Tesi di laurea triennale: Analisi comparativa del linguaggio informatico  francese - inglese , Tesi di laurea di Linguistica Francese. Università degli Studi di Palermo
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Tesi di laurea triennale: Analisi comparativa del linguaggio informatico francese - inglese , Tesi di laurea di Linguistica Francese. Università degli Studi di Palermo

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Tesi sul linguaggio informatico francese e inglese con approfondimento dei seguenti argomenti: - Francesismi, anglicismi e franglais a partire dalla conquista normanna del 1066 - Gli organismi di controllo politico su...
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

CORSO DI LAUREA IN LINGUE E CULTURE MODERNE

ANALISI COMPARATIVA DEL LINGUAGGIO INFORMATICO

FRANCESE - INGLESE Tesi di laurea di: Relatore: Emanuela Calderone Matricola n. 0560057

Chiar.mo Prof. Francesco Paolo Alexandre Madonia

_____________________________________ A. A. 2012/2013

1

Ai miei genitori,

con infinito affetto e gratitudine

per il loro costante sostegno.

2

INDICE

INTRODUZIONE ................................................................................................ 4

Capitolo I. Francesismi, anglicismi e franglais ....................................................... 6

1. La conquista normanna dell'Inghilterra e i primi francesismi nella lingua

inglese ...................................................................................................................... 6

1.1. Il lessico del sistema feudale ................................................................. 9

1.2. Il lessico dell'aristocrazia e della legge ................................................. 9

1.3. Il lessico ecclesiastico .......................................................................... 11

1.4. Il lessico dell'arte: culinaria, architettura e moda ................................ 12

1.5. Coppie sinonimiche e falsi amici ........................................................ 14

1.6. Alcuni criteri di assimilazione e adattamento del lessico normanno a

quello anglosassone ........................................................................................ 15

2. «La réciprocité n'a pas été immédiate» .......................................................... 16

2.1. L'anglomanie: i primi anglicismi in Francia ....................................... 19

3. Il fenomeno del Franglais e René Etiemble ................................................... 20

2.2. Alcuni esempi nel lessico: gastronomia, televisione e sport ............... 22

3.1. Il sabir atlantique ................................................................................ 23

3.1.1. Alcune caratteristiche peculiari del sabir atlantique ........................... 23

2.3. Ulteriori riflessioni critiche sul pamphlet Parlez-vous franglais? ...... 25

Capitolo II. Il lessico informatico francese e inglese ............................................. 29

1. Gli organismi di controllo politico sulla lingua francese ............................... 29

1.1. La CSTIC ............................................................................................. 36

1.2. Il caso del Québec e l'Office québécois de la langue française ........... 37

2. Fenomeni di interferenza linguistica: prestiti e calchi .................................... 39

3. I nomi degli elementi dell'hardware ............................................................... 42

3

4. Termini del lessico offline e online ................................................................ 47

5. Il linguaggio dei social network ..................................................................... 63

5.1. Facebook .............................................................................................. 66

5.2. Twitter ................................................................................................. 68

6. Risultati del sondaggio "Anglicismes dans la langue française: d'accord ou

pas d'accord?" ....................................................................................................... 70

BIBLIOGRAFIA................................................................................................ 75

SITOGRAFIA .................................................................................................... 76

4

INTRODUZIONE

L'oggetto preso in analisi nella presente tesi di laurea nasce dall'interesse di appro-

fondire le cause legate alla volontà della lingua francese di tradurre i termini in-

glesi del settore informatico, diffusi a livello internazionale ma per lo più rifiutati

da essa.

Il primo capitolo prende inizialmente in esame i primi legami tra la lingua france-

se e la lingua inglese a partire dal loro primo contatto storico rappresentato

dall'invasione normanna del 1066. Vengono successivamente descritti i primi

francesismi che furono introdotti in quel periodo nella lingua inglese; quindi i

primi anglicismi in quella francese - i quali raggiunsero l'apice nel secondo dopo-

guerra - e, infine, i rispettivi criteri di assimilazione. Per quanto riguarda il primo

fenomeno, si osservano in particolare i termini appartenenti al lessico feudale,

dell'aristocrazia e della legge, ecclesiastico e dell'arte. Inoltre, viene data una vi-

sione generale delle principali coppie sinonimiche e di alcuni falsi amici.

Per quanto attiene, invece, il pay-back, si osservano i fenomeni storici che hanno

portato alla cosiddetta anglomanie, offrendo così un panorama del contesto stori-

co a partire dalla fine della Guerra dei Cent'anni, primo momento di distacco delle

due culture, per arrivare all'Illuminismo e al XVIII secolo, periodo in cui il feno-

meno ebbe inizio.

Nell'ultimo paragrafo del primo capitolo viene primariamente approfondito il fe-

nomeno del franglais; si espongono inoltre alcune riflessioni critiche sul pamphlet

polemico di Renè Etiemble Parlez-vous franglais?, grazie al quale il termine si

diffuse a livello mondiale.

All'interno del secondo capitolo si esaminano in primo luogo gli organismi di con-

trollo politico sulla lingua francese e il processo di traduzione, con particolare ri-

ferimento alla Commissione generale di terminologia e neologia, alla Commissio-

ne Specializzata di Terminologia e di Neologia dell'Informatica e dei Componenti

Elettronici (CSTIC), e infine all'Ufficio quebecchese della lingua francese. Più

avanti si analizza il lessico informatico vero e proprio, offrendo una quanto più

possibile accurata comparazione e descrizione dei termini più diffusi del dominio

informatico nelle due lingue in questione. Questi ultimi sono stati raggruppati se-

5

condo le differenti categorie di calchi e prestiti linguistici precedentemente de-

scritte in un apposito paragrafo. Nello specifico, vengono considerati i termini dei

componenti hardware, del lessico offline e online, e dei social network, con parti-

colare approfondimento di quelli peculiari di Facebook e Twitter, i più celebri.

