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Le Posizioni di Garanzia - Riassunto - Diritto Penale, Sintesi di Diritto Penale. Università Kore di Enna (Unikore)

Diritto Penale

Descrizione: Riassunto per il corso di Diritto Penale riguardante le posizioni di garanzia 
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LE POSIZIONI DI GARANZIA
INTRODUZIONE
E alla dottrina tedesca, a partire dagli anni Trenta, che si devono i primi studi sul
reato omissivo in genere e in particolare la creazione dei concetti di garante e di
posizioni di garanzia.
Lo sviluppo tra la fine dellOttocento e la fine del Novecento di nuove tendenze sociali
di stampo solidaristico di cui lo Stato si è fatto carico attraverso l’indicazione di
funzioni interventistiche ha infatti fatto
emergere lesigenza di tutelare situazioni particolarmente rilevanti, non
disciplinate espressamente da fonti legislative, aventi ad oggetto
lobbligo di attivarsi da parte di un soggetto determinato (il garante) al
fine d’impedire il verificarsi di un evento lesivo in base ad un rapporto
particolare di affidamento, un vincolo tra il soggetto obbligato ed i
soggetti o beni destinatari della tutela (posizioni di garanzia).
Dal secondo dopoguerra in poi si ebbe un incremento del processo
di dilatazione degli obblighi positivi di condotta penalmente sanzionati,
sviluppando una maggiore consapevolezza della necessità di formulare
una dogmatica autonoma dei reati omissivi.
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Particolare attenzione venne dedicata al problema della
responsabilità penale per omesso impedimento dell’evento sotto il
profilo delle condizioni che giustificano l’equiparazione tra il
cagionare ed ilnon impedire un evento lesivo.
Il Codice Penale italiano oggi regolamenta lillecito omissivo
improprio nella sola parte generale, avendo ripreso dalla dottrina tedesca
i concetti digarante” e di “posizioni di garanzia”, mediante la
previsione di una clausola di equivalenza contenuta nellarticolo 40
comma 21 che, in combinato disposto con norme di parte speciale
relative a fattispecie commissiveconvertibili” in omissioni, consente in
linea generale lapplicazione a tali forme di realizzazione in forma
omissiva della medesima cornice edittale prevista per l’originaria
fattispecie commissiva.
Pertanto nel primo capitolo occorre trattare la fattispecie omissiva,
in particolare il reato omissivo proprio ed il reato omissivo improprio o
commissivo mediante omissione affinché si possano tracciare i caratteri
fondamentali e distintivi che vi intercorrono tra i suddetti per poi
giungere nel secondo capitolo alle posizioni di garanzia, inerenti al reato
1 non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico dimpedire equivale a
cagionarlo.
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omissivo improprio ed infine chiudere con una rassegna
giurisprudenziale sulle suddette che meglio ha aiutato il legislatore a
risolvere determinate fattispecie non regolate da una norma ad hoc.
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PRIMO CAPITOLO
§.1.1 REATO OMISSIVO PROPRIO ED IMPROPRIO: QUESTIONI
DEFINITORIE.
La dottrina italiana dei primi decenni del secolo scorso, sotto
linfluenza degli scrittori tedeschi, ha mostrato particolare interesse nei
confronti della categoria degli illeciti omissivi, cercando di elaborare una
dogmatica autonoma degli stessi.
Lesigenza sentita dalla dottrina è nata dalla crescita progressiva
degli obblighi di agire dotati di rilevanza penale e derivanti a loro volta
dallavvento dello Stato sociale e del governo pubblico dell’economia,
con il conseguente moltiplicarsi delle fattispecie omissive.
Per omissione penalmente rilevante deve intendersi il mancato
compimento di un’azione che si aveva l’obbligo giuridico di compiere.
I reati omissivi si distinguono in due categorie che presentano
caratteristiche ed elementi diversi: reati omissivi propri e reati omissivi
impropri o commissivi mediante omissione.
I reati omissivi propri o di mera omissione sono quelli nei quali il
legislatore reprime:il mancato compimento di unazione
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giuridicamente doverosa2, indipendentemente dal verificarsi o meno di
un evento che risulta conseguenza di tale omissione. Di conseguenza
lomittente sarà considerato responsabile per non avere posto in essere
lazione doverosa che la legge penale imponeva di realizzare mediante la
previsione di singole e precise norme incriminatrici; ad esempio il delitto
di omissione di soccorso regolato dallarticolo 593 c.p.3, che si
caratterizza come situazione tipica di reato omissivo proprio poiché
incrimina la semplice omissione dellassistenza nei confronti di una
persona che versa in stato di pericolo e pertanto, nel caso in cui dal
mancato attivarsi del soggetto ne derivi la morte della persona da
assistere, lomittente non risponderà di omicidio ma la legge applicherà
solo una circostanza aggravante4. Tuttavia prima di far sorgere la
responsabilità in capo al soggetto che deve dare assistenza occorre
accertare che non esista alcuna impossibilità di agire, quale lassenza di
2 MARINUCCI-DOLCINI, Manuale di diritto penale, parte generale, Giuffré, Milano,
2003, 131.
3 Comma 1Chiunque trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore
degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per
malattia…o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità è
punito…”.
4 Comma 3 Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale,
la pena è aumentata, se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.
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necessarie attitudini psico-fisiche (un bagnante sta annegando ma la
persona presente non sa nuotare) o la mancanza delle condizioni esterne
indispensabili affinché si possa compiere lazione doverosa (non è
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università Kore di Enna (Unikore)
Data di caricamento: 03/03/2012
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