Analisi di "è una lunga storia" di Günter Grass , Progetti di Letteratura Tedesca. Università degli Studi di Roma La Sapienza
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Analisi di "è una lunga storia" di Günter Grass , Progetti di Letteratura Tedesca. Università degli Studi di Roma La Sapienza

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30.10.2014

Parte tematica. Ritratti di città: Berlino e Vienna.

Due ritratti di città che vogliono mettere a confronto le immagini di città, così come la tradizione letteraria le ha tramandate, con una tradizione letteraria più recente e contemporanea. Come sono diventate queste città a seguito di trasformazioni, dove il limite grande è costituito dal 1989 che coincide con la caduta del muro e coincide con la caduta, più in generale, DEI muri. Ossia con quelle trasformazioni avvenute nell’Europa dell’Est al di là dei luoghi specifici concretamente attraversati da un muro. 1989 = soglia, frattura, come anno della caduta dei muri. Anno che ha comportato un rivoluzionamento non solo politico (in primis) all’interno dell’Europa, ma che ha comportato una rivoluzione su una serie molteplice di aspetti che toccano l’aspetto culturale, quindi la diversa circolazione della cultura, della letteratura e letteraturE, in paesi che con un muro reale o con un muro “virtuale” non sempre consentivano (quasi mai) questo tipo di interazione. La rivoluzione è una rivoluzione che ha toccato gli aspetti UMANI, i rapporti umani. Esempio il muro nella città di Berlino, dove famiglia sono state divise, separate, dove addirittura la costruzione del muro ha significato lo sgretolamento dell’unità di alcuni complessi abitativi dove per esempio le finestre appartenevano alla zona orientale, mentre gli ingressi della stessa abitazione, appartenevano all’occidente e di conseguenza quando questo avveniva, queste finestre venivano oscurate (se affacciavano ad occidente). Questa rivoluzione costituita dall’abbattimento del muro e quel processo lungo, difficile, e non-concluso del tutto di unificazione ha comportato anche delle conseguenze sulle quali meno si riflette, anche sull’immagine urbana (per esempio di Berlino), ha comportato la ridenominazione di alcune strade, di alcuni luoghi che erano in qualche modo, secondo l’ottica occidentale, troppo fortemente segnati dalla realtà tedesco-orientale. Nel momento in cui due città tra loro autonome (Berlino Ost-West) diventano un’unica città, sorge questo processo, che non è come potrebbe sembrare, solo di carattere amministrativo, burocratico (cosa che per Berlino, per la sua struttura è già di per sé un problema). Berlino così come oggi la vediamo nasce nel 1920 e nasce nel 1920 per un preciso decreto che porta il nome di Großberlin. Che progetto c’è dietro quest’idea di Großberlin? L’idea è quella di rendere parte della città anche tutte quelle realtà attorno al centro di Berlino che avevano vita autonoma, che erano comuni autonomi. Questo processo porta la città nei primi anni del ‘900, tutto viene sanzionato poi tutto nel 1920, porta a uno sviluppo gigantesco della città che quasi improvvisamente, quasi dall’oggi al domani, si trova a vedere moltiplicata la sua realtà, la sua superficie e naturalmente anche il numero degli abitanti, perché tutte quelle realtà attorno, quei comuni autonomi, vengono INGLOBATI nella città. Il diametro della città esplode. Questo cosa vuol dire in relazione al nome delle strade? Ciascuna di quelle realtà che nel 1920 arriva a diventare Großberlin, aveva ovviamente la sua autonomia, aveva le sue strade con i suoi nomi e anche ciascuno il proprio Rathaus. Questa è una realtà che in parte, ancora oggi, molto presente, nel senso che la città ha una sua identificazione con questi quartieri molto più evidente di quanto non avvenga in altre grandi capitali, perché ciascuno ha conservato la propria circoscrizione (Rathaus) con cui si identifica. Questo caratterizzava la città anche con duplicazioni di strade. Questo fenomeno naturalmente si è intensificato e “drammatizzato” con la costituzione di due Stati diversi, dove tra l’altro, la denominazione delle strade nella Germania dell’Est, faceva venir fuori in modo molto evidente, la derivazione ideologico-politica, con nomi di gente dell’Est, con nomi derivanti dalla politica di sinistra. Di conseguenza, il momento dell’UNIFICAZIONE, momento che ha chiaramente un’impronta di occupazione dell’Est, in quel momento quello che si vuole ottenere è la cancellazione, la riduzione, la messa a tacere di quelli che erano i segnali del mondo tedesco orientale. Tutto questo ha enormi conseguenze sia sul piano sociologico che psicologico.

