relazione Inglese, Research for Undefined. Università di Milano
selom3284
selom32848 June 2014

relazione Inglese, Research for Undefined. Università di Milano

DOCX (28 KB)
6 pages
1000+Number of visits
Description
English for comunicazion and managment
20points
Download points needed to download
this document
Download the document
Preview3 pages / 6
This is only a preview
3 shown on 6 pages
Download the document
This is only a preview
3 shown on 6 pages
Download the document
This is only a preview
3 shown on 6 pages
Download the document
This is only a preview
3 shown on 6 pages
Download the document

Indice

Introduzione

1 L’ENTE ORATORIO 1.1 Attività socio-pastorale degli oratori 1.2 Il bar parrocchiale: Gestione economica e difficoltà

2 Aspetti normativi degli oratori

3 Nuove sfide dell’Oratorio

Conclusione Bibliografia

INTRODUZIONE

Dal TOGO in Africa Occidentale, sono arrivato in Italia, nel Lodigiano per una missione di anni tre sulla Parrocchia di Caselle Lurani in Provincia di Lodi.

Fra i miei impegni c’è la gestione del Bar dell’Oratorio San Mauro, della piccola frazione Calvenzano di circa 1000 abitanti.

La diversità del paesaggio, del costume, delle tradizioni, ha creato inizialmente qualche difficoltà, superata dalla reciproca comprensione.

1

Questa premessa per indicare come il rapporto umano è molto importante per avvicinare gli uomini, sempre, in ogni luogo e pur con differenti convinzioni.

Con il termine ORATORIO (dal latino orare, cioè pregare) s’intende un piccolo edificio dedicato al culto religioso cristiano dove i fedeli si recavano a pregare: la parola prende il nome dal luogo in cui, intorno al 1600, si riunivano i fedeli in preghiera. Partendo dagli esempi dei Santi Filippo Neri() e Giovanni Bosco(), l’oratorio è diventato nel corso degli anni sempre più luogo di aggregazione e formazione, sia religiosa che umana. Le strutture si sono attrezzate ed ingrandite, oltre a diffondersi per tutta Italia.

Oggi il termine sta a indicare una vasta rete di attività svolte dalle parrocchie ed altre istituzioni cristiane a favore dei ragazzi e dei giovani: è in questo significato che il termine è usato.

Dopo aver presentato la funzione educativa, formativa, aggregatrice e sociale svolta dagli oratori, analizzeremo le leggi che dal 2001, hanno come obiettivo di riconoscere, valorizzare, promuovere questa missione che ha al suo centro la gestione del bar parrocchiale. Prima di concludere, cercheremo di identificare le nuove sfide dell’oratorio oggi e faremo qualche proposta.

1-L’ENTE ORATORIO

1.1 Attività socio-pastorali degli oratori

Il compito primario dell’oratorio è valorizzare e sostenere il ruolo della famiglia cristiana sviluppando un dialogo aperto e costruttivo. E’ importante che nell’oratorio si respiri un clima famigliare per aiutare i tanti ragazzi e giovani alle prese con situazioni famigliari. Spesso l’oratorio diventa una seconda famiglia. Attraverso i linguaggi del mondo giovanile , l’oratorio promuove il primato e la dignità della persona, favorendo accoglienza e attenzione soprattutto verso i più bisognosi. In questo modo si apre nei ragazzi la generosità e la prossimità che sono virtù cristiane. Di fronte alla crescente presenza di ragazzi e giovani appartenenti ad altre culture e religioni deve crescere la capacità di accoglienza senza venire meno alla identità del luogo. Si tratta di nuove e preziose occasioni di dialogo.

Le dinamiche e lo stile dell’oratorio è di educare ad un cammino comunitario attraverso relazioni personali autentiche. L’ attuale emergenza educativa è letta

1

dall’impoverimento delle relazioni personali educative. L’accrescersi esponenziale della comunicazione virtuale costituisce una sorta di surrogato che rischia d’ingannare molti giovani viventi nel mondo della rete senza coltivare vere e sincere relazioni. La qualità delle relazioni incide profondamente sul processo educativo. Normalmente l’oratorio è considerato un ambiente aperto e accogliente, un luogo in cui è facile entrare, ci si trova a proprio agio come fosse una seconda casa

