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Paolo Grossi l'europa del diritto, Appunti di Storia Del Diritto Italiano. Università della Calabria

Storia Del Diritto Italiano

Descrizione: Riassunto per sostenere l'esame di storia del diritto italiano
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Universita: Università della Calabria
Indirizzo: Giurisprudenza
Data di caricamento: 22/06/2013
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Paolo Grossi “L’Europa del diritto”

In questo libro si tenta una ricostruzione della mentalità giuridica medievale soprattutto dall’angolo di osservazione del diritto privato.

In Europa tra il XII e XIV secolo è l’età del diritto comune. In Italia si costituisce un momento centrale e vitale di tutta la dinamica storica dello ius comune.

Adozioni,tutele,vendite e locazioni insieme a testamenti e donazioni sono le pietre più affidabili;sono segni di idealità, ideologie e convinzioni nel tessuto di una civiltà storica.

Il medioevo è un periodo storico caratterizzato da una sua TIPICITA’.il diritto medievale è come un mondo giuridico chiuso e separato dal mondo classico antico e dal mondo moderno: esso non è una continuazione del diritto romano e non ci sono concetti del mondo moderno.

In pratica esso è differente dal diritto romano e non una sua evoluzione. È un mondo chiuso,un universo chiuso tra passato e presente.

In “questo momento” il medioevo è caratterizzato da molti ordinamenti giuridici,non abbiamo quindi delle leggi che nascono solo dalla Legge; è un periodo storico confuso,dove non c’è uno stato unico,il diritto è incerto,non ha una forma definita.

Il medioevo si divide in due fasi. alto medioevo e basso medioevo:

1. Nella prima metà ci sono molte foreste,è una realtà rurale. È un mondo chiuso e spaventato (il libro lo definisce officina della prassi)

2. La seconda parte è caratterizzata da città aperte e commerci (il libro lo definisce laboratorio sapienziale)

Il diritto medievale poteva fare a meno del potere dello stato; infatti la società medievale è una società senza stato dove il diritto è al centro della società. Il diritto è ordine,serve x l’autotutela (per auto proteggersi) della società. Il diritto ha una grande esperienza che va ad aiutare una infinità di ordinamenti. Tra questa infinità primo tra tutti è lo stato.

Il diritto non appartiene alla sola superficie della società,ma è realtà radicale,connessa alle radici. Esprime un costume,i valori di una civiltà e ordinandola,la salva.

( V-XI sec) L’OFFICINA DELLA PRASSI (prima età medioevo)

In questo momento abbiamo che il potere politico è indifferente,non si interessa verso il diritto. Con la conseguenza quindi che il diritto diventa autonomo e indipendente

dallo stato. In questo momento si hanno due certezze fondamentali : che il singolo non è perfetto,e che la società è perfetta e inoltre che il diritto da ordine alla società.

Dopo il crollo dell’impero romano c’è un grande caos,non c’è più ordine,uno stato forte. E il medioevo giuridico si trova in questo vuoto. Quando si parla di incompiutezza del potere politico vuol dire l’assenza dello stato dalla vita giuridica medievale. Lo stato x come lo conosciamo noi è un soggetto politico forte che esiste a priori. Già quando nasciamo esiste da molti anni…ha una sua storicità cioè. Mentre lo stato medievale nasce dopo il crollo dello stato romano. È uno stato nuovo e inesperto e insicuro;incapace di affermare la propria volontà e autorità : è un non- stato.

Nel vuoto lasciato dall’impero romano si passa alla monarchia dei re. In questo vuoto ci sono tanti gruppi sociali,tanti ordinamenti: è il periodo dell’officina medievale. L’officina è dove tutti lavorano x creare qualcosa,quindi tutti questi gruppi sociali di persone stanno creando un nuovo diritto perché il diritto non è più fatto dallo stato (re),ma è fatto dalla società e quindi da più gruppi sociali: ecco perche si parla di “pluralità di ordinamenti!”

