Tesina sui minori approfondita, Past Exams for Psychology

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I minori

Il nostro lavoro riguarda i minori, una delle numerose categorie sociali ogge�o di tutela e di assistenza sociale. I minori sono per natura sogge� fragili che vanno prote� nel corso di tu�e le loro fasi di vita, a par�re dai nascituri fino al raggiungimento della maggior età. La nostra cos�tuzione, garan�sce quindi ai minori le stesse opportunità al fine di o�enere l’uguaglianza del sogge�o che diventerà indipendente nella maggiore età.

La nostra Repubblica ha il compito di predisporre un sistema di tutela sociale dei minori poiché l’obie�vo dello stato sociale è quello di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà della persona umana e ne impediscono il pieno sviluppo.

Per lungo tempo, si è prestata a�enzione solo a specifiche categorie di minori, oggi invece la tutela dei minori deve essere globale ed universale, e quindi rivolta a tu�, senza dis�nzioni.

Ad oggi le disposizioni della Convenzione Internazionale dei diri� del fanciullo hanno “connotato” il minore come “ci�adino in miniatura”, contribuendo alla progressiva affermazione della capacità del minore di divenire protagonista delle relazioni con il sistema pubblico posto a sua tutela.

Questo maggior protagonismo però, convive con l’incapacità giuridica di agire che contraddis�ngue lo status minorile…

La sogge�vità del minore quindi, è in stre�a connessione allo status di figlio poiché il minore è sogge�o alla potestà genitoriale; essa può essere definita come un potere di natura familiare che viene affidato ai genitori per la cura e l’educazione dei minori. La potestà genitoriale nel Codice del 1942 era a�ribuita ad entrambi i genitori ma esercitata dal padre (chiamata patria potestà), ora invece deve essere esercitata dal padre e dalla madre, i quali non devono comprimere la personalità del figlio.

Il primo ambiente con il quale viene a conta�o il minore, è quindi la famiglia;la legge stabilisce che “il figlio ha diri�o di crescere in famiglia”, possibilmente nella propria, e per incen�vare ciò, i pubblici poteri devono a�vare interven� socio-assistenziali a sostegno dei nuclei familiari a rischio; se la famiglia nonostante gli aiu� non è in grado di provvedere al minore, egli ha il diri�o ad un’altra famiglia.

La legge regola lo stre�o legame tra genitori e figli, sopra�u�o minorenni; in par�colare stabilisce i doveri dei genitori verso i figli.

L’ar�colo 30 impone ai genitori di mantenere, educare ed istruire i figli, anche se na� fuori dal matrimonio; oggi infa� i figli na� fuori dal matrimonio hanno la stessa tutela giuridica e sociale dei figli legi�mi.

I genitori del minore devono tener conto degli effe�vi interessi e delle aspirazioni del figlio, perme�endogli di esprimere il suo pensiero o il suo giudizio.

I genitori, congiuntamente o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestà, amministrano i beni del figlio, tu�avia non possono rendersi acquiren� dire�amente; in caso di contras� tra genitori, interviene il giudice.

Una situazione par�colare : La Germania

Germania - Indicazioni essenziali sulle cara�eris�che del sistema tedesco in materia familiare

In Germania opera un ente statale, lo JUGENDAMT, che spesso viene confuso con i servizi sociali, invece il suo ruolo è molto più esteso, le sue possibilità decisionali e di intervento innumerevoli e le sue finalità diverse da quelle che dovrebbe perseguire un servizio sociale. Il suo compito ufficiale è quello di occuparsi della tutela dei bambini, dove però il conce�o di tutela è molto diverso da quello inteso nei restan� paesi dell’Unione, come illustrato più so�o. Lo Jugendamt lavora in stre�a collaborazione con le forze di polizia e con i tribunali, raccogliendo informazioni sui bambini anche a�raverso la scuola, il pediatra ed ogni altro �po di is�tuzione tedesca. Se ri�ene che in uno degli ambi� rela�vi alla crescita del bambino ci sia una mancanza da parte dei genitori interviene, arrivando a chiedere al tribunale di eme�ere un decreto che limita il diri�o di affido dei genitori sul figlio.

