Diritto medievale riassunti libro , Eesej de Anatomie. American University of Afghanistan
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Appunti di diritto medievale e moderno. Schippa
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STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO

Parte seconda: L'età del diritto comune classico (secoli XII-XV)

I GLOSSATORI L'età nuova vede il fiorire di una nuova cultura giuridica. La scuola nata a Bologna ha origini sconosciute, sappiamo però che già nel XI secolo un personaggio di nome Pepo dava delle lezioni di diritto. Il fondatore della scuola è Irnerio un importantissimo giurista dell'XI secolo. Esso svolgeva una triplice funzione di studio, analizzazione e corredazione dei testi giustiniani, mediante migliaia di annotazioni denominate glosse. Il metodo dei glossatori è rinchiuso in queste tre funzioni. Irnerio ebbe come allievi i 4 dottori Bulgaro, Martino, Ugo e Iacopo, allievi di Bulgaro furono Rogerio e Giavanni Bassiano, maestro a sua volta di Azzone. Dopo 4 generazioni di glossatori, serviva ormai un testo più chiaro e leggibile, a ciò pensò Accursio autore della "glossa ordinaria". Connesso al metodo scientifico, troviamo il metodo didattico. Esso si divideva in più parti: lettura del testo, prima spiegazione, spiegazione approfondita, risoluzione contrasti tra fonti e applicazione ai casi concreti. Si può notare solo leggendo, quanto potesse essere complicata l'attività didattica dei glossatori. Importante è sottolineare che per la scuola della glossa non è possibile ammettere contrasti tra le fonti, contrasti presenti in grosso numero nelle compilazioni giustiniane, ma che i glossatori giustificavano come solo apparenti.

IL DIRITTO CANONICO Nell'età della nuova scienza giuridica anche il diritto dei canoni subisce mutamenti. Fondamentale è la pubblicazione nel XII secolo (1140) del testo del "decretum" scritto dal monaco Graziano. Il testo comprende migliaia di fonti di diritto canonico. L'influenza del decretum fu tale da indurre nel XII secolo alla pubblicazione di migliaia di testi di diritto canonico. Nel frattempo si diffondeva la prassi di ritenere la chiesa come giudice d'appello, sempre più folta divenne quindi la serie dei ricorsi al Papa e alla chiesa. Il carico giudiziario divenne enorme nel momento del papato di Alessandro III sostenitore dell'idea che primo compito della chiesa è quello di "giudicare bene". Si diffuse così il metodo delle decretali ossia di brevi scritti che risolvevano il caso specifico ma che con il tempo avrebbero acquisito valore normativo generale per i casi simili.

Importante in questa fase storica è anche la diffusione del principio di diritto naturale, cioè di quel diritto fondamentale di ogni individuo.

UNIVERSITA' STUDENTI E PROFESSORI A partire dal XII secolo si diffuse il ceto dei giuristi di professione in contemporanea con la diffusione delle università, quella di Bologna in primis. Sempre più a Bologna confluivano studenti da tutta Europa, e ciò portò alla nascita di altre università. Si distinguono a Bologna le "nationes" ossia gruppi studenteschi. Ogni università si eleggeva un rettore che ne garantiva l'ordine. Il rapporto tra studenti e professori era di tipo privatistico, in quanto essi si mettevano d'accordo sull'orario e luogo della lezione, in cambio del tributo di una "collectae". Con il tempo i professori divennero stipendiati dal comune. L'insegnamento aveva come programma i primi 9 testi del codex e i primi 24 del digesto. Il corso non aveva durata fissa ma era palese che ogni studente dovesse riascoltare la stessa lezione più volte in anni diversi per ricevere un insegnamento approfondito. Solo quando il professore accettava la richiesta dello studente di sostenere l'esame esso può accedervi, in questo caso lo studente effettua il primo esame (tremendum et rigorosum examen) seguito da un secondo esame a porte aperte. Solo successivamenti si attribuiva allo studente il titolo di studio e l'abilitazione all'esercizio delle professioni legali.

