20 pp pogovorim o rossii, Упражнения из . Università di Padova
annius
annius8 September 2015

20 pp pogovorim o rossii, Упражнения из . Università di Padova

DOC (116.0 KB)
12 страница
1файлы скачать
905количество посещений
Описание
20 pagine tradotte di testi a scelta per l'esame di Letteratura russa 2
20очки
пункты необходимо загрузить
этот документ
скачать документ
предварительный показ3 страница / 12
это только предварительный показ
консультироваться и скачать документ
это только предварительный показ
консультироваться и скачать документ
предварительный показ закончен
консультироваться и скачать документ
это только предварительный показ
консультироваться и скачать документ
это только предварительный показ
консультироваться и скачать документ
предварительный показ закончен
консультироваться и скачать документ

LETTERATURA

2.1.3 N.V. Gogol' (1809- 1852) (2 pag di testo) 2.2.1 F. M. Dostoevskij (1821-1881) (2 pag di testo) 2.3 Il Modernismo (1 pag di testo) 2.3.1 Il Simbolismo (1 pag di testo) 2.4.2 M. A. Bulgakov (1891-1940) (4 pag di testo)

STORIA CAPITOLO 10: L'EPOCA DI STALIN (1924-1953) ( 3 pag di testo) CAPITOLO 11.1: “IL DISGELO”. L'EPOCA DI KHRUSHCHEV (1953-1964) (2 pag di testo) CAPITOLO 11.2: “LA STAGNAZIONE”. L'EPOCA DI BREZHNEV (1964-1982) (2 pag di testo) CAPITOLO 11.3: “LA RICOSTRUZIONE”. L'EPOCA DI GORBACEV (1985-1991) (3 pag di testo)

2.1.3 Nikolaj Vasiljevich Gogol' (1809- 1852)

N. V. Gogol' è uno scrittore di origine ucraina. Anche nelle sue opere ci sono elementi del romanticismo e del realismo. In queste opere sono presenti elementi reali e fantastici, grotteschi , divertenti e tristi. Gogol' era un meraviglioso osservatore dell'attualità/realtà che rappresentava in chiave satirica. Gli oggetti della sua satira sono per lo più la quotidianità /usi e costumi dei proprietari terrieri e funzionari/impiegati della provincia. Mentre verso le persone oppresse l'autore si rapporta con compassione. Il critico V.G. Belinskij vide in Gogol' lo scrittore che rappresenta la vita senza fronzoli/abbellimenti , in maniera naturale e veritiera. Da qui deriva il termine “scuola naturale”, i rappresentanti della quale trattavano nelle proprie opere tematiche legate ai problemi sociali. Molti autori successivi riconobbero Gogol' come proprio maestro. Dostoevskij disse «Tutti noi siamo usciti dal “Cappotto/Mantella” di Gogol' ». “Il cappotto” (1842) è uno dei “ Racconti di Pietroburgo” di Gogol' in cui si narra di un umile, povero impiegato sfortunato e di cui si prendono beffa i colleghi. La vita di Akakij Akakievich è povera dal punto di vista materiale e spirituale. L'acquisto del nuovo cappotto, per cui egli risparmia i soldi, diventa un vero e proprio evento nella sua vita monotona. Qui il racconto acquisisce un tono tragico. Il furto del cappotto porta alla disperazione il povero impiegato , il quale muore di dolore. La parte finale è fantastica : il fantasma di Akakij Akakievich appare di notte a Pietroburgo e ruba i cappotti a persone illustri . Si dice delle opere di Gogol' che facciano venire il riso attraverso le lacrime ed effettivamente Akakij Akakievich è un uomo piccolo e divertente, che soffre e merita la compassione e il rammarico del lettore. Questo tipo di eroe/ personaggio letterario è chiamato “piccolo uomo” e si incontra in molti autori russi. Questo tipo di personaggio si sviluppa e acquisisce nuove caratteristiche con Dostoevskij. Parlando di Gogol' non si può scordare la sua famosa commedia “L'ispettore generale” (1836). In una città provinciale deve arrivare un ispettore generale. Il sindaco e i funzionari, venuti a conoscenza di ciò, si preoccupano molto siccome sono soliti prendere mazzette e non curarsi del popolo. Questi scambiano per ispettore un giovane impiegato Chlestakov, che si ferma in città perché è rimasto senza danaro in seguito ad una perdita a carte. I funzionari spaventati lo accolgono con rispetto non sapendo con chi hanno a che fare e gli offrono mazzette. Chlestakov entra a tal punto nel ruolo del falso ispettore che decide di sposare la figlia del sindaco. L'errore si scopre solo dopo la partenza del giovane e l'arrivo del vero ispettore. Ne “L'ispettore generale” Gogol' rappresenta veracemente il mondo burocratico con il suo cinismo, parassitismo e corruzione. Un quadro triste e satirico della vita russa è mostrato nel romanzo “Le anime morte” (1842). Il romanzo è fondato su un intreccio abbastanza complicato nel quale si rispecchia la realtà della Russia degli anni '30 e '40 del XIX secolo. Nell'attraversare la crisi economica del paese il regime zarista era interessato allo sviluppo dell'agricoltura . In conformità alla legge in vigore ogni 10 anni si svolgeva la registrazione dei servi della gleba (anime) sulla base della quale i proprietari terrieri dovevano pagare le tasse anche per quei servi che nel frattempo erano deceduti. D'altra parte i proprietari che hanno perso per varie ragioni i loro terreni potevano ricevere nuovamente proprietà se presentavano l'elenco dei servi in possesso. Chichikov è un uomo furbo che sfrutta questa situazione nella speranza di ricevere la proprietà terriera. Egli aspira a comprare spendendo poco le anime dei servi morti , di cui i proprietari, figure grottesche, sono felici di disfarsi per non pagare le tasse. Gogol' ha concepito la propria opera letteraria sul modello della Divina Commedia di Dante. Nella seconda parte egli voleva mostrare la rigenerazione/degenerazione della Russia ma questo piano non è stato realizzato. Lo scrittore ha bruciato il manoscritto della nuova parte del poema in un momento di profonda crisi ideologica e artistica/creativa che ha vissuto poco prima della morte.