Il frazionamento del diri�o di affido sui figli

In Germania infa� il diri�o di affido si divide in due grandi categorie (la cura della persona e la cura del patrimonio), divise a loro volta in so�ocategorie (il diri�o a decidere il luogo di residenza, quello rela�vo alla scuola e all’istruzione, quello di decidere nell’ambito sanitario, quello a decidere il cognome del bambino, ecc....). Pertanto i genitori che, per esempio, non so�opongono i bambini ai regolari controlli pediatrici, così come previs� dalla norma�va tedesca, rischiano di vedersi so�rarre una parte del loro diri�o di affido sui propri figli, quello appunto rela�vo alle cure sanitarie.

I genitori che non seguono a�vamente i bambini nel loro percorso scolas�co, o non sono in grado di farlo, perché nonostante la permanenza in Germania non padroneggiano la lingua tedesca, rischiano di vedersi togliere la parte di affido rela�va all’educazione. Anche perme�ere al bambino di non presenziare alle controverse lezioni di educazione sessuale, può portare alla perdita dell’affido.

In Germania infa� la frequentazione della scuola è obbligatoria, diversamente dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione nei quali vige l’obbligo di istruzione, ma non di frequenza scolas�ca. Se dunque negli altri paesi è prevista la possibilità di educare i propri figli a casa (scuola parentale o homeschooling) e con insegna� priva�, con esame alla fine di ogni anno scolas�co, questo è reato in Germania, punibile appunto con la perdita dell’affido e fin anche con la prigione. Sono di grande a�ualità le manifestazioni tenute da diverse associazioni ca�oliche tedesche che richiedono la possibilità di non far partecipare i propri figli alla lezioni di educazione sessuale che definiscono essere a sfondo pornografico e sicuramente contro l’e�ca e la morale.

Le separazioni nei tribunali familiari tedeschi

In caso di separazione dei genitori, l’intervento dello Jugendamt è ancora più massiccio. Lo Jugendamt partecipa d’ufficio a tu� i procedimen� nei quali è coinvolto un minore e non lo fa come consulente del giudice, ma come parte in causa, quindi allo stesso �tolo dei genitori, anche se ques� sono in pieno possesso dei loro diri� sul figlio. In altre parole, in Germania i bambini hanno tre genitori. Il giudice non può esimersi, è obbligato a coinvolgere lo Jugendamt ed a chiedergli il suo parere . Il parere dello Jugendamt è vincolante per il giudice: se infa� quest’ul�mo dovesse decidere in modo diverso da quanto “consiglia” lo Jugendamt, questo ente può fargli causa e appellare la decisione. La legge riconosce espressamente allo Jugendamt il diri�o di fare appello delle decisioni che non condivide, a�ribuendogli così implicitamente anche la funzione di controllo sui giudici.

Il Verfahrensbeistand

Nei procedimen� familiari tedeschi è presente anche un’altra figura giuridica, il Verfahrensbeistand, il cui nome viene generalmente erroneamente trado�o con “curatore”, oppure “avvocato del bambino”, proprio perché questa figura giuridica non esiste nell’ordinamento italiano. In Italia, il curatore viene nominato e prende parte al procedimento nel caso in cui i genitori abbiano perso l’affido sul minore, in Germania invece esso viene nominato anche se i genitori hanno tu� i diri� sul figlio, per questo parliamo di traduzione errata. Anche l’altra traduzione, “avvocato del bambino” è fuorviante perché se il minore, ormai ragazzino, chiede di scegliere autonomamente il suo avvocato, non può farlo. In pra�ca il Verfahrensbeistand è un’altra figura statale, nominata dal tribunale, che in genere lavora in accordo con lo Jugendamt e sos�ene le stesse tesi che in questo caso verranno però considerate espressione della volontà del minore.

