APPUNTI IV Sezione Master MARCOM - Global marketing, comunicazione e made in Italy, Appunti di Marketing, Appunti di Marketing Internazionale
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APPUNTI IV Sezione Master MARCOM - Global marketing, comunicazione e made in Italy, Appunti di Marketing, Appunti di Marketing Internazionale

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Appunti ordinati e dettagliati della terza sezione del MASTER "Global Marketing, Comunicazione e Made in Italy" di Fondazione USA e Comunicare impresa, perfetti per svolgere il test di fine modulo, dato che contengono tu...
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IV SEZIONE: La contrattualistica internazionale.

Definizione di contratto: codice civile, art 1321: è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapport giuridico patrimoniale . Elementi: accordo, causa, oggetto, forma.

Quando internazionale? Non c’è una normativa precisa a livello internazionale che definisca cosa sia un contratto internazionale. Ciò che da la nozione è la presenza di ELEMENTI DI ESTRANEITà: differenza rispetto a ciò che è presente nell’ordinamento italiano, sono per es. la differente nazionalità delle parti, quindi accordo tra una parte di nazionalità italiana e una di un altro paese. Non riguardano solo la nazionalità, ma anche altri elementi:

Nazionalità dei contraenti

Persone giuridiche (società commerciali) non si vede la nazionalità dei contraenti, ma il luogo in cui la società si è costituita;

Sede di affari dei contraenti

• Elemento più tipico: luogo di conclusione del contratto;

Luogo dell’esecuzione della prestazione contrattuale: es contratti di distribuzione, dove il luogo è il paese del distributore e non dell’azienda concedente proprietaria dei prodotti;

Luogo in cui si trova la merce oggetto del contratto;

iI luogo nel quale viene effettuato il pagamento.

• In presenza di uno qualsiasi di questi elementi contratto internazionale. La sua disciplina sarà diversa a seconda del paese a cui appartiene il contratto. Ci possono essere leggi profondamente diverse anche in ambito di leggi europee, non solo tra paesi lontani. Esiste una normativa comune però ci possono essere delle leggere differenze, anche marcate. Es. norme di applicazione necessaria: complesso di norme che per la loro importanza dal punto di vista socioeconomico che vanno a tutelare la figura più debole nel contratto, es. lavoratore subordinato, che ha diritto a vedersi applicarsi in caso di controversia la propria legge (del proprio paese) o persino la possibilità che il lavoratore sia giudicato da un giudice del proprio paese e non di paesi terzi.

Il contratto internazionale e la legge applicabile:

LA LEGGE REGOLATRICE DEL CONTRATTO: fonti del contratto

Legge Italiana: Diritto internazionale Privato (Legge 31 maggio 1995, n. 218): rivoluzionaria e razionalizza il contratto internazionale, dato che prima non esisteva un complesso di leggi applicabili, ma solo leggi sparse. Questa legge stabilisce nell’ambito di un rapporto contrattuale dove sono presenti elementi di estraneità individua quale deve essere la legge applicabile a quel rapporto. Es contratto tra due diverse nazionalità, per capire quale sarà la legge, occorrerà fare riferimento alla legge del 1995 in caso di controversia. Ha introdotto il concetto dei Criteri di collocamento: si collega agli elementi di estraneità, perché ha stabilito il principio generale secondo cui nell’ambito di una disputa riguardante un bene immobile es. in italia, nel caso di disputa tra un italiano proprietario e

un inglese, la legge dice che la legge applicata sarà quella italiana, perché vale il criterio secondo cui vale il luogo dove si trova il bene del contratto. Dice come si individua la legge, fa richiamo a un altro complesso normativo, non nazionale ma internazionale:

Convenzione di Roma sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali: 1980. Convenzione che è stata sostituita dal:

Regolamento UE n 593/2008:atto normativo di origine comunitaria, ha efficacia immediata, applicabile in tutti e 27 i paesi dell’UE, come tutti i regolamenti vs direttive comunitarie (hanno espressamente bisogno di recepimento con un decreto normativo che traduca nel singolo paese le disposizioni previste). Fissa una serie di casi concreti, stabilisce in quale caso deve applicarsi una o l’altra legge. Riprende e ribadisce il medesimo concetto della convenzione di Roma: libertà delle parti di scegliere la legge che dovrà applicarsi al loro rapporto. La novità è che il regolamento individua, in caso di assenza di scelta delle parti, quale dovrà essere la legge che regolerà il contratto/ rapporto.

ES: contratto di distribuzione: contratto mediante il quale il concedente concede al concessionario la possibilità di vendere in un determinato territorio i propri prodotti. Convenzione di Roma era evasiva e dava luogo a differenti interpretazioni. Il regolamento stabilisce che la legge sarà quella del distributore, ha recepito una serie di pronunce giurisprudenziali, perché l’attività tipica e la prestazione caratteristica è che quella del distributore, mentre non è prestazione caratteristica quella del concedente.

• Clausola per la scelta della legge applicabile: per quanto non espressamente previsto dalle particolari disposizioni che precedono, il presente contratto si intende regolato dalla legge.

• Limitazioni: disposizioni imperative.

• Norme di necessaria applicazione

Modulo 2: LA GIURISDIZIONE:

Il tribunale competente a dirimere una controversia internazionale, relativa a un contratto internazionale con elementi di estraneità, individuare chi abbia giurisdizione, quale sarà il foro che ha giurisdizione a conoscere la controversia?

Libertà tendenziale delle parti a scegliere quale sarà il giudice a occuparsi di una determinata controversia, ma questo non è un principio assoluto, intanto per le leggi vigenti, per le norme di necessaria applicazione. La devoluzione delle liti trova diverse limitazioni: non sempre l’autorità giurisdizionale indicata dalle parti risulta legittimata a dirimere la controversia. Nell’ambito della contrattualista internazionale, quando si arriva all’analisi della clausola della giurisdizione (tribunali ordinari o devoluzione a un arbitro -modo alternativo-) bisogna tenere conto delle norme di applicazione necessaria.

Il dato normativo dal quale partire è quello della legge 31 maggio 1995, n 218, legge italiana.

Art. 3 che prevede la sussistenza della giurisdizione italiana quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante autorizzato a stare in giudizio. CRITERIO DEL FORO DEL CONVENUTO: accettato anche a livello europeo. Es: il

concedente inglese che vuole fare causa al concessionario italiano, non può citarlo di fronte a un tribunale inglese, ma dovrà fare causa in Italia (tempi processuali incerti, reperimento di legali sia inglesi che italiani).

L’art. 4 stabilisce ha la giurisdizione italiana sussiste anche 1. quando le parti l’abbiano convenzionalmente accettata e tale accettazione sia provata per iscritto, ovvero 2. il convenuto compaia nel processo senza eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo: 1 significa che accettare convenzionalmente la giurisdizione di un giudice significa che le parti hanno inserito che nel caso di controversia il giudice che ha giurisdizione sarà quello del paese stabilito dalle parti, se non c’è un contratto e non c’è clausola, sussiste la giurisdizione italiana 2. senza eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo. ES: l’azienda inglese fa causa al concessionario italiano il foro competente è quello del distributore, ma se l’azienda fa causa in UK, il convenuto dovrà costituirsi in giudizio in Inghilterra e contestare nel primo atto difensivo la carenza di giurisdizione del giudice inglese a favore di quello Italiano.