Il crollo dei muri ha quindi una diretta conseguenza sull’aspetto urbanistico della città, come possa essere stato fortemente modificato questo aspetto. La letteratura registra questi fenomeni di spaesamento, di perdita d’identità a cui poi vengono sottoposti i cittadini un tempo dell’Est e che non si ritrovano o che trovano cancellate alcune loro realtà, alcuni e moltissimi punti di riferimento.

È una lunga storia – Günther Grass.

Testo tedesco occidentale. Günther Grass è premio nobel nel 1999. Günther Grass nasce a Danzica nel 1927, è uno scrittore, poeta, drammaturgo, saggista ed è anche un grafico. Ciascuno dei suoi volumi che lui pubblica è accompagnato da un suo disegno, da un suo schizzo. Danzica, oggi in Polonia, allora era una delle cosiddette città-

stato autonome. Città-stato in Germania hanno struttura amministrativamente autonoma. Tipo Amburgo, Brema appartenenti alla Lega Anseatica. Danzica era allora una città-stato. Günther Grass nasce da padre tedesco di religione protestante e da una madre tedesca di religione cattolica di origine particolare, Casciubi. I Casciubi sono una popolazione che appartiene alle lingue del gruppo slavo-occidentale e che hanno come origine la Pomerania.

Questa derivazione casciubica ha un ruolo importante nella letteratura di Günther Grass. I Casciubi entrano a far parte della sua poetica, in qualche modo. Grass cerca di arruolarsi giovanissimo nella marina del terzo Reich ed entrerà anche come volontarie nelle Waffen SS. Nel 1945 viene ferito e fatto prigioniero dagli statunitensi e finisce in un campo di prigionia in Baviera. Nel momento in cui viene liberato, perde per un certo periodo i contatti con la famiglia e si dedica a una serie di lavori. Tra il ’46 e il ’47 lavora in una maniera, esperienza significativa perché impara arte della scultura. Diventa grafico dopo aver frequentato l’accademia delle belle arti sia a Düsseldorf e Berlino. Nel 1960 si stabilisce a Berlino anche se per buona parte del suo tempo vivrà nello Schleswig-Holstein. La sua esistenza è caratterizzata da un’intensa partecipazione politica, appoggia la SPD (i socialisti), ha un diretto contatto con Billy Brandt che appoggia nel 1965, compie addirittura un viaggio elettorale a favore di Brandt per raccogliere voti. È contemporaneamente attivo in tutte le campagne pacifiste. Si caratterizza per un ampio spettro di interessi, non solo quindi in campo letterario, ma anche in questo aspetto delle arti figurative e contemporaneamente questo versante politico. È stato presidente dell’accademia delle arti a Berlino. Vive per un certo periodo a Calcutta e la sua posizione è anche quella di un provocatore, nel senso positivo del termine. Per esempio, in occasione della caduta del muro di Berlino, dichiara apertamente che sarebbe stato meglio tenere separate le due Germanie, in quanto in una nazione forzatamente unificata avrebbe potuto far correre dei rischi all’Europa. Quindi posizioni che facilmente sono attaccabili dalla stampa e non solo. Le posizioni che inizialmente erano molto vicine ai socialdemocratici (basti pensare alla campagna di sostegno a Billy B) diventano poi nel corso del tempo molto più drastiche e radicali e adotta il principio invece dell’azione diretta, un po’ ispirandosi anche al ’68 Europeo, ai movimenti studenteschi del ’68. Günter Grass riceve molti riconoscimenti letterari anche da parte italiana (premio Grinzane Cavour). La sua caratteristica come scrittore è da sempre, sin dal suo esordio, è quella di confrontarsi con la storia. La letteratura che si confronta con la grande Storia e di conseguenza con la piccola storia (quella degli individui, della piccola gente). Potremmo dire che appunto la sua nota caratteristica è proprio quella della rielaborazione della storia, attenzione alla dimensione storica e riflessione sulla storia. E questa caratteristica in fondo ritorna e si presenta sia sul versante letterario, sia con il suo impegno politico, con quello blando anche se impegnato con i socialdemocratici, e invece quello più radicale di ispirazione studentesca. Pensiamo anche al Grass più recente e alle prese di posizioni di Günter Grass in epoca più vicina alla nostra, che hanno suscitato reazioni anche violente e drastiche, di totale rifiuto di Günter Grass, come per esempio la posizione di Grass contro una possibile aggressione di Israele all’Iran, oppure nei confronti della proliferazione nucleare, per esempio tutto questo gli è costato o comunque ha comportato come conseguenza, il divieto esplicitamente pronunciato nei confronti di Grass, di INGRESSO nello stato ebraico perché “persona non grata”. Ancora, le posizioni drastiche di Günter Grass a difesa della Grecia. Günter Grass tocca questioni specifiche contemporanee di tipo politico sociale.