PROFESSIONI LEGALI E GIUSTIZIA A partire dal XII secolo notiamo che le professioni legali si rinnovano. Il notariato acquista valore in quanto non servono più le dichiarazioni dei testimoni a dare valore all'atto ma basta lo stesso atto a dare certezza del rapporto giuridico privato (instrumentum). La formazione del notaio avveniva mediante l'attività presso un notaio di professione, sappiamo anche che i notai si servivano di formulari per svolgere la loro attività quotidiana. Con l'avvento dell'instrumentum, il notaio dava certezza dei rapporti giuridici privati, così si diffuse notevolmente l'utilizzo del notaio nella società e ben presto tale professione acquisì importanza anche fuori la penisola. D'importanza è anche la nascita dell'ordinamento corporativo dei mestieri che colpiva anche le professioni legali. Nascono così i collegi dei giudici e degli avvocati.

Nel campo della giustizia si diffonde un nuovo processo basato sulle fonti romane e canoniche, al punto tale da dare al processo il nome di "processo romano-canonico". Esso si apriva con un breve scritto in cui l'attore indicava convenuto e oggetto della lite. Seguiva la contestazione della lite nel giorno e nel luogo convenuto, successivamente le parti in un enunciazione scritta formulavano le proprie domande. Udite le allegazioni dei difensori si procedeva alla sentenza. Da quando fu istitutita la magistratura del consilium sapientis divenne prassi che la sua opinione venisse poi trascritta in sentenza.

I COMMENTATORI Con Accursio l'attività della glossa può dirsi conclusa. Nel duecento sempre più in Italia ed europa nascevano nuove università. Importante è in questo periodo la piccola università di Orleans, dove un gruppo di professori con Revigny in primis si accostava alla materia del diritto con spirito differente. Colpisce di questi professori la sistematicità e la profondità dei loro commenti. In italia esponente di questa nuova scienza è Cino da Pistoia, che diede l'inizio alla scuola dei commentatori. Allievo di Cino fu Bartolo da Sassoferrato, commentatore di una vasta gamma di testi del corpus iuris civilis, in un opera imponente. Suo allievo fu Baldo degli Ubaldi, che si distinse dal maestro per il suo approccio più filosofico al commento, e per la sua analisi anche a testi esterni al diritto romano. Esso fu anche autore di diversi consilia. Altri esponenti nacquero in italia fino al 1400.

I DIRITTI PARTICOLARI L'affermazione del diritto romano, non impedì la nascita di diritti particolari, ossia quei diritti di un ceto o un gruppo. Si distinguono almeno queste categorie di diritti particolari ossia il diritto longobardo, il diritto feudale, il diritto rurale e il diritto commerciale e marittimo.

I DIRITTI LOCALI Accanto ai diritti particolari nascono diritti locali, che non sono altro che una continuazione storica della consuetudine. In Italia abbiamo la nascita degli statuti, composti dai brevia dei consoli, da consuetudini scritte e da leggi comunali. Ogni comune ben presto ebbe il suo statuto.

In Germania si diffusero delle opere in diverse zone, le più importanti furono lo "specchio sassone", nella parte orientale e lo "specchio svevo" nella parte meridionale. In Francia si distinguevano i paesi meridionali denominati paesi di diritto scritto, e i paesi settentrionali denominati paesi di diritto consuetudinario. In Spagna i diritti locali furono fiorenti in particolare si distinguono le carte di popolazione ossia scritti nei quali si dettavano diritti e doveri di una comunità, e i fueros, ossia scritti che davano privileggi ad un determinato gruppo o lacalità.

