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parafrasi 1 giornata 6 novella, Sintesi di Letteratura. Università per Stranieri di Siena

Letteratura

Descrizione: Decamerone parafrasi della sesta novella della prima giornata
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Novella
»Appunto con la parafrasi e il testo originale della sesta novella raccontata nella prima delle dieci
giornate di cui si compone il Decameron, l'opera di Giovanni Boccaccio
Inviato da: eddie guerrero, il: 04 gennaio 2007.
Boccaccio, Giovanni - Decameron (sesta novella, prima giornata)
Testo
Fu adunque, o care giovani, non è ancora gran tempo, nella nostra città un frate minore inquisitore
della eretica pravità, il quale, come che molto s'ingegnasse di parere santo e tenero amatore della
cristiana fede, sì come tutti fanno, era non men buono investigatore di chi piena aveva la borsa, che
di chi di scemo nella fede sentisse. Per la quale sollecitudine per avventura gli venne trovato un
buono uomo, assai più ricco di denari che di senno, al quale, non già per difetto di fede, ma
semplicemente parlando, forse da vino o da soperchia letizia riscaldato, era venuto detto un dì ad
una sua brigata se' avere un vino sì buono che ne berrebbe Cristo.
Il che essendo allo inquisitore rapportato, ed egli sentendo che gli suoi poderi eran grandi e ben
tirata la borsa, cum gladiis et fustibus impetuosissimamente corse a formargli un processo
gravissimo addosso, avvisando non di ciò alleviamento di miscredenza nello inquisito, ma
empimento di fiorini nella sua mano ne dovesse procedere, come fece. E fattolo richiedere, lui
domandò se vero fosse ciò che contro di lui era stato detto. Il buono uomo rispose del sì , e dissegli
il modo. A che lo 'nquisitore santissimo e divoto di san Giovanni Boccadoro disse:
- Dunque hai tu fatto Cristo bevitore e vago de' vini solenni, come se egli fosse Cinciglione o
alcuno altro di voi bevitori ebriachi e tavernieri? E ora, umilmente parlando, vuogli mostrare questa
cosa molto essere leggiera. Ella non è come ella ti pare; tu n'hai meritato il fuoco, quando noi
vogliamo, come noi dobbiamo, verso te operare.
E con queste e con altre parole assai, col viso dell'arme, quasi costui fosse stato epicuro negante la
etternità delle anime, gli parlava. E in brieve tanto lo spaurì che il buono uomo per certi mezzani gli
fece con una buona quantità della grascia di san Giovanni Boccadoro ugner le mani (la quale molto
giova alle infermità delle pestilenziose avarizie de' cherici, e spezialmente de' frati minori, che
denari non osan toccare) acciò ch'egli dovesse verso lui misericordiosamente operare.
La quale unzione, sì come molto virtuosa, avvegna che Galieno non ne parli in alcuna parte delle
sue medicine, sì e tanto adoperò, che il fuoco minacciatogli di grazia si permutò in una croce; e,
quasi al passaggio d'oltremare andar dovesse, per far più bella bandiera, gialla gliele pose in sul
nero. E oltre a questo, già ricevuti i denari, più giorni appresso di se' il sostenne, per penitenzia
dandogli che egli ogni mattina dovesse udire una messa in Santa Croce e all'ora del mangiare avanti
a lui presentarsi, e poi il rimanente del giorno quello che più gli piacesse potesse fare.
Il che costui diligentemente faccendo, avvenne una mattina tra l'altre che egli udì alla messa uno
evangelio, nel quale queste parole si cantavano: - Voi riceverete per ogn'un cento, e possederete la
vita etterna - ; le quali esso nella memoria fermamente ritenne, e, secondo il comandamento
fattogli, ad ora di mangiare davanti allo inquisitore venendo, il trovò desinare. Il quale lo 'nquisitore
domandò se egli avesse la messa udita quella mattina. Al quale esso prestamente rispose:
-Messer sì.
A cui lo 'nquisitore disse:
- Udisti tu in quella cosa niuna della quale tu dubiti o vogline domandare?
