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Affidamento in prova al servizio sociale - Appunti di Diritto Penitenziario, Appunti di Diritto Penitenziario. Università di Catania

Diritto Penitenziario

Descrizione: Definizioni degli istituti pregnanti
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Adamento in prova al servizio sociale
È la prima misura alternativa al carcere, elencata nella voce misure alternative. L'adamento
può essere concesso se la pena detentiva (o la pena residua) non supera 3 anni. Ottenuto
l'adamento ai servizi sociali, il condannato sconta la pena fuori dal carcere. A loro volta i
servizi sociali "collocano" il condannato presso una azienda, una cooperativa, o simili, dove egli
svolge un lavoro (a dire il vero, quasi sempre è lo stesso condannato che propone la
collocazione). L'adato, è sostanzialmente una persona libera che deve soltanto seguire degli
obblighi, quali tornare a casa sua a una certa ora, non allontanarsi dalla sua provincia, etc. Il
provvedimento è adottato sulla base dei risultati di una osservazione collegiale della
personalità del detenuto. All'atto dell'adamento è redatto un verbale in cui sono dettate le
prescrizioni che il soggetto dovrà seguire. Il servizio sociale (il CSSA) controlla la condotta del
soggetto. L’esito positivo del periodo di prova estingue la pena e ogni altro eetto penale. (Art.
47 OP)
Adamento in prova al servizio sociale di un tossicodipendente
Se la pena detentiva (o la pena residua) non supera 4 anni e riguarda un tossicodipendente o
alcoldipendente che abbia in corso un programma di recupero o che intenda ad esso
sottoporsi, egli può chiedere in ogni momento di essere adato al servizio sociale per
continuare o iniziare la terapia di recupero concordata con una unità sanitaria. Alla domanda
deve essere allegata la certicazione che attesti lo stato di tossicodipendenza
(alcoldipendenza). L'adamento in prova non può essere disposto, più di 2 volte. Praticamente
per far scattare l'adamento il detenuto-tossico deve aver una pena (o una pena residua)
inferiore a 4 anni; essere denitivo; aver avuto al massimo una revoca. Egli deve rivolgersi al
Ser.T. dal quale dipende, far venire in carcere qualcuno del Ser.T. per incontrarlo e riscontrare
la sua volontà di entrare in comunità e poi inoltrare la domanda al Magistrato di Sorveglianza.
(Art. 90 DPR 309/90 ex Art. 47bis OP)
Alimentazione
Ai detenuti è assicurata un'alimentazione sana e suciente. Una rappresentanza dei detenuti,
designata mensilmente per sorteggio, controlla l'applicazione delle tabelle e la preparazione
del vitto. (Art. 9 OP)
Art. 4 bis
Vedi "Condannati per i delitti dell'art. 4 bis OP
Art. 21
Vedi "Lavoro all'esterno del carcere (Lavoro in art. 21)"
Assistente sociale
È un dipendente del Ministero della Giustizia (da non confondere con l'assistente sociale del
comune o della ASL), che fa capo al CSSA. Egli tiene i contatti con le famiglie dei detenuti, con
gli enti locali; segue le persone in adamento al servizio sociale. Ha un ruolo importante per la
concessione e l'esecuzione dei beneci di legge.
Assistenza alle famiglie
Il trattamento dei detenuti è integrato da una azione di assistenza alle loro famiglie. (Art. 45
OP)
Assistenza post-penitenziaria
I detenuti ricevono un particolare aiuto nel periodo di tempo che immediatamente precede la
liberazione e per un congruo periodo a questa successivo. (Art. 46 OP)
Attività culturali, ricreative, sportive
Sono favorite queste e ogni altra attività volta alla realizzazione della personalità dei detenuti.
(Art. 27 OP)
Braccialetto elettronico
L'applicazione di un «braccialetto elettronico» ai detenuti agli arresti domiciliari, per
controllarne gli spostamenti - al ne di prevenirne l'allontanamento dal domicilio o, in caso di
infrazione, di ripristinare la custodia in carcere -, è già in uso in vari Paesi, quali Francia,
Germania, Gran Bretagna. Dal 20 aprile 2001 l'uso del «braccialetto elettronico», approvato
con la Legge 19 gennaio 2001, n. 4, è iniziato in via sperimentale anche in Italia, in cinque
grandi città: Torino, Milano, Roma, Napoli, Catania, dove maggiore è il numero delle persone
agli arresti domiciliari.
Centri di Servizio Sociale per Adulti (CSSA)
I Centri di Servizio Sociale per Adulti (CSSA) sono stati istituiti dall'art. 72 della Legge
Penitenziaria (OP) (vedere anche art. 118 Reg) e sono dislocati nelle sedi dei Tribunali di
Sorveglianza. A Milano si trova in via Numa Pompilio. I CSSA dipendono dal DAP (Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria). Le competenze dei CSSA sono illustrate dai predetti articoli.
Per sintesi diremo che le competenze operative del CSSA sono: a) all'interno del carcere :
interventi per i detenuti in art. 21; partecipazione alla osservazione e al trattamento; compiti di
consulenza; b) all'esterno del carcere: gestione della pena dei detenuti in adamento e in
semilibertà; interventi per la concessione degli adamenti, per la formulazione dei programmi
con il SERT per alcole tossico dipendenti, per l'applicazione e la revoca delle misure di
sicurezza; etc. (Art. 72 OP) (Art. 118 Reg)
Chi sta in carcere
1) l'imputato o l'indagato sottoposto a "misure cautelari"; 2) chi è stato arrestato in agrante
(ma non sempre c'è l'obbligo dell'arresto); 3) chi è in stato di fermo; 4) il denitivo; 5)
l'internato.
Colloqui
I detenuti possono avere colloqui e corrispondenza con i congiunti e con altre persone. Anzi
particolare favore viene accordato ai colloqui con i familiari. I detenuti possono avere
quotidiani, periodici, libri. Ciascun detenuto è fornito di biancheria, vestiario e di eetti di uso
in quantità suciente. Il permesso per avere un colloquio con un imputato in attesa del
giudizio di 1°grado viene concesso dal PM. Un appellante, ricorrente o denitivo ha il diritto di
essere visitato dai familiari o dal convivente. I non familiari devono richiedere il permesso al PM
nel primo caso e alla Direzione nel secondo caso. (Art. 18 OP) I detenuti usufruiscono di 6
colloqui al mese (4 per i detenuti dell'art. 4bis). Durata massima del colloquio, 1 ora. A ciascun
colloquio possono partecipare non più di 3 persone. (Art. 37 Reg)
Comunicazioni all'ingresso in carcere
Immediatamente dopo l'ingresso in carcere, al detenuto viene richiesto se intenda dare notizia
del fatto a un congiunto o ad altra persona indicata e, in caso positivo, se vuole avvalersi del
mezzo postale ordinario e del telegramma. La comunicazione è limitata alla sola notizia
dell'ingresso in carcere. Se si tratta di straniero, l'ingresso in carcere è comunicato all'autorità
consolare. (Art. 62 Reg)
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Catania
Data di caricamento: 27/11/2012
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