamente gli aspetti essenziali del secondo . Costruire → scelte adottate in relazione alla natura dell'indagine affinchè il risultato abvbia gli obbiettivi prefissati. Selezionare una parte → estrazione delle singole unità di un insieme più vasto Procedimenti e regole → realizzare dei corretti percorsi operativi Significatamente → controllare le osservazioni fatte sul campione a tutta la popolazione. Essenzialità → una parte può riflettere il tutto . Concetti importanti per campionare: → popolazione, universo, soggetto = sinonemi di collettività, insieme di tutte le unità statisctiche → unità statistica = unità singola portatrice dei caratteri di ineresse per l'indagine → disengo di campionamento = insieme delle decisioni per arrivare alla determinazione del campione. → strategie di campionamento = tecnica di organizzazione delle unità statistiche → errore campionario = descrive la realtà osservandone sono una porzione= marige d'errore. → errore non campionario = non dipende dalle strategie di campionamento. Le strategie di campionamento possono essere -prbobabilistiche = possono stabilire le probabilità con cui quell'unità statistica può entrare nel campione -non probabilistiche = non posso sapere con quante probabilità quell'unità verrà estratta e se verrà estratta.

TIPI DI CAMPIONAMENTO -Il campionamento a cascata si basa sul passaparola. Si parte da alcune unità statistiche e attingendo alla loro rete di conoscenze si contattano a cascata le altre. -Il campionamento a scelta ragionata si costruisce sulla scorta delle conoscenze del ricercatore che presume di poter scegliere unità statistiche rappresentative delle condizioni della popolazione (es: scelta di città + industriali se si vuole studiare il tasso di inquinamento) -Il campionamento per quote prevede una stratificazione della popolazione secondo caratteri noti e l’individuazione della numerosità (non delle liste) degli appartenenti ai singoli strati  la scelta degli intervistandi è a discrezione degli intervistatori entro i vincoli numerici prefissati. STRATEGIE PROBABILISTICHE -Campionamento casuale semplice Principio: equiprobabilità a priori di estrazione di tutte le unità statistiche appartenenti alla popolazione Occorrono la disponibilità di tutte le unità statistiche nominative e l'individuazione di un criterio di estrazione I rischi che si corrono sono che: la lista non è completa(sottocopertura) o che la lista contiene unità non afferenti all’aggregato duplicazione(sovracopertura) -Campionamento stratificato Si usa quando si dispone di informazioni più particolareggiate e quando per alcuni di tali caratteri vi sono ragionevoli convinzioni che essi possano ripartire la popolazione in strati omogenei Occorre qundi attribuire le unità statistiche della popolazione a strati esclusivi; stabilita la numerosità del campione, definire una regola di ripartizione. -Campionamento a stadi Viene utilizzato per le indagini estese in ampi territori, quando c'è un'elevata numerosità popolazione e quando c'è un'indisponibilità lista completa popolazione I vantaggi nell'uso di questo metodo sono che occorre comporre la lista delle unità delle singole popolazioni solo per quei sottoinsiemi volta a volta individuati; inoltre per ogni comportamento si può adottare una strategia specifica e mobilità territoriale è fortemente contenuta Questo metodo ha però dei limiti cioè : un' efficienza finale modesta e che il calcolo dell’errore finale è oggetto di una complicata metodologia di stima soggetta ad approssimazioni

TECNICHE DI RILEVAZIONE E DI ANALISI INTERVISTA DISCORSIVA -Forma di interazione -Flessibile ma difficile da maneggiare poiché più siamo distaccati più è facile da controllare. -Coinvolgimento del ricercatore DEBOLEZZE: -Difficile da maneggiare: relazione di proporzionalità inversa tra capacità di controllo e livello di coinvolgimento → più si è distaccati più si riesce a mantenerla sotto controllo -Elevato grado di variabilità: interpretazione dei dati condizionata da chi le realizza DEFINIZIONE DI CORBETTA: conversazione provocata dall’intervistatore, rivolta a soggetti scelti sulla base di un piano di rivelazione e in numero consistente, avente finalità conoscitive, guidata dall’intervistatore, sulla base di uno schema flessibile e non standardizzato di interrogazione.

