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Riassunto lezioni prof de Sanctis di Storia della pedagogia su Le pedagogie del '900 (Cambi), Sintesi di Pedagogia. Università Suor Orsola Benincasa-Napoli

Pedagogia

Descrizione: Appunti rielaborati personalmente del corso di Pedagogia del professor de Sanctis basate sul libro Le pedagogie del Novecento di F. Cambi.
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LE PEDAGOGIE DEL ‘900, a cura di FRANCO CAMBI.
INTRODUZIONE. Nel corso degli anni ’90 si è venuta a costituire una cospicua letteratura
storica dedicata al signicato, alla struttura e al peso storico da assegnare al secolo XX. E’ un
secolo pieno di contraddizioni: il secolo dei totalitarismi e della democrazia, del capitale
monopolistico e del welfare state, delle masse e delle élites, degli integralismi e della
globalizzazione. E’ un secolo carico di contrasti, diorme, irrisolto e irrequieto che sta tra due
crisi di ne secolo: l’Ottocento e il Novecento; due crisi che denotano sducia e inquietudine;
ma è anche un secolo in cui si sono avuti nuovi problemi politici, economici, culturali, difatti la
scienza e la tecnica hanno stabilito una rivoluzione nelle forme di vita, di mentalità, nelle
capacità intellettive. Si sono avuti processi di evoluzione sociale, tipo la scolarizzazione,
l’alfabetizzazione, l’emancipazione della donna, la diusione della cultura di massa legata
all’industria culturale, all’avvento della stampa, del cinema, della radio, della televisione. Il
Novecento è un secolo complesso e torbido, soprattutto da un punto di vista socio-culturale:
c’è stato l’accelerarsi della modernizzazione; l’ascesa della tecnologia; il mito del soggetto-
individuo, il capitalismo; l’orrore dell’Olocausto, lo sterminio di ebrei e minoranze che ha ridotto
l’uomo a pura cosa, spogliandolo di ogni dignità, valore, identità spirituale. L’olocausto è il
buco nero del ‘900. Tuttavia il ‘900 è anche il secolo americano, difatti gli USA hanno avuto
un ruolo decisivo nelle congiunture belliche, sui sistemi politici, sul way of life, sulla cultura di
massa, sulla mentalità consumistica. Le oscurità del ‘900 di certo non sono terminate, esse
persistono nel corso del terzo millennio, con nuovi eventi drammatici: attacco agli USA l’11
settembre 2001, le guerre contro il terrorismo, lo scontro tra la civiltà occidentale e quella
islamica. Proprio per tutti questi motivi dobbiamo continuare a riettere sul ‘900 dato che noi
siamo i gli di questo secolo; la sua identità continua a condizionarci, e questa identità del ‘900
è un modo per capire da dove veniamo e dove andiamo, in ogni settore dell’esperienza,
sociale, politica, culturale. Dobbiamo analizzare e approfondire i suoi valori: valore-individuo;
valore-libertà; valore-democrazia; valore-comunicazione; valore-solidarietà, tutti valori che oltre
ad essere politici e culturali sono in primis antropologici e pedagogici. Sull’ultimo scorcio del
‘900 un altro evento di rottura radicale rispetto al passato che si è venuto a delineare è la
mondializzazione, la quale è cresciuta nella matrice del colonialismo e poi della
decolonizzazione, per sfociare nell’avvento della globalizzazione economica, comunicativa e
informatica. Quel mondo così articolato in etnie, culture, lingue e tradizioni si è venuto via via
uniformando, si è sempre più omologato; la terra si è fatta patria unica per tutti gli uomini del
pianeta, e quindi è nato l’uomo planetario, un uomo capace di vivere nel pluralismo delle fedi
(religiose e politiche), di vivere in democrazia, in solidarietà. Il XX secolo è dunque un secolo di
rotture, di capolinea e di svolta; un secolo carico di fascino e d’angoscia. Nel corso del ‘900 la
pedagogia si è radicalmente rinnovata come sapere, e tale rinnovamento è avvenuto sotto la
spinta della nuova società di massa, che nel ‘900 si è aermata sia nella sua versione
democratica sia in quella totalitaria. La società industriale e quella postindustriale organizzata
intorno al terziario, ovvero alla produzione di servizi, ha posto l’educazione come fattore di
sviluppo della società nel suo complesso e come risorsa per il suo funzionamento organico.
Nell’ambito pedagogico tre sono le innovazioni più signicative: 1. L’aermarsi delle
scienze dell’educazione e lo sviluppo dell’epistemologia pedagogica; 2. Il costituirsi
di un modello di pedagogia critica; 3. Lo sviluppo della pedagogia sociale.
L’educazione e la pedagogia da un punto di vista di pratiche sociali si sono occupate
dell’alfabetizzazione, della cultura di massa, e dell’educazione per tutta la vita. L’educazione
per tutta la vita è uno degli studi attuali della pedagogia, dato che la vita media si è allungata
di molto, gli studiosi tendono di analizzare la vita privata e pubblica di un soggetto, cioè
