ANALISI CHIMICO-CLINICHE DI CAMPIONI BIOLOGICI
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ANALISI CHIMICO-CLINICHE DI CAMPIONI BIOLOGICI

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Tesi di Maturità, tratta dei campioni biologici che vengono studiati e utilizzati ai fini analitici, delle attività svolte in un laboratorio analisi, ospedaliero nello specifico, e dell'esperienza di tirocinio svoltasi d...
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ANALI SI

CHIMI CO-

CLINIC

Sara Pantaleo 5M

Azienda ospedaliera di Melegnano p/o Cernusco Sul Naviglio ,

via Uboldo 21

Periodo lavorativo: Dal 3/06/2013 al 21/06/2013

Tutor scolastico: Milena Biassoni/Annamaria Garofalo

Tutor aziendale: Liliana Martini

SOMMARIO

PREMESSA (pag. 2)

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL LABORATORIO (pag.3)

CONOSCENZE DI BASE (pag. 5)

PRIMA SETTIMANA: LABORATORIO DI EMATOLOGIA (pag. 7)

SECONDA E TERZA SETTIMANA: LABORATORIO URGENZE (pag. 9)

ALLEGATI (pag. 13)

BIBLIOGRAFIA (pag. 16)

PREMESSA

Il 3 giugno del 2013 ho iniziato la mia esperienza di stage della durata di tre settimane presso il laboratorio analisi dell’ospedale “Uboldo” di Cernusco sul Naviglio. Durante questo periodo ho avuto modo di affiancare diversi tecnici di laboratorio e di collaborare con loro al fine del corretto funzionamento degli strumenti. Quest’esperienza lavorativa si è svolta in due fasi:

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1) Nella prima settimana sono stata inserita nella sezione di Ematologia, in cui ho capito ed imparato come funziona il laboratorio; 2) Nella seconda e nella terza settimana sono stata collocata nella sezione delle Urgenze, in cui ho avuto modo di mettere in pratica le conoscenze che già possedevo e di acquisire nuove competenze. In quest’ esperienza, con l’assistenza della mia tutor aziendale e con gli insegnamenti dei tecnici di laboratorio, ho potuto osservare e apprendere le diverse fasi delle attività che vengono svolte, scoprendo così l’interessante processo che si attua all’interno dell’intero laboratorio e l’importanza che esso ha per una struttura ospedaliera.

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL LABORATORIO:

Caratteristica di questo laboratorio, come tutti i laboratori di tipo clinico, consiste nel fatto che esso sta sotto la responsabilità di un medico, il quale si occupa dell’organizzazione, e di un dirigente, responsabile dell’amministrazione.

Il laboratorio è costituito da varie sezioni:

• Sezione Check-In: Da qui le provette iniziano il loro percorso(dopo il prelievo). Ciascuna provetta va etichettata con il nome e cognome del relativo paziente, con un codice a barre(in maniera tale che i dati possano essere registrati dai server) ed eventualmente il tipo di esame richiesto. In seguito le provette vengono smistate nelle varie sezioni.

• Sezione Ematologia. Qui vanno le provette con il tappo rosa. Gli esami che vengono eseguiti sono l’Emocromo, Misura della VES ed Elettroforesi.

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• Sezione Biochimica/Chimica Clinica e Coagulazione: Qui vengono divise le provette con il tappo azzurro e quelle con il tappo rosso/giallo.

• Sezione Urgenze: Qui, invece, vengono svolte le analisi che richiedono la precedenza (ovvero riguardanti campioni provenienti dal pronto soccorso e quelli provenienti da strutture esterne non attrezzate).

In questo laboratorio vengono effettuati esami su campioni biologici, tra cui sangue, urina, liquido cerebro-spinale, tessuti vari ecc., i quali vengono prelevati dai relativi pazienti. Per effettuare questi esami il laboratorio dispone di apparecchiature specifiche posizionate nelle apposite sezioni.

Ogni sezione è dotata di server su cui appariranno le analisi effettuate dagli strumenti. I campioni biologici prelevati si differenziano sia dal tipo di analisi a cui essi sono destinati sia dalla provenienza; infatti essi posso provenire dall’interno(per cui da pazienti ricoverati all’interno della struttura),dall’esterno (dalla sala prelievi o da strutture non dotate di apparecchiature idonee per gli esami da effettuare) o dal pronto soccorso.