Infine vengono osservati e commentati i risultati di un sondaggio personalmente

condotto, dal titolo "Anglicismes dans la langue française: d'accord ou pas d'ac-

cord?".

6

Capitolo I. Francesismi, anglicismi e franglais

1. La conquista normanna dell'Inghilterra e i primi francesismi nella lingua

inglese

«Les langues anglaise et française s'étaient déjà rencontrées, si l'on peut dire, a-

vant même leur naissance» 1 : causa e merito di alcune delle non poche affinità che

le due lingue oggi inaspettatamente condividono, risalgono infatti a tempi ben più

remoti, vale a dire, alla loro comune origine indoeuropea.

A partire dal I millennio a.C., Celti, Romani e Germani si succedono, così, da una

parte all'altra della Manica: in Britannia - l'attuale Gran Bretagna - e in Gallia,

nome attribuito dai Romani ai territori abitati dai Celti e oggi comprendenti Fran-

cia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Germania occidentale e Italia settentrionale fino

al fiume Esino.

In misura più o meno significativa sull'uno e sull'altro territorio quelle popolazioni

ne influenzarono la lingua e la cultura, forgiando così le basi per quelle che oggi si

configurano come il Français moderne e il Modern English. Ma il primo contatto

effettivamente significativo tra la lingua francese e quella inglese è rappresentato

dalla conquista normanna dell'Inghilterra avvenuta nel 1066 e che venne definita

dall'autore americano contemporaneo Bill Bryson: «the final cataclysm [which]

awaited the English language» 2 ; un cataclisma che aveva probabilmente posto le

basi per una futura società aperta al plurilinguismo e all'interculturalità.

Chiamati Northmen ("uomini del nord"), oggi meglio conosciuti come Vichinghi,

i Normanni erano un popolo di origine germanica proveniente dalla Scandinavia e

stabilitisi, nel corso del X secolo, nel nord della Francia, ossia l'attuale Norman-

dia, che oggi ne continua il nome.

La lingua che vi trovarono fu un gaulois (gallico) ormai fortemente latinizzato per

opera di quel processo di romanizzazione che aveva avuto inizio già nel 120 a.C.

con la fondazione della prima provincia romana, la Provincia Narbonese, e che

aveva inoltre successivamente subito le influenze linguistiche del francico, dialet-

1 H. Walter, Honni soit qui mal y pense, Laffont, Paris, 2001, p. 15 («Le lingue inglese e francese

si erano già incontrate, per così dire, ancor prima della loro nascita»). 2 B. Bryson, The Mother Tongue: English & How It Got That Way, William Morrow & Company,

Inc., 1990 (trad.: «l'ultimo cataclisma che ha colpito la lingua inglese»).

7

to germanico parlato in particolare da Carlo Magno. I Franchi si erano infatti in-

sediati nel nord della Francia prima dei Normanni e, pur non essendo riusciti a

imporsi sul latino, avevano influito non poco sulla lingua dei Gallo-Romani. Que-

sta finì, infatti, col prendere un nome di derivazione addirittura germanica, che di-

venne appunto il français. E fu proprio questo l'idioma in seguito assimilato dai

Normanni, diventati ormai del tutto francesi sia nella lingua che nella civiltà, e

che trasportarono dall'altra parte della Manica. Infatti, sotto la guida di Guglielmo

II, duca di Normandia, i Normanni attraversarono la Manica nel 1066 e invasero

l'Inghilterra, sconfiggendo ad Hastings Aroldo II, ultimo re anglosassone. Gu-

glielmo divenne dunque il primo re d'Inghilterra della dinastia dei Normanni, re-

gnando dal 25 dicembre del 1066 al 9 settembre del 1087, anno della sua morte. A

partire dall'anno della conquista, il termine "normanno" perse definitivamente il

suo significato etimologico di "uomo del nord" ed iniziò a denotare un abitante del

ducato di Normandia e, come diretta conseguenza, l'abbandono graduale e defini-

tivo della sua lingua scandinava.

La lingua con la quale ebbero a incontrarsi e scontrarsi gli invasori giunti in In-

ghilterra era l'anglosassone o Old English, già lingua ufficiale del Paese dall'871

d.C., anno in cui Alfredo il Grande (849-899) riuscì ad unire l'Inghilterra sotto

un'unica corona. Costretto da un precedente assalto vichingo a rifugiarsi nel Wes-

sex, egli era riuscito a riconquistare le terre precedentemente occupate dai Vichin-

ghi (o Danes) nel IX secolo, il cosiddetto Danelaw, letteralmente "il territorio sot-

to la legge dei Danesi", costituito dall'Inghilterra settentrionale, parti della Scozia

e dall'Irlanda.

L'allora Old English era quindi quella lingua anglosassone che aveva soppiantato

prima l'idioma celtico parlato in Britannia a partire dal 600 a.C.; tutt'oggi si ritro-

vano alcune tracce solo nella toponimia 3 . Successivamente era stata solo in mini-

ma parte latinizzata dai Romani a partire dall'imperatore Claudio nel 43 d.C., ed

infine influenzata dalla lingua dei Danes.

3 Ad esempio, i fiumi Avon e Ouse che scorrono nello Yorkshire e nel Worwickshire, derivano ri-

spettivamente dal celtico abona, (corso d'acqua )e *udso- (acqua).

8

«The Normans became masters of England, and they remained masters for a suf-

ficiently long time to leave a deep impress on the language» 4 , ed anche sulla so-

cietà e la cultura. A loro volta «[...] English adopted so many French words be-

cause it was the fashion in every respect to imitate their 'betters' [...]» 5 : la lingua

venuta dalla Francia si andava così imponendo gradualmente come lingua della

nobiltà, della cultura e di prestigio in generale.

Oggi ben un terzo delle parole inglesi presentano un'ascendenza francese; molte

apparvero tra il XIII e il XIV secolo, periodo in cui si assistette ad una maggiore

proliferazione di prestiti nei settori più disparati, ma già durante l'occupazione

normanna furono circa diecimila i termini francesi che vennero adottati in inglese.

