APPUNTI DIRITTO COMMERCIALE, Appunti di Diritto Commerciale. Università degli Studi di Napoli Federico II

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APPUNTI DIRITTO COMMERCIALE
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CAPITOLO 6 il gruppo insolvente

L’omogeneità delle procedure non incide però sulla reciproca autonomia patrimoniale delle società d4el gruppo. È sempre necessario un distinto accertamento dello stato di insolvenza delle singole società del gruppo. Sono però previste specifiche norme volte ad assicurare la reintegrazione del patrimonio delle società figlie ed a consentire il ristoro dei danni delle stesse eventualmente subiti per effetto della politica unitaria di gruppo. Un primo intervento in tale direzione è costituito dall’allungamento dei termini per l’esercizio delle azioni revocatorie fallimentari nei confronti degli atti posti in essere con altre imprese del gruppo. Il termine fissato dalla legge fallimentare di un anno è portato a cinque anni; quello di sei mesi è portato a tre anni. Il commissario giudiziale, il commissario straordinario e il curatore di un’impresa del gruppo dichiarata insolvente possono proporre la denuncia al tribunal per gravi irregolarità, ei confronti di amministratori e sindaci di altre società del gruppo non assoggettate alla procedura. Infine può trovare applicazione generale la regola enunciata con riferimento all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi, la quale dispone che in caso di direzione unitaria del gruppo gli amministratori delle società dominanti sono coinvolti nella responsabilità degli amministratori delle società dominate, per i danni da questi ultimi cagionati alla propria società per il fatto di aver supinamente dato attuazione alle direttive di gruppo. 12 LE LETTERE DI PATRONAGE. Le cosiddette lettere di patronage sono dichiarazioni della capogruppo diffusesi soprattutto nella prassi dei gruppi internazionali, in sostituzione delle tradizionali garanzie personali (fideiussione o firme cambiarie). Il valore giuridico di tali lettere ovviamente varia a seconda di quanto è nelle stesse scritto.

CAPITOLO 7

4 COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA. VALIDITA’ DELLE DELIBERAZIONI. Si definisce quorum costitutivo la parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perché questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori. Si definisce invece quorum deliberativo la parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione perché questa sia approvata. La disciplina del quorum costitutivo e deliberativo è cmq diversa per l’assemblea ordinaria e straordinaria nelle diverse convocazioni ed è stata più volte modificata rispetto a quella originaria. L’assemblea ordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale con diritto di voto nell’assemblea medesima. Il quorum costitutivo è accertato all’inizio dell’assemblea e deve persistere durante tutto lo svolgimento della stessa. Essa delibera col voto favorevole della metà più una (maggioranza assoluta) delle azioni che hanno preso parte alla votazione per quella determinata delibera. Nessun quorum costitutivo è richiesto per l’assemblea ordinaria di seconda convocazione, che può perciò validamente deliberare qualunque sia la parte del capitale rappresentato in assemblea. E le delibere sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza delle azioni che hanno preso parte alla votazione. Per le assemblee straordinarie delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non è espressamente previsto un quorum costitutivo. Infatti, in prima convocazione l’assemblea straordinaria delibera col voto favorevole di tanti soci che rappresentano più della metà del capitale sociale. Per la seconda convocazione, la riforma del 2003 ha invece introdotto una differenziazione tra quorum costitutivo e deliberativo. L’assemblea straordinaria di seconda convocazione è infatti regolarmente costituita con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. Per le società quotate la disciplina delle assemblee straordinarie è stata più volte modificata. Dopo la riforma del 2003, la disciplina dei quorum dell’assemblea straordinaria è unica per tutte le società che fanno appello al mercato del capitale di rischio, anche non quotate. In base all’attuale disciplina il quorum costitutivo minimo è almeno a metà del capitale sociale in prima convocazione e più di un terzo in seconda convocazione. Per quanto riguarda i quorum deliberativi è invece stabilito che l’assemblea straordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. O statuto può modificare solo in aumento le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria di prima convocazione e quelle dell’assemblea straordinaria. Infine, è consentito che lo statuto preveda convocazioni ulteriori sia dell’assemblea ordinaria che di quella straordinaria. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio nelle convocazioni dell’assemblea straordinaria successive alla seconda il quorum costitutivo è ridotto ad almeno un quinto del capitale sociale.

