wagner e nietzsche musica, Skripte von Musikgeschichte

appunti storia della musica wagner

Art: Skripte

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R. Wagner & F. Nietzsche
Erica Zampini - Giorgia Schiavone
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R. Wagner & F. Nietzsche

Erica Zampini - Giorgia Schiavone

INDICE:

1- RICHARD WAGNER

2- FRIEDRICH NIETZSCHE

3- I PRIMI INCONTRI

4- DUE MUSE ISPIRATRICI

5- L’ALLONTANAMENTO

6- FRASI CELEBRI

7- SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA

Friedrich Nietzsche: biografia

Friedrich Wilhelm Nietzsche nacque a Röcken il 15 ottobre 1844 e morì a Weimar il 25 agosto 1900. Crebbe a Naumburg con la madre e la sorella Elizabeth: il padre morì quando lui era molto giovane. Era un bambino prodigio, infatti a dodici anni cominciò a scrivere poesie e a comporre musica. Egli studiò all’università di Bonn nel 1864 e a quella di Lipsia nel 1865, fu affascinato in questo periodo dalle opere di Schopenhauer, in particolar modo da Il mondo come volontà e rappresentazione. Tra le sue letture giovanili, inoltre, ci furono Lord Byron, Holderlin, Emerson, Sterne, Goethe e Feuerbach. Ottenne a soli ventiquattro anni a Basilea una cattedra di lingua e letteratura greca che dovette abbandonare dieci anni dopo a causa delle forti emicranie di cui soffriva spesso. Cominciò tuttavia a viaggiare da una città ad un’altra: nel 1888 si spostò per esempio a Torino dove scrisse Il crepuscolo degli idoli, Ecce homo, e L’anticristo, alcune delle sue opere più importanti. Nei suoi ultimi anni cominciarono a manifestarsi chiari segni di squilibrio mentale poiché scrisse delle lettere bizzarre note come I biglietti della follia ; inviò questi testi a figure di spicco come per esempio a sovrani europei e si firmò con nomi come Dioniso, il Crocifisso o Dio. Da quel momento fino alla sua morte visse in una clinica per malati mentali. Dopo il decesso del fratello Elizabeth utilizzò la sua eredità intellettuale per il suo guadagno personale: pubblicò La volontà di potenza e promosse una lettura delle sue opere che enfatizzasse delle idee compatibili con l’ideologia nazista^2. Nietzsche, però, gli antisemiti li condannava.

Nietzsche fu filosofo, poeta e filologo e oggi è noto per le sue idee che hanno influenzato notevolmente il pensiero moderno:

  • La “morte di Dio”: per Nietzsche la società aveva perso la fede nei valori religiosi e nelle verità tradizionali. Dio infatti non morì da sé, ma fu “ucciso” dagli uomini, perciò automaticamente si perse un’ideologia sulla quale si basava il mondo.
  • Il superuomo (Übermensch): un essere umano che supera i limiti imposti dalla morale tradizionale per creare nuovi valori e dare un senso alla propria esistenza.
  • L’eterno ritorno: una teoria che affermò che l’universo e la vita degli uomini si ripetono infinitamente.
  • La volontà di potenza: la forza fondamentale della vita, una spinta a realizzare il proprio potenziale e creare valori personali.
  • La critica della morale tradizionale: Nietzsche criticò la morale cristiana e la filosofia di Socrate e Platone, poiché questi filosofi promuovevano valori di decadenza e debolezza^1. Propose quindi una morale basata sull’affermazione interpersonale e sull’accettazione della sofferenza come parte dell’esistenza.

(^1) Nietzsche considerava Socrate come un caso di eccesso di razionalità causato dai suoi istinti disordinati. Egli appunto, secondo il filosofo, necessitava di contrastare i suoi violenti eccessi interiori ricorrendo alla ragione per non farsi sovrastare completamente. (^2) Sebbene Nietzsche riportasse delle critiche verso gli ebrei, infatti, esse non derivavano da posizioni razziste, ma erano da intendersi come una critica complessiva alla cultura del suo tempo: Mosè, Cristo e Socrate erano figure che avevano svuotato il mondo.

