Flori cavalieri e cavalleria doc, Exams for Accelerator Physics. Kabul Medical University
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Flori cavalieri e cavalleria doc, Exams for Accelerator Physics. Kabul Medical University

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Medioevo Storia UNIMI
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JEAN FLORI

CAVALIERI E CAVALLERIA DEL MEDIOEVO

PARTE PRIMA – LA POLITICA

1. Terreno romano e sementi germaniche (III-IV secolo)

Cavalleria nasce circa XI-XII sec.

Attori del III-IV sec:

- impero romano x substrato culturale

- popoli barbarici

-cristianesimo che permea entrambe le altre entità

• L'eredità di Roma

Roma = sottofondo comune su cui si amalgamano gli apporti germanico e cristiano.

Ordine equestre fondato da Augusto vs potere famiglie senatorie ostili => amministrazione si militarizza, funzioni pubbliche e civili sul modello dell'esercito.

Da Costantino, i membri dell'ordine equestre si fondono con l'aristocrazia senatoria: non più separazione tra poteri civili e militari => i generali dominano l'amministrazione civile. + Da Costantino, elemento barbarico nell'esercito sempre più importante:

- alle frontiere, legioni di confine

- nelle città, esercito di truppe scelte

=> Questi due eserciti si sono germanizzati nello stesso momento => interpenetrazione pacifica fra i due popoli:

vengono introdotte nell'impero forti minoranze di popolazioni germaniche => romanizzazione delle tribù barbare che forniscono soldati.

Poi barbarizzazione dell'esercito si intensifica

x romani che rifiutano il servizio militare (guerra non è + valore essenziale x cristianesimo)

x ambizione germani a questi incarichi x cui sono addestrati

=> Non esiste né continuità né filiazione tra i cavalieri romani (ordine equestre fuso con aristocrazia senatoria) e la cavalleria medievale: a Roma la cavalleria non ha carattere tradizionale né onorifico.

Fine impero => cavalleria assume ruolo più importante (vd creazione del comandante del cavalieri + comandante dei fanti) => modifica dell'equipaggiamento e della tattica militare romane sul modello barbaro.

Segni che prefigurano la formazione di una società nuova:

- crescente barbarizzazione dell'esercito

- militarizzazione dell'amministrazione civile

- crescente disinteresse delle grandi famiglie x il servizio allo stato e loro progressiva ruralizzazione

- processo di privatizzazione delle funzioni pubbliche (vd clientele armate e guardie private).

• I valori germanici

Venerazione del cavallo, delle armi, spada con grande sacralità (ha nome e origine meravigliosa, si giura su di essa).

Società germanica, vs romana, è di guerrieri che esaltano virtù militare e l'uso delle armi: cerimonia di iniziazione con giuramento sulla spada e con rito della consegna delle armi x far parte dell'assemblea degli uomini liberi (comitatus), antesignano della società feudale; furor del guerriero di ordine mistico, sacrale.

Acquisto dignità e potere in combattimento, stando vicini al capo.

=> Società germanica preannuncia valori cavallereschi guerrieri della società feudale.

Lessico militare francese deriva dall'antica lingua dei franchi non dal latino.

Per ora i Franchi, sono, tra tutte le popolazioni germaniche, i meno portati alla cavalleria => tramite apporti successivi, la cavalleria raggiunge tra i Franchi l'ideologia guerriera.

• L'influenza della Chiesa

Rifiuto per la guerra e per il servizio militare:

• i primi cristiano contrappongono Bene, Dio, Chiesa pura, buona, pacifista, non violenta e universalistica vs Male, Satana, mondo impuro, malvagio, bellicoso, violento, persecutore e intollerante

• sviluppo del culto imperiale e del giuramento militare assimilati dai cristiani a pratiche idolatriche

=> Chiesa delle origini giudica la professione di soldato incompatibile con lo stato di cristiano.

Costantino + Teodosio => brusco passaggio dalla persecuzione al favare, fa apparire agli occhi dei cristiani l'imperatore come un'opera di dio => tendenze pacifiste e antimilitariste diventano sospette: autorità ecclesiastiche adottano deliberatamente atteggiamento favorevole al servizio militare; la guerra è sempre un male, ma a volte è un male necessario al servizio di un'autorità legittima => resistere alle invasioni è legittimo x salvare il mondo civilizzato minacciato dai barbari. Invasioni considerate come il castigo di dio x mettere fine al nuovo mondo con un diluvio di popoli che maneggiano il ferro e il fuoco.

Popolazioni germaniche praticano la forma ariana del cristianesimo (rifiuto della natura divina d Cristo): interpretano in modo realistico, in senso bellico (naturale e accessibile ai germani) il messaggio paolino. => Cristianesimo dei germani ha adottato, adattato e assimilato molti elementi, usi e pratiche della religione precedente: le due religioni si sono compenetrate senza distruggersi.

=> I barbari cristiani restano guerrieri nell'anima e nei fatti; la loro cultura e la struttura della società rimane guerriera.

2. Il radicamento(VI-X secolo)

• La fine dell'impero in Occidente

Onnipresenza di capi militare germanici alla testa di truppe romane composte soprattutto di soldati barbari: solo i soli in grado di difendere l'impero, sono installati sulle frontiere con il sistema della federazione.

Si formano molte monarchie barbariche itineranti: re circondato dai suoi compagni con attaccamento dei soldati al generale che diventa fedeltà dei guerrieri al loro re-capo federato. => Le monarchie diventano regni:

- Anglo-Sassoni in Gran Bretagna

- Ostrogoti in Italia

- Visigoti in Spagna e Aquitania

- Burgundi tra il Rodano e le Alpi

- Alamanni a nord fino al Danubio

- Franchi fra la Somme e il Reno

• Dall'impero romano all'impero carolingio

Francia: affermazione del potere dei Franchi sono la dinastia merovingia, poi nell'VIII secolo soppiantata dalla dinastia pipinide.

Connivenza tra la Chiesa e i Franchi

Sotto Carlo Magno, la cavalleria pesante comincia a sostituire la fanteria x la minaccia delle incursioni saracene, normanne e ungariche.

Clodoveo compie la prima unificazione:

- fanti con solide qualità guerriere

- i Franchi sono rimasti praticamente i soli pagani

Conversione di Clodoveo al cattolicesimo, xkè non è nel suo interesse inimicarsi il clero dei territori che controlla => Clodoveo diventa un nuovo Costantino, fondatore della regalità franca e cattolica; ciò non significa che il re sia sottomesso alla chiesa, ma al contrario: di fatto si pone come il continuatore dell'impero romano realizzando una fusione sociale.

=> Concezione politica merovingia è quella di un unico regno governato da molti re della stessa dinastia: in diversi campi, il regno franco presenta aspetti di continuità più che di rottura con l'impero + caratteristiche nuove della gestione del potere e dell'esercito.

• Sovranità e aristocrazia

All'inizio i re franchi usano con successo la collaborazione, che conduce alla fusione tra le aristocrazie germanica e gallo-romana; ma il solo a poter assicurare al re il suo potere è l'esercito:

- re merovingio moltiplica numero dei suoi dipendenti legati da un giuramento vincolante

- estende servizio militare a tutti gli uomini liberi del regno

Reclutamento: fra i barbari, compete a tutti gli uomini liberi, che devono servire il re con le proprie armi e a proprie spese, per tutta la spedizione + i gallo-romani non ne sono più esclusi.

Potere considerevole dell'aristocrazia anche sul piano militare => vd truppe di guerrieri domestici o clienti: sono famigli e guerrieri, legati al padrone da stretti obblighi rafforzati da giuramento < prime formule di “commendazione” che esprimono la loro dipendenza onorevole. Fenomeno non tipico solo dei Franchi, ma praticato anche presso i Visigoti, i Longobardi e gli Anglo-Sassoni.

Con i merovingi, le truppe convocate annualmente sono ancora pedoni per la maggiore => forse a imitazione degli avversari, poi l'esercito franco si dota della forza a cavallo: 760 mobilitazione ha luogo nei campi di maggio, più favorevoli per il foraggiamento dei cavalli. Il re recluta i guerrieri a cavallo soprattutto fra i grandi e i loro seguiti armati.

Però per procurarsi i guerrieri, i re merovingi sono costretti a dilapidare le proprie sostanze vs aristocrazia si trova rafforzata e le sue alleanze sono + dubbie.

=> Nascono Aquitania, Borgogna, Neustria e Austrasia, con mentalità diverse e forte presenza territoriale delle grandi

famiglie aristocratiche, che si considerano l'espressione dei regionalismi e impongono la presenza di u maestro di palazzo, a fianco dei re. => La funzione di maestro di palazzo finisce x diventare ereditaria, nella famiglia austrasiana dei pipinidi, che governa di fatto.

Carlo Martello dota i suoi fedeli di terre ecclesiastiche: la Chiesa ne ha la nuda proprietà e vengono concesse in precaria (usufrutto) a chi le riceveva, in cambio della prestazione di servizi soprattutto militari, così diventano vassalli del re.

• Chiesa e potere

739 Gregorio III rivolge appello vs Longobardi ai maestri di palazzo. Poi il papa ordina, perché l'ordine non venga turbato, di fare re Pipino, che viene unto e consacrato da Bonifacio => colpo di stato.

Esiste una convergenza d'interessi tra il papato e la dinastia carolingia + i due figli di Pipino, Carlo e Carlomanno, sono consacrati dal papa e nominati patrizi dei romani. => Con Carlo i legami col papato si rafforzano ancora di più, fino all'incoronazione imperiale nell'800 =>

- frattura fra Oriente e Occidente si dilata

- è lo stesso Cristo a trasmettere il potere agli imperatori tramite il papa

- conferma dell'autorità del sovrano franco in Italia, su Roma e sul suo vescovo

Valorizzazione dei soldati che combattono per gli interessi della Chiesa + scivolamento progressivo verso la sacralizzazione di alcune guerre.

Si sviluppa un'ideologia imperiale che fa del sovrano consacrato il protettore di deboli, vedove e orfani, il difensore della chiesa e della cristianità e la guida del suo popolo verso la salvezza.

• Vassallaggio e servizio militare

Carlo Martello, Pipino e Carlo Magno hanno innalzato il vassallaggio al rango di istituzione => i grandi personaggi sono doppiamente legati al sovrano da giuramento d fedeltà come sudditi liberi + da devozione personale dovuta dal vassallo. => Alla lunga, conduce a un deciso ritorno della privatizzazione delle funzioni pubbliche.

Servizio militare: Carlo Martello concede ai cavalieri terre ecclesiastiche secolarizzate in precaria => coscrizione di tutti gli uomini liberi, soprattutto nel caso di una minaccia di invasione (base di imposizione è un uomo ogni 4 mansi). I conti, i vescovi e gli abati convocano al campo di maggio anche i contingenti per l'esercito regio dei propri guerrieri.