IL SISTEMA DEL DIRITTO COMUNE Le diverse fonti di diritto che si trovavano insieme al diritto romano, inevitabilmente creavano contrasti con esso, che alimentavano una serie di dibattiti. Un primo dibattito nacque sull'applicazione del binomio equità/rigore, qui le fonti giustiniane erano in contrasto così si schierò da una parte Martino sostenitore della supremazia dell'equità e Bulgaro, sostenitore della supremazia dell'equità ma solo se in forma scritta. La tesi più accreditata fu quella di Bulgaro, come anche più accreditata è la sua tesi nel binomio legge/consuetudine, mentre Martino era sostenitore della supremazia della legge alla consuetudini, Bulgaro invece effettuò una doppia bipartizione, divise le consuetudini in generali e locali, e quelle locali le divise in consapevoli e inconsapevoli di un contrasto con la legge. Solo le consuetudini locali inconsapevoli di un contrasto potevano essere applicabili, esse tuttavia non abrogavano la legge. Un altro elemento di dibattito fu quello tra ius commune e ius proprium. In Italia con la nascita degli statuti (ius proprium), la questione del rapporto con il diritto romano-comune si risolvette con la doppia vigenza dei diritti, il giudice doveva innanzitutto applicare lo statuto, integrandolo con il diritto comune. Elemento di dibattito che ancora oggi è mutevole è quello dei rapporti tra i due diritti universali quello dello stato e quello della chiesa.

LA FORMAZIONE DEL COMMON LAW L'avvento dei normanni in Inghilterra nel 1066 aprì le porte alla nascita del common law, sistema che caratterizzarà il diritto inglese e non solo fino ad oggi. Il regno normanno portò a molte riforme amministrative. Nel campo della giustizia il potere giudiziario dato ai cancellieri si trasformo nella

emanazione di brevi scritti denominati "write". Essi pero furono alla fine del duecento aboliti, a patto che i write più usati e importanti rimanessero in vigore e utilizzati per tutti i casi simili. Anche le professioni legali si sviluppano, abbiamo la nascita dei serjentes (i difensori) e dei sollicitors (rappresentanti della parte). Uno dei più importanti istituti del sistema inglese nasce qui, parliamo della giuria. Essa però nasce per un utilità differente da quella che avrà in seguito, i giurati erano chiamati come testimoni del fatto. Importante nel duecento è anche la nascita della Magna Carta un documento importantissimo che secondo Edward Coke nel seicento la etichetterà come la madre di tutte le leggi fondamentali del regno.

Parte terza: L'età moderna (secoli XVI-XVIII)

CHIESA E STATI ASSOLUTI Il vasto e profondo sommovimento religiose del 500 generato dalla riforma protestante e dalla controriforma, influisce anche nel campo del diritto. Il tema è molto importante anche per capire la nascita dell'assolutismo su cui si affermerà poi lo stato moderno. La riforma protestante diede vita a diverse posizione ideologiche nel rapporto tra stato e chiesa, Lutero e Calvino furono sostenitori del principio di obbedienza al principe, altri ebbero diverse idee. La controriforma della chiesa alla riforma protestante si ebbe nel concilio di Trento avvenuto in più riprese nel 500, dove vennero tracciati dei confini di differenza tra cattolicesimo e protestantesimo e dove si discusse anche dei rapporti tra stato e chiesa. Importante in questo campo la figura dell'inquisizione spagnola. All'interno della monarchia francese trova enunciazione la teoria della sovranità che porta all'assolutismo. Lo stato moderno nasce da qui, da un procedimento apparentemente contrastante che vede l'aumento significativo dei poteri del sovrano, ma anche la divisione di questi poteri ad organi esterni ad esso, tra cui gli organi rappresentativi come le corti. In questo periodo è da citare anche la scoperta dell'america 1492, che diede inizio all'espansione coloniale, tale espansione portò anche all'espansione del diritto del popolo colonizzante sul popolo colonizzato.

LA SCUOLA CULTA

Un primo indirizzo innovatore della nuova età e quello della scuola culta. La riscoperta dei testi antichi in campo umanistico si trasferì anche nel mondo del diritto. Celebre è la vicenda di Lorenza Valla che dichiarò di preferire una pagina di Cicerone all'intera trattazione di Bartolo, e per tale affermazione dovette lasciare Bologna. Il metodo dei culti si diffonde principalmente in Francia dove ha per esponente Gullielme Budè, in Germania troviamo invece Zasius, ma il vero fondatore della scuola culta fu Andrea Alciato autore di "Adnotationes" nel 1515 e di "Paradoxa", "Dispuntiones" e "Pretermissa" nel 1518. Sulla scia di Alciato una folla di testi viene rianalizzata secondo il metodo culto. Alla base del metodo culto troviamo un indirizzo storico-filologico in quanto i culti cercano sempre nuovi testi antichi, un indirizzo critico in quanto essi non prendono per valido il diritto romano, un indirizzo sistematico in quanto essi sistemano la materia e un indirizzo teorico.

