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obbligazione tributaria, Appunti di Diritto Tributario. Università di Roma Tor Vergata

Diritto Tributario

Descrizione: Dir tributario
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L’obbligazione pecuniaria
L’obbligazione di imposta si risolve in una prestazione, normalmente pecuniaria, avente i caratteri
strutturali delle obbligazioni disciplinate in generale sotto il titolo IV del cc.
Funzione: ripartizione di carichi comuni.
L’obbligazione pecuniaria è molto discussa in dottrina e giurisprudenza:
- Parte della dottrina dubita che tutto il fenomeno tributario abbia uno dei suoi fulcri nel concetto di
obbligazione e propone l’abbandono di tale nozione, che avrebbe il difetto di offrire una visione
distorta degli schemi di attuazione del prelievo.
Qualcuno a ritenuto che dalle diverse modalità di adempimento del creditore, dovesse sorgere una
diversa qualificazione dell’obbligazione stessa. I debitore non sempre paga in un’unica soluzione,
ma anche attraverso versamenti periodici (es° acconti, ritenute), ed inoltre paga prima che
l’obbligazione sia definitiva, perché mentre il presupposto di imposta si sta realizzando si avvia il
procedimento di riscossione della stessa.
In tributi quali l’irpeg, l’irpef, iva si assiste al fenomeno dell’anticipato incasso del tributo rispetto
alla data del venire in essere del presupposto. In questi tributi il presupposto non costituirebbe fonte
di una obbligazione in senso tecnico, ma produrrebbe l’effetto consistente nella impossibilità del
rimborso del tributo e nella definitiva acquisizione delle somme.
Nel momento in cui l’obbligazione si realizza il contribuente è chiamato a versare degli acconti
(l’obbligazione si definisce nel quantum a distanza del pagamento, quindi ne può derivare un diritto
di rimborso).
L’atto che certifica almeno in via provvisoria l’obbligazione tributaria è la dichiarazione dei redditi.
Sulla base di queste affermazioni qualcuno ha detto che non si tratta di un’obbligazione pecuniaria
in senso proprio.
- qualcuno ha invece affermato l’indisponibilità e irrinunciabilità dell’obbligazione tributaria da
parte del creditore
L’amministrazione non può cambiare la quantificazione dell’obbligazione
Il creditore non può modificare il credito nella sua entità
Obbligazione tributaria ≠ Obbligazione privatistica
Tutela un interesse collettivo, quindi può essere definita un’obbligazione pecuniaria di diritto
pubblico.
L’indisponibilità in realtà negli ultimi anni è stata superata grazie all’introduzione di istituti che
permettono all’amministrazione di decidere in modo libero.
Es° condoni; istituti che vengono concessi perché i rapporti tra fisco e contribuenti si possano
concludere con il versamento di una tantum.
Negano l’indisponibilità di una obbligazione tributaria
Si rivendica una disponibilità ex lege o ex contratto
Compensazione tributaria; art.1224 cc. In un primo momento si riteneva che questa disciplina
non potesse essere applicata al diritto tributario, poi invece attraverso specifici interventi normativi
è stata introdotta. Inizialmente è stata riservata ai crediti e debiti relativi alla medesima imposta e
risultanti da 2 dichiarazioni annuali successive; poi è stata estesa ai crediti ed ai debiti inerenti ad
imposte differenti ma accumunate non solo dall’identità dei soggetti fra i quali si sviluppano i
reciproci rapporti obbligatori, ma anche dalla omogeneità di determinazione della base imponibile e
dalla unicità degli obblighi di dichiarazione. Infine un intervento legislativo del 1997 ha consentito
la compensazione tra crediti e debiti attinenti ad una pluralità di prestazioni pecuniarie
disomogenee.
Compensazione tra somme che non sono versate a titolo di imposta
L’art.8 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000) prevede la possibilità di estinguere
l’obbligazione tributaria mediante compensazione.