Regolamento 44/2001/CEE: ha messo ordine a una situazione ingarbugliata, dove non c’erano regole precise se non quella del foro del convenuto. Ha fissato il criterio del foro del convenuto e ha dato una serie di input per altri casi:

Art. 23: Qualora le parti, di cui almeno una domiciliata nel territorio di uno Stato membro, abbiano attribuito la competenza di un giudice o dei giudici di uno Stato membro a conoscere delle controversie, presenti o future, nate da un determinato rapporto giuridico, la competenza esclusiva spetta a questo giudice o ai giudici di questo Stato membro. Detta competenza è esclusiva salvo diverso accordo tra le parti. La clausola attributiva di competenza deve essere conclusa: a) per iscritto o oralmente con conferma scritta, o b) in una forma ammessa dalle pratiche che le parti hanno stabilito tra di loro, o c) nel commercio internazionale, in una forma ammessa da un uso che le parti conoscevano o avrebbero dovuto conoscere e che, in tale campo, è ampiamente conosciuto e regolarmente rispettato dalle parti di contratti dello stesso tipo nel ramo commerciale considerato.

2. La forma scritta comprende qualsiasi comunicazione con mezzi elettronici che permetta una registrazione durevole della clausola attributiva di competenza.

3. Quando nessuna delle parti che stipulano tale clausola è domiciliata nel territorio di uno Stato membro, i giudici degli altri Stati membri non possono conoscere della controversia fintantoché il giudice o i giudici la cui competenza è stata convenuta non abbiano declinato la competenza.

4. Il giudice o i giudici di uno Stato membro ai quali l'atto costitutivo di un trust ha attribuito competenza a giudicare, hanno competenza esclusiva per le azioni contro un fondatore, un trustee o un beneficiario di un trust, ove si tratti di relazioni tra tali persone o di loro diritti od obblighi nell'ambito del trust.

5. Le clausole attributive di competenza e le clausole simili di atti costitutivi di trust non sono valide se in contrasto con le disposizioni degli articoli 13, 17 o 21 o se derogano alle norme sulla competenza esclusiva attribuita ai giudici ai sensi dell'articolo 22.

Art. 2. Salve le disposizioni del presente regolamento, le persone domiciliate nel territorio di un determinato Stato membro sono convenute, a prescindere dalla loro nazionalità, davanti ai giudici di tale Stato membro

Art. 5:La persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro: 1) a) in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita (criterio della obbligazione dedotta in giudizio);

Es. contratto distribuzione: l’obbligazione dedotta in giudizio è sempre quella del distributore che compra per rivendere, per cui si comprende che nel caso di contratti di distribuzioni, il distributore ha il diritto a essere convocato in giudizio in Italia, cioè dove ha luogo l’obbligazione.

b) i fini dell'applicazione della presente disposizione e salvo diversa convenzione, il luogo di esecuzione dell'obbligazione dedotta in giudizio è:

- nel caso della compravendita di beni, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto, LUOGO DI CONSEGNA

- nel caso della prestazione di servizi, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto .

• Norme sostanziali a salvaguardia dell’organizzazione politica, sociale ed economica dello Stato che in considerazione del loro oggetto e del loro scopo, debbono essere applicate nonostante il richiamo contrattuale a una norma straniera: CRITERIO FONDAMENTALE è QUELLO DELLA SCELTA DELLE PARTI (FORO COMPETENTE), la scelta delle parti può trovare ostacolo nelle NORME DI APPLICAZIONE NECESSARIA (se le parti hanno stabilito che si applicherà la legge di uno stato terzo che non ha niente a che vedere né con uno stato a né con stato b, il giudice dello stato terzo non sarà quello effettivamente competente perché in presenza di una normativa di applicazione necessaria: ES: lavoro subordinato in caso di contratto di agenzia, contratto particolare dove l’agente è inquadrato come parasubordinato, a metà strada tra autonomo e subordinato, in Italia un contenzioso su un rapporto di agenzia deve essere regolato dalle norme sul processo del lavoro previste dal codice di procedura civile e una norma di applicazione necessaria prevede che l’agente deve essere giudicato SOLO di fronte al giudice del luogo dove l’agente ha residenza o domicilio, sia che sia un contratto nazionale che internazionale. Un agente italiano che ha lavorato con agenzia tedesca può radicare la causa in Italia e l’azienda non ha alternativa se non quella di venire in Italia con legale in loco senza eccepire difetto di giurisdizione.

CLAUSOLA TIPO DI DEVOLUZIONE AD AUTORITà GIUDIZIARIA: ogni controversia relativa al presente contratto sarà devoluta alla competenza esclusiva del Foro del luogo in cui la Società ha la propria sede legale (CLAUSOLA TIPO che si trova in contratti da parte di chi ha maggiore potere, generalmente l’azienda). A parziale eccezione di quanto precede, la società potrà, a proprio insindacabile giudizio, agire nei confronti della controparte presso qualsiasi foro avente giurisdizione su quest’ultima: ES società concedente inglese e distributore italiano, il contratto prevede come foro quello inglese, ma la società inglese avrà la facoltà, a proprio

insindacabile giudizio, di agire vs concessionario italiano dinanzi non solo al giudice inglese ma anche qualsiasi altro giudice (elemento di strategia da valutare prima della causa, perché per es il concessionario italiano dispone di assets, beni aggredibili, in paesi terzi -conto corrente, immobili- e in questo modo l’inglese può agire in qualunque paese il concessionario italiano abbia un asset.

MODULO 3: STRUMENTI ESECUTIVI.

Titolo esecutivo europeo e il decreto ingiuntivo europeo sono due strumenti esecutivi, ovvero due strumenti che permettono di dare esecuzione alla sentenza emessa da un giudice, sono l’uno il completamente dell’altro. L’argomento è il credito pecuniario: si inizia col chiedere un decreto ingiuntivo europeo

DECRETO INGIUNTIVO: strumento disciplinato dal codice di procedura civile art 633: chi è creditore di una somma di denaro o di cose fungibili può rivolgere una domanda al tribunale competente stabilito in base alle norme di competenza dei giudici e chiedere che sia ingiunto al preteso debitore di pagare le somme di cui al decreto ingiuntivo entro un termine (40 giorni generalmente). Procedimento INAUDITA ALTERA PARTE, ovvero non si ha un contraddittorio come nelle cause ordinarie (attore e convenuto), qua si ha un ricorrente che agisce e chiede il pagamento al debitore non in base a delle prove effettive ma in base a dei documenti, quindi deve disporre della prova scritta del suo credito. Molto usato in ambito commerciale e recupero crediti.