I figli naturali

Una realtà molto diversa da quella italiana, è quella delle coppie di fa�o. In Germania la madre non sposata de�ene la responsabilità genitoriale (o potestà) esclusiva, anche se il padre ha riconosciuto il bambino e gli ha dato il suo cognome. Riconoscere il proprio figlio, per un padre non sposato significa riconoscere soltanto di dover pagare gli alimen� per il bambino in caso di separazione. La madre, detenendo la responsabilità genitoriale (o potestà) esclusiva, può prendere autonomamente qualsiasi decisione rela�va al bambino, può traslocare, può scegliere la scuola, può decidere se mantenere o meno il conta�o padre figlio, può cambiare il cognome del bambino e può disporre liberamente di eventuali libre� di risparmio o con� aper� a nome del minore, di solito da nonni e altri paren� per assicurare gli studi futuri del piccolo. Con la modifica del codice di famiglia entrata in vigore nel 2009, il padre non sposato può fare istanza in tribunale chiedendo al giudice il riconoscimento della responsabilità genitoriale (o potestà) congiunta . Il giudice la concede solo se questo è conforme al Kindeswohl (il bene del bambino nella par�colare accezione tedesca del termine) se cioè, per esempio, i genitori hanno mantenuto un buon dialogo fra di loro nonostante la separazione e sono in grado di prendere congiuntamente decisioni rela�ve al minore. Sopra�u�o nei casi binazionali, è sufficiente che la madre tedesca si rifiu� di parlare con il padre, per esempio italiano, per far sì che il giudice repu� la potestà congiunta non conforme al bene del bambino.

Genitori non sposa� e responsabilità genitoriale

Ar�colo 1626a – Responsabilità genitoriale di genitori non sposa�; dichiarazione di esercizio congiunto della responsabilità genitoriale

Se i genitori non sono sposa� alla nascita del bambino, hanno il diri�o di esercitare la responsabilità genitoriale congiunta se:

1. dichiarano di voler esercitare congiuntamente la responsabilità genitoriale (dichiarazione di responsabilità genitoriale congiunta)

2. si sposano

3. se il tribunale familiare dispone la responsabilità genitoriale congiunta. Il tribunale familiare conferisce la responsabilità genitoriale o una parte di essa a entrambi i genitori, su istanza di uno dei genitori, se de�o conferimento non contrasta con il bene del bambino. Se l’altro genitore non apporta mo�vazioni che contras�no de�o conferimento e se altrimen� queste mo�vazioni non sono eviden�, si presuppone che l’esercizio della responsabilità genitoriale congiunta non

sia in contrasto con il bene del bambino. Negli altri casi, la madre è detentrice della responsabilità genitoriale esclusiva.

Tutela e stru�ure per i minori

La cos�tuzione Italiana prevede delle norma�ve socio-assistenziali a favore della tutela dei minori. Facciamo riferimento all'art. 30 : Che stabilisce che il compito di mantenere, istruire ed educare i figli incombe prioritariamente sui genitori e sullo Stato in caso di incapacità dei primi. Nel momento in cui, il genitore non è in grado di svolgere tali compi�, lo Stato interviene e definisce come intervenire a riguardo. Per lungo tempo il ricovero in is�tuto è stato lo strumento maggiormente u�lizzato dallo Stato per fornire aiuto ai minori privi di un adeguato ambiente famigliare. A par�re dagli anni Sessanta, tu�avia, la poli�ca di is�tuzionalizzazione dei minori fu vi�ma di molte cri�che, che condussero all'approvazione della legge del 4 Maggio 1983, n. 184 definendo che il minore deve crescere in un ambiente famigliare. " Il figlio ha diri�o di crescere in famiglia " ( Art. 315-bis comma 2 del c.c ) Solitamente quando la famiglia dell'individuo, nonostante gli aiu� offer�,decide di non provvedere alla crescita e all'educazione del figlio, la legge prevedere il ricorso all'affidamento o all'adozione. Tali provvedimen� si prendono in considerazione quando le situazioni sono molto gravi. In alterna�va, il panorama legisla�vo me�e a disposizione diverse stru�ure per la formazione ed educazione del minore, affinchè quest ul�mo possa crescere in un ambiente sereno, senza andare a comprome�ere la sua formazione personale e stabilità mentale. Esistono varie stru�ure, come : I centri di ascolto per adolescen�. Quest'ul�me sono fondamentali per far emergere precocemente il disagio minorile e ad individuare la possibile soluzione per rimuoverlo. Una delle organizzazioni più sviluppate è l'assistenza residenziale e semiresidenziale, queste perme�ono l'allontanemento dall'ambiente famigliare considerato non idoneo all'istruzione,educazione e formazione del figlio. Queste stru�ure, per assicurare una giusta formazione dell' individuo, si organizzano so�o forma di comunità di �po familiare. ( Ormai da anni, sono sta� aboli� gli Is�tu�) Tra le stru�ure residenziali più diffuse, ricordiamo : le comunità di �po famigliare ( più comunemente chiamate case-famiglia) cara�erizzate dalla convivenza stabile di un piccolo gruppo di minori con un nucleo di adul� che assumono la funzione genitoriale. Le comunità educa�ve, molto simili alle case- famiglia, con la differenza che vi è un equipé di operatori professionali che si occupano principalmente dell'educazione degli individui. In fine, esistono stru�ure che ospitano un gruppo limitato di persone con la presenza,limitata ad alcuni momen� della giornata, di operatori professionali che assumono la funzione di adulto di riferimento. Fra le stru�ure semiresidenziali più diffuse, ricordiamo : i centri diurni, servizi ad accesso libero in cui vengono svolte diverse a�vità, a par�re da quelle educa�ve, a quelle crea�ve. Tali stru�ure, si occupano dei minori con problemi ben precisi : dispersione scolas�ca, emarginazione sociale o di devianza. Definiamo che l'is�tuzione di queste stru�ure,sono fondamentali per poter prevenire o eliminare, qualsiasi �po di disagio si vada a creare nell'individuo. Svolgono la funzione di prevenzione e formazione del minore stesso.

