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Riassunto dell'esame di Diritto Agrario, libro consigliato del corso: Germanò, Sintesi di Diritto Pubblico. Politecnico di Milano

Diritto Pubblico

Descrizione: Appunti sintetici e rielaborati per il corso avente come testo di riferimento il Manuale di Diritto Agrario - Germanò
Mostro le pagine  1  -  4  di  42
III - L'IMPRESA AGRICOLA
1 il titolo II “del lavoro nell'impresa” del libro V del CC
Analizzando il CC, l'art 2082 dà la denizione di imprenditore, l'art 2135 si riferisce all'imprenditore agricolo, mentre
l'art 2195 si riferisce all'impreditore commerciale. Mentre l'art 2082 dà una vera e propria denizione
dell'imprenditore, gli artt 2135 e 2195, elencano una serie di attività svolte.
L'art 2135, in particolare elenca 4 attività: la coltivazione del fondo, l'allevamento di animali, la silvicoltura e le attività
connesse.
Invece, l'art 2195 elenca altri tipi di attività: l'attività industriale, l'attività del negoziante, l'attività di traporto, l'attività
bancaria, l'attività assicurativa e le attività ausiliari alle precedenti.
Per una corretta interpretazione, si deve tener presente che l'imprenditore sarà agricolo quando svolge le attività
elencate nell'art 2135 ma per essere imprenditore deve rispecchiare i requisiti dell'art 2082. questo stretto
collegamento tra le norme (2082 2135/2195) trova conferma nel fatto che l'art successivo il 2083, denendo il
piccolo imprenditore indica l'agricoltore (coltivatore diretto), l'imprenditore industriale (artigiano), il negoziante
(piccolo commerciante), ossia a soggetti che svolgono le attività agricole nel primo caso, e per gli altri due attività
commerciali.
2 la categoria unitaria dell'impresa
L'art 2135 denisce l'imprenditore agricolo colui che esercita l'attività di impresa agricola.
L'art 2082 denisce l'imprenditore, dicendo che, il soggetto è imprenditore
quando esercita un'attività economica organizzata l'organizzazione è la combinazione dei fattori produttivi
del capitale e del lavoro. È suciente che ci sia anche un'organizzazione del proprio lavoro e che il capitale
(immobile: impianto industriale) sia suciente per l'esercizio dell'attività economica.
quando la esercita professionalmente l'attività dev'essere svolta in modo professionale ossia non
occasionale e non saltuaria bensì con continuità. Una continuità che non può esaurirsi in un unico atto
economicamente rilevante.
quando la esercita al ne della produzione o dello scambio di beni o servizi non vi è attività di impresa se
questa non si conclude con l'immissione nel mercato dei beni o servizi prodotti. Dall'immissione della
produzione nel mercato, ci si attende un ricavo almeno astrattamente lucrativo puntando almeno ad un
pareggio dei costi con i ricavi.
3 il D.lgs n. 228 del 18 maggio 2001 e le ragioni della nuova formulazione dell'art 2135 cc
Il ns legislatore, nel 2001 è intervenuto riscrivendo l'art 2135 poiché il precedente articolo aveva alcune lacune che
richiedevano molto spesso l'intervento di un giudice per dirimere liti anche sulla interpretazione. C'era quindi bisogno
di una interpretazione autentica, che consentisse la diminuzione del contenzioso agricolo per i prossimi anni a venire.
Inoltre sono stati emanati 3 D.Lsg di orientamento:
D.Lgs 226/2001 Pesca
D.Lgs 227/2001 Foresta
D.Lgs 228/2001 Agricoltura
4 l'impresa agricola, come denita dal vecchio e dal nuovo art 2135 cc, ed è un'impresa in senso
tecnico
Come già ribadito, c'è uno stretto collegamento tra l'art 2082 e l'art 2135, infatti si può aermare che l'impresa
agricola è un'impresa in senso tecnico perché l'imprenditore agricolo dell'art 2135, non è un semplice produttore bensì
produce beni che rivolge al mercato, comportandosi proprio come l'imprenditore dell'art 2082. Questo è sempre
accaduto, anche in passato, anche se la cerchia di consumatori era inferiore.
Questo concetto dell'impresa in senso tecnico, era previsto anche nel codice civile del 1942 ciò lo si deduce solo
osservando la struttura del codice civile: sotto il capo “dell'impresa generale” subordinati erano i capi “dell'impresa
agricola” e “delle imprese commerciali”.
È nel periodo delle due guerre mondiali che si discute di impresa come categoria unitaria. La dottrina prese coscienza
di due fatti: l'importanza dell'impresa quale categoria ordinante l'intera disciplina dell'attività economica e riconobbe
