Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Storia del giornalismo - Gozzini - Riassunto - Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico, Riassunti di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Giornalistico. Università Alma Mater di Bologna

Teorie E Tecniche Del Linguaggio Giornalistico

Descrizione: Riassunto del libro storia del giornalismo di giovanni gozzini
Mostro le pagine  1  -  4  di  71
STORIA DEL GIORNALISMO di Gozzini
INTRODUZIONE
Il potere incarnato dal sistema dell’informazione è oggetto di una costante discussione civile.
Fin dalla metà del XIX secolo i giornalisti mostrano una precoce ed orgogliosa coscienza del
proprio ruolo pubblico. Alle spalle di questa consapevolezza stanno le battaglie che giornalisti
ed intellettuali hanno combattuto per la conquista e la difesa della libertà di stampa.
La vicenda storica del giornalismo si accompagna all’emergere di una nuova categoria della
realtà: l’opinione pubblica, intesa come l’insieme di cittadini che leggono i giornali e
attraverso essi si informano degli avvenimenti capaci di condizionare le loro esistenze. Al
tempo stesso la stampa rompe l’orizzonte privato della sfera familiare introducendo gli
individui nella dimensione pubblica. Le rivoluzioni del XVII secolo in Gran Bretagna e quelle
che, alla ne del secolo successivo, in America e in Francia mettono ne all’antico regime
determinano una vera e propria esplosione del numero di giornali e giornalisti. L’opinione
pubblica diventa così un soggetto attivo sulla scena della storia, in grado di esercitare un
vincolo sull’azione dei governi. La stampa, che ne interpreta gli umori con uno spazio variabile
di autonomia e di libertà (quindi di forzatura), si colloca accanto al parlamento, all’esecutivo e
alla magistratura, come un quarto potere. Da versanti politici opposti si identica il
giornalismo con la democrazia.
In quasi tutti i paesi europei giornali e riviste hanno vissuto, prima della rivoluzione, in regime
di privilegio monopolistico concesso dai monarchi a prezzo di una censura preventiva, che di
fatto riduce la stampa a portavoce uciale delle istituzioni. Dopo la rivoluzione, invece, il tema
dell’indipendenza dal potere politico contribuisce a fondare una nuova identità dal
giornalista, la cui libertà di indagine e di espressione si pone a tutela del diritto all’informazione
di ogni cittadino. Oltre che alla storia politica, quindi, la storia del giornalismo si collega alla
storia del diritto (gure giuridiche del direttore responsabile, dei reati a mezzo stampa, del
segreto professionale a proposito delle fonti utilizzate). Le normative che regolano la
pubblicazione ed il contenuto dei giornali diventano la spia di orientamenti più generali (in
senso democratico-liberale o centralistico-autoritario) dei diversi governi nazionali.
A metà del XV secolo l’invenzione del torchio e dei caratteri mobili ha mutato radicalmente
modi e tempi di trasmissione della cultura, che diventa riproducibile e trasportabile. La
tecnologia di Gutemberg fornisce poi le basi per le prime riviste e gazzette, che fanno la loro
comparsa a partire dal XVII secolo, aggiungendo un’altra caratteristica discriminante della
stampa moderna: la periodicità. Una classica ricostruzione della storia delle tecniche
tipograche divide il secolo creativo compreso tra il 1450 ed il 1550 dai 3 secoli successivi,
deniti come una semplice e monotona era di consolidamento (la tecnologia rimane grosso
modo la stessa, la circolazione di carta stampata non esce dai circoli ristretti delle classi colte,
la grande maggioranza della popolazione versa in una condizione di analfabetismo, l’opinione
pubblica ancora non esiste). È solo sotto la spinta poderosa della rivoluzione che questo circolo
vizioso si rompe. Nei primi decenni dell’800 fanno la loro comparsa il torchio a vapore, il
telegrafo, la rotativa; alla ne del secolo la linotype. Ognuno di questi avanzamenti tecnici
corrisponde ad un salto di quantità e di qualità del mestiere del giornalista, che adesso è in
grado di trasmettere le notizie in un tempo sempre minore e di raggiungere un numero sempre
più ampio di individui. Ognuno di questi avanzamenti corrisponde ad un accrescimento
dell’impresa giornalistica che acquista una dimensione industriale (nascono le agenzie di
stampa, aumentano i costi di produzione, la pubblicità diventa una fonte insostituibile di
nanziamento). Ma una volta svincolata dalla soggezione al potere politico, la stampa vede
prolarsi il pericolo di una nuova subordinazione al potere economico di gruppi e interessi
privati.
