Schemi di diritto privato Pietro Perlingieri, Schemi riassuntivi di Diritto Privato. Università di Bari
IGUANA06
IGUANA0625 ottobre 2010

Schemi di diritto privato Pietro Perlingieri, Schemi riassuntivi di Diritto Privato. Università di Bari

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PERSONA FISICA

Essere umano vivente, considerato dal diritto nella sua individualità e nei rapporti con gli altri

Capacità giuridica

Principio generale dell’intero ordinamento giuridico, è definita come idoneità di un soggetto ad essere titolare di situazioni giuridiche soggettive, di diritti e di doveri.

Si distingue: �

capacità giuridica generale: attitudine astratta e generica estesa a tutti gli uomini;

capacità giuridica speciale: incidenza della capacità generale sulla concreta possibile titolarità delle singole situazioni.

Capacità giuridica e soggettività : dominante l’opinione che le identifica reciprocamente (la capacità giuridica è collegata all’uomo ex art. 1 c.c., la soggettività è propria di ogni uomo in quanto tale ex art. 2 Cost).. In particolare:

teoria organica: l’uomo persona fisica diventa persona nel senso di soggetto di diritto con il riconoscimento da parte dell’ordinamento. La capacità giuridica è espressione di tale riconoscimento ed è il presupposto per l’acquisto dei diritti e degli obblighi giuridici.

teoria atomistica: la persona è un complesso di diritti e di doveri e non rileva nell’ordinamento in quanto tale, ma rileva soltanto il suo singolo comportamento disciplinato dalle norme giuridiche. La capacità giuridica, così come la soggettività, non sono qualità intrinseche dell’uomo in quanto tale, ma sono espressione della rilevanza del singolo comportamento umano.

Capacità giuridica e personalità: la personalità esprime l’aspetto dinamico della persona garantito nel suo pieno e libero svolgimento ed è concreta attuazione dei valori dei quali il soggetto, giuridicamente capace, è portatore

Acquisto della capacità giuridica

La capacità giuridica si acquista con la nascita (si richiede che l’individuo nasca vivo). Si parla di cd. anticipazione della capacità giuridica o anche di acquisto condizionato (all’evento della nascita) e con efficacia retroattiva, in relazione al nascituro concepito o non concepito e con riferimento ai diritti allo stesso attribuiti da talune norme subordinatamente all’evento della nascita.

Perdita della capacità giuridica

Con la morte naturale si ha l’estinzione della persona fisica e la cessazione della sua capacità giuridica. Particolare rilevanza assume l’ipotesi della commorienza (morte simultanea di due o più persone).

Fonti normative Art. 2 Cost. ; art.1 c.c.

Residenza, domicilio e dimora

Domicilio Luogo in cui intenzionalmente (elemento intenzionale) la persona stabilisce (elemento materiale) il centro principale dei propri affari. Necessarie l’abitualità e la stabilità, intesa come certezza e riconoscibilità del domicilio indipendentemente da un atto formale di destinazione.

Residenza Luogo in cui la persona intenzionalmente (elemento intenzionale) stabilisce (elemento materiale) la propria abitazione e le proprie relazioni di natura personale, familiare e sociale. Necessarie l’abitualità e la prevalenza, intese come consuetudine di vita.

Dimora Luogo in cui la persona si trova temporaneamente e occasionalmente.

Riferimenti normativi Artt. 43 ss. c.c.

Scomparsa, assenza e morte presunta

Scomparsa Allontanamento della persona dall’ultimo suo domicilio o residenza con mancanza di notizie.

Riferimento normativo  

art. 48 ss. c.c. Principali conseguenze



nomina del curatore dello scomparso, effettuata dal Tribunale su istanza degli interessati o dei presunti successori legittimi o del p.m., finalizzata alla conservazione del patrimonio.

Assenza Incertezza sull’esistenza dello scomparso protratta da oltre due anni dal giorno dell’ultima notizia.

Riferimento normativo  

art. 49 ss. c.c. Principali conseguenze

 

sentenza pronunciata dal Tribunale, su istanza dei presunti eredi legittimi o di chi crede di vantare dei diritti sui beni dello scomparso a seguito della sua morte, dichiarativa di assenza, con immissione nel possesso temporaneo dei beni (previa cauzione o garanzia) di coloro che, in caso di morte dell’assente, sarebbero suoi eredi testamentari o legittimi. Possibilità per i possessori temporanei di compimento degli atti di ordinaria amministrazione sui beni dell’assente. Inesigibilità temporanea dei crediti (tranne quelli alimentari). In caso di ritorno dell’assente o di raggiunta prova della sua esistenza in vita, i possessori dei suoi beni sono tenuti alla restituzione in suo favore (art.56 c.c.)

Dichiarazione di morte presunta

Scomparsa di un soggetto dall’ultimo suo domicilio o residenza per un periodo di almeno 10 anni.

Riferimento normativo 



art. 58 ss. c.c. Principali conseguenze



sentenza pronunciata dal Tribunale, su istanza delle stesse persone legittimate a richiedere la dichiarazione di assenza, dichiarativa di morte presunta, con possibilità per coloro che sono stati temporaneamente immessi nel possesso dei beni, di disporne liberamente. Le obbligazioni alimentari si estinguono. Il coniuge del presunto morto può contrarre nuovo matrimonio ( tale matrimonio sarà però annullabile, qualora il presunto morto ritorni o ne sia accertata l’esistenza in vita, su richiesta degli interessati o del p.m., fatti salvi gli effetti civili). In caso di ritorno del presunto morto o di raggiunta prova della sua esistenza in vita, egli ha diritto alla restituzione dei beni nello stato in cui si trovano o al conseguimento del prezzo per quelli alienati, salvo gli effetti della buona fede dei terzi, eredi e legatari.

Capacità di agire

Definizione La capacità di agire indica l’aspetto dinamico del soggetto ed è definita come l’idoneità della persona a svolgere l’attività giuridica che riguarda la sfera dei suoi interessi, ad esercitare diritti e ad assumere obblighi, a manifestare volontà che siano idonee a modificare la propria situazione giuridica. Si parla della relatività della capacità di agire in relazione sia ai presupposti che concorrono a formarla, sia agli scopi della sua concreta limitazione o esclusione, sia alla possibilità di una sua misurazione in termini quantitativi..

Acquisto della capacità di agire

La capacità di agire cd. generale si acquista con il compimento della maggiore età (18 anni). Le capacità di agire cd. speciali previste da singole norme di legge in relazione a singoli atti o rapporti, si acquistano prima della maggiore età (es. capacità in materia di lavoro).

Riferimenti normativi Art. 2 Cost.; art.2 c.c

Minore età (causa di incapacità legale di agire)

Premessa: la tesi tradizionale che configura nella minore età un’ipotesi di incapacità di agire generale va criticata nel momento in cui non consente al minore di realizzare la propria personalità attraverso l’esercizio dei diritti e delle attività fondamentali. Sarebbe allora preferibile parlare di cd. capacità di discernimento, cioè della concreta capacità o meno del minore, in relazione al singolo atto da compiersi e alle sue condizioni soggettive, di assumere una decisione con adeguata consapevolezza.



Potestà

Dalla impostazione tradizionale dell’incapacità di agire del minore quale soggetto astrattamente incapace e inidoneo alla cura dei propri interessi, deriva la concezione della potestà genitoriale quale rapporto giuridico diritto soggettivo dei genitori– soggezione del minore, con il dovere di quest’ultimo di lasciarsi educare.

Conseguenze:

 Natura (diritto soggettivo: unico limite divieto di abuso nell’esercizio del diritto con pregiudizio più o meno grave per il minore).

 Contenuto (doveri – poteri che consistono nell’educazione, istruzione, custodia, correzione, mantenimento, rappresentanza nelle attività di natura patrimoniale e personale).

 Rapporto tra potestà e diritti di libertà del minore (cd. elasticità della potestà, nel senso di non concepire lo stesso rigore nell’esercizio della potestà e nell’imposizione delle scelte e delle decisioni adottate durante le diverse età del minore nel rispetto dei diritti fondamentali dello stesso  dal diritto di controllo al diritto di direttiva).

 Riferimenti normativi (art.147 ss. cc.; art.315 ss. c.c.; art. 330 ss. c.c.)

Un diverso orientamento considera il minore come soggetto di diritto e non come oggetto della potestà e gli riconosce, qualora abbia in concreto la cd. capacità di discernimento, il potere di effettuare in piena autonomia le scelte di natura esistenziale che concernono la sua persona.



Tutela e curatela (complesso di poteri-doveri attribuiti ad un soggetto per la cura e la realizzazione di interessi di altri soggetti).

Tutela del minore.

 Presupposti: il tutore è nominato nell’ipotesi in cui la potestà dei genitori manchi o non possa essere esercitata.  Responsabilità del tutore: il tutore opera sotto il controllo e la vigilanza dell’autorità giudiziaria, pur avendo una

sufficiente autonomia di iniziativa e di decisione. Vi sono infatti atti che non possono essere posti in essere senza l’autorizzazione del giudice tutelare (art.374 c.c.), atti per i quali è necessaria l’autorizzazione del tribunale (art.375 c.c.) e atti per i quali nessuna autorizzazione è richiesta (art.374 c.c.).

 Contenuto della funzione tutelare (cura della persona del minore, rappresentanza negli atti civili, amministrazione dei beni)

 Divieto di acquisti (art. 378 c.c.).  Riferimenti normativi (art.343 ss. c.c.)

Curatela del minore emancipato.

 Presupposti: il curatore è nominato in presenza di un minore emancipato, cioè di un minore ultrasedicenne che contrae matrimonio prima della maggiore età e al quale è riconosciuta una capacità di agire limitata al compimento degli atti di ordinaria amministrazione.

 Contenuto della curatela : il curatore nominato non ha poteri di amministrazione, di rappresentanza e di cura del minore che agisce personalmente, ma con l’assistenza del curatore che valuta la rispondenza dell’atto all’interesse del minore stesso. Il curatore deve prestare il suo assenso per gli atti di straordinaria amministrazione che il minore ponga in essere previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

 Riferimenti normativi (art. 390 ss c.c.)