Questioni estremamente delicate e attuali.

Politisches Gedicht -> Europas Schande.

Grass ammette in un’intervista pubblica, sulla testata più importante tedesca, la Frankfurt Allgemeine Zeitung, dichiara di aver militato nelle Waffen SS e di aver militato non come coscritto ma come VOLONTARIO. Günther Grass fa quest’ammissione e viene fortemente attaccato e addirittura propone che venga annullato il premio Nobel nel 1999 assegnatogli. In realtà le motivazioni di Günther Grass sono queste, il suo desiderio era diventare sommergibilista, il motivo è stato un motivo trasversale per quel che riguarda la mia generazione, non me soltanto come individuo, ma quindi “un modo per girare l’angolo e voltare le spalle ai genitori”, quindi come unica occasione per abbandonare l’ambiente borghese della famiglia.

Il romanzo d’esordio risale al 1959 e si intitola “Die Blechtrommel” (“Il tamburo di latta”). È una data importantissima il 1959 perché “Il Tamburo di Latta”. È un romanzo grosso di dimensioni. È il primo, assieme a un altro paio di romanzi di ampio respiro – è il primo testo nella Germania del dopoguerra – che riprende, con ampio respiro, a raccontare, a narrare in una forma distesa, epica, narrativa. Riprende = perché la letteratura dell’immediato dopoguerra è una letteratura che in parte viene definita come “Truemmerliteratur” (macerie). Quindi la Truemmerliteratur è la letteratura delle macerie, ossia quella letteratura che comincia a fare i conti con la guerra e con

l’immediato dopoguerra. Basti pensare che il rappresentante di questa “corrente” è un personaggio come Heinrich Boell. Altro termine importante, collegato a Truemmerliteratur, è Truemmerfrau. Si tratta delle donne delle “macerie”, ossia donne che, rimaste sole in patria durante la guerra e che in parte continueranno a restare sole o perché i mariti sono morti in guerra o perché li aspettano che tornino dalla guerra o dai campi di prigionia. Le donne nel dopoguerra hanno avuto un ruolo importante, tanto che la storia gli dedica proprio il nome di Trummerdafrau, dato che si occupavano delle macerie delle città. La seconda distruzione era proprio quelle macerie. LE donne s sono assunte questo compito dato che erano coloro che erano rimaste in patria e che dovevano gestire una vita cittadina. Questo è quindi un altro termine che rientra nella Truemmerliteratur, dato che buona parte di essa ha per oggetto una Trummerfrau. Già qui abbiamo una ricaduta sull’immagine della città, sulle macerie. Esistono statistiche che quantificano in modo sconvolgente la distruzione delle città tedesche, totalmente distrutte per l’85%. Basti pensare anche a come alcune di queste distruzioni sono state distruzioni (tipo Dresda) che coinvolgevano anche i civili.