Il diritto medievale è un mondo di ordinamenti autonomi perche è un mondo di autonomie.

Il re non ritiene il diritto come strumento importante x il suo regno. Da questa indifferenza consegue una autonomia del diritto.

Extratestualità: volgarità. C’è in questo periodo un ricorso a forze alternative x coprire il vuoto lasciato dall’impero romano.

Complessità: abbiamo una pluralità di valori e di fonti di produzioni del diritto all’interno della società

La produzione e l’aggiornamento dell’ordine giuridico è legato alla pluralità di forze che compongono la società civile e non invece al sovrano che ha il potere.

L’esperienza giuridica è una pluralità di valori,di tradizioni e di fonti di produzioni all’interno di uno stesso ordinamento politico. Nel secondo medioevo testimonianza del pluralismo giuridico è il fatto che per esempio nello stesso regno ci saranno i cosiddetti iura propria,cioè leggi consolidate nella consuetudine.

fattualità: x fattualità si intende che il diritto nasce dai fatti, ogni fatto ha una carica di diritto.

Definizione di fatto: si intende una cosa della natura fisica o sociale che è già diritto. Cioè ogni fatto naturale o sociale ha dentro di se una regola giuridica. Siccome nel medioevo c’è stato un crollo della civiltà,le norme nascono dalla natura,dai fatti che accadono; il diritto torna a nascere dal basso,dai fatti. Il fatto diventa fonte di produzione della legge. La natura diventa certezza. Questo diritto non nasce dal principe, è un ordine gia scritto nelle cose e la società si autordina x salvarsi.

Il primo medievo è un’epoca dove la conoscenza e l’istruzione l’hanno poche persone x esempio i monaci nelle chiese. In questi secoli quindi l’uomo si lascia condizionare dai fatti; è un soggetto culturalmente poverissimo incapace di riflettere sulle cose. Ecco come si presenta la società medievale. In questi secoli ogni fatto singolarmente va a creare una norma nell’ordinamento giuridico che viene a nascere quindi dalla natura. Si parla appunto di naturalismo giuridico perche è un diritto ancora primitivo,che nasce dai fatti.

È una economia che coltiva l’agricoltura. Che vede nella foresta riparo dai pericoli visto che è un’epoca di invasioni e guerre; ma la foresta è anche male perchè è buia e ci sono i banditi. È una protezione dall’esterno ma è anche un blocco x uno scambio di relazioni umane. In questa solitudine l’uomo ascolta la natura delle cose. Il giurista in quest’epoca si lascia guidare dalla natura che è di ispirazione x l’orientamento del diritto. Ci sono molte più foreste a causa del declino demografico che si ebbe in quei secoli; la foresta torna a essere realtà indomabile.

Reicentrismo: in questo medioevo nasce il reicentrismo ossia la centralità della res (cosa). Oltre al reicentrismo troviamo il comunitarismo; x comunitarismo cioè la comunità è cellula vitale che si fonda sul plurale e sul collettivo. Quindi il singolo è attratto dalla cosa o dalla società che può dargli protezione e possibilità di sviluppo.

TERRA,SANGUE,TEMPO

Sono tre fenomeni,tre forze primordiali che hanno un significato antropomorfo che porta all’imperfezione del singolo rispetto alla comunità.

Terra: è una istituzione che attira il singolo,lo condiziona,lo strumentalizza. È una realtà complessa e indomabile. È una cosa produttiva per eccellenza. Significa x l’uomo la fucina x ovviare alla fame grazie alla coltivazione. ma la coltivazione non si affida al singolo ma al gruppo.

Sangue: è un prezioso segno di identità che crea e unisce una stirpe. Nel singolo è solo un liquido rosso mentre nel collettivo assume la funzione di segno di famiglia.

Crea legame tra soggetti e crea tra essi un patrimonio di virtù non comunicabili all’esterno.

Tempo: crea distrugge modifica. Inteso come lunga durata che annulla il singolo.

