January 13, 2012
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Università di Messina e Catania: un luogo comune da abbattere

Università di Catania

Università di Catania

“Non so nella tua università, ma nella mia tutti gli esami sono difficili”.

Traggo spunto da un post che mi è stato lasciato in bacheca per trattare un argomento che forse in pochi amano trattare: il vecchio luogo comune che differenzia in termini di difficoltà l’Università degli studi di Catania dall’Università degli di studi di Messina.

Andando a spiegare meglio, è uso comune per il 90% degli studenti dell’Università di Catania attribuire (con discriminazione) all’università di Messina la facilità del superamento degli esami. É mia premura oggi, affermare l’opposto.

Il punto cruciale che, a mio avviso, va a diversificare una Facoltà da un’altra è il tipo di organizzazione inteso nel suo complesso: lo staff di segreteria, il personale docente e perché no anche il direttore universitario.

Posso dire fieramente di aver riscontrato in questi anni grande professionalità dei docenti, che sanno sempre incoraggiarci e intimorirci allo stesso tempo; docenti che durante le lezioni sono disponibili, richiedono alunni partecipi e  insistono spesso sullo stesso punto per esser sicuri di aver espresso bene il concetto.

università di messina 2

Università di Messina

Quegli stessi docenti in sede d’esame diventano leoni: non accettano giustificazioni e pretendono il massimo dagli studenti poichè ci offrono il massimo ogni giorno. Ovviamente, a favore della Università di Catania, c’è da dire che vanta un numero di iscritti al di sopra delle possibilità dell’Ateneo.

Questo, possiamo dirlo, avvantaggia tanto l’Università di Messina che disponendo di classi meno affollate riesce meglio nell’obiettivo.

Spero di non sentirmi più dire da nessuno che un’Università sia superiore ad un’altra: penso che ogni studente scelga la Facoltà che più gli aggrada a seconda delle proprie capacità economiche e intellettuali.

Roryy

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11 Commenti a: Università di Messina e Catania: un luogo comune da abbattere
Riccardo je rekao:
September 4, 2011 at 4:59 pm

Non sapevo di questa dualità! Molto interessante il tuo punto di vista…

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crito je rekao:
October 2, 2011 at 9:55 pm

Io ero a Ct e ora sono a Messina, non ci sono dubbi ing e scienze a Catania sono di un altro livello. Anche per quanto riguarda organizzazione segreterie e via dicendo. Messina è una scuola media al confronto. Mi spiace dirlo proprio dopo aver cambiato ma è cosi.

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    mg je rekao:
    March 29, 2012 at 1:01 am

    Per quanto riguarda l’organizzazione ci credo (segreteria etc..)

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francesco44 je rekao:
February 6, 2012 at 4:49 pm

Sono d accordo con te

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giuliana scuto je rekao:
February 11, 2012 at 3:18 pm

ad ognuno il suo…i pro e i contro ci sono ovunque…

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effecar je rekao:
February 25, 2012 at 12:00 pm

Mi sono iscritto nel 1980 a Messina e laureato in legge nel 1990 , dopo 5 anni di stop a 3 esami dal traguardo per motivi di lavoro, e posso garantirvi che all’epoca la facoltà di legge di Me era una bella gatta da pelare. A Messina hanno insegnato giuristi del calibro di Pugliatti e Falzea. Vi dico solo che il Privato era scisso in due parti (non so adesso): Introduzione alle Scienze giuridiche e Istituzioni di diritto privato. I testi da studiare per la prima materia (formalmente una complementare, di fatto obbligatoria) erano Messineo vol.1, un trattato -mattone degli anni cinquanta, due corposi volumi di Falzea di teoria generale (incomprensibili) e circa 2000 pagine di appunti dei professori che necessariamente bisognava procurarsi e studiare. Vi dico solo che un mio amico fu bocciato per una nota riportata su uno dei due Falzea. Per Istituzioni, i libri erano: 2000 pagine circa di appunti del prof. Scalisi, il codice da travasare letteralmente nel cervello comma per comma e ,da ultimo, il Torrente. Se ti presentavi solo col TORRENTE, potevi già considerarti bocciato. Si aprivano e si chiudevano sessioni senza un promosso. A me hanno fatto l’applauso per il 26, figuratevi. E non erano solo le discipline privatistiche così (anche se a Me veniva curata soprattutto la scienza civilistica, questione di tradizioni). Alla fine degli anni ottanta, poi, a ci venne a insegnare Carlo Taormina, che ebbe le cattedre di Penale e Proc. Pen. Tremendo. Bravo ma tremendo. Vi dico solo che Attila,al confronto, qualche filo d’erba a terra lo lasciava, lui nemmeno quello. Come testo di procedura voleva il Cordero. Chiedete in giro cosa significa preparare un esame su un libro come quello. La facoltà scadente a Me all’epoca era solo Economia e Commercio.