La sociologia coglie nel giornalismo una fonte insostituibile per lo studio della vita sociale. A
partire dalla metà dell’800, a questa società civile in espansione, giornali e giornalisti
garantiscono la circolazione di notizie e idee, l’omogeneizzazione crescente di linguaggi e
categorie, la costruzione di un discorso pubblico condiviso che si rivela condizione decisiva per
la costruzione e l’integrazione di ogni comunità nazionale. Attraverso la lettura dei giornali ci si
sente cittadini di uno stato, investiti di diritti e doveri. In ogni paese le statistiche dei lettori di
quotidiani e periodici disegnano i conni dell’opinione pubblica. Il numero delle testate e delle
copie di tiratura diventa un indicatore del relativo grado di avanzamento del processo di
modernizzazione. La crescita quantitativa della stampa corrisponde ad una maggiore
complessità interna dei periodici (aumenta il numero delle pagine e delle rubriche, si
1
deniscono formati e stili giornalistici degli articoli, compaiono illustrazioni e foto, si allegano
supplementi).
Con questi sviluppi la professione giornalistica conquista maggiore autonomia. Si fa strada una
cultura della notizia che concepisce l’informazione con un valore d’uso, utile e importante di
per sé: il giornale non è più soltanto un contenitore di fatti e opinioni. La professione
giornalistica cresce in complessità ad articolazione interne: si moltiplicano e si separano ruoli e
funzioni (accanto ai redattori compaiono cronisti, reporter, inviati speciali). La corporazione dei
giornalisti acquista dignità e potere ma anche responsabilità (deve difendere la stampa dai
condizionamenti di governi ed imprenditori, ssare i criteri-base di una deontologia
professionale che vincoli la libertà di stampa alla ricerca della verità e al rispetto della privacy.
La storia del giornalismo può anche essere vista come capitolo particolare di una storia più
generale: quella della comunicazione umana. Si è cercato di costruire un modello teorico
dell’azione di comunicazione, fondato sulla distinzione tra il soggetto comunicante (chi),
l’oggetto della comunicazione (cosa), lo strumento utilizzato per comunicare (con quale
mezzo), il pubblico cui è destinata la comunicazione (a chi), gli eetti provocati in quest’ultimo
dalla comunicazione (con quali risultati). Al tempo stesso, la comunicazione è stata vista come
chiave di lettura privilegiata dell’intera storia umana: l’evoluzione dei sistemi comunicativi
rappresenta il vero motore della storia umana. Con Gutenberg la storia umana vive un
processo di esplosione che frammenta e meccanizza le attività umane suddividendole per
ruoli e funzioni: l’editore si separa dal giornalista, il tipografo dallo stampatore. Al contrario, la
scoperta dell’energia elettrica e i nuovi media del XX secolo hanno prodotto un’implosione
che riunica il mondo alla stregua di un villaggio globale, entro il quale la comunicazione
diviene un fatto centrale nella vita quotidiana. I computer stringono l’intero pianeta in una rete
di comunicazioni che ormai avvengono in tempo reale. La diusione su scala mondiale di
internet apre la strada ad un nuovo giornalismo sempre più libero.
È normale che i periodici a stampa vengano utilizzati come fonte documentaria dagli storici per
le loro ricerche di carattere generale, ma per lungo tempo la storia del giornalismo
propriamente intesa si è invece ridotta ad un lungo, noioso e poco signicativo catalogo di
testate. È rimasta scarsa l’attenzione per il lavoro giornalistico, i suoi contenuti professionali, i
suoi molteplici rapporti con il pubblico e con le istituzioni. Soprattutto nel caso italiano, del
resto, la mancanza di autonomia e la subordinazione strumentale alla politica e alla cultura
rimane uno dei tratti di lungo periodo del giornalismo: è quindi normale che si riverberi nel
modo di farne la storia. Il giornalismo deve essere inteso come informazione di attualità
rivolta al pubblico a frequenza periodica. Occorre indagarlo secondo un approccio
sincronico e comparativo: le vicende dei diversi giornalismi nazionali comprese nello stesso
arco di tempo vengono cioè rarontate tra loro per mettere in evidenza analogie e dierenze,
ritardi e anticipazioni, modelli e imitazioni.