QUESTION WORDING La question wording studia la formulazione delle domande nelle interviste e nei questionari , ed è quindi il metodo di ricerca per formulare le questioni. Metodo (=quando nella procedura è presente la discrezionalità del ricercatore) è diverso da tecnica (=non c'è la discrezionalità del ricercatore) A partire dagli anni '80 sono stati messi nei questionari elementi di psicologia cognitiva, alcuni risultati di questa operazione sono: -non formulare domande ambigue o mal formulate -recupero delle informazioni è un momento delineato in quanto ci possono essere delle difficoltà nel recupero dato che più sono lontane nella memoria più sono difficili da recuperare e per la teoria telescopica i ricordi emotivamente più toccanti sono percepiti come più vicini. Fare quindi domande temporali si può ma su un asse cronologico, evitando le domande minacciose almeno inizialmente dato che l'intervistato potrebbe sentirsi giudicato e scatta così il fenomeno della desiderabilità sociale; evitare argomenti delicati; e infine le risposte possono essere aperte o chiuse( possono mettere in crisi perchè non c'è la propria opinione). Le domande introduttive devono essere molto generali e per quello che riguarda le tattiche per ottenere risposte a domande delicate abbiamo tre metodi: -porta in faccia = domanda shock, ti scusi e si abbassa la tensione. -piede nella porta = domanda accessibile che introduce l'argomento prima di una delicata -risposta casualizzata = obiettivo è la stima dei comportamenti delal popolazione. Schema di strutturazione : 1-presentazione indagine qunto ci mette, tipo di domande no valutazione = da specificare. 2-domande introduttive generali sullle questioni meno specifiche 3-questioni centrali che riguardano il questionario vero e proprio 4-questioni centrali problematiche alla fine x non suscitare un blocco 5-domande conclusive a risposta breve tipo conclusioni.

RICERCA ETNOGRAFICA Principio che per comprendere un gruppo sociale, un’organizzazione, una cultura, bisogna farne parte, è antistatistica dato che è solo una ricerca di studio. -Non adatto su larga scala -Richiede tempi lunghi -PARADOSSO DEL PERFETTO ANTROPOLOGO Il sogno del perfetto antropologo è di farsi ammirare dalla società che vuole studiare, diventando come uno dei soggetti che ne fanno parte  PARADOSSO: se riuscisse nel suo intento verrebbero meno le premesse che rendono possibile il suo interesse = la società diventa la sua società e la sua cultura, il suo mondo dato per scontato privo di qualsiasi domanda cognitiva rilevante  l’antropologo diventa nativo. Per fare una ricerca etnografica occorre -esplorare il campo attraverso sopralluoghi raccogliendo documenti e interviste a testimoni privilegiati -osservare = possibile solo se le persone sono influenzate -negoziare accesso al campo dato che la persona che osserva deve prima essere accettat dal capogruppo per entrare. NOTE ETNOGRAFICHE: -stese con accuratezza, cercando di riportare più particolari e con fedeltà ciò a cui si è assistito -possibilità di interpellare immediatamente i soggetti coinvolti  BACK TALK: conversazione di rimando da cui ci aspettiamo di mettere a fuoco quello che si è osservato e controllare l’adeguatezza delle interpretazioni.

FOCUS GROUP E' un intervista collettiva in cui le persone si riuniscono e dialogano; è importante infatti l'interazione tra intervistati perchè per essere utile deve fornire dei nuovi elementi per l'interazione. Bisogna quindi decidere la composizione del gruppo (quanti e che persone sono o come sono), garantendo in ogni caso un clima di collaborazione. Abbiamo quindi 2 strategie per creare i gruppi : eterogenei se bisogna parlare di argomenti non delicati per stimolare il dibattito o omogenei per argomenti delicati perchè deve esserci empatia. Studiarne le interazione del gruppo significa che il gruppo stimola la partecipazione dei singoli quindi si fa un Campionamento di Scelta Ragionata, scelgo cioè le persone in base a certe caratteristiche. Il numero ideale è tra 6 e 12 perchè permette a tutti di parlare; se ci sono troppe persone non si sanno gestire mentre se ce ne sono poche viene stimolata al conversazione. Bisogna inoltre motivare le persone (interesse per argomento o aziene regalano qualcosa a chi partecipa). Esistono sempre 2 persone che controllano lo svolgimento : -osservatore tiene d'occhio l'interazione non interviene quasi mai e solitamente trascrive e fa analisi di ciò che viene detto; può essere scoperto(tutti sanno che è lui ) o coperto -moderatore presenta la ricerca, propone i temi e fa le domande; parla il meno possibile e deve stare atento che le persone si attengano all'argomento. Il Focus Group è usato principalmente per scopi di Marketing, politici e per la ricerca sociale. Il risultato del Focus Group è quello di trovare una soluzione condivisa.

ANALISI DEI DATI (STATISTICA) La statistica propone metodi per accumulare informazioni su un campione di unità statistiche e le sintesi per descrivere(statistica descrittiva) questo campione o per inferire(statistica inferenziale) caratteristiche della popolazione dalla quale il campione è stato estratto. Essa opera in condizioni di incertezza dato che ciò che interessa sono solo i fenomeni che hannouna compponente stocastica(basata cioè su criteri probabilistici). La statistica serve per avere una sitesi di dati che ne permetta lo studio; la sintesi statistica può coinvolgere uno o più caratteri contemporaneamente (un carattere = analisi monovariata)