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ubijus je rekao:
February 27, 2012 at 10:55 pm

Ogni università ha la sua storia , sia Catania che Messina hanno due stupende facoltà…..ma non dimentichiamo che a Messina nasce la Conferenza di Messina
Dall’1 al 3 giugno 1955 nel corso della quale venne deciso che si sarebbero create due istituzioni:
Comunità europea dell’energia atomica. Destinata a gestire l’integrazione nel settore dell’energia nucleare.
Comunità economica europea. Destinata a gestire l’integrazione economica.
Si era quindi deciso contro l’idea di Jan Willem Beyen, che caldeggiava un’integrazione economica generale appoggiata solo da Francia e Belgio. Tuttavia, non si chiarirono i poteri da affidare a queste istituzioni (sopranazionali o meno). La Conferenza di Messina si concluse nei fatti in una sorta di compromesso, dal momento che non si era trovato l’accordo su un energico rilancio dell’europeismo.

scusate se è poco!!! meditate gente …….meditate…….

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dura_lex87 je rekao:
March 2, 2012 at 9:57 am

Studio Giurisprudenza a Catania. Ho diversi amici che studiano Giurisprudenza a Messina. La differenza nei programmi è abissale, a Messina è tutto molto più breve, semplice e diluito.
Inoltre conosco due ragazzi-colleghi che si sono trasferiti da Catania a Messina, bravissimi ragazzi ma… non brillanti negli studi… a Catania non avevano superato nemmeno un esame e adesso a Messina stanno per laurearsi. Un motivo ci sarà…

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    mg je rekao:
    March 29, 2012 at 1:03 am

    Ma perchè non sei andata a Messina?!

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close je rekao:
May 31, 2012 at 5:27 pm