Le certezze del medioevo sono l’imperfezione del singolo e la perfezione della comunità. Il singolo è inutile e imperfetto e finchè resta solo non raggiunge la perfezione. Il singolo deve inserirsi all’interno della società,un tessuto.

La chiesa pensa alla salvezza dell’anima del singolo solo se è dentro la comunità e non si fida della solitudine. Infatti nel medioevo le persone sole erano viste in modo strano e spesso considerati streghe e maghi. Si diffida della solitudine.

Consuetudine: è una fonte di diritto. È come un sentiero in un bosco: non c’è fino a quando un soggetto non fa la prima traccia e tutti gli altri lo seguono sicuri che quello sia il percorso giusto e migliore. È un fatto ripetuto nel tempo,diventa vincolante. Esprime collettività. È specchio dei valori di una società.

ORDO (ordine)

L’ordine universale si divide in tanti ordini particolari:multiplex,duplex,triplex ordo.

Sotto al caos superficiale c’è un ordine nascosto a cui appartiene anche la natura della società e quindi anche il diritto. La società medievale appare disordinata in superficie ma all’interno c’è un ordine costituito in buona parte dal diritto: è una società fatta a strati

Il complesso della consuetudine costituisce l’ordine. La consuetudine esprime i fatti fondamentali della terra del sangue e del tempo.

La legge è un deposito di consuetudini->la legge è una consuetudine->la consuetudine è una legge. Infatti nel medioevo la consuetudine diventa legge ma anche la legge si modifica con il cambiare delle consuetudini. I mores (i costumi) appartengono all’ordine e si trovano nel livello profondo dell’ordine. La consuetudine è una legge potente e la legge è una consuetudine: sono dipendenti.

Esiste anche la legge che nasce dal castello del principe. Il principe deve essere giusto e le leggi giuste. Il principe appare come interprete del diritto cioè il principe non crea la legge ma la dice. E questo è dovuto all’indifferenza del potere politico.

In questo momento spariscono i contratti consensuali,nascono accordi che si basano sulla buona fede poiché non c’è più la tipicità dei contratti romani.

La convenentia è un esempio basato sulla buona fede

Il livello è il documento dove il trasferimento di proprietà viene redatto

La precaria è un atteggiamento del coltivatore che in termini di preghiera chiede un terreno

Ad patrionem è un altro contratto con il quale un contadino si impegna a trasformare un fondo di un’altra persona in terreno a frutteto e in cambio diventa proprietario di una parte di esso. Nel medioevo nascono anche contratti agrari non privisti dal codice romano.

LA CHIESA DEL PRIMO MEDIOEVO

La chiesa era molto importante nel medioevo. Essa ha il proprio ordinamento giuridico: il diritto ecclesiastico. È un diritto diverso da quello dello stato. nasce direttamente da Dio. Il diritto serve aiutare l’uomo a raggiungere Dio.

L’ordine ecclesiastico è diviso in due livelli secondo IVO che diede un ordine alla confusione del diritto canonico. Egli disse che:

1-livello è al di sopra del papa e il tempo ed è immutabile poichè dio stesso è la fonte e non si può trasformare

2-livello è plasticissimo e mobilissimo che è costituito dal diritto umano

Questi due livelli servono x la salvezza eterna dei fedeli.

A questa convinzione della imperfezione del singolo doveva contribuire non poco la chiesa. La salvezza del singolo doveva avvenire all’interno di una comunità fornita di strumenti sacramentali.

Protagonista della esperienza giuridica non è il legislatore ma il notaio. Il notaio è un uomo di prassi che non sa nulla di scienza giuridica ma quel poco che gli è stato insegnato. La pratica notarile da forma concreta al diritto.

Il principe invece che essere legislatore è giudice. Domina sulla vita e sulla morte. Deve avere equità su una giustizia modellata sulla natura delle cose. La consuetudine avvolge nelle sue spire anche lui: egli non fa la legge,semplicemente la dice. Secondo Tommaso d’Aquino il principe è come dio,deve creare ordine. la legge umana secondo san Tommaso non è creata,ma è soltanto scoperta perchè dice che la legge e l’ordine esistono dall’inizio dei secoli.