Ogni campione prelevato viene direttamente messo in appositi contenitori, solitamente provette, con aggiunta di un anticoagulante, e in base alla provenienza(interno, esterno o PS) queste vengono etichettate, riportando il nominativo del relativo paziente, il tipo di esame richiesto e un codice a barre. Prima di effettuare qualsiasi esame, è necessario far leggere il codice a barre al server, per permettere di memorizzare il nominativo del paziente e tutti i dati relativi all’esame che verrà effettuato.

A questo punto alcune provette devono essere controllate, se sono intatte, chiuse con un tappo intatto; inoltre relativamente al tipo di analisi ci sono campioni che richiedono dei piccoli accorgimenti: ad esempio le provette contenenti sangue intero, destinate ad un esame noto come Emocromo, non devono contenere coaguli che altrimenti comprometterebbero il risultato dell’analisi; mentre le provette destinate all’analisi biochimica e chimica normalmente contengono sangue coagulato(in questo caso le provette analizzate dallo strumento vengono precedentemente centrifugate).

Come detto in precedenza, alla fine di ogni analisi i risultati compaiono direttamente sul server e vengono convalidati temporaneamente dal tecnico di laboratorio nel caso rientrino nei parametri normali o in caso contrario vengono

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passati in mano del medico responsabile del laboratorio il quale effettuerà esami più approfonditi.

Gli esami vengono poi convalidati definitivamente dal medico e verranno stampati sotto forma di referto.

CONOSCENZE DI BASE:

Prima di effettuare un qualunque esame è necessario avere delle conoscenze: - Per ogni tipo di analisi le provette vengono chiuse da tappi di colori specifici:

• Il tappo Rosa viene messo alle provette destinate all’Emocromo, Misura della VES e Analisi Siero-proteiche;

• Il tappo Azzurro per i campioni da analizzare della Coagulazione;

• Il tappo Rosso(urgente) o Giallo per la Biochimica/Chimica clinica;

• Il tappo Verde per le analisi dei campioni riguardanti tre parametri, la Troponina, la Proβnp e la βhcg.

-Il sangue è un tessuto connettivo allo stato liquido, il quale, all’interno dei vasi dell’apparato circolatorio, raggiunge tutte le parti del corpo, consentendo il trasporto ai tessuti di ossigeno e sostanze nutrienti e l’allontanamento di anidride carbonica e delle altre sostanze di rifiuto. E’ costituito da una componente liquida, il plasma sanguigno, che occupa il 55% del volume, e da una componente corpuscolare, la quale rappresenta il 45% del volume.

▲ Il Plasma Sanguigno è una soluzione molto complessa, costituita per il 90% di acqua in cui sono disciolti proteine e Sali, e per il 10% amminoacidi, glucosio e materiali di rifiuto cellulari. Le proteine del plasma hanno numerose funzioni: permettono il trasporto di sostanze(es: Lipoproteine- >trasporto lipidi),riserva proteica, regolazione pH, funzione ormonale, difensiva(anticorpi).

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▲ La parte corpuscolata del sangue è costituita principalmente da tre tipi di cellule: - Gli Eritrociti, o globuli rossi, responsabili del trasporto dell’ossigeno, hanno forma di disco biconcavo, sono privi di nucleo e di organuli cellulari; l’emoglobina è il principale costituente; - I leucociti, o globuli bianchi, responsabili della risposta immunitaria e si distinguono per forma del nucleo in Granulociti (Neutrofili, Eosinofili e Basofili), Linfociti e Monociti. I granulociti e i monociti sono dotati di attività fagocitaria e possono eliminare particelle e microrganismi estranei; inoltre sono coinvolti nei meccanismi di difesa aspecifici (infiammazione). I linfociti sono responsabili della risposta immunitaria specifica (più mirata). – Le Piastrine sono frammenti cellulari di forma irregolare e rivestono un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue.