Infermità mentale (causa di incapacità legale di agire)

Infermità mentale  alterazione abituale e durevole delle facoltà mentali tale da dar luogo ad un’incapacità totale di provvedere ai propri interessi. Il soggetto totalmente infermo di mente è inidoneo ad essere parte di rapporti giuridicamente rilevanti , sicchè esiste il pericolo concreto ed attuale di atti pregiudizievoli al suo patrimonio.

Conseguenza dell’infermità: sentenza di interdizione

il soggetto che si trova nelle condizioni suddette, può essere interdetto dal tribunale competente, previo esame dell’interdicendo, con sentenza che impedisce l’acquisto della capacità di agire se avviene nell’ultimo anno della minore età e che estingue la capacità di agire se è pronunziata dopo il raggiungimento della maggiore età.

Conseguenza della sentenza: nomina del tutore

il tutore nominato a salvaguardia degli interessi dell’interdetto, si occupa della cura della persona dell’interdetto, della rappresentanza negli atti civili e della amministrazione dei beni.

gli atti compiuti dall’interdetto senza la rappresentanza del tutore sono annullabili (art. 427 c.c.) su istanza del tutore, dell’interdetto (dopo la revoca della sentenza), nonchè dai suoi eredi e aventi causa.

Riferimenti normativi  artt.414 ss c.c.

Infermità mentale (causa di limitazione della capacità di agire)

Infermità mentale debolezza delle facoltà mentali, pervertimenti dell’intelletto, della volontà e del sentimento non tanto gravi da rendere necessaria l’interdizione, ma sufficienti a generare un pericolo attuale di pregiudizio per il patrimonio del soggetto. Prodigalità eccessiva larghezza nello spendere e nel regalare, abitudine a spendere in modo smisurato o disordinato, incapacità di valutare il pregiudizio che deriva dallo sperpero delle proprie sostanze. Il soggetto affetto dalle predette patologie manifesta una debolezza abituale delle facoltà mentali con pericolo attuale di pregiudizio per il proprio patrimonio.

Conseguenza di tale infermità o della prodigalità: sentenza di inabilitazione il soggetto che si trova nelle condizioni suddette, può essere inabilitato

con sentenza dal tribunale competente, previo esame dell’inabilitando. Ha una capacità di agire limitata al compimento dei soli atti di ordinaria amministrazione.

Conseguenza della sentenza: nomina del curatore il curatore nominato a salvaguardia degli interessi dell’inabilitato, ha il

compito di assistere l’inabilitato stesso per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione.

gli atti di straordinaria amministrazione compiuti dall’inabilitato senza assistenza del curatore e autorizzazione giudiziale sono annullabili (art.427 c.c.) su istanza dell’inabilitato con l’assistenza del curatore, nonché dei suoi eredi e aventi causa.

Riferimenti normativi artt.414 ss c.c.

Incapacità di intendere e di volere (incapacità naturale)

Definizione Concreta ed effettiva inidoneità della persona ad intendere e volere l’atto da realizzare che può derivare non solo da un’alterazione patologica della psiche, ma anche da una situazione che turbi la sfera affettiva ed emozionale dell’individuo, privandolo, sia pur temporaneamente, della capacità naturale e della volontà cosciente.

Conseguenze Annullabilità degli atti e dei contratti compiuti dall’incapace naturale. Tuttavia:

se si tratta di atti unilaterali è necessario ai fini dell’annullamento fornire la prova del grave pregiudizio derivato nel caso concreto all’incapace;

se si tratta di contratti ai fini dell’annullamento va dimostrata la mala fede dell’altro contraente

Riferimenti normativi Art. 428 c.c.

PERSONE GIURIDICHE

Organizzazioni costituite da individui e beni alle quali l’ordinamento giuridico riconosce la qualità di soggetti di diritto con capacità giuridica ( possibilità di essere titolari di situazioni soggettive) e capacità di agire (possibilità di esercitare diritti e doveri attraverso le persone fisiche – organi – che ne fanno parte).

Natura Teoria della finzione �

l’ordinamento crea soggetti artificiali, enti distinti dagli individui singoli, per esigenze di commercio giuridico. Teoria della realtà

l’ordinamento prende atto dell’esistenza di taluni enti e/o organismi nella vita sociale ai quali attribuisce poi soggettività.

Classificazioni Sul piano strutturale:  enti a struttura associativa ( associazioni);  enti a struttura istituzionale (fondazioni).

Sul piano degli interessi perseguiti:  enti pubblici (interessi generali);  enti privati (interessi particolari).

Sul piano della finalità:  enti privati con finalità lucrative o miste (società);  enti privati con finalità ideali (associazioni, fondazioni, comitati).

Sul piano dell’autonomia patrimoniale:  enti con autonomia patrimoniale ( separazione del patrimonio dell’ente

da quello di coloro che ne fanno parte ). Se tale separazione dei patrimoni è netta e l’ente ottiene la personalità giuridica, si parla di autonomia patrimoniale perfetta e in tal caso per le obbligazioni assunte in nome dell’ente risponde esclusivamente il patrimonio dell’ente, non attaccabile dai creditori personali dei componenti dell’ente stesso;

 enti con autonomia patrimoniale imperfetta (separazione relativa dei patrimoni, mancanza del riconoscimento – cd. enti non riconosciuti -). In tal caso è prevista una responsabilità dei componenti dell’ente anche per le obbligazioni assunte dall’ente stesso (v. art.38 c.c. per le associazioni non riconosciute e art.41 c.c. per i comitati)

Sul piano dell’acquisto della personalità giuridica e dell’autonomia patrimoniale perfetta:

 acquisto automatico con iscrizione nel registro delle imprese (sistema normativo  società di capitali);

 acquisto con decreto di riconoscimento del Presidente del Consiglio dei Ministri o ministeriale, su domanda degli interessati e sulla base dell’atto costitutivo e dello statuto, previa valutazione dell’attualità sociale dello scopo dell’ente e della consistenza del patrimonio (sistema concessorio  associazioni e fondazioni).

N.B: l’autonomia patrimoniale perfetta diventa opponibile ai terzi soltanto con l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso il Tribunale in ogni Provincia.

Riferimenti normativi Artt.2, 3, 18, 19, 39, 49 Cost.; artt. 11 ss. c.c.

Associazioni non riconosciute Definizione e scopo Organizzazione stabile di persone che, avvalendosi di un certo patrimonio,

persegue uno scopo non lucrativo Costituzione e regolamentazione

L’associazione si costituisce con un atto costitutivo (negozio associativo aperto all’adesione di altre parti). Le regole per i rapporti tra gli associati e con i terzi, nonché per l’amministrazione dell’ente, sono contenute nello statuto.

L’associazione che non ottiene il riconoscimento è definita associazione non riconosciuta.(es. partiti, sindacati): in tal caso si applicheranno le stesse norme dettate per le associazioni riconosciute con esclusione solo di quelle che presuppongono il riconoscimento. L’associazione non riconosciuta ha un’autonomia patrimoniale imperfetta. Ne deriva che:



i creditori dell’associato non hanno diritti sul patrimonio dell’ente; 

delle obbligazioni dell’ente rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell’ente (art.38 c.c.), a meno che il creditore non sia uno degli associati.

Elementi dell’ente  Organi di amministrazione, gestione e rappresentanza: assemblea e amministratori. Questi ultimi agiscono all’esterno in nome e per conto dell’ente quali mandatari e rispondono del loro operato nei confronti dell’associazione a titolo di responsabilità contrattuale e solidalmente.

L’associazione non riconosciuta ha un proprio patrimonio, cioè un fondo comune, costituito dai contributi degli associati e dai beni con tali contributi acquistati, nonché da tutti i diritti patrimoniali dei quali l’ente è titolare. Prima dell’estinzione dell’ente, gli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, né ripetere i contributi versati.

Riferimenti normativi Artt. 36, 37, 38 ss. c.c., ma v., in quanto compatibili, le norme previste per le associazioni riconosciute.

Associazioni di volontariato

L. 11.08.1991 n.266 

struttura, funzione, requisiti per l’iscrizione negli appositi registri.

Comitati. Definizione e scopo Organizzazione di persone che si accordano per effettuare una raccolta di fondi

mediante pubblica sottoscrizione per perseguire un fine di interesse generale. Costituzione e regolamentazione

Il comitato si costituisce con accordo anche verbale. Le regole per l’amministrazione e la gestione dell’ente sono dettate nell’accordo costitutivo dai membri del comitato.

Elementi dell’ente  Organi di amministrazione, gestione e rappresentanza: 

i promotori, che prendono l’iniziativa di costituire il comitato; 

gli organizzatori, che svolgono la funzione di amministratori; 

i sottoscrittori, che promettono le oblazioni.

 Sul patrimonio del comitato (che ha un patrimonio distinto in quanto soggetto di diritto) insiste un vincolo di destinazione, sicchè non può essere in alcun modo devoluto per un scopo diverso da quello pattuito e manifestato agli oblatori. Se non ha ottenuto il riconoscimento (ma si dibatte sull’ammissibilità di un comitato riconosciuto), il comitato ha un’autonomia patrimoniale imperfetta, per cui:

 

i creditori dei partecipanti non hanno diritti sul patrimonio dell’ente;





delle obbligazioni dell’ente rispondono personalmente e solidalmente tutti i componenti del comitato (art.41 c.c.).

Riferimenti normativi Artt. 39,40,41,42 c.c.

Associazioni riconosciute.

Associazioni di fatto che hanno chiesto e ottenuto il riconoscimento (e quindi la personalità giuridica e l’autonomia patrimoniale perfetta).

Riconoscimento con sistema concessorio:

 Requisiti (artt. 14 e 16 c.c.  atto pubblico, nonché indicazione, nell’atto costitutivo e nello statuto, della denominazione dell’ente, dello scopo, del patrimonio, della sede, delle condizioni di ammissione degli associati e dei diritti e degli obblighi degli stessi). Valutazione del rispetto delle norme di legge inderogabili, della meritevolezza dello scopo, dell’adeguatezza del patrimonio.