L'importanza dell'istruzione

Istruzione è il termine con il quale si è soli� comprendere una serie di a�vità volte a far apprendere un insieme coordinato di conoscenze. Il diri�o allo studio è uno dei diri� indispensabili ed inalienabili della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diri� umani dell'ONU. Per gli italiani, così come per gli stranieri, questo diri�o è funzionale allo

sviluppo della persona umana, sia nella dimensione individuale sia sul piano sociale. Nell’ordinamento italiano il diri�o allo studio è un diri�o sogge�vo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell’art. 34 della Cos�tuzione italiana. Quest’ul�ma prevede che i capaci e i meritevoli possano raggiungere i gradi più al� degli studi, anche se privi di risorse economiche, provvedendo con concorsi all’assegnazione di borse di studi, assegni alle famiglia ed altre provvidenze.L’istruzione, inoltre, può essere pubblica, quando il sistema di educazione è ges�to, finanziato e organizzato a livello statale all'interno del cosidde�o Stato sociale; può inoltre essere privata (o paritaria), quando non viene amministrata dallo Stato. Queste scuole hanno totale libertà circa materie e insegnan�. L’obbligo scolas�co è il dovere dei giovani di frequentare la scuola nell’età compresa tra i 6 e i 16 anni; il completamento di quest’ul�mo è finalizzato al conseguimento di un �tolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il dicio�esimo anno di età ed è disciplinato dalle seguen� leggi:

- Circolare Ministeriale 30/12/2010, n. 101, che, all’art. 1 dispone che “nell’a�uale ordinamento l’obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni”.

- Decreto Ministeriale 22 Agosto 2007, n. 139, art. 1: “L’istruzione obbligatoria è impar�ta per almeno 10 anni e si realizza secondo le disposizioni indicate all’ar�colo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

- Legge 27 dicembre 2006, n. 296, ar�colo 1, comma 622: “L’istruzione impar�ta per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consen�re il conseguimento di un �tolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il dicio�esimo anno d’età”.

Diverso è l’obbligo forma�vo, ossia il diri�o, per coloro che hanno frequentato inevitabilmente la scuola, di con�nuare a seguire a�vità dida�che fino ai 18 anni. Ogni giovane, potrà scegliere, sulla base dei propri interessi e delle capacità, uno dei seguen� percorsi:

-proseguire gli studi nel sistema dell’istruzione scolas�ca;

-frequentare il sistema della formazione professionale la cui competenza è della Regione e della Provincia;

-iniziare il percorso di apprendistato; esso è un contra�o di lavoro a contenuto forma�vo finalizzato a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro a�raverso l’acquisizione di un mes�ere e/o di una professionalità specifica ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale;

-frequentare un corso di istruzione per adul� presso un Centro Provinciale per l’istruzione degli adul�.