Risulta tuttavia chiaro che in un primo momento le maggiori influenze linguisti-

che si ripercossero negli ambiti concernenti le istituzioni introdotte in Inghilterra

dai Normanni: in particolare il sistema feudale, l'amministrazione della legge, la

Chiesa, ma anche l'arte, la moda e la cucina. È nei campi in cui i Normanni eserci-

tavano maggior potere che il loro lessico riuscì ad attecchire maggiormente e a so-

stituirsi a quello anglosassone. Infatti, se ad esempio courir (correre) non prosperò

per la maggiore frequenza di run, furono le parole che si riferivano alla vita

dell'alta società francofona ad avere la meglio, come ad esempio court (corte), che

deriva dal francese antico cort, e che ritroviamo in quello moderno sotto la forma

cour.

L'Inghilterra normanna divenne così contrassegnata da un trilinguismo di fatto: la

gente comune di ascendenza anglosassone parlava ancora il volgare inglese; il po-

tere politico, la corte e l'aristocrazia si esprimevano in franco-normanno, mentre il

latino rimase appannaggio esclusivo della Chiesa.

4 O. Jespersen, Growth and structure of the English Language, Basil Blackwell Oxford, Bristol, 1967, p. 79 (trad.: «I Normanni divennero padroni dell'Inghilterra, e rimasero tali per un lasso di

tempo tanto lungo da lasciare una profonda impronta sulla lingua»). 5 Ibid.,p. 85 (trad.: «[...] gli Inglesi adottarono così tante parole francesi perché era di moda sotto ogni aspetto imitare i loro 'migliori' [...]»).

9

1.1. Il lessico del sistema feudale

Tra le istituzioni che i Normanni portarono in Inghilterra, una delle più considere-

voli è costituita dal sistema feudale, nato precedentemente in Francia per opera di

Carlo Magno, e a cui si accompagna un lessico specifico. Il re Guglielmo aveva

reclamato come propri tutti territori dell'Inghilterra, ma li distribuì tra i suoi baroni

che, in cambio, erano tenuti a prestare servizio in battaglia. A loro volta essi, allo

scopo di ampliare l'esercito per il re, facevano la stessa cosa con chi stava sotto di

loro nella gerarchia sociale, ovvero cavalieri e contadini che vivevano nelle loro

terre.

Di seguito si riporta una tabella con alcuni esempi di termini inglesi di ascendenza

francese:

Inglese Antico francese Francese moderno Italiano

fief fieu fief feudo

baron baron baron barone

prince prince prince principe

princess princesse princesse principessa

duke duc duc duca

duchess duchesse duchesse duchessa

viscount visconte vicomte visconte

vassal vassal vassal vassallo

1.2. Il lessico dell'aristocrazia e della legge

Le classi che si ritrovarono ai gradini più alti nella piramide sociale inglese dopo

la conquista erano logicamente d'origine normanna e di conseguenza lo era anche

il lessico concernente l'aristocrazia. Sebbene si siano mantenuti nell'uso corrente

termini come lord e lady, king e queen, d'origine anglosassone, è anche vero che

la maggior parte delle parole concernenti il governo e l'alta amministrazione sono

di provenienza d'oltremanica. Tra queste ultime si trovano, ad esempio, chancel-

lor, court, crown, government, power, reign.

10

Non stupisce inoltre che, in veste di «masters of England» 6 , i Normanni portarono

anche termini quali glory e honour, nonché proprio master e mistress.

Un'altra naturale conseguenza del potere normanno è rappresentata da una mas-

siccia presenza di termini d'origine francese inerenti alla legge ossia al linguaggio

giuridico, quali: accuse, cause, crime, heritage, judge, jury, just, justice, penalty,

privilege, property.

La tabella seguente mostra l'origine francese dei suddetti termini, la diversa evo-

luzione in inglese e in francese moderni, e la traduzione in italiano.

Inglese Antico francese Francese mo-

derno Italiano

to accuse acuser acuser accusare

cause cause cause causa, motivo,

ideale

chancellor chancelier chancelier cancelliere (primo

ministro)

court cort cour corte

crime crimne crime crimine

crown corone couronne corona

glory glorie gloire gloria

government governement gouvernement governo

heritage iritage,

eritage, heritage héritage eredità

honour honor honneur onore

to judge jugier juger giudicare

jury juree jury giuria

just juste juste giusto

justice justice justice giustizia

master maistre maître maestro, padrone

mistress maistresse maîtresse signora, padrona

6 V. n. 4.

11

penalty penalité pénalité penalità

power povoir pouvoir potere

privilege privilege privilège privilegio

property propriete propreté proprietà

reign reigne règne regno

1.3. Il lessico ecclesiastico

Anche gran parte del lessico connesso all'ambito della Chiesa risale ai tempi della

dominazione normanna. Se il Sacro Romano Impero fu il primo ad esercitare un

enorme potere ecclesiastico sul Continente, successivamente furono i Normanni

che andarono ad esercitare tale potere in Inghilterra, costruendo chiese, monasteri

e cattedrali. Oggi se ne ritrovano testimonianze in termini quali abbey, angel, bap-

tism, feast (nell'accezione di ricorrenza religiosa), prayer, religion, sacrifice,

saint, sermon, service, trinity, virgin.

Anche parole come blame, lesson, rule, save, tempt, che oggi appartengono al lin-

guaggio comune e che in origine erano probabilmente termini puramente ecclesia-

stici, sono di derivazione francese. Il clero introdusse, inoltre, una vasta gamma di

parole concernenti il campo della moralità e dell’etica di cui, oggi come allora, è

ed era fervido promotore, quali charity, coscience, desire, grace, jealous, mercy,

pity, virtue.