la nozione di impresa anche in agricoltura. oggi è consolidato il fatto che l'operatore agricolo di cui parla il c.c.
Nell'art 2135 è un imprenditore, ovvero un soggetto che produce utilità per il mercato.
Infatti, è la stessa legge-delega che si riferisce alla promozione dell'agricoltura, incitando il Governo a modicare ed
integrare le vecchie disposizioni codicistiche allo scopo di raorzare la posizione imprenditoriale dell'operatore
agricolo.
Inoltre, i due D.Lgs 226/2001 (Pesca) e il D.Lgs 227/2001 (Foresta), decreti legislativi di orientamento forestale e di
acquacoltura insistono di denire “imprenditore” sia colui che gestisce un'attività produttiva del bosco, sia colui che
avolge l'attività di cattura o di raccolta di organismi acquatici in ambienti marini, salmastri e dolci.
5 la vendita dei prodotti agricoli e le contrattazioni dell'agricoltore nelle borse merci
Il D.Lgs 228/2001 che si riferisce all'agricoltura, ha portato alla riforma dell'art 2135.
Inoltre, l'art 4 del D.Lgs 228/2001 consente agli imprenditori agricoli, singoli od associati, di vendere direttamente al
dettaglio i propri prodotti su aree pubbliche o in locali aperti al pubblico dopo averne dato comunicazione al sindaco,
senza per questo cadere sotto la disciplina del commercio, poiché si tratta di vendite al minuto.
Inoltre, l'imprenditore agricolo può vendere i suoi prodotti e quelli altrui purchè non prevalenti e sempre che il ricavo
non superi un determinato ammontare, senza per questo diventare imprenditore commerciale (anche se di fatto
svolge l'attività di vendita e di compera previsto dal 2 comma dell'art 2195).
Inoltre, è imprenditore agricolo quell'agricoltore che ricorre alle borse merci per contrattare merci e derrate alimentari
o che dà in pegno ad i propri prosciutti a denominazione di origine o i propri diritti di impianto, senza di fatto perderne
l'utilizzazione.
Inoltre, il D.Lgs 228/2001 prevede l'istituzione di “distretti rurali” e “distretti agroalimentari di qualità” caratterizzate
da una presenza economica all'interno di attività agricole locali.
6 le attività agricole principali
Dalla lettura congiunta dell'art 2082 e 2135, si rileva che, è imprenditore agricolo colui che esercita professionalmente
e mediante un'organizzazione una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e
attività connesse, al ne della produzione per il mercato. le 3 speciche attività sono svolte sullo stesso piano e lo
svolgimento di solo una di esse è suciente per costituire l'oggetto di un'impresa agricola e far nascere la qualica
imprenditore agricolo in capo al soggetto che svolge quell'attività economica.
In passato invece, si riteneva che nel caso dell'allevamento anché ci fosse impresa agricola, l'imprenditore doveva
anche coltivare il fondo. Oggi non è più così. anche l'allevamento in batteria o capannoni è impresa agricola quando
sussistono i requisiti richiesti all'art 2082.
In altri casi, invece, il codice prevede che siano svolte contemporaneamente due attività dallo stesso imprenditore:
è il caso della pratica agronomica della fertirrigazione, ossia con lo scopo di reintegrare la fertilità del terreno con i
residui organici, si collega il fondo senza dispersione dei residui organici nel terreno.
7 la cura di esseri vegetali
La cura di esseri vegetali implica la coltivazione del fondo. La dottrina si è interrogata sul signicato di fondo. Dopo
varie teorizzazioni, si è giunti alla conclusione che per coltivazione di fondo non si deve intendere la coltivazione del
“campo” bensì la coltivazione delle “piante” (agronomia=scienza che studia il modo di conseguire dalla terra la
maggiore quantità e qualità di prodotti vegetali). Ciò lo si ricava anche dalla legge n. 126 del 1985 che denisce
agricola la coltivazione dei funghi che si svolge in grotte o capannoni all'uopo allestiti.
Inoltre, il fatto che la cura di esseri vegetali è la cura del ciclo biologico, non si poteva pensare che si esaurisse in un
solo atto seppur qualicato, bensì in una serie di atti (arare, seminare, diserbare, raccogliere) che costituiscono
l'attività agricola.
Il nuovo art. 2135 recita: per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le
attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere
vegetale o animale. qst nuovo articolo, ha permesso di togliere i dubbi precedenti e di sottolineare che anche la
serricoltura, la vivaistica, la produzione di semi, di ori, di radici etc sono attività di imprenditore agricolo. inoltre da
questo concetto si deduce il potenziale utilizzo del fondo che tuttavia non è necessario perché un imprenditore sia
agricolo e svolga un'attività di produzione di esseri vegetali.
Invece, la semplice raccolta di frutti naturali, se non organizzata e destinata al mercato, non costituisce attività di
impresa agricola.
Inoltre, riprendendo un concetto di origine francese, il ns legislatore ha messo in luce il fatto che anche la cura di una
tappa del ciclo biologico dell'essere animale o vegetale costituisce un 'attività agricola. La tappa deve essere di durata
sucientemente apprezzabile per la vita dell'essere animale o vegetale.
8 la cura del bosco e la liera bosco-legno-energia
La selvicoltura è la seconda delle attività dettate dal CC. La caratteristica di questa attività sta nel suo oggetto, il
bosco, il quale non dà solo legname, ma garantisce la saldezza del suolo, la purezza dell'aria e la conformazione del
paesaggio. È la c.d. Legge Galasso che colloca la coltura boschiva nella prospettiva di un'agricoltura di protezione
dell'ambiente piuttosto che strettamente imprenditoriale. Le modalità della cura del bosco sono prescritte dalle leggi
forestali e costituiscono degli obblighi per il titolare, il quale dev'essere imprenditore dato che il ne
dell'organizzazione boschiva è il mercato.
Il D.Lgs 227/2001 equipara agli imprenditori agricoli le cooperative che svolgono servizi ed opere a carattere forestale
a non propriamente alla silvicoltura.
La Lagge Galasso ha elevato a beni ambientali tutti i territori coperti da foreste e boschi, con la conseguenza che per
eetto del vincolo ambientale, non è consentito compiervi opere che alterino in modo permanente lo stato dei luoghi.
Tuttavia, è consentito il taglio colturale, senza la necessaria autorizzazione quando si tratta di interventi propri
dell'attività selvicolturale.
Anche colui che si dedica professionalmente alla specica produzione di biomasse è imprenditore agricolo, poiché
produce biogas ed elettricità attraverso l'impiego di organismi vegetali (legna da ardere, residui cellulosi etc) prodotti
dal fondo e/o bosco.
9 la raccolta dei frutti spontanei del sottobosco e la loro natura giuridica di res nullius
La raccolta di frutti spontanei quando è organizzata da un imprenditore agricolo sul proprio terreno boscato, acquista il
valore di attività connessa e quindi subordinata alla disciplina dell'impresa agricola.
Quando, invece, tale attività viene svolta in boschi altrui da chi non è imprenditore agricolo, il quale provvede a
mettere sul mercato i frutti raccolti, allora si è in presenza di un'impresa commerciale.
Sono deniti frutti spontanei sia i funghi o tartu che fragole, mirtilli, lamponi, etc. Questi frutti spontanei, ai sensi
dell'art 820 sono dei frutti naturali che provengono direttamente dalla cosa madre che vi concorra o no l'opera
dell'uomo.
Questi beni, non sono di proprietà del titolare del diritto di godimento della terra in cui spontaneamente nascono,
bensì sono res nullius e per ciò sono suscettibili di appropriazione da chiunque ne abbia interesse salvo la chiusura del
fondo.
Sono le Regioni che stabiliscono delle aree in cui può esercitarsi in diritto di esclusiva di raccolta dei funghi, inserendo
tali aree in apposite tabelle. i proprietari del fondo possono inserire l'attività di raccolta come attività aziendale.
Invece, i titolari dei diritti di godimento, se inseriscono l'attività di raccolta come aziendale con l'unico scopo di
impedire l'accesso a terzi al terreno tabellato, danno luogo ad un fatto illecito.
Esistono inoltre, rigide leggi che riguardano la dimensione minima di raccolta, modalità e trasporto di funghi e tartu,
la cui violazione prevede una consca dei frutti.
10 la cura di esseri animali
Il vecchio art 2135, prendeva in considerazione l'allevamento di bestiame, ma tale norma aveva creato dei
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thelordus82 - Università di Roma Tor Vergata

se studio solo questi lo passo?

11/07/13 17:47
fondi90 - Università di Roma La Sapienza

fatto benissimo

20/06/13 12:15
tyson06 - Università di Roma La Sapienza

Ho scaricato questo documento ma non riesco a leggerlo. Qualcuno può inviarmelo via e-mail? laura.petrillo@eni.com

06/06/13 15:05
valentinagallo91 - Università di Messina

Ottimo!

02/06/13 10:47
luisotta - Libera Università di Bolzano

bene

16/05/13 10:56
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