2.2 Dostoevskij e Tolstoj

F. M. Dostoevskij e L. H. Tolstoj nella loro produzione artistica sollevano le più importanti domande sulla vita e la morale. I personaggi dei due grandi scrittori sono delle persone interessanti divenute popolari in tutto il mondo. Leggete i testi sugli autori e gli estratti delle opere “Kratkaja” e “Anna Karenina”. Pensate che si possa trovare qualcosa in comune nella personalità di queste due eroine? Quali sono i tratti del carattere che le distinguono?

2.2.1 Fedor Michajlovich Dostoevskij (1821-1881)

F. M. Dostoevskij è un grande romanziere che stupisce il lettore con il suo sottile psicologismo e un'eccezionale conoscenza dell'animo umano. L'autore è entrato nel panorama letterario nel 1845 con il suo romanzo “Povera gente”. E' un romanzo epistolare. Il protagonista, il povero impiegato Makar Alekseevich Devushkin, si distingue nettamente dalla figura dell'uomo piccolo di Gogol'. Akakij Akakievich del romanzo di Gogol' “Il cappotto” era povero non solo materialmente, ma anche spiritualmente. Al contrario, Makar Alekseevich mostra quanto sia ricco il suo mondo interiore. A cominciare con “Povera gente” Dostoevskij si presenta come uno scrittore-psicologo a cui importa rivelare le difficoltà del mondo interiore degli eroi. Essi vivono ed esprimono i pensieri su loro stessi e sul mondo con la propria voce indipendentemente dall'autore. Nei romanzi riecheggiano molte voci, le voci degli eroi e dell'autore stesso. Da qui deriva il termine “romanzo polifonico” con cui il famoso critico letterario M.M. Bahtin ha definito le opere di Dostoevskij. La vita dell'autore fu difficile. Per volere del padre, medico primario presso l'ospedale per i poveri, il giovane Fedor studiò all'Istituto Superiore per ingegneri ma ciò non corrispondeva ai suoi interessi. Riuscì a dedicarsi seriamente alla letteratura solo dopo la morte del padre. Dopo il successo del romanzo “Povera gente” la carriera letteraria dell'autore si interruppe bruscamente nel 1849 in seguito all'arresto per partecipazione alle riunioni del circolo/gruppo socialista di Petrashevkij. Una terribile esperienza di vita spettava a Dostoevskij, ovvero la condanna alla pena capitale, la messa in scena della fucilazione in piazza e la grazia all'ultimo momento prima della morte con il successivo cambio della pena con l'ergastolo. L'autore ha raccontato con le parole del principe Myshkin ciò che prova un uomo condannato a morte negli ultimi minuti della propria vita nel romanzo “L 'diota”. Nelle “Memorie dalla casa dei morti” (1860) si può leggere del terribile periodo di ergastolo. Dostoevskij aspira a rivelare i principi etici esistenti in ciascun uomo. Dagli anni '60, dopo 5 anni di lavori forzati ed esilio, il percorso artistico/creativo del grande romanziere continua con le opere come “Delitto e castigo” (1866), “L'idiota” (1868), “ I demoni” (1872), “ Adolescente” (1875) e “Fratelli Karamazov” (1880). Nel romanzo “Delitto e castigo” si scopre la storia dell'omicidio compiuto dal povero studente Raskol'nikov. Egli uccide la vecchia usuraia. “ Da un lato è una stupida , […] misera, cattiva, malata vecchietta, che non è utile a nessuno e , anzi antipatica a tutti […] dall'altro ci sono cento, mille buone opere e iniziative che si possono combinare e aggiustare con i soldi della vecchia […] Una sola morte e in cambio cento vite”. Questa idea sentita per caso da un altro studente in una trattoria combacia in qualche strana maniera con i pensieri di Raskol'nikov. Egli formula un pensiero secondo cui il genere umano si divide in due categorie: persone “comuni” e persone “straordinarie”. Le persone straordinarie sono quelle che “hanno il dono o il talento di dire nel proprio ambiente una nuova parola”. Sono grandi persone che hanno il diritto di concedersi di “oltrepassare gli ostacoli” , sacrificare se necessario le vite degli altri “per fare sapere le proprie scoperte al mondo”. A quale categoria appartiene Raskol'nikov? E' come se volesse mettersi alla prova. Ma dopo aver commesso l'omicidio egli comincia a soffrire molto, non sopportando più il peso della propria azione. Secondo l'esemio di Sonja, la vita della quale è una profonda sofferenza, Raskol'nikov decide di espiare la colpa. Egli confessa l'omicidio e viene condannato a 8 anni di lavori forzati reclusione e Sonja lo segue in Siberia. Facendo propria la religione della sofferenza i due si destano alla nuova vita. Nei romanzi di Dostoevskij sono posti problemi di carattere sociale, psicologico e filosofico. Con ciò egli raggiunge il massimo grado di realismo. Gli eroi di Dostoevskij si muovono freneticamente nella soluzione di questioni del bene o del male e nella ricerca delle vie spirituali che diano possibilità di redenzione (dal peccato). I romanzi dell'autore sollevano le questioni di sempre circa l'esistenza dell'uomo e così conservano la loro attualità.