- Certo- rispose il buono uomo- di niuna cosa che io udissi dubito, anzi tutte per fermo le credo
vere. Udìne io bene alcuna che m'ha fatto e fa avere di voi e degli altri vostri frati grandissima
compassione, pensando al malvagio stato che voi di là nell'altra vita dovrete avere.
Disse allora lo 'nquisitore:
- E qual fu quella parola, che t'ha mosso ad aver questa compassion di noi?
Il buono uomo rispose:
- Messere, ella fu quella parola dello evangelio, la qual dice: - Voi riceverete per ogn'un cento-
. Lo inquisitore disse:
- Questo è vero; ma perché t'ha per ciò questa parola commosso?
- Messere,- rispose il buono uomo - io vel dirò: poi che io usai qui, ho io ogni dì veduto dar qui di
fuori a molta povera gente, quando una e quando due grandissime caldaie di broda, la quale a' frati
di questo convento e a voi si toglie sì come soperchia, davanti; per che, se per ogn'una cento vene
fieno rendute di là, voi n'avrete tanta che voi dentro tutti vi dovrete affogare.
Come che gli altri, che alla tavola dello inquisitore erano, tutti ridessono, lo 'nquisitore sentendo
trafiggere la lor brodaiuola ipocresia, tutto si turbò; e se non fosse che biasimo portava di quello che
fatto avea, un altro processo gli avrebbe addosso fatto, per ciò che con ridevol motto lui e gli altri
poltroni aveva morsi; e per bizzarria gli comandò che quello che più gli piacesse facesse, senza più
davanti venirgli.
Parafrasi
Vi racconterò di una lezione che un uomo diede ad un prete avaro e dalla battuta divertente sempre
pronta.
Nella nostra città, non molto tempo fa, viveva un frate minore inquisitore che si sforzava per
apparire santo, ma si preoccupava di più degli affari dei ricchi piuttosto che dei peccatori.
Per caso, un uomo più ricco che intelligente, parlando con i suoi amici ed avendo bevuto troppo
disse che il vino lo avrebbe bevuto anche Cristo, tanto era buono.
Il frate, venne a sapere del fatto e conoscendo la ricchezza di quest’uomo volle istituire subito un
processo contro questo, in primo luogo per trarne profitto e in secondo per accertarsi se avesse
veramente detto questa frase. L’uomo acconsentì al fatto e l’inquisitore disse:” Tu hai detto che
Cristo era un ubriacone, ciò è molto grave e per questo meriti il fuoco”.
Con queste ed altre dure e provocatorie parole il frate accusava l’uomo, che impaurito gli diede
parecchi soldi da utilizzare in opere di carità.
Il gesto fu accettato talmente volentieri che l’unica punizione inflitta all’uomo fu quella di portare
sui suoi vestiti una croce gialla e nera, andare a messa tutte le mattine e presentarsi dal frate all’ora
di pranzo.
Un giorno mentre era a messa l’uomo sentì un vangelo che recitava:” Voi riceverete il centuplo
quaggiù e successivamente la vita eterna”.
All’ora di pranzo l’uomo si recò dal frate come ogni giorno il quale gli chiese:” Sei andato a
messa?”, “Si” rispose l’uomo.
“Hai sentito qualcosa in cui non credi?” replicò il frate , “Io credo in tutto quello che sento durante
il vangelo, ma oggi è stata detta una cosa che mi ha commosso pensando alla brutta situazione
vostra e di tutti i frati quando raggiungerete l’aldilà.
“E quale sarebbe?” chiese il frate.
“Il vangelo diceva: voi riceverete il centuplo” affermò l’uomo, e il frate stupito gli domandò:”
Questo è vero, perché ti sei commosso?”.
“ Signore, da quando sono qui vedo distribuire ai poveri uno o due grandi pentoloni di brodaglia, se
per ognuno di essi nell’aldilà ne avrete cento, ce ne sarà così tanta che voi potreste affogarvici
dentro.” Così rispose l’uomo.
Tutti i presenti risero e l’inquisitore si arrabbiò a tal punto che avrebbe voluto fare subito un altro
processo, ma si pentì di ciò che aveva fatto e liberò l’uomo dalla sua punizione.
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Universita: Università per Stranieri di Siena
Materia: Letteratura
Data di caricamento: 07/02/2013
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