(XI-XII sec) IL LABORATORIO SAPIENZIALE (seconda età medioevo)

Alla fine dell XI secolo in europa cambia il paesaggio che diventa sempre più popolato. La città è il centro di persone che si collega con altre città: è una comunità aperta adesso. Con l’apertura c’è una maggior circolazione di soldi e nasce il mercante che con il rischio commercia tra città e stati.

In questa mentalità aperta girano anche idee: nascono le scuole.

Persiste ancora il vuoto politico e il principe resta lontano dalla produzione dei diritto ed è più che altro giudice. Se una legge nasce dalla ragione la legge è giusta (equitas della legge) mentre invece se nasce solo dalla volontà del sovrano è inguista.

Persiste anche nel secondo medioevo la consuetudine come fonte di diritto ma essa ha un difetto ora: con l’apertura degli spazi e gli interscambi,diverse consuetudini vengono a contatto pertanto ora si farà riferimento alla scienza giuridica come fonte.

Infatti con le scuole si diffonde anche la conoscenza e ora la scienza ha un ruolo importante nella società. Essa è ben accolta dal sistema e lo schema che si unsa è quello della questio. Cioè si pone un problema e la risposta è cercata dalla scienza e la scienza giuridica è quella che fungerà da base x le altre scienze.

La scienza ha un ruolo importante ora perché:

1. La scienza è la strada x la verità. Lo scienziato giurista ha degli strumenti “finiti” (cioè imperfetti) che lo aiutano a raggiungere la verità (perfezione)

2. Alla fine del XI sec c’è una lotta tra la chiesa e i costumi della società;la scienza diventa garanzia di unità

3. La chiesa gregoriana ha bisogno di eliminare i testi sacri falsi; x eliminarli si affida alla scienza

4. La civiltà medievale divisa a livello politico, vuole creare un ordine nelle discipline giuridiche,fisiologiche ecc

La scienza è però sola in questa ricerca della verità (solitudine della scienza) e lo scienziato giurista si affida al digesto romano che viene ora utilizzato nella giurisprudenza. Il diritto giustinianeo diventa di ispirazione; i glossatori (coloro che creano diritto) riscoprono il diritto giustinianeo.

Gli osservatori medievali si affidano a questo codice anche se vecchio di VI secoli perché scritto da un imperatore romano cattolico (giustiniano) e perché è un testo di un’epoca antica e favolosa (del grande impero romano).

“Gli osservatori medievali (glossatori) sono come dei nani che salgono sulle spalle del gigante (diritto romano) x poter vedere meglio”

Chiedono aiuto al diritto romano ma allo stesso tempo lo usano x i loro scopi. Infatti il diritto romano deve essere adattato all’epoca della società medievale,deve quindi essere tradotto e interpretato poiché è vecchio di VI secoli.

Gli interpreti sono quattro:

1. Il principe.la cui interpretazione è scritta in un atto normativo ed è x la generalità dei sudditi (popolo)

2. Consuetudine. La cui interpretazione non è scritto e valida però per tutti

3. Il giudice. La cui interpretazione va a interessare solo le persone coinvolte in un processo

4. Maestro. La cui interpretazione è solo probabile

La differenza tra glossatori e commentatori è che i glossatori arrivano agli anni 30 del XIII secolo che si conclude con la consolidazione della glossa magna. Mentre i commentatori arrivano al 1500.