2.3 IL MODERNISMO

Nella letteratura russa della fine del XIX e inizio del XX secolo il realismo e i suoi eminenti rappresentanti quali Pushkin, Gogol', Turgenev, Dostoevskij, Tolstoj e Chechov cede gradualmente il posto a nuove forme d'arte. Nuove condizioni storiche caratterizzano la società russa: si sviluppano le industrie ed il capitalismo, compaiono nuove classi

sociali come la borghesia e proletariato, sorgono partiti politici e pian piano si forma la coscienza politica dei lavoratori. L'inizio del XX secolo è il tempo delle grandi svolte sociali, guerre e rivoluzioni. Tutto ciò cambia il ruolo della letteratura in quanto tribuna del pensiero pubblico e smascheramento delle mancanze e del male che caratterizzava per lei il XIX secolo. Dopo il “secolo d'oro”, come è solito chiamare l'epoca letteraria di Pushkin, la letteratura della fine del XIX e inizio XX secolo viene chiamata “secolo d'argento” ed è rappresentata da molti eminenti poeti e prosatori/ narratori. Le innovative forme di espressione artistica alla fine del XIX e inizio del XX secolo confluirono nel modernismo (dal termine francese moderne), un movimento internazionale che aspirava al rinnovamento artistico rifiutando gli artifici e le forme tradizionali. Alla base del modernismo letterario vi era l'esperienza dei simbolisti francesi ed il loro entusiasmo per la musicalità della parola. “La musica prima di tutto”, scrisse Verlain nella sua famosa poesia “Art poétique”(1874) (Arte della poetica). In Russia il modernismo si è espresso nel decadentismo e simbolismo, che hanno aperto la strada a successivi gruppi di avanguardie. Il “secolo d'argento” è entrato nella storia della cultura russa come un'epoca brillante, originale sotto molti aspetti , piena di nuove idee e progressi artistici. La vita letteraria a quei tempi era burrascosa: manifesti, giornali, caffè letterari, tournée ed esibizioni pubbliche dei poeti. Come mai successo prima i diversi orientamenti si sono annunciati quasi parallelamente e allo stesso tempo: simbolismo, acmeismo e futurismo. Il Simbolismo (dal termine simbolo) attraverso cui come ritenevano i poeti si poteva creare legame tra il mondo reale ed il mondo ideale del poeta, ha rinnovato molto la letteratura russa, ha introdotto nuovi temi e ha contribuito a ricerche di innovazione nell'ambito della forma e della tecnica della poesia. L' acmeismo, ammessa l'eredità dei classici, aspirava alla perfezione formale, all'acmé ovvero vertice dell'arte. Il Futurismo ha completamente rotto i legami con la letteratura precedente, pronunciandosi contro le tradizioni ed il gusto sociale della cultura borghese-aristocratica.

2.3.1 IL SIMBOLISMO

L'anno di nascita del simbolismo in Russia è determinato con una certa precisione : il poeta D.S. Merezkovskij parla di una nuova arte ideale che darà “il cambio al realismo utilitario”, nel suo libro “Sulla ragione della caduta e sulle nuove correnti della moderna letteratura russa” uscito nel 1893. Per Merezkovskij erano importanti la percezione religiosa del

mondo ed il linguaggio dei simboli. Questa concezione ha aperto la strada al simbolismo, un movimento influenzato dai poeti francesi Baudelaire, Verlaine, Mallarmé e la filosofia di Platone, Kant, Nietzsche e Schopenhauer. La nuova tendenza letteraria è nata in un'atmosfera di ricerca del “nuovo” non solo nell'ambito letterario ma anche in quello pittorico e musicale. L'idea della sintesi delle arti, su cui si basava l'attività/il lavoro del gruppo “Il mondo dell'arte”, ha influenzato anche la poetica simbolista. Nella poesia simbolista si riflette la concezione filosofica dell'esistenza di due mondi: il mondo delle idee e il mondo dei fatti, mondo noumenico e quello fenomenale. I simbolisti credevano nelle “corrispondenze” di Baudelaire, ovvero analogie nascoste tra il mondo reale ed il mondo spirituale del poeta. Essi ritenevano che l'artista fosse capace di stabilire/fissare le corrispondenze tra questi due mondi, ricorrendo a immagini- simboli/immagini simboliche. Per i simbolisti non è importante il senso della parola quanto il suo suono e le emozioni che essa risveglia. La musicalità della parola e della lingua acquista una grande importanza, poiché permette di unire il vicino mondo reale con il lontano mondo ideale. La storia del simbolismo russo si divide in due fasi o generazioni. La poetica della prima generazione dei vecchi simbolisti (Merezkovskij, Gippius, Bal'mont, Sologub, Brjusov) si distingue per gli stati d'animo decadentisti, cioè la tristezza, la sfiducia nella vita ed il culto della morte. Non si può non precisare che soprattutto Bel'mont e Bjusov arricchirono la poesia sul piano della musicalità e della creazione delle parole. La giovane generazione (Vjaceslav Ivanov, Blok, Belyj) si formò sotto l'influenza della filosofia religiosa di V.S. Solovjev. Questi poeti vedevano come scopo dell'arte la possibilità di creare una nuova vita, un nuovo mondo migliore dopo la fine dell'orribile mondo esistente/attuale.

2.4.2 M. A. Bulgakov (1891-1940)

Michail Afanasjevich Bulgakov ci ha regalato una delle pagine più interessanti della letteratura russa. Bulgakov può essere definito come uno scrittore satirico dotato di una sottile e intelligente ironia, ma la sua prosa