 Conseguenze (modificazione del regime giuridico dell’ente con acquisto dell’autonomia patrimoniale perfetta).

Registrazione L’iscrizione dell’associazione riconosciuta nel registro delle persone giuridiche istituito presso il Tribunale di ciascuna Provincia, ha la funzione di pubblicità dichiarativa, cioè di opponibilità ai terzi di tutte le vicende che concernono l’ente, nonché di tutte le limitazioni del potere rappresentativo degli amministratori..

Organi dell’ente  Assemblea  convocata dagli amministratori almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio o comunque se ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati, l’assemblea è l’organo che riunisce gli associati. Ha le competenze individuate nell’atto costitutivo e nello statuto ed indicate negli artt. 20,21 e 22 c.c. Le stesse norme individuano altresì le ipotesi in cui è necessaria una deliberazione con maggioranza qualificata (modifica dell’atto costitutivo o dello statuto; scioglimento dell’associazione e devoluzione del patrimonio). Di norma, infatti, l’assemblea delibera a maggioranza di voti con la presenza di almeno la metà degli aventi diritto a partecipare (in prima convocazione) o qualunque sia il numero degli intervenuti (in seconda convocazione).

 Amministratori  organo di gestione dell’ente, sono eletti dall’assemblea e operano secondo le competenze e le funzioni attribuite con lo statuto. Sono responsabili verso i terzi per la violazione degli obblighi connessi alla loro funzione e verso l’ente secondo le disposizioni sul mandato.

Fanno parte dell’associazione anche gli associati. Costoro non possono trasmettere la loro qualità nemmeno mortis causa. La possibilità di recedere dall’associazione è regolata dall’art. 24 c.c.

Deliberazioni dell’assemblea

Le deliberazioni contrarie alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto possono essere annullate dall’autorità giudiziaria su istanza degli organi dell’ente, di qualunque associato o del pubblico ministero (art. 23 1° comma c.c.), ma senza pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi in buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione delle delibere stesse (art. 23 2° comma c.c.). L’impugnazione della deliberazione non ne sospende l’esecutività, salvo che non venga disposta per gravi motivi dall’autorità giudiziaria (art. 23 3° comma c.c.). Sono inesistenti le delibere adottate da un’assemblea inesistente o non regolarmente costituita. L’invalidità del singolo voto non comporta l’invalidità della delibera salvo la prova di resistenza (se si tratta cioè di un voto decisivo per la formazione della maggioranza).

Estinzione dell’ente Fasi  Deliberazione di scioglimento dell’ente o dichiarazione di estinzione dello

stesso da parte dell’autorità amministrativa per una delle cause previste dalla legge (v. art. 27 c.c.);

 Liquidazione: gli amministratori non possono compiere nuove operazioni (v. art.29 c.c.), ma solo porre in essere atti di ordinaria gestione per la conservazione del patrimonio. La fase è gestita dai commissari liquidatori sotto il controllo del presidente del tribunale;

 Cancellazione dal registro delle persone giuridiche;  Devoluzione dei beni residui in conformità all’atto costitutivo e allo statuto

o, in mancanza, secondo la delibera assembleare di scioglimento o, in mancanza, attribuzione ad enti che perseguono scopi analoghi.

Riferimenti normativi Artt. 14 ss c.c.; artt. 11 ss disp. att. c.c.

Fondazioni

Definizione e scopo Organizzazione stabile creata per la gestione di un patrimonio destinato al perseguimento di uno scopo di pubblica utilità individuato dal fondatore.

Costituzione e regolamentazione

La fondazione si costituisce con un atto costitutivo, denominato negozio di fondazione, che deve rivestire la forma dell’atto pubblico. Può essere costituita anche mediante testamento. Le regole per l’amministrazione dell’ente e per la gestione del patrimonio sono contenute nello statuto. Trova in tal caso applicazione l’art. 16 c.c..

Secondo l’opinione tradizionale occorre distinguere il negozio di fondazione (non patrimoniale), dal negozio di dotazione (patrimoniale) per il trasferimento dei beni.

L’atto di fondazione può essere revocato nei casi e nelle forme previsti dall’art.15 c.c.

Per la fondazione il riconoscimento ha valore costitutivo: con tale atto, infatti, la fondazione diventa soggetto di diritto e acquista la personalità giuridica

Elementi dell’ente  Organi di amministrazione, gestione e rappresentanza: fondatore e amministratori. L’autorità amministrativa esercita un’attività continua di controllo e vigilanza, con possibilità di annullamento delle delibere contrarie a norme imperative, all’atto di fondazione, all’ordine pubblico e al buon costume (v. artt. 25 e 26 c.c.)

 Fondo di dotazione da parte del fondatore autonomia patrimoniale perfetta per la fondazione che, con sistema concessorio ha ottenuto il riconoscimento.

Riferimenti normativi Artt. 15 ss. c.c. ma vedi, in quanto compatibili, anche le norme dettate in materia di associazioni riconosciute in tema di registrazione, di estinzione e liquidazione, di devoluzione dei beni residui.

SITUAZIONI ESISTENZIALI

Situazioni giuridiche (rilevanti per l’ordinamento giuridico) di natura non patrimoniale (non suscettibili di essere valutate secondo una stima economica)

Diritti della personalità

Nozione Situazioni giuridiche soggettive esistenziali proprie di ogni uomo in quanto tale. Caratteristica: la persona è allo stesso tempo soggetto titolare della situazione giuridica e punto di riferimento oggettivo della tutela offerta dall’ordinamento.

Natura giuridica Diritti assoluti opponibili erga omnes (all’intera comunità di consociati), inalienabili, irrinunziabili e imprescrittibili

Fonti normative nazionali

Costituzione, codice civile (artt.5-10, art.2043), codice penale, leggi speciali e complementari in materia ( interruzione di gravidanza, diritto d’autore, riforma del diritto internazionale privato).

Fonti normative Internazionali e comunitarie

Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo – Onu – 1948. Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – Roma – 1950 (ratificata con L.848/55). Patti dell’Onu sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali – New York – 1966 (ratificati con L.881/77). Trattato di Helsinki Trattato di Maastricht.

Fondamento Teoria atomistica �

rilevano i soli diritti della personalità espressamente previsti e disciplinati dall’ordinamento giuridico mentre le nuove situazioni soggettive sono tutelabili soltanto con interpretazione estensiva o analogica delle norme esistenti. Teoria monistica

esiste un unico diritto della personalità di contenuto vago che riassume tutti gli altri diritti senza identificarsi con la loro somma.

Se unica è la persona, quindi unico è il bene protetto, si può in realtà individuare un fondamento unitario dei diritti della personalità (artt.2 e 3 Cost.), anche se poi molteplici e diversamente identificabili e tutelabili sono le possibili manifestazioni della personalità.

Spettanza Discussa la possibilità di ritenere titolari dei diritti della personalità: - il nascituro, il defunto, i familiari del defunto, lo straniero

Forme di tutela Tutela preventiva (obblighi di contenuto positivo a carico di chi è tenuto a tutelare e a promuovere la personalità del soggetto titolare e obblighi di contenuto negativo a carico dello stesso soggetto titolare (autolimitazioni) a tutela di altri diritti personali e del valore della dignità umana); azione inibitoria (azione diretta a far cessare o a non far iniziare il comportamento antigiuridico del danneggiante). Tutela successiva alla lesione (risarcimento del danno in forma specifica (over possibile) o in forma generica per equivalente).

Singoli diritti della personalità

Diritto alla ed all’integrità psicofisica

Il bene “vita” è tutelato non come bene inteso in senso naturalistico (esistenza biologica), ma in senso normativo ex art. 36 C. come pretesa ad una vita libera e dignitosa.

Contenuto Rispetto della vita umana (diritto alla vita) e divieto di disporre del proprio corpo in modo tale da cagionare una diminuzione permanente della propria integrità fisica (diritto all’integrità psicofisica – art. 5 c.c.). La lesione della propria integrità, tuttavia, anche permanente, è consentita entro i limiti fissati dalle leggi speciali in materia (ad es. per i trapianti), a fini terapeutici o a favore di un altro soggetto, in nome del principio di solidarietà costituzionale.

Riferimenti normativi Art. 36 Cost.; art.5 c.c..; L.22.5.1978 n.194 (interruzione di gravidanza); artt. 575 ss c.p.

Tutela La tutela del diritto alla vita e del diritto all’integrità psicofisica è attuata mediante obblighi di contenuto positivo (dovere di soccorso penale – art. 593 c.p. - e civile – art. 2087 c.c.) e obblighi di contenuto negativo (divieto di atti di disposizione del proprio corpo).

Diritto alla

Il bene “salute” è tutelato non in sé per sé quale bene autonomo o in senso negativo quale assenza di patologie, ma in senso positivo quale condizione di equilibrio psico-fisico sanitario, sociale ed ambientale, cioè quale stato di benessere generale del soggetto.

Contenuto Diritto al sano e libero sviluppo della persona e alla realizzazione della sua libertà e dignità.

Riferimenti normativi Artt. 2, 3 e 32 Cost. L’art. 32 Cost. individua il diritto alla salute come situazione soggettiva complessa individuale azionabile e tutelabile dinanzi al giudice.

Tutela Il diritto alla salute è tutelato con la previsione di obblighi di contenuto negativo che realizzano allo stesso tempo la tutela della dignità e della libertà della persona (è esclusa la possibilità di interventi sanitari obbligatori o coattivi in contrasto con i valori della persona costituzionalmente garantiti – art.32 C.) e con obblighi di contenuto positivo (assistenza sanitaria obbligatoria). Nuova forma di tutela è offerta dal risarcimento del danno cd.“biologico”.

salute

vita

Diritto all’onore e alla reputazione Diritto all’onore e alla reputazione

Aspetti particolari della dignità umana

Contenuto Diritto all’integrità morale e al rispetto della dignità umana

Riferimenti normativi Artt. 2 , 3 Cost.; art. 10 c.c.; artt. 594 e 595 c.p. (reati di ingiuria e di diffamazione)

Tutela Azione inibitoria e risarcimento del danno in forma specifica ( rettifica e pubblicazione della sentenza di condanna per la lesione attuata a mezzo stampa o telecomunicazioni).

