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Pedagogia, riassunto - Educazione dilatatrice - Maria Montessori, Sintesi di Pedagogia. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano

Pedagogia

Descrizione: Pedagogia, riassunto - Educazione dilatatrice - Maria Montessori
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MARIA MONTESSORI E L’EDUCAZIONE DILATATRICE DI GIACOMO
CIVES
Maria Montessori nasce a Chiaravalle il 31 agosto del 1870. E’ la pedagogista del 900
italiano più nota all’estero. Andando contro le aspettative familiari diventa la prima
donna medico in Italia (la prima è stata Ernestina Paper). Diventata assistente nella
clinica di neuropsichiatria dell’università di Roma, comincia ad occuparsi dello
studio e del recupero di ragazzi anormali, approfondendone le analisi ed elaborando
modalità di intervento non solo dal punto di vista medico, ma anche dal punto di vista
psicologico e pedagogico. Nel 1906 l’Istituto dei beni Stabili decide di procedere alla
riorganizzazione complessiva del quartiere popolare di S. Lorenzo a Roma.
Nell’ambito di tale progetto affida alla Montessori l’incarico di coordinare il
funzionamento di un certo numero di asili infantili: nasce così nel 1907 la prima
CASA DEI BAMBINI. Questa è l’esperienza che più consolida l’interesse della
Montessori per i problemi riguardanti l’educazione. In questa scuola ha modo di
sperimentare idee, metodi e materiali sull’educazione dei bambini utilizzando tutto
ciò che aveva fatto precedentemente con i ragazzi anormali, andando così a
perfezionare il suo metodo che l’ha resa famosa in tutto il mondo… IL METODO
DELLA PEDAGOGIA SCIENTIFICA.
Leggendo tra le righe della sua vita di studiosa e di donna è possibile cogliere la sua
determinazione nel difendere i diritti di quanti erano emarginati dalla società: delle
donne che tra fine 800 e inizi 900 rivendicavano i diritti politici, come l’accesso al
voto e i diritti civili come la patria potestà e la parità salariale e dei bambini spesso
avvicinati precocemente al mondo del lavoro, sfruttati e costretti a vivere in
condizioni di miseria sia fisica che intellettuale. Da qui parte la sua battaglia morale
a favore della emancipazione femminile. La parola emancipazione significa
liberarsi da qualsiasi forma di schiavitù. Tuttavia all’epoca della Montessori
emancipata indicava una donna poco virtuosa, distante dall’immagine stereotipata
che la società le aveva assegnato ovvero quella di moglie fedele e di madre
premurosa e sottomessa. È proprio questo clima che porta la studiosa a divenire in
prima persona un modello di donna nuova bella e intelligente in grado di affermarsi
alla pari degli uomini nel mondo della scienza e capace di demolire con il suo lavoro
e le sue scelte di vita i pregiudizi che caratterizzavano l’immagine femminile. Con la
sua scelta di dedicarsi alla ricerca scientifica cercò di dimostrare che vi fosse parità
intellettuale tra uomo e donna, in quanto, con l’affermarsi della tecnologia cade l’idea
che la forza fisica sia l’unica via per esercitare potere, essa, pone le basi per una
società dominata dall’intelligenza e dunque delle donne. Questa convinzione, cioè
che non vi era alcuna inferiorità intellettuale da parte delle donne portò la studiosa a
militare nell’associazionismo femminile sia nazionale che internazionale. Fu una
delle prime fondatrici nel 1898 di una delle più importanti associazioni femministe
dell’epoca. La M. varcò i confini nazionali in seguito alla partecipazione a due
congressi importanti il primo a BERLINO nel 1896 e il secondo a LONDRA NEL
1899. Successivamente al congresso nazionale delle donne italiane tenutosi a Roma
nel 1908 rivendicò alcuni diritti fondamentali come l’obbligo scolastico, la tutela del
lavoro femminile, il diritto al voto, la creazione di asili da parte dei comuni, la patria
potestà anche per le donne ecc. nel corso delle sue conferenze ella cercò di
sensibilizzare il pubblico femminile a un problema di grande attualità per l’epoca: la
DEGENERAZIONE vale a dire il decadimento fisico e mentale che colpiva gli
uomini e le donne. A tal proposito ella si occupò di osservare alcuni bambini affetti
da idiozia, in seguito alle sue osservazioni si è potuto notare che le cause di queste
degenerazioni non erano dipendenti soltanto a cause di tipo biologico, ma
dipendevano anche da fattori ambientali come la miseria, la scarsa igiene, la
malnutrizione e che quindi poteva essere sia curata che evitata a partire dall’infanzia.