LA STAMPA (1450 – 1650)
Gutenberg nel 1456 stampa un’edizione in 2 volumi della Bibbia in latino. Fino a questo
momento la tecnica di stampa è stata la xilograa: una matrice di legno in rilievo che
riproduce un’intera pagina. Gutenberg ha invece ideato dei caratteri mobili: ogni singola
lettera dell’alfabeto è stata incisa in rilievo e si sono così ricavate tante piccole matrici di ogni
lettera, che possono essere composte insieme a formare una pagina per poi essere smontate e
riutilizzate. L’innovazione di Gutenberg ha una portata epocale, sottolineata dal fatto che per
più di 3 secoli la tecnologia della stampa rimarrà sostanzialmente identica. Prima di questa
innovazione il modello di libro dominante, al quale anche Gutenberg si ispira, è quello
manoscritto degli amanuensi. Fino a Gutenberg sia il processo di lavorazione sia i materiali
utilizzati contribuiscono a fare del libro un prodotto raro e costoso, la cui circolazione è
riservata ad ambienti estremamente ristretti. Quanto meno in Europa, perché l’Oriente, e
particolarmente la civiltà cinese si dimostra in anticipo sulle altre non solo per i materiali ma
anche per le tecniche; ma tale vantaggio storico non si traduce nell’avvio di un più generale
processo di modernizzazione. Anche in Europa non sono mancati esempi di giornalismo ante
litteram, ma essi erano sprovvisti dei requisiti di riproducibilità e trasportabilità.
È solo con il orire di un’economia monetaria, delle ere commerciali e delle città che gli
uomini tornano ad avvertire la necessità di informazioni. Inizialmente si tratta di manoscritti
privati destinati alla circolazione nei vari uci periferici, che contengono notizie di carattere
commerciale, ma anche di natura più generale. Fin dal XIV secolo questi fogli di notizie
diventano una consuetudine che accompagna le lettere private dei mercanti. L’esperimento di
Gutenberg deve la propria fortuna al fatto di non essere privato e di essere riproducibile e
2
trasportabile. Nel quindicennio successivo all’invenzione dei caratteri mobili si aprono delle
stamperie in molte altre città del continente: non solo nei centri mercantili ma anche nelle sedi
universitarie e nelle capitali amministrative. Ben presto anche il potere politico, superata la
prima fase di didenza e repressione, riconosce l’utilità della nuova tecnologia. Si stampano
soprattutto testi classici della cultura greca e latina, in piccolo formato e in tirature di qualche
centinaio di copie. Aldo Manuzio, che apre a Venezia la sua stamperia, è il primo stampatore ad
intuire la possibilità di un allargamento del pubblico di lettori e ad incrementare le tirature no
al migliaio di esemplari. Al carattere gotico di Gutenberg, egli sostituisce il carattere latino che
presenta il vantaggio di poter essere stampato sia in tondo che in corsivo, stile che viene
anche chiamato italico: grazie a questa maggiore versatilità il nuovo carattere si aerma
rapidamente in gran parte d’Europa. I volumi editi no alla ne del 400 vengono chiamati
'incunaboli'. L’apparizione e la diusione del libro a stampa determinano diverse rivoluzioni che
meritano di essere collocate all’origine dell’età moderna, accanto alla scoperta dell’America:
1. il passaggio dal corsivo a mano al carattere di stampa; ne deriva una formalizzazione e
standardizzazione della lingua scritta che si rivela decisiva per la denizione delle lingue
nazionali
2. l’aumento quantitativo della produzione libraria e della sua circolazione, anche al di fuori
degli ambiti accademici e religiosi; ciò facilita anche un accesso individuale più libero alla
cultura F 0 2 2 il primo riesso storico di questo processo lo si vede nel diondersi del
movimento di Riforma religiosa; il rapporto tra stampa e Riforma è duplice: non soltanto la
prima fornisce un mezzo di comunicazione più rapido ed ecace alla seconda, ma
l’ampliamento della circolazione libraria predispone anche un ambiente culturale più
favorevole ad un’appropriazione individuale delle verità religiose o scientiche
3. il sorgere di una nuova autorità, più diusa ed inuente, della lingua scritta rispetto a
quella parlata
L’invenzione della stampa si colloca così all’interno di un passaggio tra oralità e scrittura che si
rivela determinante.