A Catania convergono persone dalle realtà più disparate, tipo i paesi delle province di enna e caltanissetta, oltre che siracusa e ragusa. Questo fa si che il numero degli studenti lieviti enormemente rispetto a messina, dove a studiare ci vanno solo gli studenti della provincia di messina e basta. di conseguenza a catania, per ragioni facilmente deducibili, gli iscritti procedono male e lentamente.
Al primo anno cercano di sfoltire come possono gli aspiranti giuristi bocciando per la minima imprecisione verbale, un semplice lapsus può essere fatale, poi negli anni a seguire è un lento processo di demolizione della motivazione e dell’entusiasmo iniziale attraverso attribuzione di voti bassi o bocciature umilianti, al momento della tesi, il coronamento dei sacrifici fatti per dieci anni da fuori corso in non pochi casi, i prof sono tutto impegnati, non disponibili, occupati per i prossimi sei mesi.
Quello che a catania non hanno capito è che agli studenti, non frega un kaiser del fatto che ogni anno convergono troppi iscritti e ancora di meno frega del fatto che gli esami, vengono resi difficili per questo motivo. I professori piuttosto che improvvisarsi a fuori luogo garanti e custodi degli albi professionali degli avvocati di quelle province che fanno riferimento a catania come ateneo, dovrebbero acquietarsi e tornare a fare i professori, soprattutto al primo anno dovrebbero permettere alla gente che studia di andare avanti, anche con voti sufficienti. A catania invece succede che o le cose si sanno alla perfezione e allora non ci sono scuse per bocciare, quando invece così non è (la maggior parte dei casi, perché ahimé, sono esseri umani quei poveri studenti), ogni scusa è buona per bocciare e buttare via il lavoro che magari in una università poco affollata sarebbe potuto significare 22-23 come voto d’esame.
a catania i programmi didattici vengono spesso stravolti, cambiati, appesantiti da inutili sentenze, saggi e libricini supplementari qualificati come indispensabili dai docenti, allo scopo di arricchire la preparazione dello studente(?)
come se non bastasse, ci sono professori molto all’antica che si appellano a tutto per rendere la vita impossibile agli studenti. Va bene, si tratta di una facoltà di legge dove si studiano le regole, ma in sede di esame, in alcuni casi, dimenticare il verbalone attestante l’iscrizione può essere fatale, anche quando veramente in buona fede la sera prima si è inceppata la stampante, confidi nell’umanità del professore e gli dici di non avere quel pezzo di carta con te ma di di andarlo a stampare in un internet point a fine esame, prima di verbalizzarlo(casomai vada bene), non si possono sentire certe volte le urla o i ghigni dietro cui, si cela il capriccio, di professori che si dimenticano del tutto di quando a lezione hanno spesso predicato che la sostanza a volte, conta più della forma.
Tutto questo, succede perché ci sono troppi iscritti. Io, da genitore di una anima purgante in questa facoltà di catania, penso che per prendersi una laurea non si debbano passare tutte le avversità che una realtà indecente possa offrire. Ci sono troppe persone? Aprite una facoltà a siracusa, un’altra a ragusa, vedrete che i ragazzi di avola, noto, pachino, andranno a studiare a siracusa! Non ci vuole tanto a capirlo e a conti fatti, un catanese che si vuole veramente bene, se ne va a studiare a messina. Perché i programmi sono più umani, gli iscritti sono di meno e i professori sono meno gravati dal peso di 1000 matricole a sessione e del relativo 20% scarso che devono di queste fare andare all’anno successivo. Un numero di iscritti basso permette di chiedere la tesi a chiunque, senza le selezioni assurde che certi professori fanno a catania, pretendendo la media del 27 per potere avere l’onore di farti ripetutamente disprezzare durante la fase di compilazione della tesi.
I voti saranno sicuramente più rispettosi della reale preparazione e magari se in un paio di materie si trovano delle difficoltà, un miserabile 19 dopo sei mesi si può arrivare a strappare. A catania ti fanno perdere gli anni in condizioni del genere.
Se per facile o ridicola, si vuole intendere una università funzionale e polivalente come quella di messina, allora davvero coloro che dicono che messina è ridicola, non hanno cpaito nulla
Riguardo a quelli che nei forum dicono: <>…sappiate che oltre lo stretto di messina, la vostra laurea vale tanto quanto quella di un fiorentino o di un romano e voi per andare dietro a questa situazione, a queste persone, avete perso tempo, fatica e salute mentale. Catania lasciatela ai masochisti, se nella vita volete andare avanti, andate dove vi fanno fare andare avanti.

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sez je rekao:
September 3, 2012 at 9:40 am

Catania è una università dove la didattica è obsoleta: prevalentemente di tipo nozionistico, specie nelle facoltà giuridiche è umanistiche. Se sai la regoletta superi l’esame, altrimenti sei bocciato. Non c’è nulla che possa paragonare Catania a certe avanguardie tipo l’ateneo di Trento o a certe eccellenze private.
Catania tutto si basa sull’inflessibilità, per capire tutto questo l’unica cosa che si può fare è andare a seguire un esame di diritto commerciale in economia, o in giurisprudenza gli esame che vengono fatti fare dai docenti più chiacchierati. Dopo aver visto tutto questo è necessario tenere in conto che altrove situazioni del genere sono molto ma molto più rare

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