Una letteratura che una volta finita la guerra aveva scarsi mezzi tecnici a disposizione. La cultura non aveva le sue strutture, non esistevano più i teatri (bombardati nella maggior parte). Mettere in scena uno spettacolo nell’ipotesi di un teatro ancora in piedi, è impresa costoso. Mancava la carta, non c’erano più le case editrici. La carta si faceva solo con il legno usato per altre cose adesso. La letteratura del dopoguerra anche solo da questo punto di vista pratico, era una letteratura minimalizzata, ridotta, perché ridotti erano i mezzi. Questi sono gli anni in cui si diffonde un genere letterario che è il Radiogramma. Perché il radiogramma?

Perché lo strumento di diffusione del radiogramma, la radio, era ancora l’unico oggetto di comunicazione in possesso della maggior parte tedeschi, dato che la radio era il mezzo di diffusione della propaganda nazista, ecco perché era in possesso di tutti.

L’organizzazione di un hoerspiel (radiodramma) – c’è un sottogenere abbastanza diffuso di radiodramma che funzionava anche solo attraverso il rumore, i rumori, quindi bastavano anche due voci e si organizzava un radiodramma abbastanza rapidamente. Quindi il radiodramma è uno dei generi più diffusi in questo momento. -- La lirica non è il romanzo di 500 pagine o perché poteva essere diffuso attraverso mezzi più rapidi ed economici.

Quindi c’è tutto un periodo dei primi anni del dopoguerra in cui la letteratura è minimalista anche nella sostanza. È una letteratura che si confronta con gli anni della guerra, descrive con una caratteristica di scrittura gli anni della guerra, il reduce. Il tipo di scrittura è minimalista che di conseguenza porta l’opera stessa ad essere minimalista. Un romanzo “Blechtrommel” segna una forte cesura, che fa tornare la letteratura a una narrazione di ampio respiro. Ci si può distendere a narrare. Quindi segna una cesura nell’arco della storia della letteratura. Ed è significativo perché Die Blechtrommel, romanzo in parte autobiografico (con alcuni elementi di natura autobiog) è il primo romanzo tedesco che si confronta con le “ragioni”, le motivazioni, le cause del nazionalsocialismo. È la prima volta (1959) in cui un autore, uno scrittore, nella sua narrazione, nella sua storia di un personaggio che non cresce, che nasce piccolo e piccolo resta per tutta la sua esistenza, e la storia viene vista dalla sua prospettiva, da quella che viene chiama “Froschperspektive” (ranocchio). Quindi prospettiva del ranocchio, quindi la grande storia viene vista da questa prospettiva proveniente dal basso. La vicenda mette in campo personaggi che appartengono a una classe sociale particolare. Sono tutti negozianti, sono personaggi che per la prima volta entrano su uno scenario, su un palcoscenico letterario e il testo è un testo nel suo complesso caratterizzato da un atteggiamento di continuo compromesso ,di continua ambiguità nei rapporti con la politica, dove in altre parole Grass dà voce al suo personaggio attraverso il tamburo, il bambino riceve un tamburo come giocattolo che ha i colori della bandiera polacca.

Protagonista si confronta con la storia rullando sul suo tamburo.