PRATICI E PROFESSORI L'indirizzo culto fu ben lontano dal ricevere in europa un consenso generale, non mancarono comunque i luoghi in cui esso si diffuse maggiormente come in Francia, luogo in cui era nato. Si contrapposero così il mos italicus al mos gallicus. Nell'età moderna a differenza dell'indirizzo culto enorme rilievo ebbe la creazione di testi ed enciclopedie di singoli istituti di diritto utilizzati allo scopo pratico. Nasce così in europa la dottrina dei pratici. La piccola università spagnola di Salamanca ha nel seicento una grande importanza per la diffusione di un metodo nuovo impartito dai professori che vi insegnavano, in quanto essi erano professori non di diritto ma di teologia morale, che si interessarono al diritto, analizzando tantissimi istituti compresi il contratto e le obbligazioni. Esponenti di questo indirizzo furono Francisco Vitoria, DOmenico Soto, Francisco Suarez e altri. Un'altra università che divenne importante nel seicento è quella olandese di Leida, dove l'indirizzo culto era affermato, colpì di questa scuola l'eleganza con cui si affrontava lo studio dei testi antichi, al punto tale da denominarla scuola elegante. In questa scuola nacque un indirizzo importantissimo che mirava a trovare quanto di pratico vi fosse nei testi antichi e romani. Tale indirizzo è denominato Usus Modernus Pandectorum.

DOTTRINA GIURIDICA E PROFESSIONI LEGALI

Il diritto romano deve la sua persistenza per via della sua completezza, autorità e polivalenza, nonchè alla sua qualità. Con l'invenzione della stampa nel 400 si ha una rivoluzione importantissima anche nel mondo del diritto, prima non pochi erano i giuristi che non potevano permettersi nemmeno il corpus iuris glossato per via dei costi elevati della trascrizione manuale, ora con l'invenzione della stampa ogni giurista disponeva di una biblioteca giuridica di decine e decine di testi. Ciò inevitabilmente pose un cambiamento di metodo nel mondo del diritto in quanto ogni giudice poteva ora attingere da più fonti. Tutto ciò poteva mettere a rischio la certezza del diritto. Pertanto si diffuse la prassi della Communis Opinio Doctorum, ossia della validità dell'opinio comune dei giuristi su un determinato argomento. La formazione delle professioni legali continuò per lungo tempo secondo il metodo bolognese ma anche il metodo gallico si diffuse molto. Importante è la divisione su più livelli delle professioni legali, ad esempio gi avvocati erano divisi in 3 piani, i patrizi, i procuratori e i causidici che avevano solo la rappresentanza in processo.

LA GIURISPRUDENZA Nei secoli dell'età moderna la giurisprudenza assume un ruolo importante come fonte di diritto, ci riferiamo alla nascita delle corti supreme, titolari della funzione giudicante di ultima istanza. Le corti si diffusero in tutta europa, sia nella procedura che nei poteri vi sono alcuni tratti comuni e alcuni tratti di differenza. Importante è la nascita in Francia, poi in Italia e in europa delle raccolte di decisioni, esse avevano grande valore non tanto per l'importanza di precedente giudiziario valido per i casi simili, ma più che altro per la qualità dei suoi contenuti e il prestigio della corte che lo creava.

DIRITTI LOCALI E LEGISLAZIONE REGIA Importante è per l'età moderna la continuazione dell'esistenza dei diritti particolari e locali, ad essi si aggiunge una nuova fonte di diritto proveniente dall'alto, cioè la legislazione regia, che solitamente era spettante al sovrano, ma che in alcuni stati prevedeva discipline diverse.

GIUSNATURALISMO Tra le correnti che troveranno vita nel seicento, il giusnaturalismo è una delle più importanti. Esso aveva come base comune la

concezione di un contratto sociale e di un diritto naturale. Il contratto sociale è concepito come un patto originario tra gli uomini per conseguire alla pace, importante esponente della cultura giusnaturalista fu Grozio, autore di "Iure belli ac pacis", dove secondo la sua concezzione alla base della pace tra gli uomini vi è una serie di patti. Visione simile alla sua ha anche Pufendorf, per egli la pace è garantita dai patti tra gli uomini, ma alla base di ciò vi è il comando di Dio. Distante dalla concezione dei due è Hobbes promotore dell'idea che alla base della pace tra gli uomini vi fosse il sovrano, quindi una visione assolutistica, che sarà contrastata da Locke autore di una visione di supremazia popolare. Altri esponenti furono anche Lebniz autore del sistema del diritto naturale e Thomassius che distinse il diritto da tutto ciò che non lo era.

GIURISTI DEL SETTECENTO La giurisprudenza del settecento conosce molti giuristi, in Italia importanti furono Gravinia nel campo del diritto civile e Averani nel campo dello studio del diritto giustiniano. In Germania troviamo tra le figure di spicco Bohomer, Wolff ed Heneicke, in Francia Pothier e altri.

IL SISTEMA DELLE FONTI L'età moderna vede la conferma e la nascita di vecchie e nuove fonti del diritto. Si può distinguere un binomio tra diritti locali e particolari da una parte e diritto romano e canonico dall'altra, a tale divisione si aggiunge un terzo elemento ossia la legislazione regia. La diversificazione delle fonti porterà ad un evento giurisprudenziale storico, la crisi e il declino del diritto romano, che culminerà con le codificazioni del 1700.

IL DIRITTO INGLESE Nell'età moderna il common law è ormai un sistema di diritto ben strutturato e solido. Esso comunque non smise di evolversi e diffondersi. Nel campo della giustizia importantissima è l'evoluzione della giuria che diviene da tesimone a vero e proprio giudice, in quanto e essa a decidere la sentenza, dando al giudice il solo compito di applicare la sentenza secondo diritto. Importante in quest'epoca è la diffusione di un sistema di giustizia parallelo al common law ossia l'equity, promosso dalla cancelleria che da sempre aveva avuto poteri in campo giuridico. L'equity

prevedeva che la sentenza fosse disposta secondo equità a discrezione del cancelliere. L'equity come il common law divenne un sistema importantissimo, nella seconda metà del seicento in seguito ad uno scontro tra parlamento e monarchia, l'quity fu abolità e assorbita dal common law che divenne l'unico sistema di diritto inglese. Promotore del common law fu fra gli altri il giurista Edward Coke. Importante in questo periodo è la nascita dei reports ossia delle trascrizioni dei dibattiti processuali. Un ustituto del common law che nasce nel seicento e che resisterà fino ad oggi diventando un pilasto del sistema è l'affermarsi della stare decisis ossia del precedente giudiziario vincolante.

Parte quarta: L'età delle riforme (1750-1814)

ILLUMINISMO GIURIDICO L'inizio dell'illuminismo si fa coincidere con la nascita dell'opera "esprit de lois" di Montesque nel 1748. Nella sua opera egli si propose di tracciare un disegno delle relazioni tra stato e diritto. Importante è anche la divisione triplice delle forme di governo ossia quella democratica, quella monarchica e quella dispotica. Inoltre egli è autore della divisione dei poteri in 3 rami il legislativo, l'esecutivo e il giudiziario. Nel 1750 vede la luce l'enciclopedia giuridica alla quale collaborerà Russeau, scrittore di origine ginevrina trasferitosi in Francia entra a contatto con i massimi esponenti dell'illuminismo, suo è il breve trattato sul contratto sociale, nella quale indica molto apertamente la sua visione di sovranità appartenente al popolo. Tra gli illuministi francesi il più famoso è senza dubbio Voltaire. Egli nei suoi trattati più volte criticò le ingiustizie effettuate dagli ordinamenti giuridici. In Italia i due centri nel quale l'illuminismo trovò la sua più grande realizzazione sono Milano e Napoli. A milano alcuni scrittori tra cui i fratelli Verri e Beccaria, pubblicavano sul foglio di una rivista "il caffè", temi di economia, politica e diritto. Pietro Verri criticò aspramente l'ordinamento giuridico e la codificazione penale. Beccaria fu autore di un trattato chiamato "dei diritti e delle pene" che ebbe grande risonanza non solo in Italia ma in tutta europa, tanto che Voltaire lo tradusse in francese. A Napoli notevole è la "scienza della legislazione" di Filangieri, egli si sofferma in particolare nel campo penale e costituzionale. In Inghilterra l'illiminismo trova come

massimo esponente Bentham, per egli tutto il sistema del common law era discutibile. Uno dei più grandi illuministi della storia è Kant.

LE RIFORME Nella seconda metà del 1700 innumerevoli furono le riforme, classici esempi sono il regno di Prussia di Federico II, e il regno Asburgico di Maria Teresa d'Austria. Anche in altre parti si diffusero riforme importanti ad esempio in Francia, in maniera sanguinaria con la rivoluzione del 1789, e in America con l'indipendenza e la nascita della costituzione del 1787. In Prussia, Federico II fu autore di innumerevoli riforme nel campo amministrativo e giudiziario, egli affidò il compito di tradurre in atto scritto le sue riforme al cancelliere Cocceius che diede vita a due progetti di regolamento giudiziario, approvati poi da Federico, nel campo civile invece il cancelliere fallì, si dovette aspettare il 1794 per la codificazione civile Prussa, il codice ALR. In Austria Maria Teresa, fu una grande sovrana, essa effettuò intense riforme tra cui la più importante è quella della proporzionalità dell'imposta, che portò al definitivo tramonto del patriziato. Maria Teresa fu autrice anche del Codex Theresianus, che però non vide mai l'approvazione. A Maria Teresa, succedette il figlio Giuseppe II, che caratterizzò il suo mandato per avere una politica più radicale rispetto alla madre. A Giuseppe si sostituì il fratello Leopoldo, famoso per la legge Leopoldina in campo di diritto penale, che tra l'altro abolì la pena di morte. Anche in un corso di diritto europeo non si può tralasciare la nascita della costituzione americana, che sarà alla base dei moderni costituzionalismi e che vedrà la luce nel 1787, nella convenzione di filadelfia dopo un periodo di governo confederato che non diede i suoi frutti. Il nuovo governo prevedeva la formula dello stato federale, con a capo il presidente della repubblica con poteri estesissimi.

RIVOLUZIONE FRANCESE Alla base della rivoluzione francese vi è una situazione di crisi economico-politica dovuta alla guerra dei 7 anni, e che porterà alla rivolta popolare borghese. La crisi del paese è riportata dai "Cahiers de dolorens", che furono la più grande ionchiesta storica mai avvenuta in un paese. Nel 1789 a guerra conclusa si attiva un assemblea costituente con a capo l'obbiettivo di creare una costituzione francese che vedrà la luce nel 1791. Lo stesso anno vede la luce il codice penale francese, poi abolito nel 1810 per via

della sua eccessiva rigidità. Durante la rivoluzione non vi fu una codificazione civile, tuttavia il campo del lavoro, famiglia e proprietà subì non poche riforme.

L'ETA' NAPOLEONICA Con il colpo di stato del 1799, Napoleone diviene primo console della Francia e con ciò acquista poteri vastissimi, tanto che il quindicennio napoleonico si tramuterà in una dittatura. Il governo napoleonico fu incisivo su tutto il mondo del diritto, fino a sfociare nelle codificazioni moderne. In questo periodo non solo la Francia risentì dell'influenza napoleonica, ma anche altrove come in Italia, le innovazioni non mancarono. In Italia vi fu una unità legislativa che non vigeva da secoli, in spagna si emanò la costituzione spagnola, poi abolita pochi anni dopo e in Prussia il barone Von Stein Karl, effettuò tre riforme capitali, abolì la gleba e rinnovo l'ordinamento della giustizia e amministrativo.

LE CODIFICAZIONI Già da tempo in Francia si cercava di porre un progetto valido di codificazione civile, ma solo con Napoleone esso avvenne. Il codice vide la luce nel 1801 e solo nel 1804 venne approvato. Esso era composto da 2281 articoli divisi in tre parti, libro 1 le persone, libro 2 i beni e la modifica della proprietà, libro 3 i modi di acquisto della proprietà. Solo l'elencazione dei libri ci fa capire che il codice francese è sopratutto un codice della proprietà. Non solo il codice civile vide la luce, ma anche altri codici, nel 1806 il codice di procedura civile, seguito nel 1807 dal codice di commercio. Nel 1808 vede invece la luce il codice di procedura penale seguito dal codice penale del 1810 che sostituisce il precedente. Non solo in Francia ma anche in Austria nascono le codificazioni moderne, ossia il codice penale austriaco comprendente sia del codice penale che del codice di procedura penale, e il codice civile ABGB austriaco del 1811, distante dal codice francese per via delle influenze illuministiche che lo caratterizzano come il codice della fimiglia e delle persone.

Parte quinta: L'età delle nazioni (1815-1914)

IL DIRITTO DELLA RESTAURAZIONE

Dopo la rivoluzione francese, con il congresso di VIenna nel 1815 gli stati europei si riunirono per un patto di restaurazione che prevedeva in primis il ritorno dei sovrani che erano in carica prima della rivoluzione al potere, e in secondo luogo la negazione del principio rappresentativo. Ciò portò alla nascita di molte associazioni segrete di reazione alle decisioni del congresso di Vienna. Mentre nel campo politico si continuava in un periodo di dissesto e scontro, nel campo legislativo si era ormai giunti alla consapevolezza della necessità della codificazione, così nacquero nel regno di sicilia prima, e nel ducato di parma, di toscana, regno di sardegna di milano e altri poi, le prime codificazioni di stato. La dottrina giuridica vede in questo periodo in Italia la figura di Romagnosi come elemento di spicco nel campo del diritto penale.

LA SCUOLA STORICA E LA DOTTRINA TEDESCA Mentre a Parigi e Vienna nascevano le prime codificazioni, in Germania prendeva vita una nuova dottrina giuridica. Nasce la scuola storica tedesca che vede come primo esponente Savigny. Professore a Marbug, egli nel suo corso di metodologia, rese noto il programma che caratterizzerà la sua esistenza, ossia quello di costruire un sistema del diritto coerente e unitario, mediante gli strumenti storico-sistematici. Egli fu autore di diverse opere tra cui nel 1814 la pubblicazione di una rivista giuridica chiamata "rivista per una scienza del diritto basata sulla storia", nel 1815 vede la luce il testo "storia del diritto romano nel medioevo", e intorno alla metà del secolo vede la luce "storia del diritto romano attuale". Egli è anche al centro di una discussione che lo vede vincitore nei confronti di Thibaut, sulla necessità o meno di una codificazione tedesca. La tesi di Savigny ossia quella che i tempi non fossero ancora maturi fu la più accreditata. Alle spalle dell'ideologia di Savigny si sviluppano due filoni dottrinali, quello storico-antiquato, e quello dogmatico-giuridico che vede in Puchta il massimo esponente. Della scuola storica, facevano parte anche Mittermaier, autore di un trattato sul diritto penale, e Von Gneist, Von Mohl e Von Stein. Questi nomi bastano a far capire quanto importante sia divenuta nella prima metà del secolo la dottrina della scuola storica tedesca.

CODICI E LEGGI DEL SECONDO OTTOCENTO Nel 1848 si diffonde in europa un clima di sollevazione che aveva alla base motivazioni comuni a tutti i paesi, ossia l'insofferenza verso i

regimi a suffraggio limitato, cioè a rappresentanza politica ristretta, e limitazioni sulla libertà di stampa e di opinione. In Italia con l'avvento dell'unità nazionale del 1860 si avverte la necessità di una codificazione comune. Nascono così nel 1865 il codice di procedura civile Pisanelli e il codice civile (riproduzione del codice francese), successivamente nel 1876 il codice penale zanardelli e nel 1913 il codice di procedura penale. Nel frattempo fuori dalla penisola non mancarono nuove codificazioni, come quella spagnola del 1888, quella tedesca commerciale del 1861 e quella civile BGB del 1900. In Svizzera il civile vide la luc nel 1907. Infine in Austria vide la luce il codice di procedura civile. Il secondo ottocento modificò la società che inevitabilmente si riversò sul mondo del diritto.