desta interesse ed è particolare grazie al fatto che contiene la fantascienza e mistica. Lo stesso Bulgakov diceva “ Sono uno scrittore mistico”. Bulgakov fu il figlio di un insegnante dell'Accademia ecclesiastica. Trascorse la sua infanzia a Kiev dove studiò alla Facoltà di Medicina. Dopo essersi laureato in medicina nel 1916 cominciò a lavorare come medico prima sul fronte, poi in un ospedale in campagna. Le vicende autobiografiche di questo periodo trovano riscontro nei “Racconti di un giovane medico” (1925). Sono racconti in cui si narra con umorismo dei casi medici in cui viene a trovarsi il giovane, appena avviato e ancora inesperto medico, pieno di incertezze e paura davanti a possibili errori. Tornato a Kiev dopo la Rivoluzione d'ottobre del febbraio 1918, Bulgakov, in quanto medico militare prende immediatamente parte alla Guerra Civile tra rossi [comunisti e rivoluzionari] e bianchi [monarchici, radicali, democratici e conservatori]. A Kiev la situazione era particolarmente complicata. Il governo cambiava molto spesso, le svolte erano effettuate o dai tedeschi o dagli ucraini o dai bolshevichi. Questo momento difficile della vita dello scrittore è stato rappresentato nel romanzo “La guardia bianca” (1923-1924), in cui si racconta della famiglia di intellettuali nobile dei Turbin, che sotto molti aspetti ricorda quella di Bulgakov e rappresenta quella parte della società che si ritrova dalla parte dei bianchi, cioè contro la rivoluzione. Nel romanzo vengono acclamati valori come la casa, la famiglia e la patria. La tranquillità della casa e della famiglia si contrapposto alla violenza della guerra e della storia, perciò alcuni storici hanno visto in quest'opera somiglianze con il capolavoro di Tolstoj “Guerra e pace”. La posizione di Bulgakov veniva discussa nella Russia sovietica degli anni '20 e '30 del Novecento. La libertà di creare arte si riduceva a quei tempi. Di lì a poco hanno smesso di pubblicare i racconti del poeta. La trama del romanzo “La guardia bianca” è servita come base per la creazione del dramma teatrale “I giorni dei Turbin” (1925), che è stato per molti anni rappresentato con successo sulla scena del MXAT e che piaceva molto a Stalin. Il rapporto del dittatore nei confronti dell'autore del dramma teatrale era contraddittorio. Pur riconoscendo in Bulgakov un autore non appartenente al proletariato e antisovietico, Stalin vedeva ne “I giorni dei Turbin” “più utilità che male”, siccome da quest'opera il pubblico percepiva “un' impressione favorevole per i bolshevichi”. L'atteggiamento benevolo di Stalin per “I giorni dei Turbin” non ha comunque salvato l'autore. Nel 1930 Bulgakov, disperato per il fatto che tutte le sue opere erano proibite e che “povertà, strada e rovina” lo attendevano ha scritto una lettera schietta/sincera al governo sovietico. Nella lettera egli chiedeva di essere lasciato andare all'estero o, nel caso di rifiuto e condanna al “silenzio a vita in URSS”, di attribuirgli un lavoro al teatro. Alla lettera è seguita la famosa chiamata telefonica da parte di Stalin, che ha effettivamente concesso la possibilità all'autore di lavorare al teatro artistico. Come sempre all'autore non era concesso pubblicare nuove opere né mettere in scena i suoi drammi. Egli ha sofferto molto per ciò fino alla propria morte. Ammalatosi di neurosclerosi, Bulgakov è morto nel 1940 all'età di 49 anni. Il romanzo “Maestro e Margherita” e molti altre opere sono state pubblicate solo postume. Lo stesso Bulgakov confessò che secondo lui gli intellettuali erano lo “strato migliore” del paese e che con quest'ultimo lui è legato dai legami di sangue. Ed effettivamente nelle sue opere appare spesso la figura dell'intellettuale, studioso che nell'epoca sovietica diventa vittima dell'ignoranza e del burocratismo. Così accade nel romanzo “Cuore di cane” (1925) in cui Preobrazhenskij, un famoso professore scientifico, compie il trapianto dell'ipofisi e dei testicoli di un giovane uomo ad un cane. L'esperimento è stato eseguito per studiare il processo di ringiovanimento dell'organismo umano, ma è capitato che non ha portato ringiovanimento bensì umanizzazione. Il buono e sensibile cane Pallino si trasforma nell'antipatico e rozzo uomo Pallinov a cui va a genio vivere nel nuovo ambiente sociale sovietico. Questo cafone è pienamente ritenuto dalla società come persona normale. Il presidente del comitato degli inquilini , un tipo di burocrate sovietico, lo aiuta e lo sostiene. Quando Pallinov fa una soffiata sul professore in quanto controrivoluzionario rimane una sola via d'uscita, ovvero l'operazione inversa. E' curioso il fatto che la sottile satira dell'autore tutto sommato sia comprensibile e divertente per il lettore, che conosce nel profondo le nuove regole del regime sovietico ( a queste ad esempio appartiene la richiesta al professore di cedere le stanze in più , di rifiutare la mensa, che “nessuno ha oramai più a Mosca”). Nel romanzo “Uova fatali” (1925) è il professore Persikov che fallisce. Lo scrittore sottolinea (facendo parodia) gli errori delle persone di basso livello culturale, che nella società sovietica ricoprono incarichi importanti. Il raggio della vita , la grande scoperta del professore che potrebbe essere utile al genere umano, finisce nelle mani degli incompetenti burocrati sovietici e si conclude con una tragedia. Il raggio della vita moltiplica per sbaglio non le uova delle galline, ma quelle dei rettili, che terrorizzano, uccidono le persone e minacciano Mosca, la capitale. La folla uccide il professor Persikov, poiché vede nell'inventore del raggio della vita l'unico responsabile del disastro/calamità. La satira di Bulgakov non risparmia nemmeno l'ambiente letterario- teatrale. Ciò è rappresentato nel romanzo “Il Maestro e Margherita”, il capolavoro dell'autore che è diventato l'occupazione della sua vita. Bulgakov ha lavorato sulla sua opera preferita per molti anni, dal 1928 fino alla propria morte. Non a caso quest'opera è ritenuta come testamento dell'autore per l'umanità. E' difficile la stesura di un romanzo che ha tre storie/filoni: il racconto fantascientifico dell'arrivo del diavolo a Mosca alla fine degli anni '20 del 1900 ed il suo coinvolgimento nella vita della capitale, il racconto psicologico in cui si narra del procuratore romano Ponzio Pilato e Gesù Cristo e, finalmente, il tema dell'amore tra Maestro e Margherita. Le tre storie sono legate tra loro e si può parlare di una struttura particolare, cioè del romanzo a cornice. Il romanzo del Maestro, contenuto nell'opera di Bulgakov, narra della condizione psicologica di Ponzio Pilato, il quale, com'è noto, ha dato l'ordine di giustiziare Gesù Cristo non sulla base della sua colpevolezza, ma solamente per la soddisfazione della plebe/volgo. Questo episodio, che alla fin fine è di poca importanza per la carriera del crudele procuratore, diventa per lui una vera sofferenza, che lo costringe a riflettere sul bene e sul male e sulla propria viltà. L'autore del romanzo su Pilato e lo stesso romanzo sono salvi dalle forze terrene e non, cioè dal forte amore di Margherita e dall'aiuto supremo del diavolo. Questi, essendo finito nell'ambiente letterario moscovita negli anni '20 del 1900, incarna la povertà spirituale del nuovo uomo sovietico e, in quanto testimone dell'esistenza di Gesù