L’innovazione di Gutenberg rivela così implicazioni profonde e sotterranee, non sempre
immediatamente visibili ma potenti e radicali. L’individuo ritrova una certa libertà di scelta,
ma, nello stesso tempo, con le strutture moderne dello stato, nasce un ordine nuovo che pine
a tale processo limiti ristretti (i doveri dell’individuo verso lo stato, il rispetto dei privilegiati e
dei privilegi). La rivoluzione della stampa rimane a lungo una rivoluzione inavvertita.
L’invenzione della stampa precorre quindi i tempi dell’alfabetizzazione di massa e le ricadute
sociali delle rivoluzioni del libro rimangono a lungo circoscritte alle élite colte. La stampa,
insomma, è un medium prematuro: per più di 3 secoli il mancato incontro con un pubblico
più largo ne congela ulteriori sviluppi tecnologici. Solo con l’800 la società civile si
impadronisce del mondo delle comunicazioni ed il ritmo del progresso tecnico diventa
vertiginoso.
Ciò non toglie che, pur negli ambiti ristretti dei ceti dominanti, l’innovazione di Gutenberg
provochi sommovimenti decisivi. Accanto ai testi sacri e classici, si iniziano a stampare già
negli ultimi anni del 400 l’equivalente degli Avvisi e dei fogli di notizie manoscritti circolanti tra
banchieri e commercianti. Comunemente noti come canard, essi:
sono stampati in numero unico, dedicati ad un unico argomento di carattere generale o
locale, venduti dalle stesse stamperie che li producono, ma anche in libreria e nelle strade
dagli ambulanti, composti da un numero variabile di pagine (da 8 a 16)
contengono numerose illustrazioni a corredo di notizie particolarmente fantasiose
hanno toni abbastanza forti e per questo conoscono una fortuna crescente
non possono essere considerati antenati dei giornali perché manca loro il requisito della
periodicità, ma certamente hanno un carattere più pubblico delle comunicazioni private tra
mercanti
Ad essi si accompagnano almanacchi e calendari che:
escono una volta all’anno
uniscono il testo a simboli ed immagini che possono essere compresi anche dagli analfabeti
sono pubblicazioni di largo consumo popolare
Almanacchi e fogli di notizie costituiscono il primo terreno di incontro tra la tecnologia della
stampa e un contenuto testuale che non si identica più con la produzione passiva di una
tradizionale cultura religiosa e classica. Compare così una nuova ed attiva cultura della
notizia che coglie l’utilità sociale delle informazioni, il loro valore d’uso e quindi il loro valore di
scambio: si aaccia l’idea che la notizia possa essere una merce appetibile dal pubblico e
3
redditizia per chi la produce. Uno degli eetti più importanti di questa nuova cultura è quello di
produrre una nuova attenzione per i gusti dei lettori eettivi o potenziali. A raorzare le
esigenze e le capacità della comunicazione interviene un ulteriore sviluppo: la rinascita sotto la
tutela dello stato centrale di servizi uciali e regolari di posta. Grazie a questo servizio la rete
delle comunicazioni seguita ad estendersi. A Venezia (per poi diondersi) si sviluppa l’usanza
dei broglietti: fogli manoscritti di piccolo formato con 4 o 8 facciate e cadenza settimanale,
che vengono venduti a basso prezzo, dove compaiono notizie commerciali, nanziarie e
politiche prive di titolo, che raggiungono una diusione considerevole. A Colonia si stampa una
Postrema Relatio Historica che con cadenza semestrale riassume gli avvenimenti
memorabili del periodo appena trascorso; le sue uscite regolari coincidono con le prime ere
del libro; in Gran Bretagna, allo stesso modo, circola il Mercurius Gallobelgicus. Ogni numero
è composto dalle 50 alle 100 pagine con notizie tratte dalla cronaca politico-istituzionale e
viene distribuito dalla rete interurbana delle stazioni di posta. Questo condiziona la periodicità
costringendo gli stampatori non solo al raddoppio dell’uscita annuale ma anche ad una
maggiore regolarità.