Diversi studi hanno dimostrato che persone che hanno frequentato la scuola e hanno seguito una formazione professionale, provano a fare lo stesso con i loro figli; questo significa che chi manda un bambino a scuola aiuta intere generazioni a migliorare. Ad esempio:

L’istruzione protegge dallo sfru�amento: chi è in grado di leggere e scrivere conosce i suoi diri�, di conseguenza può opporsi a chi de�ene il potere, può fondare associazioni insieme ad altri e rivolgersi a en� pubblici e autorità giudiziarie, mezzi molto importan� per le minoranze che vengono oppresse dal governo.

L’istruzione respinge il crimine: quando i ragazzi sono impegna� con scuola, formazione professionale e compi� a casa si suppone che non passino il loro tempo a bighellonare in strada, non rubino e non prendano droghe.

L’istruzione abbassa il tasso di natalità: se una ragazza frequenta la scuola ha meno tempo per fare figli e l’indice di natalità tende ad abbassarsi. Questo è un dato molto importante per le grandi famiglie in difficoltà dei paesi in via di sviluppo. Assistenza sociale e assegni familiari non esistono o comunque non sono sufficien� per sopravvivere.

Sono responsabili dell’a�uazione dell’obbligo di istruzione:

• i genitori: ad essi competono le scelte tra le diverse �pologie di offerta scolas�ca e forma�va;

• le Is�tuzioni scolas�che e forma�ve: è loro impegno ado�are strategie efficaci per il raggiungimento degli adegua� livelli di apprendimento previs� dalla norma�va;

• i sogge� che assumono con il contra�o di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, i giovani tenu� all’assolvimento del diri�o - dovere all’istruzione e alla formazione nonché il tutore aziendale e i sogge� competen� allo svolgimento delle funzioni ispe�ve in materia di previdenza sociale e di lavoro;

• l’Amministrazione: ad essa è affidato il compito di stabilire i criteri, gli indirizzi e i presuppos� per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione;

• le Regioni e gli En� locali: ad essi spe�a assicurare le condizioni più idonee per la piena fruizione del diri�o allo studio da parte di ciascun alunno, di garan�re i suppor� stru�urali e le dotazioni necessarie allo svolgimento dell’a�vità dida�ca e forma�va.

Il lavoro minorile nel mondo

Con l’espressione diri� umani s’intende l’insieme delle garanzie giuridiche che, in un libero consesso civile, devono tutelare la vita di ciascun ci�adino, affinché egli possa esprimere appieno la sua personalità e contribuire al progresso materiale e spirituale di tu�a la società.

Convenzione internazionale sui diri� dell'infanzia

Esiste ancora oggi una grande a�enzione sociale verso i problemi dell’infanzia; i bambini sono riconosciu� a pieno �tolo come esseri umani in formazione che hanno bisogno di cure materiali e di affe�o per poter crescere in modo completo ed equilibrato. Il bambino quindi, in quanto persona è un sogge�o di diri�, riconosciu� sia dalle Cos�tuzioni di tu� i Paesi moderni sia dai documen� sulla tutela dell’infanzia emana� dagli Organismi internazionali, primo fra tu� la Convenzione internazionale diri� dell’infanzia. In tali documen� viene evidenziata la necessità che ad ogni bambino sia offerta la possibilità di svilupparsi normalmente sia da un punto di vista

fisico che spirituale, godendo pienamente degli irrinunciabili diri� alla vita, alla salute, all’educazione e all’istruzione, senza alcuna dis�nzione o discriminazione dovuta a cara�eris�che personali, etniche, linguis�che, culturali e religiose.

Molto spesso purtroppo, ai bambini sono nega� o diminui� ques� diri�; nel mondo ci sono bambini che imbracciano armi e comba�ono, altri che lavorano tu�o il giorno in orrende e mefi�che cave di minerali o a produrre beni di largo consumo vendu� a caro prezzo nei Paesi occidentali, ricevendo pochi spiccioli; altri che sono vendu� dai loro genitori o trascura� da quest’ul�mi a�en� al benessere materiale ma incuran� delle richieste di affe�o dei loro figli.