=> Da questo periodo, la cavalleria pesante assume importanza sociale e militare crescente => l'equipaggiamento diventa più costoso.

I guerrieri, anche quelli a cavallo, non appartengono comunque tutti ai grandi, ai nobili o ai vassalli dotati di vaste proprietà.

3. Principi, signori e cavalieri (X-XI secolo)

• Dall'impero ai principati

Morte di Carlo Magno => declino dell'impero carolingio: scontri armati e formazioni di grandi regni: Borgogna + Italia + Francia + Germania.

Potere centrale deve concedere/favorire i principati territoriali = entità politiche prima subordinate poi autonome: grandi principati territoriali di molte contee, poi 2-3 contee e poi signorie autonome basate sui castelli.

• Il peso delle invasioni

- Immensità dell'impero

- scoperta sotto-amministrazione

- confisca delle regalie da parte dei grandi vassalli feudatari

- affermazione dei regionalismi

- seconda ondata di invasioni (Saraceni, Normanni, Ungari)

=> Castelli = sedi locali del potere pubblico + possibili luoghi di rifugio per le popolazioni locali.

Nonostante il titolo di rex Francorum, il re non esercita più pienamente il potere pubblico, ma, lontano dai territori diretti del re, regnano i principi, impadroniti del fisco regio (annesso al patrimonio) e usurpando le regalie. La trasformazione delle unità amministrative in unità politiche sempre più piccole è tipica dei Franchi occidentali, non della Germania. Autorità regia viene sottratta dai suoi delegati (conti) e il vassallaggio sta per convertirsi in feudalesimo.

Ma anche nei principati succede la stessa cosa: basta che autorità persona del principe si indebolisca, che i signori cercano di liberarsi della sua tutela.

Vassallaggio:

- doveri negativi, non nuocere al signore al quale il vassallo ha giurato fedeltà, xkè rappresenta l'autorità pubblica delegata

- doveri positivi, fornire al proprio signore consiglio e aiuto x apparire degno => servizio militare, assistenza finanziaria, assistenza al placito signorile (conti e poi signori si impadroniscono della giustizia)

- il signore deve fare lo stesso col suo fedele

Ovunque si impone l'idea che il servizio armato sia la ragione d'essere della concessione di terre.

X-XI sec : autorità pubblica requisita dai principati e frammentata tra i loro fedeli; amministrazione centrale si privatizza.

=> XI-XII sec : con l'omaggio feudale, la regalità riprende vigore xkè il re non presa omaggio a nessuno.

• Dai principati alle signorie

Regno di Francia, nel primo terzo dell'XI sec, la signoria di castello diventa anche centro giudiziario, militare e amministrativo (comunque non è anarchia).

Castrum (borgo fortificato) e castellum (castello) custoditi da un castellano, che esercita nel nome del conte il potere di banno e ha una guarnigione permanente di guerrieri (milites castri) => spesso castellani diventano signori autonomi e impongono alle popolazioni dei dintorni la loro autorità.

Prima ½ dell'XI sec moltiplicazione fortezze:

- si erigono castelli senza legame con il potere pubblico delegato dai conti

- molte signorie si sviluppano dalla carica di advocatus (principe laico in protezione delle abbazie)

- molte chiese e molti monasteri diventano fortezze e reclutano miltes ecclesiae

- signoria fondiaria cerca di estendere suoi diritti anche agli abitanti non vincolati a loro e diventa signoria di banno.

Ormai chi giudica i residente non è più il conte, ma il signore locale => ne ricava prestigio, reverenza, timore e guadagni, assicura funzioni di polizia e difesa del territorio, esercita il banno + monopolio di forni, frantoi, mulini e taverne.

X sec autonomia dei principi e dei conti => XI sec autonomia dei signori.

Abitanti della signoria locale prendono l'abitudine di pensare che il potere è esercitato localmente dal signore che, con l'appoggio dei milites, detiene il diritto di giudicare, comandare, punire e costringere.

Comunque sviluppo crescente della signoria non è generalizzato.

• Signori locali e milites

Dall'alto in basso, esistono molti livelli di fama, nobiltà, potere e rango sociale. Discendono tutti da antichi lignaggi carolingi/merovingi/gallo-romani => nell'aristocrazia medievale sussiste un elemento di permanenza.

• Fino all'anno 1000 => nozione di nobiltà fondata sulla parentela (parentela materna conta come parentela paterna); la donna gioca ruolo importante e il suo statuto sociale e giuridico è ancora elevato + adesso chi discende da queste famiglie si trova ad avere parte dell'esercizio della funzione pubblica, sopratutto i rami collaterali o bastardi.

• Verso l'anno 1000 => nobiltà ristretta all'accezione di famiglia: viene privilegiato il figlio maggiore, successore del padre nella signoria (privilegio del lignaggio paterno).

=> Militarizzazione della società + moltiplicazione dei castelli + radicamento sociale delle famiglie aristocratiche, che trasmettono di padre in figlio il castello, il potere e il nome (vd comparsa del patronimico familiare).

Cadetti di famiglia ridotti a stato di semidomesticità, che li avvicina ai vassalli e ai servitori armati: sono giovani, non sposati, non sistemati, in cerca d'identità, di dignità e di un'ereditiera, turbolenti e frustrati => in questo ambiente nascono le nuove ideologia cavalleresche dirette contro chi possiede tutto => esaltazione avventura, ricerca gloria, rifiuto gelosia, amore cortese e incitamento alla guerra.

Anche i signori a un certo punto adottano x se stessi il termine miles (al singolare), xkè anche loro servono con le armi altri signori, di cui sono vassalli; vs milites dipendenti di questi signori di castello (cadetti e bastardi, parenti sfavoriti, ricchi allodieri senza antenati prestigiosi, contadini arricchiti).

=> L'ascesa sociale dei semplici milites, anche come guerrieri domestici, è possibile, ma solo x un piccolo numero di casi.

L'incastellamento produce una doppia frattura:

• nella società laica, separa chi esercita il banno (milites) da chi vi è sottomesso (rustici)

• nella società aristocratica, separa i detentori della fortezze (domini) da chi li serve (milites), a loro volta divisi in guerrieri domestici e vassalli casati.

4.Nobiltà e cavalleria (XI-XIII secolo)

• Che cos'è la nobiltà?

• X sec nobiltà non è uno statuto giuridico definito chiaramente, è una qualità modulabile e comporta gradi di intensità

• prima del XIII sec nessuno si auto-attribuisce il titolo di nobile, ha significato morale di rispettabilità e prestigio: condotta esemplare, contegno lodevole, larghe donazioni e protezione efficacie

• prima del XIII sec è categoria sociale relativamente aperta x stile di vita, ricchezza, possesso di terre di origine fiscale, esercizio del banno e della professione militare

• nobiltà è una qualità ereditaria trasmissibile per via di sangue: si nasce nobili, ma non lo si diventa, ascendenza soprattutto materna, meno quella paterna

• esistenza di differenze regionali nella nobiltà

• Chi sono i milites?

Il termine miles non si applica solo a personaggi altolocati, ma rimane ambiguo e conserva ancora il significato derivato di servizio pubblico; xò, non smette di definire il soldato/guerriero, nobile o inserito nel feudalità, vassallo, ricco, proprietario o libero => suggerisce piuttosto un origine umile degli ambienti cavallereschi. Significato onorifico e nobiliare è ancora secondario rispetto all'accezione professionale => cavaliere = guerriero capace di combattere a cavallo, quale che sia il suo rango.

Dall'XI sec alcuni personaggi aristocratici cominciano a definirsi milites: in effetti combattono alla testa dei loro guerrieri armati => sono visti come cavalieri, senza smettere di essere anche duchi/conti/principi/signori, però con l'aggiunta di aggettivi che li distinguono dalla massa. Vs personaggi definiti solo come miles sono più rappresentativi di un'eventuale classe cavalleresca (vassalli di conti o di signori locali, ricchi allodieri. Quindi la professione della guerra lascia spazio a una reale promozione sociale.

=> La cavalleria di sicuro include personaggi di alto rango, ma non tutti gli uomini entrati nella cavalleria acquistano subito un alto livello di prestigio sociale.

Molto testi segnalano presenza di cavalieri a livelli vicini ai ceti rurali, dai quali presumibilmente provengono. Statuto di milites è legato essenzialmente al compito armato.

Alcuni cavalieri sono riusciti ad elevarsi grazie alla cavalleria e ancora di più grazie al matrimonio.

Impossibilità dell'accesso alla cavalleria x i non liberi; xò, attraverso la ministerialità, alcuni servi riuscivano a elevarsi socialmente, a entrare nella cavalleria o a farvi entrare i discendenti (molti casi simili nell'XI sec) + possibilità anche quando i signori la accettano o sono loro stessi a far cavalieri i propri servi. L'esercizio delle armi di rende liberi, ma di una libertà passeggera, legata alla professione guerriera.

=> Nella cavalleria occidentale esiste una grande varietà di origine e di livelli sociali, è una professione onorevole e invidiata, che l'aristocrazia tenda a trasformare in una nobile corporazione.

• La fusione cavalleria-nobiltà

Cavalieri provenienti dagli strati non nobili sono riusciti a infiltrarsi nei livelli inferiori dell'aristocrazia => i ranghi nobiliari sembrano aumentare tra XI e XII sec.

Anno 1000 signoria di banno sostituisce all'antica divisione liberi/non liberi, cesura tra chi sopporta le esazioni della signoria fondiaria e di banno e chi ne approfitta e impone esazioni con le armi, ovvero i cavalieri.

Dall'XI sec comincia processo di identificazione miles-nobilis, a cominciare dalla Francia e poi piano piano nelle altre regioni europee.

Cavalieri ministeriali, in Germania raggiungono posizioni elevate, ma nell'XI sec non sono ancora liberi, perché ciò li rende più fedeli ai loro signori: non si assiste ancora a una promozione dei cavalieri, come succede in Francia, x il mantenimento dell'autorità dei principi.

Francia => il cavaliere è vicino al signore; funzione pubblica è stata privatizzata e ne risulta suddivisione intermedia delle cariche onorifiche.

Germania => il cavaliere è vicino al contadino; ministeriali di origine non libera servono direttamente re e principi come esecutori, senza intermediari. La loro non libertà è anche la chiave del loro potere: ricevono feudi e rivaleggiano con l'aristocrazia nobile.

Fine XII sec in Germania si fondono antica nobiltà libera + ministeriali non liberi, in seguito all'influenza francese.

Comunque nell'XI e XII sec, da nessuna parte, è possibile confondere cavalleria con nobiltà, libertà, esercizio della funzione pubblica, ricchezza => almeno fino alla fine del XII sec non si può considerare la cavalleria come una classe sociale.