Diritto all’ immagine

Commistione tra interessi personalistici ed interessi economici – l’immagine acquista rilievo come aspetto della identità di una persona (da tutelare in quanto espressione della personalità) e come bene giuridico economicamente valutabile (con conseguente diritto patrimoniale allo sfruttamento).

Contenuto Diritto alla non pubblicazione, al non sfruttamento e alla non utilizzazione della propria immagine senza il proprio consenso o comunque qualora ne derivi pregiudizio alla reputazione e/o al decoro. La legge non richiede come necessario il consenso se la riproduzione o la pubblicazione sono giustificate dalla notorietà della persona o da finalità di interesse pubblico, ma comunque entro i limiti del rispetto della dignità umana.

Riferimenti normativi Art. 10 c.c.; r.d. 21.6.1942 n.929; L.22.4.1941 n.633 (diritti d’autore)

Tutela Tutela inibitoria (possibilità di ottenere la cessazione dell’abuso) e risarcimento del danno.

Diritto alla riservatezza

Contenuto Discusso: in senso positivo diritto alla privacy e all’esclusione dalla vita privata dell’altrui ingerenza; in senso negativo mero divieto di divulgazione di notizie riservate.

Divulgazione di notizie economiche relative ad un soggetto

Discussa l’esistenza del diritto alla cd. privacy economica: si propende, anche alla luce dei dati normativi esistenti (forme di pubblicità delle informazioni economiche legalmente previste), per l’esistenza, in materia di divulgazione delle notizie economiche, di un principio tendenziale di libertà, quale condizione essenziale per lo svolgimento e lo sviluppo della vita e della politica economica.

Resta fermo l’obbligo della circolazione corretta di notizie vere. Infatti: - in caso di diffusione di notizie lesive della reputazione economica effettuata da un concorrente è ammessa la tutela ex art. 2598 2° comma c.c. (concorrenza sleale); - in caso di diffusione di notizie lesive della reputazione economica provenienti da organi di stampa o da non concorrenti è ammessa la tutela ex art. 2043 c.c.(illecito civile).

Riferimenti normativi Art. 2 Cost.; Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950; artt. 614 ss c.p.– inviolabilità del domicilio - e artt.621 ss c.p.- tutela del segreto.; L.31.12.1996 n. 675 e 676 (modificate dal d. leg. 9.5.1997 n.123 – raccolta ed elaborazione dei dati personali).

Riservatezza e banche dati – disciplina del trattamento dei dati personali. La raccolta e l’elaborazione dei dati personali pone un problema di tutela della riservatezza intesa in senso più ampio quale diritto al controllo della divulgazione delle informazioni relative ad aspetti personali della propria vita, e quindi diritto al controllo del sempre maggiore potere informatico. La tutela e la disciplina in materia sono previste dalle leggi n.675 e 676 del 1996, così come modificate dal d.leg. 9.05.1997 n.123, attuative della direttiva 95/46/CE (trattamento e libera circolazione dei dati personali). Questo il contenuto della normativa:



Istituzione del Garante. 

Nozione di trattamento:” qualsiasi operazione o insieme di operazioni compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali”.



Obblighi del titolare del trattamento (obblighi specifici di informazione). 

Diritti dell’interessato (diritti specifici di accesso e di informazione). 

Rilevanza del consenso e necessità dell’autorizzazione del Garante per il trattamento dei dati cd. sensibili.



Forme di tutela specifica (responsabilità civile, penale e amministrativa)..

Diritto all’informazione

Diritto del cittadino al corretto funzionamento delle istituzioni. Informazione, personalità e democrazia rilevano come valori indissolubilmente connessi nella società democratica.

Diritto di informare

Contenuto Diritto di acquisire e diffondere informazioni – libertà di manifestazione del pensiero – diritto di cronaca

Riferimenti normativi Artt. 21 e 41 2° comma Cost.

Tutela a) limiti interni del diritto di cronaca e del diritto di libera manifestazione del pensiero (art.21 C.)  la libertà di cronaca è esercitata legittimamente se l’informazione divulgata è socialmente utile, se la notizia è frutto di un serio lavoro di ricerca e se l’esposizione e la valutazione dei fatti è resa in forma civile (orientamento della giurisprudenza). b) diritto di rettifica  legge sulla stampa: rettifica in caso di lesione della dignità umana anche in presenza di informazioni veritiere



legge sul servizio pubblico di diffusione radiofonica e televisiva: rettifica in caso di lesione di interessi materiali o morali nel corso di trasmissioni contrarie a verità.

Diritto ad essere informato

Contenuto Interesse individuale e collettivo ad essere messi in condizione di poter conseguire una notizia.

Riferimenti normativi Artt. 2 e 9 Cost., L.241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi.

Diritto ad informarsi

Contenuto Diritto di accesso alle fonti di informazione

Riferimenti normativi L. 31.12.1996 n. 675 e 676 (modificate dal d.leg.9.5.97 n.123)

Diritto all’ istruzione e all’educazione

Diritti della personalità, nei confronti dello Stato e della collettività, funzionali allo sviluppo dell’individuo.

Contenuto Diritto – dovere allo svolgimento di un’attività o di una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.

Riferimenti normativi Artt. 2, 3, 4 2° comma, 9, 30, 31 e 32 Cost.

Diritto al Nome e all ’identità personale

Segni non solo fisici di identificazione e di distinzione della persona

Contenuto del diritto al nome Diritto al rispetto del proprio segno di identificazione sociale. Contenuto del diritto all’identità

Interesse alla veritiera rappresentazione, all’interno della società, della propria personalità spirituale e professionale.

Riferimenti normativi Art. 2 Cost.; artt. 6 e 7 c.c. Tutela del diritto al nome Fondamento  interesse di carattere pubblico  il diritto del soggetto è

tutelato se e quando coincide con l’interesse pubblico.  interesse di carattere privato  l’ambito della tutela è

circoscritto alle ipotesi di confusione personale Azioni  azione di reclamo: presuppone la contestazione da parte del

terzo a che il titolare usi il suo nome;  azione di usurpazione: presuppone l’uso indebito o

pregiudizievole che altri faccia del proprio nome. Tali azioni sono esercitabili anche da chi, pur non essendo il titolare del nome, abbia un interesse fondato su ragioni familiari meritevoli di tutela.

Possibilità, inoltre, di ricorrere alla tutela specifica offerta dalla rettifica, nonché al ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c e all’azione ordinaria di responsabilità per ottenere il risarcimento del danno.

Tutela dello pseudonimo Artt. 6 e 7 c.c.: tutela analoga a quella prevista per il nome purchè lo pseudonimo abbia raggiunto la stessa importanza di questo, giungendo a notevole notorietà.

Diritto all’identità sessuale L.14.4.1982 n.164

Principio di eguaglianza e dignità dell’uomo

Contenuto Affermazione della giustizia sociale, ristabilimento di equi rapporti sociali, eliminazione di ingiustificati privilegi, pieno e libero sviluppo di ogni persona, tutela e realizzazione della dignità umana.

Riferimenti normativi Artt. 2, 41 2° comma, e 3 Cost.

Diritti di libertà

La nostra Costituzione è espressione di libertà cd. positive (libertà di) che si traducono in situazioni soggettive attive di natura esistenziale. Il modello di libertà dell’uomo non è più rappresentato né dalle cd. libertà negative (libertà da) né dalle cd. libertà economiche, pur presenti nella Costituzione. La nuova dimensione delle libertà giustifica le limitazioni interne imposte ai diritti soggettivi e la finalizzazione della libera attività umana alla realizzazione della personalità e della dignità dell’uomo e al contempo al progresso materiale e spirituale della società.

Le formazioni sociali

Definizione  comunità in grado di realizzare la funzione di espressione dell’uomo e dei suoi diritti fondamentali.

Riferimenti normativi  art. 2 Cost.

Beni NOZIONE (da rapportare necessariamente ai tempi ed allo sviluppo delle conoscenze scientifiche):

art. 810 c.c.: "Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti "

sintesi verbale per indicare non nel significato esclusivo di ogni entità - materiale o immateriale - "diritto soggettivo", ma come

idonea a costituire il riferimentoSITUAZIONI SOGGETTIVE oggettivodi diritti

RAPPORTO GIURIDICO

"cose corporali" "cose incorporali" interessi meritevoli di tutela casa; automobile "energie naturali che hannoI beni sono determinati sulla base della loro

valore economico" (814); idoneità a soddisfare un bisogno umano, "diritti di credito" (2800) un'utilità non necessariamente individuale e

patrimoniale, purché espressione di un interesse individuabile, meritevole di tutela.

DISCIPLINA: variabile principalmente in relazione al concreto assetto di interessi al quale il bene si riferisce;

Principali CLASSIFICAZIONI:

CRITERI RIPARTIZIONI CONSEGUENZE APPLICATIVE

Rilevanza del titolare (822 ss.) beni pubblici privati regime giuridico Stato o ente pubblico privato differenziato:

Ad es.: i beni demaniali demanionon possono formare oggetto

- necessario - di negoziazione privata (appartenenza funzionale - di possesso all'ente pubblico)

- accidentale (appartenenza solo eventuale

all'ente pubblico)

Caratteristiche (812 ss.) beni immobili mobilidiverso regime fisiche o strutturali - intrasportabili, perché formale e pubblicitario naturalmenteo artificialmente dei contratti;

incorporati al suolo - oggetto di specifica - carattere diversa disciplina

elencazione residuale in tema di possesso e di usucapione

(815) beni mobilicd."registrati": particolare categoria di beni mobili

- iscritti in pubblici registri - assoggettati, per taluni aspetti, alla stessa disciplina dei beni immobili

Natura - legge - beni divisibili / indivisibilidiversa disciplina

volontà delleparti frazionabili o meno in tema di adempimento in parti omogenee, ciascuna delle quali conserva delle obbligazioni

un valore economico proporzionale all'intero. CRITERI RIPARTIZIONI conseguenze applicative

Natura - beni fungibili / infungibili riflessi in tema di volontà delle parti sostituibili o meno vicende del rapporto obbligatorio: valutazione comparativa: con altri beni identici o equivalenti (presupposti della)compensazione determinazione in concreto per qualità e quantità. legale e giudiziale;

interpretazione e qualificazione del rapporto mutuo;

comodato; deposito.