tendono di approfondire il processo formativo di un uomo sia nella sua sfera familiare, intima e
privata, e sia nella sua sfera lavorativa, professionale, nella sua fase di pensionamento, ecc. La
pedagogia nel corso del ‘900 ha subito delle trasformazioni, ha acquistato un nuovo volto, si è
emancipata dalla losoa come metasica, si è fatta scienza empirica, ha posto il suo focus nel
ruolo sociale, ha stabilito un nesso con la politica. Il passaggio dalla pedagogia (intesa come
disciplina unica, generale di impianto ancora losoco) alle scienze dell’educazione è stato
decisivo per il sapere pedagogico. Si è venuta così a delineare anche una pedagogia critica,
sociale, la quale verte intorno alle emergenze, ai bisogni educativi delle società attuali, attorno
all’educazione degli adulti, ecc.
Complessità del Novecento: Eventi che hanno segnato l’identità del Novecento:
1. Fine della tradizione e/o accelerarsi della modernizzazione
2. Trionfo della tecnica
3. Società di massa
4. Totalitarismi e Olocausto
5. Accelerazione dei fenomeni di globalizzazione
6. Tramonto del mito del soggetto
Gli Eventi del Novecento
La ne della tradizione
L’ ascesa della tecnologia
L’ irruzione delle masse
L’orrore dell’olocausto
L’avvento della mondializzazione
La pedagogia
Si è radicalmente rinnovata come sapere e si è imposta come pratica sociale;
L’educazione è stata considerata un importante fattore della società complessa:
famiglia, lavoro, associazionismo, scuola ne sono le strutture portanti.
Tra le innovazioni pedagogiche principali:
L’aermarsi delle scienze dell’educazione e dell’epistemologia pedagogica
Il costituirsi di un modello di pedagogia critica
Lo sviluppo della pedagogia sociale: alfabetizzazione, cultura di massa,
educazione per tutta la vita, emergenze formative.
Periodizzazione storica
1. Guerre mondiali: 1914-1918; 1939-1945
2. Crisi del ’29 e Grande depressione (consapevolezza di un mondo globalizzato)
3. Nascita dei totalitarismi (anni Venti – Quaranta)
4. Guerra fredda (1946-1989) e Crollo del muro di Berlino (1989)
5. Erosione e declino dell’egemonia statunitense; progressivo spostamento e
decentramento dell’asse economico-politico
CAP. 1. L'AVVENTURA DELL'ATTIVISMO. Nel XX secolo la scuola subisce processi di
profonda e radicale trasformazione. Si apre alle masse e si aerma sempre più come centrale
nella società. Questa nuova visione si ebbe quando la scuola si impose come istituzione-chiave
della società democratica e si alimentò di un forte ideale libertario, dando vita a
sperimentazioni scolastiche e didattiche fondate sul primato del “fare” e dell’attivismo, il
quale almeno no agli anni ’50 ha lasciato il segno nella scuola contemporanea e nella
pedagogia attuale. L’attivismo è una voce della pedagogia novecentesca; è stato un
movimento internazionale (europeo e nordamericano in primis), e ha avuto larghissimo inusso
nelle pratiche quotidiane dell’educazione ponendo la sua attenzione sui bisogni del bambino/
ragazzo e sulle sue capacità, sul fare che deve precedere il conoscere e sull’apprendimento
che pone al centro l’ambiente e non il sapere codicato e reso sistematico. Tra l’ultimo
decennio dell’800 e il terzo decennio del nuovo secolo si aermano alcune esperienze
educative di avanguardia, ispirate a nuovi principi formativi che tengono conto della scoperta
della psicologia e dei movimenti di emancipazione di larghe masse popolari nelle società
occidentali. Queste nuove scuole ebbero diusione specialmente in Europa occidentale e negli
Stati Uniti e diedero fondamentale importanza all’attività del fanciullo. L’infanzia, secondo
questi educatori, va vista come un’età pre-intellettuale e pre-morale, nella quale i
processi cognitivi si intrecciano strettamente all’operare e al dinamismo, anche motorio oltre
che psichico, del fanciullo. Il fanciullo è spontaneamente attivo e necessita quindi di esser
liberato dai vincoli dell’educazione familiare e scolastica, permettendogli invece una libera
manifestazione delle sue inclinazioni primarie. In conseguenza, la vita della scuola deve subire
profondi cambiamenti: deve essere allontanata dall’ambiente articiale e costrittivo della città;
l’apprendimento deve venire a contatto con l’ambiente esterno, alla cui scoperta il fanciullo è
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Universita: Università Suor Orsola Benincasa-Napoli
Materia: Pedagogia
Data di caricamento: 19/11/2012
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Nicola.Dell_Era - Università di Bari

ok

09/04/16 15:08
lucy-lu86 - Università de L'Aquila

ok

13/05/13 17:07
calabrisellamia - Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze

ottimo

26/03/13 16:15
little.ludy - Seconda Università di Napoli

Spero possa aiutarmi per l'esame!

26/02/13 10:39
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