• Cavalleria e mutamento feudale

Svolgimento funzione armata per conto di un signore vicino valorizza i milites e determina la promozione sociale di almeno qualcuno di loro.

Bathèleèmy => semplice cambiamento di terminologia: miles si sostituisce a vassus tra XI e XII sec, senza

militarizzazione della società.

La cavalleria comunque non è ancora una classe sociale né uno statuto giuridico, ma una professione, una specie di corporazione di uomini di guerra inglobante livelli diversi. Nell'XI e XII sec la cavalleria è la professione onorevole di guerrieri d'élite al comando di signori e principi di cui i milites ordinari sono gli agenti esecutori.

• Verso la cavalleria nobile

Milites legittimi tramite l'adoubement, cerimonia proclamatoria e rito di passaggio, pubblica consegna delle armi nei castelli.

Fino alla fine del XII sec, per diventare cavalieri bisogna averne le capacità fisiche + i mezzi finanziari (costo dell'equipaggiamento e tempo x l'addestramento). => poi l'accesso alla cavalleria tende a chiudersi ai non nobili e nel XIII sec compaiono limitazioni giuridiche sempre più precise, dove il potere politico è + consolidato.

1235 equivalenza fra lo stato di nobiltà e lo stato di cavalleria + solo chi è figlio di cavaliere può essere fatto cavaliere. => Dalla metà del XIII sec non si può entrare nella cavalleria se non x nascita o x decisione regia o principesca, x volontà di limitare l'ascesa sociale e sottrarla ai potenti => la cavalleria si trasforma in nobiltà => la nobiltà diventa statuto giuridico con privilegi ereditari acquisiti x diritto di nascita vs adoubement continua a definire l'ingresso nella cavalleria. I cavalieri sono figli di nobili (a parte eccezioni decretate dal principe), ma al contrario, non tutti i nobili si fanno armare cavalieri.

=> La cavalleria, nobile corporazione di guerrieri d'élite nell'XI e XII sec, nel XIII sec si trasforma in corporazione di guerrieri nobili. Non x questo la nobiltà si confonde con la cavalleria, ma ne costituisce la base necessaria.

Alla fine del Medioevo, la cavalleria diventa confraternita d'élite della nobiltà dei nobili armati cavalieri (vd ordini cavallereschi).

PARTE SECONDA – LA GUERRA

1.Dall'armato a cavallo a cavaliere

• Nascita e sviluppo della cavalleria

XI sec inizio sviluppo cavalleria con “rivoluzione feudale” => XII sec cavalleria trionfa quando i principati e poi la monarchia riprendono vigore; intanto si è dotata di un'etica e di un'ideologia => XIII sec cavaliere indica un titolo nobiliare, senza smettere di applicarsi all'esercizio delle armi: carattere militare della cavalleria rimane preponderante. Sostituzione di milites a equites traduce un cambiamento ideologico => equites riservato a sergenti a cavallo, arcieri a cavallo o cavalieri occasionali ora cavaliere evoca superiorità militare, sociale, economica e ideologica; sviluppo dalla Francia d'oil e poi tutta l'Europa occidentale.

• La cavalleria carolingia

Dall'epoca carolingia, la cavalleria pesante acquista un ruolo preponderante negli eserciti

x importanza nelle spedizioni lontane

x ruolo del ferro nell'armamento difensivo

x impiego della tattica a tenaglia

xkè cavalieri arrivano sul campo in una forma fisica migliore

x progressi tecnici e tattici legati a un'evoluzione sociale e mentale.

• Dall'armato a cavallo a cavaliere (X-XI secolo)

• In campo politico, declino del potere centrale nell'XI sec + formazione delle signorie => restrizione geografica della nozione di patria da difendere + nelle guerre private locali, priorità dell'azione rapida e mirata, della cavalcata.

• In campo sociale, cavalieri si assimilano ai titolari dell'autorità di cui sono gli agenti => solidarietà guerriera + solidarietà sociale o sentimento di classe.

• Sviluppo economico rurale => declino dei piccoli contadini liberi: alcuni di essi sono reclutati dai signori come servitori armati, sergenti o cavalieri.

• Innovazioni tecniche accompagnano il feudalesimo e contribuiscono a rafforzare il carattere chiuso della cavalleria pesante.

• La nuova tecnica di combattimento cavalleresca

Nuovo metodo di combattimento = carica con la lancia tenuta in posizione orizzontale. Diffusione tecnica dai Normanni: è proprio una rivoluzione culturale nel mondo dei milites, perchè è il solo metodo tot cavalleresco.

Prima si usa la lancia come semplice trasposizione a cavallo delle tecniche del combattimento a piedi.

Il nuovo metodo non sostituisce subito e tot quelli vecchi, ma dalla prima ½ del XII sec tutti i cavalieri degni si esercitano in questa nuova tecnica => sboccia la cavalleria propriamente detta, isolata dal resto dei guerrieri.

• Letteratura e realtà: i cavalieri nel XII sec

Dal XII sec, chansons de geste, poemetti e romanzi di cavalieri descritti in combattimento durante la carica: cavaliere mette davanti a sé lo scudo, dà di sprone, abbandona le redini, brandisce e abbassa la lancia, la sistema sotto il braccio, sceglie l'avversario e lo colpisce.

Sono affidabili? Affondano le proprie radici nel reale, non si allontana nella sostanza dai combattimenti reali: amplifica a dismisura, ma non inventa affatto e snatura poco. Più che un riflesso deformato della realtà, la letteratura è un rilevatore ideologico della cavalleria e del mondo cavalleresco.

• Impatto e conseguenze del nuovo metodo

Questo metodo xò è pienamente efficacie solo a parecchie condizioni:

• terreno dev'essere abbastanza vasto, pianeggiante e sgombro

• avversario deve accettare l'urto frontale e poi la mischia senza fuggire (vs Turchi non funziona)

• intenso addestramento in ranghi serrati e compatti.

=> Cavalieri sono veri e propri professionisti della guerra, di cui la maggior parte vive delle proprie armi => Si rafforzano i caratteri aristocratici della cavalleria e la solidarietà tra i suoi membri.

+ Modificazione stessa della concezione della guerra cavalleresca ≠ guerra dei combattenti ordinari e ≠ guerra tra cavalieri e non cavalieri.

+ Accelerazione del rinforzo dell'armamento difensivo.

• L'evoluzione dell'armamento cavalleresco (XI-XV secolo)

L'arma preferita dai cavalieri è la lancia, non si sfodera la spada finché la lancia non si è spezzata.

• Spada : lama a doppio filo con scanalatura centrale, pomo rotondo x equilibrio; spesso si dà un nome alla spada e al cavallo; alcune riportano iscrizioni; usata più come arma da taglio che da punta

• Scuri e mazze d'arme nel XIV e XV sec, insieme alla comparsa della spada lunga a due mani

• Daga usata x dare il colpo di grazia a un vinto o x minacciarlo; si infila nelle parti + rigide della corazza

• Lancia si allunga e si appesantisce dopo l'adozione del nuovo metodo di carica a lancia tesa; asta in legno ornata di pennone/insegna/fiamma/bandiera che indica il rango di chi la brandisce; ha un gancio fissato all'armatura x riunire asta e corazza; armature da giostra o da torneo diventano presto asimmetriche, rinforzate nella parte sinistra, più scoperta.

• Armamento difensivo: dalla metà dell'XI sec, si diffonde cotta di maglia o usbergo fino a metà coscia che offre buona protezione vs i colpi di spada, flessibile e relativamente leggero. Dal XIII sec armamento difensivo si appesantisce: cotta di maglia si rinforza nelle zone esposte di parti rigide di metallo/in cuoio cotto => Ci si avvia verso l'armatura rigida => poi nel XV sec compare l'armatura bianca completa formata da parti rigide articolate

• Elmo nell XI e XII sec viene dotato di un nasale e di una placca frontale; poi evolve verso l'elmo chiuso con strette fessure x gli occhi, ma limita vista e udito, con ornamenti vari => siccome è troppo pesante, viene abbandonato nel XIV sec

• Scudo in legno ricoperto di cuoio: nel XII sec si copre di insegne, ma non basta vs la forza di penetrazione della lancia tesa. La comparsa dell'armatura a placche permette di ridurre la superficie dello scudo => quando compare l'armatura bianca, viene tot abbandonato.

• Cavalli dal XII sec protetti da coperte di maglia o cuoio cotto e poi di vere armature. Il cavaliere deve avere 2 cavalli (più tardi anche 5-7), 2 scudieri,garzoni di stalla e servi d'arme.

• Il costo dell'equipaggiamento cavalleresco

Valore del cavallo e attaccamento del cavaliere per lui => sviluppo allevamento, incroci e progressi della medicina veterinaria. Prezzo dei cavalli e della cotta di maglia varia molto a seconda dei luoghi e delle circostanze.

Prezzo dell'armatura e dei cavalli + prezzo dell'adoubement portano molte famiglie nobili a rinunciarvi: molti preferiscono evitare il servizio militare e pagare una tassa. Dal XIII sec, solo i nobili che vogliono far carriera nella professione militare si fanno armare cavalieri => formazione di truppe mercenarie accanto all'esercito feudale.

Quando nel XII sec l'autorità dei principi ristabilisce l'ordine e il potere dello Stato, la guerra e il torneo sono x i cavalieri di base, le sole fonti di reddito.

2. I cavalieri in guerra

• Cavalleria ad esercito feudale

Cavalleria = armata feudale dei cavalieri che i vassalli devono fornire al principe sovrano a titolo del servitium debitum, x i feudi che hanno ricevuto.

Inghilterra: prima del XIII sec gli obblighi militari feudali sono molto vaghi:

- servizio di guardia o di guarnigione, spesso sostituito da una tassa

- cavalcata x le operazioni limitate

- servizio presso l'esercito dai 60 ai 40 giorni gratuiti

=> i re inglesi non riescono a ottenere il completo servizio che sarebbe loro dovuto da tutti i feudatari.

Francia: i vassalli del re devono servire in armi gratuitamente x 40 giorni, poi il servizio è retribuito e volontario, ma obbligatorio se il regno è minacciato => le defezioni si moltiplicano.

Dal XII sec, prima in Inghilterra, poi in Francia, si sviluppano gli eserciti stipendiati, retribuiti con tasse di deroga o di compensazione.

+ Aumentano obblighi di servizio estesi a tutti gli uomini liberi => il servizio militare, compreso quello dei cavalieri, viene preteso in quanto sudditi del regno, non solo in quanto vassalli regi.

+ I cavalieri di masnada non servono a titolo feudale, perchè x definizione non possiedono feudi.

Accento sulle truppe di cavalieri stipendiati: all'inizio sono guerrieri trattenuti oltre i limiti del servizio gratuito, poi si formano veri contingenti di guerrieri retribuiti fin dai primi tempi del loro servizio => mercenari (ma senza l'attuale connotazione peggiorativa del termine): la loro lealtà verso il signore può anche essere superiore a quella dei vassalli costretti al servizio gratuito.

=> Cavalleria è un corpo molto eterogeneo: denominatore comune = esercizio della stessa professione, secondo il metodo di carica e con l'equipaggiamento completo.

Dall'XI sec, i principi accettano l'appellativo miles e si dichiarano cavalieri xkè:

- sentimento di comune appartenenza a un'entità più professionale che sociale

- profonda militarizzazione della società e della mentalità aristocratica

- i grandi combattono in mezzo ai loro cavalieri

• Rivalutazione del ruolo della cavalleria

Tutte le fonti mettono l'accento sul ruolo decisivo delle cariche cavalleresche in battaglie determinanti.

Ma, soprattutto prima del XIII sec le battaglie vere e proprie furono rare nel Medioevo: la maggior parte delle operazioni militari erano assedi di città/castelli/fortezze e razzie => il ruolo dei cavalieri in questi casi è passato sotto silenzio o almeno minimizzato.

Poi, in molti casi le cariche di cavalleria non hanno potuto avere la meglio, soprattutto vs un esercito di fanti inquadrati e determinanti => non bisogna sopravvalutare il ruolo della cavalleria nella guerra reale; al contrario bisogna rivalutare il ruolo di fanti, arcieri e specialisti dell'assedio.

Cavalleria pesante impressiona l'avversario, dà sicurezza ai fanti del proprio schieramento e riesce a scompaginare e mettere in fuga le linee avversarie + ogni defezione della cavalleria si traduce subito con lo scompiglio delle altre truppe e con la sconfitta.

Ruolo dei fanti rimane fondamentale, sia in compito difensivo che offensivo, x completare l'opera dei cavalieri e x assicurare loro una base di ripiego sicura e x perfezionare la vittoria + il loro numero è molto considerevole.

Dalla fine del XII sec, importanza crescente delle operazioni d'assedio => valorizzazione dei mestieri connessi.

A cavallo c'erano anche

- sergenti: fino al XIII sec sono per lo più plebei, poi sono sempre più spesso nobili non ancora armati cavalieri

- scudieri: inizialmente sono i servitori incaricati della cura delle armi e dei cavalli, poi nel XII sec si mescolano figli dell'aristocrazia; rarefazione dell'adoubement => aumenta numero degli scudieri nobili non ancora cavalieri => poi finisce x indicare un titolo inferiore di nobiltà.

Rapporto cavalieri-fanti varia a seconda delle circostanze: nell'XI e XII sec la media si stabilizza a 1 cavalieri per 7-10 fanti => i cavalieri sono un'élite di netta minoranza negli eserciti medievali.

• Le tattiche della cavalleria

• Assedi molto importanti; spesso gli assediati tentano una sortita x disorganizzare il blocco o porvi fine.

• Carica frontale x suscitare il panico nell'avversario, spingendolo alla fuga scomposta: bisogna far attenzione alla compattezza della carica, servono disciplina e solidarietà. Comunque è raro che una prima carica sia

vittoriosa: allora i cavalieri fanno dietro-front e riformano i ranghi, approfittando di un'altra carica dei contingenti di riserva.

• Fuga simulata: un contingente di cavalieri e fanti tende un'imboscata sul percorso imboccato dagli pseudo- fuggitivi.

• Combattimento a piedi: in molte occasioni i cavalieri combattono in mezzo ai fanti, ma peso crescente delle armature li mette in posizione di svantaggio sul piano offensivo.

• Cavalcata: attraversare le terre nemiche devastandole, depredandone e incendiandone i raccolti, seminando insicurezza e rovina.

Carattere necessariamente collettivo delle cariche di cavalleria; naturale paura dei cavalieri superata facilmente x timore dell'onta e del disonore estesi alla propria discendenza e x la preoccupazione della fama. Il senso dell'onore e il timore della codardia portano addirittura alcuni cavalieri e comandanti ad attacchi suicidi.

Sovrano disprezzo x i propri e gli altrui fanti: il solo combattimento che abbia valore presso i cavalieri è la carica seguita dalla mischia. => Esisteva davvero x i cavalieri una perpetua tentazione di primeggiare individualmente, anche nelle operazioni di grande portata come le crociate => necessaria disciplina di gruppo non è incompatibile con la ricerca individuale della prodezza => non bisogna contrapporre radicalmente la carica collettiva della realtà alle gesta individuali celebrate nelle opere letterarie.

Sfide lanciate da uno o + cavalieri ingaggiate per l'onore: l'esito ha carattere di premonizione e a volte sostituisce lo scontro generale. + Durante le tregue della guerra dei 100 anni, i cavalieri ingannano la noia organizzando giostre, duelli o scontri limitati tra i campioni dei due campi.

Di fatto, ci sono molto pochi combattimenti a morte fra cavalieri prima del XV sec, x qualità del loro armamento difensivo, x concezione ludica della guerra cavalleresca e x codice deontologico di risparmiare il cavalieri vinto.

Il duello d'onore è derivato dal combattimento singolare dei campioni e dal diritto di guerra privata.

In generale, la guerra è l'occupazione primaria dei cavalieri, la loro ragione d'essere, quindi la considerano come lo stato normale della società.

• La guerra e i suoi aspetti materiali

I cavalieri muoiono relativamente di rado nei combattimenti; concezione cavalleresca della guerra: è una specie di sport in cui si prendono tutte le precauzioni x evitare i rischi, dove i cavalieri si conoscono e imparano a stimarsi => fra gli avversari si creano legami di solidarietà e di classe.

Abitudine di preavvertire il nemico del luogo e del momento dell'attacco; a volte sono addirittura dei bluff x spingere l'avversario a rinunciare al combattimento.

Cavalleria alla francese: abitudine di combattere pesantemente armata, in terreno aperto + cercano di catturare gli avversari x ottenere un riscatto

VS Celti: lotta a piedi, con armamento leggero, su terreno accidentato + uccidono il nemico senza chiedere riscatti.

X ottenere un riscatto, torture e minacce servono a spingere eredi, vassalli, parenti o amici del prigioniero a versare subito la somma richiesta. Usanza del riscatto, nell'XI e XII sec, diventa anche una pratica cavalleresca, così i cavalier possono trarre profitto materiale dalla guerra e risparmiarsi reciprocamente.

3. I cavalieri nei tornei

Esercizio della quintana: colpire con la punta della lancia lo scudo retto dal braccio di un manichino e poi schivare l'urto del colpo di ritorno dell'altro braccio, armato, del manichino.

Dal XII sec, tornei = insieme degli esercizi guerreschi specifici della cavalleria:

- aspetto utile di allenamento ai combattimenti reali in guerra

- aspetto ludico come gioco e sport per professionisti

- aspetto festivo, pubblico numeroso ed entusiasta.

I poeti non snaturano affatto la realtà dei tornei dell'epoca, pur insistendo sulle prodezze individuali.

• Le origini del torneo

Origini del torneo piuttosto oscure; combattimenti singolari < combattimento giudiziario o giudizio di Dio.

Che Goffredo di Preuilly (XI sec) sia o no l'iniziatore dei tornei o del nuovo metodo che ne permette lo sviluppo, resta il fatto che i tornei e il metodo della lancia tesa compaiono nella sua stessa epoca, sicuramente in Francia.

Intorno alla metà dell'XI sec hanno già svariate forme: mischia / singolar tenzone.

=> Bisogna distinguere nei tornei origini in cui si mescolano addestramento militare + giudizio di Dio + sfida a singolar tenzone + combattimento limitato + gioco d guerra.

• Lo sviluppo dei tornei: XII-XIII secolo

Dal XII secolo appare la forma collettiva della mischia. I tornei sono frequentati dai giovani cavalieri non ancora sistemati + da principi in cerca di prodezze o di cavalieri da reclutare + da re inglesi. Incontrano un favore immenso, soprattutto nel nord della Francia, poi si diffondono progressivamente nelle altre regioni. Perchè incontrano un simile favore?

- costituiscono uno sfogo alla violenza, scaricata prima nelle guerre private

- utilità come addestramento alla guerra

- espressione di una cultura propria.

I grandi tornei di mischia del XII sec sono esercizi militari + scontri armati reali + giochi in cui si può perdere/vincere + feste mondane e popolari => immenso successo.

Almeno fino alla metà del XIII sec, il torneo si discosta poco dalla guerra: stessi metodi di combattimento, stesse armi utilizzate, zona del confronto molto vasta, intorno a una città che una delle due squadre difende e l'altra assedia, un cavaliere preso è messo fuori gioco a meno di pagare un riscatto; xò è diverso dalla guerra nello spirito, vissuto come sport di gruppo, ci sono tempi morti, lotta senza motivi di odio o vendetta, non x annientare/uccidere l'avversario, ma x disarcionarlo/vincerlo/catturarlo, la morte è un incidente.

L'influenza del torneo sulla guerra si fa sentire anche nelle tattiche: vengono usati x provare nuove strategie.

Motivazioni della partecipazione dei cavalieri = dimensione economica in primis: è un mezzo x guadagnarsi la vita con la spada, è un sostituto della guerra. Dopo l'adoubement i cavalieri spesso abbandonano la corte del castello del partente che li ha sostenuti e devono trovare un nuovo patrono => bisogna farsi notare dai principi che cercano nuove reclute e forse ottenere la mano di una ricca ereditiera.

Ricerca del bottino, della preda, del riscatto e della gloria + i cavalieri scambiano, rivendono, svendono in caso di bisogno il superfluo delle loro prede ai perdenti: gesti simili aumentano il loro prestigio + nel Medioevo ogni dono esige un controdono. Ricerca della gloria, delle lodi degli uomini, dell'ammirazione e dell'amore delle donne.

=> Prodezza e valore guerriero sono eminenti virtù, che meritano di essere onorate e ammirate.

Sete di gloria => orgoglio e invidia, o addirittura lussuria, secondo la chiesa, che la denuncia (le dame potevano consegnare al vincitore designato il premio del torneo) => stretto legame amore delle dame – valore dei cavalieri al torneo. + Principi e re offrono in sposa la figlia o qualche dama altolocata al vincitore.

La letteratura esprime la mentalità aristocratica dell'epoca,per la quale le virtù cavalleresche svettano su tutte le altre e devono bastare x aprire la strada della corte.

Incontenibile desiderio di affrontarsi, di superarsi, di vincere + amore della lotta + ambizione di essere e di apparire + gusto per la festa.

I rischi sono minori nel torneo rispetto alla guerra reale: le uniche morti sono accidentali.