LA DOTTRINA GIURIDICA TRA I DUE SECOLI Dalla scuola storica dei primi dell'ottocento, si sviluppa nella seconda parte del secolo una nuova dottrina tedesca, che prende il nome di Pandettistica, e che ha come scopo principale la creazione di un sistema del diritto positivo compatto e privo di lacune. Uno dei massimi esponenti della dottrina fu Windscheid autore di (il manuale del diritto delle pandette", che aveva come scopo principale l'indirizzo chiarificatore mediante il metodo storico, ai fini pratici. L'influenza di Windscheid fu tale da colpire anche il codice civile tedesco BGB, tanto che da alcuni fu nominato come piccolo Windscheid. Altri autori della pandettistica tedesca furono Jhering e Gierke. Il primo si pose in primo luogo l'obiettivo di ricercare quanto di valido potesse esserci nel pensiere dei grandi giuristi romani, e in secondo luogo quello di capire lo scopo dell'esistenza del diritto. Gierke invece fu autore di un vasto trattato storica dall'età tardo antica al medioevo. Nel campo del diritto pubblico incisero molto Jellineck, Gerber e Laband. In Inghilterra dove non si conobbe mai una costituzione scritta o un codice, lo studioso Dicey pose i tre principi fondamentali del costituzionalismo Inglese, ossia il principio di sovranità del parlamento, il principio della supremazia del diritto e il principio della costituzione convenzionale ossia del rispetto delle prassi. In Italia in questo periodo grande importanza ebbe Orlando, nel campo del diritto costituzionale, come lo ebbe il suo allievo Santi Romano.

Il positivismo giuridico ebbe larga diffusione in europa nella fine dell'ottocento, ma anche negli inizi del novecento esso occupò una fetta importante della cultura giuridica.

Parte sesta: Il novecento

DIRITTO E LEGISLAZIONE TRA LE DUE GUERRE Dopo la prima guerra mondiale (1914-1918), il mondo del diritto si vede rinnovato in moltissimi campi. Nel 1917 nasce per la prima volta nella storia sotto Papa Pio X il corpus iuris canonici. In Germania la sconfitta in guerra portò alla costituzione di Weimar del 1919, essa prevede un costituzionalismo democratico con forma di governo parlamentare-presidenziale a forte influenza dei partiti. La costituzione prevedeva inoltre per la prima volta nella storia la presenza di diritti fondamentali inviolabili dell'uomo. Diritto fondamentali che poi vennero abboliti da Hitler nel 1933. Nel 1919, in Italia spicca la figura di Benito Mussolini, proveniente dalle file socialiste esso portò alla dittatura fascista secondo un modello di stato corporativo basato sulla forza. Nel ventennio fascista l'Italia conobbe innumerevoli riforme nel campo del diritto, che sfociarono nelle codificazioni italiane. Nel 1930 vedono la luce il codice penale che sostituisce lo Zanardelli e di procedura penale. Nel 1940 vede la luce il codice di procedura civile che sostituisce il Pisanelli, e nel 1942 vede la luce il codice civile italiano che passò dall'essere un codice di matrice francese improntato sulla proprietà ad un codice improntato sull'impresa. Nel 1933 presi i poteri di presidente della repubblica tedesca Hitler abolì come gia detto i principi fondamentali della costituzione di Weimar, dando vita alla sua politica militare, basata principalmente sull'ideologia razzista della razza ariana e della grande Germania che sfocierà nello sterminio degli Ebrei. Solo con la sconfitta nella seconda guerra mondiale(1939-1945) del 1945, il nazismo fu abattuto. Nel 1917 si diffondeva invece in Russia, il regime comunista di Lenin basato sull'ideologia Marxista. Esso inevitabilmente rovesciò il mondo del diritto in quanto i suoi due principali obiettivi ossia la dittatura del proletariato e l'abolizione della proprietà privata, sono istituti tipicamente giuridici. Nel 1922 sotto il regime di Stalin vede la luce il codice penale Russo.

La dottrina giuridica tra le due guerre vede come elementi di spicco in Germania Weber, In Austria Kelsen autore della teoria a gradini e della teoria pura del diritto, in Italia Orlando.

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