Si riportano gli esempi nella seguente tabella esplicativa:

Inglese Antico francese Francese moderno Italiano

abbeyabaïe abbaye abbazia

angelangele ange angelo

baptismbatesme, bapteme baptême battesimo

blameblasme blâme colpa, biasimo

charitycharité charité carità

conscienceconscience conscience coscienza

desiredesir désir desiderio

12

feastfeste feast festa

gracegrace grâce grazia

jealousjalos jaloux/jalouse geloso/a

lessonleçon (punizione,

monito)

leçon (punizione,

monito)

lezione (anche

scolastica)

mercymercit, merci merci (grazie) / mi-

séricorde misericordia

pitypite pitié pietà

prayerprier prière preghiera

religionreligion religion religione

ruleriule règle regola

sacrificesacrifise sacrifice sacrificio

saintsaint saint santo

to savesauver sauver salvare

sermonsermon sermon sermone

serviceservise service servizio

to tempt tempter tenter tentare

trinitytrinite trinité trinità

virgin virgine vierge vergine

virtuevertu vertu virtù

1.4. Il lessico dell'arte: culinaria, architettura e moda

Alla superiorità da lungo tempo e da molti riconosciuta alla cucina francese, dob-

biamo la presenza di un'ampia quantità, in inglese, di lemmi quali boil, roast, sau-

ce, sausage, soup, toast, e non suscita meraviglia il fatto che, «[...] while the hum-

bler breakfast is English, the more sumptuous meals, dinner and supper [...] are

French» 7 .

Interessante risulta anche il termine "maiale", per il quale esistono oggi due parole

diverse: pig, l'animale vivo, e pork, che designava quello cucinato dai ricchi Nor-

7 Ibid., p. 83 (trad.: «[…] come l'umile colazione è inglese, i pasti più sontuosi, pranzo e cena sono

francesi»).

13

manni. I contadini anglosassoni non potevano infatti permettersi di mangiare mol-

ta carne di maiale, ma lo allevavano per i loro proprietari normanni, per cui ne de-

riva, quasi naturaliter, che il primo sia di derivazione inglese, il secondo francese.

In Inghilterra s'impose senza troppe resistenze anche la moda normanna, più ricca

ed innovativa, così come l'arte e, in particolare, l'architettura. Quanto alla prima,

un gran numero di termini inglesi riguardanti l'abbigliamento, come apparel, co-

stume, garment, deve la sua origine alla lingua parlata dai Normanni; circa la se-

conda, troveremo art, beauty, colour, design, figure, image, il verbo topaint. Per

quanto attiene all'architettura, si segnalano in particolar modo i seguenti termini:

arch, castle, chapel, column, palace, tower.

I suddetti termini sono tutti ricondotti nella seguente tabella:

Inglese Antico francese Francese moderno Italiano

to boilbolir bouillir bollire

roastrostir rôtir arrostire

saucesauce sauce salsa

sausagesaussiche saucisse salsiccia

soupsoupe soupe zuppa

to toasttoster griller (n. croque-

monsieur) tostare

dinnerdisner (colazione) dîner cena

suppersuper soupe zuppa

pork porc porc porco, maiale

apparelapareil habillement abbigliamento

costumecostume

costume (abito;

costume da bagno:

maillot de bain/une

pièce)

costume,

maschera, abito

garmentgarnement

garnement (piccola

veste; indumento:

vêtement)

indumento

14

artart art arte

beautybiauté beauté bellezza

colourcolor couleur colore

designdesseign design progettazione,

disegno, design

figurefigure figure figura

imageimage image immagine

topaint peintier peindre dipingere

archarche arc arco

castlechastel château castello

chapelchapele chapelle cappella

columncolombe colonne colonna

palacepalais palais palazzo

towertor tour torre

1.5. Coppie sinonimiche e falsi amici

In molti casi la maggior differenza d’uso tra la parola nativa e il sinonimo estero

sta nel fatto che quest'ultimo viene adottato in un'accezione più letteraria, mentre

il primo conserva un significato più colloquiale, sempre a riprova del fatto che la

lingua d’oltremanica aveva acquisito un notevole prestigio.

Esemplificando: a begin, d'origine germanica, viene contrapposto il più aulico

commence, derivantedall'antico francese comencier, oggi commencer, così come

feed sta a nourish, dal francese norris, oggi nourrir.

Nel Medioevo molti nomi, verbi e aggettivi inglesi mutuati dall'antico francese

non sempre hanno mantenuto il significato originario ma talvolta hanno sviluppa-

to un nuovo senso che il francese non conosce: si parla in questo caso di falsi ami-

ci. In linguistica vengono definiti tali (faux amis in francese, false friends in ingle-

se)tutti quei termini di una data lingua che presentano notevoli somiglianze

morfologiche ma che in realtà hanno significati del tutto o in parte divergenti;

dunque parole quasi omografe ma mai sinonime. I linguisti inglesi Albert Baugh e

15

Thomas Cable nel loro The history of the English language parlano in questo caso

di «arrested development».

L'inglese agony, che deriva dall’antico francese agonie (agonia), significa oggi

“angoscia, strazio, tormento” e non “agonia”; di contro, quest’ultimo termine è re-

so con l'espressione death agony. Dancing, dall'antico francese dancier, cioè il

luogo pubblico in cui si balla, rappresenta in inglese il ballare in generale, quello

che in francese è le danser. Ancora, dall’anglo-normanno librarie (antico francese

librairie), deriva l’odierno inglese library, che però non significa libreria ma bi-

blioteca, usando il termine bookshop o bookstore per designare la libreria nel sen-

so di negozio di libri.Quanto al francese, librairie designa oggi la libreria, nego-

zio di libri, mentre l’inglese library (biblioteca), trova il suo corrispondente nel

francese bibliothèque.

1.6. Alcuni criteri di assimilazione e adattamento del lessico normanno a quello

anglosassone

Notevole rilievo assumono alcuni criteri in base ai quali in Inghilterra venivano

adottate e adattate le parole giunte dal territorio d’oltremanica.

Per quanto riguarda sostantivi e aggettivi, questi venivano sempre presi dalla for-

ma in accusativo che, a differenza della forma al nominativo, non presentava la

desinenza in -s.

Più particolare risulta il modo di trattamento della forma plurale in cui la situazio-

ne era esattamente ribaltata: l'Old French aveva il nominativo senza desinenza e

l'accusativo in -s. L'istinto popolare inglese associò in maniera naturale ed incon-

scia la forma in -s con la loro nativa in -es. Così, quei sostantivi e quegli aggettivi

che, sia in inglese che in francese, avevano per lungo tempo formato il plurale

senza una desinenza specifica, come ad esempio cas, si conformarono alla regola

generale, per cui il plurale di cas divenne cases. Leggeremo quindi in Chaucer:

«the goddes celestials», abitudine che sopravvisse fino a Shakespeare.

Sempre per quanto riguarda gli aggettivi, risulta interessante notare che alcuni di

questi, che oggi appaiono di stampo tipicamente inglese ad un occhio inesperto,

sono in realtà costruiti sulla base dell'antico francese: in particolare, una delle de-

sinenze che attecchì in maniera più prolifica nell'inglese è –able, come in agreea-

16

ble, tolerable, variable, mentre parole come drinkable, eatable, punishable sono

invece degli ibridi aventi una radice d'origine germanica e una desinenza d'origine

romanza.

Relativamente al sistema di accentazione, è noto oggi che la maggior parte delle

parole inglesi è accentata sulla prima sillaba e la maggior parte di quelle francesi

sull'ultima. All'epoca quell'abitudine linguistica degli Anglosassoni venne incon-

sciamente estesa a tutte le parole straniere, e fu proprio la loro incapacità di imita-

re l'accento francese che determinò lo spostamento dell’accento tonico di parole

normanne sulla prima sillaba. Risulta così spiegato come oggi in inglese molte pa-

role d'origine romanza, quali January, February o primary, si pronunciano con

l'accento sulla prima sillaba.

Infine, molte parole inglesi d'origine francese sono facilmente riconoscibili poiché

mantennero quella -s che, seguita da un'altra consonante all'interno della stessa

sillaba, in francese non veniva più pronunciata dalla fine del XIII secolo, per cui

venne eliminata; ne rimane traccia nell'accento circonflesso della vocale prece-

dente. Ecco quindi che le antiche parole francesi bastard, conqueste, cost, forest,

maistre e tempeste - oggi rispettivamente bâtard, conquête, coût, forêt, maître,

tempête- hanno dato origine in inglese a bastard, conquest, cost, forest, master e

tempest.

2. «La réciprocité n'a pas été immédiate»8

Il distacco politico dell'Inghilterra dalla Francia era avvenuto nel XIII secolo

quando le due potenze si scontrarono nella Guerra dei Cent'anni (1337-1453), alla

fine della quale la seconda ebbe la meglio sulla prima.

Gli anni della Guerra, ed in particolare le vittorie britanniche del 1346 a Crecy e

del 1356 a Poitiers, avevano diffuso tra gli inglesi uno spirito di unità nazionale

mai visto prima. Il francese smise di essere la lingua ufficiale del Paese e l'inglese

8 H. Walter, Honni soit qui mal y pense, cit. p. 92 («La réciprocité n'a pas été immédiate: pendant

les siècles qui ont suivi la conquête, on s'aperçoit que seule la langue anglaise bénéficiera des

apports linguistiques venus de France, alors que le français ne puiserà réellement dans la langue

anglaise qu'à partir du XVIII siècle».

Trad.: «La reciprocità non è sata immediata: durante i secoli che hanno seguito la conquista ci si

accorge che soltanto la lingua inglese beneficierà degli apporti linguistici venuti dalla Francia,

mentre il francese attingerà realmente dalla lingua inglese soltanto a partire dal XVIII secolo»).

17

gli subentrò, divenendo la lingua della Corte e del Parlamento; di contro «[...] le

français n'était plus une langue familière dès le berceau, mais une langue que l'on

apprenait à l'école.» 9

È proprio in questo periodo che emerge la figura di colui che venne definito il pa-

dre della lingua inglese, Geoffrey Chaucer, grazie al cui capolavoro, The Canter-

bury Tales (I Racconti di Canterbury), scritto in Middle English, la lingua inglese,

appunto, acquisì per la prima volta dignità letteraria.

Il francese in Inghilterra aveva dunque perso vigore e prestigio: spassosa testimo-

nianza ne è il personaggio della Monaca dei racconti di Chaucer, una Priora, che

parla maccheronicamente provocando l'ilarità della gente. Scrive ironicamente

l'autore: «[...] she spoke daintily in French, extremely, after the school of Strat-

ford-atte-Bowe; French in the Paris style she did not know» 10

. Tuttavia l'inglese di

allora era già una lingua profondamente modificata e segnata in maniera perma-

nente da quella d'oltremanica; un’inversione di tendenza iniziò ad affiorare a par-

tire dal XVIII secolo, quando sulla scena francese si assistette ad una doppia rivo-

luzione: quella politica e quella linguistica.

Nel periodo che intercorse tra il distacco politico con l'Inghilterra e il secolo dei

lumi, la Francia aveva combattuto strenuamente per difendere ed affermare la

propria lingua. Nel 1539 Francesco I aveva infatti promulgato l'ordinanza di Vil-

lers-Cotterêts, con la quale imponeva l'uso del francese nell'amministrazione del

regno, scalzando così la supremazia del latino. Il francese viene da lui innalzato a

"langage maternel françois", quando però in realtà la lingua materna del popolo

era ancora il patois. Avverrà dieci anni dopo, ad opera di Joachim Du Bellay, che

la lingua francese smetterà di essere solo la lingua del volgo grazie alla sua cele-

bre opera Deffence et illustration de la langue françoise, che venne così a confi-

gurarsi come opera emblema della nascita della lingua nazionale francese. Ma se

Du Bellay sosteneva che la lingua francese andasse potenziata in ogni modo, an-

che tramite l'arricchimento del lessico con la creazione di parole nuove su base la-

tina o greca, nonché grazie all'impiego di espressioni provenienti da altre lingue,

quando nel 1605 Malherbe si affacciò sulla scena francese, la lingua subì un ulte- 9 Ibid., p. 178(trad.: «[…] il francese non era più una lingua familiare fin dalla culla, ma una lin-

gua che si apprendeva a scuola»). 10

G. Chaucer, The Canterbury Tales, Prologo (trad.: «[…] parlava francese speditamente e con

raffinatezza secondo la scuola di Stratford-atte-Bowe; il francese di Parigi le era ignoto»).