• Chiesa, potere e tornei fino all'inizio del XIV secolo

Chiesa condanna gli aspetti mondani del torneo: lo proibiscono e decretano che se un cavaliere vi muore, non avrà ecclesiastica sepoltura => la fortuna dei tornei xò non fa che crescere => 1316 papa Giovanni XXII prende atto del fallimento e li autorizza, con il pretesto che sono una buona preparazione x la crociata.

A volte sono le autorità civili a condannarli: in Inghilterra, sono un pericolo x il potere regio xkè possono causare scompiglio, vendette private, fomentare disordini, favorire sedizioni e ribellioni dei baroni => sono proibiti fino al 1194, poi l'intromissione del patrocinio regio è assoluta => da allora anche in Francia i sovrani li patrocinano e si moltiplicano.

• L'evoluzione del combattimento cavalleresco fino al XV secolo

Torneo-mischia resta favorito fino al XIII secolo x somiglianza con la guerra e x carattere collettivo: non ci sono regolamenti prestabiliti, ma un codice di condotta comune ammesso dai partecipanti.

La mischia no inizia subito con uno scontro di massa: prima c'è una messa in condizioni, ovvero i preliminari, clamori, sfide, combattimenti individuali isolati => la giostra all'inizio è una fase minore del torneo => assume importanza sempre maggiore a seguito dell'individualismo dei cavalieri: scontro in campo chiuso (lizza), combattimento solo con la lancia, poi compaiono armi smussate e lance di cortesia.

Dalla metà del XIII sec, moltiplicazione delle assemblee a carattere festivo, in cui i partecipanti imitano il comportamento dei cavalieri arturiani, assumono i loro nomi, le insegne e si affrontano in sfide cortesi gratuite.

Passi d'arme: affronto di un cavaliere che ha fatto voto di difendere contro chiunque un luogo preciso.

Fusione caratteristiche del gioco + sanguinosa violenza rende a volte difficile la distinzione chiara fra tornei e guerra => consuetudini del torneo si ritrovano spesso nella guerra, che a sua volta, influenza alcune forme di torneo.

• Torneo, festa e glorificazione cavalleresca

I tornei hanno bisogno di regole, giudici e araldi => i giullari diventano bene presto araldi, specialisti indispensabili nei tornei: presentano i partecipanti, annunciano le diverse fasi del combattimento e commentano i fatti d'arme => contribuiscono alla diffusione dell'etica cavalleresca nella società aristocratica.

=> La società che frequenta i tornei diventa aristocratica, come la dignità dei cavalieri. Nel XIV e XV sec i torneatori sono quasi tutti di elevato rango aristocratico => non è più possibile ricchezza e ascesa sociale x mexxo del torneo.

4. Leggi della guerra e codice cavalleresco

• Le realtà della guerra

1.1 Devastazioni, saccheggi, rapine e bottino

Saccheggio, furto di bestiame e raccolto, incendi, distruzioni e depredazioni sono forme di guerra ammesse + gli assedi alle fortezze sono causa di molte distruzioni, a volte dovute agli stesse assediati, ma ancora più frequenti da parte del nemico.

Tensioni morale ecclesiastica che la chiesa vuole inculcare nei guerrieri vs preoccupazione di un efficacie effetto militare della devastazione delle terre.

Saccheggi, rapine, bottino sono relativi al mestiere stesso della cavalleria (vd consuetudini della spartizione). Chiesa denuncia la pratica e all'inizio esorta i cavalieri ad abbandonare la militia secolare pericolosa x l'animo, x entrare in monastero, nella militia di dio. => Nell'XI sec, molti cavalieri pentiti si fanno monaci in vecchiaia. Con la crociata,

guadagna terreno l'idea di una pratica legittima delle attività belliche.

La sorte dei contadini coinvolti nei conflitti attira poco l'attenzione dei cronisti, soprattutto ecclesiastici, se non quando sono le chiese a rimanere danneggiate da queste pratiche.

1.2 Massacri e requisizioni

Massacri dei contadini o degli abitanti del villaggio/della città presi d'assalto, a volte usato come mezzo di terrore: considerazioni di odio religioso/razziale/nazionale. Di solito i massacri sono attribuiti ai soldati di ventura, di rado ai cavalieri => le basse incombenze toccano ai fanti e ai plebei.

1.3 Il trattamento dei prigionieri

A guerrieri che presidiano le fortezze all'inizio dell'assedio viene intimata una “resa onorevole” x ottenere la piazzaforte evitando un assedio incerto, lungo, costoso in uomini e denaro: l'assediante concedere una tregua limitata x recarsi a chiedere aiuto al signore, se l'aiuto non arriva la guarnigione si deve arrendere senza fare resistenza e viene risparmiata. Comunque i massacri e le mutilazioni dei difensori delle città assediate sono comuni. In caso di resa troppo rapida, la guarnigione è colpevole di tradimento vs il suo signore => è disonorata. Spesso accade che la resistenza dei mercenari sia più degna di quella dei membri della feudalità. È vero che in caso di resa, i vincitori perdevano introiti, xkè privati dei guadagni del saccheggio, infatti a volte l'assediante rifiuta la resa => massacro in caso di vittoria. In caso di resistenza + assalto, i vinti sono alla totale mercè dei vincitori, che possono massacrarli o mutilarli, soprattutto in caso di ribellione.

Comunque, anche in assenza di leggi, la consuetudine disapprova la mutilazione gratuita dei cavalieri nemici catturati, xkè non hanno fatto altro che compiere il loro dovere vassallatico o adempiere alla funzione x cui sono mantenuti.

Nella maggioranza dei casi i cavalieri catturati sono risparmiati e imprigionati, fino al pagamento di un riscatto liberatorio => i prigionieri incarcerati non devono essere maltrattati: i grandi personaggi (re e principi) ricevono un trattamento di favore; i personaggi di rango inferiore o i semplici cavalieri sono + esposti, anche se è nell'interesse del vincitore tenerli in vita x ottenere il riscatto.

=> A proposito del trattamento dei prigionieri vinti, troviamo tutti gli elementi dell'etica cavalleresca: argomentazione morale, interesse economico, ricerca di fama e lode, aderenza all'etica vigente. Interesse economico, politico, la prudenza e il rispetto delle consuetudini contribuiscono a migliorare il trattamento dei prigionieri fino al momento del riscatto.

• Riscatto ed etica cavalleresca

In origine, riscatto = somma liberatoria che i vinti offrono ai vincitori x esortarli a rinunciare al loro legittimo diritto di metterli a morte o in schiavitù. => aspetto economico + umanitario.

Poi il riscatto è sempre meno considerato come compensazione della prigionia: al contrario, è la prigionia che viene giustificata dall'attesa del riscatto => inversione dei rapporti.

La somma è variabile: dipende dalle intenzioni profonde del vincitore, se non vuole liberare il prigioniero, chiede cifre esorbitanti; il riscatto dev'essere ragionevole e proporzionato al rango e ai mezzi economici delle persone catturate.

2.1 Il tema della mercé

Grazie alla pratica del riscatto, i cavalieri sono protetti anche in caso di sconfitta => la guerra diventa x loro meno mortale. Comunque nelle grandi battaglie disastrose, il numero elevato di morti tra i cavalieri dipende dai fanti fiamminghi e dagli arcieri inglesi, perdite minori nelle operazioni + ridotte.

=> Senza dubbio è + grande il rischio di essere fatto prigioniero e dover pagare un riscatto rovinoso x il vinto, ma redditizio x il vincitore => accresce l'interesse materiale della guerra. Uccidere il nemico catturato è uno spreco economico: a volte lo si fa x timore che il nemico venga a riprendere i prigionieri.

I cavalieri vincitori non possiedono direttamente i loro prigionieri, ma devono affidarli al comandante, che li consegna al re => i governanti conservano sui prigionieri diritti economici ai quali possono rinunciare + il catturatore ha diritti sul suo prigioniero e dev'essere indennizzato se il signore decide di trattenerlo o ucciderlo.

=> Dal XII sec, il tema della mercè/grazia diventa un luogo comune della letteratura cavalleresca: il cavaliere vincitore deve accordarla all'avversario vinto, che diventa suo prigioniero.

2.2 La parola d'onore

Il rispetto della parola data è sicuramente fondamentale x l'etica cavalleresca: x raccogliere la somma del riscatto, bisogna spesso liberare il prigioniero provvisoriamente => usanza degli ostaggi: al posto del prigioniero, il figlio/ fratello/parente considerato come ospite.

Nel XIII sec valorizzazione della parola d'onore: è di fatto solenne, ma senza ritualismi religiosi, rispettarla conviene alla reputazione di chi la pronuncia. Comunque conosciamo casi di cavalieri che non hanno rispettato la loro parola: infrazioni numerose durante la crociata, ma qui sono nemici della fede e non tutti i cristiani condividono l'integrità morale di san Luigi.

Dalla fine dellXI sec, il codice d'onore guerriero sembra esigere che si rispetti la propria parola, anche vs un infedele.

2.3 La solidarietà cavalleresca

“Se siamo cavalieri dobbiamo avere compassione x i cavalieri, soprattutto se ridotti all'impotenza” => solidarietà d'ordine professionale: è opportuno avere considerazione x compagni d'arme/confratelli.

=> L'etica cavalleresca ha tutti i caratteri di una deontologia professionale: la consuetudine si trasforma in codice deontologico x la difesa degli interessi profondi dei membri della corporazione e ha come motivazioni morali la ricerca di fama, il senso della gloria e dell'onore => la specialità militare d'èlite si trasforma in cavalleria.

Disapprovazione della prassi di colpire l'avversario alle spalle => la cavalleria ha elaborato un codice di condotta che esalta le sue virtù di prodezza, riducendo i rischi e conservando l'onore.

PARTE TERZA – L'IDEOLOGIA

1. La Chiesa e la guerra

• L'evoluzione dottrinale in epoca “feudale”

Dal I al V sec rivoluzione dottrinale dei rapporti del cristianesimo con la guerra: rifiuto della guerra nei primi secoli => accettazione all'epoca di Costantino => guerra santa e crociata.

+ In una cristianità piena di conflitti interni, anche la Chiesa soffre di sconvolgimenti simili: soprattutto in Francia non può praticamente + contare sulla protezione dell'imperatore/del re + è direttamente minacciata dai conflitti dell'epoca “feudale”=> cerca di assicurare la sua difesa e di limitare i disordini delle guerre in modo indiretto (dottrina, scomunica, istituzioni di pace) e in modo diretto (recluta difensori laici = avvocati/defensores ecclesiae + esempi di vescovi o abati guerrieri). La guerra all'esterno assume anche aspetti missionari.