Negli stessi anni si diondono a Roma i fogli scritti da menanti, cioè scrivani in brutta copia,
sui quali si abbatte la censura del papa che condanna coloro che scrivevano e tenevano gli
Avvisi; le motivazioni della censura si basano sul fatto che il potere continua a concepire la
pubblicità dei propri atti come una minaccia. Quindi si inizia a delineare un sistema di
comunicazioni laiche e popolari potenzialmente capace di sfuggire al controllo delle élite
aristocratiche. Ma si viene aermando la prassi dei privilegi:
i sovrani concedono il diritto di stampa in esclusiva ad un solo stampatore
si proibisce la stampa e la diusione di opere senza la preventiva autorizzazione del
vescovo e del sovrano
si istituisce la censura e l’indice dei libri proibiti
gli stampatori vengono sottoposti ad un regime di licenze concesse dalla corona
viene stampato il primo libro bianco, ovvero una pubblicazione di documenti uciali da
parte dei governi
vengono impartite delle norme severe che assegnano un nome ed un marchio distinto ad
ogni stampatore per evitare confusioni e denire le responsabilità individuali di carattere
eventualmente penale
si sancisce il principio dell’imprimatur, del visto preventivo della censura curiale sulle opere
vengono introdotti degli organi del potere politico che comprendono degli editori, dei librai
e degli stampatori autorizzati, sottoponendoli al controllo del re e disciplinando
severamente l’accesso alla professione
Sui libri a stampa compaiono i primi colophon, etichette che deniscono un sistema di
copyright, di tutela dei diritti di esclusiva sulle pubblicazioni. Il clima della Controriforma allinea
la Chiesa di Roma a questa generale tendenza ad una sorveglianza più stretta sulla stampa.
Eppure, anche se costretto sotto quest’ombra protettiva e soocante, il mestiere di stampatore
conosce una fortuna ed un prestigio crescenti. Gli stampatori riassumono in sé la doppia gura
dell’editore e dello stampatore, dell’intellettuale e dell’artigiano. Il mestiere di stampatore
diventa un mestiere pericoloso se non si esercita sotto la protezione ed il controllo delle
istituzioni e dei principi; quindi la censura schiaccia inevitabilmente le spinte all’innovazione e
all’apertura. Ne consegue che per tutto il 500 la tipologia prevalente del prodotto tipograco
rimane il libro. La cultura della notizia fatica ad aermarsi anche perché le informazioni sono
sottoposte al vaglio preventivo delle autorità e quindi perdono in tempestività ed adabilità. La
libertà di informazione e la sua frequenza regolare si pagano con una regressione nella
dimensione privata e un’involuzione tecnologica.
IL SETTIMANALE (1650 – 1700)
Nel 600 europeo il confronto tra persona e società viene riproposto: il Rinascimento e la
Riforma hanno posto in primo piano le esigenze della libertà individuale, mentre i sovrani
assoluti cercano con ogni mezzo di dare potenza di controllo allo stato centrale. Il giornalismo
degli esordi si colloca in mezzo a questa contraddizione: rappresenta uno dei mezzi principali
per legare gli individui fra loro, ma al tempo stesso il potere delle istituzioni ne ha intuito le
potenzialità d’uso e si adopera per ricondurre la stampa sotto il proprio dominio. L’Olanda è
l’unica realtà europea che rappresenta la forma istituzionale più innovativa e libera dell’intero
continente: tolleranza religiosa e oritura intellettuale marciano di pari passo, dando luogo ad
una domanda crescente di prodotti della stampa. Si tratta anche di una supremazia tecnica:
4
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Visite: 8633
Downloads : 68
Indirizzo:
Universita: Università Alma Mater di Bologna
Data di caricamento: 09/04/2013
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome