Tesina di maturità sulla Sicurezza sul lavoro
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Tesina di maturità sulla Sicurezza sul lavoro

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Tesina fatta nel recente 2012 atta a descrivere tutta la cronostoria sulla sicurezza sul lavoro legata alla scuola, molto apprezzata e ben vista dai professori. è riuscita a farmi prende 30/30 all'orale è veramente ben f...
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Tesina Sicurezza sul lavoro- Sicurezza nella scuola

Sino all’entrata in vigore della Costituzione, mancava nel nostro ordinamento un sistema generale di prevenzione; con l’approvazione della Carta Costituzionale, sono stati definiti alcuni principi fondamentali e inderogabili in materia, quali la tutela della sicurezza sul lavoro (art.35) e il riconoscimento della tutela della salute come diritto dell’individuo e interesse fondamentale della società (art.32). Successivamente accanto ai precedenti principi della Costituzione, è stata accostata la norma cardine del nostro ordinamento in materia di sicurezza del lavoro, ovvero l’art. 2087 del codice civile, la quale enuncia che l’imprenditore nell’esercizio dell’impresa è tenuto ad adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei prestatori di lavoro. Per molti decenni nel nostro ordinamento la materia della sicurezza sul lavoro è stata disciplinata da poche ed essenziali norme: oltre all’art.2087 del codice civile, vi sono il D.P.R. n. 547 del 1955, il D.P.R. n.303 del 1956. Negli anni novanta, dopo l’approvazione di alcune importanti direttive comunitarie, la materia è stata riformata integralmente mediante la predisposizione di un sistema completo di prevenzione degli infortuni. Questo sistema racchiudeva due fondamentali decreti legislativi quali il n.626 del 1994 e il n.494 del 1996 che hanno introdotto metodi e criteri innovativi per le imprese, i committenti e i datori di lavoro. Queste disposizioni hanno previsto specifiche procedure da utilizzare per la programmazione della prevenzione e della protezione dai rischi connessi allo svolgimento delle mansioni di lavoro. Il D.Lgs. n.626/94 ha introdotto alcune novità circa il sistema di prevenzione degli infortuni e l’obbligo della valutazione del rischio da parte del datore di lavoro. Altra novità è l’introduzione della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza eletto dai lavoratori stessi. In questo nuovo assetto il datore di lavoro deve agire come soggetto che governa e promuove, assumendosi le relative responsabilità, un processo di miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso una periodica valutazione dei rischio; tale processo deve tenere conto anche degli aspetti organizzativi e soggettivi associati allo svolgimento dell’attività lavorativa. A distanza di dieci anni dall’ applicazione del D.Lgs. n.626/94 è apparsa l’esigenza di riformare il sistema di prevenzione, tanto che con l’approvazione della legge delega del 3 Agosto 2007 n.123, si sono introdotte alcune misure immediatamente applicabili e individuato principi che hanno trovato attuazione nel successivo Testo Unico sulla sicurezza approvato nel 2008. I successivi decreti sono identificabili appunto con il n.81 del 2008 e il n.106 del 2009. Con l’approvazione del 2009 “decreto correttivo” (D.lgs n.106) al Testo Unico n.81 del 2008, si è completato il disegno di riforma iniziato nel 2007 equiparando l’Italia agli standard europei. In tal modo l’Italia si è dotata di una legislazione moderna e uniforme sul territorio nazionale, essenziale per

raggiungere l’obiettivo posto dall’Unione Europea di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012; Tale obiettivo assume importanza sia per gli elevati costi (45 miliardi di euro, 3,21% del PIL), sia per la sua dimensione sociale ed umana.

PARTE RELATIVA ALLA SICUREZZA NELLA SCUOLA

La scuola si configura da sempre come contesto di trasmissione del sapere; ed è da tempo riconosciuta anche come un luogo privilegiato per la promozione della salute, in senso lato, e non è trascurabile l’accezione di “luogo di lavoro sicuro” per tutti coloro che operano al suo interno. L’ambiente scolastico rappresenta il contesto ideale nel quale approfondire la cultura della sicurezza affinchè nelle nuove generazioni questo concetto diventi stile di vita. (PERCHè LA SCUOLA?) La scuola ha in primo luogo la responsabilità diretta di garantire la sicurezza degli studenti nell’ambito dell’istruzione, e una responsabilità indiretta di preparare i ragazzi alla vita futura, aiutandoli a sviluppare un maggior senso di responsabilità nei riguardi della sicurezza propria e altrui. Questi argomenti attualmente individuano un processo di integrazione mirato ai temi della salute e della sicurezza nell’istruzione. (QUALE SICUREZZA?) La promozione della sicurezza a scuola è da intendersi in un’ottica sia di tipo strutturale e tecnico organizzativo, sia di tipo educativo e formativo. Il primo aspetto richiama la sicurezza dell’ambiente scolastico in quanto protezione dal pericolo e dai rischi di natura strutturale e di natura ambientale, che è determinata da molteplici fattori: luogo dove sorge la scuola (rischio ambientale e presenza di fonti di inquinamento nei presi dell’edificio); caratteristiche della progettazione e della costruzione dell’edificio (scelta materiali, adeguatezza impianti ecc.); mancanza scale antincendio. I fattori chiave che permettono ai giovani di acquisire consapevolezza ed abilità sui rischi strutturali e legati a scelte comportamentali scorrette, consistono in un’organizzazione della vita scolastica attenta agli aspetti della sicurezza. è compito dell’intera comunità scolastica favorire le informazioni sui molteplici aspetti della sicurezza a scuola. (SU QUALI FATTORI PUNTARE?) Il buon esito del processo di integrazione della salute e della sicurezza nell’istruzione dipende da: scelte educative della scuola; procedure di promozione della salute e della sicurezza nell’ambiente scolastico; scelte comportamentali concesse al singolo dall’intera comunità. La costruzione di una scuola sicura richiede l’adozione di politiche educative revisionate periodicamente dall’intera comunità scolastica e che siano comunicate a tutti coloro che operano nella scuola; vi deve essere l’attuazione e il rispetto di procedure, da parte del personale docente e non docente, per la prevenzione del rischio e la promozione di situazioni che si svolgono in situazioni di sicurezza; realizzazione e diffusione di buone pratiche in cui la disciplina.

PIRAMIDE DELLA RESPONSABILITA’

Secondo la legge 626/94 al primo posto della piramide della responsabilità vi è il dirigente scolastico il quale è titolare dei poteri decisionali e di spesa e che dispone dei seguenti compiti: nomina il RSPP e il SPP con cui collabora alla

redazione del documento di valutazione dei rischi, programma ed organizza le emergenze, richiede agli enti locali la realizzazione degli interventi necessari per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori e degli allievi e infine sospende in caso di pericolo grave o imminente le attività scolastiche. Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione interno o esterno alla scuola, in possesso di attitudini e capacità adeguate a quanto richiesto dalla 626/94. Grazie al D.M. 382/98 si prevedono alcune particolarità dell’ RSPP: questa attività può essere svolta anche dal datore di lavoro nel caso in cui il numero dei dipendenti con esclusione degli allievi non superi le 200 unità; il datore di lavoro può designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il datore designa inoltre gli addetti al servizio medesimo. L’RSPP individua i fattori di rischio e le misure preventive, collabora alla redazione del documento di valutazione dei rischi e propone programmi di informazione e formazione. Servizio di protezione e prevenzione (SPP) il dirigente scolastico designa uno o più addetti al SPP, tali figure hanno il compito di collaborare attivamente per la prevenzione e protezione dai rischi nella scuola. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) Deve essere sempre eletto un RLS, figura sempre consultata in fase di individuazione, programmazione e realizzazione della prevenzione dei rischi. Medico competente il datore di lavoro, qualora ne sussista l’esigenza, è obbligato a nominare un individuo che ha il compito di seguire la salute dei lavoratori con protocolli sanitari e visite mediche (l’individuazione del medico è concordata solitamente con le aziende sanitarie locali). Squadra addetta all’emergenza il dirigente scolastico deve sempre nominare una squadra addetta all’emergenza: addetto/i al primo soccorso i quali devono mantenere in efficienza i presidi medico chirurgici ed intervenire in caso di infortunio anche allo scopo che all’infortunato vengano prestate azioni di soccorso non idonee; addetto/i all’antincendio e all’evacuazione i quali intervengono in caso di emergenza, partecipa all’elaborazione dei piani di emergenza, conosce e mantiene in efficienza i sistemi di prevenzione incendi (estintori, sistemi di allarme, uscite d’emergenza).

SICUREZZA ANTINCENDIO

Gli edifici scolastici prevedono la presenza di tante persone che devono essere protette dagli effetti di un incendio nel momento in cui dovesse verificarsi e dal panico che potrebbe generarsi in seguito all’innesco e alla propagazione dell’incendio. Esistono quindi specifiche disposizioni di prevenzione incendi, le norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica si applicano a tutti gli edifici e locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, allo scopo di tutelare l’incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro il rischio di incendio (D.M. 26 Agosto 1992). Le disposizioni vengono distinte tra quelle applicabili alle attività di nuova costruzione o a quelle esistenti in caso di ristrutturazioni che comportino modifiche sostanziali (rifacimento oltre il 50% dei solai, rifacimento strutturale delle scale o l’aumento dell’altezza) e quelle applicabili alle attività esistenti distinte a loro volta fra quelle realizzate prima del 17 Febbraio 1976 e

quelle realizzate tra questa data e il 1° ottobre 1992. Gli adeguamenti per le scuole costruite prima del 1° ottobre 1992 consistono in: installazione di strutture, materiali ed arredi idonei ai fini del loro comportamento al fuoco; realizzazione di determinate superfici in funzione dell’altezza antincendio dell’edificio scolastico, nella adozione delle previste misure per l’evacuazione in caso di emergenza; adeguamento degli impianti tecnologici agli standard previsti dalle vigenti norme di prevenzione incendi in uso nell’edilizia civile. Le scuole realizzate dopo il 1 Ottobre 1992 (di nuova costruzione) devono rispettare oltre che le precedenti misure di sicurezza anche le disposizioni relative alle distanze di sicurezza; alle caratteristiche del sito nel quale è ubicato l’edificio, ed alle caratteristiche degli accessi che consentano la manovrabilità e la possibilità di accostamento dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco. La normativa calibra gli interventi di prevenzione incendi in funzione del numero di persone presenti all’interno della scuola considerando tale parametro quale indice di riferimento per la valutazione del livello di rischio. Si dividono quindi cosi:

-tipo 0 < 100 persone

-tipo 1 100 /300 persone

-tipo 2 301/500 persone

-tipo 3 501/800 persone

-tipo 4 801/1200 persone

Tipo 5 >1200 persone

La resistenza al fuoco di una struttura rappresenta la proprietà di un elemento da costruzione di continuare ad esercitare la sua funzione portante o di ostacolo alla propagazione del fuoco e del calore per un certo tempo, anche se sottoposto alle alte temperature che si sviluppano durante un incendio. La capacità di deflusso o di sfollamento consiste nel “ numero massimo di persone che, in un sistema di vie d’uscita, si assume possano defluire attraverso un’uscita d’emergenza”. Tale dato, stabilito dalla norma, tiene conto del tempo occorrente per lo sfollamento ordinato di un compartimento. La densità di affollamento si può calcolare ed è pari al numero di persone assunto per unità di superficie lorda di pavimento (Persone/mq). Le vie d’uscita devono essere proporzionate in base al numero massimo di persone in qualsiasi situazione possono trovarsi nell’ambiente o nei locali serviti dalle vie d’uscita. (SISTEMA VIE D’USCITA)La via d’uscita è un percorso senza ostacoli al deflusso che consente alle persone che occupano un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro. Elemento molto importante è la lunghezza del percorso fra un qualsiasi punto del locale e l’uscita del locale stesso, tale percorso deve essere tanto più breve quanto maggiore è il rischio di incendio nell’ambiente considerato. In genere la lunghezza massima del percorso d’uscita ammessa dalle vigenti normative di prevenzione incendi è di 30-40m. L’uscita deve essere un’apertura atta a consentire il deflusso di persone verso un

luogo sicuro avente altezza non inferiore a 2,00m.(MEZZI EDI IMPIANTI ANTINCENDIO) Gli estintori di incendio sono un insieme di apparecchi mobili (portatili, carrellati) contenenti un agente estinguente che può essere diretto sul fuoco e che permettono di assicurare, per numero, caratteristiche ed ubicazione, un primo efficace intervento su un principio di incendio o un incendio di limitate proporzioni. Affinché la presenza di estintori abbia una sua efficacia, è necessario considerare le sue caratteristiche chimico-fisiche delle sostanze presenti. Il personale in grado di utilizzare gli apparecchi, le dimensioni e la destinazione d’uso dell’edificio, il numero massimo di persone presenti, il tipo di attrezzature, le condizioni ambientali, la possibilità che si verifichi un incendio in punti di difficile accessibilità. È necessario ricordare che gli estintori devono essere di tipo approvato dal Ministero dell’interno in base al D.M. del 20 Dicembre 1982 (estintori portatili) ed al D.M. del 6 Marzo 1992 (estintori carrellati), per la manutenzione si deve far riferimento alla norma UNI 1994 e devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto. L’estintore è un apparecchio contenente un agente estinguente che può essere proiettato e diretto su un fuoco sotto l’azione di una pressione interna. Gli estintori devono essere usati unicamente su un principio di incendio. La scelta dell’estintore più idoneo da installare in un ambiente e la sua ubicazione è ben evidenziata dal D.M. dell’8 Marzo del 1985 che stabilisce che le attrezzature mobili devono consentire un primo efficace intervento su un principio di incendio e gli agenti estinguenti devono essere compatibili con le sostanze e le lavorazioni. Secondo le norme vigenti gli estintori sono atti a funzionare a temperature comprese fra i -25°C e i +60°C. Ogni estintore deve essere obbligatoriamente contrassegnato da un cartellino di manutenzione che attesta gli interventi effettuati in conformità alla norma. Di seguito vi sono i segnali utilizzati all’interno delle scuole al fine di individuare tutte le componenti della sicurezza antincendio.