18

riore turbamento. Egli intendeva epurare la lingua all’insegna dei concetti di clar-

e propiété, aspetti fondamentali di quella pureté alla quale agognava: trasparen-

za e chiarezza dell'espressione s'incontravano con la messa al bando di latinismi,

grecismi, neologismi ed anche termini stranieri.

Ne conseguì che, quando nel 1635 il cardinale Richelieu fondò la celebre Acadé-

mie française con lo scopo di nettoyer la lingua, i letterati chiamati a tale scopo

erano tutti malherbiani. Tre anni dopo la fondazione iniziò la redazione del primo

dizionario della lingua francese, che vide la luce soltanto nel 1694: il secolo dei

lumi e dei philosophes si stava avvicinando.

Temi dominanti del 1700 saranno la fiducia nella scienza, nel progresso, nell'esal-

tazione della ragione e del sapere, la cui diffusione trovò massima espressione

nella celebre Encyclopédie curata da Diderot e D'Alembert.

Da un punto di vista culturale, una nuova conoscenza del mondo inglese influirà

non poco sulla lingua e sulla cultura francesi: è questa la novità sostanziale del pe-

riodo. Furono in particolare le Lettres anglaises o Lettres philosophiques di Vol-

taire, pubblicate nel 1734, ad esercitare una prima fondamentale influenza in

Francia. Tra gli anni 1726-1729 il filosofo si era visto costretto ad emigrare in In-

ghilterra a causa di alcuni precedenti scritti polemici contro l'amministrazione del

regno francese. Durante il suo soggiorno egli ebbe occasione di porre a confronto

le due nazioni, e trasse delle riflessioni a tutto vantaggio di quella inglese, sia da

un punto di vista culturale che politico. L'autore conobbe la letteratura di Shake-

speare, la filosofia liberale di Locke e soprattutto il sistema parlamentare inglese,

molto più tollerante rispetto al governo francese. Le Lettres anglaises si vennero

così a configurare come una critica particolarmente accesa sul'amministrazione

politica della Francia; lo stile di scrittura acuto e tagliente di Voltaire risultò

un'arma di persuasione sui lettori francesi. Anche gli scrittori ugonotti, rifugiatisi

in Inghilterra dopo la revoca dell'editto di Nantes ad opera di Luigi XIV nel 1685,

iniziarono a diffondere in francese le idee di tolleranza nate nella filosofia inglese

del periodo: libre penseur è uno dei primi calchi dall'inglese, nato da free-thinker.

Se, tuttavia, la presenza di nuovi termini di derivazione inglese si configurava ini-

zialmente scarna, nel 1757 Fougeret de Monbron sarà costretto addirittura a co-

19

niare il nuovo termine anglomanie per designare la moda che si scatenò a Parigi

per tutto ciò che era inglese: lingua, usi e costumi.

Di fronte a questa nuova minaccia intervenne il discorso De l'universalité de la

langue française che il conte di Rivarol scrisse nel 1784 e in cui per primo analiz-

zò la questione della superiorità o dell'inferiorità del francese non più rispetto al

latino, ma soprattutto rispetto all'inglese, con un rifiuto intransigente della supe-

riorità di quest’ultimo in termini di conquista della supremazia economica e poli-

tica grazie ai traffici marittimi e all’espansione coloniale.

Ma l'inglese in passato aveva già adottato e inglobato, facendoli propri, una miria-

de di termini francesi: era giunto il momento del pay-back.

2.1. L'anglomanie: i primi anglicismi in Francia

Numerosi sono i termini inglesi che a partire dal XVIII secolo entrarono in Fran-

cia e, in particolare, nei settori concernenti quel progresso tecnologico-scientifico,

filosofico e politico che fu alla base dell'ideologia illuministica che caratterizzò la

Francia del XVIII secolo nel suo cammino verso la Rivoluzione.

Termini quali sentiment, influence, liberté, utile, erano già stati attestati prima di

quell'epoca, ma è solo tramite quella dilagante anglomania che, su modello della

lingua inglese, entreranno in quella francese anche i lemmi sentimental, influen-

cer, libéraliser e utiliser.

Oltre ai singoli lemmi, anche alcune espressioni inglesi vennero totalmente natu-

ralizzate: si osservino liberté de la presse, hors-la-loi, machine à vapeur, lun de

miel e prendre en considération, formati rispettivamente sulle forme inglesi free-

dom of the press, outlaw, steamengine,honeymoon e take in consideration. Inol-

tre, alcune parole o espressioni già presenti in francese, hanno semplicemente ac-

quisito dei nuovi significati, come désappointé, in origine "destituito", che ha poi

assunto il significato dell'inglese disappointed, ovvero "deluso". Un altro emble-

matico esempio a questo proposito è quello costituito dal termine motion, che nel

Medioevo aveva il senso di "movimento", alla fine del XVIII secolo prese il signi-

ficato dal termine inglese motion, cioè mozione, atto inteso a promuovere la deli-

berazione di un'assemblea.

20

In realtà, prima del XVIII secolo erano già stati attestati in francese dei termini

chiaramente presi dall'inglese, come ad esempio il francese roast-beef, attestato

per la prima volta nel 1698 quando Voltaire lo preferì alla grafia inglese roastbeef,

ma sarà soltanto alla fine del XVIII secolo che questo termine diventerà l'attuale

rosbif.

Ad ogni modo, è soltanto a partire dal XIX secolo e ancor di più dal XX, che i

termini venuti dall'Inghilterra andranno a proliferare sempre di più e nei più sva-

riati domini: sport, moda, turismo, cinema e industria.