Cristo, annuncia con sicurezza l'assurdità dell'ateismo nella Russia comunista. Nella storia dello sconosciuto scrittore di Maestro si riconosce il dramma dello stesso Bulgakov, privato della facoltà di pubblicare le sue opere e Margherita si associa facilmente alla terza moglie dello scrittore, Elena Sergeevna, che ha dedicato la vita al maestro e alla sua arte, poiché non fosse svanita la memoria di lui.

CAPITOLO 10: L'EPOCA DI STALIN (1924-1953)

I.V. Stalin fu il segretario generale del Partito Comunista Russo dei bolscevichi già dal 1922. Lenin, nel suo cosiddetto testamento, diede una valutazione critica alla personalità di Stalin (“Stalin è troppo severo”) e avvertì del fatto che fosse pericoloso concedergli grandi poteri (“Compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha raccolto nelle sue mani un immenso potere e non sono certo che egli potrà sempre disporne con un certa cautela”). Subito dopo la morte di Lenin, Iosif Vissarionovich Dzhugashvili, il soprannome nel partito era Stalin (dalla parola stal', acciaio) cercò di presentarsi come unico erede per legge delle idee della guida della rivoluzione. Cominciò a lottare con tutti i leader del Partito Comunista (tra questi vi era Trotskij, Kamenev, Zinov'ev, Bucharin) capaci di

rovinare la sua ascesa al potere. All'idea di Trotskij della rivoluzione mondiale Stalin propose la teoria del socialismo in un solo paese, secondo cui nell'URSS si poteva fondare il socialismo sulla base delle risorse esistenti. Dal 1928 cominciò la dittatura di Stalin. Il nuovo capo del paese annunciò la trasformazione dell'URSS in una grande potenza industriale. Per fare ciò era necessario ricostruire l'agricoltura sovietica per mezzo della creazione delle proprietà collettive (kolhoz) che avrebbero risposto all'ideale socialistico della proprietà collettiva per i mezzi di produzione. Il piano di collettivizzazione includeva la liquidazione della classe dei kulaki, che erano più abbienti dei contadini, con l'intenzione di trasferire i loro possedimenti ai kolhoz, per garantire a quest'ultimi una base materiale. I kulaki ed i contadini, che non volevano entrare nei kolhoz venivano mandati via o trasferiti nei campi di lavoro forzato. Qualche anno fa Gorbacev, l'ultimo presidente dell'URSS, in un'intervista parlava della collettivizzazione come di una vera tragedia nella storia russa. A quei tempi, stava quasi per scoppiare un nuova guerra civile nel paese. Negli anni trenta del '900 il paese è diventato una potenza industriale. Per l'industrializzazione vennero introdotti piani di produzione quinquennali (piatiletki). Venne effettuata l'elettrificazione del paese per via della costruzione di grandi centrali idro-elettriche , cominciarono a lavorare giganteschi stabilimenti siderurgici integrati nella Siberia Occidentale e negli Urali. Vennero costruite grandi fabbriche automobilistiche, dei trattore e aeronautiche. Nell'ambito dello sviluppo industriale nel 1937 l'URSS occupò il secondo posto al mondo dopo gli USA. I giornali celebravano l'alta produttività del lavoro. È rimasto nella memoria il primato dello scavo del carbone del miniere Stahanov (31.8.1935) in onore del quale venne attribuito il nuovo movimento lavorativo. Questo movimento era caratterizzato da un approccio produttivo al lavoro. Comparve il termine nazionale stacanovista. Uno degli elementi caratteristici di quest'epoca è l'identificazione del partito con il governo. Dopotutto il partito comunista controllava tutti gli organi del governo, dell'industria, dell'agricoltura sovietica e della cultura. L'ideologia ufficiale è diventata il marxismo-leninismo. Con la delibera del comitato centrale del partito nel 1932 tutte le organizzazioni letterarie vennero liquidate. Venne istituito l'Unione degli scrittori sovietici. Nel 1934 durante il primo congresso dell'Unione degli scrittori sovietici venne proclamato una nuova tecnica letteraria ovvero quella del realismo socialista. Secondo questa lo scrittore doveva rappresentare in maniera veritiera la realtà “nel suo sviluppo rivoluzionario”. Il compito dello scrittore è diventato “educare i lettori conformemente allo spirito socialista”. Secondo le parole di Stalin, gli scrittori dovevano diventare “gli ingegneri degli animi umani”. La decisione del CK(Comitato Centrale) non lasciò posto all'individualità dello scrittore. Gli scrittori che non rispettavano le direttive del partito e non rano degni perciò di appartenere all'Unione degli scrittori sovietici erano privati del diritto di pubblicare le proprie opere. Sempre negli anni trenta del '900 si sono intensificate le repressioni contro i dissidenti? L'assassino di Kirov, segretario del comitato centrale del partito (per il quale, a quanto pare, era responsabile lo stesso Stalin) è servito come motivo di queste repressioni. Sono cominciati i grossi processi riguardanti i leader dell'opposizione del partito. Nel 1936 vennero condannati a morte e fucilati Zinovjev e Kamenev con l'accusa dell'omicidio di Kirov e tentativo di soppressione del potere sovietico. Due anni dopo venne fucilato Buharin mentre Trotskij, dopo l'espulsione dall' URSS, emigrò e venne ucciso dagli agenti di Stalin nel 1940 in Messico. Il 1937 è ricordato come l'anno del terrore staliniano, in cui si arrestarono, mandarono nei lager e condannarono a morte non solo i critici ma anche i potenziali nemici del regime e molti innocenti. Su base dei dati del KGB (Comitato della Sicurezza Statale) le vittime del terrore non furono meno di un milione. Il prestigio di Stalin accrebbe ancora di più nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Trasgredendo l'accordo tedesco- sovietico della non attaccabilità, la Germania di Hitler attaccò l'URSS il 22 giugno del 1941. Cominciò per la popolazione sovietica la cosiddetta Grande Guerra Patriottica. Questa è costata alla popolazione dell'Unione Sovietica ingenti vittime. Sono decedute più di 20 milioni di persone. I simboli della resistenza eroica della popolazione sovietica sono diventati l'assedio della città di Leningrado, dove nel corso di 900 giorni fino al mese di gennaio del 1944 sono morte a causa del freddo e della fame circa un milione di persone, e la famosa battaglia di Stalingrado. La vittoria sul nazismo venne ritenuta un merito di Stalin, la cui personalità era strettamente legata al concetto di patria. Molte persone avevano veramente fiducia nel capo dello Stato e lo amavano. Comparve un vero e proprio culto della personalità di Stalin. Dopo la guerra venne rinforzato il sistema dei gulag (“Direzione principale dei campi di lavoro correttivi”) le persone vennero arrestate per “atti antisovietici” o “atti controrivoluzionari” e mandate nei campi di lavoro correttivi. Si formò una forza lavoro gratuita , economicamente vantaggiosa per il governo. Del sistema dei gulag ha parlato dettagliatamente Solzenitsyn nel suo libro “Arcipelago dei GULag”. Nella seconda metà degli anni '40 il partito cominciò la lotta contro l'influenza occidentale sulla cultura nazionale. Questa campagna anticosmopolita contro gli intellettuali è conosciuta sotto al nome di zdànovshiny, in onore di Zdanov, membro del politbjuro, responsabile dell'ideologia. Le vittime di questa campagna si rivelarono gli scrittori Zoshenko e Achmatova, le cui opere erano ritenute ideologicamente nocive alla educazione dei giovani sovietici. Questi scrittori vennero esclusi dalla Unione degli scrittori. Stalin morì nel 1953. Durante il governo di Khrushchev vennero smascherati gli errori del regime staliniano e le conseguenze del culto della personalità del dittatore.

