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situazioni possessorie, Schemi riassuntivi di Diritto Privato. Università di Camerino

Diritto Privato

Descrizione: Le situazioni possessorie
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POSSESSO come potere di fatto: definizione legislativa (art. 1140).
N.B.: Necessità di abbandonare la qualificazione corrente, che colloca il possesso sul piano delle situazioni
giuridiche, vale a dire degli effetti (in parallelo con la proprietà, che è "oggetto" di vicende giuridiche).
In quanto comportamento, il possesso si sostanzia in un atto giuridico (in senso stretto), da collocare sul
piano della fattispecie produttiva di effetti (v. artt. 1148 ss.).
Nozione: elemento "materiale": comportamento diretto al godimento e all'utilizzazione, attuali e futuri, di
[oggettivo] un bene (indipendentemente da un legame di titolarità con il bene stesso)
elemento "spirituale": animus possidendi = intenzione di usare la cosa come oggetto di un
[soggettivo] proprio diritto - di proprietà, di usufrutto, di enfiteusi -
Possesso c.d. mediato: si può possedere anche per mezzo di altra persona, che ha la detenzione del bene (1140²)
[es.: è possessore il locatore, il quale possiede il bene per mezzo del conduttore]
tra POSSESSO e DETENZIONE: diversità di animus + diversità di condotta
DETENTORE è colui che, pur godendo del bene, non ha intenzione di usarlo come oggetto di un proprio
diritto di proprietà, (usufrutto etc.) ed ha un comportamento non corrispondente all'esercizio di
un diritto reale; che dà segni di riconoscere l'altrui diritto sulla cosa [es.: il conduttore, che versa il
canone al locatore, come corrispettivo del godimento del bene].
Mutamento della detenzione in possesso: non è sufficiente il mutamento del solo animus:
sono necessari atti giuridici o comportamenti materiali, accertabili in modo oggettivo,
tali da far cambiare il "titolo" del possesso, cioè la causa giustificativa del godimento e dell'utilizzazione del
bene (1141²).
[es.: vendita o donazione del bene locato, a favore del conduttore; opposizione di costui nei confronti del proprietario
(rifiuto di versare il canone o di restituire il bene alla scadenza del contratto)]
'titolo' del possesso: possesso a "titolo" di proprietà; a "titolo" di usufrutto, di servitù
in base al dato oggettivo del comportamento tenuto dal possessore,
dato oggettivo che rileva ai fini del mutamento del titolo del possesso
(c.d. interversione del possesso, art. 1164)
[ad es.: la condotta di chi, quotidianamente, attraversa il fondo altrui, per raggiungere più
comodamente il proprio, corrisponde all'esercizio di una servitù di passaggio; ove questi
intenda mutare il titolo del suo possesso - a titolo di servitù - in possesso a titolo di
proprietà, utile ai fini dell'usucapione, dovrà compiere atti di opposizione contro il diritto del
proprietario].
Rilevanza del possesso: due ordini di garanzie:
a) tutela giurisdizionale del possesso: b) possesso quale titolo d'acquisto:
1) c.d. azioni possessorie (artt. 1168-1170) possibilità, per il possessore, di acquistare
(contro spoliazioni, turbative e molestie da parte di terzi); il diritto reale corrispondente al comportamento
tecnica semplice e rapida per la soluzione delle controversie tenuto, attraverso i meccanismi predisposti dagli
relative all'utilizzazione dei beni, che impone l'immediato artt. 1153 e 1158.
ripristino della situazione di fatto esistente, rinviando ad un
momento successivo l'accertamento dei diritti delle parti in
conflitto;
ratio: interesse generale alla tutela della pace sociale;
2) inversione dell'onere probatorio (posizione più vantaggiosa
del possessore convenuto in rivendica rispetto al proprietario-
attore, circa l'onere della prova: il possessore può limitarsi ad
affermare: «possideo quia possideo»; il proprietario, invece, è
tenuto a provare il proprio diritto (c.d. probatio diabolica).
Inizio e durata del possesso
ACQUISTO del possesso
in modo originario: in modo derivativo:
mediante apprensione del bene in seguito alla consegna del bene
d'iniziativa del soggetto che diviene possessore da parte del precedente possessore
N.B.: consegna non necessaria quando:
a) chi acquista il possesso era già
detentore del bene
(c.d. traditio brevi manu);
b) chi cede il possesso conserva la
detenzione della cosa
(c.d. costitutum possessorium).
