Appunti argomentazione giuridica e forense, Appunti di Teoria Dell'argomentazione Giuridica. Università di Urbino Carlo Bo
VDavid93
VDavid932 novembre 2017

Appunti argomentazione giuridica e forense, Appunti di Teoria Dell'argomentazione Giuridica. Università di Urbino Carlo Bo

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Argomentazione giuridica e argomentazione forense

Declamano discorsi in difesa del soggetto non come l'oratore romano o l'avvocato

moderno, basati sulla credibilità su ciò che possa aver fatto o non aver affetto nella sua

vita esistenza. Molto diverso dall’arringa moderna che prescinde dal soggetto come

persona. Il sistema greco tuttavia è variegato, incompetenza tecnica di chi deve

giudicare. È caratterizzato dall’oralità. La retorica nasce nel mondo greco.

Topica aristotelica: topos, luogo comune, metafora spaziale, la regola delle 5 W rappresentano una topica. Per ottenere un pezzo basterà riempire le 5 celle. Il topos è la

cella dove esiste il caso di specie. Il sistema aristotelico è un sistema teorico. Esistono

strutture topiche diverse. Si studierà quella romana come eredità di quella aristotelica.

Crimine e delicta: utile capire per il sistema processuale penale romano, i crimes sono i

piu gravi, il crimen è un fatto talmente grave che l'ordinamento ritiene di dover reagire

e prevede una sanzione grave e gravissima. In assenza di una serie di norme, abbiamo

diverse leges istitutive di crimes. Prima prevaleva l’arbitrio giurisdizionale. C’è una

corte che si chiama questio che decide sulle questiones. Costituita da privati cittadini che

non avevano competenza giuridica. Giuristi saranno depositari di conoscenze giuridiche

e forniranno pareri per i cittadini e gli oratori operano in giudizio, poiché davanti alla

corte sarà necessario argomentare per convincere la questio. Cicerone è un oratore, ma egli aveva vere competenze giuridiche. È di formazione

greca, studia la retorica greca.

Vi era il capo d'imputazione ritenuto colpevole di un determinato crimen come

l'uccisione di uomo libero, la questio si riuniva nel foro. Erano pubblici, vi era la corte

presieduta da un ex magistrato e doveva verificare che il processo seguiva le regole.

C'era la giuria, comuni cittadini, come la giuria popolare americano. Si formava prima

dell'inizio del processo ed era oggetto di scontro tra le parti che sono rappresentate da

oratori. Cicerone sempre oratore della difesa. La selezione della giuria era oggetto di

veti delle parti perché potevano essere prevenuti. In america idem.

Il processo: l’escussione dei testimoni è successiva alla decisione. La centralità del

dibattimento la hanno i discorsi offensivi e difensivi. Alle parti venivano assegnate delle

clessidre per poter espletare il proprio operato. Accusa e difesa hanno la stessa

formazione, retorica, si distinguono tuttavia per capacità, Cicerone brillava più degli

altri. Costoro non prendevano compensi. Vi era una sorta di dovere di aiutare il prossimo

che veniva ripagato con credito politico. Lex cincia tuttavia veniva aggirata, ovvero la

pecunia veniva comunque utilizzata. In epoca romana si facevano prestiti che non

venivano mai rimborsati. Era un modo per aggirare il divieto. Anche Cicerone

nonostante fosse ricco si faceva pagare.

L’avvocatura passerà da vanto a professione solo nel terzo secolo d.c.

Grande capacità deflattiva del sistema americano, in pochi arrivano a processo.

Si emana un verdetto analogo al nostro dispositivo. Non c’è la pena detentiva, ma la

pena di morte che veniva spesso commutata in esilio. Non vi è dunque una

quantificazione, solo colpevolezza o non. Si votava attraverso una tavoletta cerata sulla

quale erano scritte a o c. L’epilogo si verificava con una maggioranza di voti. Poteva

accadere anche la non maggioranza, si ripropone il dibattimento.