Questa evoluzione della Chiesa ha influenzato l'etica guerriera e contribuito alla formazione dell'ideale cavalleresco. Scompare l'attribuzione di colpa x il soldato in servizio subordinato = progressiva integrazione del fenomeno bellico nella legislazione ecclesiastica.

• Le istituzioni di pace (X-XII secolo)

Circa anno 1000 => istituzioni di pace / pace di Dio / tregua di Dio: vs inadeguatezza del potere centrale, la Chiesa organizza assemblee pubbliche di pace, in campo aperto, dove i milites prestano giuramento sulle reliquie dei santi di non attaccare + le chiese e le persone indifese.

Controversie storiche: alcuni collegano strettamente queste assemblee all'incastellamento, insistono sul loro carattere popolare di alleanza popolo-chiesa vs potere signorile.

Presto anche principi e alta aristocrazia si interessano a questo movimento e lo sostengono => dubbio carattere antisignorile.

=> Comunque non si tratta tanto di protezione di contadini e deboli come classe sociale minacciata, quanto piuttosto di protezione di ordine economico delle chiese e dei loro beni. Obiettivo non è ridurre la guerra privata e le scorrerie dei signori feudali, ma di preservare il patrimonio ecclesiastico minacciato.

Punti fondamentali:

• i fautori dei disordini sono i milites, qualunque sia il loro livello sociale

• le vittime sono soprattutto le chiese e gli ecclesiastici => la chiesa cerca di abolire distruzioni, incendi, saccheggi di edifici, messi e raccolti delle sue terre

• questa protezione si estende anche agli altri inermes => scopo di circoscrivere la guerra ai guerrieri e fare n modo che ciò non comprometta l'andamento degli affari ecclesiastici e dei lavoratori laici (contadini e mercanti)

• le regole sono limitate e condizionali, con molteplici restrizioni, x es ognuno resta padrone sulle sue terre => vogliono riservare ai soli guerrieri e ai soli edifici militari le conseguenze della guerra privata in territorio altrui.

La tregua di dio traduce l'intento della chiesa di regolamentare la guerra, sottolineando il carattere sacro di alcuni giorni => proibiscono ogni attività professionale nei giorni sacri del calendario liturgico (domenica e feste dei santi principali) + proibiscono ogni attività militare (combattimento, costruzione o assedio di castello) dal mercoledì sera al lunedì mattina e in lunghi periodi intorno alle feste principali. Gli inadempienti puniti con anatemi, esilio o pellegrinaggio a Gerusalemme.

Costituiscono anche milizie di pace vs saccheggiatori e violatori di chiese.

=> Queste iniziative interpretano volontà della Chiesa di intervenire vs i violatori soprattutto se attentano ai suoi interessi. Incapacità di re e principi nel controllo dei cavalieri + crescente interesse della Chiesa a loro riguardo.

• La protezione diretta delle chiese

Per difendersi vs invasori stranieri (normanni o saraceni) o vs vicini rapaci, le chiese hanno loro guerrieri come tutte le signore fondiarie: grandi chiese e grandi abbazie dispongono di numerosi guerrieri (milites ecclesiae), assicurandosi da sole la difesa. => Nuova distinzione fra chi combatte per la buona causa/chi si schiera contro di essa.

Anche la Chiesa romana ha bisogno di difensori armati + papi riformatori dellXI secolo vogliono affrancarsi dalla protezione e dalla tutela dell'imperatore germanico x liberarsi dal giogo laico imperiale e x accrescere il proprio potere temporale. => Valorizzazione ideologica dei guerrieri che mettono la propria spada al servizio della causa pontificia.

Gregorio VII arruola un vero esercito di mercenari = militia sancti Petri + cerca di ottenere da re, principi e conti assistenza militare che spetterebbe al papa sia x rapporto vassallatico sia x fedeltà a san Pietro (comunque non furono molto numerosi). Il papa pretende dai principi laici, in nome del servizio a san Pietro, la partecipazione armata a imprese dirette dal papato, condotte nell'interesse della Chiesa di Roma (confuso con quello dell'intera cristianità). => Il papa concede ai guerrieri privilegi spirituali e promette ricompense nell'aldilà, contribuendo alla sacralizzazione dei combattimenti x la Chiesa e alla santificazione dei guerrieri che vi prendono parte.

Per Gregorio VII, il papa è il campione della fede incaricato da dio di riunire tutti i fedeli in una lotta spirituale e temporale, vs i nemici di ogni genere.

• Crociata e cavalleria

Si tende privilegiare al massimo l'aspetto del pellegrinaggio nella crociata + dimensione di guerra santa: di fatto, x i pontefici, la crociata sta nello stesso filone della guerra consacrata, xkè è una lotta propugnata dal papa e ingaggiata nel comune interesse di papato + intera Chiesa + cristianità (nozione che si afferma in quest'epoca).

La consacrazione si estende anche a operazioni offensive vs i pagani, vs Reconquista spagnola + rivendicazioni del papa su questi territori nel nome di san Pietro.

Finora, santificazione della guerra ingaggiata su iniziativa della santa sede o nel suo interesse => la crociata invece innova su alcuni punti:

• aspetto del pellegrinaggio x la liberazione del santo sepolcro

• prescrizione ai cavalieri in remissione dei loro peccati

• presenta un carattere meritorio + accentuato e assimilazione al martirio x chi morirà

• all'idea di riconquista cristiana x conto si san Pietro, si sostituisce il concetto di riconquista della terra di Cristo depredata dai musulmani infedeli => i cavalieri non servono + un signore temporale, ma il signore supremo

• il papa non affida ai crociati il suo vessillo come faceva prima, anche perchè non può sollevare nessuna rivendicazione sui territori orientali

• i crociati diventano milites Christi = espressione che nel I sec designava i cristiani, dal V il clero, poco dopo i guerrieri che combattono x la causa di san Pietro e ora i crociati. => I cavalieri crociati non partono x soccorrere il patrimonio di san Pietro, ma x liberare quello di Cristo dal dominio degli infedeli: tema della liberazione dell'eredità di Cristo è uno stimolo alla mobilitazione + forte rispetto alla difesa/riconquista del patrimonio si san Pietro

• crociata è superiore in dignità e in meriti vs le altre guerre giuste x difendere la libertà, la patria o la Chiesa

• legame tra la pace di dio e la crociata: il papa offre ai perturbatori un mezzo x salvarsi continuando a esercitare la professione guerriera, basta cambiare militia: da militia mundi a militia Christi.

=> Non è la cavalleria né l'etica cavalleresca che porta alla crociata; il crociato rompe con la cavalleria del secolo, x entrare nella nuova cavalleria di Cristo.

• Gli ordini religiosi militari

Nella predicazione della crociata, aspirazione a una nuova cavalleria che cerca la salvezza nell'esercizio della loro funzione => XI sec, aspirazione simile nel mondo laico.

Come il pellegrinaggio, la crociata non è un dovere, ma un obbligo morale della cavalleria => mantiene il suo aspetto laico, i suoi ideali e i suoi valori, influenzati dalla Chiesa.

• Poveri cavalieri di Cristo => riconosciuti nel 1129 come Templari: voto di povertà, di castità, obbedienza e preghiera, difesa della Terrasanta e lotta vs infedeli.

• Ospitalieri: prima solo assistenza sanitaria, poi diventa un ordine guerriero.

• Cavalieri Teutonici non si limitano a combattere in Oriente, ma si ritagliano un vero Stato indipendente.

Creazione di un ordine monastico a vocazione guerriera segna il compimento della rivoluzione dottrinale della Chiesa vs guerra, infatti fino allora i monaci erano tenuti alla non violenza.

San Bernardo “Elogio della nuova cavalleria” (pro Templari): cavaliere di dio può combattere senza timore xkè sarà coperto di onori se vince e martire della fede se muore nella lotta; contribuiscono a ristabilire l'ordine voluto da dio: uccidendo infedeli, non fanno altro che punire i malvagi già giudicati da dio e sradicare il male vs cavalleria comune, biasimata senza riguardi x membri frivoli, vanitosi, mondani, avidi di vanagloria.

=> La cavalleria nel suo insieme non ha adottato i valori di Gregorio VII, Urbano II e Bernardo di Clairvaux: nonostante l'influenza della chiesa, il suo ideale rimane secolare.

2. La Chiesa e la cavalleria

Evoluzione della dottrina ecclesiastica sulla guerra + cambio di atteggiamento vs guerrieri come individui => nuova

visione sull'insieme dei guerrieri, assimilato a un ordine.

• I tre ordini

Gli scrittori ecclesiastici medievali suddividono volentieri in categorie (ordines) i diversi elementi => nei loro scritti il vocabolo ordo non ha significato principalmente sociale.

1.1 Dalle funzioni agli ordines

Fine IX sec, risorge schema trifunzionale, 3 categorie di uomini che svolgono funzione indispensabile x la comunità:

• oratores coloro che pregano operano x la salvezza comune

• bellatores coloro che combattono proteggono le altre due

• laboratores coloro che lavorano sfamano tutti

=> poi diventeranno i 3 ordini (clero/nobiltà/terzo stato), x ora ancora classificazione x funzioni, non x rango. Comunque esistono secondi fini politici e ideologici, x screditare eresie che aboliscono le gerarchie e mescolano le funzioni: società cristiana non può recuperare stabilità se i ruoli di ognuno non sono ben definiti. Questo schema è

• conservatore xkè si riferisce a un'autorità centrale che non esiste + e xkè sembra irrigidire la società in 3 categorie sociali, senza spazio x mercanti, insegnanti e artigiani

• innovatore xkè annuncia la formazione di una società di ordini.

1.2 I tre ordini e la cavalleria

Adalberone pensa ai prelati nell'ordine ecclesiastico, ai conti e ai principi (=titolari del potere coercitivo) nell'ordine dei bellatores => cavalieri implicitamente inclusi nell'insieme dei bellatores o milites, anche se indica ancora tutti i soldati.

?Ideologia proposta dalla Chiesa ai legittimi titolari delle armi? Vd specchi dei principi di VIII e IX sec, non possono essere subito applicati alla cavalleria; meglio guardare alle esortazioni rivolte ai milites e ai loro signori + nei rituali liturgici e nelle formule di benedizione legate alla consegna delle armi.

=> Evoluzione fa slittare poco a poco sulla nascente cavalleria almeno una parte dell'antica ideologia regia.

• La Chiesa e la funzione dei milites

2.1 Primi abbozzi

I più antichi riferimenti all'etica cavalleresca dei milites emergono da riflessioni di commentatori ecclesiastici su qualche passo del Nuovo Testamento:

• Gesù offre come esempio la fede del centurione romano

• Pietro battezza il centurione Cornelio e tutta la sua famiglia

• appello di Giovanni Battista al pentimento

=> si può essere cristiani e soldati insieme, basta non commettere rapide, saccheggi, prede e bottino: no prelievi inflitti dai milites a coloro che dovrebbero proteggere, soprattutto ai danni degli interessi della Chiesa.