CAPITOLO 11.1 : “IL DISGELO”. L'EPOCA DI KHRUSHCHEV (1953-1964)

Il titolo del romanzo dello scrittore I.G.Ehrenburg “Il disgelo” (1956) diede il nome all'inizio dell'epoca post-staliniana. Dopo il “gelo” della dura dittatura è sopraggiunto “il disgelo”, cioè un comando più democratico del paese sovietico. Tra gli eredi di Stalin cominciò la lotta per il potere in cui vinse N.S.Khrushchev. A lui appartiene il merito della destalinizzazione, cioè la denuncia degli errori della dittatura staliniana, la condanna del culto della personalità del precedente capo/guida ed il riconoscimento del danno/male apportato al popolo a causa della politica del culto della personalità. Il XX Congresso del Partito (1956) con il suo rapporto segreto da parte di Khrushchev riguardo ai crimini di Stalin decisero la nuova rotta politica. Il primo passo fatto dalla nuova direzione fu la liberazione di migliaia di innocenti detenuti dai carceri e dai lager. Molte di queste persone vennero riabilitate. Il processo di democratizzazione attenuò la censura, permettendo così la pubblicazione di opere letterarie precedentemente vietate. Mentre prima l'eroe ideale, in quanto rappresentante del popolo sovietico, risultava