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PRIMA SETTIMANA: LABORATORIO DI EMATOLOGIA

La prima settimana di stage l’ho trascorsa nella sezione di Ematologia-siero proteine. Lo strumento più importante è il conta globuli, il quale permette di effettuare un esame, chiamato Emocromo, e consente di misurare vari parametri riguardanti il sangue intero, quale numero dei globuli bianchi ,globuli rossi, piastrine, emoglobina, ematocrito, MCV(volume medio eritrociti), MCH(contenuto medio emoglobina),MCHC(concentrazione emoglobina), Reticolociti in % ecc. Inoltre consente di stimare la concentrazione in percentuale dei vari tipi di leucociti(neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti e monociti) “costruendo” quella che viene chiamata Formula leucocitaria e permettendo di avere un quadro clinico generale del paziente.

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L’Emocromo è un esame di laboratorio completo del sangue. Il campione di sangue necessario viene solitamente prelevato mediante un ago inserito in una vena superficiale di un braccio. Esso viene poi conservato a temperatura ambiente in una provetta contenente una sostanza anticoagulante, e che quindi ne evita la coagulazione (citrato, EDTA). In seguito la provetta viene portata al laboratorio dove viene analizzata dal conta globuli. Alla fine di ogni analisi sul referto vengono indicati i valori riscontrati del campione con accanto l’intervallo di riferimento, ovvero l’intervallo di valori normali per sesso, età e la strumentazione utilizzata.

Nel caso in cui i risultati dell’esame siano alterati, il campione di sangue viene sottoposto ad accertamenti. Tra questi il più comune è lostriscio su vetrino con colorazione di May Grundwald-Giemsa.

Lo striscio su vetrino è una tecnica utilizzata in laboratorio per l'analisi al microscopio del sangue e la conta leucocitaria (vedi pag.14).

Per poter osservare e riconoscere i vari tipi di leucocita, è necessario colorarli. A tale scopo, normalmente si utilizza una miscela di coloranti. Alla fine della procedura (vedi pag. 15) si distinguono i vari tipi di leucociti in base alla morfologia del nucleo e al colore che essi assumono dopo la colorazione.

SECONDA E TERZA

SETTIMANA: LABORATORIO URGENZE

Il laboratorio delle Urgenze ha la priorità su tutti gli altri laboratori. Mentre gli altri laboratori si occupano dell’analisi delle provette giornaliere (che

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provengono dall’interno o dalla sala prelievi), questo laboratorio si occupa anche delle provette urgenti provenienti dal Pronto Soccorso. Pertanto all’interno di questo laboratorio sono concentrati tutti gli strumenti principali presenti negli altri laboratori: conta globuli, strumento coagulazione, strumento di chimica clinica, strumento troponina e una centrifuga. Ogni provetta va checkinata, in modo da registrare i pazienti;

COAGULAZIONE:

Le provette destinate a questo esame vanno prima centrifugate in quanto l’analisi coinvolge soltanto il plasma del sangue.

I test di coagulazione sono analisi di laboratorio utili per monitorare l'attività di coagulazione del sangue, cioè il processo di arresto di un’emorragia che si innesca a causa di una ferita più o meno grave. La coagulazione, in pratica, è un processo naturale che si verifica nel sangue di ogni persona: in caso di lesione che comporta fuoriuscita di sangue dalla ferita. La protrombina, una proteina presente nel sangue, si attiva e porta alla formazione del coagulo, che ha la funzione di arrestare o limitare la perdita di sangue. Se la lesione è lieve, non sempre è necessario l'intervento delle proteine, ma è sufficiente l'attività delle piastrine, che bloccano da subito la fuoriuscita di sangue. Infatti, dopo una ferita che comporta una lesione della parete vascolare, si forma il cosiddetto "tappo emostatico" per merito delle piastrine, che sono le prime ad accorrere sulla lesione per tamponare la fuoriuscita di sangue.

Contemporaneamente, se necessario perché la ferita è più estesa, vengono attivati i fattori della coagulazione, cioè l'arrivo delle proteine per rinforzare il "tappo emostatico" fino alla trasformazione del fibrinogeno (un'altra proteina della coagulazione) in fibrina ad opera della protrombina.

La fibrina stabilizza il "tappo emostatico" consolidando in modo definitivo il coagulo formatosi nella zona lesionata.

Successivamente viene attivata la fibrinolisi, che ha il compito di sciogliere il coagulo, che viene così riassorbito, e, contemporaneamente, di avviare il processo di riparazione della ferita, al termine del quale si ricostituisce la parete con la sua normale struttura.