L'obiettivo di uno studio statistico è una popolazione di riferimento (universo statistico); essa è fomata da unità elementari(unità statistiche = unità minima in cui si suppone per ipotesi di poter scomporre la popolazione = quasi sempre è un individuo). Non è detto però che questa coincidi con l'unità di rilevaione (unità raggiunta sul campo dagli strumenti di ricerca). Sulle unità statisctiche si rilevano i caratteri d'interesse ( manifestazioni dei fenomeni oggetto di studio della ricerca) che si possono dividere in 3 gruppi: → caratteri qualitativi (rapprentati con le variabili qualitative dette anche mutabili) → caratteri ordinabili (rappresentati con le variabili ordinali) → caratteri quantitativi (rappresentabili con variabili metriche). La distinzione tra caratteri permette anche una loro gerarchia. Alle modalità di una mutabile si può applicare solo l'operatore di uguaglianza (=); ciò significa che si può solo stabilire se le due unità sono uguali. Alle modalità di una ordinale si può applicare, oltre all'operatore di uguaglianza anche un operaatore d'ordine; ciò significa che si può stabilire se due valori sono uno più grande dell'altro. Ai valori di una varibile metrica si possono applicare, oltre all'operatore di uguaglianza e d'ordine, anche l'operatore mateamtico somma (+) o differenza (-). Le variabili metriche un livello alto nella gerarchia perchè aggiugono un ulteriore operatore matematico (/) il rapporto.

Durante l'analisi delle info può essere utile trasformare un carattere o passare da un tipo all'altro ma ciò comporta sempre una riduzione della portata informativa dei dati. Variabile quantitativa può essere trasformata in ordinale tramire una riduzione di classi facendo attenzione ai valori estremi (può semplificare la lettura dei dati). Variabile quantitativa può essere ridotta a nominale per la presenza di una o più categorie non traducibili in valori numerici; La mutabile non può essere declassata ma aggregata a altre (aggregazione di modalità).

Le informazioni disponibili sull'oggetto di indagine possono essere di tre tipi: -microdati = rilevazione di un carattere in prossimità di un'unità statistica (genere di un individuo o numero di auto in un parcheggio? -macrodati = sistesi di microdati (somma dei pesi di persone o Pil di una nazione) -metadati = info raccolta dal rilevatore sebbene non prevista (un rifiuto a collaborare) I caratteri rilevati sulle unità statistiche del collettivo oggetto di studio vengono organizzati in una tabella che prende il nome di matrice di dati che ha le righe intestate alle unità statisctiche e ele colonne ai cartteri. Ogni cella contiene la rilevazione di un carattere → una riga di cella è la successione di tutte le info della medesima unità che prende il nome di record → una colonna è la successione di osservazioni relative al medesimo carttere e viene chiamata seriazione statistica. I dati utilizzati nella matrice possono essere elaborati → 1° elaborazione per una mutabile =spoglio (conteggio delle unità statisctiche rilevate per ognuna delle modalità). → risultato dello spoglio=tabella di frequenza (rappresenta la distribuzione delle unità rispetto alle modalità previste) → accanto alla frequenza assoluta si calcola la frequenza relativa(quantità relativa di casi rilevati per ogni modalità; se moltiplicata per 100 fornisce la frequenza percenuale). La tabella di frequenza può essere rappresentata anche attraverso grafici : -a torta rappresenta la distribuzione del carttere attraverso spicchi di un area circolare. -a nastri rappresenta la distribuzione del carattere atrraverso strisce di lunghezza proporzionali alla percentuale -a barra suddivisa rappresenta la distribuzione del carattere su un'unica barra verticale.

La prima sintesi che ricaviamo dalla tabella di frequenza è la moda(=modalità che si presenta con frequenza massima) e la dispersione del carattere (= distingue le situazioni di concentrazione max o min. In prossimità di una modalità).

Data una modalità, la frequenza cumulata si ottienecome somma della frequenza di questa modalità e delle frequenze di tutte le mdoalità che la precedono nell'elenco La mediana è la modalità associata all'unità statistica che si trova al centro della distribuzione. Nella descrizione della distribuzione di un carattere ordinale si possono impiegare i quantili (sono un criterio di ripartizione della distribuzione in parti uguali) : -quartili 0-25% primo quartile, 25-50%secondo(=la mediana), 50-75% terzo e 75-100% quarto -decili 10% il primo, 20% il secondo ecc. -percentili 1%il primo, 2% il secondo ecc.

Per le variabili quantitative si ha un tipo di grafico in più che tiene conto dell'ampiezza delle classi = istogramma che assomiglia a un grafico a nastri ma la bse dei rettangoli è proporzionale all'ampiezza delle classi.(=box-plot) Sulla seriazione di una variabile quantitativa è possibile calcolare la media (=baricentro della distribuzione dove la somma degli scarti è sempre uguale a 0) Essa rende minima la soglia degli scarti che sono la base per il calsolo dello scarto tipo campionario → nella popolazione la varianza è la media degli scarti quadratici e rappresenta quando i valori sono dispersi intorno alla media → può assumere valori traa 0 e infinito. → lo scarto tipo campionario s è la radice quadrata della varianza. La media appena proposta è un caso di media ponderata, concetto che tiene conto del diverso peso delle unità statisctiche

Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome