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Riassunto esame Scienze della Comunicazione - Rif: Professione giornalista, Papuzzi, Sintesi di Scienze Della Comunicazione. Università Alma Mater di Bologna

Scienze Della Comunicazione

Descrizione: Riassunto del corso di Scienze della Comunicazione del prof Sarti- Esame sul testo Professione giornalista di Papuzzi
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Universita: Università Alma Mater di Bologna
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PROFESSIONE  GIORNALISTA

­ A.Papuzzi­ Cap. 1 LA NOTIZIA GIORNALISTICA La storia: All’inizio del 1800 i giornali erano un prodotto di èlite, si occupavano di fatti  politici e commerciali;  venivano confezionati   su 4 pagine,  la  prima e  l’ultima erano dedicate alle  inserzioni pubblicitarie;  costavano 6 cent (da qui il termine six-penny papers), avevano una bassa tiratura e per lo più venivano  venduti in abbonamento.  Il 1833 vede la nascita del “SUN”, primo quotidiano di NY venduto dagli strilloni di strada a un solo  penny: successo immediato!  Anni   ’30,  svolta Jacksoniana:   Andrew  Jackson,   uomo del  Partito  Democratico   contro  monopoli   e  privilegi, mutò le condizioni sociali del Paese . Gli editori intuirono che si era aperto un nuovo mercato  in cui i giornali non erano più privilegio di pochi, ma diventavano una merce a disposizione di tutti.  Cambia il modello del giornale quotidiano perché cambiano i lettori = PENNY PRESS  Cambiamenti: ­ mutano i titoli delle testate ­ le inserzioni pubblicitarie diventano fonte di introiti ­ indipendenza dai circoli politici ­         contenuti dell’informazione: qualsiasi fatto poteva acquisire lo status di notizia. La notizia viene  inventata ­ nasce il giornalista professionista  Il concetto di notizia: La notizia è   il  pane del giornalista,  la sua bravura sta nel capire quale fatto può  fare notizia, cioè  interessare il pubblico.  Egli attua un importante processo di selezione e interpretazione. Lo SCOOP è la notizia che gli altri non hanno, il BUCO la notizia che tu non hai.  Caratteristica principale della notizia è l’IMPREVEDIBILITA’. Le cattive notizie hanno più attrazione.  La notizia è  RELATIVA: agli stessi avvenimenti si possono dare versioni diverse, perfino opposte,  poiché  il  giornalista che scrive implica la propria valutazione personale. Ciò che fa di un fatto una  notizia è la relazione con un pubblico e chi stabilisce questa relazione è il giornalista, egli infatti ne  coglie le necessità e l’importanza.                                                             La notizia è ciò che ne fanno i giornalisti, sono loro a produrre la notizia dandole forma. La funzione  della notizia è quella d’informare, cercando anche di creare empatia verso la testata. Avvenimento e pubblico:

L’avvenimento NON è la notizia: per quanto fedele possa essere, la notizia non è mai la riproduzione  della  realtà,  ma è  un’interpretazione. Un avvenimento può  quindi dare origine ad una notizia,  ma  dev’essere evidente, registrabile o certificabile. Ogni notizia deve contenere le risposte alle “5 W”, che  indicano le info minime per certificare l’avvenimento. Il pubblico è il secondo cardine della notizia, questo ha sempre il potere d’influenzare i meccanismi da  cui nascono le notizie. Il giornalista deve quindi cercare di immedesimarsi in un pubblico.  La forma standardizzata rende riconoscibili le notizie e cattura l’attenzione; la difficoltà sta nel suscitare  emozione e senso d’identificazione nel lettore. Lippmann vietman , età dei reporter in amreica, funzione della notizia è informare il pubblico, notizia e  verità non sono la stesa cosa! Rappresentazione e contrapposizione: Il carattere specifico di una notizia, ciò che determina l’interesse del pubblico, cambia di volta in volta e  può essere la rilevanza, la novità, l’originalità, il mistero, la drammaticità, l’utilità. Per scegliere le notizie  giuste,   un   buon   giornalista   non   deve   solo   avere   “fiuto”,  ma   deve   anche   attenersi   a   due   criteri  fondamentali: 1. RAPPRESENTAZIONE: il giornalista deve chiedersi come gli eventi e i protagonisti di un  avvenimento entrino in rapporto con i modelli sociali e culturali dominanti; avvenimenti come specchio  della realtà in cui viviamo. 2. CONTRAPPOSIZIONE:  il giornalista deve domandarsi quanto un avvenimento contrasti  con un’opinione convenzionale, un modello consolidato; dare al lettore ciò che meno si aspetta; grazie  a questo criterio si possono individuare gli scoop. I valori notizia: Gatekeepers:  coloro che selezionano tra  il  vasto numero di notizie  in entrata, quelle che verranno  pubblicate NEWS VALUES:  criteri valutativi convenzionali e mutevoli che regolano la selezione, stereotipi non  oggettivi che danno indicazioni sulla forma che la notizia deve assumere per catturare l’attenzione del  lettore. Il giornalista  gatekeepers  seleziona le notizie da pubblicare in rapporto a determinati valori e  criteri di notiziabilità (newsworthiness). Questi possono essere suddivisi in due grandi categorie: 1. In rapporto all’interesse del pubblico: (incuriosire, emozionare, colpire, informare) ­ NOVITA’: fatti imprevedibili ­ VICINANZA: in senso fisico e figurato, più è vicino, più interessa ­ DIMENSIONE: più è grande il fatto, più è forte l’impatto ­ COMUNICABILITA’: più il fatto è semplice da capire, più forte attenzione ­ DRAMMATICITA’:  le notizie negative interessano di più perché è più forte l’emozione  che suscitano ­ CONFLITTUALITA’: i conflitti tra antagonisti provocano interesse ­ CONSEGUENZE PRATICHE:  notizie di pubblica utilità che possono avere un riscontro  sulla vita    quotidiana ­ HUMAN INTEREST: carica di umanità di una notizia ­ IDEA DI PROGRESSO: gli avanzamenti scientifici creano interesse ­ PRESTIGIO SOCIALE: i protagonisti dei fatta appartengono ad un’èlite della società. 2. In rapporto ai metodi e alle esigenze redazionali: 1° LIVELLO: in base alla natura dell’avvenimento

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­ HARD NEWS: notizie urgenti e drammatiche, appartengono alla cronaca ­ SOFT NEWS: notizie senza carattere drammatico o di urgenza, basate su human interest;  sono notizie leggere che creano storie o appartengono alla cronaca rosa 2° LIVELLO: in base alla tempestività del’evento ­ ATTUALITA’: le notizie più fresche hanno priorità ­ RITMO: notizie in sintonia col ritmo del giornale (es. non ci si occupa di fenomeni di lungo  periodo) 3° LIVELLO: in base alla durata dell’evento ­ SPOT NEWS:  notizie   impreviste e   immediate che  in   liena di  massima non hanno un  seguito ­ DEVELOPING NEWS:  sono attese o previste e necessitano di   tempo per svilupparsi  (inchieste giudiziarie) ­ CONTINUING NEWS: legate ad avvenimenti che si sviluppano frammentariamente (l’iter  di una legge) ­ RUNNING NEWS: notizie in corso, non sis a come finiranno. I valori impliciti: Gans ha messo in luce i valori durevoli (enduring values), che  coincidono con i valori di testata:

- Etnocentrismo: come fiducia nel sistema americano, accompagnata dalla convinzione che ciò che 

accade nei confini americani è più importante di ciò che accade all'estero

- Altruismo democratico: la denuncia da parte dei media di ingiustizie, corruzione, stupidità dei governi  riflette la convinzione che la politica dovrebbe sempre perseguire il pubblico interesse

- Capitalismo responsabile: le notizie tendono a esprimere un'ottimistica fiducia nella competizione  economica

- Idealismo pastorale: emerge nelle storie che enfatizzano i problemi delle piccole città e la vita anonima  dei suburbi

- Individualismo: è evidente nelle notizie che sempre più frequentemente denunciano la minaccia alla  sfera dell'individualità rappresentata dalle tecnologie elettroniche

- Moderatismo: i media tendono a preferire le notizie che scoraggiano estremismi ed eccessi

- Ordine: emerge sempre la tendenza a restaurare e custodire l'ordine pubblico

- Leadership: poiché una gran quantità di notizie proviene da fonti legate a personaggi che esercitano  una leadership, o hanno per protagonisti dei leader

Gans ipotizza addirittura che dietro la selezione delle notizie si profili un universo di messaggi  ideologici, che fanno implicitamente privilegiare la notiziabilità di un certo fatto perché consente di  trasmettere al pubblico un determinato messaggio.

Cap. 2 LE FONTI GIORNALISTICHE: Sono la base della notizia, la loro quantità e qualità differenzia giornali e giornalisti. Sono le persone o i 

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documenti che forniscono informazione sugli avvenimenti, quando il  giornalista non ne è  testimone  diretto. La fonte rappresenta il primo livello di discostamento dall’evento, perché non ci restituisce la  sua integrità reale, ma ci mette a disposizione una versione dell’evento. Non ci dà la verità, ma una sua  verità! Questo accade poiché i testimoni tendono a ricordare sulla base delle proprie esperienze.    Di  conseguenza il problema fondamentale è  la certezza della  fonte;  il giornalista dovrebbe averne un  numero sufficiente a garantire la più ampia conoscenza dei fatti. Si dice che egli sia lo storico del  presente, visto che  il trattamento delle fonti implica problemi comuni ai giornalisti e agli storici.  Il tempo è un fattore determinante per il giornalista, il quale deve fare i conti con la DEADLINE = l’ora  entro la quale la notizia dev’essere elaborata. Non c’è la possibilità di prendere contatto con tutte le  fonti perciò si è aoobligati a dividerle tra quelle da sentire prima e quelle da sentire dopo (o da non  sentire affatto): ciò significa ordinarle secondo una gerarchia.   Le fonti possono essere: ­ PRIMARIE:  garantiscono   credibilità   all’informazione   o   perché   possiedono  un’autorevolezza istituzionale o hanno una competenza scientifica ( magistrati, sindaci, ministri, ecc) ­ SECONDARIE:  l’attendibilità è affidata alla stessa citazione giornalistica, queste devono  sempre essere controllate perché possano diventare notizie. (es. testimone oculare, spettatore di una  manifestazione ecc.) Esistono 4 modalità d’identificazione delle fonti: ­ OFF THE RECORD: la fonte non vuole che l’info sia usata ­ DEEP BACKGROUND:  la fonte consente l’info ad uso giornalistico, ma senza che le sia  attribuita ­ BACKGROUND:  la fonte accetta di essere identificata, ma non in forma anagrafica, ma  attraverso la funzione che esercita ­ ON THE RECORD: la fonte permette uso dell’info e l’attribuzione senza restrizioni. Le fonti si dividono in: ­ DIRETTE: è il giornalista che cerca, scopre e conserva ­ INDIRETTE: si auto propongono e si autorganizzano per diffondere le notizie; le principali  fonti indirette sono le  AGENZIA DI STAMPA = Impresa pubblica o privata che raccoglie, elabora e  distribuisce quotidianamente, a pagamento, a organi giornalistici e/o privati, informazioni specializzate.  Nel 1945 nasce l’ANSA, la quale produce e distribuisce autonomamente notizie; allo stesso tempo è  fonte per i mass media, ai quali forniscono la maggior parte delle segnalazioni.  I modelli di notizia tipici delle agenzie possono essere: ­ FLASH: notizia di una o due righe, comunica evento in modo secco e folgorante ­ TAKE: notizia concisa che risponde alle 5 W Immateriali d’agenzia subiscono trattamenti diversi in relazione alla testata che li utilizza, alcuni non  apportano modifiche, altri le smontano per crearne di nuove magari ampliando l’argomentazione. Le moderne agenzie svolgono una pluralità di funzioni: di testata giornalistica, di archivio elettronico, di  banca dati… Cap. 3 FORME E MODELLI Cronaca e commento: La  CRONACA  è   la  forma di  esposizione della notizia per eccellenza;  raccontare un avvenimento  concentrandosi sui fatti ed escludendo le opinioni (news). Il COMMENTO invece è la forma giornalistica di esposizione delle opinioni; sviluppare giudizi a parte, 

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condizionare i contenuti attraverso le proprie convinzioni ideologiche (view). Cronaca e commento sono due ambiti   separati,   con  funzioni  diverse e  con diversi   spazi;  questa  distinzione mira all’obiettività della notizia e dell’informazione. Nella stampa italiana il criterio dell’obiettività lascia posto a quello dell’onestà; questo permetteva di  superare sia i limiti di una cronca spogliata d’interpretazioni, sia gli eccessi di punti di vista pregiudiziali,  senza servire gli interessi di qualcuno. Nel 1971 Umberto Eco scrive in un suo saggio che già per il semplice fatto di aver detto una cosa  piuttosto che un’altra,  si  è  già   “interpretato”.  La notizia non può  quindi essere obiettiva, ma deve  tendere ad esserlo, nel senso di rispettare criteri di accuratezza e completezza: ­ ACCURACY: la precisione con cui si riferiscono i fatti ­ FAIRNESS: l’imparzialità, presentare in modo equo entrambi i lati di una questione La distinzione tra fatti e opinioni è fondamentale.  Nomenclatura dei pezzi: ­ ARTICOLO DI FONDO:  articolo non firmato ma attribuito al Direttore per esprimere la  posizione del giornale su un dato argomento; pubblicato  in prima pagina, si  trova nelle prime due  colonne a sinistra. Oggi in disuso. ­ EDITORIALI: quando esprimono il punto di vista della direzione del giornale; trattano temi  di grande attualità e spesso scritti da grandi firme giornalistiche. E’ l’erede dell’articolo di fondo.  ­ OPINIONI: contributi individuali che non coinvolgono la responsabilità della testata; zone  franche in cui ospitare pareri non in sintonia con la linea della testata. ­ CORSIVO: commento breve, polemico, tagliente, ironico, su una specifica notizia data dal  giornale o su una questione che appassiona l’opinione pubblica; senza troppe spiegazioni e scritto in  un linguaggio vicino ai lettori. ­ RUBRICA:  spazio fisso spesso affidata ad un opinionista autorevole e autonomo (ES.  Alberoni sul Corriere ogni Lunedì). Lo scopo è quello di stabilire un rapporto privilegiato, un colloquio  confidenziale, fra gli opinionisti e i lettori, secondo la formula copiata dai settimanali.  ­ NOTIZIA BREVE: cronaca essenziale di un avvenimento che rispetta la classica regola  delle 5 W. ­ SERVIZIO: non si limita alla presentazione della notizia ma la approfondisce, il giornalista  mette insieme una serie di elementi informativi attorno al nucleo della notizia principale. Nell’ambito del  servizio ci sono due generi: ­ RESOCONTO: racconto lineare di un fatto di cronaca contrassegnato dalla semplicità  ­ REPORTAGE: ampio pezzo che ha per oggetto una notizia già diffusa; affidato ad inviati  speciali, procede per dilatazione; si trasforma un pezzo in una storia, dilatandone confini, atmosfere ed  emozioni; la chiave sta nel portare il lettore nel fuoco della vicenda. ­ COCCODRILLO:  biografie   d’archivio   già   pronte   da   utilizzare   in   caso   di   morte   dei  biografati; permette di conoscere il modo di fare del personaggio, al sua identità e quello che ha fatto. ­ FOGLIETTONE:  nasce come lo spazio dedicato ai romanzi d’appendice a puntate del  XIXsec.; oggi è un testo fuori dalle regole situato nella fascia inferiore di una pagina che tratta di un  argomento curioso,  insolito o  frivolo che viene utilizzato per alleggerire e rendere più  piacevole  la  lettura. . ­ CIVETTA: segnalazione in prima pagina di un articolo posizionato nelle pagine interne del  giornale.

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­ TAMBURINO: spazio dedicato alla programmazione di cinema e teatri. Intervista e inchiesta: L’INTERVISTA: è  la forma di comunicazione giornalistica più tecnica; l’avvenimento che genera la  notizia è l’intervista stessa. E’ un mezzo che permette al lettore di sentirsi più vicino all’intervistato,  spesso personaggio di potere e prestigio che difficilmente si avrebbe la possibilità di conoscere. Si  pongono domande a chi sa qualcosa più degli altri, a chi è testimone di eventi a noi sconosciuti, a chi  possiede determinate competenze, a chi prende decisioni importanti, agli autori di opere d’arte per  comprenderne meglio  ispirazioni  e significati.  Spesso  l’intervistatore  la   trasforma  in  un  ring  in  cui  mettere all’angolo  l’intervistato, ma  il   lettore dimentica che  l’intervista è  uno strumento ambiguo e  contraddittorio:   il  giornalista dovrebbe quasi eclissarsi  per permettere un dialogo  tra   intervistato  e  lettore, invece da mediatore si trasforma in protagonista, dato che è lui a fare le domande e spesso a  scegliere le risposte. Inoltre, capita frequentemente che le interviste siano concordate e preparate, o  che addirittura vengano usate a scopo pubblicitario gratuito. Può essere:  ­ TEMATICA: l’oggetto è un argomento specifico, le domande sono precise e reiterate, non  lasciano spazio a risposte generiche; l’intervista viene sempre ricondotta al tema centrale. ­ PERSONALE:  l’oggetto   è   la   personalità,   l’esperienze,   le   vicende   o   le   attività  dell’intervistato, al quale si lascia ampio spazio e libertà di risposta. Tecniche e criteri: ­ Dev’essere  preparata,  opportuno avere un elenco di domande e informare l’intervistato  sugli argomenti; ­ L’intervistatore dev’essere discreto e non mostrare soggezione;  ­ L’insistenza: deve incalzare l’intervistato a rispondere per far venire alla luce le questioni  interessanti; ­ L’uso del registratore è una garanzia, quasi un obbligo; ­ La stesura  finale consiste nella  forma del dialogo diretto,  con domande e  risposte  tra  virgolette; ­ Spesso è necessario dover sintetizzare durante la trascrizione, mantenendo però sempre il  senso e la struttura linguistica; ­ Le domande devono essere sintetiche e la forma deve avere un ritmo; ­ L’intervistato ha il diritto di parlare senza subire censure; può essere legittimo il controllo delle risposte prima di pubblicare; ­ Non è corretto inserire commenti negativi e giudizi a posteriori ­ L’intervistato ha il diritto di fare affermazioni “off the record”, avendo la garanzia che non  saranno pubblicate. L’INCHIESTA:   indagine  approfondita   su  un   fatto   o   un  ambiente  particolare;   richiede un’accurata  raccolta   di   informazioni,   dati,   interviste   e   documenti.   Ha   lo   scopo   di   portare   alla   conoscenza  dell’opinione pubblica fatti inediti o clamorosi. Genere in cui il giornalista gode di ampia autonomia e  fiducia: sceglie gli argomenti, la loro suddivisione, come trattarli, con quale stile di scrittura, ecc. Spesso  si tratta di due azioni: ricostruzione di vicende oscure, interpretazione di fatti politici ed economici. Le  inchieste sono prodotte da grandi firme e possono richiedere mesi di lavoro. Si possono distinguere due tipi di inchiesta: ­ INVESTIGATIVA:   punta   all’accertamento   di   vicende   controverse,   la   cui   natura   e 

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responsabilità sono un mistero per l’opinione pubblica; inchieste su casi giudiziari, guerre economiche,  illeciti sportivi, ecc (caso watergate ad opera di due giornalisti del ùWashington Post che incastrarono e  portarono alle dimissioni Nixon). ­ CONOSCITIVA:   informa sulla società e la cultura del tempo in cui viviamo, quelle del  nostro  Paese o stranieri.  Non  riguarda avvenimenti  precisi  o  specifici,  ma  indaga  i   fenomeni  che  segnano una società. I  modelli del giornale: Con la nascita del quotidiano nasce anche la suddivisione della pagine in colonne (fra 7 e 9), impostata  sulla formula articolo e titolo. La composizione della pagina gioca soprattutto sul numero delle colonne,  l’ampiezza dei titoli, sulla collocazione delle immagini.        Ogni giornale ha il suo stile, che dovrebbe  garantirgli l’attaccamento del lettore. Il senso dell’impaginazione è quello di: ­ esplicitare le scelte informative del giornale ­ trasmettere al lettore una carica emotiva I quattro quadranti della pagina: SPALLA: punto di maggiore evidenza= Angolo in alto a destra APERTURA: angolo in alto a sinistra TAGLIO e PIEDE: metà inferiore della pagina Anni   ’70   rivoluzione:   valorizzazione   della   fotografia,   fotografia   come   sequenza   d’immagini,   testi  schematici e sintetici, grafici. LINES: rubriche di notizie brevi, impaginate su due colonne; collocare nella LINE notizie rilevanti. La funzione del TITOLO è di ridurre i tempi di lettura, fornendo un colpo d’occhio sul panorama delle  notizie  e dando così la possibilità di selezionare i pezzi da leggere. Il TITOLO è quindi una sintesi delle  notizie, deve fornire il maggior numero d’informazioni nel minor spazio possibile. Fare TITOLI è uno dei  compiti affidati al redattore.                        Elementi della titolazione: ­ OCCHIELLO (sopra titolo): presenta la notizia ­ TITOLO: espone la notizia ­ SOMMARIO (sotto titolo): chiarisce la notizia ­ CATENACCIO: (sotto sommario in caratteri capitali) chiude lo spazio del titolo I titoli possono essere:  ­ ENUNCIATIVI: più aderente alla cronaca, vuole informare. ­ PARADIGMATICI: più vicino al commento, vuole emozionare. Funzionano meglio sulle  pagine di giornali di tendenza, nei quali può  intrattenere un colloquio coi lettori, avendo in comune  linguaggio   e   cultura.   Esercita   quindi   un’attrazione   superiore,   grazie   alla   sua   capacità   d’urto   e  d’impressione   (modello   slogan  pubblicitari).  Per   ricercare  questi   effetti   spesso  si   cade  nell’errore  dell’incoerenza dei titoli rispetto ai testi. Ad ogni modo il titolista deve sempre salvaguardare la chiarezza e l’unicità di un titolo; nella fase della  settimanalizzazione, è opportuno che ogni titolo corrisponda alla specificità dell’articolo a cui si riferisce.

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Cap. 4 COME CAMBIA IL GIORNALE La televisione influenza molto la stampa.  La formula omnibus: Il giornale quotidiano moderno può essere suddiviso in due modelli: “USA TODAY”:   si   sforza   di   riprodurre   la   struttura   e   il   linguaggio   dell’informazione   televisiva,  valorizzando un linguaggio visivo. D’ELITE: giornale come strumento delle classi colte, distribuito in fascicoli, supplenti illustrati, servizi e  reportage,   grandi   fotografie   d’autore;   la   prospettiva   è   quella   di   un’informazione   elitaria   che   si  contrappone a quella della massa televisiva; si privilegiano storie ed approfondimenti.

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I due modelli hanno in comune l’idea che inseguire la tv sul piano delle notizie è un errore; così il  modello “Usa Today” sposta la sfida sul piano del linguaggio (visualizzazione delle notizie più solida ed  organizzata) e il modello colto su quello dei contenuti. A un livello decisamente inferiore si trovano i POPULAR PAPERS: giornali grossolani e spregiudicati,  confezionati con stile sensazionalistico e scandalistico, stampati  in  formato tabloid ed estranei alla  deontologia; diffusi specialmente in Inghilterra, USA e Giappone, nn hanno avuto successo in Italia. Gli anni ’90 vedono la nascita nel nostro paese  dei giornali OMNIBUS: tiene insieme informazione alta  e bassa, notizie internazionali e popolari, opinioni di intellettuali e teledivi, il mondo della finanza e del  cabaret; la formula riguarda il linguaggio e la scelta delle notizie.  Settimanalizzazione e sensazionalismo: L’espansione dei quotidiani è legata alla necessità di trovare spazi per le inserzioni pubblicitarie, introiti  al quale il giornale non può rinunciare. La settimanalizzazione della notizia vede una dilatazione della  stessa in un duplice senso: ogni evento si spezzetta in una serie di eventi ed è considerato da una  molteplicità di punti di vista. Il meccanismo della settimanalizzazione si traduce in un ampliamento dello  spazio dedicato a un solo avvenimento; serve a creare l’evento del giorno, ha il potere di rendere  quotidiana   l’eccezionalità.   Tecnica   che   crea   l’avvenimento,   il   giornalista   decide   dove   focalizzare  l’attenzione. Così facendo il giornalismo con il suo potere, come accade con la tv, fa esistere persone e  idee per il semplice fatto di riproporle ripetutamente.  Il sensazionalismo non è una tecnica, ma un modo di concepire la notizia; questa deve impressionare il  lettore. E’ frutto dell’ossessione a fare scoop.  Cap. 5 COME SCRIVERE Distinzione tipica del giornalismo inglese  e americano: News e Features: Per NEWS s’intende la cronaca basata sulle 5 W. FEATURES  invece riguardano gli  aspetti speciali, vanno oltre  la cronaca, estendono l’ambito della  notizia. Non sono mai  fiction e  il   loro scopo principale resta quello d’informare.  Il  genere risponde  all’esigenza di rinnovare il giornalismo scritto per reggere il confronto con quello televisivo. Le features  sono state dunque concepite per modernizzare il linguaggio della stampa: ­ più creatività e libertà stilistica ­ meno obiettive e più emozionanti ­ difficile equilibrio tra informare e intrattenere ­ appagare il lettore con letture seducenti Le features dovrebbero sempre contenere elementi imprevisti e sorprendenti. L’unico vero problema è  trovare l’idea chiave che permetta di andare al di là della notizia pura e che offra al lettore il gusto della  sorpresa, mostrando risvolti inattesi. Riguardano soprattutto la condizione umana e la vita sociale. La  STORIA è   un  articolo   costruito  sulla  base di  elementi   di   cronaca,  ma  impiega  impressioni  e  commenti per  trasformare  l’avvenimento nella rappresentazione simbolica di  problemi della società  contemporanea.   Qui   la   chiave   è   trovare   un’idea   che   permetta   di   cogliere   i   significati   che   un  avvenimento può contenere. Per scrivere una storia basta metterci la gente, con i suoi problemi e i suoi  sentimenti. Il new journalism: Movimento di breve ma intensa durata sviluppatosi agli inizi degli anni 60 nella stampa Americana. Consiste   nell’impiegare   tecniche   della   fiction   per   scrivere   articoli,   in   particolare   feature   articles, 

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introducendo criteri  estetici.  La storia di  questo movimento è  stata  fatta da uno dei suoi maggiori  esponenti, Tom Wolfe che eliminò  la voce del narratore per  lasciar parlare solo  i  fatti;  il   lettore ha  l’impressione di trovarsi sulla scena (be there). Si tratta di impadronirsi della lingua e della cultura, del  modo di  parlare e ragionare dei soggetti.  Wolfe mette  in  luce 4 artifizi per creare  lo stile del new  journalism: ­ costruire avvenimenti scene­by­scene ­ impiego di dialoghi ­ punto di vista in terza persona o interno alla storia o alternati ­ descrizioni realistiche dettagliate Per questi  motivi,   il  new  journalism viene accusato di  essere  letteratura e non giornalismo; Wolfe  respinge queste dichiarazioni, per lui il N.J. porta più aderenza ai fatti e riguarda solo la scrittura, non la  concezione della notizia. La chiave anche qui è incuriosire e emozionare il lettore. Scrittura oggettiva e soggettiva: La   scrittura  OGGETTIVA:  i   fatti   sono  oggettivati   dall’esterno,   costituisce  un  modello   classico   di  giornalismo, i suoi caratteri sono chiarezza e precisione. Si adatta meglio ai pezzi in cui è necessario  citare molti dati e a quelli in cui è opportuno tenere una distanza dall’argomento. La scrittura SOGGETTIVA: punto di vista interno,  è più vicina al linguaggio cinematografico, si presta  a scivolare nel pathos. Esige un ritmo, coloritura e metafore. E’  una scrittura persuasiva, storie e  problemi vengono personificati per renderli più comprensibili al grande pubblico; questo ne favorisce  ricordo e memorizzazione. Un caso di personalizzazione della notizia è l’INSIDE STORY: si assume una condizione fittizia per  conoscere dal di dentro una certa realtà (Es. Gad Lerner si finse marocchino). Alcune regole di scrittura (George Orwell): ­ non usare metafore abituali ­ non usare parole lunghe al posto di brevi ­ eliminare il superfluo ­ preferire le forme attive ­ evitare espressioni straniere Il  LEAD: è l’elemento decisivo di ogni comunicazione giornalistica; l’inizio, l’attacco, è il biglietto da  visita del giornalista al lettore. Ha la funzione di una guida alla lettura, indica quale strada il  lettore  percorrerà. Negli anni ’50 coincideva con la regola delle 5 W, poi si rinnovò portando in primo piano un  particolare dell’avvenimento; il segreto era anticipare qualcosa che destasse curiosità del lettore.  Quindi il LEAD non s’improvvisa, ma richiede lavoro. Che si esponga un fatto o un particolare, i punti di  partenza possono essere: ­ un ENUNCIAZIONE: mette immediatamente davanti a una scena concreta, porta il lettore 

dentro al   fatto. ­ una SITUAZIONE: partire dall’interno della situazione ­ una DICHIARAZIONE: per entrare nel cuore della notizia ­ un INTERROGATIVO: trasforma un fatto di cronaca in un problema collettivo. Summery lead: mettere nel lead un fatto o un particolare Lead­in: nei telegiornali, la breve presentazione della notizia da parte del conduttore Il SOFT LEAD è molto adatto alla features, alle storie e al giornalismo televisivo, perché tende a creare  delle immagini.

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Due sonoi punti critici nell’organizzazione di un articolo: • Per FOCUS s’intende un contenuto o un aspetto della notizia sui quali costruire l’articolo;  questo dipende dall’interpretazione dell’avvenimento; tende ad assumere la funzione di significato della  notizia,  spesso è   infatti  condensato nel  LEAD. La  forza di  un articolo consiste nella capacità  del  giornalista di afferrare il FOCUS. • La  STRUTTURA  è   il   modo   in   cui   le   varie   parti   di   una   notizia   vengono   sistemate  nell’articolo; esistono diversi criteri con cui organizzare i materiali di un servizio:  1­ SUCCESSIONE LOGICA DEI FATTI   : a) sequenza cronologica, b) di causa­effetto, c) di  azione­reazione 2­ GERARCHIA DEI FATTI   : importanza dei singoli fatti e i loro significati; piramide rovesciata  (prima i fatti più importanti). La STRUTTURA è poi completata da RIEPILOGO e CONCLUSIONE: di solito hanno effetti suggestivi  e inducono a riflessioni o giudizi.

Cap. 6 NOTIZIE E IMMAGINI  La fotografia documenta l’attimo di contatto del giornalista con la realtà, l’immediatezza e l’esemplarità  che difficilmente un articolo può avere. Il fotoreporter diventa una proiezione dello sguardo del lettore,  scatta così il meccanismo di auto identificazione che sopperisce al bisogno di partecipazione.  Fotomenzogna: visto che  le  fotograzie “non mentono mai” perché danno  l’effetto di   realtà,  spesso  venivano tolte dalla scena dettagli es.in guerra per nascondere determinate cose.    Il vero fotogiornalismo nasce a fine ‘800 e conosce i suoi anni d’oro tra le due guerre. Costatato il  grande successo della fotografia, gli editori pensarono a vari progetti per sfruttare questo linguaggio;  nasce così una delle riviste di fotogiornalismo più importanti della storia: “LIFE”, dove la notizia è nella  fotografia. Vedere ed essere visti  diventa il  desiderio e  il  bisogno di metà del genere umano. Per  vent’anni   questa   testata   rappresentò   una   gigantesca  potenza   editoriale,   dotata   di   enormi   risorse  economiche, capace di collegare il lavoro dei fotografi con quello dei redattori. LIFE chiuderà i battenti  nel ’72 a seguito dell’imposizione televisiva, ma il reportage si rinnoverà ricercando meno l’avvenimento  sensazionale e riflettendo di più sulla vita della gente. Anche nella notizia fotografica ciò che conta di più è informare, anche se la fotografia non può mai  contenere   la   totalità   di   un   evento,   ma   riferisce   su   un   particolare.   L’unicità   del   soggetto   che  rappresentano diventa la notizia. La fotografia si fissa anche di più alla memoria e aiuta dunque la  rievocazione di emozioni e suggestioni. La fotografia come pausa ha una natura di rifrazione del particolare, di frammento del reale; si tratta di  foto grandi anche mezza pagina, che afferrano il senso della notizia. Deve esserci gente per dare vita e  concretezza alla fotografia, gli oggetti inanimati impoveriscono le illustrazioni riducendone l’identità.  La fotografia come flusso è caratterizzata da illustrazioni piccole, favorita dal formato tabloid; restituisce  al lettore l’impressione del passaggio continuo di immagini al quale lo ha abituato la tv. Servono a  illustrare una notizia e a renderla più vivida e attraente. Il giornale diventa cosi un’alternativa al mezzo  televisivo. MANIPOLAZIONE:   trattamento,   da   parte   dei   giornali,   che   alteri   l’immagine,   modificandone   il  significato. Stupefacente come una piccola manipolazione può cancellare un  individuo e creare un  mito.

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FALSIFICAZIONE: intervento artificiale che modifichi intenzionalmente il soggetto che deve essere  fotografato (numerose immagini belliche sono frutto di falsificazione). Photo opportunities (photo ops): si   programmano   e   predispongono   situzioni   che   condizionino   la  fotografia. Cap. 7 “ALLA RADIO E IN TELEVISIONE” Il giornalismo radiofonico metteva l’ascoltatore direttamente a contatto con l’evento, faccia a faccia con  i suoi protagonisti; l’effetto è creato da due fattori: ­ velocità ­ uso propagandistico Interviste, testimonianze, musiche, effetti speciali, tono della voce e impostazione narrativa, sono fonte  di grande coinvolgimento.                              La sfida del giornalismo radiofonico è di restituire la nitidezza dei fatti, ciò avviene attraverso tecniche  per l’impostazione e la confezione dei servizi: ­ uso di una lingua sintetica e plastica ­ coniugare informazione e narrazione, immediatezza e atmosfera ­ rievocare attraverso suoni ed effetti, sensazioni e suggestioni.

Dalla necessità di informare intrattenendo, nasce il primo notiziario televisivo (1937). La supremazia  dell’immagine  muta   la   ricezione   del  messaggio   poiché   riduce   la   distanza.     Con   l’avvento   della  neotelevisione nascono le emittenti commerciali, che puntano al coinvolgimento empatico del pubblico;  vengono modificati i contenuti dei programmi, l’impostazione delle news, la modalità di ricezione. La  neo­tv produce soggettività e rappresenta la quotidianità attraverso talk show e la tv del dolore. Per gli  alti   investimenti   che   richiede,   la   tv   è   più   esposta   alle   pressioni   dei   finanziatori   e   al   controllo  dell’audience, il loro obiettivo è infatti quello di avere trasmissioni che attirino pubblico compatibile con  gli interessi che gestiscono. Come già detto la  notizia televisiva  fa leva sulla supremazia delle immagini, le quali devono essere  selezionate e montate   per comunicare la notizia nella sua totalità; bisogna catturare l’attenzione del  pubblico distratto e passivo per raggiungere l’obiettivo di informarlo. Il genere di rappresentazione più  consono è la STORIA o FEATURE, che colpisce lo human interest trasformando l’evento in esperienza  soggettiva. La notizia televisiva si presenta sotto due forme: ­ RI-PRODUZIONE: quando copre l’evento in diretta ­ RI-COSTRUZIONE:  quando   l’evento   è   oggetto   di   una   riscrittura   e   rielaborazione   a  posteriori. Naturalmente deve continuare ad esistere una differenza tra giornalismo e spettacolo, tra notizia e  fiction, ma la tv tende ad offuscare il confine tra realtà ed invenzione, tra giornalismo e spettacolo;  inoltre, un’ampia parte degli elementi linguistici della tv, hanno la funzione di attrarre audience, piuttosto  che di trasmettere contenuto. Elementi tecnici per diffondere notizie tv: ­ inquadrature dal vivo o di repertorio ­ voce fuori campo ­ interviste ­ stands-up: collegamento col giornalista sul posto

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­ readers: informazioni lette dal conduttore senza supporto delle immagini La figura dell’ANCHORMAN  carica di significato la notizia televisiva e contribuisce all’elaborazione  della notizia attraverso il suo stile; egli stabilisce un rapporto col pubblico che funge da garanzia di  autenticità.  E’ quindi una figura professionale che coordina e conduce telegiornali, col fine di stabilire  un rapporto di fiducia con il pubblico, facendo uso di tecniche adatte al linguaggio televisivo. INFOTAINMENT: forme di comunicazione in cui si mescolano informazione e intrattenimento. EMOTAINMENT:   gioca   sulla   confessione   pubblica   di   sentimenti   e   problemi,   confessioni   e  esternazione della privacy. Cap. 8 “IL GIORNALISMO ONLINE” Internet è il  mezzo di comunicazione più potente, è diventato la prima fonte di notizie ; è il veicolo  tecnologicamente più idoneo a diffonderle, grazie a determinate caratteristiche: ­ bisogno di sintesi ­ interazioni facilitate  ­ aggiornamento tempo reale In Italia i primi quotidiani on­line  (1995) sono “L’Unione Sarda” e “l’Unità”; la “Repubblica” è quello che  trai grandi investe di più.              Internet torna a valorizzare il testo, l’on­line ha riacceso dibattiti sul significato della professione sotto  tutti  gli  aspetti   tecnici, etici, contrattuali, editoriali. Scrivere per  Internet significa applicare le regole  classiche di scrittura o è necessario usarne di nuove? Si tratta del trasferimento dell’edizione cartacea  sulla Rete o di un nuovo prodotto editoriale? Il  giornale on­line preferisce notizie ancorate all’avvenimento e alla  scrittura oggettiva; è   costruita  intorno a 4 concetti: 1. capacità di sintesi 2. precisione del fatto 3. chiarezza espositiva 4. suggestione dell’approfondimento I lettori dimostrano interesse per la cronaca nera ed è molto attratto dalla possibilità di aggiornamento  in tempo reale =  FLUSSO CONTINUO  dell’informazione. Nel giornalismo online la lunghezza della  pagina non è stabilita a priori, il punto delicato resta la definizione della struttura di navigazione del  giornale; il modello grafico ripropone la classica disposizione su 3 colonne:  SINISTRA: menù navigazione CENTRO: notizie principali DESTRA: rubriche, approfondimenti, archivio, ecc La struttura permette la visualizzazione della notizia dell’ultimo minuto per prima, poi vengono le notizie  meno importanti e per ultime quelle inquadrate per argomento. Il primo valore notizia è quello della NOVITA’ e poi della VICINANZA, la cui forza può dipendere da  fattori di identificazione culturale tra il giornale e il suo pubblico. Un terzo valore notizia è quello della  FREQUENZA come intensità di notizia d’argomento uguale. Internet mette inoltre a disposizione un grande numero d’archivi contenenti info su moltissimi soggetti e  rende   possibile   la   gestione   di   questo   enorme   quantitativo   di   dati,   offrendo   inoltre   la   possibilità  d’interagire. Il problema è quello della selezione, dato che manca il tempo per ragionare prima di pubblicare; si  lavora su due binari paralleli:

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1. aggiornamento della notizia 2. approfondimento di aspetti specifici procedimento simile alla tecnica di settimanalizzazione, consente al giornale di far convivere la notizia  dell’ultimo minuto con l’insieme di info laterali o precedenti (BACKGROUND). Ciò  avviene anche attraverso  la  LINKOPEDIA,   la  quale consente di   costruire  scenari  di  grande  ricchezza e che proiettano  il   lettore ad una rete di  rimandi e citazioni  ipertestuali.  Il   link apre uno  scenario nuovo anche sull’accuracy (precisione) e la fairness (completezza/imparzialità), fra il rapporto  tra diritto di cronaca e diritto alla privacy, diritti dei soggetti deboli, principio presunzione d’innocenza,  commistione tra info e pubblicità. Il  WEBLOG è il diario di bordo, lo strumento espressivo dei blogger , che ne curano pubblicazione e  aggiornamento con l’obiettivo di costruire una comunicazione e incontro coi lettori. Ciò che li rende  attraenti  è   la   loro   immediatezza,   personalità   e   allegria.   Il  WEBLOG è   concepito   soprattutto   per  sovvertire le tradizionali regole del giornalismo. I blog non verificano le info, si tratta di un giornalismo  meno istituzionale, più amatoriale e libero.Ma spesso più autentico perché non soggetto a controlli o a  regole dettate da superiori.  Il problema della credibilità è forse il tema principale del giornalismo on­line, limitato però da 7 regole di  trasparenza che aiutano il lettore: Prestigio  della testata,  presentazione  del giornalista,  proprietà  del sito, pubblicazione  linea politica del  giornale,  possibilità  di   leggere  il  codice etico,  professionalità  delle   risorse  impiegate,  disponibilità  a  pubblicare rettifiche. Facilità e stabilità di dialogo col lettore sono punti di forza dei giornali; è presente comunque sfiducia e  pregiudizio nei confronti dell’informazione on­line. Cap. 9 “GENERI GIORNALISTICI” La notizia politica: L’informazione ha la doppia funzione, passiva (riportare i fatti in modo neutrale) e attiva (schierarsi), di  servizio per il lettore e di rappresentanza di opinioni.   Nel giornalismo politico ciò su cui si innesca il  processo che produce la notizia non è semplicemente l’avvenimento, ma la sua interpretazione.  Infatti  pubblicare dichiarazioni  e   comunicati   senza spiegarne  finalità   e   conseguenze,   vuol  dire   omettere  d’informare i propri lettori. Quindi l’interpretazione è un elemento fondamentale nella formazione delle  notizie politiche, questo non signifca esprimere un’opinione, ma svelare la natura dell’avvenimento, le  realtà nascoste. Pastone=genere giornalistico diffuso negli anni 50 e 60, una sorta di grande contenitore, un vero e  proprio minestrone che contiene le info politiche della giornata.  La notizia economica: Questo genere di notizie viene affrontato in modi diversi dai  giornali  generalisti  rispetto a quelli di  settore; i primi infatti presentano un’impostazione omogenea: storia, ripercussioni, interviste, cronaca.  Essi   forniscono   un’informazione   di   base,   il   loro   obiettivo   è   rendere   semplice   un   avvenimento  complesso, per favorirne la comprensione anche ai lettori non professionali. Completamente diversa è  l’impostazione delle notizie  in un giornale come “Il Sole 24 Ore”,  spesso con corrispondenze dalle  grandi città di borsa e potere economico, fornisce info su dati, casi, circostanze, articoli specifici; ha in  mente un tipo di lettore che nutre interesse specialistico, per cui ha bisogno di dati precisi e di analisi  dettagliate e non è interessato alla cronaca. Il problema della notizia economica è dunque la doppia identità del pubblico, universale e quello del 

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mondo   degli   affari;   necessario   quindi   distinguere   due   livelli   di   comunicazione:  GENERALISTA  e  SPECIALISTICA. Questo   genere   è   maggiormente   esposto   alla   manipolazione   delle   notizie   e   alle   violazioni  deontologiche, ovvero un uso d’info riservate per influenzare i mercati ed effettuare operazioni a proprio  vantaggio (mani pulite). Le notizie sono spesso inquinate da interessi. La notizia di costume: L’uomo medio e i comportamenti standard sono i suoi protagonisti, ha per oggetto avvenimenti che non  modificano la realtà, ma che attestano come essa si stia modificando o si sia già modificata; scoprire le  novità   della   vita   normale:   comportamenti,   stili   di   vita,   linguaggio,  mode,   credenze,   gusti,   simboli,  tendenze, ecc. Le fonti arrivano per lo più da ricerche di mercato e statistiche. E’ uno dei generi più  popolari perché è divertente e innocuo. Data la rapidità di fenomeni e mode, il giornalista deve essere  attento e  ricettivo.  Questo genere ha  la   funzione di  alleggerire  le  pagine di  un giornale, offrendo  evasione e divertimento.  L’informazione culturale: Non è facile da delimitare, sono da considerare avvenimenti culturali tutti gli elementi di vari linguaggi,  manifestazioni di pensiero, opere creative, tradizioni, ecc. Le attività culturali sono: architettura, musica,  teatro, letteratura, storia, psicologia, filosofia, ecc. ELZEVIRO: articolo di apertura su due colonne  della terza pagina dei quotidiani, generalmente di  carattere letterario, saggistico, artistico. Mod. ILLUMISTICO (Repubblica): entra nel merito delle questioni culturali, privilegiandone i contenuti  a dispetto della cronaca. Mod. CRONISTICO (Stampa): tratta avvenimento eliminando le separazioni tra info alta e bassa, pone  attenzione sulle condizioni in cui gli intellettuali vivono e tratta i fatti in chiave conflittuale. Questo genere è fatto anche da rubriche, critiche e interviste da parte di storici o studiosi, giornalisti e  letterati. La notizia scientifica: Considerata come un’estensione dell’informazione culturale; quando si presenta sotto forma di hard­ news è ospitata nelle sedi di cronaca, fa parte dell’info generalista; quando invece riguarda problemi,  ricerche o pubblicazioni è collocata nelle rubriche culturali e ha carattere d’informazioni specializzata,  destinata ad un pubblico selezionato. I temi possono riguardare: salute, medicina, farmaci, alimentazione, fitness, sviluppo tecnologico, ecc.  Il giornalista ha il compito di verificare la credibilità e autorevolezza delle fonti, dato che questo tipi di  info ha carattere di ufficialità. Inoltre il giornalista ha il compito di valutare quanto una notizia scientifica  incida sul contesto sociale. Il linguaggio dev’essere rigoroso , ma comprensibile, senza rinunciare alla  precisione tecnica. Il giornalismo sportivo: La peculiarità della notizia sportiva riguarda l’identità del pubblico. E’ un’informazione settoriale dotata  di  grande  autoreferenzialità;  diventano notizie gli  avvenimenti che sono  importanti  a giudizio degli  sportivi.  Il giornale è preceduto dalla trasmissione televisiva, ormai il lettore non ha più bisogno che una partita  di calcio gli venga dettagliatamente descritta perché ne ha già viste le fasi salienti. Di conseguenza, il  giornalista è costretto ad elaborare un tipo di scrittura sportiva in cui la cronaca si mescola alla critica e  alle opinioni, con il potere di rievocare l’avvenimento.

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Il carattere fondamentale del giornalismo sportivo è dunque la retorica dell’avvenimento. Il giornalista  gode di  una straordinaria  libertà  d’invenzione, dovendo  trovare però  armonia  tra  dati  e   immagini,  classifiche e significati. Due sono i requisiti fondamentali: ­ conoscenze tecniche delle discipline ­ padronanza del linguaggio e stile proprio Nel giornalismo sportivo l’oggetto della notizia non è l’avvenimento in sé, ma ciò che esso significa  nell’immaginario pubblico.

Cap. 10 “LA DEONTOLOGIA” L’ORDINE DEI GIORNALISTI è un ente pubblico non economico a struttura associativa, l’iscrizione  al quale è obbligatoria per l’esercizio della professione di giornalista. L’ordine è stato istituito con la  legge del 3 febbraio del 1963, la quale si preoccupa di disciplinare l’organizzazione della professione. Diritto di cronaca (Art. 21):  Nasce dopo la fine della censura fascista, consiste nel diritto a raccontare i fatti per come accadono,  con ogni mezzo ritenuto idoneo. Tale diritto deriva direttamente dalla norma che tutela  la  libertà di  espressione, sancita dall'art. 21 della Costituzione (1963):                “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure”.   La   funzione   è   quella   di   raccolta   e   diffusione   delle  informazioni. Queste devono essere vere e complete; inoltre devono avere un’utilità sociale ed essere  espresse in maniera civile; I giornalisti infatti sono tenuti a comunicare al pubblico eventi, situazioni o  fatti che rientrano nella sfera intima e privata di una persona nel caso in cui essa desti l’interesse della  collettività. Diritto di critica: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro  mezzo di diffusione. Ogni avvenimento può essere sentenziato da qualsiasi cittadino ed è legittimato a  farlo dalla Costituzione. E’ soggettiva e dà molto più peso ad uno specifico punto di vista piuttosto che  al fatto in sè. Per la sua componente di soggettività, la critica genera dissensi e consensi. Il giudizio  deve poggiarsi su un fatto vero o collettivamente riconosciuto. L’avvenimento per il quale si esprime il  giudizio deve stimolare l’interesse pubblico. Un’altra accortezza che si deve avere quando si manifesta  una propria  idea è   la  continenza  con la quale si  fa:  la  forma espositiva  infatti  deve essere chiara,  provocatrice ma non offensiva e  immorale. Non deve sfociare nella  diffamazione  della persona  in  questione e deve attenersi ai limiti di privacy, per questo non si possono giudicare e rendere pubblici  comportamenti di persone note senza che prima questi siano divenuti oggetto di cronaca. Sanzioni: Gli iscritti all’albo che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionali, o di  fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’ordine, sono sottoposti a procedimento  disciplinare: ­ AVVERTIMENTO:  rilievo   della   mancanza   commessa   e   richiamo   del   giornalista  all'osservanza dei suoi doveri ­ CENSURA: biasimo formale per la trasgressione accertata ­ SOSPENSIONE:  non   inferiore   a   2   mesi   e   non   superiore   a   1   anno,   nei   casi   di  compromissione della dignità professionale ­ RADIAZIONE:  nei casi  in cui  la dignità professionale viene compromessa al punto da 

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rendere incompatibile la presenza dell'iscritto nell'Albo SENTENZA DECALOGO: nella  sentenza della  Corte  di   cassazione del  1984 vengono  fissate  le  condizioni in base alle quali una notizia può essere pubblicata anche se danneggia la reputazione di  una persona: deve essere vera e completa, non può essere una mezza verità, può anche essere  putativa  purché   riferita   al   termine di   un  serio   lavoro  di   verifica,   deve  sussisterne  l’utilità   sociale,  l’esposizione deve essere improntata a leale chiarezza e a una forma civile. Il pronunciamento venne  ironicamente definito dai giornalisti la «sentenza decalogo». LEGGE sulla STAMPA  (1948):  dovere di   rettifica, divieto di  diffondere  il   falso,  tutela del  segreto  giudiziario. Il  GARANTE per la protezione dei dati personali è un’autorità che assicura la tutela dei diritti e delle  libertà   fondamentali  ed   il   rispetto  della  dignità  nel   trattamento dai  dati  personali.  È   nominato dal  Direttore e autorizza il trattamento dei “DATI SENSIBILI” (salute, vita sessuale, orientamento politico e  religioso). Rispetto della privacy: la questione deontologica più controversa è senza dubbio il delicato conflitto tra il diritto di cronaca e i  diritti   della   persona.   Fino   a   che   punto   l’interesse   pubblico   giustifica   la   diffusione   di   notizie   che  danneggiano l’immagine di qualcuno? La libertà d’informazione consente l’impiego di mezzi scorretti  per cercare la notizia? Non tutte le notizie hanno gli stessi diritti, ci sono quelle da dare e quelle da non  dare. Nel 1997 entra in vigore la legge sulla privacy che protegge la riservatezza dei dati personali di  qualsiasi cittadino; per la prima volta viene limitato il diritto di cronaca. Il punto chiave è la distinzione  tra sfera privata e interesse pubblico; l’obiettivo è di tutelare i diritti personali che appartengono alla vita  privata:   religione,   opinione   politica,   stato   di   salute,   origini   etniche,   domicilio,   sfera   sessuale…  Nonostante ciò la divulgazione di queste notizie non contrasta con il rispetto della sfera privata quando  l’informazione è indispensabile = CRITERIO DELL’ESSENZIALITA’ DELL’INFORMAZ. Per quanto  riguarda le persone pubbliche:  “la sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche   deve  essere   rispettata   se   le  notizie  o   i  dati  non  hanno  alcun   rilievo   sul   loro  ruolo  o   sulla   loro  vita   pubblica”. La carta di Treviso (1990): Tutela i diritti dei minori coinvolti in fatti di cronaca, come il mantenimento all’anonimato anche nei  confronti degli elementi che indirettamente possono portare alla sua identificazione. Tutto è in funzione  dell’interesse del minore. Impegno a evitare la presenza di minori in servizi giornalistici che possano  ledere la sua dignità, a prescindere dal consenso dei genitori. La carta sul coma: Informazione non sensazionalista o emotiva, correttezza delle informazioni, sensibilizzazioni al tema;  tutela alla riservatezza, dignità e immagine del soggetto. La carta di Roma (2008): Tutela i diritti di  immigrati, richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta; evitare l’uso del termine  “clandestino”, evitare la diffusione di info imprecise o sommarie, tutelare i soggetti che scelgono di  parlare con giornalisti, interpellare esperti e organizzazioni specializzati in materia. Carta dei doveri del giornalista (1993): ­ DIRITTI   DELLA   PERSONA:  si   vietano   discriminazioni   per   razza,   religione,   sesso,  condizioni, opinioni politiche; vietato rendere nota l’identità di congiunti a soggetti coinvolti in casi di  cronaca, vittime di violenze sessuali, forze di pubblica sicurezza.

