Appunti di Diritto Penale - elementi di diritto penale, Appunti di Diritto Penale. Università di Roma La Sapienza
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si1226 luglio 2012

Appunti di Diritto Penale - elementi di diritto penale, Appunti di Diritto Penale. Università di Roma La Sapienza

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Elementi di Diritto Penale

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NOZIONE DI DIRITTO PENALE

Il diritto penale è quel complesso di norme giuridiche con cui lo Stato,

mediante la minaccia di una specifica sanzione penale, previene e reprime

determinati comportamenti umani considerati contrari ai fini che esso persegue.

in sostanza il diritto penale è

l’insieme delle norme che prevedono quei particolari fatti illeciti

REATI la cui commissione comporta conseguenze penali

PENE 2
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NOZIONE DI DIRITTO PENALE

Il diritto penale è ripartito in fondamentale e complementare

  Il diritto penale fondamentale è quello contenuto nel codice penale approvato con r.d. 19 ottobre 1930, n. 1398

  Il diritto penale complementare è quello contenuto nelle leggi speciali (es. d.p.r. 309/90 in materia di stupefacenti)

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LA NORMA PENALE

Si definisce norma penale quella disposizione dell’ordinamento giuridico che contiene un comando che vieta un dato comportamento,

minacciando, in caso di trasgressione, l’inflizione di una pena.

È caratterizzata da due elementi:

1.  Precetto, che consiste nel comando o divieto di compiere una data azione od omissione.

2.  Sanzione, che consiste nella conseguenza giuridica (pena) che il legislatore collega alla violazione del precetto.

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LA NORMA PENALE

Le norme penali si distinguono in:

①  Norme perfette quando contengono sia il precetto sia la sanzione

②  Norme imperfette quando contengono solo il precetto o solo la sanzione

③  Norme penali in bianco quando hanno una sanzione ben determinata ma un precetto

generico che deve essere specificato da altre fonti di diritto

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IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

“Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa

stabilite” (art. 1 c.p.)

Questo principio è posto a garanzia della certezza del diritto e comporta il monopolio esclusivo della legge in materia penale.

in altre parole I reati e le pene non possono essere stabilite in altro modo, se non con

LEGGE (c.d. riserva di legge)

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IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

Più in particolare la riserva di legge si riferisce alla LEGGE STATALE

approvata dal Parlamento (legge e atti aventi forza di legge)

con la duplice conseguenza di escludere dalle fonti del diritto penale:

  le fonti non scritte (consuetudine)   le fonti scritte diverse dalla legge o dagli atti aventi forza di legge

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IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

LE FONTI DEL DIRITTO PENALE

LEGGI FORMALI   Costituzione   Leggi costituzionali   Leggi ordinarie

LEGGI MATERIALI   Decreti legislativi   Decreti legge   Decreti governativi in tempo di guerra

Atti aventi forza di legge

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IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

IL CODICE PENALE

è la principale fonte del diritto penale vigente è chiamato anche “Codice Rocco”

è stato approvato con regio decreto il 19 ottobre 1930, n. 1398

il Codice Penale è composta da tre libri

1.  Libro primo “Dei reati in generale”

2.  Libro secondo “Dei delitti in particolare”

3.  Libro terzo “Delle contravvenzioni in particolare”

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IL PRINCIPIO DI TASSATIVITÀ

Tale principio impone al legislatore il dovere di procedere, al momento della creazione della norma penale,

ad una chiara e precisa determinazione del fatto che si intende punire,

ossia rendere inequivocabilmente e tassativamente desumibile

ciò che è penalmente lecito e

ciò che è penalmente illecito

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dal principio di tassatività deriva, altresì,

IL PRINCIPIO DI TIPICITÀ secondo cui è

reato solo quel fatto

espressamente previsto e considerato tale dalla legge

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IL PRINCIPIO DI IRRETROATTIVITÀ

“Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”

(art. 25, comma 2 Cost.)

in base a questo principio, dunque, nessuno può essere punito per un fatto che nel tempo in cui fu commesso non era previsto come reato

Qualora invece la legge successiva preveda esplicitamente modificazioni favorevoli al reo,

queste si applicheranno solamente se non sia stata nel frattempo pronunciata sentenza irrevocabile

(art. 2 c.p.)

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IL PRINCIPIO DELLA TERRITORIALITÀ

“La legge penale italiana obbliga tutti coloro che, cittadini o stranieri,

si trovano nel territorio dello Stato, salve le eccezioni stabilite dal diritto pubblico interno o dal diritto internazionale

(art. 3 c.p.)

“Chiunque commette un reato nel territorio dello Stato è punito secondo la

legge penale italiana” (art. 6 c.p.)

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IL PRINCIPIO DELLA TERRITORIALITÀ limitazioni derivanti dal diritto pubblico interno o

internazionale

non sono penalmente punibili:

  Il Capo dello Stato nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento

  I membri del Parlamento per i voti dati e le opinioni espresse nell’esercizio delle loro funzioni

  Il Sommo Pontefice, i Capi di Stato e di Governo esteri

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IL REATO Il reato in senso formale è ogni fatto umano espressamente previsto e punito dalle legge come

reato e per il quale è disposta una pena

In merito alla singola figura dell’agente di polizia locale, il quale riveste la figura di agente di polizia giudiziaria, i reati si distinguono in:

REATI PERSEGUIBILI D’UFFICIO Costituiscono un obbligo di intervento da parte dell’agente di p.g.. Infatti, questi, nel momento in cui viene a conoscenza di un reato perseguibile d’ufficio, ha l’obbligo d’intervenire e di dare tempestiva comunicazione della notizia di reato alla procura della Repubblica.

REATI PERSEGUIBILI A QUERELA DI PARTE Non costituiscono un obbligo di intervento a carico dell’agente di p.g., ma la loro perseguibilità dipende dall’iniziativa del diretto interessato, il quale è l’unico a poter decidere se azionare o meno l’apparato giudiziario per un fatto occorso ai suoi danni.

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IL REATO

I reati si distinguono in due grandi categorie: i delitti e le contravvenzioni

a)  rientrano nei delitti i reati per i quali la norma penale stabilisce le seguenti pene:   ergastolo   reclusione   multa

b) rientrano nelle contravvenzioni i reati per i quali sono previste le seguenti pene:   arresto   ammenda

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IL REATO Gli elementi essenziali del reato:

  IL FATTO   la condotta umana   l’evento   il nesso di causalità

  LA COLPEVOLEZZA

  L’ANTIGIURIDICITÀ

Ad essi si aggiungono: IL SOGGETTO ATTIVO, IL SOGGETTO PASSIVO E L’OGGETTO

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IL SOGGETTO ATTIVO è

l’autore del reato cioè chi pone in essere il comportamento previsto dalla legge come reato

a seconda del soggetto che compie il reato, si possono distinguere:

•  REATI COMUNI possono essere commessi da ogni persona, indipendentemente dal

possesso di particolari qualifiche soggettive

•  REATI PROPRI sono quei reati per i quali la legge richiede una speciale qualifica del

soggetto attivo

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IL SOGGETTO ATTIVO

Per quanto concerne la responsabilità delle PERSONE GIURIDICHE

essendo previsto che la responsabilità penale è personale

(art. 27 Cost.)

i soggetti penalmente responsabili sono individuati valutando di volta in volta il comportamento

dei legali rappresentanti, amministratori ecc.

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IL SOGGETTO ATTIVO

“Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se, al momento in cui lo ha commesso,

non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere.”

(art. 85 c.p.)

La legge prevede tre casi che escludono l’imputabilità:

1.  LA MINORE ETÀ 2.  LE INFERMITÀ MENTALI 3.  L’ABUSO DI ALCOL O DI STUPEFACENTI

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IL SOGGETTO ATTIVO

LA MINORE ETÀ

“Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni.”

(art. 97 c.p.)

È imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva la

capacità d’intendere e di volere, ma la pena è diminuita.” (art. 98 c.p.)

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IL SOGGETTO ATTIVO

LE INFERMITÀ MENTALI

“Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d’intendere e di

volere.” (art. 88 c.p.)

“Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità

d’intendere e di volere, risponde del fatto commesso, ma la pena è diminuita.”

(art. 89 c.p.)

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IL SOGGETTO ATTIVO

L’ABUSO DI ALCOL O DI STUPEFACENTI

il legislatore ha distinto quattro casi di ubriachezza:

 Ubriachezza accidentale causata da caso fortuito o forza maggiore, in tal caso se l’ubriachezza è tale da escludere totalmente la capacità d’intendere e volere il soggetto non è imputabile, se l’ubriachezza, invece, è tale da scemare grandemente la capacità d’intendere e volere, l’agente fruisce di una diminuzione di pena (attenuante).

 Ubriachezza volontaria in tal caso il soggetto sarà sempre imputabile

 Ubriachezza preordinata il soggetto in tali condizioni verrà sottoposto ad un aumento di pena (aggravante)

 Ubriachezza abituale l’agente in tal caso avrà un aumento di pena (aggravante)

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IL SOGGETTO ATTIVO

L’ABUSO DI ALCOL O DI STUPEFACENTI

da non confondere con l’ubriachezza abituale è l’UBRIACHEZZA CRONICA

la quale consiste nella continua assunzione di sostanze alcoliche (o stupefacenti) a causa della quale si creano alterazioni patologiche permanenti della psiche.

In tali casi si applica la stessa disciplina di cui agli artt. 88 e 89 c.p. sulle infermità mentali

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IL SOGGETTO PASSIVO

è la persona offesa

Il soggetto passivo del reato è la persona titolare del bene tutelato dalla norma penale e leso dal reato

In base al soggetto passivo i reati possono distinguersi:

•  REATI PLURIOFFENSIVI quando ledono più soggetti passivi

•  REATI VAGANTI quando offendono un numero indeterminato di persone

•  REATI SENZA VITTIME in cui non c’è un vero e proprio soggetto passivo

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commenti (2)
ottimo
molto utile
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