nell'immaginario dell'autore positivo ma artificiale e poco reale, adesso egli diventa veridico, vengono descritti i suoi difetti e difficoltà. Un avvenimento sbalorditivo per tutto il mondo fu la pubblicazione nel 1962 del romanzo di A.I.Solzhenizyn “Una giornata di Ivan Denisovic” in cui si descrive un giorno ordinario della vita nel lager staliniano. Il controllo del Partito divenne più debole anche in altri ambiti artistici come pittura, musica e cinematografia. Tuttavia, la democrazia rimase abbastanza limitata. Lo scrittore B.L. Pasternak fu costretto a rifiutare il Premio Nobel (1958) conferitogli dopo la pubblicazione all'Occidente (in Italia nell'edizione della Feltrinelli) del romanzo “Dottor Zivago” che non venne pubblicato nell'URSS (dove venne pubblicato per la prima volta nel 1988). La politica estera di Khrushchev presentò la tesi sulla co-esistenza pacifica tra i due blocchi di paesi che si trovavano sotto l'influenza delle superpotenze USA e URSS. Tuttavia, la Guerra Fredda continuò e raggiunse il suo picco durante la “Crisi dei Missili” dei Caraibi del 1962, periodo in cui stava per scoppiare una guerra nucleare in seguito alla realizzazione a Cuba di una base missilistica sovietica. Solo in un ultimo momento Kennedy e Khrushchev arrivarono ad un compromesso, evitando/scongiurando il conflitto armato. La competizione delle due superpotenze si teneva anche sul piano scientifico-tecnologico: l'URSS raggiunse successi indiscutibili nella cosmonautica. Nel 1957 venne lanciato il primo satellite artificiale terrestre al mondo e nel 1961 per la prima volta nella storia dell'umanità, l'astronauta sovietico Juri Gagarin compì il volo nello spazio attorno alla Terra. La politica della destalinizzazione non poté non influenzare anche altri paesi. Nel 1956 dopo il XX Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, iniziò il processo di democratizzazione in Polonia e Ungheria. Il governo sovietico ritenne necessario reprimere la rivolta in Ungheria con l'introduzione delle truppe sul suo territorio soprattutto per il fatto che il Governo Democratico Ungherese annunciò la politica neutrale ed il rifiuto dell'unione armata con l'URSS stipulato nell'Accordo di Varsavia. L'accordo dell'unione armato tra l'URSS, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, GDR (Rep.Dem. Tedesca), Romania, Ungheria e Albania venne stipulato a Varsavia nel 1955 in risposta al trattato dell'Atlantico del Nord NATO. Con Khrushchev vennero fatti tentavi di miglioramento del livello di vita dei cittadini sovietici. Venne aumentato il salario agli operai e impiegati, vennero incrementate le costruzioni di abitazioni e venne riorganizzato il sistema dell'istruzione. Venne sviluppata l'industria, in particolare il settore della costruzione delle macchine, della lavorazione del metallo e della petrolchimica. Tuttavia la situazione economica non è quasi migliorata e agli inizi degli anni '60 i prezzi su alcuni prodotti alimentari, come la carne e l'olio, sono aumentati. In ottobre del 1964 Khrushchev venne allontanato dal potere/destituito dalla carica in seguito al complotto di quei capi del governo che videro nelle sue riforme il rischio di perdita dei propri poteri e privilegi. Brezhnev divenne il segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

CAPITOLO 11.2: “LA STAGNAZIONE”. L'EPOCA DI BREZHNEV (1964-1982)

L'epoca di Leonid Il'ic Brezhnev, annunciata come fase di socialismo sviluppato, si presenta in realtà come un periodo di stagnazione. Il paese proseguiva su una linea di stabilità e conservatorismo. Le riforme attuate per l'agricoltura sovietica e l'industria, volte alla risoluzione di problemi dell'economia sovietica, al miglioramento dell'organizzazione della produzione e alla stimolazione materiale del lavoro non diedero risultati attesi. La stagnazione veniva rilevata anche nella vita culturale del paese. Il controllo da parte del Partito venne inasprito per tutte le forme di arte e la censura divenne abbastanza forte. A causa dell'impossibilità di pubblicare alcune opere comparve il samisdat ( dalle parole sam e izdanie), cioè la pubblicazione clandestina dei libri proibiti. Il nome di Stalin, in quanto grande guida, comparve nuovamente nei libri i nei film(anche se in maniera non ufficiale) con lo scopo di reintegrarlo in seguito alla politica di destalinizzazione di Khrushchev. A metà degli anni '60 del Novecento si diffuse la dissidenza/opposizione, cioè la divergenza, l'obiezione nei confronti della politica di governo del Partito e la protesta al fine della difesa dei diritti dell'uomo. La prima esibizione della dissidenza contro il regime avvenne nel 1965 a Mosca, quando vennero arrestati e condannati alla reclusione nei lager gli scrittori A.D. Sinjavskij e Ju.M. Daniel', a causa della pubblicazione delle loro opere all'estero. Il simbolo della dissidenza divenne la manifestazione in Piazza Rossa il 25 agosto del 1968 contro l'invasione dell'URSS in Cecoslovacchia. Molti intellettuali dissidenti vennero arrestati, vennero deportati e persino rinchiusi negli ospedali

psichiatrici. I leader dissidenti più riconosciuti divennero lo scrittore Solzhenitsyn ed il fisico A.D. Sàharov, che capeggiava del movimento per la difesa dei diritti umani in URSS. Per la sua incessante (?) attività in quanto difensore dei diritti, Sàharov si aggiudicò il Premio Nobel per la pace nel 1975. Per quanto riguarda la relazione dell'URSS con gli altri paesi bisogna precisare che in questo periodo comincia a svilupparsi la politica della distensione tra l'Oriente e l'Occidente. Questa ha portato agli accordi con gli USA sulla limitazione delle operazioni armate e la prevenzione della guerra nucleare (1972-1973) ma anche la sottoscrizione a Helsinki dell'Atto Finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (1975) che regolava pacificamente le controversie tra i governi. Purtroppo la politica sovietica in relazione ai paesi socialisti non era così mite. Non si può non ricordare l'intervento dell'URSS in Cecoslovacchia nel 1968 come reazione alla Primavera di Praga. Era un programma di riforme dei dirigenti del Partito Comunista della Cecoslovacchia con a capo Dubcekov che volevano democratizzare la città. La politica della distensione finì nel 1979 con l'intervento dell'URSS in Afghanistan, paese che è diventato oggetto d'interesse delle due superpotenze, USA e URSS. Brezhnev morì nel 1982. Negli anni successivi per un breve periodo capeggiò il paese prima Ju.V.Andropov, ex- dirigente del KGB e dopo la sua morte nel 1984 segue K.U.Cernenko un uomo vecchio e malato che morì un anno dopo la sua salita al potere. Fu così che si aprì la strada al potere ad un nuovo e giovane leader, ovvero M.S. Gorbacev, il quale viene eletto come nuovo Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica del marzo del 1985.