1.2 Il bar parrocchiale: Gestione economica e difficoltà

E aperto solo nei pomeriggi in cui si svolgono attività formative o incontri. E destinato ai ragazzi e ai giovani, per offrire loro un luogo di socializzazione in continuità con le altre proposte formative; altre volte è frequentato prevalentemente dai gruppi della terza età o dalle famiglie che fanno riferimento alla parrocchia. In tutti i casi i bar parrocchiali sono accomunati dalla capacità di procurare ai parroci e ai loro collaboratori una quantità di problemi e incertezze nella loro gestione, sia sotto il profilo amministrativo che dal punto di vista fiscale. L’oratorio sostiene spese di molteplici attività (catechismo, cene e pranzi, Missioni ); le entrate arrivano per la maggior parte da offerte varie e dal Grest.Un’entrata molto positiva è rappresentata dai compleanni/feste/battesimi (attualmente si concede il salone a pian terreno qualsiasi giorno, mentre il salone della Natività viene concesso anche di sabato o di domenica fuori dagli orari del catechismo) con un offerta di 30 euro (considerato il fatto che occorre coprire le spese del riscaldamento, luce, impianti audio/video, pulizie,cucina,..). Le uscite maggiori sono rappresentate dal riscaldamento e dalla luce. Tante scelte vengono fatte per accogliere i ragazzi, piuttosto che per “guadagnare” ( es. la scelta di aprire il sabato e la domenica sera per gli adolescenti, anche se molte volte ci sono pochi ragazzi, oppure la scelta di non avere il Bar per dare la possibilità agli educatori di essere presenti in mezzo ai ragazzi, o ancora di offrire, da parte delle mamme, la merenda ai bimbi per la festa don Bosco. Dal Giornale Parrocchiale del Gennaio di quest’anno, si rileva il Bilancio Anno 2013, da cui estrapoliamo la situazione dell’oratorio il bilancio che si è chiuso con un passivo di 544 €. Entrate Uscite

BOLLETTE 220,00 6.102,75 DOPOSCUOLA 900,00 COMPLEANNI 650,00 SIAE 100,00 Tessere ANSPI 875,50 919,50 PULIZIE 286,00 VARIE 76,00 157,27 GREST 2.000,00 FESTE 932,20 OFFERTE 1.015,00

1

NOLEGGIO TENDONE

650,00

ORATORIO 2.838,67 2.697,67 MANUTENZIONE (ESTIN.,DISINFEST. )

439,00

TOTALE 10.157,3

7 10.702,19 -544,8

2

La scelta di offrire in parrocchia un luogo di ritrovo e anche di “ristoro” comporta la necessità di affrontare e risolvere una serie di problematiche Manca un altro aspetto della questione: gli obblighi soprattutto i riflessi fiscali derivanti dall’ordinamento giuridico che regola questo tipo di attività.

2Aspetti normativi degli oratori

La gestione di un bar da parte della parrocchia, infatti, costituisce un’attività considerata commerciale per presunzione di legge, come risulta dall’art. 4, c. 5 del D.P.R. 633/72 che, stabilendo cosa debba intendersi per “esercizio d’impresa”, precisa che “sono considerate in ogni caso commerciali […] d) gestione di spacci aziendali, gestione di mense e somministrazione di pasti”. Dalla inclusione del bar tra le attività commerciali deriva anche il trattamento ai fini delle imposte dirette, gli obblighi contabili ed una serie di adempimenti di carattere tributario.

Gli incassi delle somministrazioni, tutti soggetti ad IVA con l’aliquota del 10%1, devono essere certificati attraverso scontrini fiscali emessi dal registratore di cassa e annotati sul registro dei corrispettivi. Tutti i beni ed i servizi destinati all’attività commerciale devono essere fatturati2; le fatture dei fornitori devono invece essere riportate sul registro dei fornitori. Qualora, su richiesta del cliente, si emettessero fatture, occorrerà istituire anche il registro delle fatture emesse, sul quale dovranno essere registrate. L’ultimo registro previsto dalla normativa IVA è il registro di emergenza, da utilizzare in caso di malfunzionamento del registratore di cassa.

Ai fini dell’IRPEG la gestione dell’attività del bar va assoggettata alle disposizioni riguardanti i redditi d’impresa. Il reddito può essere calcolato in maniera analitica o in maniera forfetaria. Indipendentemente dalla modalità di calcolo utilizzata il reddito d’impresa conseguito deve essere tassato applicando l’aliquota agevolata ridotta al 50%3 pari, a partire dal 1° gennaio di quest’anno, al 17%.

Anche per quanto concerne l’IRAP il calcolo della base imponibile, denominata valore della produzione, varia a seconda che ai fini IRPEG sia stato utilizzato il sistema analitico o quello forfetario.

1

1 Cf D.P.R. 633/72, Tabella A, Parte III. 2 In assenza di fattura i relativi costi non potranno essere dedotti dai ricavi con la conseguenza di pagare tasse su guadagni inesistenti. 3 Cf D.P.R. 601/72, art. 6, c. 1, lett. c). Si veda anche l’articolo “La finanziaria riduce l’IRPEG e ridisegna l’IRAP” in questo stesso fascicolo.