DECRETO INGIUNTIVO EUROPEO: esiste solo dal 2006, con reg. n 1896/2006. Strumento attraverso il quale è possibile ottenere una sentenza in tempi più rapidi (vs procedimento giurisdizionale ordinario) applicabile in maniera uniforme e automatica in tutti i paesi membri UE, solo in materie civile e commerciale. Rappresenta uno strumento che ha uniformato la disciplina in ambito comunitario, laddove prima esistevano procedimenti diversi, uno per ogni paese europeo. Prevede un modulo standard, liberamente tradotto sul sito dell’UE in tutte le lingue UE, deve essere compilato e depositato alla cancelleria del tribunale competente (regolamento europeo competenza giurisdizionale 44/2001), il giudice esamina la documentazione prodotta, la parte ricorrente può far notificare il decreto al debitore.

La domanda deve essere formulata sulla base del modello A predisposto dal Regolamento e deve contenere: i motivi della competenza giurisdizionale (perché il giudice italiano è ritenuto competente?), il carattere transfrontaliero della controversia a norma dell’art 3 (presenza di elementi di estraneità), la dichiarazione del ricorrente di fornire informazioni veritiere a pena di responsabilità penale. Il decreto diventa esecutivo come se fosse sentenza se nel giro di 60 giorni dalla notifica il debitore non propone opposizione. È sempre un procedimento di inaudita altera parte, senza fase a contraddittorio, perché c’è solo il ricorrente che fa la domanda al giudice. La fase a contraddittorio può aprirsi in seguito, se si vuole proporre contrapposizione e si apre allora un processo vero e proprio.

Fase successiva: TITOLO ESECUTIVO EUROPEO: applicabile sia a seguito del decreto ma anche nell’ambito di una procedura giudiziaria vera e propria nell’ambito della quale si discuta della presenza o meno di somme di denaro. Nell’ambito di una causa già radicata, nel caso in cui il credito o una parte del credito sia non contestato. ES: causa tra due aziende, UK e ITA, UK chiede a ITA pagamento di somma 100. Azienda italiana si costituisce in giudizio dicendo

di essere debitrice solo di 50. Per la parte non contestata la parte attrice può chiedere al giudice che venga pronunciata, con modulo del reg 805/2004, una dichiarazione con la quale verrà portata avanti una esecuzione forzata nell’ordinamento dello stato membro senza ulteriore procedimento ulteriore di riconoscimento o di esecuzione. La decisione giudiziaria che viene riconosciuta come titolo esecutivo europeo secondo le norme previste dallo stato membro del giudice senza opporsi al suo riconoscimento e senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività.

CREDITO NON CONTESTATO: ai fini della certificazione bisogna definire il credito non contestato:

• se il debitore lo ha espressamente riconosciuto mediante dichiarazione o esecuzione del pagamento o mediante una transazione approvata dal giudice o conclusa dinanzi al giudice;

• se il debitore non ha mai contestato il credito

• se il debitore non è comparso in tribunale o non si è fatto rappresentare in un’udienza pur avendo contestato inizialmente il credito;

• il debitore lo ha espressamente riconosciuto in un atto pubblico (un documento che fa fede fino a querela di falso, atti redatti di fronte a un notaio o di fronte a un altro pubblico ufficiale).

Certificazione del titolo esecutivo europeo : permette di agire più facilmente e velocemente verso soggetti esteri, semplificando le procedure grazie solo a un modulo del sito dell’UE. Il debitore potrà costituirsi in giudizio (entro 60 gg) se si oppone oppure potrà rimanere inerte non difendendosi e si inizierà direttamente alla fase esecutiva. Se non si oppone entro 60 gg il creditore avrà il decreto ingiuntivo che diviene ESECUTIVO, sul quale andrà a cadere il giudicato al quale saranno precluse tutte le possibilità di impugnazione. Da qui inizia la procedura esecutiva si indaga sul debitore e i suoi assets, si vede se ha patrimonio nel suo stato o in altri stati. Ci si affida a società di rating che fanno visure per avere informazioni dettagliate sugli immobili del debitore e si userà il titolo (decreto ingiuntivo) e si penserà a un’esecuzione forzata di tipo immobiliare (es. ipoteca) o di tipo mobiliare (beni mobili) oppure presso terzi (individuare rapporti di debito o credito di cui è titolare il debitore, es. conto corrente bancario pignoramento per soddisfare il creditore).

Modulo 4: LA VENDITA INTERNAZIONALE:

primo dei contratti internazionali CONTRATTO DI VENDITA.

DEFINIZIONE: articolo 1470 codice civile: contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto con il corrispettivo di un prezzo.

• Contratto nazionale: non si hanno problemi per legge, foro competente. Vanno analizzati solo in caso di elementi di estraneità, ovvero atti di vendita internazionali. Non c’è una definizione esatta, ma

• Convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali: sostituita dal:

• Regolamento UE n 593/2008: detto ROMA 1.

• Convenzione de L’Aja del 1955 sulla legge applicabile alle vendite internazionali di cose mobili corporali: datata ma importante.

Convenzione di Vienna del 1980 sulla compravendita internazionale di beni mobili : reca norme di diritto materiale uniforme che hanno carattere speciale e prevalgono sulle norme di diritto internazionale privato. Documento redatto da autorità internazionali alla quale possono aderire tutti gli stati del mondo, hanno aderito quasi tutti gli stati più sviluppati e tutti gli stati occidentali, sono esclusi stati asiatici e medio oriente e di origine musulmana. Ha fissato un corpus unico e uniformeper tutti i paesi aderenti di regole che disciplinano la vendita internazionale. Contenzioso tra azienda ITA e USA: contratto che regola la compravendita di un bene, hanno entrambi aderito. Il contenzioso sarà regolato dal giudice ritenuto competente che applicherà questa convenzione: estrema chiarezza e certezza nella sua decisione, complesso normativo che si è ispirato a normative di paesi diversi, realizzando una mescolanza risultato di unione di normative maggiormente ricorrenti in tutti i paesi aderenti, l’effetto pratico è notevole perché il giudice potrà prendere il testo direttamente. Se entrambi gli stati o anche uno solo di essi hanno ratificato la convenzione, allora potrà essere applicata dal momento che è stata definita universale.

CONFLITTI tra i DIVERSI MODULI CONTRATTUALI non ancora sottoscritti ma inviati a titolo di proposta. Questa prassi prende il nome di BATTLE OF FORMS. Aziende che dispongono non di contratti ma di documenti che prendono il nome di condizioni generali di vendita/acquisto, l’azienda che si propone per vendita invii al potenziale compratore non ancora sottoscritto ma che è una proposta contrattuale chiedendo che il compratore lo firmi, lo sottoscriva e lo restituisca firmato. Sono moduli che contengono condizioni di vendita generali che si applicano a qualsiasi rapporto di compravendita e che contengono quasi sempre disposizioni a esclusivo favore del venditore. Nel caso in cui una volta inviato questo modello, il compratore può firmare e il contratto si conclude oppure il compratore invia a sua volta a titolo di controproposta un testi di sue condizioni generali di acquisto a favore del compratore. Lo scontro ha dato luogo a un intenso dibattito risolto secondo due dottrine:

1. Last Shot doctrine: accolto dal nostro codice civile art 1326 e quindi applicabile quando entrambi i contraenti sono italiani. Accettazione non conforme alla proposta equivale a una nuova proposta per cui si attribuisce prevalenza alle condizioni generali o al modello contrattuale richiamati per ultimo, nell’es. quelle del compratore.