Non giovano ai fini dell'acquisto del possesso gli atti compiuti con l'altrui tolleranza (del proprietario o
titolare di altra situazione reale di godimento, per ragioni di amicizia, cortesia o buon vicinato: art. 1144).
DURATA e PRESUNZIONI
a) Il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore; tuttavia
b) se il possessore ha posseduto in tempo più remoto, si presume che abbia posseduto anche nel tempo
intermedio (1142);
c) se il possessore ha, a fondamento del suo possesso, un titolo, si presume che possieda dalla data del
titolo, salvo prova contraria (1143).
È possibile il cumulo dei periodi di possesso di persone diverse in due ipotesi di acquisto del possesso in
modo derivativo:
successione nel possesso (1146¹): accessione nel possesso (1146²):
in caso di successione a titolo universale, in caso di successione a titolo particolare,
il possesso continua automaticamente nell'erede, l'avente causa può unire il proprio possesso
con effetto dall'apertura della successione, a quello del suo autore al fine di goderne
con gli stessi caratteri (ad es.: buona o mala fede) gli effetti (ad es.: se l'alienante era in buona fede).
che aveva per il defunto.
BUONA FEDE nel possesso (1147):
buona fede in senso soggettivo = ignoranza di ledere l'altrui diritto = ignoranza circa l'altruità del bene
(1147¹)
salvo che derivi da colpa grave (1147², ad es.: l'ipotesi dell'incauto acquisto di beni ad un prezzo talmente
basso da rivelare che chi li vende non ne sia il proprietario bensì un ricettatore)
si presume; ed è sufficiente che sussista al momento dell'acquisto (a nulla rilevando la mala fede
sopravvenuta 1147³)
giova al possessore a vari fini:
a) nella restituzione della cosa al proprietario
diritti ed obblighi del possessore di buona fede: 1) diritto di far propri i frutti del bene fino al
giorno della domanda (1148; a fronte
dell'obbligo di immediata restituzione che incombe
sul possessore di mala fede, 1149);
2) diritto ad una indennità per riparazioni,
miglioramenti, addizioni apportate al bene
(1150; superiore a quella spettante al possessore di
mala fede);
3) c.d. diritto di ritenzione (= di non restituire il
bene fino alla corresponsione delle indennità
dovute o alla prestazione di idonee garanzie 1152).
b) nella circolazione dei beni mobili
acquisto della proprietà o di altre situazioni reali: 1) principio "possesso vale titolo" (1153);
acquisto della proprietà a titolo originario
(da chi non è proprietario del bene), in presenza
di due condizioni: buona fede al momento
della consegna e titolo astrattamente idoneo
(un valido atto di compravendita o di donazione);
2) criterio di risoluzione di conflitti fra più
acquirenti da un medesimo dante causa:
prevale chi ha ricevuto per primo il possesso
del bene in buona fede, anche se il suo titolo
d'acquisto è di data posteriore (1155).
USUCAPIONE
Possesso ad usucapionem = possesso protratto per un periodo di tempo determinato dalla legge
modo d'acquisto a titolo originario della proprietà (e di altre situazioni reali di godimento, ad
eccezione delle servitù non apparenti) su beni immobili, universalità di mobili, beni mobili registrati e - in
mancanza delle condizioni prescritte dall'art. 1153 - anche mobili non registrati.
Ratio: esigenza di certezza delle situazioni giuridiche
(oltre a ragioni di favore per l'impiego proficuo di risorse, anche da parte di chi non ne ha diritto, a
fronte dell'inerzia dell'effettivo titolare).
immobiliuniversalitàfondimobili mobili
di mobili rusticiregistratinon registrati
usucapione 20 anni20 anni15 anni10 anni 20 anni possesso
ordinaria(1158) (1160) (regime speciale (1162²) (in caso di mala fede
1159 bis) 1161²)
10 anni possesso +
(1161¹) buona fede
possesso +
usucapioni 10 anni acquisto immediato buona fede +
(1160²) (1153) titolo idoneo
abbreviate possesso +
10 anni 5 anni 3 anni buona fede +
(1159) (1159 bis) (1162¹) titolo idoneo +
trascrizione
Acquisto del possesso in modo violento o clandestino: decorso del termine iniziale dal cessare della
violenza o della clandestinità (1163).
Interruzione del decorso del termine prescritto in ipotesi di perdita del possesso per oltre un anno (1167)
(oltre alle cause di interruzione e sospensione della prescrizione 1165).
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Universita: Università di Camerino
Data di caricamento: 07/08/2010
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01/02/13 13:03
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