Per la prima volta è proprio Günther Grass che mette in modo esplicito, rispetto alla storia e al nazionalsocialismo, che il ceto medio è stato il serbatoio del consenso del nazionalsocialismo. Questo viene detto per la prima volta in modo esplicito. Il ceto medio nella sua complessità, è quel ceto su cui ha fatto pressioni il nazionalsocialismo, le sue riserve sono monerarie (?). questo denaro è stato poi cancellato, ridotto a zero e il ceto medio diventa il serbatoio su cui agisce il nazionalsocialismo con le sue retoriche e false promesse. Quindi ceto medio = soggetto maggiore di pressioni del nazionalsocialismo.

Il romanzo di Günther Grass mette in luce per la prima volta questo aspetto, questa disponibilità di cambiare bandiera all’ultimo momento. Uno dei possibili padri del protagonista, muore perché ingoia il distintivo di apparteenza al nazionalsocialismo (scena simbolica).

Questa disponibilità del ceto medio di cambiare bandiera, questo ESTREMO OPPORTUNISMO.

Straordinaria capacità di mettere in relazione piccola storia con grande storia.

Il tamburo di latta – riferimento alla microstoria. Vicende personali insignificanti dei protagonisti.. poi accenni agli episodi della Grande Storia, in esatto riferimento cronologico ma quasi in rapporto d’importanza rovesciato. Grass utilizza questa strategia di rapporto tra piccola e grande storia. È un po’ la stessa strategia che Günther Grass usa per “una lunga storia”.

Siamo nel 1995 quando esce questo romanzo. Questo romanzo segna in modo diverso per quanto era accaduto dal tamburo, segna una tappa particolare nella vicenda di Grass e nella storia della letteratra degli anni 90, è un romanzo fortemente discusso dalla cretica, durissimamente attaccato, è il romanzo in parte durissimamente attaccato, perché a partire dall’89-90, dalla riunificazione realizzata e concretizzata, la critica letteraria attendeva il cosiddetto romanzo della “svolta”, il Wenderoman. Die Wende = svolta del 1989, quindi cuduta del muro. A partire da qui la critica resta in attesa del Wenderoman. Si attende una produzione letteraria, un autore, un testo che faccia il punto letterariamente parlando sulla svolta, che racconti a modo suo cosa è avvenuto in quegli anni di passaggio. C’è una forte attesa da parte della critica letteraria, ma anche dell’opinione pubblica. Quest’attesa è realizzata da “una lunga storia”, che ovviamente non può che però creare scompensi, sconcerti, dato il personaggio di Günther Grass che non ha esistato e non esita a prendere posizioni verso l’unificazione che pensava pericolosa, dato che temeva il ritorno a aspirazioni bellicose di una Germania unificata. Questo vuol dire da parte di Günther Grass, che Grass vede questo processo di unificazione.

Günther Grass nel momento in cui esprime queste sue perplessità nei confronti dell’inglobamento, come di fatto è stato, già fa capire da che parte sta, in modo provocatorio. Il romanzo ha un titolo che già dovrebbe dire molto sulla complessità di questo romanzo. Non è soltanto un grande romanzo (781 pagine) ma è un romanzo molto complesso che rappresenta letterariamente parlando, la categoria dell’intertestualità1.

Il gioco intertestuale qui è un gioco che va in una direzione precisa, è quella di Theodor Fontane con Effi Briest.

Dialogo esattamente con quel romanzo di Fontane.

Il titolo è già (“ein weites Feld”) un’esplicita citazione da Fontane.

31.10.2014

Ein weites Feld –

Il titolo indica quella intertestualità – ossia quella strategia di scrittura che si serve di riferimenti incrociati ad altri autori, ad autori e testi contemporanei o del passato o addirittura esiste una forma di intertestualità in cui l’autore “gioca” con la sua stessa scrittura, cita se stesso e le opere che precedono quella in oggetto. Il titolo “ein weites Feld” è in realtà una citazione precisa da Theodor Fontane e dal romanzo “Effi Briest” legato al Brandeburgo e alle zone (ai Laender al nord della Germania). Effi Briest fu scritto tra il 1894 e il 1895 (esce a puntate come di frequente per l’epoca). Ein weteres Feld esce nel 1995 (a ridosso della WENDE), quindi 100 anni dopo. C’è un primo doppio rapporto: con il Fontane del titolo e anche di tipo cronologico.

Fontane è uno scrittore che esordisce tardi. Questo romanzo appartiene al realismo tedesco, ma di quel realismo tardo (il primo metà ottocento). Il realismo di questo romanzo si è solito definirlo come “realismo poetico”. “Ein weites Feld” è una citazione da Fontane, da Effi Briest ed è un modo di dire, quasi un intercalare del padre di Effi. Il romanzo racconta la storia di un matrimonio e di un tradimento, è uno dei romanzi che toccano il tema dell’adulterio e che presentano una giovane, giovanissima ingenua protagonista, Effi, una sorta di figura quasi angelicata e infantile, l’eterna bambina che viene data in sposa a un uomo molto più anziano di lei. Il tradimento e l’adulterio che non viene raccontato da Fontane, ma di cui si viene a sapere attraverso la narrazione indiretta, è in realtà un tradimento compiuto da Effi nei confronti di un uomo che non è più giovane del marito (come si potrebbe pensare) e dunque è un tradimento da attribuire al senso di abbandono e di trascuratezza che il marito le rivolge. Questo tradimento, questo adulterio non viene scoperto subito ma a grande distanza temporale e per un caso fortuito (vengono scoperte le lettere

1 È una strategia di scrittura che intreccia rapporti di intertesto, intreccia rapporti con letteratura precedenti o contemporanea o anche con lo stesso autore.

in un cassetto) e il marito di Effi è obbligato a render ragione della cosa e a incontrare in duello l’ex amante della moglie che viene ucciso. Effi verrà bandita da casa e più tardi avrà una tragica fine, morirà anche per l’abbandono della famiglia. Dal punto di vista della narrazione è significativo come Fontane sia lo scrittore capace di rendere le atmosfere, di rendere il carattere dei diversi personaggi, non attraverso la narrazione e descrizione del carattere, ma facendo parlare direttamente i personaggi, quindi attraverso l’uso del dialogo. Il Dialogo è quindi l’elemento centrale del romanzo. Il modo in cui i personaggi interagiscono tra loro, fa venir fuori quello che è il loro carattere in modo evidente. Questo è molto significativo per quanto riguarda l’epoca in cui si colloca il romanzo e prende spunto da un fatto documentato, reale.

La conversazione è una conversazione che dice molto della società di quell’epoca. Il tutto si svolge attraverso i continui dialoghi,lo scambio, la parola. Anche se la società che viene descritta è una società molto chiusa, non ci sono grandi o frequenti uscite fuori da quelle che sono le case, le diverse abitazioni. ** Il dialogo è un elemento centrale ed appartiene al dialogo questa locuzione.

Questo è l’intercalare del padre di Effi e ritorna più volte nel corso del romanzo. Ed è anche la clausola, la formula finale del romanzo. Queste parole, quelle che siglano la morte di Effi, è la presa di coscienza dei genitori, è il padre di Effi con questo suo dire conclusivamente “è una lunga storia”, in fondo registra quello che è stato un insuccesso dell’educazione, della paternità. Registra solo in questa fase conclusiva di aver sbagliato, che i genitori hanno sbagliato con Effi sin da quando l’hanno obbligata a un matrimonio per cui non era ancora pronta, proprio per la sua eterna infantilità. ***

Fontane stabilisce proprio un preciso paragone con un elfo, così è vista Effi. “è una lunga storia” significa registrare questa sconfitta dell’educazione, questa incapacità di capire fino in fondo la natura di Effi. La storia va avanti. “è una lunga storia” è una cosa complessa, che non si può disciogliere subito.

Grass e questo romanzo con Fontane. altro elemento di rapporto : cronologico. Fontane, pur essendo presente o rappresentato solo una volta all’interno di questo romanzo; è rappresentato con il suo monumento, la sua statua nella sua città natale (nato a Neuroppin). Fontane era stato figlio di una famiglia di farmacisti. Fontane in quando autore è presente nel romanzo nel momento in cui i protagonisti fa una gira a Nueroppin, commentano il monumento di Fontane.

**

Il protagonista di questo romanzo si chiama Theo Wuttke, il nome del protagonista fa eco a Theodor. Lavora in un archivio. Theo è amichevolmente chiamato “Fonty” .

Nel corso della vicenda questo personaggio finisce per assorbire gli elementi fisici e psichici di Fontane. Finisce per l’essere identico a Theodor Fontane. Ci sono una serie di precise analogie storiche.

Microstoria ** macrostoria **

Dati e date che richiamano da un lato vicende contemporanee a Fontane, non da ultimo proprio gli anni che vengono definiti come “Gruenderzeit” = Gruenderjahre, anni di fondazione della nazione. Anni in cui la nazione nasce, in cui la Germania si fonda. E sono gli anni anche in parte caratterizzati da questo sviluppo della nazione da un punto di vista politico e anche urbanistico.

La crescita della città che vede rispecchiare nella sua grandiosità e opulenza la crescita della nazione. Anche questo è un elemento ci fa capire più o meno il rapporto che Grass stabilisce tra quegli anni dello sviluppo della nazione (anche da un punto di vista urbanistica, con questa opulenza degli edifici che devono dimostrare il potere della Germania) in relazione a quelli che sono gli anni della RIFONDAZIONE della Germania (1990) e in cui il sostrato urbano e urbanistico cambia totalmente.

“ chi tuttavia conosce bene la storia tedesca ha più di un motivo per essere prudente. Il fattorino Theo Wuttke ha conosciuto il nazismo, la guerra, la disfatta, la nascita del primo stato socialista in territorio tedesco (DDR), le speranze, le disillusioni e infine il crollo”.

Il personaggio contiene uno spettro ampio per quanto riguarda la vicenda storica.

“Fonty tuttavia ha un filo diretto con l’800. Infatti è nato il 30 dicembre 1919, esattamente un secolo dopo e nella stessa cittadina di uno dei più sensibili della realtà tedesca che è stato Theodor Fontane” - affinità biografica che lo porta a identificarsi con Fontane. Con il tramite di Fontane, Wittke diventa testimone informatissimo della sotria tedesca. nel momento in cui racconta di Fontane o della sua esistenza letteraria, cita momenti, fasi, avventimenti della stria tedesca, da Federico il Grande a.. le grandi cesure storiche, 48, unità tedesca1871, bismark – sono i termini di confronto e i punti di riflessione. Il romanzo racconta le passeggiate di Wuttke attraverso Berlino, è un percorso attraverso la città e alcuni luoghi esemplari della città, in questo rapporto con la storia, con la storia di ieri e la storia di oggi. In fondo anche questo è un elemento significativo dato che Wuttke è una sorta di “flaneur” (passeggiatore) in anticipo rispetto alla figura del flaneur che nasce un po’ più tardi rispetto a Fontane; e è in ritardo rispetto a quella stessa figura in quanto 1889.

FLANEUR = passeggiatore. FLANEURIE = passeggiata senza meta, camminare senza meta se non quello di passeggiare e guardare una città. È un concetto che nasce alla fine dell’800 e nei primi del 900, con personaggio Walter Benjamin che rifletterà molto su questa figura del flaneur.

Wuttke in quanto alterego di Fontane è un po’ in anticipo – ma è anche in ritardo se pensiamo come collocato in una Berlino del 1989. È comunque un passeggiatore, colui che vaga senza meta precisa attraverso la città per godere e cogliere l’aspetto della città.