I principali esami di laboratorio per lo studio dell'attività di coagulazione del sangue, quindi, sono:

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1. Il tempo di protrombina(o attività protrombinica) chiamato anche PT

2. Il tempo di tromboplastina parziale chiamato anche PTT

Entrambe queste analisi hanno sostituito l'ormai obsoleto esame del "tempo di coagulazione", meno preciso e sensibile.

• Il fibrinogeno.

Inoltre, anche se non fanno parte dell'attività di coagulazione del sangue, anche le piastrine intervengono nel processo di arresto di una fuoriuscita di sangue, quindi, altri due esami risultano utili al medico per avere una visione globale di questo processo e sono:

1.Il conteggio delle piastrine

Il tempo di emorragia (o tempo di stillicidio).

Perché si eseguono:

I test della coagulazione vengono consigliati dal medico quando una persona deve sottoporsi ad un intervento chirurgico o vuole semplicemente conoscere il proprio stato di salute oppure per controllare la terapia anticoagulante quando una persona ha avuto malattie riconducibili ad una alterata coagulazione del sangue come l'infarto del miocardio o l'ictus cerebrale oppure per diagnosticare malattie legate alle piastrine o ai fattori delle coagulazione quando una persona evidenzia, per esempio, la comparsa frequente di ematomi.

CHIMICA CLINICA:

La chimica clinica, o biochimica clinica, è un ramo della medicina di laboratorio che si occupa dello studio delle alterazioni biochimiche di natura patologica e dell'applicazione di tecniche analitiche chimico-strumentali per effettuare determinazioni diagnostiche o di routine sui liquidi biologici. Essa è di ausilio ai servizi di patologia clinica, specialità medica che si occupa di raccogliere e interpretare i dati analitici provenienti da diversi reparti specialistici di medicina di laboratorio con lo scopo di poter effettuare una diagnosi chiara e precisa. La biochimica clinica rappresenta anche un supporto alla tossicologia, nell'ambito di comuni determinazioni biochimiche.

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Esistono metodiche di laboratorio particolarmente accurate per la determinazione di specifiche classi di parametri analitici. Quando diverse metodiche, che possono essere utilizzate in modo equivalente, in base alla dotazione di laboratorio, portano a risultati sensibilmente differenti in funzione della metodica utilizzata, è necessario indicare nel referto anche la tecnica utilizzata per effettuare la determinazione dello specifico parametro.

Nei casi più comuni, la refertazione viene effettuata indicando il parametro oggetto della misura, il livello di precisione e l'unità di misura utilizzata. I valori ricavati vengono poi comparati con gli intervalli di valori ritenuti fisiologici; in seguito ad anamnesi, esame obiettivo ed eventuali altri controlli specialistici il medico potrà poi essere in grado di effettuare una diagnosi patologica.

Vengono comunemente effettuate in chimica clinica le seguenti determinazioni:

• Carboidrati e loro metaboliti

• Azoto non proteico

• Proteine

• Lipidi

• Ormoni

• Enzimi ed isoenzimi

• Emoglobina e suoi metaboliti

• Elettroliti e oligominerali

• Vitamine

• Emogasanalisi (ioni idrogeno, bicarbonatemia, anidride carbonica, ossigeno)

• Osmolarità

• Farmaci e tossici

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ALLEGATI:

Procedura Striscio su vetrino:

Si pone una goccia di sangue sul lato destro del vetrino e si avvicina un vetrino molato (che è uno speciale vetrino con i bordi smussati per non danneggiare le cellule) alla goccia. L'angolo fra i due vetrini deve essere di 30-40 gradi. Il sangue per capillarità si diffonde. Con un rapido movimento si striscia il vetrino in direzione opposta alla goccia, si otterrà quindi lo striscio di sangue. Per evitare la formazione di coaguli, ciascuno striscio deve essere effettuato con sangue fresco e subito dopo averlo depositato. Se applicate il colorante sullo striscio senza averlo prima fissato, le cellule scoppieranno a causa del cosiddetto shock ipotonico. Questo avviene perché la concentrazione di sali all'interno delle cellule è molto più alta di quella del liquido colorante che è diluito in acqua distillata. Per evitare questo, prima della colorazione si deve effettuare un fissaggio dello striscio.