Le reclute ricevono la spada dall'altare, riconoscendo di essere figli della Chiesa e di aver ricevuto la spada x onorare il sacerdozio, proteggere i deboli, punire i malfattori e liberare la patria, xò fanno tutto il contrario! Sguazzano in bevute e festini, non onorano la Chiesa e il clero, non rispettano dio, sono pieni di orgoglio e presunzione => critica sociale.

Nascono trattati di cavalleria; vd Bonizone da Sutri: i re comandano ai conte, che comandano ai milites, che sono al di sopra del popolo + funzione primaria dei laici è di proteggere la Chiesa + lotta vs eretici e scismatici => i cavalieri sono al servizio dei signori, ma anche al servizio della fede cristiana e dei deboli.

Diversa concezione dei fautori dell'imperatore; vd Gerhoh di Reichersberg: non sono i preti che conferiscono la spada ai nuovi cavalieri, ma li benedicono dopo che l'hanno ricevuta, insegnando loro che devono essere sottomessi ai poteri superiori. => separazione delle due spade.

2.2 I teorici della cavalleria

Slittamento ideologico della deontologia dal potere regio alla cavalleria.

Giovanni di Salisbury supera lo schema dei 3 ordini con l'immagine del corpo in cui le membra hanno tutte una funzione indispensabile: il principe è la testa / i piedi sono i mestieri + umili, con ruolo di obbedire, nutrire e servire il corpo, sottomessi agli ordini della testa e delle membra superiori / il clero è l'anima dei corpo / mano armata sono i milites, che obbediscono agli ordini del principe. Due elementi determinanti fanno un cavaliere: reclutamento da parte del principe + giuramento di obbedienza => servendo il principe, indirettamente servono dio, xkè è dio che sceglie il principe.

In lingua volgare Chretien de Troyes => cavalleria come alto ordine creato da dio, che dev'essere puro da ogni villania => contribuisce alla formazione dell'ideologia cavalleresca. + In origine la cavalleria era elettiva, xkè tutti gli uomini erano uguali, xò c'erano comunque i forti e i deboli, la cavalleria non era un privilegio, ma un pesante fardello, che richiedeva molte virtù: cortese senza villania, bonario senza cattiveria, compassionevole vs infelici, generoso e pronto nel soccorrere gli indigenti, pronto a umiliare ladri e assassini, giudice equo senza amore e senza odio. => Funzione professionale d protezione + funzione sociale di governo e giustizia. Difesa della Chiesa è il primo dovere dei cavalieri.

Meta XIII secolo, Ordene de chevaliere: bisogna onorare i cavalieri al di sopra degli altri uomini xkè difendono la Chiesa, quindi i loro privilegi sono giustificati => è esempio chiaro del tentativo di interpretazione sociale e religiosa della cavalleria e del rito dell'adoubement nel XIII sec.

Raimondo Lullo scrive il primo vero trattato di cavalleria: nobiltà e cavalleria (elitaria) intimamente legate, ma lignaggio deve portare a coraggio; si appella ai principi x creare scuole che insegnino la cavalleria; funzione di mantenere e difendere la fede cattolica, dio li ha scelti x sottomettere con la forza gli infedeli; devono partecipare a tornei, tavole rotonde, esercitarsi nell'uso della spada, cacciare e preservare la giustizia. Un cavaliere è prima di tutto fedele ai suo signore, la cavalleria è una dignità => scegliere con cura i candidati, fare + attenzione alle virtù rispetto che al rango sociale, che resta base indispensabile. Le virtù necessarie ai cavalieri sono teologali (fede, speranza, carità) e cardinali (giustizia, prudenza, forza, temperanza), se non le praticano devono essere pubblicamente disarmati + la cavalleria dovrebbe condurre alla crociata (atto di pietà).

=> Sforzi crescenti della Chiesa nel XII e XIII sec x permeare la cavalleria di valori morali e religiosi con il simbolismo delle armi.

• La Chiesa e l'adoubement cavalleresco

Adoubement = consegna delle armi, in particolare della spada, al nuovo cavaliere. Non tutte le consegne di armi sono adoubement, vd ascesa al trono dei re. Nell'aristocrazia guerriera dell'alto Medioevo la consegna delle armi è rito di passaggio che segna l'accettazione di un giovane nel mondo degli adulti < origine germanica e pagana, ma visibili solo nel momento in cui la Chiesa li adotta, li consacra e li permea dei suoi valori.

Distinzione segno dell'accesso all'esercizio del potere pubblico ≠ segno di ingresso nella professione guerriera.

Spada regia, ≠ spada della cavalleria secolare, viene investita di significato ideologico: protezione delle chiese e dei poveri, all'inizio del XII sec ancora attribuita alla missione regia. Prima dell'XI sec, nella maggioranza dei casi conosciuti la consegna del cingulum militiae non riguarda l'adoubement dei cavalieri, ma l'accettazione di una funzione pubblica e laica di governo (implica quella guerriera), ma a livello di comando + che di esecuzione.

3.1 Spada e liturgia

Consegna della spada al re: “Che, con questa spada, tu possa manifestare la potenza della giustizia, distruggere con forza quella dell'iniquità, combattere x proteggere la santa chiesa di dio e i suoi fedeli, e che tu distrugga i nemici della parola cristiana ma anche i falsi credenti, che tu difenda e aiuti con benevolenza le vedove e gli orfani.” => questa benedizione è all'inizio riservata al re, poi nel corso di X e XI sec si sposta al livello dei principi. La Chiesa insegna i doveri di protezione: a livello locale, al re succedono i principi.

3.2 Dall'ideologia regia all'ideologia cavalleresca

Richiamo alla missione regia di reprimere le eresie, punire i malfattori e assicurare l'ordine pubblico, x guerre intestine, conflitti feudali, appropriazioni dei milites dei beni ecclesiastici. Modificazione e slittamento nell XI sec con alterazioni e aggiunte => creazione di un vero ordo, x investitura di un avvocato, di un difensore, di un vassallo della chiesa e dei milites ecclesiae: benedizione sulla spada e sul vessillo, poi sul miles: “Ricevi, con la benedizione di dio, questa spada che ti viene conferita; che attraverso di essa, con la potenza dello spirito santo, tu sia capace di resistere e di opporti a tutti i tuoi nemici e a tutti gli avversari della santa chiesa di dio, con l'aiuto di nostro signore gesù cristo.” => Trasformazione di formule di benedizione regie nel rituale di investitura di un difensore della chiesa < bisogno delle chiese di avere protettori armati. Comunque non è ancora un rituale di adoubement.

Dalla metà dell'XI sec, formule che mostrano chiaramente l'ingresso nella cavalleria, vd l'adoubement di Goffredo Plantageneto nel 1128.

Vd Policraticus di Giovanni di Salisbury: assenza, nella sua epoca, di qualsiasi dichiarazione formale dell'etica da attribuire ai cavalieri come dovere specifico nel momento dell'adoubement => difesa della chiesa e dei deboli è richiesta solo implicitamente, x il fatto che i cavalieri ricevono la spada dall'altare => colorazione religiosa debole.

Sforzi della chiesa x permeare dei suoi valori la cavalleria => fusione della missione un tempo regia di protezione della chiesa, della fede e dei deboli + funzione protettrice dell'ordine dei guerrieri, che combatte x proteggere chi prega e chi lavora => evidente riferimento ai tre ordini.

Questi complessi elementi liturgici segnano l'apogeo della clericalizzazione dell'adoubement negli ultimi anni del XII sec: la chiesa ha cercato di estendere sulla cavalleria un monopolio culturale e sacramentale come quello della consacrazione regia o del matrimonio.

Per i riti dei cavalieri particolari, milites ecclesiae e milites sancti Petri, la chiesa ha inizialmente trasferito su alcuni guerrieri una parte importante della missione regia => poi carattere ufficiale e solenne, che la chiesa usa a suo vantaggio, creando rituali sempre + ricchi di elementi ideologici => Così si compie il pieno trasferimento della missione che alle origini la chiesa attribuiva al re.

Definitiva fusione di questi elementi diversi traspare negli adoubement del XIII sec. Comunque nessuno sa in quale misura i cavalieri aderiscono a quest'etica, appiccicata loro addosso dai testi di benedizione.

+ Dal XIV sec, la maggioranza degli adoubement si allontanano da queste liturgie e rafforzano le caratteristiche profane => traduce indifferenza della chiesa vs un rito e una cavalleria che nell'insieme afferma sempre + i caratteri onorifici, sociali e profani => comparsa dell'ordine dei cavalieri del santo sepolcro può essere interpretata come reazione a questa evoluzione, traduce senso di abbandono dell'ideale cavalleresco.

• Funzione o missione della cavalleria?

All'idea diffusa di una missione cavalleresca a carattere universale, sarebbe meglio sostituire l'idea di una funzione della cavalleria direttamente legata alla sua natura profana e militare. La chiesa, con i suoi precetti, cerca di sottrarre alle violenze dei milites le popolazioni inermi, ma non ci riuscì mai del tutto + non si può dire che la protezione degli inermi sia diventata parte essenziale dell'etica cavalleresca. Però è passato il messaggio che se non hanno il dovere di proteggerli, hanno almeno quello di non attaccarli.

3. Cavalleria e letteratura cavalleresca

I testi letterari attingono dalla realtà vissuta lo scenario nel quale si muovono i loro eroi, sogno condiviso dall'autore e dal pubblico, soprattutto cavalleresco: gli scrittori lavorano x la classe dominante e alcuni di loro sono cavalieri.

=> Scrittori, personaggi e pubblico sono immersi nello stesso elemento culturale e mentale dell'ideologia cavalleresca. I guerrieri della realtà ispirano la letteratura, che a sua volta modella la cavalleria reale.

• Temi principali delle grandi questioni che occupano gli spiriti

• esaltazione di alcune virtù e valori fondamentali, condanna di alcuni vizi o difetti

• La chansons de geste: il cavaliere al servizio del signore

Chansons de Roland: la retroguardia dell'esercito di Carlo Magno annientata dai colpi dei Saraceni (in realtà dai Baschi); Orlando = modello del prode cavaliere, muore a Roncisvalle come guerriero e martire della fede => inaugura un genere letterario che trae ispirazione da qui.

L'epopea propone ai cavalieri eroi che combattono vs infedeli: x assicurarsi la salvezza, non c'è bisogno di abbandonare la professione guerriera, xò nessuna delle motivazioni della prima crociata compare nelle epopee + antiche: combattono guerra giusta xkè difendono terre cristiane invase ingiustamente dai Saraceni + guerra santa xkè nemici assimilati a pagani idolatri. + Altre motivazioni: difesa del paese, servizio del re, senso del dovere vassallatico e senso dell'onore. Le epopee rappresentano la lotta vs i Saraceni principalmente come una guerra giusta di difesa e poi come una guerra santa.