CAPITOLO 11.3: “LA RICOSTRUZIONE”. L'EPOCA DI GORBACEV (1985-1991)

Gli slogan dell'epoca di Gorbacev sono diventati la perestrojka e la trasparenza. Per perestrojka si intende una serie di riforme, indirizzate al rinnovamento e alla modernizzazione della società sovietica; per trasparenza si intende la democratizzazione della società, la libertà di parola e di informazione. Nessuno avrebbe potuto prevedere che questi cambiamenti si sarebbero trasformati in una vera e propria rivoluzione, che avrebbe portato alla caduta dell'URSS e avrebbe posto fine al regime comunista. La necessità di rinnovamento e trasformazione della società nel 1985 si può intendere come un tentativo di adattamento del paese ai nuovi tempi, quando la corsa agli armamenti con l'utilizzo della tecnologia avanzata era ancora abbastanza attiva e quando divenne evidente che URSS fosse rimasta indietro rispetto agli USA (gli americani stavano preparando le guerre stellari, un programma di difesa strategica). Si presupponeva di realizzare la perestrojka sia nell'ambito economico che nella vita politica del paese. Tuttavia sin dall'inizio le decisioni prese si poggiavano sui compromessi e perciò non potevano portare a risultati positivi: le riforme orientate verso il liberalismo, verso una graduale privatizzazione della proprietà, verso la realizzazione di un governo di sinistra che garantisce la libertà di personalità prevedevano allo stesso tempo la conservazione del sistema socialista e dei suoi valori. Si allargava, ad esempio, l'autonomia delle imprese che potevano condurre trattative con le aziende estere, però il ruolo del governo, che continuava a stabilire i prezzi, rimaneva predominante nel commercio. La perestrojka ha compiuto una vera rivoluzione di ruolo. Molti dei vecchi dirigenti conservatori vennero tolti dal

loro incarico e i loro posti vennero assegnati a persone più giovani e progressiste. E' cambiata la struttura degli organi superiori del potere. Il Soviet Superiore ha ottenuto la funzione di vero e proprio parlamento. Venne costituito l'incarico del presidente dell'URSS, nelle mani del quale era concentrata la maggior parte del potere. Gorbacev fu il primo e l'ultimo presidente dell'URSS(1990-1991). Inoltre cambiò anche il sistema di elezione, ci furono le prime elezioni alternative, cioè la scelta tra più candidati. Eppure le trasformazioni non erano indirizzate al cambiamento esistenziale del sistema politico. Le riforme non si rivelarono sufficientemente radicali, il che è stato causato dall'opposizione dei conservatori, e in questa maniera non riuscirono a ristabilire l'economia del paese. Dal 1988 la crisi economica peggiorò e portò persino al deficit dei prodotti alimentari. In queste condizioni fu possibile in agosto del 1991 il colpo di Stato delle forze conservatorie. Queste ultime hanno subìto un insuccesso ma hanno anche velocizzato il processo di liquidazione del vecchio sistema politico e la perdita del potere di Gorbacev. La politica della perestrojka e della trasparenza suscitò stati d'animo nazionalisti e conflitti in molte delle repubbliche dell'URSS. Cominciò il processo di crollo dell'Unione Sovietica, composta da 15 repubbliche aventi i propri organi amministrativi e subalterni però ad un potere centrale. Nella composizione dell'URSS vi erano la Russia, la Bielorussia, l'Ucraina, la Moldavia, le Repubbliche Baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania) le Repubbliche dell'Oltre Caucaso ( Georgia, Armenia e Azerbaigian e) e le Repubbliche asiatiche Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Nel settembre del 1991 venne ufficialmente riconosciuta la libertà delle Repubbliche Baltiche e a dicembre Russia, Ucraina e Bielorussia formarono la cooperazione dei Governi Indipendenti, a cui si unirono tutte le altre repubbliche tranne la Georgia e le Repubbliche Baltiche. L'Unione Sovietica cessò la sua esistenza e Gorbacev, il presidente, dovette dimettersi. Prima di questo avenimento egli aveva già lasciato il suo incarico da segretario generale del Partico Comunista dell'Unione Sovietica. La politica di Gorbacev non suscitò grande entusiasmo all'interno del paese a causa del lento sviluppo delle riforme; all'Occidente egli godeva di una grande fama in quanto leader profondamente innovatore, che diede inizio al processo di democratizzazione nei paesi socialisti come la Polonia, l'Ungheria, la Cecoslovacchia e la Romania, dove nel 1989 venne rovesciato il regime di Ceaucescu, e la GDR. Qui la caduta del muro di Berlino nello stesso 1989 mise praticamente fine alla guerra fredda. Gorbacev fece molto nell'ambito della distensione dei conflitti. Nel 1987 a Washington venne firmato l'accordo da parte dei presidenti degli USA e URSS sul disarmo e distruzione dei missili nucleari e nel 1988 venne annunciato il ritiro delle truppe sovietiche dall'Afghanistan. Fu una decisione politica che permise all'Unione Sovietica di stabilire nuovamente il dialogo con la Cina e normalizzare i rapporti tra i due paesi. Le conquiste della trasparenza sono indiscutibili :la libertà di parola, la critica delle manchevolezze del sistema socialista, la critica dello stalinismo, il desiderio di stabilire la verità storica, la limitazione della censura, la restituzione d'onore dei dissidenti, dei poeti e degli scrittori fucilati, emigrati o deportati (tra questi: N.S.Gumilev, V.V.Nabòkov, O.E.Mandel'stam, I.A.Brodskij, A.I.Solzhenitsyn), la pubblicazione delle opere letterarie vietate in precedenza (Requiem di A.A.Achmatova, Dottor Zhivago B.L.Pasternak). Nel 1990 a M.S.Gorbacev venne attribuito il Premio Nobel per la pace e la politica, contribuente alla democratizzazione e alla normalizzazione delle relazioni tra l'Oriente e l'Occidente.

комментарии (0)
не были сделаны комментарии
Напиши ваш первый комментарий
это только предварительный показ
консультироваться и скачать документ
Docsity не оптимизирован для браузера, который вы используете. Войдите с помощью Google Chrome, Firefox, Internet Explorer 9+ или Safari! Скачать Google Chrome