Caratteristiche beni genericispecifici riflessi in tema di strutturali appartenenza ad un - trasferimento del diritto di ✲ (determinazione in astratto) determinato genere; proprietà per compravendita; - rilevanza in relazione a - rilevanza per la - passaggio del rischio di

peso / numero / misura loro individualità perimento o deterioramento fortuito del bene; - adempimento delle

obbligazioni: (impossibilità sopravvenuta

non imputabile della prestazione)

Nozione naturalisticabeni produttiviimproduttivi riflessi in ordine alla I primi si caratterizzano per la loro disciplina di determinati naturale attitudine a produrre rapporti (ad es.: affitto e direttamente altri beni (frutti) locazione) indipendentemente dall'opera dell'uomo.

Natura - funzionebeni consumabili inconsumabili rilievo ai fini della Si trasformano per effetto si prestano ad una qualificazione del rapporto dell'uso, sì da perdere utilizzazione ripetuta, (comodato; usufrutto) la funzione originaria; restando sostanzial- mente inalterati

(beni deteriorabili).

Coesione fisica tra più cose composte regime differenziato elementi ciascun elemento, perdendo la propria i singoli elementi sono oggetto destinazione unitaria funzione originaria, concorre a formare di differente disciplina se un insieme distinto dai singoli componenti, considerati con una destinazione unitaria. -ciascuno individualmente, (Si pensi ai mattoni, al cemento, al ferro ovvero

che compongono un edificio). -unitamente agli altri componenti

Relazione di più cose - universalità di mobili regime differenziato funzione unitaria complesso di beni appartenenti alla medesima (i singoli beni sono assoggettati persona e con destinazione unitaria, ad una disciplina parzialmente ciascuno dei quali può formare diversa da quella dell'universalità). oggetto di separati atti e rapporti.

Vincolo di destinazione pertinenze regime peculiare durevole a servizio o ad relazione di accessorietà (di regola la pertinenza segue

ornamento di altro bene tra la pertinenza e la cosa principale le vicende giuridiche della cosa - tra immobili; principale;

- tra mobile e immobile; ma può essere anche oggetto - tra mobili; di separati atti e rapporti)

condizione indispensabile: piena disponibilità di entrambi i beni da parte di chi ne effettua la destinazione.

La proprietà.

EVOLUZIONE storica del fenomeno - Codice civile del 1942: abbandono del dogma volontaristico e individualistico

… e passaggio alla cd. solidarietà produttivistica

Dal tradizionale modello statico: proprietà = centro del sistema (fonte di reddito e di godimento) �

ad una nuova dimensione dinamica: proprietà = strumento di manifestazione della iniziativa economica

- Costituzione repubblicana del 1948: graduale emersione degli interessi non patrimoniali … prevalere dell'essere sull'avere nella gerarchia dei valori fondamentali



Proprietànon piùattributo della persona, bensì strumento di realizzazione della personalità 

Personalismo: scelta mediatrice tra gli opposti estremi dell'individualismo e della collettivizzazione dei beni;

superamento della prospettiva produttivistica in funzione della realizzazione di NUOVI E DIVERSI OBIETTIVI:

a) L'accessibilità a tutti del diritto di proprietà;

b) La funzione sociale nel significato attuale di giustificazione dell'attribuzione del diritto al soggetto alla luce dei principi personalista e solidarista

CONTENUTO DEL DIRITTO

Art. 832 c.c. 1942: pienezza ed esclusività del godimento e della disposizione

Poteri di godimento e di disposizione: nozione: Il primo indica la facoltà di usare liberamente la cosa, fino a distruggerla;

Il potere di disposizione non ha un significato univoco: valendo ad indicare ora la disponibilità negoziale ora quella materiale del bene, o ancora la scelta dei tempi di utilizzazione e di godimento.

caratteri:pienezza [il proprietario potrebbe fare ciò che vuole del bene] esclusività [divieto di qualsiasi ingerenza altrui nelle scelte del proprietario]

- Necessaria determinazione in concreto, in relazione alla funzione assegnata a ciascun bene (si pensi ai beni non strettamente personali), nonché ai numerosi limiti ed obblighi predisposti dall'ordinamento.

Limiti ed obblighi: Abbandono dell'originaria classificazione di "vincoli" e "obblighi"

nell'interesse pubblico o privato; - verifica in concreto del relativo grado di incidenza sul contenuto delle situazioni proprietarie;

a) Limiti rinvenibili nel c.c. del 1942: − applicazione della regola del neminem laedere nella regolamentazione dei rapporti di vicinato (conflitti fra proprietari vicini), ispirata ad una ratio di contemperamento fra opposti interessi al libero godimento dei "propri" beni. Sono vietati quegli atti compiuti dal proprietario

al solo scopo di arrecare al vicino un danno (cd. atti emulativi), fatti salvi quelli che comportino per lo stesso proprietario

un minimo di utilità riscontrabile (833). N.B. La rilettura costituzionale della norma impone di interpretare la disposizione alla luce del principio solidarista, postulando la necessaria proporzionalità tra vantaggi e molestie (o pregiudizi).

Analogamente opera la regola introdotta dall'art. 844 c.c., sulla base del criterio di contemperamento tra l'interesse del proprietario e quello del vicino, in materia di immissioni (di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti) consentite entro il limite della "normale tollerabilità".

Introduzione dicomportamenti positivi (doverosi, in funzione della produttività)

in aggiunta ai (soli) limiti negativi previsti dal c.c. del 1865.

b)Ulteriori limiti introdotti dalla legislazione speciale - edilizia / urbanistica - legge sull' "equo canone" - tutela dell'ambiente

incidenza sempre più profonda: … dalle limitazioni dell'attività contrattuale del proprietario … fino a travolgere lo stesso ius aedificandi (con la l. n. 10 del 1977 e l'introduzione della concessione edilizia)

c) ESPROPRIAZIONE: d) Occupazione appropriativa: piuttosto frequenti i ♦ natura: non mera limitazione ma casi di occupazione di fatto di suoli privati sottrazione coattiva della da parte della P.A., con immediata realizzazione proprietà al titolare;di un'opera pubblica; ♦ giustificazione: interesse generale si tratta di una procedura illegittima, che

(nel senso della rispondenza ad importa l'obbligo in capo all'amministrazione una funzione socialmente utile), di risarcire il danno arrecato al privato.

♦limiti: necessaria corresponsione di un indennizzo al proprietario per la perdita subita.

REGIME GIURIDICO differenziato: Pluralità di statuti proprietari in funzione dei diversi interessi e valori sottesi a ciascun oggetto: - ora in ragione della sua natura; - ora in virtù della sua destinazione concreta.

Variabilità della disciplina in relazione ai vari tipi di proprietà,ciascuna con la sua particolare funzione:

fondiaria:illimitatezza del diritto , ▲ edilizia:oggetto di particolare disciplina: commisurata all'interesse - la legge urbanistica del 1942, che attribuisce in considerazione delle concrete ai comuni il potere di stabilire vincoli

possibilità di utilizzazione del suolo. classificando il territorio in zone destinate alla realizzazione di specifiche opere mediante strumenti urbanistici di pianificazione; - la legge sull'edificabilità dei suoli del 1977, che limita alcune facoltà del proprietario (ius aedificandi) nell'interesse collettivo ad un corretto e razionale assetto del territorio; un particolare limite è dato dal rapporto tra superficie e volumetria (CUBATURA), che indica, per ogni area, il preciso volume di quanto è possibile costruire; talvolta la

volumetria spettante ad un'area può essere utilizzata su altra superficie, previo consenso dei rispettivi proprietari (cessione di cubatura).

rurale: la proprietà dei terreni agricoli, che incontra non pochi limiti con specifiche finalità sociali (produzione, vincoli idrogeologici, minima unità colturale…).

Modi di acquisto della proprietà

atti di autonomia negoziale L'acquisto della proprietà può avvenire

attraverso semplici fatti naturali

a TITOLO

ORIGINARIO DERIVATIVO

(922) Il diritto nascepieno il diritto si trasferisce dal in capo all'acquirente dante causa all'acquirente

➪Il dante causa non può cedere un diritto più ampio di quello del quale è titolare;

➪il diritto trasferito resta gravato dalle garanzie e da ogni altro peso che su di esso insisteva precedentemente.

Principali modi d'acquisto a titolo originario:

OCCUPAZIONE:nozione materiale impossessamento di una cosa, con la volontà di farla propria;

oggetto soli beni mobili che non sono in proprietà (923) di alcuno (res nullius, res derelictae)

INVENZIONE: procedimento : a) ritrovamento di cose smarrite(927 ss.)b) obbligo di consegna al comune del luogo di ritrovamento c) pubblicazione di un avviso

reclamo del proprietario decorso di un anno entro un anno senza reclamo

premioal ritrovatore (930) acquisto della proprietà (929)

N.B.: si applica la disciplina del tesoro (932) alle cose di pregio nascoste, le quali non rivestano particolare interesse storico o artistico.

ACCESSIONE: nozione attrazione, in un'unica situazione, di cose appartenenti a proprietari diversi

a tutela dell'esclusività del diritto pur nel rispetto della situazione soggettiva

destinata a soccombere (indennizzo o possibilità di chiedere la separazione);

ratio : salvaguardia dell'interesse più meritevole (fra più interessi contrapposti).