La collaborazione della M. con De Sanctis e con Sergi la convinsero del fatto che lo
svantaggio e il ritardo mentale nei bambini erano condizioni che potevano essere
fermate o fatte regredire attraverso l’educazione: l’infanzia dunque poteva essere
aiutata se si comprendevano e si rimuovevano gli ostacoli che impedivano lo
sviluppo normale del bambino. L’opera di divulgazione dei risultati ottenuti nel
campo della degenerazione fu condotta strategicamente dalla studiosa nel corso delle
conferenze. Lo scopo della M. era utilizzare la scienza per promuovere
l’emancipazione delle classi più disagiate. Nel portare avanti il suo obiettivo, ella
propone un modello di donna in grado di utilizzare la sua maternità in modo
competente e in funzione della società. Ciò che la M. auspicava per la donna era una
maternità e un matrimonio non imposto e la conoscenza delle leggi che sono alla base
della riproduzione così da poter fare una scelta libera. Alle donne veniva chiesto di
farsi madri responsabili, consapevoli del loro agire, perché a loro spettava il compito
di difendere e prendersi cura dell’infanzia, di prendersi cura della futura umanità. La
donna attraverso la cura del bambino si faceva generatrice e garante dell’uomo di
domani. Le donne potevano contribuire al progresso sociale non solo facendo quello
che gli uomini già facevano ma aggiungendo a questa loro opera qualcosa in più che
è la loro bontà materna. Maria Montessori crea così un collegamento tra scienza e
società contribuendo ad avviare un nuovo approccio alla conoscenza, e allo stesso
tempo a dare una vera e propria svolta all’emancipazionismo in Italia, che individuò
nell’azione di cura lo strumento attraverso il quale combattere le disuguaglianze che
colpivano le donne.
L’INTELLIGENZA RICCHEZZA DELL’UOMO
Idea centrale nel pensiero della Montessori è l’intelligenza vista come tesoro
dell’uomo, l’equilibrio della sua personalità. La studiosa si batte sul bambino
salvatore del mondo. L’idea di fondo nell’educazione della Montessori espressa in
modo particolare nella FORMAZIONE DELL’UOMO del 1949 è l’idea di
educazione dilatatrice, una educazione che porti il bambino ad aprirsi al mondo, alla
possibilità di varie scoperte. Il vero apprendimento diceva la M. è quello che parte
dall’esperienza. La M. valorizza una pedagogia costruttrice d pace. Il concetto di
costruzione è alla base della sua pedagogia, una pedagogia che si costruisce giorno
dopo giorno. La M. dice: IL BAMBINO E’ TENUTO IN CATENE DALL’ADULTO
PERCHE’ LO INIBISCE. Bisogna invece ingrandire il mondo in cui agisce il
bambino, bisogna affidargli più stimoli, garantirgli continue opportunità tra loro più
disparate più esperienze possibili. Educazione dilatatrice vuol dire una educazione in
grado di moltiplicare alla portata del bambino qualsiasi stimolo, stimoli che lo
incuriosiscono. È dilatatrice l’educazione capace di invitare a conquistare
nell’illimitato, permettere al bambino di conquistare quello che ancora no ha. Dunque
credere nell’illimitato significa insegnare al bambino a non essere invidioso delle
cose che non possiede e a non fermarsi sulle sole cose che si hanno, ma di continuare
sempre verso nuove ricerche. Bisogna insegnare al bambino che non ci sarà mai fine
del processo di apprendimento delle conoscenze, l’educazione dilatatrice in ultimo è
l’educazione che indirizza il bambino verso il mondo dell’alterità. La M. non credeva
nel valore della pedagogia dei reattivi mentali, ma era a favore dei reattivi educativi
che consentivano il controllo dell’errore e segnavano lo sviluppo del bambino
adeguandosi al loro processo di sviluppo.
Il principio fondamentale dell’educazione montessoriana è il valore per la libertà
poichè solo la libertà favorisce la creatività. La M. non si limita ad aderirvi
sentimentalmente, non si limita a credere nella mente del bambino ma predispone un
ambiente, un materiale estremamente stimolante e atto a permettere all’elaborazione
auto educativa del bambino la conquista della cultura attraverso attività o motivi che
sono quelli di vita pratica, dell’uso dei materiali di sviluppo, della connessione tra
attività senso-mototia e crescita della mente. Per la sua predisposizione la M. utilizza
in parte l’osservazione diretta dei comportamenti, delle attività, e delle scelte
compiute dai bambini, in parte le indicazioni dei mendici francesi ITARD E SEGUIN
che per primi avevano proposto e messo in pratica una educazione di tipo sensoriale.