13.02.2017

A differenza della dimostrazione logico deduttiva si conclude con proposizioni opinabili.

Topica è magazzino di argomenti ordinati sistematicamente e criteri diversi al quale

attingere per ragionare in merito a tesi controverse o controvertibili. Tecnica per pensare

per problemi e lo diventa con Cicerone. Hanno per oggetto conclusioni tratte da

premesse che paiono vere, il luogo comune.

Cicerone riprende gli aristotelici, la topicaè un'arte di ritrovare premesse per lo sviluppo di un discorso. Una procedura sostanzialmente che mira a mostrare un

vero che appare tale solo nel momento in cui si riesce a sciogliere ciò che vi si

oppone. Il locus in Cicerone finisce con l’indicare un argomento un notevole, anzi è un

criterio per trovare gli argomenti e utilizzarli. Lo status causae è il cuore della questio. Il

punto da giudicare sulla quale si ha lo scontro fra le parti. Quali sono?

1. Status congetturale: quando si ha una accusa nei confronti di un soggetto ma non si

hanno elementi, classico processo indiziario, si procede per congettura. Si parte dalla

negazione da parte dell’imputato. Ma non ci sono prove, processo indiziario, è lo

status preferibile dalla difesa. Cicerone sostiene che l’oratore debba utilizzare tre

loci: locus ex causa [si divide in impulso che rappresenta il comportamento di chi aveva compiuto una azione d’impulso e premeditazione (ratiocinatio) che

rappresenta il soggetto è mosso da una riflessione ponderata di fare o non fare

qualcosa, la ratiocinatio comporta una maggior difficoltà retorica] e locus ex persona

(caratteristiche della persona, ad tributa della persona, nomen, natura, abitus,

l’accusatore doveva servirsi di questi elementi per insinuare sulla persona).

2. Status definitivo o della definizione: vi è un’evidenza che impedisce di versare nello

status congetturale, siamo nella rubricazione del reato, il dibattito si incentra sulla

natura del fatto e a quale nome bisogna dare al fatto, accusa e difesa citeranno

giuristi;

3. Status della qualità: qui si conviene sulla natura del fatto, la controversia concerne

se il fatto sia stato o meno legittimo. Sostiene che l’azione è stata fatta per ottenere

che non si verifichi una situazione peggiore. Relatio criminis: l’azione è

conseguenza di una provocazione.

27/02/2017

Inventio

Dispositio

Elocutio: stile della retorica classica. Atto di dare forma linguistica, hanno natura di

mero avvenimento, più come ornamento che sostanza. Sarà Cicerone l’artefice

dell’evoluzione della elocutio non come abbellimento, ma come di appropriatezza del

linguaggio. Perelman la definisce come tecnica di presentazione dei dati.

La retorica classica ha distinto tre stili diversi fondamentali:

1. Umile: dimesso, chiaro, conciso, costruito con frasi brevi, non complesse,

e vivacità espressiva.

2. Medio: più ricco di quello umile, spedito con qualche ornamento (la Pro

Murena di Cicerone).

3. Solenne: austero, aulico, eleganza formale ed estrema, capace di

commuovere l’uditorio. Deve avere dei requisiti indispensabili: l'appropriatezza,

la correttezza lessicale e grammaticale (puritas), la chiarezza.

L’actio: si basa sull'uso della voce e della gestualità. La voce è un dono secondo

Cicerone ma che necessita di un esercizio costante. Evitare la monotonia, evitare

l’eccessiva speditezza poiché essa porta ad annullare ogni pausa ed ogni emozione. La

pausa è l’intermissio, si accentra l’attenzione dell’uditorio. Anche il ritmo è

fondamentale, la linea dell’attenzione varia e il ritmo cambia con ciò.

Le mani parlano da sole dice Quintiliano, la gestualità serve.

FIGURE RETORICHE

1. Figure retoriche ornamentali: i TROPI consistono nella sostituzione di parole o

espressioni proprie con altre di senso figurato che vengono deviate dal loro

principale significato (il tempo vola invece di il tempo scorre).

I. La metafora: che significa trasferire dal greco metapherein, consiste nel dare

ad una cosa un nome che appartiene ad un’altra cosa sulla base di

un’analogia.

II. La sinestesia è un particolare tipo di metafora e si realizza mediante

l’accostamento di due parole che appartengono a due domini percettivi

diversi (voce calda). Katakresis (catacresi) si ha quando si sopperisce in

maniera abusiva all’uso estensivo di un altro termine utilizzato ad hoc (collo

di bottiglia, gamba del tavolo).

III. Metonimia che dal greco significa scambio di nome, consiste

nell’individuare una persona o un’identità con una parola che sta con essa

con un rapporto di causa effetto o viceversa (bere un Chianti).

IV. La sineddoche consiste nel designare una persona o una cosa con una parola

o un'espressione normalmente utilizzate per indicarne un’altra in una

dimensione di quantità (non hai un tetto).

2. Figure di pensiero: esprimono idee.

3. Figure di parola: abbellimento del discorso anche se può essere considerata insieme

alla figura di pensiero.

ARTIFICI RETORICI

Sono utili per tenere alta l’attenzione dell’uditorio attraverso una tipica modalità

dell’esposizione o ad una modalità di concepire il discorso.

1. Preterizione: si finge di non voler dir nulla di quello di cui si sta parlando.

2. Correzione: modo di tornare sull’argomento per precisare un argomento già

espresso. (L’assassino anzi il parricida)

3. Ironia: si ha quando si dicono cose diverse da quelle che si pensano.

3/3/2017

TECNICHE DI AMPLIFICAZIONE

Inserire all’interno del discorso capaci di aumentare o diminuire l’attenzione

dell’uditorio.

1. Tecnica di epanalessi: consiste nella ripetizione di una parola all’inizio, al centro

o alla fine del discorso nello stesso segmento testuale.

2. Anadiplosi: è la ripetizione di parole ma non nello stesso segmento testuale.

3. Gradazione o climax, consiste in una successione di parole o di frasi concatenate

tra loro in una progressione semantica. È una scala che può essere discendente o

ascendente.

4. L’insistenza è una figura retorica che consiste nell’indugio su un determinato

argomento.

5. Iperbole: significa esagerazione quasi paradossale della realtà, un modo per

esprimersi a distanza.

6. Litote: attenuazione della realtà, anziché dire che qualcuno è stupido si dirà che

non è un’aquila.

7. Antitesi: date due cose opposte ci si serve di una per provare l’altra.

8. Iperbole: è una rappresentazione esagerata della realtà. Traslato: sono accecato

dall’ira, divertirsi un mondo. Iperbole combinata: veloce come un fulmino, bella

come una Dea. Paradosso: campassi mille anni, per tutto l’oro del mondo.

9. Litote: consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata (tizio non è

un’aquila).

10. Ossimoro: un’unione tra termini antitetici (armoniosa discordia, affrettati

lentamente).

TECNICHE DI COINVOLGIMENTO

Sono tecniche che possono contribuire a determinare l’effetto presenza, per far sì che i

fatti appariscano vivi.

4. L’apostrofe è una svolta del discorso con la quale l’oratore comincia a rivolgersi

ad una persona diversa. Essa si distingue in vocazione e l’invettiva (come rivolgersi agli Dei) (si genera l’avversione per una persona o per un’azione).

5. L’interrogazione: si rivolge direttamente coinvolgendo l’imputato. Ratiocinatio:

consiste nel domandare a noi stessi la ragione per la quale si afferma qualcosa.

Rogatio: ci si rivolge direttamente ad un soggetto. Sermocinatio: si finge che

qualcuno ci abbia posto alla domanda per poi risponderne.

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