SEGNALI DI PERCORSO (di colore verde)

Indica la direzione da seguire

Segnale collocato sopra l'uscita d'emergenza

Indica la direzione in cui si trova l'uscita d'emergenza

SEGNALI IDENTIFICATIVI (di colore rosso)

Indica la presenza di un estintore

Indica la presenza di un idrante

Inoltre all'interno di ogni classe, laboratorio e nei locali di servizio sono appesi: la planimetria del piano con le indicazioni per l’esodo e un estratto delle istruzioni di sicurezza; tutto ciò allo scopo di informare, chiunque operi all’interno dell’edificio scolastico, della presenza di un piano antincendio. Il D.M. 26/08/1992 “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica” prevede che per ogni edificio scolastico debba essere predisposto un piano di emergenza e debbano essere effettuate prove di evacuazione almeno due volte nel corso dell’anno scolastico. Il Piano di emergenza individua i comportamenti da tenere e le operazioni da compiere al fine di consentire un esodo ordinato e sicuro di tutti gli occupanti dell’edificio scolastico. Importanti ai fini della sicurezza sono le seguenti procedure: non usare mai l'ascensore ma, sempre e comunque, le scale esterne antincendio; verificare, se possibile, che nei servizi igienici e locali accessori non siano rimaste bloccate persone; per tutto il tempo che dura l'emergenza è necessario non intralciare l'opera degli addetti al soccorso con iniziative inopportune o causando ingombro; occorre inoltre presidiare gli ingressi impedendo l'accesso a chiunque non sia addetto alle; non usare mai l'acqua per tentare di spegnere l'incendio, in quanto il getto può interessare componenti o parti elettriche in tensione e non più isolate a causa del calore; Estintori e idranti vanno usati solo da personale addestrato. (PROCEDURA DI SGOMBERO) Inizialmente Il segnale di esodo viene dato con il suono continuo e incessante della campanella; poi i collaboratori scolastici provvedono all’apertura completa delle vie di fuga e del cancello e ogni cosa che sia stata deposta deve essere abbandonata senza esitazione; In caso di incendio, ogni porta deve essere accuratamente richiusa appena l’ultima persona ha lasciato il locale interessato; gli operatori scolastici devono conoscere la posizione e le modalità di impiego degli estintori, in modo da poterli eventualmente utilizzare e i locali invasi da fumo devono essere percorsi tenendosi quanto più possibile chinati. I docenti raccolgono il registro di classe, necessario per i successivi controlli, affiancano e coordinano l’esodo della classe, vi è un vero e proprio regolamento da seguire:

 Tutti cessano qualsiasi attività ed abbandonano ogni cosa.  Ci si alza e si dispone la sedia sotto al banco/cattedra, spingendovi anche lo zainetto o la

cartella, in modo da liberare ogni percorso all’interno dell’aula.  Gli apri-fila partono e si inseriscono sul corridoio SOLO DOPO avere verificato che sia

terminato il transito della/delle classi che eventualmente sono già in uscita.  Gli apri-fila non devono essere scavalcati da nessuno e guidano la classe lungo il percorso di

evacuazione prestabilito, fino al punto esterno di raccolta.  Allievi ed allieve si prendono per mano si inseriscono progressivamente in fila, uscendo man

mano che i gruppi di due o di tre si formano.  I serra-fila, collaborando con il docente, verificano che nessuno sia rimasto indietro, escono

dall’aula CHIUDENDO LA PORTA e si congiungono rapidamente con il resto della classe.  NON SI CORRE e si rimane in SILENZIO, in modo che gli ordini necessari possano essere

subito compresi con chiarezza. Ciò nel caso che si verifichino contrattempi che richiedono una improvvisa modificazione delle procedure previste.

 Tutte le classi che si trovano al piano superiore utilizzano la scala di sicurezza, utilizzano la via di fuga costituita dall’ingresso secondario (quello vicino ai sevizi igienici). Le classi della sezione “B” utilizzano la via di fuga costituita dall’ingresso principale (atrio della scuola). Chi occupa l’Aula Magna sgombera attraverso l’uscita secondaria accanto alla presidenza.

 Il personale amministrativo, dopo avere allertato il competente organo di intervento, provvede a munirsi del terminale telefonico radio (cordless), provvede all’apertura dell’uscita secondaria accanto alla presidenza e si allontana attraverso questa via.

Dopo queste procedure gli allievi si radunano temporaneamente in cortile nelle aree predisposte per ciascuna classe e i docenti verificano la presenza di tutti gli allievi e segnalano al responsabile di istituto, eventuali emergenze; e infine il rientro delle classi va effettuato solo quando la situazione di emergenza sia risolta in modo assolutamente indiscutibile e il rischio sia totalmente assente.

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