­ DOVERE DI RETTIFICA:  rettificare al più presto notizie inesatte o ingiustamente lesive;  garantire opportunità di replica a chi sia soggetto ad accuse.

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­ PRESUNZIONE D’INNOCENZA:  in  tutti   i   casi  d’indagini o  processi,   il  giornalista deve  ricordare che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla sentenza definitiva.

­ INCOMPATIBILITA’   PROFESSIONALE:  separare   produzione   e   diffusione   delle   notizie  dagli interessi personali del giornalista: subordinare info economiche a proprio profitto, accettare viaggi  o regali, assumere incarichi per iniziative pubblicitarie.  L’informazione inoltre deve sempre essere distinta dalla pubblicità. I poteri del Direttore:  Giornalista che ha la responsabilità organizzativa e interpreta gli interessi dell’editore; fissa e impartisce  direttive, stabilisce mansioni, prende decisioni e dà disposizioni. Non può modificare un articolo firmato  senza il consenso di chi lo ha scritto; l’autore ha infatti il DIRITTO D’AUTORE su ciò che ha scritto e  sulla sua interpretazione dei fatti. Contratto Nazionale di lavoro giornalistico (CNLG):  l’esigenza di un contratto collettivo di lavoro,  nasce dal fatto che si tratta quasi sempre di un rapporto di lavoro dipendente; le parti contraenti sono da  un lato gli editori, dall’altro i giornalisti che prestano un’attività continua e con rapporto di dipendenza. L'art. 32 del contratto specifica i "legittimi motivi di risoluzione del rapporto", cioè quelle che vengono  normalmente definite CLAUSOLE DI COSCIENZA, nei quali casi il giornalista può cessare il contratto  e ricevere il TFR. I motivi sono: ­ sostanziale cambiamento dell'indirizzo politico del giornale ­ utilizzazione dell'opera del giornalista in altro giornale della stessa azienda con  caratteristiche sostanzialmente diverse, tale da menomare la dignità professionale del giornalista ­ situazione incompatibile con la dignità del giornalista, per fatti che comportino la  responsabilità dell'editore

CDR: Ogni testata ha un suo COMITATO DI REDAZIONE = organismo sindacale dei giornalisti di un gruppo  editoriale, costituito da 3 membri eletti; può esprimere pareri e formulare proposte al direttore, il quale  però non è tenuto a soddisfarle. Cap. 11          “L’ETICA GIORNALISTICA” Occuparsi di etica significa capire quale possa essere il senso morale del lavoro dei giornalisti nel suo  significato complessivo. La condizione reale in cui un giornalista dà un significato al proprio mestiere è il  frutto di un complesso di fattori: la sua personalità, le sue convenzioni, la linea editoriale e politica del  giornale, l’argomento di cui deve occuparsi, ecc.; dire la verità è soltanto un aspetto dei compiti morali  che concernono i giornalisti. Si tratta di un’etica della funzione. Il dilemma del giornalista è quello se  restare in qualsiasi occasione fedele ai compiti specifici del suo ruolo, considerando il diritto­dovere  d’informare, o se accettare di abdicare alle proprie prerogative in virtù di valori largamente condivisi che  però non appartengono al sistema etico del giornalismo. “Avrei potuto impedire quel sacrificio umano, precipitandomi addosso a lui e buttando via la benzina per  evitare che si desse fuoco. Come uomo volevo farlo, ma come reporter non potevo.” (monaco buddista  che protestava durante guerra in Vietnam) Siamo di fronte a un conflitto tra principi etici, quello di testimoniare la verità  e valori estranei ai  contenuti   specifici   della   professione   giornalistica,   in   particolare   quello   della   solidarietà   umana.   I  giornalisti si trovano a scegliere tra informare e soccorrere; il dovere d’informare entra in conflitto con  valori umani. Nell’uno e nell’altro caso si tratta di comportamenti giustificati da una finalità etica. Per  questo motivo spesso i giornalisti sono accusati di cinismo. I 5 principi etici fondamentali di Lamberth: 1. IL PRINCIPIO DI DIRE LA VERITA’: il contenuto delle notizie dev’essere preciso, libero da  pregiudizi, imparziale; il giornalista si sforza di stabilirne l’autenticità verificando le fonti. 2. IL PRINCIPIO DI GIUSTIZIA:  atteggiamento di imparzialità, il che include completezza,  rilevanza, onestà e schiettezza. 3. IL PRINCIPIO DI LIBERTA’:  indipendenza dei giornalisti dai poteri istituzionali, privati, 

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dalla direzione del giornale, dalle pressioni del mercato e dalle fonti delle notizie. Autonomia come  fonte di credibilità. 4. PRINCIPIO DI UMANITA’:  dovere nei confronti della collettività, divieto di danneggiare  terze persone attraverso la diffusione di notizie (es. osservare silenzio stampa in caso di sequestri). 5. PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’: controllare il funzionamento dei meccanismi sociali e  contribuire a dirigerli. Censura e guerre: Il   significato  della   censura   sulle   fonti   consiste   nell’impedire   il   lavoro   giornalistico,   controllando   e  riducendo la produzione delle notizie. La censura è infatti stata storicamente esercitata, soprattutto sulle  fonti, da parte di poteri politici o militari, per evitare il diffondersi di notizie che avrebbero potuto  danneggiare la nazione o rendere un favore al nemico; morale del Paese o delle truppe, accuse di  sabotaggio sono argomenti usati  come pretesti  dalla censura militare per deformare  l’immagine del  nemico e attenuare la disumanità della guerra.  Il Vietnam è ricordato come la guerra meglio coperta dai  mezzi d’informazione (fu infatti colpita da forti proteste sociali); per i comandi militari è  stata una  macchia da cui trarre un’esemplare lezione.. si è così ripreso  a praticare una censura “alla fonte”. L’eccellenza professionale: I  valori  morali definiscono ciò  che è  bene da ciò  che è  male;  i  valori  non morali corrispondono a  competenze   come   utilità,   istruzione,   imprenditorialità,   ecc.;   le   virtù   rappresentano   le   qualità   che  caratterizzano   in   senso   positivo   una   persona,   consentendole   di   perseguire   i   principi   etici:  intraprendenza,   coraggio,   tenacia,   curiosità,   ecc.   L’insieme   di   tutti   questi   elementi   dà   vita  all’ECCELLENZA PROFESSIONALE, la quale può rappresentare un principio morale e riverberarsi con  effetti positivi sulla vita di un giornale.

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