Per quanto riguarda lo sport, e l'ippica in particolare, tra il 1825 e il 1859 apparve-

ro i seguenti termini: poney, pedigree, outsider e turf. Nel campo della moda fu-

rono introdotti i leggins, i termini sweater nel 1910 e pull-over nel 1920. Relati-

vamente all'ambito del turismo e dei viaggi, tra il 1815 e il 1842 apparvero i se-

guenti termini: touriste, rail, chemin de fer (traduzione letterale dall’inglese rail-

way), tunnel, train. Tuttavia, si tratta spesso di "prestiti di ritorno": ad esempio,

rail era stato mutuato fin dal Medioevo dall'antico francese raille, "barra", che

proviene a sua volta dal latino regula; e tunnel non è altro che un'alterazione del

francese tonnelle, preso anticamente dal gaulois.

Il XX secolo ha infine portato in Francia, come nella maggior parte del mondo,

una grande quantità di termini provenienti dal settore cinematografico, ma si tratta

soprattutto di americanismi. Alcuni esempi sono: film, flash-back, western,

remake, star e superstar, starlette, casting.

3. Il fenomeno del Franglais e René Etiemble

Il termine franglais, in inglese frenglish, è una cosiddetta "parola macedonia",

cioè un neologismo sincratico nato dalla fusione delle parole français e anglais.

Il termine è stato coniato dal grammatico Maurice Rat che lo impiegò per la prima

volta in un articolo pubblicato nel quotidiano France-soir nel 1959, ma fu soltanto

a partire dal 1964, grazie alla pubblicazione del pamphlet Parlez-vous franglais?

di René Etiemble, che il termine acquisì popolarità.

Il dizionario Le nouveau Petit Robert de la langue française lo definisce un «en-

semble des néologismes et des tournures syntaxiques d'origine anglaise ou améri-

21

caine introduits dans la langue française» 11

, fenomeno che si verificò in maggior

misura e con maggiore incidenza sociale specialmente dopo la seconda guerra

mondiale.

Termini ed espressioni inglesi e americani abbondano ormai in tutti i campi: da

quello sportivo a quello culinario, da quello della moda a quello tecnologico, in-

formatico e mediatico.

È inevitabile sottolineare a questo punto la differenza tra prestiti di necessità e

prestiti di lusso. I primi sono costituiti da quei vocaboli mutuati da una lingua

straniera in riferimento a un oggetto o a un concetto inesistenti nella lingua

d’arrivo, e che quindi intervengono per colmare una lacuna lessicale; per i secondi

si tratta, invece, di termini di cui esiste già un corrispondente, ma si preferisce tut-

tavia utilizzare la parola straniera poiché, a causa di determinati meccanismi psi-

cologici e sociali più o meno opinabili, vengono considerate di maggior prestigio.

Comeback, sex appeal, indoor, leader, open, news: sono solo alcuni dei numero-

sissimi termini spesso utilizzati in francese malgrado l'esistenza dei loro corrispet-

tivi, che in questo caso sono: retour, charme, ensalle, major,ouvert e informa-

tions.

È fondamentale sottolineare come «[…] ce français émaillé de vocables britanni-

ques que la mode actuelle nous impose» 12

è prevalentemente impiegato dai giova-

ni in quanto diffuso soprattutto dalla televisione, dai fumetti e oggi in particolare

da Internet. Ma questa moda spesso sfocia in termini ridicoli quali barmens in

luogo di barmen come plurale di barman. Allora Etiemble sostiene giustamente,

polemizzando, che gli adolescenti, «[...] s’ils désapprennent le français, du moins

apprenent un peu d’américain» 13

. Addirittura, prosegue Etiemble, sono gli stessi

adolescenti ad affermare che «parler français c'est affaire de crétins, de croulants,

et la seule langue jeune, la seule langue digne des teenettes, c'est l'americain» 14

.

11

Le nouveau Petit Robert de la langue française , LeRobert, 2009, p. 1097. (trad.: «insieme di ne-

ologismi e di costruzioni sintattiche d'origine inglese o americana introdotti nella lingua

francese»). 12

R. Etiemble, Parlez-vous franglais? p. 48 (trad.: «[...]questo francese infiorato di vocaboli bri-

tannici che la moda ci impone»). 13 Ibid., p. 109 (trad.: «[...] se essi sconoscono il francese, ancora meno apprendono un po' d'ameri- cano»). 14

Ibid., p. 110 (trad.: «[...]parlare francese è affare di cretini, di matusa, e la sola lingua giovane, la

sola lingua degna degli adolescenti è l’americano»).

22

Nell'ambito del franglais si assiste non solo ad un uso spesso smodato di prestiti di

necessità e/o di lusso, ma anche a delle evidenti forzate modificazioni della strut-

tura morfosintattica, che viene dunque adattata a quella dell'inglese, anche se la

pronuncia rimane spesso quella francese. In conclusione, si vengono paradossal-

mente a creare, in tal modo, termini o espressioni che in inglese non esistono:

sembrerebbe così configurarsi una nuova particolarissima lingua a se stante.

2.2. Alcuni esempi nel lessico: gastronomia, televisione e sport

Per quanto attiene al lessico culinario, alcuni dei prestiti che hanno attecchito

maggiormente in francese sono: cheesburger, hot dog, sandwich, drink, egg-

burger; mentre nel mondo dello spettacolo hanno avuto maggior successo flash,

cameramen, stars e starlettes.

È però nello sport, in particolare nel tennis, afferma Etiemble, che «notre anglo-

manie demeure telle [...] que nous avons inventé, à cette fin, des mots anglais qui

n'existent pas» 15

. È il caso di smasher, dall'inglese to smash, in luogo del francese

écraser, schiacciare. Ma, in questo contesto, ancora più significativi risultano ten-

nismen e tenniswomen: termini inesistenti per gli inglesi, i quali, di contro, impie-

gano semplicemente tennis player. A questo proposito Etiemble, non a torto, e-

sclama «pour ne pas dire en français joueurs de tennis, nous en sommes donc à

inventer des mots pseudo-anglais!» 16

Anche l'ippica risulta particolarmente « infestée, infectée d'anglicismes» 17

: i ca-

valli non vengono più conduit ma drivé, e chi scommette è il turfiste, termine co-

niato dall'inglese turf il quale però si riferisce al campo in cui si svolgono le corse.