“Nelle sue peregrinazioni berlinesi non è mai da solo Wuttke. Accanto a lui c’è la “ombra perenne” così lo definisce lui stesso” Ombra perenne = spia, informatore, colui che è sempre pronto a mettersi a disposizione del potere a piegarsi di fronte al potere, ci troviamo di fronte a due personaggi che si completano a vicenda, che hanno in comune la memoria, la capacità di ricordare. Anche questo è un elemento fondamentale per il Grass romanziere e per il Grass attento alla storia.

DIMENSIONE DELLA MEMORIA.

Entrambi questi personaggi, il passato è vicino così come sono vicini i mutamenti, le modificazioni quotidiani che lo compongono. Dall’accostamento da insoliti pesonaggi po..

Risulta un’affascinante panoramica storica (anche se la vicenda si svolge in un arco limitato di tempo, anche se questo ritono indietro consente di disegnare un percorso stico estremamente preciso.

36 min

Questa passeggiata è particolare per tre punti, per tre oggetti della città. –storia,macrostoria,microstoria tra loro collegati e che ci consentono di vedere come e in che modo la città si sia modificata nel corso degli anni.

• Il primo degli oggetti che i flaneur incontrano nel proprio percorso.

Bisogna capire in che rapporto si collocano questi oggetti con la storia e cosa Grass ci vuole dire.

Il primo degli oggetti che caratterizzano il percorso di Wuttke e l’ombra: - Siegessäule = colonna della vittoria. Segno del potere della Prussia. Non è un caso che il basamento contenga anche alcuni resti di elementi bellici sottratti ai vinti.

Siegessäule - tema che Grass affronta dalla situazione politica simboleggia –

Avanzano verso la Luisenbruecke – isola di Rousseau.

Mostruisità = valore simbolico, riferito alle mostruosità che hanno datoorogine alla cstrouzione.

La Siegessäule ha un valore fortemente simbolico, è presente come mostruosità in apertura, è presente come sfasatura ottica nella conclusione,nella stessa passeggiata che si ripete dove appare veramente minuscola. L’elemento interessante è questa forte presenza di un monumento, come la Siegessäule è diventata con la PORTADibradnenndeurgo come ICONA della città di BERLINO e che ha tuttavia questa interpretazione, subisce

questo stravolgimento da parte di Grass che invece la legge come la rappresentazione della violenza. Ancora, il romanzo si apre con un capitolo che è intitolato dai picchi muraioli e prende il via con Fonty.

Romanzo a volte in terza persona, a volte prima persona, a volte compare “noi”.

Bei dem mauer spechten (?)

Si evidenzia nel titolo tedesco il rapporto con il “muro”.

È un riferimento ai picchi muraioli che stavano compatti (pag.9)

È quello che è rimasto del Muro – ballo anticapitalista.

“I picchi muraioli erano lì compatti, in piedi o in ginocchio che portano via pezzi di muro, in parte azione simbolica anche questa. Lavorano anche loro allo smantellamento di quella vergogna, ma contemporaneamente Grass fa riferimento allo sfruttamento che viene operato all’utilizzazione ??

Grass non ha bisogno di presentarci una documentazione scientifica su come era stato costruito il muro. Ci presenta una stratificazione del muro *armatura per calcestruzzo etc.*

Grass in questo modo ci da quest’incipit sulla WENDE, siamo all’indomani dell’apertura del confino e intreccia questi due elementi e riflessioni anche contraddittori tra loro. Da un lato la memoria (operazione di conservazione della memoria, della Schande), dall’altro lato “la seconda fila dello smantellamento gestito dall’Ovest..” (sempre pag.9): la mercantilizzazione di un dato storico, sfrutta commercialmente il Muro. Sfrutta la MEMORIA.

PARALLELISMO tra due epoche, tra due momenti storici. Anni di fondazione – anni di (ri)unificazione.

1899 – ministro, tra le vittime dei difficili momenti della Repulbblica di Weimar: Walter Ratenau. Scrive brevi impressioni sulla città di Berlino, “Berlino la città più bella del mondo” è il titolo ironico.

Niederheissen.

Demolizione come unica via per trasformare Berlino in una metropoli.

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