Questa operazione ostacola il rigonfiamento delle cellule, che quindi rimangono integre quando vengono colorate.

Un semplice ed efficace fissaggio consiste nell'immergere lo striscio in un recipiente contenente alcool etilico (C2H5OH) o metilico (CH3OH) al 95 % per 3-5 minuti. Se osservate lo striscio così com'è dopo il fissaggio, non vedrete quasi nulla perché le cellule sono molto trasparenti. Le emazie sono leggermente

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visibili, ma i leucociti sono molto pallidi, quasi invisibili e non è possibile distinguere nulla al loro interno.

Colorazione di May Grundwald-Giemsa:

Si tratta di una miscela di coloranti, a base di blu di metilene ed eosina. La colorazione May-Grunwald Giemsa è una colorazione differenziale per differenziare i globuli bianchi. In questa colorazione, si usano gli stessi coloranti, ma con tempi e concentrazioni diverse della colorazione di Wright. I coloranti acidi, presenti in questa colorazione, colorano la parte basica della cellula, mentre i coloranti basici colorano la parte acida.

Nel primo passaggio della colorazione primaria, si usa un vetrino con lo striscio di sangue e il colorante May-Grunwald puro. Bisogna contare le gocce di colorante che servono a ricoprire interamente il vetrino e si attende per 3 minuti. In questo passaggio, la colorazione non avviene perché non sono presenti gli ioni, ma avviene il fissaggio delle cellule del sangue perché vengono disidratate grazie all'alcol metilico presente nel colorante. Passati i 3 minuti, si aggiunge l'acqua con lo stesso numero di gocce di prima per 3 minuti (secondo passaggio) infatti avremo il colorante May-Grunwald più il 50% di acqua. In seguito si scola il colorante rimasto. n questa parte di colorazione si usa il colorante Giemsa diluito 1:10 con acqua e si tiene distribuito sul vetrino per 15 minuti; questo serve per la differenziazione delle cellule. Trascorso questo tempo si lava con acqua e si lascia asciugare. I globuli rossi presenteranno una colorazione viola (chiaro)/grigio. I neutrofili che fanno parte dei granulociti avranno il nucleo blu/ viola, i basofili hanno il nucleo nascosto dai granuli che sono stati colorati di blu, gli eosinofili come i basofili, hanno il nucleo nascosto dai granuli di colore rosso. I linfociti che fanno parte degli agranulociti, presentano un nucleo molto grande di colore blu, i monociti sono i più grandi di tutti e presentano un nucleo blu.

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CONCLUSIONI

Lo stage è stato molto interessante: mi ha permesso di iniziare a conoscere il mondo del lavoro nell’ ambito ospedaliero e di conoscere l’importanza del lavoro di squadra. Fortunatamente è stata la prima volta che “frequentavo” l’ospedale quotidianamente e per di più dalla parte di chi non è coinvolto direttamente nella malattia e nella sofferenza. Pertanto ho potuto acquisire nuove conoscenze e mettere in gioco quelle che già possedevo. Non nego che ci siano stati i caratteristici lunghi e imbarazzanti tempi morti. Ma l’ospedale è così, c’è da aver pazienza. Bisogna aspettare quando c’è da aspettare e agire quando c’è da agire! In ogni caso, mi sento di consigliare quest’esperienza ai posteri. Per quanto mi riguarda ha confermato la scelta di studiare Medicina e Chirurgia, ma la reputo comunque un’esperienza utile e costruttiva.

Ringrazio le prof.sse M. Biassoni e A. Garofalo per questa opportunità offertaci.

Sara Pantaleo

BIBLIOGRAFIA:

http://www.my-personaltrainer.it/salute/formula-leucocitaria.html

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http://www.labtestsonline.it/tests/troponina.html

http://www.lammlab.it/index.php?id=28

http://www.labtestsonline.it/tests/BNP_e_NT-proBNP.html

http://www.cdi.it/it/SaluteEdEducazione/Esami/HCG/index.html

Burlina. Metodi di chimica clinica. Piccin.

http://www.labtestsonline.it/tests/Emogasanalisi.html

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