Franco Sacchetti - Giovanni Sercambi - ser Giovanni Fiorentino, Schemes and Mind Maps for Italian literature
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Franco Sacchetti - Giovanni Sercambi - ser Giovanni Fiorentino, Schemes and Mind Maps for Italian literature

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riassunto dal libro La Scrittura e L'interpretazione
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Franco Sacchetti Vita: Nasce a Ragusa, in Dalmazia, figlio di mercante fiorentino. La sua vita pare essere legata alle

arti mercantili e artigianali. (CRISI travaglio religioso provocato dalla peste 1374)

Questa “crisi” segna in due fasi l’attività letteraria di Sacchetti:

- dopo il 1374 si accentuano gli elementi moralistici e il passaggio alla prosa dimostra anche

l’intenzione di accedere ad un pubblico più vasto; nella produzione in versi nella prima fase prevale

l’influenza Stilnovistica, Boccacciana e Petrarchesca (“Poemetto”, “La battaglia delle belle donne di

Firenze con le vecchie” - confluiscono nel “Libro delle Rime 1362”.

-Nella seconda fase (crisi del 1374, turbamento provocato dal tumulto dei Ciompi e dalla condanna a

morte del fratello, innalzano le preoccupazioni religiose evidenti in “Sposizioni dei Vangeli”, opera che

segna il passaggio alla prosa.

L’uso della PROSA ritorna anche nelle “Lettere” (sedici, scritte quasi tutte in volgare) e

successivamente anche nelle “Novelle”.

Il progetto del TRECENTONOVELLE risale al 1385: l’opera conteneva originariamente 300 novelle,

ma settantotto sono andate perdute e altre ci sono giunte frammentarie.

Queste novelle sono prive di cornice e organizzazione, è l’autore a narrare direttamente.

I Temi sono legati alla vita comunale fiorentina e toscana, con le furbizie, i motti di spirito o le facezie

delle genti “mezzane” che ne sono protagoniste, mentre il motivo moralistico induce alla polemica

contro le donne, contro il lusso, contro la guerra, contro la tirannia signorile.

Contemporanei di Sacchetti furono altri due novellieri: Giovanni Sercambi e ser Giovanni Fiorentino.

Giovanni Sercambi fu autore di “Croniche” ma la sua più notevole opera è costituita da cinquecento

novelle che racconta di una brigata, durante la peste del 1374, lascia Lucca e compie un viaggio per

l’Italia. A differenza di quelle di Sacchetti, sono collegate da una “cornice”, il tono è popolare, le

situazioni sono elementari;

Ser Giovanni Fiorentino ha lasciato le cinquanta novelle che costituiscono il Pecorone. Nel proemio si

dice che essa sarebbe stata compiuta nel 1378. Durante le venticinque giornate, i due narratori

raccontano una novella ciascuno, alla presenza dello scrittore.

L’autore punta sulle peripezie delle vicende, a cui vengono sacrificati, però la psicologia dei

personaggi e l’approfondimento delle situazioni.

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