L’art. 109 del TUIR impone che la contabilità relativa alle attività commerciali esercitate dalle parrocchie (e da tutti gli altri enti non commerciali) sia tenuta in maniera separata rispetto a quella riguardante le attività istituzionali.

Tre i regimi contabili che possono essere adottati e che illustriamo brevemente. Contabilità super semplificata

Questo regime può essere utilizzato solo dagli enti che, nell’ambito di tutte le attività commerciali esercitate realizzano ricavi non superiori a 15.493,71 euro e che si avvalgono del regime forfetario di determinazione del reddito previsto dall’art. 109-bis del TUIR (coefficiente di redditività pari al 15% dei ricavi). Le scritture contabili da tenere sono costituite da due registri: il registro dei corrispettivi (che può essere sostituito da un apposito prospetto conforme al modello approvato con D.M. 11 febbraio 1997) e quello dei fornitori. Nel registro dei corrispettivi (o nell’apposito prospetto) entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento deve essere annotato l’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti; entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi va registrato il valore delle rimanenze di magazzino indicando distintamente le quantità e i valori per singole categorie di beni. Entro il termine previsto per le liquidazioni IVA (quindi con cadenza mensile o trimestrale in caso di opzione), con registrazione cumulativa, nel registro dei fornitori va riportato l’ammontare degli acquisti e delle importazioni rilevanti ai fini IVA, con distinta annotazione dell’imposta detraibile. Per le dichiarazioni, ci limitiamo a ricordare che l’esercizio di attività commerciali rende obbligatoria la presentazione del Modello Unico comprendente la dichiarazione relativa all’IRPEG, all’IRAP e all’IVA.

3-Nuove sfide dell’oratorio oggi L’oratorio dall’origine ha posto attenzione alla necessità a alla povertà delle nuove generazioni. Oggi occorre prender atto che molti oratori faticano a perseverare nella consueta tradizione, per la complessità delle sfide culturali, sociali ed economiche che li coinvolge. In altri quartieri e paesi invece resta l’unico punto di riferimento sociale ed ecclesiale. Purtroppo vi sono situazioni in cui il disagio scivola in comportamento a rischio (dipendenza da alcool e droga). Gli oratori possono fare molto per la prevenzione e il sostegno in queste difficoltà. Occorre oltre offrire luoghi sicuri e protetti, cercare ed accogliere i soggetti bisogni. Ed è un impegno difficoltoso. Di fronte alla sfida della interculturalità, gli oratori rappresentano uno dei luoghi più avanzati e coinvolti nei processi di accoglienza ed integrazione dei figli degli immigrati. Gli stessi ragazzi, messi nella condizione di confrontarsi con i coetanei di altre nazionalità e di altre religioni, aiutano le nostre comunità a crescere nell’integrazione. In questi tempi di crisi si favorisce la formazione di gruppi che gestiscono la Caritas parrocchiale a servizio degli ultimi, così come per le Missioni del terzo mondo. La gestione di un oratorio può essere molto complessa amministrativamente ed in continua evoluzione. Il rispetto delle leggi e regolamenti deve essere assolto con cura. Vanno evitate forme di spontaneismo garantendo all’oratorio una precisa configurazione giuridica e organizzativa.

1

Conclusione

L’oratorio continua ad avere come obiettivo di favorire il pieno sviluppo di tutte le dimensioni della persona: intellettiva, affettiva, relazionale e spirituale. Ma deve oggi affrontare i problemi della rapida evoluzione sociale, specie per i giovani. Gli oratori sono stati, lo sono ancora e si spera diventino sempre di più, dei veri “laboratori educativi”. Attraverso l’impegno su un presente drammatico ed affascinante, è possibile riconoscere nel rilancio degli oratori una vera forza a beneficio delle nuove generazioni e della società.

La via privilegiata è l’agire comunitario, basato sul confronto e sulla condivisione. L’oratorio deve aiutare ciascuno a scoprire i propri talenti e a metterli a frutto per il bene di tutti. L’educazione è sempre un’opera corale che comprende i variegati rapporti di sacerdoti, animatori, genitori, ed altre figure disponibili.

BIBLIOGRAFIA

A. Bissi, Il battito della vita. Conoscere e gestire le proprie emozioni, Paoline, Milano 2007

A. Bissi, Il colore del grano. Crescere nella capacità di amare, Paoline, Milano 2007

A. Giddens, Structuration and social action, London 1995

T. HORN, God: Supreme Being or Imaginary Friend?, London 2014.

Dr. Ray GUARENDI, Winning the Discipline Debates, Manchester, 2010

www.catholicanswers.com

www.chiesacattolica.it/giovani

1

comments (0)
no comments were posted
be the one to write the first!
This is only a preview
3 shown on 6 pages
Download the document