Questo materiale è finalizzato allo sviluppo dei sensi del bambino, da cui viene
utilizzato in forma individuale: ciascun alunno, nel rispetto della sua fase evolutiva,
ha modo di sviluppare le proprie capacità sensorio percettive fondamentali per la
propria maturazione intellettiva. La costruzione del materiale di sviluppo è basata su
una impostazione di tipo analitico cioè sul principio dell’isolamento di un’unica
qualità la dimensione, la forma, il colore ecc. e rimanda all’interpretazione secondo
cui il bambino concentra l’attenzione prima sulle singole parti dell’oggetto e poi,
attraverso un graduale processo di analisi di classificazione e di seriazione perviene
alla conoscenza globale dell’oggetto. La valorizzazione dell’ambiente segna una
svolta decisiva nell’impostazione educativa, promuovendo il fare libero e intelligente
del bambino. Secondo la M. è l’ambiente che contiene i mezzi di sviluppo e che ha
tutto il compito esteriore di educare. la bipolarità bambino e ambiente ha grossi
riferimenti sul piano della FILOGENESI E DELL’ONTOGENESI. Sul piano dello
sviluppo della specie la M. fu evoluzionista più in termini Lamarkiani che darwiniani,
cioè la Montessori è andata guardando più che alla semplice selezione naturale degli
esseri viventi alle più innovative capacità degli uomini. La M. credeva che variazioni
e mutazioni, influenzate in qualche modo dall’ambiente avessero le loro cause
fondamentali nelle spinte interne all’uomo. Lo sviluppo della personalità veniva
dunque a fondarsi più su fattori interni che esterni. La M. rivela che il bambino ha
bisogno di vivere nella natura, bisogna offrire al bambino conoscenze e attività
relative alla natura, donandogli anche occasioni in cui agire. La casa dei bambini
allora deve avere arredamenti e suppellettili a misura di bambino, tavoli e sedie basse
leggere e trasportabili, attaccapanni raggiungibili dal bambino, credenze scaffali, per
contenere i materiali di sviluppo materiali standardizzati, materiali graduati per
quantità e qualità, materiali che implicano lo spontaneo controllo degli errori. Questi
sono materiali dice la M. che vengono usati dal bambino per dare ai bambini una
spinta interiore che insegnano l’essenza delle cose. In altre parole si tratta di creare
per il bambino un ambiente adatto per gli esercizi di vita ma anche per gli esercizi
sensoriali che aprono alla cultura.
All’interno di un progetto di educazione sensoriale un ruolo fondamentale ha
secondo la M. l’uso della mano. Ella afferma che l’educazione della mano è
particolarmente importante perché la mano è lo strumento espressivo dell’umana
intelligenza: essa è l’organo della mente. la mano è l’organo dell’espressione. Nella
prima infanzia la mano aiuta lo sviluppo dell’intelligenza, e nell’uomo maturo è lo
strumento che ne controlla il destino sulla terra. Attraverso la mano il bambino
soddisfa il proprio bisogno di ricerca, le proprie strutture intellettive. Penalizzare
l’uso della mano, togliere al bambino la possibilità di entrare materialmente in
contatto con gli oggetti e con l’ambiente significa defraudarlo di un’occasione
preziosa e insostituibile per costruire autonomamente le proprie strutture intellettive
e per utilizzarle in direzione di cambiamento e di innovazione dell’ambiente stesso.
Un altro elemento di vitale importanza nella predisposizione di una diversa
organizzazione scolastica per il bambino è il diverso e rinnovato ruolo che assume
l’educatore. L’educatore deve essere visto come mediatore tra bambino e ambiente,
essa oltre ad essere preparata, informata e colta ella deve avere spirito scientifico
ovvero, capacità di intelligente osservazione, maturità, deve controllarsi e soprattutto
parlare il meno possibile. La maestra che si controlla sviluppa la centralità del
bambino. Questo non vuol dire cancellare la sua opera ma renderla più difficile e
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Universita: Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Materia: Pedagogia
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michelapollon - Istituto Marangoni

non me lo fa scaricare

12/07/13 11:24
alecle - Università di Foggia

buono

08/10/12 13:48
littlevale - Università di Firenze

grazie, mi servivano questi appunti!

07/06/12 11:21
chiarac. - Politecnico di Milano

BRAVA

21/05/12 22:26
erika27 - Università non definita

buono

17/05/12 10:55
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