2. Knock out doctrine: prediletto in USA e Germania. Le clausole discordanti in proposta e accettazione si elidono a vicenda, per cui il contratto si basa sulle sole parti su cui le parti abbiano raggiunto un accordo.

ASPETTI DELLA VENDITA DA CONSIDERARE NELLA PREDISPOSIZIONE DI UN CONTRATTO INTERNAZIONALE:

Accorgimenti

• Venditore deve stare attento a: Tempo e modo della consegna della merce e dei relativi documenti: dire che siano termini non essenziali è importante perché in caso di controversia il giudice potrebbe considerarli come essenziali, quindi da rispettare

pedissequamente. Termine essenziale: deve essere rispettato, se non lo è, la parte non inadempiente potrà chiedere risoluzione del contratto e risarcimento del danno.

Compratore: vuole termini essenziali perché ha interesse a prendere impegni con i propri clienti e fornitori per disporre della merce con certezza nelle date previste.

Passaggio della proprietà: è sempre bene inserire una dicitura che stabilisce che la proprietà finale ed effettiva delle merci avverrà nel momento del loro integrale pagamento clausola che spesso rimane lettera morta ma può essere utile nel caso in cui il compratore/debitore venga assoggettato a una procedura concorsuale, fallimento o amministrazione controllata, in questo caso la vendita con riserva di proprietà renderà possibile togliere la merce già consegnata per non insinuarsi nel passivo fallimentare come creditore e quindi attendere l’esito del fallimento per ricevere le somme.

Passaggio dei rischi: viene definito come termine di resa o incoterms.

Pagamento del prezzo: pagamento anticipato, caparra, prevedere una garanzia (30,60,90 giorni garantiti da una garanzia bancaria es fideiussione o lettera credito standby).

MODULO 5: IL CONTRATTO DI AGENZIA:

Secondo tipo di contratto internazionale più ricorrente.

Legge nazionale: articolo 1742-1752 codice civile : col contratto di agenzia una parte AGENTE assume l’incarico di promuovere per conto dell’altra la PREPONENTE verso retribuzione la conclusione di contratti in una zona determinata. Contratto per iscritto, documento sottoscritto con contratto e clausole aggiuntive per entrambe le parti

OGGETTO: promuovere la conclusione di contratti in favore di un’azienda che è titolare di prodotti in un determinato territorio. Nella normalità dei casi quando un’azienda intende espandere le proprie vendite e territorio e intende guardare ad altri paesi prima di preoccuparsi di aprire nuovi stabilimenti e negozi, di assumere, stipula rapporti di agenzia con agenti in loco, perché l’agente del luogo ha conoscenza del luogo, del mercato, conosce le esigenze dei potenziali clienti ed è quindi in grado di dare all’azienda un quadro della situazione per organizzarsi per distribuire i propri prodotti. Contratto nazionale o internazionale, internazionale quando emergono elementi di estraneità. Consente all’azienda preponente di spedire direttamente al cliente finale, sulla base di un ordine di acquisto procacciato, raccolto e trasmesso dall’agente in loco. L’agente è quindi un tramite per inserire i propri prodotti, ha il mandato di promuovere i prodotti in una zona a lui assegnata. Ordinamenti di stampo occidentale vs medio orientale/ asiatico: dove è fondamentale il ruolo dell’agente, parla la lingua del territorio, conosce anche le usanze, i costumi tipici del luogo, quindi è fondamentale in caso di mercati molto lontani. Deve sviluppare le vendite solo nella zona assegnatagli, procurando anche nuovi clienti e aumentare il giro d’affari con i clienti già esistenti (clienti storici che vengono assegnati in gestione all’agente). È un soggetto indipendente dal preponente, senza vincolo subordinato, è inquadrato come LAVORATORE PARASUBORDINATO in tutte le legislazioni europee. Non è obbligato al rispetto di orari di lavoro determinati, giorni di lavoro determinati, può svolgere il proprio mandato nella massima libertà, cercando di ottenere alla fine delle stagioni o di un anno contrattuale i quantitativi minimi di acquisto.

La remunerazione dell’agente: LA PROVVIGIONE:

tutte le attività di promozione di affari, incluse visite alla clientela, la partecipazione alle fiere nel territorio, sono svolte dall’agente, salvo patto contrario, a propri rischi e spese.

La remunerazione sarà una provvigione previamente concordata. Si raccomanda di specificare che all’agente spetteranno le provvigioni relativamente agli affari conclusi per effetto del suo intervento ed andati a buon fine (buon fine dell’affare quando avviene l’integrale pagamento della fornitura) con i clienti stabiliti sul territorio durante la vigenza del contratto e che il diritto alla provvigione sorgerà solo con l’integrale pagamento della fornitura da parte del cliente. Normalmente è onnicomprensiva: va a coprire tutte le attività dell’agente, comprese anche le spese che sostiene, sia il corrispettivo per contratti conclusi, ma anche i rimborsi spese (trasporto, abbuoni)

AGENTE CON RAPPRESENTANZA o senza rappresentanza

L’interesse dell’azienda è quello di evitare di vedersi impegnata con terzi tramite agente, per cui è consigliabile che l’agente sia senza rappresentanza dell’azienda, non ha il potere di compiere atti a nome e per conto dell’azienda, è una tutela per l’azienda. In caso di agente con rappresentanza vede correre il rischio di vedersi impegnata nei confronti di un cliente che non può rispettare. La rappresentanza gli può essere attribuita per iscritto di volta in volta per singoli affari.

ACCORDI ECONOMICI COLLETTIVI (AEC): fonte, oltre al codice civile, è data dagli accordi economici collettivi, disposizioni di documenti normativi di origine sindacale (nati e redatti nell’ambito di incontri con anche associazioni nazionali degli agenti e delle aziende preponenti) che hanno integrato le norme del cc. Per la disciplina del preavviso, della provvigione, cosa accade se si accavallano le azioni di due agenti di due zone diverse, sono aspetti che sono stati dati alla contrattazione collettiva che ha creato gli AEC. Ce ne sono di 2 tipi: 1 commercio e 1 industria. Agli agenti esteri si possono anche attribuire.

AEC e CESSAZIONE DEL RAPPORTO: 2 voci di emolumenti

1 indennità di risoluzione del rapporto sempre dovuto salvo ipotesi limite di ritenzione indebita di somme dovute al preponente, di concorrenza sleale o di violazione dell’esclusiva.

2 indennità suppletiva di clientela, comprensiva di: una componente calcolata sull’ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme corrisposte all’agente e una componente meritocratica se ha apportato nuovi clienti o abbia sviluppato molto il giro d’affari con i clienti storici.

MODULO 6: IL CONTRATTO DI DISTRIBUZIONE:

Concessione di vendita o di distribuzione: 1 parte CONCEDENTE concede al CONCESSIONARIO la possibilità di vendere i propri prodotti in un determinato e circoscritto territorio.

Il contratto di concessione di vendita non è regolato da una disciplina normativa italiana di riferimento, ma la dottrina ha rivisto nell’ambito della distribuzione una figura a metà strada tra la vendita e il mandato alla vendita ma non è bastato per dare al contratto di distribuzione una identità nella legge italiana, non c’è una convenzione internazionale o una legge statale, l’unico

paese ad avere una normativa è il BELGIO (a rischio di presenza di normative di applicazione necessaria, se si stipula un contratto con un distributore belga, qualsiasi clausola nel rapporto, anche se firmata da entrambe le parti, in caso di contenzioso legge applicabile sarà solo quella belga, anche se avevano detto che sarebbe stato quello italiano!). È stato però riconosciuto da pronunce giurisprudenziali. Rimane però uno di quelli di maggiore diffusione commerciale.

CARATTERISTICHE DEL CONTRATTO:

• il CONCESSIONARIO acquista i prodotti per rivenderli in nome e per conto proprio alla propria clientela di imprenditori/professionisti/consumatori assumendosi in proprio i rischi dell’attività. Rivende con il markup: percentuale di guadagno del distributore.

Zona di competenza in esclusiva (obbligo per il concedente di non effettuare vendite nella zona del concessionario salvo per clienti direzionali se lasciati al concedente nel contratto, si dovrebbe sempre aggiungere questa clausola, in questo modo i clienti direzionali verranno gestiti direttamente dal concedente senza che il concessionario possa opporsi, è una eccezione alla regola dell’esclusiva, quando l’azienda concedente dispone di un portafoglio di clienti storici) o non in esclusiva.

• Può essere a tempo determinato o indeterminato. All’inizio delle trattative, quando non si conoscono ancora a fondo, può essere opportuno prevedere un periodo di prova, ad es di un anno che si converte automaticamente in indeterminato in caso di mancata disdetta 30 o 60 gg prima della fine del contratto.

Concessionario assume una serie più o meno ampia di obbligazioni che hanno come beneficiario lo stesso concedente o i propri clienti: si assume l’obbligo di seguire il post vendita, l’assistenza, es. per gli autoveicoli.

DISCIPLINA COMUNITARIA ANTITRUST

Regolamento 2790/1990: prevede le esenzioni in ambito contrattuale in modo da non impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza. Le autorità comunitarie hanno riconosciuto l’assoluta necessità che all’interno del mercato comune europeo ci sia concorrenza, per non danneggiare i consumatori, per avere prezzi più bassi. Qualora il gioco della concorrenza sia impedito, ci può essere il rischio di MONOPOLI o OLIGOPOLI e aumento generalizzato prezzi.

Clausole contrattuali mai ammissibili per la disciplina antitrust in ambito di contratto di distribuzione:

Restrizione della facoltà dell’acquirente di determinare il proprio prezzo di vendita: divieto di price-fixing, determinazione dei prezzi da parti delle aziende concedenti, l’azienda concedente suggerisce quindi il prezzo di rivendita e dice che il prezzo di vendita non deve mai essere inferiore a un tot per non svilire il marchio e danneggiarlo.

Restrizione relativa al territorio in cui, o ai clienti ai quali, l’acquirente può vendere i beni o i servizi oggetto del contratto:

Non è ammissibile un obbligo di non concorrenza (diretto o indiretto che imponga all’acquirente, una volta giunto a scadenza l’accordo di non produrre, acquistare, vendere, rivendere determinati beni e servizi) la cui durata sia indeterminata o superiore a cinque anni: le clausole di non concorrenza vanno bene solo per 1-5 anni, oltre no rischio sanzione.

MODULO 7: IL CONTRATTO DI SUBFORNITURA:

Regolato dalla legge 18 giugno 1998 n 192. Disciplina della subfornitura nelle attività produttive: è disciplinata dalla normativa italiana ma non comunitaria o internazionale, seppure diffusissima specialmente nel settore moda e abbigliamento per ricorso all’OUTSORTING: prodotti distribuiti da un’azienda nei paesi dove il costo della manodopera è particolarmente basso (es. Cina o Romania o Turchia). Un imprenditore si impegna a effettuare per conto di un’impresa committente lavorazioni su prodotti semilavorati o su materie prime fornite dalla committente o si impegna a fornire prodotti o servizi destinati a essere incorporati o utilizzati nell’ambito dell’attività economica del committente o nella produzione di un bene complesso.

TIPOLOGIE DI SUBFORNITURA: committente e subfornitore. Il committente ha l’idea, vuole realizzare un prodotto ma non dispone di tutti gli strumenti o forniture pertanto fa ricorso a uno o più subfornitori specializzati in un segmento di produzione. 3 tipologie di subfornitura:

1. il subfornitore si impegna a trasformare materie prime del committente: azienda italiana invia all’azienda cinese il materiale grezzo per realizzare prodotti; l’azienda trasforma il prodotto in una versione intermedia, non è il prodotto totalmente finita;

2. il committente mette a disposizione dl subfornitore attrezzature specifiche: azienda con capitali per acquistare macchinari o attrezzature ma non riesce a trovare la manodopera specializzata;

3. 3. Avente ad oggetto la realizzazione di sudi e/o di servizi a benefici del committente: es. azienda che vuole un tessuto particolare può incaricare un subfornitore di effettuare una serie di studi e di ricerche per capire se l’idea è realizzabile.

MODULO 8: CLAUSOLE CONTRATTUALI MAGGIORMENTE RICORRENTI NEI CONTRATTI INTERNAZIONALI.

LINGUA DEL CONTRATTO: non c’è una regola generale che stabilisca quale debba essere la lingua. Nella maggior parte dei casi sono redatti in lingua inglese, lingua ufficiale del commercio internazionale. Se due parti di un accordo internazionale capiscono l’inglese, va bene questa lingua, anche se estranea a entrambe le parti, ma comprensibile. Può essere sottoscritto in tante versioni quante sono le lingue prescelte: redatto in più lingue, ma è opportuno dichiarare prevalente una delle versioni, utile in caso di contratti redatti in origine in doppia lingua. Spesso sono in doppia lingua, in cirillico e in inglese/italiano dall’altra parte. Bisogna stare attenti che alla fine del contratto non sia, specie per cirillico e inglese, contenuta una clausola in cui si dice che farà fede solo la versione in cirillico, specie se non si riesce a leggerlo, invece è consigliabile inserire la clausola di stile finale in cui viene stabilito che la versione che fa fede sarà solo quella inglese.

EFFICACIA, DURATA E CESSAZIONE DEL CONTRATTO:

ENTRATA IN VIGORE: ricondotta alla data in cui i contraenti hanno sottoscritto il contratto (TERMINE INIZIALE), ci sarà anche un termine FINALE in caso di contratto determinato oppure non è previsto per quelli indeterminati (open ended) che termineranno per disguidi, controversie, disaccordi.

CLAUSOLE ACCESSORIE: es. CONDIZIONALI O CONDIZIONI: disciplinate dal codice civile 1353 le parti possono subordinare la risoluzione del contratto a un avvertimento futuro e incerto.

Condizioni risolutive: si prevede che il contratto si vada a risolvere nel caso in cui si verifichi un evento futuro e incerto. Dopo che il contratto entra in vigore, contratto con condizione risolutiva, avverandosi la quale il contratto si va a risolvere. Possono operare immediatamente per il solo avverarsi dell’ipotesi prevista oppure possono riferirsi a inadempimenti contrattuali che richiedono una comunicazione formale. Viene convenuto dalle parti (spesso queste clausole vengono inserite dietro forti pressioni della parte con maggiore potere contrattuale e quella più debole non ha alternative) che al ricorrere di certi inadempimenti si arriverà alla risoluzione (es. distribuzione e agenzia: si prevede normalmente una clausola sul raggiungimento di minimi d’acquisto, di un fatturato da parte dei clienti), non si estingue automaticamente ma necessita da parte della parte che si ritiene lesa può inviare una notifica per iscritto mediante la quale comunica che intende avvalersi della clausola.

TERMINE ESSENZIALE: viene apposto per l’adempimento di una o più obbligazioni contrattuali. Il mancato rispetto del termine può determinare l’insorgere del diritto di chiedere la risoluzione del contratto oltre al risarcimento del danno. Il concedente anche se puntuale, non vuole essere costretta, ma vuole essere libera di poter anche ritardare la consegna senza incorrere in richieste risarcitorie. La parte compratrice avrà interesse a inserire clausola sul termine essenziale.

CLAUSOLA DI ESCLUSIVA: contratti di distribuzione, agenzia e subfornitura, non di vendita. Agiscono solo in favore della controparte contrattuale. Generalmente è associata ad una esclusiva territoriale, alla parte più debole quindi per l’agente o il distributore che ha l’esclusiva per un determinato territorio. Deve essere stabilita in generale per iscritto a meno che questa non possa considerarsi connessa in modo essenziale al contratto. La ratio è quella di riconoscere che il distributore potrà operare per l’azienda concedente in modo positivo e remunerativo se lavorerà solo per quella azienda e solo per quei prodotti e non per prodotti di terzi o prodotti di terzi direttamente concorrenti all’azienda concedente.

MINIMI GARANTINTITI: possono essere previsti dei minimi di acquisto garantiti (contratti di vendita) o di affari (agenzia). Comporta l’obbligo di ordinare determinati quantitativi di merce o di realizzare un dato fatturato nel periodo di tempo determinato (es. ad un anno di durata contrattuale o stagione di vendita). È spesso collegata all’esclusiva: se si ha l’esclusiva in un determinato territorio, l’azienda concedente può fissare dei quantitativi minimi di acquisto di una certa consistenza, perché il distributore è l’unico a operare. Se non c’è l’esclusiva, non è detto che sia prevista. La violazione dei minimi può essere prevista come giusta causa di risoluzione anticipata del rapporto.

MODULO 10: MANCATO RAGGIUNGIMENTO NEI MINIMI DEI CONTRATTI DI AGENZIA E DISTRIBUZIONE:

Contratto di agenzia:

per ogni anno di durata del presente contratto viene convenuto per iscritto (necessariamente per iscritto) un quantitativo minimo di affari, espresso in termini di fatturato netto (il fatturato complessivo dei clienti concesso in esclusiva al netto di sconti, promozioni, abbuoni, sostituzioni che può rappresentare una perdita per l’azienda, sono prassi che ricorrono sempre nei contratti di agenzia) di prodotti venduti nel territorio

• che l’agente si impegna a raggiungere (elemento sul quale spesso si litiga I minimi siano comunque concordati tra agente e azienda, ma nella prassi a volte sono irrealistici perché si sa che l’agente o per il momento storico o per altri non potrà raggiungere certi numeri di fatturato che continuano a crescere di anno in anno. È prassi stipulare ogni anno un nuovo minimo di fatturato, sempre più rispetto all’anno precedente, ma affinché sia valida deve essere firmata per accettazione dell’agente. Deve prevedere la clausola di risoluzione espressa. Queste clausole non sono sempre valide, spesso sono state valutate come irragionevoli in sentenze perché magari non sono stati valutati: concorrenza, mercato di riferimento, numero di agenti sul territorio).

In caso di mancata pattuizione resta inteso che tale minimo di affari non può essere inferiore a quello concordato per l’anno precedente , aumentato del XX% (molto comodo per l’azienda, per cui non è più necessario dover organizzare un incontro per concordare il minimo da raggiungere, ciò potrò durare solo per qualche anno, perché non può aumentare all’infinito, quindi difficilmente viene digerita da un agente, quindi deve essere stabilito con l’agente e in caso di particolari condizioni può anche essere diminuito il minimo.

Ai fini del raggiungimento del suddetto minimo non sono tenuti in considerazione gli ordini relativi a clienti insolventi o ad affari non andati a buon fine (si è verificato l’incasso per essere a buon fine) per fatti non imputabili alla Preponente (questo è giusto, perché gli ordini proposti da clienti insolventi non possono fare fatturato, però l’agente a volte per rispettare certi minimi irrealistici deve far ricorso anche a clienti non puntuali nel pagare, quindi in questo caso il fatto è imputabile alla preponente).

Mancato raggiungimento del minimo di affari:

Il mancato raggiungimento del minimo convenuto costituisce giusta causa di risoluzione anticipata del presente contratto.

In alternativa, la preponente può a propria scelta far venir meno l’esclusiva concessa all’Agente ai sensi del presente contratto ovvero ridurre l’estensione del territorio, mediante comunicazione tramite raccomandata ar. (si può far venire meno l’esclusiva e ridurre il territorio, invece di sciogliere il contratto, è antipatica ma ammissibile perché lascia alla preponente la scelta di non risolvere il contratto, perché magari i minimi non sono stati raggiunti per poco e quindi si deve aggiungere un altro agente

È fatto salvo il diritto della preponente al risarcimento dei danni subiti per il mancato raggiungimento del minimo convenuto (clausola di stile perché la preponente non ha interesse a fare causa all’agente, se questo non raggiunge il minimo la preponente ha come unico interesse quello di risolvere il contratto e liberarsi dell’agente, richiede molti problemi dal punto di vista probatorio fare causa: bisogna trovare una prova del danno subito dall’azienda, ed è difficile: se l’agente ha ottenuto 9 invece di 10, l’avvocato deve dimostrare che l’azienda poteva ottenere 10 su quel determinato territorio)

MINIMO DI ACQUISTO NEL CONTRATTO DI DISTRIBUZIONE:

Per ogni anno/semestre/stagione di durata del presente contratto il distributore dovrà acquistare dalla società un quantitativo minimo di prodotti pari a quanto stabilito nell’allegato. Per prodotti acquistati si intendono quelli ritirati nel periodo considerato e regolarmente pagati.

• Meccanismo per misurare l’efficacia del lavoro del distributore. Valgono le stesse argomentazioni dell’agenzia: i minimi devono essere concordati e non imposti, o ritorna applicabile la sentenza che dichiara nulli questi minimi irrealistici. In questo caso il minimo è stabilito in un allegato.

MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEL MINIMO DI ACQUISTO: sempre distribuzione

• In caso di mancato raggiungimento da parte del distributore del quantitativo minimo di cui al presente articolo la società potrà a propria discrezione tramite ar risolvere il presente contratto, ridurre l’estensione del territorio, ridurre la gamma dei prodotti.

PREZZO CONSIGLIATO:

È una clausola ampiamente accettabile, non è accettabile per la normativa antitrust l’imposizione di un prezzo minimo o fisso di rivendita. Il concedente può suggerire il prezzo di vendita indicando un prezzo raccomandato o una fascia di prezzi, ma deve lasciare al rivenditore un margine di discrezionalità. Tutto ciò deve tutelare il gioco della concorrenza, per fare in modo che non ci siano accordi o decisioni che possano impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza, che porta danni ai consumatori/mercato creando mono/oligopoli.

OBBLIGO DI NON CONCORRENZA:

Il concessionario si obbliga a non vendere prodotti in concorrenza con quelli del concedente. Nella prassi il concessionario si impegna a comunicare alla società concedente i rapporti contrattuali che ha già in essere e a non stipularne di nuovi salvo preventiva autorizzazione del concedente. Cioè deve comunicare se ha già contratti con aziende concorrenti o ne vuole fare altri.

PROPRIETà INTELLETTUALE:

complesso di norme che tutela le opere dell’ingegno, di carattere materiale o morale, identificabili con marchi, brevetti, modelli di utilità e così via. Agenzia e distribuzione si parla di marchi di proprietà di un’azienda concedente o anche di una terza. Una parte concede all’altra i propri diritti relativi a marchi, denominazioni, commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti d’autore, know-how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale.

Attraverso ciò, si fanno circolare in mercati tendenzialmente nuovi dei prodotti che potrebbero essere presi di mira facendo analisi sui marchi, magari registrandoli nel proprio paese, con gravissimo danno per l’azienda concedente oppure si arriva alla contraffazione dei marchi. Le griffe occidentali che intendono commercializzare in paesi a rischio per la proprietà intellettuale come la Cina devono predisporre una tutela prima di iniziare qualunque tipo di distribuzione. Non conta tanto avere il marchio registrato (es. in cina i tempi di registrazione marchi sono biblici -3-4 anni, per un’esplosione dei numeri nell’ufficio marchi e brevetti, l’importante è aver depositato almeno l’application, poi questa domanda verrà valutata e nel giro di 3 o 4 anni si trasforma in marchio

concesso a pieno, rifiutarlo oppure potrebbero aprirsi questioni di tutela dei marchi). Deve essere sempre prevista in contratti di agenzia o distribuzione.

Sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale: determinano la circolazione del patrimonio intellettuale, compreso il know-how (conoscenze di cui dispone l’azienda in un dato settore di attività), producono effetti analoghi a contratti di licenza di know how. Le clausole possono essere inserite in diverse fattispecie contrattuali e devono tenere conto dei diritti di privativa che fanno parte del portafoglio dei beni immateriali del concedente (nessun altro può usare quel marchio, nessun altro deve pubblicizzare quel marchio, non può essere utilizzato indebitamente da terzi).

MODULO 10: FIDEIUSSIONE.

Garanzie per l’adempimento: clausole inserite in un contratto che devono garantire che siano effettuate determinate prestazioni per es dal compratore che deve pagare, il fornitore (vendita ) deve consegnare ecc. le clausole recanti specifiche garanzie sono particolarmente importanti.

FIDEIUSSIONE: contratto tipico disciplinato dal codice civile che ha funzione di garanzia. Il soggetto FIUDEIUSSORE va a garantire l’adempimento di una determinata prestazione da parte del terzo. Es. concedente e concessionario, si stabilisce una fideiussione che deve essere rilasciata dal concessionario a garanzia del pagamento del valore dei prodotti al concedente, la banca può fare da fideiussore, dando la garanzia. Caratteristiche:

accessorietà all’obbligazione principale: ovvero il pagamento, si innesta al contratto di vendita e ne garantisce l’esecuzione

legame con i rapporti tra le parti: una banca formalmente è terza, non fa contratto trilaterale

estinzione per scadenza dell’obbligazione principale.

GARANZIE AUTONOME:

• la fideiussione è legata all’obbligazione principale (rimane in vita fino a che rimane in vita il contratto), è diverso per le garanzie autonome.

• Garanzie autonome possono essere rilasciate da banche o da aziende

• È autonoma rispetto al contratto e alle parti

Astrattezza rispetto al contratto sottostante: non è collegata al contratto, il contratto può cessare e la garanzia rimanere.

Escutibilità a semplice richiesta del beneficiario: first demand payment guarantees, a prima richiesta, per essere escutibili, il creditore deve fare solo una richiesta scritta e il garante dovrà solo adempiere, ma avrà azione di regresso verso il debitore garantito.

PAYMENT GUARANTEE:

• Per garantire al venditore il pagamento della merce o del servizio in caso di inadempimento

• La banca emittente generalmente dell’acquirente si impegna ad eseguire il pagamento a favore del beneficiario a semplice richiesta della banca presso la quale è stata aperta la garanzia.

ADVANCE PAYMENT GUARANTEE:

• Forma di garanzia di restituzione dell’accordo previsto prestata da una banca su richiesta del venditore e a favore dell’acquirente.

• L’acquirente che abbia pagato l’acconto avrà diritto alla restituzione in caso di inadempimento del venditore.

• Viene utilizzata in particolare nei rapporti con acquirenti nei paesi in via di sviluppo e nella vendita di beni o servizi di importo assai rilevante con pagamenti dilatati nel tempo, es contratti di fornitura impianti chiavi in mano.

BID BOND:

• Garanzia emessa da una banca a favore di un cliente partecipante a una gara di appalto per la fornitura di beni o servizi all’estero.

• Si applica solo a gare di appalto.

• Ha per oggetto il pagamento di una somma se la ditta che si aggiudica l’appalto non intenda stipulare il contratto e comprova la serietà dell’offerta.

• Si considera automaticamente decaduto in caso di vincita dell’appalto e viene sostituito dal performance bond.

PERFORMANCE BOND:

• Garanzia autonoma fornita da una banca a favore dell’acquirente per garantire l’esatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali in caso di inadempimento.