CAPITOLO 12

13 L’INFORMAZIONE CONTABILE SULLE SOCIETA’ OFF-SHORE. Particolarmente severi sono i controlli in cui la società italiana controlli la società estera off-shore, dopo che alcuni gravi scandali finanziari hanno mostrato che tali rapporti possono essere agevolmente impiegati per occultare perdite. Il bilancio della società deve essere sottoscritto dagli amministratori, dal direttore e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili ella società controllante italiana, che così ne attestano la veridicità e la correttezza. Deve inoltre essere sottoposto a revisione dalla medesima società incaricata della revisione della controllante italiana. Gli amministratori della controllante italiana devono inoltre allegare una specifica relazione sui rapporti intercorrenti con la controllata off-shore. Se invece è la società italiana ad essere sottoposta al controllo di una società estera off-shore è richiesto solo che la controllata italiana alleghi al proprio bilancio la relazione degli amministratori.

CAPITOLO 16

4. GLI ORGANI SOCIALI. L’organizzazione interna della S.A.A. si fonda sulla necessaria presenza di tre distinti organi: a. assemblea b. amministratori; c. collegio sindacale Assemblea: All’assemblea si applicano le regole di funzionamento dettate per la Spa. Norme particolari valgono tuttavia per l’adozione di talune delibere.

a. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci, nonché in quelle concernenti l’esercizio dell’azione di responsabilità nei loro confronti. (art. 2459)

b. Le modificazioni dell’atto costitutivo non solo devono essere deliberate dall’assemblea straordinaria con le consuete maggioranze, ma devono essere approvate da tutti i soci accomandatari. (art. 2460)

c. Nella competenza della assemblea straordinaria rientra anche la nomina e la revoca degli amministratori. Gli amministratori:

a. non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci e in quelle che riguardano la loro responsabilità;

b. anche se hanno una carica permanente, possono essere revocati con le maggioranze prescritte per l’assemblea straordinaria, anche senza giusta causa come nelle norme sul mandato (no giusta causa = risarcimento danni)

5. LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’. I soli soci accomandanti: a. nominano e revocano i sindaci = + indipendenza; b. nominano e revocano l’organo di revisione se la revisione è obbligatoria.

La SAPA gode beneficio di preventivo escussione prima dell’erosione del patrimonio dei singoli soci accomandatari. Oltre alle normali cause di scioglimento, la SAPA si scioglie se vengono meno tutti gli amministratori e non si ripristinano entro 180 gg. In tale periodo agisce un amministratore nominato dal collegio sindacale che non assume la carica di socio accomandatario.

CAPITOLO 19 l’atto di fusione

Si ha disavanzo di fusione in due ipotesi: quando la società incorporante, a seguito della fusione, assegna ai soci dell’incorporata partecipazioni per un valore complessivamente superiore al valore che ha il patrimonio netto dell’incorporata al momento della fusione ( disavanzo di fusione).oppure, quando la società incorporante ha acquistato e iscritto nei propri bilanci, prima della fusione, , la partecipazione nell’incorporata per un importo superiore al valore che ha il patrimonio netto dell’incorporata al momento della fusione ( disavanzo da annullamento). In entrambi i casi, l’emergere di un disavanzo può significare che il bilancio dell’incorporata non riflette il reale valore del patrimonio della stessa. In presenza di un disavanzo di fusione, dunque, l’attuale disciplina consente di rivalutare nel bilancio successivo alla fusione i cespiti della società incorporata. Espressamente disciplinato è inoltre il trattamento contabile dell’avanzo di fusione.

CAPITOLO VENTESIMO. LA SOCIETA’ EUROPEA.

1 FINALITA’. La Società europea (SE) è un nuovo tipo societario, predisposto dall’Unione Europea per offrire ad imprese o gruppi di imprese operanti in più Stati membri la possibilità di organizzarsi in una forma giuridica uniformemente regolata in tutti gli ordinamenti nazionali comunitari. La disciplina base della Società europea è infatti dettata dal regolamento comunitario n. 2157/2001. Le società europee con sede in Italia sono disciplinate dalle norme del regolamento comunitario. Tramite la costituzione di una società europea, società di capitali di paesi diversi possono dare vita ad una fusione transnazionale. Caratteristica della società europea è poi la facilità di trasferimento della sede da uno Stato all’altro dell’Unione. 2 LA COSTITUZIONE. La società europea è una società per azioni, dotata di personalità giuridica, in cui ciascun socio risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto. Il capitale minimo è di 120mila euro, pari a quello delle società per azioni italiane. La società europea può essere costituita solo in cinque casi tassativamente previsti dal regolamento:

a. quando si fondono società per azioni soggette alla legge di Stati membri differenti (costituzione per fusione); b. quando due o più società per azioni, o società a responsabilità limitata, promuovono la costituzione di una società europea

holding al fine di sottoporsi ad una direzione unitaria; c. quando due o più enti (anche non società) che presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi

costituiscono una società europea controllata in comune (SE affiliata) ; d. una società europea affiliata può essere altresì costituita per atto unilaterale da parte di un’altra società europea; e. infine, la società europea può nascere dalla trasformazione di una società per azioni costituita secondo la legge di uno stato

membro, purchè quest’ultima controlli da almeno due anni una società soggetta alla legge di un altro ordinamento comunitario.

Il procedimento di costituzione si conclude con l’iscrizione della società in un registro, che per le società europee con sede in Italia è il registro delle imprese. L’iscrizione determina l’acquisto della personalità giuridica da parte della società. 3 L’ASSEMBLEA. La struttura interna della società europea si caratterizza per la necessaria presenza dell’assemblea dei soci; l’amministrazione può essere organizzata secondo il sistema dualistico oppure secondo quello monistico. Il sistema dualistico prevede la presenza di un organo di direzione, che esercita le funzioni gestorie, e di un organo di vigilanza, che esercita il controllo. Quello monistico prevede solo l’organo di amministrazione. Gli organi di direzione e di vigilanza (nel sistema dualistico), nonché l’organo di amministrazione (nel sistema monistico) possono disporre la convocazione in qualsiasi momento. Riconosce inoltre il potere di chiedere la convocazione agli azionisti che rappresentino almeno il 10% del capitale. Le deliberazioni vengono prese di regole a maggioranza semplice dei voti, ma per le modificazioni dello statuto è necessaria la maggioranza di almeno due terzi dei voti. 4 LA GESTIONE. Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un organo di vigilanza e di un organo di direzione. L’organo di vigilanza esercita il controllo sulla gestione. L’organo di direzione gestisce la società sotto la propria responsabilità. Il sistema monistico prevede solo un organo di amministrazione, a cui è attribuita la gestione della società. I componenti degli organi dei sistemi dualistico e monistico restano in carica per il periodo stabilito dallo statuto, che non può cmq essere superiore a sei anni, e sono rieleggibili. La disciplina locale della società per azioni viene richiamata anche in tema di redazione, controllo e pubblicità del bilancio d’esercizio e consolidato. 5 IL COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI NELLA GESTIONE. La società europea si caratterizza per la necessaria presenza di forme di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione. Il coinvolgimento dei lavoratori può consistere nell’obbligo di consultare ed informare periodicamente o in circostanze speciali un organo di rappresentanza dei dipendenti, e nulla più. Può all’opposto arrivare fino al riconoscimento del potere di nomina da parte dei lavoratori di alcuni componenti degli organi di gestione o di controllo della società. La concreta determinazione delle modalità di coinvolgimento dei lavoratori è rimessa agli accordi fra i rappresentanti dei dipendenti e gli organi competenti delle società partecipanti alla costituzione della società europea. Le disposizioni di riferimento prevedono la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori, i cui componenti sono eletti o designati dai dipendenti della società europea. L’organo di rappresentanza ha diritto di essere informato e consultato almeno una volta l’anno dai competenti organi della società europea in merito all’evoluzione delle attività e delle prospettive della società. Più incisivo coinvolgimento dei lavoratori è previsto dalle norme di riferimento se sono già presenti forme di partecipazione dei dipendenti alla gestione nelle società che partecipano alla costituzione della società europea. In tal caso, si devono conservare nella società europea (e nelle società affiliate) le stesse forme di partecipazione dei lavoratori preesistenti alla costituzione (c.d. principio “prima/dopo”). 6 ALTRI ASPETTI DELLA DISCIPLINA. Infine si prevede che la società europea possa trasformarsi in una società per azioni disciplinata dalla legge dello Stato membro della sede sociale.

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