“crediti certi (quando l’amministrazione non può fare un accertamento in rettifica, nel momento
della autocertificazione da parte del contribuente), liquidi, esigibili possono essere compensati dalle
parti”
Ci sono 2 tipi di compensazione:
Compensazione verticale; è possibile nello stesso tributi utilizzato però per esercizi diversi.
Si compensano debiti e crediti della stessa natura, che vengono utilizzati in modo diverso.
Compensazione orizzontale; è possibile tra tributi di natura diversa es° irpef, iva.
Supera il perimetro soggettivo, perché oltre a compensare debiti d’imposta e tributi, si
possono compensare anche debiti d’imposta con contributi previdenziali e assicurativi.
Le eccezionali ipotesi di tributo come obbligazione facoltativamente non pecuniaria:
L’obbligazione d’imposta può in ipotesi eccezionali, essere assolta dal contribuente con la dazione
di beni diversi dal danaro.
L’art.39 del TU n°346/1990 e 28bis del d.p.r n°602/1973, i quali consentono al contribuente
l’assolvimento dell’imposta di successione e di donazione e delle imposte sui redditi mediante la
dazione di beni culturali cioè di beni riconosciuti di rilevante interesse artistico o storico.
Con riferimento alle imposte sul reddito l’art.28 del d.p.r n°602/1973 prevede che l’obbligazione
d’imposta possa venire adempiuta, oltre che con danno, anche con cedole scadute e non ancora
scadute di titolo del debito pubblico, oppure con altri titoli di credito bancario o postale, purchè a
copertura garantita.
Versamenti provvisori e obbligazioni definitive:
Una fondamentale distinzione tra obbligazioni d’imposta è rappresentata dalla bipartizione delle
stesse in:
oobbligazioni provvisorie;
I. sono obbligazioni provvisorie quelle che sorgono da una dichiarazione del
contribuente fintanto che non sia intervenuta la decorrenza del termine di decadenza
entro il quale, il contribuente stesso può rettificare in diminuzione quanto dichiarato.
II. Sono obbligazioni provvisorie quelle che sorgono per effetto del sistema del sistema
della riscossione parziale del credito d’imposta in pendenza del giudizio che si svolge
avanti le commissioni tributarie a seguito del ricorso del contribuente.Il pagamento
effettuato in adempimento di un’obbligazione provvisoria è suscettibile di venire
integrato o rimborsato qualora l’obbligazione definitiva si riveli di importo maggiore,
minore o si manifesti insussistente.
III. A pagamenti anticipati e provvisori danno luogo anche gli acconti di imposta. Ciascun
contribuente deve versare, lungo il corso del periodo di imposta, un acconto in 2 rate.
Questi acconti saranno poi computati con la dichiarazione annuale e qualora eccedano
l’importo nascente da dichiarazione hanno diritto al rimborso di tale eccedenza.
IV. Nell’iva i versamenti d’acconto possono essere 4 (iva trimestrale) o 12 (iva mensile).
Dopo la chiusura del periodo di imposta, con la dichiarazione annuale, si effettua il
conteggio finale, scaturente dalla differenza tra l’iva complessivamente dovuta sulle
operazioni imponibili dell’anno e il credito spettante sugli acquisti: tale differenza:
- se attiva dà luogo ad un obbligo di versamento a conguaglio.
- se passiva dà diritto al rimborso immediato o al riporto in avanti della eccedenza.
V. Nell’ambito delle imposte reddituali determinati soggetti, devono operare una ritenuta
d’acconto sulle somme corrisposte a terzi, aventi natura di redditi di capitale o di
lavoro dipendente o di compenso di lavoro autonomo. Chi effettua la ritenuta, la versa
allo Stato, chi la subisce, acquista nei confronti dell’erario il diritto a portare in
detrazione gli importi delle ritenute subite, che sono pagamenti anticipati in acconto e
che possono essere centinaia.
VI. Prima dell’abolizione dell’ilor, nel caso in cui la dichiarazione irpef si concludesse con
un credito rimborsabile, questo poteva essere dedotto in compensazione dell’ilor
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Roma Tor Vergata
Data di caricamento: 05/10/2010
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