Addio all'età dei sogni : il lavoro minorile nel mondo

Almeno 250 milioni di bambini nel mondo sono priva� dalla spensieratezza della loro età per essere adibi� a lavori da adul�. Spin� dalla fame e dal bisogno delle loro famiglie, imparano bene presto cosa significa lavorare anche per 12-14 ore il giorno senza nessuna forma di tutela. I bambini fanno comodo in molte a�vità produ�ve: il loro corpo è piccolo e so�le e perciò può facilmente introdursi negli stre� cunicoli scava� nella terra alla ricerca di minerali o per l’estrazione di essi; le loro mani sono minute e affusolate e cosi possono cucire velocemente e con precisione palloni, scarpe�e spor�ve e rifinire altri ar�coli di abbigliamento che poi andranno a deliziare altri bambini più fortuna�.

L’OIL (Organizzazione Mondiale del Lavoro) e varie altre organizzazioni internazionali, fra cui l’UNICEF (Fondo internazionale di emergenza per l’infanzia delle Nazioni Unite), calcolano che nel mondo ci siano circa 250 milioni di bambini lavoratori, distribui� in tu� i con�nen�, ma aggiungono che probabilmente ques� da� sono so�os�ma� considerato che è molto difficile indagare in un se�ore in cui vige la legge dell’omertà sia da parte degli sfru�atori che degli sfru�a� ed in cui parecchi Governi non esercitano i necessari controlli e non a�uano le indispensabili azioni preven�ve e repressive. Le condizioni di sfru�amento del lavoro minorile non riguardano soltanto i paesi arretra� del mondo, ma interessano anche i Paesi avanza�, quelli del mondo civilizzato ed industrializzato. Un esempio di questa realtà ci è offerto dagli Sta� Uni� d’America in cui lavorano cinque milioni e mezzo di ragazzi in età scolare; ma il fa�o più sorprendente è che le violazioni alle leggi che regolano il lavoro minorile sono aumentate del 250% nell’ul�mo decennio ed a�ualmente il fenomeno non è ancora so�o controllo.

Alcuni da� ufficiali possono aiutarci a capire l’estensione del fenomeno:

- in Bangladesh i bambini sono u�lizza� sia nell’industria tessile sia nell’ar�gianato e rappresentano l’intera popolazione infan�le.

L’UNICEF ha censito ben 300 diversi �pi di lavoro svol� da bambini:

- in Bolivia sono mezzo milione i bambini che lavorano in campagna, nelle miniere ed in ci�à;

- in India sono 44 milioni i bambini lavoratori;

- in Nepal il 60% dei bambini lavora, a tu�o ciò si aggiunge la discriminazione fra i sessi poiché il carico di lavoro delle bambine è superiore di 2-3 volte rispe�o a quello dei maschi;

- in Pakistan sono o�o milioni i piccoli lavoratori e cos�tuiscono ben il 20% della popolazione a�va;

- in Perù le diffuse condizioni di povertà costringono 400.000 bambini ad andare a lavorare;

- anche in Senegal lo stato di povertà costringe i bambini ad abbandonare le proprie famiglie per andare a lavorare in ci�à.

L'Africa Subsahariana è la regione con il più elevato tasso di lavoro minorile: più di un terzo dei bambini di età compresa tra 5 e 14 anni è sfru�ato nelle forme più pericolose di lavoro.

Ogni giorno migliaia di bambini in Africa subiscono violenze, sfru�amento e abusi. La situazione è par�colarmente difficile per i bambini costre� a vivere e a lavorare per strada. A livello internazionale le organizzazioni come l’OIL e l’UNICEF, in stre�a collaborazione con le ONG (Organizzazioni non governa�ve) locali, sono da tempo impegnate in due �pi d’azioni: da una parte si cerca di sostenere le disastrate economie familiari dei Paesi arretra� in modo da diminuire la necessità di avvalersi del lavoro dei bambini, dall’altra si a�uano interven� per la tutela, anche legale, dei bambini comunque impegna� nel lavoro ai quali si cerca di garan�re un’adeguata istruzione di base ed anche l’istruzione professionale per un futuro migliore. È in questa logica che sono sta� a�va� con successo in India, per esempio, 350.000 centri di scuola informale per i piccoli lavoratori, e dal 2002 si è verificata, sopra�u�o in America La�na e Caraibi, una diminuzione del 26% del numero di minori impiega� in lavori pericolosi.