L'accessione si verifica

per opera dell'uomo per fatto naturale

accessione:acquisto, a favore del proprietario ➩accessione del suolo (cosa principale), della proprietà sulle - di mobili a immobili: opere ivi realizzate: tutto ciò che sorge sopra o sotto il suolo a) dal proprietariodel suolo con materiale altrui (935); appartiene al proprietario di questo (934); b) da un terzo con materiale proprio (936); c) da un terzo con materiale altrui (937). - di immobili a immobili:

alluvione: incremento lento ➩accessione invertita: apparente eccezione al e progressivo di un fondo per principio enunciato, consistente nell'occupazione distacco da altro fondo di detriti in buona fede di una porzione di suolo attiguo al trasportati dall'acqua corrente (941); proprio per la costruzione di un edificio. Acquisto della proprietà del suolo da parte del ➩avulsione: incremento di un proprietario della costruzione: fondo per distacco di parte

- decorsi tre mesi dall'inizio della costruzione, considerevole e riconoscibile di in mancanza di opposizione da parte del altro fondo, determinato da una proprietario del fondo occupato; azione improvvisa dell'acqua (944).

- previo pagamento del doppio del valore della superficie occupata. modalità di incremento → ≠ regime:

Ratio: prevalenza dell'interesse reputato più meritevole, solo per l'avulsione (e non per l'alluvione) nel rispetto della situazione proprietaria destinata indennità (valore dell'incremento) a favore a soccombere (da qui il diritto di opposizione del del proprietario del fondo staccatosi proprietario del fondo ed il risarcimento dell'eventuale danno subìto).

- di mobili a mobili: unione comunione tra i

specificazione: acquisto della proprietà di una cosa proprietari delle cose unite (nuova) creata con materiale altrui (940): o mescolate (939); purché il valore del lavoro risulti prevalente (interesse più ratio: laparità fra interessi meritevole) rispetto a quello del materiale trasformato. contrapposti impone ilrispetto

di entrambe le situazioni.

commistione acquisto della proprietà del tutto da parte del proprietario della cosa principale o di maggior valore (939).

Superficie

NOZIONE: Situazione che qualifica un particolare modello di proprietà, ad estensione orizzontale: la "proprietà superficiaria", proprietà della costruzione o diritto di edificare separatamente (e indipendentemente) dalla proprietà del suolo (in deroga alla tradizionale estensione verticale della proprietà).

CONTENUTO (duplice): diritto sulla costruzione diritto di edificare (952)

costituzione di un diritto di attribuzione ad un soggetto proprietà su opera (già esistente). del diritto di edificare sul

suolo altrui; acquisto della proprietà sulla opera (una volta) realizzata.

acquisto a titoloderivativo acquisto a titolo originario

imprescrittibilità del diritto prescrizione, per non uso di proprietàsulla costruzione ventennale, del diritto di edificare

MODI di COSTITUZIONE: contratto - testamento; a tempo determinato / indeterminato;

ESTINZIONE: a) scadenza del termine; b) rinunzia del superficiario; c) consolidazione (riunione, nella medesima persona, delle qualità di proprietario e superficiario).

N.B.: NON è causa di estinzione il PERIMENTO del BENE (salvo patto contrario) (954).

Enfiteusi

NOZIONE: attribuzione, al titolare, del godimento concesso al proprietario (959), previo pagamento di un canone e con l'obbligo di migliorare il fondo oggetto del diritto (960). [Istituto in via di estinzione]

CONTENUTO: "proprietà in senso sostanziale" = all'enfiteuta è attribuito il cd. "dominio utile" (tutti i diritti -poteri di godimento - sul fondo e

sulle accessioni ), salva l'operatività del DIVIETO di SUBENFITEUSI;

al proprietario il cd. "dominio diretto".

MODI di COSTITUZIONE: usucapione; contratto (scritto, a pena di nullità); testamento; a tempo indeterminato / determinato (non inferiore a venti anni).

ESTINZIONE: a) prescrizione per non uso ventennale; b) scadenza del termine; c) rinunzia; d) consolidazione; e) espropriazione per pubblico interesse; f) perimento totale del fondo [in caso di perimento parziale: riduzione proporzionale del canone o rinunzia al diritto] (963); g) affrancazione (971) (per accordo tra le parti o per pronuncia giurisdizionale): diritto (potestativo) dell'enfiteuta all'acquisto della proprietà del fondo dietro corresponsione di una somma pari a quindici volte il canone annuo; h) devoluzione (972) (analogie sostanziali con l'azione di risoluzione):

possibilità per il concedente di estinguere l'enfiteusi in caso di inadempimento dell'obbligo di miglioramento del fondo o di mancato pagamento di due annualità di canone (salvo il positivo esercizio dell'azione di affrancazione).

Diritti di godimento su cosa altrui 

Situazioni personali:  Situazioni reali: “verso il proprietario” “sul bene” (es.: diritto del conduttore verso il situazioni limitatedi godimento: a contenuto minore rispetto locatore dell’appartamento); alla proprietà, corrispondente ai poteri non più esercitabili

dal proprietario (in ragione della coesistenza fra diverse situazioni sullo stesso bene)usufrutto,

uso e abitazione; servitù

Usufrutto

NOZIONE: diritto reale di godimento su un bene altrui e sui suoi frutti(utilità: 981) con l’obbligo di conservarne la destinazione economica e di restituirlo alla scadenza.

OGGETTO: beni fruttiferi, di regola inconsumabili (se consumabili “quasi-usufrutto”: 995)

LIMITI: 

rispetto della destinazione economica del bene



durata temporanea - non oltre la vita dell’usufruttuario per le persone fisiche - non oltre i trenta anni per le persone giuridiche

situazione a termine (979), (destinata a non comprimere eccessivamente la proprietà): • l’usufrutto può essere ceduto nel rispetto della durata originaria;

non ètrasmissibile per testamento; • ammesso l’usufrutto congiuntivo (a favore di più persone congiuntamente), con clausola di accrescimento fino alla morte dell’ultimo sopravvissuto (678);

• espressamente escluso, per gli atti mortis causa (698) (dubbi di ammissibilità per gli altri casi), l’usufrutto successivo (a favore di più persone successivamente).

MODI di COSTITUZIONE: legge; volontà delle parti (contratto, testamento); usucapione.

OBBLIGHI dell’USUFRUTTUARIO: restituzione del/i bene/i alla scadenza (1001);



osservanza, nel godimento, della diligenza del buon padre di famiglia;



inventario dei beni oggetto del diritto;



prestazione di una idonea garanzia; custodia, amministrazione, riparazioni ordinarie;

ESTINZIONE: a) scadenza del termine; b) rinunzia; c) prescrizione (per non uso ventennale); d) consolidazione (della proprietà e dell'usufrutto in capo ad un unico titolare); e) perimento totale della cosa; f) eccesso di poteredell’usufruttuario (alienazione o deterioramento dei beni).

In ipotesi di espropriazione ovvero di perimento per colpa o dolo di terzi del bene (purché, in quest’ultimo caso, previamente assicurato dall’usufruttuario) l’usufrutto si trasferiscesulle relative indennità.

Uso e abitazione

NOZIONE: situazione reale di godimento che attribuisce alsuo titolare il potere - di servirsi di un bene e di raccoglierne i frutti (uso:1021)

- di abitare una casa (abitazione: 1022) nei limiti dei bisogni propri e della propria famiglia.

CARATTERI: diritti personalissimi (temporanei; incedibili; si estinguono per morte del titolare) analoghi all'usufrutto per contenuto e disciplina (applicabile in quanto compatibile), [ salvo una ≠ quantitativa, determinata dal limite dei bisogni del titolare e della sua famiglia].

Servitù

NOZIONE: "peso imposto sopra un fondo per l'utilità diun altro fondo appartenente a diverso proprietario" (1027).

PRESUPPOSTI: - contiguità dei fondi = vicinanza tale da consentire un'utilità diretta; - appartenenza a due proprietari; - peso a carico di un fondo (servente) a fronte di un'utilità (1028) per l'altro fondo (dominante)

anche nel senso di maggiore comodità o amenità, ovvero di vantaggio futuro

relazione di servizio: tra situazioni soggettive distinte: 

non già tra persone diverse, (di qui la configurabilità di una servitù tra due fondi dei quali uno stesso soggetto è, rispettivamente, proprietario esclusivo e comproprietario);





né tra fondi materialmente intesi, (sì che il perimento di un fondo non importa l'estinzione della servitù, salvo che con esso si estingua la stessa situazione di vantaggio o di servizio).

TIPI di servitù CRITERIO CLASSIFICAZIONI

modo di manifestazione apparenti / non apparenti (1061)

le prime caratterizzate da opere - artificiali o naturali -  

riflessi applicativi in visibili e permanenti, destinate alla servitù in modo tema di costituzione manifesto ed inequivoco,

situazione di fatto che nelle seconde manca

contenuto affermative / negative

le prime attribuiscono il potere di svolgere una attività sul fondo servente; le seconde proibiscono - a carico della situazione servente - di compiere atti e comportamenti

presupposti, continue discontinue 

rilievo ai finidella

modalità di esercizio presuppongonouna presuppongonoil decorrenza del termine precedente opera fatto dell'uomo di prescrizione

(non richiedono attività dell'uomo)

modo di costituzione, volontarie (1058 ss.) coattive (1032 ss.) funzione volontà dei singoli volontà della legge (tipicità)

legittimati i soli titolari di una PRESUPPOSTI: 

necessità del f. dominante situazione soggettiva più ampia



accordo - sentenza - atto amministrativo

MODI di COSTITUZIONE: - tutti i tipi di servitù 



contratto - testamento; - servitù apparenti usucapione;

destinazione del padre di famiglia(1062).

ESERCIZIO: (1063 ss.) regolato dal titolo o, in mancanza, dalla legge per soddisfare i bisogni del fondo dominante,

con il minor aggravio per il fondo servente (il proprietario di quest'ultimo non può in alcun modo ostacolare l'esercizio della servitù).

ESTINZIONE: (1072 ss.) a) confusione; b) decorso del termine; c) rinunzia; d) abbandono (liberatorio del fondo servente); e) prescrizione (per non uso ventennale).

Comunione

NOZIONE: (1100) medesima situazione di godimento nella titolarità di una pluralità di soggetti comproprietà: schema originario, esteso alle situazioni di godimento su cosa altrui e, in quanto compatibile, alle altre situazioni patrimoniali. limiti:- godimento commisurato a quello degli altri contitolari (1102)

- attribuzione a ciascuno di un diritto esclusivo sulla propria quota: partecipazione ai vantaggi (godimento e disposizione) e agli svantaggi (spese necessarie), correlati all'esercizio della situazione.