I SEGNI DELLA CONTINUITA’:

Equitas: l’equitas non è un prodotto della mente umana ma si trova nelle cose e si manifesta sugli uomini. L’equitas del medioevo si divide in equitas rudis e equitas constituta. La prima è informe e non lavorata e si trova nel fatti,la seconda invece è stata lavorata e sta nelle regole giuridiche.

imperfezione del singolo: anche nel secondo medioevo continua la convinzione della imperfezione del singolo. Questo pensiero arriverà fino al 1300. Dopo tale data invece con la peste si abbandoneranno il reicentrismo e il comunitarismo e si cercheranno nuovi valori. Comincerà a affermarsi l’individio che si libera dalla protezione/prigione della comunità. L’individuo potrà comunicare da solo con dio e accanto alla proprietà della res, comparirà la proprietà che ogni uomo ha di se.

LA CHIESA NEL SECONDO MEDIOEVO

Negli ultimi decenni dell XI sec la chiesa vuole creare un diritto suo diverso da quello che aveva creato nella prima metà del medioevo; deve essere un diritto tecnico come il diritto civile.

Una collezione famosa è quella di un monaco dell’italia settentrionale di nome graziano. Egli guarda al futuro e vuole creare qualcosa di fondamento a future costituzioni grazie alla sua opera chiamata decretum si apre l’era del diritto canonico classico.

Il pontefice è nella chiesa sintesi di poteri e nel 1298 papa bonifacio VIII emanò una nuova raccolta di decretali (cioè lettere decisorie) e nel 1327 un’altra raccolta fu fatta da papa clemente e venne chiamata clementinae. Il diritto canonico era infatti un diritto casistico perché il papa con i decretali decideva caso per caso; “la chiesa non bada alle 99 pecore (99 giusti) ma si occupa solo della pecora smarrita”. È un diritto che si applica a casi specifici e non in maniera generalizzata.

Ai primi del 1500 tutte le raccolte : la concordia grazianea,clementinae furono riunite in un solo testo chiamato corpus iuris canonici.

Persiste nel diritto ecclesiastico la separazione in due livelli come nella prima parte del medioevo.

PLURALISMO GIURIDICO DEL TARDO MEDIOEVO: DIRITTO COMUNE E DIRITTI PARTICOLARI

Caratteristica del diritto medievale è l’assenza di un soggetto politico forte che lascia alla dimensione giuridica una pluralità.

Fino al 1200 si affiancano il diritto comune e quelli particolari; è il caso del diritto feudale e del diritto commerciale.

Il diritto feudale è quell’insieme di consuetudini che si sono accumulate dalla prima parte del medioevo mentre il diritto commerciale disciplina i traffici commerciali; entrambi questi diritti fanno parte del diritto comune (ius comune).

Il diritto mercantile o commerciale nasce x regolamentare gli scambi e in questo momento nascono novità come i titoli di credito e le assicurazioni (1200). Questo perché nascono città stato aperte e votate al commercio e i primi comuni. Nei liberi comuni settentrionali nascono gli statuti che a differenza del re si interessano molto alla produzione di diritto. Inizia a crearsi un insieme di diritti: civile,canonico,mercantile,feudale creando un aggrovigliamento reticolato di rapporti solo formalmente gerarchici.

In tutta la prima età moderna si va dal pluralismo a monismo giuridico nel momento in cui nasce un soggetto politico forte: lo stato, che si colma con la creazione di un codice civile.

Il diritto comune si incarna nella interpretazione; ciò significa che esso è prodotto di scienza che però non lo produce da sola ma sotto osservazione di un testo importante.

Nel medioevo non abbiamo una gerarchia delle fonti,poiché una simile idea è solo moderna. Poiché come abbiamo detto il medioevo è caratterizzato da una pluralità di fonti.

La società si autodisciplina,diventa diritto. La gerarchia delle fonti presuppone una visione in cui lo stato è l’unico legittimato a produrre diritto.

FRANCIA re filippo inzia a vedere come mezzo importante per il suo regno il diritto e si scontra con il papa bonifacio VIII sul potere temporale. Finalmente in europa si inzia a percepire l’importanza che può avere il diritto nella conduzione di un regno. Esempio ancora più grande di questo lo avremo in Inghilterra dove con l’invasione sassone in Inghilterra il diritto diventa strumento per il controllo. Nasce il diritto comune inglese (common law)

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