La disciplina della pubblicità nei rapporti tra imprese, Approfondimenti di Diritto Costituzionale. Università di Bari

Approfondimenti, Diritto Costituzionale

Descrizione: La pubblicità è sottoposta all'art. 2598 e ss. del codice civile e al codice di autodisciplina pubblicitaria che stabilisce le regole sulla pubblicità: nel caso in cui poi sia diretta alle imprese concorrenti è disciplinata dal D. lgs 145/2007, mentre se è rivolta ai consumatori finali è disciplinata dal D.lgs 146/2007.Il D.lgs 145/2007 considera pubblicitario ogni messaggio attraverso il quale l'azienda promuove la vendita di beni mobili o immobili, prestazioni di opere o servizi, considerando pubblicità anche il confezionamento del prodotto ed il merchandising.La pubblicità, in base all'art.1 del D.lgs 145/2007 deve essere palese, veritiera e corretta ed in base all'art. 5, che fa riferimento alla trasparenza pubblicitaria, deve essere sempre riconoscibile come tale.È ritenuta ingannevole qualsiasi pubblicità che possa indurre in errore le persone fisiche o giuridiche a cui è rivolta e che abbia la capacità di pregiudiziarne il comportamento economico o di ledere un concorrente, indipendentemente che questo avvenga a causa del contenuto o a causa della modalità di presentazione.Per valutare l'ingannevolità di un messaggio pubblicitario, ai sensi dell'art.3 dello stesso D.lgs. bisogna valutare gli elementi che lo compongono:- le caratteristiche del bene o del servizio- il prezzo- le qualifiche/diritti dell'operatore pubblicitario.Attraverso la pubblicità comparativa, che può essere diretta o indiretta, l'impresa invece promuove i propri beni o servizi mettendoli a confronto con quelli di altri concorrenti ed è lecita quando non è ingannevole e quando non è sleale.L'autorità garante della concorrenza e del mercato è, dal 1992, l'organo che si occupa di pubblicità ingannevole e delle relative indagini, che possono partire d'ufficio o su denuncia e, nel caso in cui venga accertata l'ingannevolezza del messaggio, può imporre all'operatore pubblicitario il divieto di diffondere il messaggio e l'obbligo di rendere pubblica, a proprie spese, la decisione del garante, imponendo anche sanzioni amministrative pecuniarie che possono partire dai 5.000 € per arrivare ai 500.000 €.Alla luce di questo è importante per un'impresa avvalersi della consulenza di un legale specializzato prima che un messaggio venga pubblicizzato, in modo tale da escludere la possibilità di incorrere nelle sanzioni relative alla pubblicità ingannevole e alla concorrenza sleale. Mostra altro
Informazioni sul documento
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Universita: Università di Bari
Indirizzo: Giurisprudenza
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