Unione europea, Notas de aula de . Università Roma Tre
Jessica130
Jessica13022 de Setembro de 2016

Unione europea, Notas de aula de . Università Roma Tre

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LE COMPETENZE SUSSIDIARIE

Esiste la possibilità di conferire nuovi poteri all’Unione, art. 352 TFUE, senza una formale modifica dei Trattati. Nella c.d clausola di flessibilità, si dichiara che se un’azione dell’UE appare necessaria per realizzare uno degli obiettivi di cui ai Trattati, senza che essi abbiano previsto i poteri di azione a tal fine, Il Consiglio, deliberando all’unanimità e previa approvazione del Parlamento, adotta le disposizioni appropriate secondo una procedura legislativa speciale. L’APPROVAZIONE DELL’ATTRIBUZIONE DI TALI COMPETENZE SUSSIDIARIE è SUBORDINATA ALL’APPROVAZIONE DI TUTTI GLI STATI MEMBRI. L’ipotesi prevista dall’art. 352 è che un determinato scopo rientri già nella competenza dell’Unione, ma che quest’ultima non sia in possesso dei poteri d’azione necessari per realizzarlo. L’art. 352 pone vari limiti alla sua applicazione: ai sensi del par.3, le misure fondate su tale articolo non possono comportare un’armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri nei casi in cui i Trattati le escludano; inoltre il ricorso alla procedura dell’articolo in questione è del tutto escluso in materia di politica estera e di sicurezza comune. Il procedimento volto a conferire nuovi poteri all’Unione resta soggetto ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, i quali limitano sia la possibilità d’intervento dell’Unione, sia i tipi di atti adottabili, i quali devono essere meno intrusivi possibile nei confronti degli Stati membri.

I POTERI IMPLICITI Il principio di attribuzione delle competenze risulta limitato da una consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia, che si è sviluppata in controtendenza rispetto a tale principio. La c.d teoria dei poteri impliciti elaborata dalla Corte, dichiara che l’Unione europea deve ritenersi provvista non solo dei poteri ad essa conferiti espressamente dai Trattati istitutivi, ma anche di quei poteri impliciti che siano funzionali ai poteri espliciti; che siano, cioè, necessari per garantire che i poteri espliciti siano esercitati in maniera più efficace. Esiste una versione più avanzata della teoria, secondo la quale tali poteri sono ricavati direttamente dagli scopi dei Trattati. Questa versione è suscettibile di ampliare a dismisura le competenze e i poteri dell’Unione. Causa COMMISSIONE c. CONSIGLIO, la corte afferma la competenza della Comunità a concludere accordi internazionali in materia di trasporti. La possibilità che la competenza dell’unione a concludere accordi derivi implicitamente da disposizioni dei Trattati è stata ribadita anche di recente nel parere relativo all’accettazione dell’adesione di Stati terzi alla Convenzione dell’Aja sulla sottrazione internazionale di minori del 1980.

LE CATEGORIE DI COMPETENZA DELL’UNIONE EUROPEA Occorre stabilire se il conferimento di competenze all’Unione escluda la competenza degli Stati membri o, al contrario, coesista con tale competenza, e quali siano la natura e l’intensità dei poteri assegnati all’Unione nelle materie rientranti nelle proprie competenze. Anteriormente al Trattato di Lisbona, mancava una disciplina organica della materia. Alcuni contributi importanti erano stati dati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, ma l’assenza di una normativa rendeva problematica la definizione degli ambiti di competenza rispettiva delle istituzioni europee e degli Stati membri. Il Trattato di Lisbona ha colmato questa lacuna, distinguendo 3 tipi di competenze dell’Unione, alle quali sono dedicati gli articoli 2,3,4 e 6 TFUE. Esse sono le competenze ESCLUSIVE, quelle CONCORRENTI, e quelle di SOSTEGNO,COORDINAMENTO O COMPLETAMENTO dell’azione degli Stati membri. L’art 2, par 1. TFUE definisce nei termini seguenti le competenze ESCLUSIVE “Quando i trattati attribuiscono all’Unione una competenza esclusiva in un determinato settore, solo l’Unione può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono farlo autonomamente solo se autorizzati dall’Unione oppure per dare attuazione agli atti dell’Unione”.

Nelle materie di competenza esclusiva dell’Unione, pertanto, solo questa può adottare atti obbligatori. Le materie di competenza esclusiva sono 1) l’unione doganale 2) le regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno 3) la politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l’euro 4) la conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca 5) la politica commerciale comune. A tali materie l’art. 2 aggiunge la conclusione di accordi internazionali. Nei casi di competenza CONCORRENTE, art.2 par 2 TFUE, il potere di adottare atti giuridicamente obbligatori appartiene, di regola, sia alle istituzioni europee che agli Stati membri. Questi ultimi, peraltro, possono esercitare la propria competenza solo quando l’Unione non abbia esercitato i suoi poteri, oppure quando abbia deciso di abrogare un proprio atto. Le materie principali comprese tra le competenze concorrenti sono 1) mercato interno 2)politica sociale 3) coesione economica, sociale e territoriale 4) agricoltura e pesca 5) ambiente 6) protezione dei consumatori 7) trasporti 8) reti transeuropee 9) energia 10) spazio di libertà, sicurezza e giustizia 11) problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica. La categoria di competenze di SOSTEGNO, COORDINAMENTO o COMPLETAMENTO, consiste in un’opera di assistenza all’azione degli Stati membri, opera che non impedisce l’esercizio delle competenze statali e che non può comportare un’armonizzazione normativa degli Stati membri. I settori compresi di tali competenze sono 1) tutela e miglioramento della salute umana 2) industria 3) cultura 4) turismo 5) istruzione e formazione professionale, gioventù e sport 6) protezione civile 7) cooperazione amministrativa. Tali competenze non riguardano in toto tali materie, ma solo “le loro finalità europee”.

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