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Dispensa di Pedagogia della scuola, Dispense di Pedagogia. Università di Roma Foro Italico

Pedagogia

Descrizione: Dispensa pedagogia
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PEDAGOGIA DELLA SCUOLA
e
Fondamenti pedagogici per l’inclusione/integrazione
scolastica e sociale
Dispensa
a cura di Armando Curatola
2
PRIMA PARTE
LA PEDAGOGIA DELLA SCUOLA
Premessa1
Nel vasto panorama dell’attuale ricerca scientifica che ha nell’educazione il suo specifico
campo d’indagine, è sempre più incisivo l’impegno degli studiosi a delineare una condivisibile
“pedagogia della scuola” che sia ideologicamente fondata, eticamente giustificata, concretamente
rispondente alle istanze di un sociale sempre più complesso e problematico, ma soprattutto in grado
di sostenere efficacemente e funzionalmente ogni atto di tutela e di valorizzazione della persona. Un
obiettivo, questo, il cui raggiungimento dipende, probabilmente, dalla possibilità che si individuino
positive ed efficaci modalità di coniugazione tra gli esiti della riflessione critica (propria della
teoretica pedagogica) e il contesto reale della operatività formativa (oggetto della Didattica), pur
garantendo la tutela delle rispettive autonome identità disciplinari.
Le proposte di soluzione formulate al riguardo sono molteplici. Non tutte, però, ricevono un
eguale livello di consenso, anche perché non tutte sono caratterizzate da originalità e/o coerenza
strutturale del loro impianto, con la declinazione di adeguati contenuti, di ottimali percorsi e
strategie attuativi, di funzionali sistemi di relazione e di organizzazione. Ad emergere sono, infatti,
le proposte che non solo dimostrano di possedere un valido ed efficace impianto metodologico e
didattico (e lo è nella misura in cui risulta coerente con gli obiettivi attesi ed è sostenuto da
un’efficiente pianificazione nell’organizzazione delle relazioni che vengono espresse all’interno e
con l’esterno della struttura scolastica), ma che pure assumono la persona come entità valoriale, sia
fondante che prospettica, per l’azione educativa, senza trascurare che questa è pur sempre
“storicizzata”, cioè è testimonianza viva di un preciso contesto spazio-temporale che ne orienta la
formazione, ne stimola l’esplicitazione delle esperienze e ne definisce l’identità di appartenenza2.
Ed è in tale quadro concettuale che noi ci riconosciamo e ci collochiamo con piena
determinazione, sostenuti dalla convinzione che non vi sia altra traccia scientificamente e
ideologicamente delineabile e percorribile in grado di disegnare e di prospettare efficaci coordinate
di orientamento operativo per la scuola, entro un positivo modello pedagogico. Un modello che dia
alla scuola, e non solo ad essa, motivazioni sostenibili e rassicuranti per potersi assumere sempre
maggiori livelli di responsabilità nell’assolvimento del difficile e complicato compito di
“contributo” e di “sostegno” alla costruzione di un sociale che esprime chiari segnali di una
intenzionalità forte nel dotarsi di condizioni esistenziali più sostenibili, più eque ed equilibrate,
1 La dispensa riproduce in parte il nostro volume Pedagogia della scuola, Roma. Anicia, 2008
2 Cfr., G. VICO, Tempo ed educazione nel Post-moderno, La Scuola, Brescia, 1990; C. XODO CEGOLON, L’occhio
nel cuore. Pedagogia della competenza etica, La Scuola, Brescia, 2001.
3
basate sul pieno rispetto delle diversità e delle differenze, sull’affermazione e tutela delle libertà, su
sentimenti di piena solidarietà, su sani principi di convivenza pacifica, sulla eliminazione di ogni
possibile condizione di esclusione e di emarginazione3.
D’altra parte, la scuola non trascura alcuna occasione per dimostrare di essere sempre pronta
a recepire e a utilizzare responsabilmente ogni utile modello d’organizzazione e d’azione educativa
che le viene proposto, sempre che esso risulti pedagogicamente fondato e scientificamente
strutturato (come voleva G. Catalfamo, personalista critico del nostro tempo) oltre che compatibile
con le scelte del sistema politico-amministrativo che di essa regola istituzionalmente l’esistenza e
ne definisce le funzioni. Prova di tale disponibilità è l’attenzione che essa, indirizzata e vinvolata da
precise scelte politiche, riserva oggi alla “qualitàdel servizio scolastico, grazie all’esercizio della
autonomia. Scelta, questa, che le consente di “contestualizzare” a pieno l’esercizio educativo, co
da poter rispondere efficacemente alle sempre più frequenti emergenze sociali e ai nuovibisogni
individuali” che scaturiscono in una società che è tecnologicamente avanzata, che assume
connotazioni multiculturali e multietniche, ma che è pure a rischio di involuzione e/o di in