E ancora si trovano, e si condannano, winning post in luogo di poteau d'arrivée,

paddock invece di pesage, box per stalle d'écuire.

15

R. Etiemble, Parlez-vous franglais? p. 76 (trad.: «la nostra anglomania è talmente radicata […]

che noi abbiamo inventato, a questo fine, delle parole inglesi che non esistono»). 16

Ibid., p. 77 (trad.: «per non dire in francese joueurs de tennis, noi abbiamo dunque inventato pa-

role pseudo inglesi!») 17

Ibid., p. 77(«[...] une part excessive de notre vocabulaire hippique est infestée, infectée d'angli-

cismes [...]», trad.: «una parte eccessiva del nostro vocabolario ippico è infestata, infettata di an-

glicismi»).

23

Tra gli altri sport, l'epidemia di cui parla Etiemble ha raggiunto anche il mondo

del calcio: non sempre tir, sanction, o coup de coin riescono a prevalere su shoot,

penalty o corner, e i souteneurs sono diventati i supporters.

3.1. Il sabir atlantique

René Etiemble impiega l'espressione sabir atlantique per definire quella che egli

chiama una «variété new look du babélien» 18

, ossia una variante del franglais in

cui l'anglomania si vede spiazzata da una prorompente americanolatria.

Questo fenomeno, per ovvie considerazioni geopolitiche, si manifesta in maniera

più marcata nel francese del Canada: questo è ciò che si evince dai Cahiers de l'A-

cadémie Canadienne Française, uno studio pubblicato dallo scrittorequebecchese

Victor Barbeau. Esso contiene numerosi termini che il francese locale ha preso in

prestito dall'americano piuttosto che dall'inglese; ad esempio, l'americano can in-

vece del francese conserve (scatola) che in inglese è tin, e l'americano flashlight,

lampe de poche e torche électrique in francese, torch in inglese.

Talvolta i forestierismi possono dare luogo a traduzioni erronee: è il caso di éléva-

teur (elevatore), che in franco-canadese designa l'ascensore, adattato dall'america-

no elevator, in francese ascenseur, in inglese lift. Anche gazoline rientra in questa

categoria: il termine è un calco dell'americano gasoline, il petrol inglese, l'essence

francese, la benzina italiana. Un ulteriore significativo esempio è rappresentato da

artiste - su calco americano artist - che in Canada non vuol dire “artista” ma “at-

tore”, e che viene usato in luogo del francese acteur, in inglese actor.

3.1.1. Alcune caratteristiche peculiari del sabir atlantique

Ciò che caratterizza il cosiddetto sabir atlantique, particolarmente usato dagli a-

dolescenti, è anzitutto un uso eccessivo e ridondante di k, h e y, quelle lettere che

Etiemble definisce ironicamente «consonnes magic»19: si osservino, al riguardo,

18

Ibid., p. 47 (trad.: «varietà new look del babelico»). 19

Ibid., p. 154 (trad.: «consonanti magiche»).

24

ky al posto di qui, conky invece di conquis, e ancora Jehanne, Jhane, thricologue,

nonché Liberty, Égality e Fraternity.

Per quanto riguarda l'ortografia, in linea di massima risulta praticamente abolita

ogni norma o regola: shérif lo si può trovare sotto la forma sherif,sheriff, shériff e

addirittura chérif.

Anglomania e americanolatria contagiano anche la pronuncia: tutte le vocali ten-

dono a denasalizzarsi e anche in questo caso non c'è nessuna regola fissa: week-

end può essere pronunciato vékinde, ouikinde, ouikennede, ma d'altra parte un E-

tiemble visibilmente irritato già nella prefazione aveva espresso «Ouiquinde, vui-

quende, ou viquinde..., peu importe! L'important est de bannir toute fin de semai-

ne» 20

.

Il sabir atlantique, che Etiemble definisce spesso e con sarcasmo come una «lan-

gue jeune, langue nouvelle vague, langue new look», è noncurante anche di ciò

che riguarda gli accenti: li mette «[...] où il veut, où il peut» 21

.

Una aimable liberté caratterizza anche il genere e il numero dei nomi: si troverà

un wagon, ma sa station-wagon, trois knock-down, des interview.

Interessante risulta anche il caso di baby o in genere di tutti i termini inglesi ter-

minanti per -y: questi potranno indifferentemente avere il plurale in -s, -es, o la-

sciarlo invariato dal singolare, come in des baby, des babies o des babys.

Tra i vari prefissi prediletti dal sabir, due tra quelli utilizzati in maniera più fre-

quente sono -super e -self, ed alcuni esempi sono: supermarket, supergadgets,

superfan, self-beauté, self-controle e self-control, self-estime, self-made-man e

self-made-woman.

Circa questi ultimi casi, Etiemble rivela il suo reiterato sarcasmo nei confronti del

franglais quando stigmatizza il modo in cui questo forma parole composte: «Vo-

yez l'habileté: pour franciser les mots anglais, il suffit d'insérer un trait d'union

dans les expressions composées!» 22

Come già precedentemente accennato, il francese si è lasciato influenzare parec-

chio anche dalla sintassi inglese. Eccone di seguito un chiaro esempio:

20

Ibid., p. 15 (trad.: «Ouiquinde, vuiquende, ou viquinde..., poco importa! L’importante è bandire

del tutto fin de semaine»). 21

Ibid., p. 167 (trad.: «[...] dove vuole, dove può»). 22

Ibid., p. 79 (trad.: «Guardate che abilità: per francesizzare le parole inglesi, basta inserire un trat-

tino nelle espressioni composte»).

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