FORME: in relazione alla fonte forme speciali 

volontaria: accordo dei soggetticomunione legale tra coniugi 



incidentale: evento casuale (a ≠ della comunione ordinaria non ammette 

forzosa: legge scioglimento anticipato su iniziativa di un partecipante).

AMMINISTRAZIONE: (1105 ss.) spetta a tutti i partecipanti riuniti in assemblea; deliberazioni: impugnabili entro trenta giorni a pena di decadenza;



atti di ordinaria amministrazione: maggioranza del valore delle quote; 

atti di straordinaria amministrazione:maggioranza dei 2/3 del valore complessivo della cosa comune 

atti di alienazione; costituzione di diritti reali; locazioni ultranovennali: unanimità.

Condominio negli edifici

NOZIONE: coesistenza di più diritti (esclusivi) di proprietà in un edificio, accanto alla comunione su talune parti dell'edificio stesso. (Contitolarità e proprietà esclusiva funzionalizzate alla coabitazione, in uno stesso edificio, di più persone).

limiti: a) uso delle parti comuni (diritto proporzionato al valore della proprietà esclusiva) (1118) esercizio del diritto (esclusivo) di proprietà

necessariamente commisurati all'esercizio del diritto da parte degli altri condòmini; b) indivisibilità, salvo che la divisione non renda più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino (1119).

oneri:partecipazione alle spese determinata in relazione alla destinazione del servizio (1123):

- commisurata al valore della quota se la cosa è destinata a serviretutti in modo identico - proporzionata all'uso se la cosa è destinata a servire ciascuno in misura diversa.

ORGANI: assemblea; amministratore: (obbligatorio in condomini con più di quattro partecipanti: 1129). deliberazioni: impugnabili entro trenta giorni (a pena di decadenza: 1137) maggioranze variabili secondo l'oggetto della delibera regolamento: (obbligatorio nei condomini con più di 10 proprietari esclusivi: 1138).

Multiproprietà

NOZIONE: esercizio di un diritto su una cosa comune, in via esclusiva, con godimento turnario [comunione] [godimento esclusivo] [periodi predeterminati]

immobiliare (ville, appartamenti) tipicità sociale: riferimento qualificante nel tempo alberghiera (complesso alberghiero)

azionaria (complesso immobiliare di una società) • NATURA: incerta la qualificazione del rapporto;analogie con la comunione, il condominio, la proprietà.

Tendenziale riconduzione ad un diritto diproprietà su un(nuovo) bene, definito nello spazio e nel tempo

DISCIPLINA: d. leg. 9 novembre 1998, n. 427(attuazione della direttiva 94/47 CE)



qualificazione e disciplina lasciate impregiudicate dal d. leg., che si limita a richiamare una più ampia forma di godimento turnario, senza prendere posizione sulla natura reale del diritto),

 

introduzione di tecniche a difesa dell'acquirente non professionale relativamente alle trattative ed alle formalità del contratto: a) doveri di informazione (2, d.leg.cit.); b) forma e contenuto specifici del contratto (inserimento clausole: 3, d.leg.cit.); c) diritto di recesso (5 e 6, d.leg.cit.).

Tutela delle situazioni reali di godimento

• Concesse al solo proprietario c.d. PETITORIE (azione di rivendicazione; negatoria; di regolamento di confini; di apposizione di termini.

• Concesse anche al titolare di un diritto reale di godimento su cosa altrui CONFESSORIA e DI NUNCIAZIONE (azione di nuova opera e di danno temuto).

• Previste per chi è soltanto possessore c.d. POSSESSORIE (azione di reintegrazione e di manutenzione).

AZIONE legittimati attivi FUNZIONI CARATTERI PRESUPPOSTI

di rivendicazione proprietario riconoscimento del diritto imprescrittibile contestazione del (948) (funzione di accertamento) (salvi gli effetti della diritto di proprietà

e, eventualmente, usucapione); nei cfr. del restituzione del bene rivendicante e del (funzione recuperatoria) suo dante causa

probatio diabolica: dimostrazione del diritto di proprietà, risalendo ad acquisto a titolo originario

negatoria proprietario dichiarazione dell'inesisten- prova con ogni mezzo molestie di fatto (949) za di diritti altrui sulla (anche presunzioni) o di diritto (da parte

propria situazione di un titolo d'acquisto di chi esercita o vanta un del diritto di proprietà proprio diritto sul bene

contro il proprietario)

di regolamento proprietario demarcazione dei confini prova del confine: incertezza dei limiti di confini tra due fondi confinanti con qualsiasi mezzo di confine tra i fondi

(950) (anche accertamento delle mappe catastali)

per apposizione di proprietario apposizione dei segni di irriconoscibilità o termini confine ("termini") a spese mancanza dei segni

(951) di entrambi i proprietaridi confine tra i fondi

confessoria a)proprietario; riconoscimento del proprio prova dell'esistenza molestie di fatto o (1079) b)titolare di un dir. diritto contro chi ne contesti della situazione di di diritto

reale su cosa altrui l'esercizio, ovvero godimento (contestata, cessazione di atti impeditivi impedita o turbata) o di turbative

di nunciazione : a) proprietario; eliminazione di un pericolo tutela a carattere 1) pericoli o limiti al 1)di nuova opera b) titolare di un dir. proveniente da un fondo vicino provvisorio (prima di potere di godimento 2) di danno temuto reale su cosa altrui; a causa di nuove opere o di una pronuncia nel merito) da un'opera intrapresa e (1171, 1172) c) possessore attività intraprese da altri, con funzione cautelare non ancora terminata;

ovvero di cose già esistenti 2) pericolo di un (sul fondo vicino) danno grave ed

imminente al bene oggetto di godimento, da una cosa già esistente

AZIONI POSSESSORIE

AZIONE legittimati attivi FUNZIONI CARATTERI PRESUPPOSTI

di reintegrazione possessore; o anche reintegrazione nel esperibile entro spoglio violento o (o di spoglio) detentore (salvo che possesso = restituzione 1 anno dallo spoglio clandestino (occulto)

(1168) per ragioni di servizio del bene o dalla sua scoperta o di ospitalità) (tutela provvisoria, che

prescinde dall'accertamento del diritto)

di manutenzione possessore di cessazione di molestie esperibile entro possesso continuo e (1170) beni immobili o o turbative anno dallo spoglio ininterrotto da oltre

di universalità di (o rimedio contro lo o dalla sua scoperta 1 anno, acquistato in mobili spoglio non violento né (tutela provvisoria, che modo non violento

clandestino) prescinde dall'accertamento né clandestino del diritto) (altrimenti decorso almeno

1 anno dalla fine della vio- lenza o della clandestinità)

Rapporto fra azioni possessorie e petitorie: carattere provvisorio della tutela possessoria; possibilità di agire in rivendica del proprietario soccombente soltanto all'esito del giudizio possessorio - separazione tra giudizio possessorio e petitorio (705¹ c.p.c.) - salve le ipotesi nelle quali l'attesa della conclusione del giudizio possessorio possa comportare un "pregiudizio irreparabile" per il proprietario convenuto.

POSSESSO come potere di fatto: definizione legislativa (art. 1140).

N.B.: Necessità di abbandonare la qualificazione corrente, che colloca il possesso sul piano delle situazioni giuridiche, vale a dire degli effetti (in parallelo con la proprietà, che è "oggetto" di vicende giuridiche). In quanto comportamento, il possesso si sostanzia in un atto giuridico (in senso stretto), da collocare sul piano della fattispecie produttiva di effetti (v. artt. 1148 ss.).

Nozione: elemento "materiale": comportamento diretto al godimento e all'utilizzazione, attuali e futuri, di [oggettivo] un bene (indipendentemente da un legame di titolarità con il bene stesso)

elemento "spirituale": animus possidendi = intenzione di usare la cosa come oggetto di un [soggettivo] proprio diritto - di proprietà, di usufrutto, di enfiteusi -

Possesso c.d. mediato: si può possedere anche per mezzo di altra persona, che ha la detenzione del bene (1140²) [es.: è possessore il locatore, il quale possiede il bene per mezzo del conduttore]

tra POSSESSO e DETENZIONE: diversità di animus + diversità di condotta

DETENTORE è colui che, pur godendo del bene, non ha intenzione di usarlo come oggetto di un proprio diritto di proprietà, (usufrutto etc.) ed ha un comportamento non corrispondente all'esercizio di un diritto reale; che dà segni di riconoscere l'altrui diritto sulla cosa [es.: il conduttore, che versa il canone al locatore, come corrispettivo del godimento del bene].

Mutamento della detenzione in possesso: non è sufficiente il mutamento del solo animus: sono necessari atti giuridici o comportamenti materiali, accertabili in modo oggettivo, tali da far cambiare il "titolo" del possesso, cioè la causa giustificativa del godimento e dell'utilizzazione del bene (1141²). [es.: vendita o donazione del bene locato, a favore del conduttore; opposizione di costui nei confronti del proprietario (rifiuto di versare il canone o di restituire il bene alla scadenza del contratto)]

'titolo' del possesso: possesso a "titolo" di proprietà; a "titolo" di usufrutto, di servitù … in base al dato oggettivo del comportamento tenuto dal possessore, dato oggettivo che rileva ai fini del mutamento del titolo del possesso (c.d. interversione del possesso, art. 1164) [ad es.: la condotta di chi, quotidianamente, attraversa il fondo altrui, per raggiungere più comodamente il proprio, corrisponde all'esercizio di una servitù di passaggio; ove questi intenda mutare il titolo del suo possesso - a titolo di servitù - in possesso a titolo di proprietà, utile ai fini dell'usucapione, dovrà compiere atti di opposizione contro il diritto del proprietario].