La tutela del lavoro minorile in Italia

Anche altri paesi agia� non ne sono immuni e fra ques� c’è l’Italia in cui, sopra�u�o al Sud, lo sfru�amento del lavoro minorile aggrava la mortalità scolas�ca, cioè la mancata frequenza o il completo abbandono della scuola dell’obbligo. Generalmente lo sfru�amento di minori è un evento so�ovalutato o tollerato o gius�ficato da malintese ragioni di cara�ere socio-culturale; a questa circostanza si aggiunge il clima omertoso che avvolge le a�vità di chi si avvale dei minori per i suoi affari perciò risulta difficile anche quan�ficare il fenomeno. Sono circa 340mila i ragazzi al di so�o dei 16 anni di cui circa 28mila sono coinvol� in a�vità molto pericolose per la loro sicurezza e salute. Lavorano per lo più in a�vità di famiglia, mentre per quanto riguarda i minori impiega� all’esterno del circuito familiare, i se�ori principali sono quello della ristorazione, dell’ar�gianato e del lavoro in campagna.

Il lavoro minorile trova una tutela nella Cos�tuzione della Repubblica italiana a�raverso alcuni ar�coli che stabiliscono una norma�va par�colare che riguarda il lavoro salariato di fanciulli e adolescen�. A tutelare i giovani che si avviano ad intraprendere un lavoro ci ha pensato anche la Comunità Europea con la Dire�va 94/33, la quale ha stabilito dei principi base in merito ai rappor� lavora�vi con i minorenni. In primo luogo è stato fissato il compimento del quindicesimo anno di età come requisito per accedere al mondo del lavoro, secondariamente è stato stabilito che il giovane deve prima di ogni cosa intraprendere un percorso di istruzione e formazione professionale. I bambini di età inferiore a quindici anni invece, devono astenersi dall’esercizio di qualsiasi lavoro, ma quando si tra�a di a�vità lavora�ve di cara�ere culturale, ar�s�co, spor�vo,

pubblicitario e nel se�ore dello spe�acolo, possono lavorare soltanto con l’assenso scri�o dei genitori e con l’autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro. I minorenni che hanno un’età compresa tra quindici e dicio�o anni, gli adolescen�, non possono eseguire lavori che potenzialmente arresterebbero il pieno sviluppo fisico. In par�colare, il D.Lgs. 262/2000 specifica che essi:

- non devono essere espos� a rumori che superano gli 87 Db e non devono venire in conta�o con sostanze tossiche, corrosive, esplosive, nocive o che esporrebbero loro a par�colari rischi per la salute;

- non possono lavorare nelle macellerie in cui si u�lizzano arnesi taglien� e celle frigorifere;

- devono evitare di u�lizzare saldatrici ad arco;

- non possono compiere lavori u�lizzando martelli pneuma�ci, pistole fissachiodi, strumen� vibran� e apparecchi di sollevamento meccanici;

- non devono svolgere lavori sulle navi in costruzioni, nelle gallerie o u�lizzando forni ad elevate temperature;

- devono evitare di eseguire lavori all’interno di can�eri, in cui si possono verificare i rischi di crollo.

Per essere avviato al lavoro l’adolescente deve so�oporsi ad una visita medica preven�va e, una volta assunto, a delle visite periodiche almeno una volta all’anno. Inoltre al minore è fa�o divieto svolgere dei lavori durante le ore no�urne, dalle ven�due alle sei, o dalle ven�tré alle se�e, a meno che non si tra� di a�vità di cara�ere culturale, ar�s�co o spor�vo ed il lavoro non superi la mezzano�e.

La norma di base è contenuta nell’ul�mo comma dell’ar�colo 37 della Cos�tuzione che recita: “la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garan�sce ad essi, a parità di lavoro, il diri�o alla parità di retribuzione”.

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