autenticità valoriale e, secondo i più pessimisti, forse proiettata a un totale annientamento
esistenziale per le sempre più diffuse e apparentemente inarrestabili alterazioni dell’ecosistema.
Emerge, dunque, l’importanza fondamentale che ha, per il presente e per il futuro del
sociale, la costruzione e la proposizione di un positivo modello di “pedagogia della scuola”, così
come avevano ben compreso, tra gli altri, J. Dewey e S. Hessen e come hanno dimostrato altri
illustri studiosi del nostro tempo, quali A. Agazzi e M. Mencarelli, e più recentemente C. Scurati, L.
Corradini, S. S. Macchietti, G. Chiosso e tanti altri. Un modello che sia anche e soprattutto
“modello di orientamento e di condotta” per la scuola, nel quale teorizzazione pedagogica e
operatività didattica trovano stretta correlazione e interazione, dando luogo al progetto e
all’esecutività di una pragmatica educativa ben finalizzata, coerentemente sostenuta e controllata,
funzionale tanto alla persona quanto al sociale4.
E’ nel rispetto integrale di tali presupposti che abbiamo concepito e articolato questo lavoro,
prevedendo al suo interno due segmenti differenziati di sviluppo, seppure intrinsecamente collegati
tra loro e reciprocamente funzionali. Nel primo di codesti segmenti, essenzialmente “teorico” ed
avente per noi carattere fondante, ci siamo posti il problema della definizione di un essenziale
quadro teorico di riferimento pedagogico (con il domandarsi sulle essenziali ragioni
dell’educazione e il giustificare il riconoscimento dell’autonomia alle istituzioni scolastiche come
3 AA. VV., Educare nella società complessa, La Scuola, Brescia, 1991.
4 Cfr., L. CORRADINI, Educare nella scuola. Cultura comunità curricolo, La Scuola, Brescia, 1987; M.
MENCARELLI, Problemi di pedagogia scolastica, La Scuola, Brescia, 1962; C. SCURATI, Pedagogia della scuola,
La Scuola, Brescia, 1997.
4
condizione indispensabile per pervenire ad esiti formativi di qualità), entro cui collocare il secondo
segmento, quello di “proposta”, più propriamente di ordine didattico.
In questo secondo segmento (capitoli quarto e quinto) l’intenzione codificata è quella di
contribuire a stabilire un concreto orientamento di operatività scolastica, richiamando la scuola ad
un’attenzione prilegiata verso temi di forte attualità, quali quello della didattica rivolta ai beni
culturali, da intendersi sia come atto di problematizzazione cognitiva che come obiettivo di
esercizio fruitivo, e quello della formazione di concreti atteggiamenti imprenditoriali che non siano
strettamente ed esclusivamente regolati e vincolati da scopi economicistici, bensì ispirati, orientati
e sostenuti da precisi fondamenti e prospettive valoriali.
Proposte, queste, che non sono affatto casuali, né motivo di estemporanea progettualità, né
sterile e artificiosa ricerca dell’innovazione, bensì costituiscono delle ipotesi d’azione educativa che
mirano a interpretare il tempo presente, a valorizzare le risorse territoriali (soprattutto culturali) e a
disegnare un futuro a “misura d’uomo”, proiettando l’azione della scuola in un preciso sfondo
ideologico, quello della tradizione pedagogica personalistica, che insiste fortemente sulla necessità
di una scuola che sia, contestualmente e armonicamente, campo di esercizio della cultura e di
valorizzazione della persona, e nel quale viene a svilupparsi una positiva coscienza per la tutela
incondizionata dei “mondi vitali” di ognuno e di tutti, ossia di quell’ecosistema il cui equilibrio è
condizione fondamentale per la stessa esistenza umana. Un presupposto, questo, che alimenta
fortemente la nostra convinzione che a nulla serve l’autoproclamazione della scuola come “agenzia”
che si pone al servizio dell’uomo, e della persona in particolare, se a tale atto non corrisponde
un’adeguata sua disponibilità e premura nel sostenere le relazioni educative, come anche un suo
impegno coerente, responsabile e scientificamente condotto nell’offerta didattica. Disponibilità e
impegno che, come si è detto, vanno collocati nell’ottica del perseguimento di esiti di qualità
pedagogicamente fondati, concordati e condivisi, e che non possono prescindere dalla
ottimizzazione dell’organizzazione didattica e relazionale.
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Informazioni sul documento
Caricato da: obi_wan_2012
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Indirizzo:
Universita: Università di Roma Foro Italico
Materia: Pedagogia
Data di caricamento: 31/08/2012
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salvatorecarmela - Università della Basilicata

provo

04/11/12 09:54
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