Rilevanza del possesso: due ordini di garanzie:

a) tutela giurisdizionale del possesso: b) possesso quale titolo d'acquisto: 1) c.d. azioni possessorie (artt. 1168-1170) possibilità, per il possessore, di acquistare (contro spoliazioni, turbative e molestie da parte di terzi); il diritto realecorrispondente al comportamento tecnica semplice e rapida per la soluzione delle controversie tenuto, attraverso i meccanismi predisposti dagli relative all'utilizzazione dei beni, che impone l'immediato artt. 1153 e 1158. ripristino della situazione di fatto esistente, rinviando ad un momento successivo l'accertamento dei diritti delle parti in conflitto; ratio: interesse generale alla tutela della pace sociale;

2) inversione dell'onere probatorio (posizione più vantaggiosa del possessore convenuto in rivendica rispetto al proprietario- attore, circa l'onere della prova: il possessore può limitarsi ad affermare: «possideo quia possideo»; il proprietario, invece, è tenuto a provare il proprio diritto (c.d. probatio diabolica).

Inizio e durata del possesso

ACQUISTO del possesso

in modooriginario: in mododerivativo:

mediante apprensione del bene in seguito alla consegna del bene d'iniziativa del soggetto che diviene possessore da parte del precedente possessore

N.B.: consegna non necessaria quando: a) chi acquista il possesso era già

detentore del bene (c.d. traditio brevi manu);

b) chi cede il possesso conserva la detenzione della cosa (c.d. costitutum possessorium).

Non giovano ai fini dell'acquisto del possesso gli atti compiuti con l'altrui tolleranza (del proprietario o titolare di altra situazione reale di godimento, per ragioni di amicizia, cortesia o buon vicinato: art. 1144).

DURATA e PRESUNZIONI

a) Il possesso attualenon fa presumere il possesso anteriore; tuttavia b) se il possessore ha posseduto in tempo più remoto, si presume che abbia posseduto anche nel tempo

intermedio (1142); c) se il possessore ha, a fondamento del suo possesso, un titolo, si presume che possieda dalla data del

titolo, salvo prova contraria (1143).

È possibile il cumulo dei periodi di possessodi persone diverse in due ipotesi di acquisto del possesso in modo derivativo:

successione nel possesso (1146¹): accessione nel possesso (1146²):

in caso di successione a titolo universale, in caso di successione a titolo particolare, il possesso continua automaticamente nell'erede, l'avente causa può unire il proprio possesso con effetto dall'apertura della successione, a quello del suo autore al fine di goderne con gli stessi caratteri (ad es.: buona o mala fede) gli effetti (ad es.: se l'alienante era in buona fede). che aveva per il defunto.

BUONA FEDE nel possesso (1147):

buona fede in senso soggettivo = ignoranza di ledere l'altrui diritto = ignoranza circa l'altruità del bene (1147¹)

salvo che derivi da colpa grave (1147², ad es.: l'ipotesi dell'incauto acquisto di beni ad un prezzo talmente basso da rivelare che chi li vende non ne sia il proprietario bensì un ricettatore)

si presume; ed è sufficiente che sussista al momento dell'acquisto (a nulla rilevando la mala fede sopravvenuta 1147³)

giova al possessore a vari fini:

a) nella restituzione della cosa al proprietario diritti ed obblighi del possessore di buona fede: 1) diritto di far propri i frutti del bene fino al

giorno della domanda (1148; a fronte dell'obbligo di immediata restituzione che incombe sul possessore di mala fede, 1149);

2) diritto ad una indennità per riparazioni, miglioramenti, addizioni apportate al bene (1150; superiore a quella spettante al possessore di mala fede); 3) c.d. diritto di ritenzione (= di non restituire il

bene fino alla corresponsione delle indennità dovute o alla prestazione di idonee garanzie 1152).

b) nella circolazione dei beni mobili acquisto della proprietà o di altre situazioni reali: 1) principio "possesso vale titolo" (1153);

acquisto della proprietà a titolo originario (da chi non è proprietario del bene), in presenza di due condizioni: buona fede al momento della consegna e titolo astrattamente idoneo (un valido atto di compravendita o di donazione);

2) criterio di risoluzione di conflitti fra più acquirenti da un medesimo dante causa: prevale chi ha ricevuto per primo il possesso del bene in buona fede, anche se il suo titolo d'acquisto è di data posteriore (1155).

USUCAPIONE

Possesso ad usucapionem = possesso protratto per un periodo di tempo determinato dalla legge

modo d'acquisto a titolo originario della proprietà (e di altre situazioni reali di godimento, ad eccezione delle servitù non apparenti) su beni immobili, universalità di mobili, beni mobili registrati e - in mancanza delle condizioni prescritte dall'art. 1153 - anche mobili non registrati.

Ratio: esigenza di certezza delle situazioni giuridiche (oltre a ragioni di favore per l'impiego proficuo di risorse, anche da parte di chi non ne ha diritto, a fronte dell'inerzia dell'effettivo titolare).

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trascrizione

Acquisto del possesso in modo violento o clandestino: decorso del termine iniziale dal cessare della violenza o della clandestinità (1163).

Interruzione del decorso del termine prescritto in ipotesi di perdita del possesso per oltre un anno (1167) (oltre alle cause di interruzione e sospensione della prescrizione 1165).

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Criteri tradizionali di distinzione

Assolutezza intesa quale potere del titolare di far valere la situazione nei confronti della generalità dei consociati.

Immediatezza intesa quale potere del titolare di ricavare dalla cosa, oggetto del diritto, le utilità desiderate, in base ad una relazione diretta ed immediata con la stessa.

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Mediatezza intesa quale impossibilità del titolare del diritto di realizzare il suo interesse se non attraverso l’intermediazione dell’altrui (del debitore) prestazione.

Situazioni reali  ‘ ’ “ ’ ” ” • “ – — ˜ – — ˜ ™ š — ˜ – ›

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Situazioni di credito (diritto di credito al quale è correlato un dovere specifico imposto ad un soggetto determinato).

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Alcuni dei caratteri propri delle situazioni reali sono riscontrabili anche in situazioni definite, secondo criteri tradizionali, creditorie

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Critica

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Teoria personalistica la quale, nel tentativo di rivalutare il ruolo della prestazione nel rapporto obbligatorio, esaspera la contrapposizione con le teorie patrimoniali e finisce per asserire che è la stessa prestazione a costituire il bene idoneo ad attuare l’interesse del creditore.

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Dualità delle situazioni soggettive

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Tempo il termine di adempimento, essenziale alla configurabilità stessa dell’obbligo giuridico (un vincolo senza scadenze cronologiche è negazione della stessa doverosità della condotta), indica la scadenzacronologica dell’obbligazione, è semplice modalità esecutiva di un vincolo obbligatorio già validamente sorto. Questo può essere iniziale o finale, e indica, rispettivamente, il momento dal quale o fino al quale, il debitore deve o può adempiere. • doveroso distinguerlo dal termine di efficacia, il quale attiene al negozio giuridico, e indica il momento nel quale (iniziale) o fino al quale (finale) si produce l’effetto giuridico (cioè la costituzione, modificazione od estinzione di un rapporto giuridico). L’art. 1183 c.c richiama, per la individuazione del termine, i criteri indicati per la determinazione del luogo dell’adempimento. Se non è fissato alcun termine, il creditore può esigere immediatamente la prestazione. Il termine, il quale può essere stabilito a favore sia del creditore sia del debitore, si presume sempre a favore di quest’ultimo (cfr., art. 1185 c.c,. per l’individuazione delle conseguenze). Il termine è essenziale qualora costituisca requisito causale del vincolo, o risulta fissato dalle parti quale presupposto per l’inadempimento. Nella prima ipotesi, la sua mancata fissazione determina la nullità del vincolo stesso; nella seconda ipotesi, il ritardo nell’esecuzione della prestazione equivale ad inadempimento.

Imputazione nelle ipotesi in cui il debitore ha più debiti della medesima specie verso uno stesso creditore, il primo ha la facoltà di dichiarare, contestualmente all’adempimento, quale debito intende soddisfare, eliminando, così, ogni incertezza sulla direzione dell’effetto estintivo. La mancata dichiarazione del debitore, contestuale all’esecuzione della prestazione, rende operativi i criteri legali di imputazione (sui quali, art. 1193 c.c.).

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Mora del creditore

Artt.1206 ss c.c.

Conseguenze del mancato adempimento da parte del creditore dell’obbligo posto a suo carico di cooperazione all’adempimento del debitore qualora ciò sia necessario in relazione alle peculiarità della prestazione dovuta per consentire la realizzazione del credito e la liberazione del debitore.

Mora Il creditore è in mora quando rifiuta di ricevere la prestazione che il debitore gli offre in forma solenne o quando non compie l’attività necessaria affinchè il debitore possa adempiere, senza un legittimo motivo. Il rifiuto, infatti, è giustificato e ritenuto legittimo se, in relazione alle peculiarità del caso concreto, è espressione di un comportamento conforme alla buona fede e alla correttezza.

Costituzione in mora Il debitore costituisce in mora il creditore con un’offerta formale o solenne della prestazione (nelle forme, nei modi e nei tempi previsti dalla legge) mediante un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. La validità dell’offerta presuppone l’esattezza della prestazione offerta rispetto alla prestazione dovuta.

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reale ( consegna materiale della cosa dovuta al pubblico ufficiale che dovrà poi esibirla al creditore) se la prestazione ha ad oggetto denaro, titoli di credito o beni mobili da consegnare al domicilio del creditore;

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per intimazione, anche nelle forme di uso, se si tratta di una prestazione di fare.

Effetti della mora del creditore

ø il creditore sopporta le conseguenze dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore;

ø il creditore perde il diritto a ricevere i frutti della cosa e gli interessi che non siano già stati percepiti dal debitore;

ø il creditore è tenuto a risarcire al debitore i danni derivanti dalla mora e a sostenere tutte le spese per la conservazione della cosa dovuta.

Tali effetti si verificano dall’offerta se questa è poi accettata dal creditore, altrimenti occorre attendere il passaggio in giudicato della sentenza che risolve la controversia, in caso di contestazione..

Liberazione del debitore Il debitore si libera definitivamente dall’obbligo di eseguire la prestazione dovuta attraverso il deposito liberatorio ai sensi dell’art.1210 c.c.

Modi di estinzione diversi dall’adempimento

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