Problematica principale della fedeltà dei vassalli al re, dei cavalieri al loro signore e i limiti di tale fedeltà. Vd ciclo dei baroni ribelli: dibattono su applicazioni del diritto feudale a casi concreti e sui conflitti morali causati nell'animo dei cavalieri.

Motori dell'azione sono di ordine feudale, sui diritti e i doveri del signore e dei suoi milites.

• Il cavaliere, la donna e l'amore

Nelle chansons de geste, la donna compare quasi solo come assistente del guerriero: nessun ruolo dell'amore sentimentale né della donna come essere autonomo.

Interpretazione sociologica dell'amore cortese: amore = solo mezzo x far riconoscere la propria dignità dall'alta aristocrazia, simboleggiata dalla dama => vero amante dev'essere un cavaliere che corteggia dama di rango + elevato + amore non può esistere nel matrimonio, xkè non si può amare ciò che si possiede di diritto => amore concepito come valore nobilitante e non come una passione da fuggire: questo nuovo approccio all'amore si elabora nelle corti. Amore raffinato non è né semplice soddisfazione fisiologica dei sensi e degli istinti, né copula coniugale a fini riproduttivi, ma è un valore nobile e riservato alla società aristocratica: solo una dama merita di essere amata e solo un cavaliere può amarla.

+ Il cavaliere trova un rivale nel suo stesso rango = il chierico.

Queste nuove concezioni nascono in terra d'oc, si diffondono in Francia e poi in tutta Europa, grazie soprattutto a Eleonora d'Aquitania e alle sue figlie, anche a partire dalle tradizioni celtiche che portano alla formazione della leggenda di Tristano e Isotta.

• Amore e cavalleria in Chretien de Troyes

Maria di Francia => amore è un assoluto che deve trascendere le convenzioni sociali; se è sincero e vero deve sbocciare; matrimonio non appartiene allo stesso registro dell'amore, bisogna in ogni caso privilegiare il vero amore, fatto di totale sincerità.

Chretien de Troyes => problematica dell'amore e del matrimonio + ruolo giocato dall'amore nella sua concezione di cavalleria: amore, matrimonio e cavalleria sono conciliabili se si evitano gli eccessi. Protezione di donne minacciate. Lancillotto => problema dell'amore adulterino, gli fa calpestare il suo orgoglio, il desiderio di gloria e di fama, la sua stessa vita, rischiata in avventure pericolose; amore è l'unica motivazione che spinge Lancillotto a vincere il male, ristabilire la giustizia e salvare il regno minacciato di Artù. Perceval => da rustico diventa cavaliere cortese e poi cavaliere mistico e religioso => nuova concezione della cavalleria al servizio di un universo mitico. Chretien de Troyes trae da

• da tradizioni celtiche, atmosfera di misticismo e del meraviglioso pagano, precarietà dell'esistenza e del mondo, gusto dell'assoluto, superamento e ricerca avventurosa

• dal genio personale, cristianizzazione e interiorizzazione delle situazioni => reame arturiano reale e allegorico, temporaneo e atemporale, con rito, magia, simbolo.

Cavalieri della Tavola rotonda sono i difensori di una terra di frontiera + sono garanti e responsabili di un ordine cosmico e della permanenza del mondo arturiano => formazione etica cavalleresca a carattere universale.

Tavola rotonda simboleggerebbe monarchia ideale, in cui un sovrano feudale regna x il bene comune appoggiandosi all'aristocrazia e alla società cavalleresca. Ma il significato ideologico della cavalleria arturiana trascende l'interpretazione politica. È inno alla cavalleria aristocratica, di cui contribuisce a formare l'etica, con attenzione sulla donna e sull'amore, fonte del superamento di sé. + Clericalizzazione delle tematiche traduce tentativo di recupero ideologico del romanzo arturiano da parte della chiesa e l'eliminazione del carattere sovversivo del mito cortese.

• La cristianizzazione del mito arturiano

• Germania => romanzo arturiano e sua ideologia si diffondono alla fine del XII sec. Wolfram von Eschembach: cavaliere è prima di tutto un guerriero, insiste sull'educazione, cultura libresca pericolosa / Hartmann von Aue: tema della cavalleria e del suo ideale, missione di protezione dei deboli, mantenimento della pace, difesa della giustizia, ricerca di gloria personale criticata, valori interiorizzati, violenza attenuata, alcuni considerazioni morali di origine ecclesiastica.

• Francia => la chiesa malsopporta la glorificazione di Lancillotto, ma con insuccesso; fine del XII sec romanzo barbaro e crudele di ispirazione monastica “Perlesvaus”, trasforma Lancillotto e i suoi compagni in crociati, impongono con forza il battesimo all'Inghilterra ancora pagana, autorizzati massacri e violenze al servizio della fede; virtù della cavalleria terrena + celeste.

• Cristianizzazione del tema del Graal: spiritualizzazione delle avventure arturiane con significato cristiano a riti e misteri + ricerca di corrispondenze storiche e mistiche chiesa della origini – mondo arturiano. Graal = calice in cui è stato raccolto il sangue di Cristo in croce; tavola dell'ultima cena prefigura Tavola rotonda; Merlino è figlio del diavolo; dimensione scatologica + partecipano del mistero della redenzione. Attesa di un Messia nato dalla cavalleria, vergine e senza lussuria = Galaad, nuovo Cristo della cavalleria, figlio di una vergine pura, che riunisce virtù della cavalleria < padre Lancillotto e la castità della madre: lui libererà il mondo arturiano dai suoi demoniaci incantesimi, assicurando la sua salvezza => è clericalizzazione del mito romanzesco, che sfocia in mistica della cavalleria.

• I romanzi d'avventura

Tristan in prosa, metà XIII secolo: mescola temi di Tristano e Isotta + temi del ciclo di Lancillotto, riconcilia amore raffinato e cavalleria => trionfo del romanzo d'avventura, spirito disincantato, eroe cerca un significato nelle avventure, rimettendo in causa l'ideale cavalleresco, l'amore cortese e la morale cristiana.

=> Crisi morale della cavalleria: sembra perdere i suoi punti di riferimento: divorzio cavalleria da romanzo/cavalleria reale.

• Letteratura ed etica cavalleresca

• Nelle chansons de geste, etica cavalleresca rimane puramente guerriera: dovere vassallatico + conflitti morali, aspirazione ad essere riconosciuto come il migliore (il + valoroso) cavaliere del mondo, x non essere tacciato di codardia, buona dose di orgoglio cavalleresco che non deve nulla alla pietà cristiana. Nel personaggio dell'eroe epico, le motivazioni profonde che lo portano a superare se stesso x la causa che serve sono gusto della prodezza + ricerca della gloria + timore del disonore. Lotta vs infedeli non è l'elemento fondamentale dell'etica cavalleresca: crociata ≠ cavalleria.

• Con Chretien de Troyes l'etica cavalleresca si affina un po': andare in soccorso di dame e damigelle + non uccidere deliberatamente un cavaliere che si dichiara vinto e domanda grazia. Protezione della chiesa, difesa dei poveri, dei deboli, delle vedove e degli orfani sono assenti in Chretien: il dovere di assistenza assume un tono mondano.

=> Esistenza concreta di un codice deontologico che proibisce d colpire un ferito che giace a terra.

Ideologia cavalleresca si fonda sui valori di Prodezza, Generosità e Cortesia. Comunque la Generosità, in origine, non è specifica della cavalleria, è un valore aristocratico e regio: indispensabile liberalità vs poveri cavalieri è un luogo comune della letteratura francese => declino della generosità principesca spinge i cavalieri alle malefatte: è un dono che

richiede una contropartita, un beneficio sociale x suggellare la solidarietà della cavalleria e x legare al signore i guerrieri che lo servono. => Generosità diventa virtù cavalleresca quando, conformemente agli altri scivolamenti, la cavalleria rafforza il suo carattere aristocratico e tende a confondersi con la nobiltà x formare una casta.

In nessun caso la cavalleria deve aprirsi ai villani: i cavalieri hanno ogni motivo x temere i borghesi (usurai), che li sfruttano e li impoveriscono. + Polemica vs principi che si circondano di plebei e che non hanno rispetto x i cavalieri di nobile nascita.

• L'onore cavalleresco

Onore si ricollega alla nozione di lignaggio: non è solo una virtù personale, ma un valore di clan, un bene collettivo che ogni generazione, ereditandolo, deve dedicarsi a preservare => onta e disonore si trasmettono all'intero lignaggio. Comportamento glorioso degli antenati obbliga moralmente i discendenti ad agire conformemente. Senso dell'onore => fierezza => orgoglio di classe => altezzoso disprezzo.

• Essere, è apparire

Ogni famiglia aristocratica si dota presto di uno stemma, i cui elementi indicano le origini, il rango e i legami parentali e sociali. L'araldica contribuisce alla distinzione dell'aristocrazia. Movimento dalla funzione alla natura, dall'utile all'onorifico, dall'essere all'apparire e dal simbolo all'etichetta.

Devozione vs riti della cavalleria: adoubement + stemmi + diritto di portare le armi all'interno delle chiese + diritto di portare speroni dorati e certi abiti + caccia col falcone, ecc.

Vs inesorabile ascesa sociale della borghesia, la cavalleria accentua i caratteri aristocratici e i valori culturali che la risollevano ai suoi propri occhi: rafforzano carattere elitario, lo estendono dal piano professionale a quello sociale e trasformano la cavalleria in un ordine d'elite della nobiltà.

CONCLUSIONI – Declino della cavalleria o rinascita di un mito?

Non possiamo affermare che la cavalleria di fine Medioevo ha perduto del tutto la sua preminenza funzionale.

? Possiamo parlare di declino della cavalleria come modo d'essere, di una dissoluzione dell'ideale cavalleresco? NO. Eroi dei romanzi, imitati dai cavalieri, hanno voluto credere che un tempo la cavalleria fosse così, sforzandosi di assomigliare a quel modello che ispirava fascino e nostalgia. Queste virtù portavano alcuni cavalieri dell'ultimo Medioevo a tentare di imitare i presunti comportamenti dei cavalieri valorosi del passato => presenza ancora fortissima dell'ideale cavalleresco nella mentalità aristocratica. Nel XV sec, mescolanza etica guerriera e senso dell'onore + mondanità aristocratiche e vanità delle apparenze: onnipresenza di questa ideologia cavalleresca negli spiriti dell'ultimo Medioevo e ulteriori sopravvivenze.

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