I primi incontri

Nietzsche e Wagner si incontrarono per la prima volta a Lipsia nel Novembre 1868 a casa di Hermann Brockhaus, il cognato di Wagner. Fra i due si instaurò fin da subito una grande simpatia, tanto che quando Nietzsche ottenne l’anno successivo la cattedra di Filologia a Basilea venne invitato a trascorrere i suoi fine settimana nella villa di Wagner vicino al lago di Lucerna. Il filosofo fece visita all’amico 23 volte subendo l’influenza di un maestro maturo come Wagner ma anche del carattere della moglie Cosima, la quale era in attesa del figlio Siegfried che avrebbe partorito il 6 giugno. Per Nietzsche Cosima fu << L’unica donna di stile superiore >> che egli avesse conosciuto e di cui si fosse segretamente innamorato.

Due muse ispiratrici

Nietzsche era sempre stato un ammiratore di Wagner: la sua Nascita della tragedia è stata quasi totalmente influenzata dall’idea wagneriana di “ opera d’arte totale ” (Gesamtkunstwerk); si trattava di un modello di composizione che non era scomponibile in singoli pezzi ma che era senza interruzioni nello svolgimento del discorso musicale (a parte tra un atto e l’altro). Wagner concettualizzò questa sua intuizione nel modello della “melodia infinita” che, diversamente dalle melodie precedenti che avevano un inizio e una fine, continuava ad espandersi senza mai arrestarsi.

L’opera che condusse il filosofo alla completa devozione fu Tristano e Isotta, la cui trama rispose alla sua domanda: << Perché proviamo godimento estetico anche di fronte al brutto e al disarmonico? >> In altri termini: come possiamo provare piacere anche di fronte all’ultima scena dell’opera, quando Isotta ha di fronte a sé l’amante ormai morto e cantando sprofonda nella sofferenza? La risposta è questa: noi proviamo piacere poiché creiamo in questi casi una rappresentazione artistica dell’orrore di una realtà, dunque, contemplando un’opera d’arte umana, per quanto brutta e dissonante, l’uomo prova piacere proprio perché si tratta di arte. Nietzsche fu affascinato dalla “dolce e tremenda infinitezza” della musica dell’opera: nel 1868 sentì infatti un’esecuzione del Tristano e scrisse la sera stessa a Erwin Rohde: << mi riesce impossibile mantenermi freddamente critico a contatto con questa musica: ogni fibra, ogni nervo vibra in me…>>. Nel 1872 invece riuscì ad assistere ad una rappresentazione teatrale della stessa e si ispirò a quest’opera per la Nascita della tragedia.

<< Si può immaginare un uomo capace di ascoltare il terzo atto del Tristano senza il supporto del canto, come una gigantesca sinfonia, senza che la sua anima esali l’ultimo respiro in un doloroso spasimo? Una persona che abbia, per così dire, posto l’orecchio vicino al ventricolo della volontà del mondo, e che da lì senta rivelarsi in tutte le arterie del mondo il desiderio furioso dell’esistenza, fiume tonante o delicatissimo ruscello, non dovrebbe spezzarsi di colpo? >>. (Friedrich Nietzsche, Nascita della tragedia, 1872)

Questa devozione per Wagner portò il pensatore a identificarlo in Eschilo e a considerarlo il maggiore esponente del dionisiaco di cui parla l’opera, onorando la passione di entrambi verso la tragedia greca. La musica di Richard infatti sublimava e combinava l’apollineo della drammaturgia e il dionisiaco della musica.

Wagner stesso dopo l’incontro con Nietzsche assunse una vera e propria venerazione per il giovane a cui a volte si sentiva in inferiorità. Nella sua casa estiva fu appunto trovata una copia dell’ Opera d’arte dell’avvenire con una dedica a lui:

<< Se voi vorrete apprezzare queste mie disordinate intuizioni… >>

Un’altra fondamentale prova di questo sentimento è data dall’opera Siegfried, in cui Wagner riprese la teoria del superuomo e sostenne in generale le idee dell’amico.

“In me l'ateismo non è né una conseguenza, né tanto meno un fatto

nuovo: esso esiste in me per istinto. Sono troppo curioso, troppo

incredulo, troppo insolente per accontentarmi di una risposta così

grossolana. Dio è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi

pensatori: anzi, addirittura, non è altro che un grossolano divieto

contro di noi: non dovete pensare!”

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE

“La musica non esprime la passione, l'amore, la nostalgia di questo o

quell'individuo in questa o quella situazione ma la passione, l'amore,

la nostalgia stessa.”

RICHARD WAGNER