RISERVA DI PROPRIETà

• I beni oggetti restano di proprietà del fornitore sino all’integrale pagamento del prezzo convenuto

• LEGGE: quella dell’ordinamento nel cui territorio è collocato o si trova il bene sottoposto alla riserva

• Il bene gravato dalla riserva è consegnato al compratore che può utilizzarlo

• Diventa proprietario solo quando viene pagata l’ultima rata del prezzo

• I rischi relativi al bene venduto passano al compratore già alla consegna.

Può trattenere come penale le somme già riscosse.

• Disciplinata dall’articolo 11 del decreto 231/2002: opportuno che il creditore inserisca nelle proprie fatture un riferimento all’esistenza della clausola per individuare con certezza il bene sottoposto alla riserva.

MODULO 11: TERMINI DI RESA E MODALITà DI PAGAMENTO

TERMINI DI RESA: generalmente in ogni contratto, ma non è obbligatorio. Determinano la disciplina del trasporto, della spedizione e della consegna dei beni e della loro eventuale assicurazione, oltre alla ripartizione dei rischi e dei costi. La disciplina dei termini di resa detti anche INCOTERMS è quella della Camera di Commercio Internazionale, deve stabilire regole uniformi, costantemente riviste e aggiornate. I più ricorrenti sono:

EX WORKS: gruppo E chiamato franco fabbrica: resa della merce franco stabilimento del venditore, non contempla il trasporto. Il venditore effettua la consegna mettendola a disposizione per il ritiro presso il proprio stabilimento. Minori oneri per il venditore, tutti gli oneri sono a carico del compratore, andando avanti crescono gli oneri per il venditore.

GRUPPO F: FCA per qualsiasi tipo di trasporto, FAS e FOB per quello marittimo trasporto principale a carico dell’acquirente.

GRUPPO C: più utilizzati perché dividono le responsabilità CFR e CIF solo per trasporto marittimo e vie navigabili, CPT e CIP per qualsiasi modalità di trasporto, trasporto principale a carico del venditore.

GRUPPO D: minima attività per il compratore, massima per il venditore –> DAF e DDU per qualsiasi, DES e DEQ solo per marittimo. Prevedono che il venditore sia responsabile dell’arrivo a destinazione, il compratore non ha alcun obbligo.

PRINCIPALI FORME DI PAGAMENTO INTERNAZIONALI:

TEMPO: in via anticipata/posticipata/contestuale

MODO: messaggio SWIFT

MONETA: diversa

FORMA:

•.1. Bonifico (inter) nazionale:

•.2. Assegno bancario o circolare e titoli di credito: rischio nell’accettare specie se chi concede l’assegno è straniero, perché in caso di mancata presenza di provvista nel rapporto di conto corrente, andrà impagato e sarà difficile protestarlo per monetarizzare l’importo.

•.3. Incasso documentario (Documents against Payment D/P):

•.4. Incasso elettronico (LCR Francia, IEF Spagna, Lastchriften Austria e Germania):

•.5. Crediti documentari: più ricorrente e sicura. due tipologie, la lettere di credito ordinaria e stand by. La stand by non è una forma di pagamento ma di garanzia del pagamento. La lettera di credito è uno strumento di pagamento nel quale il rapporto di pagamento è gestito tra una serie di banche: la banca del compratore che deve emettere il testo, inviarlo con messaggio SWIFT alla banca avvisante, ovvero quella del venditore; l’importo potrà essere incassato dietro presentazione alla banca del

compratore con una serie di documenti che le parti avevano inserito nelle parti. Nel caso di controllo formale da parte del compratore, la banca del compratore farà un bonifico alla banca del venditore. La stand by è una forma di garanzia: rimane in stan by fino ache non c’è un adempimento da parte del compratore che deve pagare per es con bonfico, se non paga, il venditore può attivarsi chiedendo che la banca del compratore effettui il pagamento. La banca avrà azione di regresso verso il proprio cliente, compratore.

•.6. If and when: ti pagherò se e quando sarò pagato: contratti di subfornitura e subappalto. Limita la responsabilità del soggetto intermedio fornitore che si trova a rischio di pagare ciò che deve pagare il subfornitore. È vista con sfavore.

•.7. Manleva: il fornitore riversa al subfornitore gli effetti del mancato adempimento di quest’ultimo.

MODULO 12: CLAUSOLE ONEROSE:

si intende quel tipo di clausole predisposte da uno dei contraenti che prevedono disposizioni sfavorevoli per la controparte contrattuale. Sono tipizzate e previste dal codice civile art 1341 comma 1 e 2. Non hanno effetto se non sono approvate per iscritto le condizioni che stabiliscono a favore di chi le ha predisposte facoltà di retrocedere, limitano eccezioni, restringono la libertà contrattuale, tacita proroga e deroga. Sono clausole onerose o vessatorie, che sono predisposte di solito da chi ha maggore potere contrattuale e prevedono disposizioni sfavorevoli per l’altro.

CASO FORTUITO e FORZA MAGGIORE: il venditore non è mai responsabile di alcun inadempimento, compresa mancata o ritardata consegna, causato da accadimenti al di fuori del proprio ragionevole controllo o riconducibili a caso fortuito o forza maggiore: es mancata o ritardata consegna dei materiali dai fornitori, sciopperi, terrorismo, sospensione energia elettrica o difficoltà nei trasporti.

PENALI: ha la funzione di predeterminare in sede contrattuale il risarcimento per i danni subiti: clausola onerosa tipica. Ha una funzione di predeterminare l’entità del risarcimento del danno che potrà essere richiesta all’inadempiente, evita di dover citare in giudizio e dover dimostrare le ragioni al giudice. Deve essere proporzionata rispetto al valore complessivo e congrua rispetto all’inadempimento, cioè deve essere equilibrata..

Occorre che sia espressamente accettata dalla parte contro la quale viene prevista, deve essere inserita con sottoscrizione: in calce alla fine di un contratto, deve essere dopo la prima firma, inserita una dicitura standard dove viene richiamato il contenuto dell’art 1341 e la parte che subisce deve accettare e firmare.

RISERVATEZZA: inadempimento della parte a carico della quale è prevista la riservatezza può essere prevista come giusta causa di risoluzione o può determinare il diritto a richiedere una penale.

HARDSHIP CLAUSE: regola le conseguenze di una alterazione dell’originario equilibrio sinallagmatico del contratto. Per circostanze impreviste e sopraggiunte (es eccezionale aumento del costo di una materie prima o di un servizio) bisogna rimodulare le obbligazioni previste dal contratto. Le parti si impegnano a effettuare una revisione del contratto e dei termini del loro contratto.

CLAUSOLE ONEROSE ARTICOLO 1341:

• Stabiliscono a favore di chi le ha predisposte: limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere, sospendere l’esecuzione.

• Sanciscono a carico dell’altro: decadenze, limitazioni alla fcoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con terzi, tacita propoga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria.

• SOTTOSCRIZIONE CLAUSOLE ONEROSE: specifica approvazione scritta. Doppia sottoscrizione.

• Nella clausola bisogna indicare articolo per articolo le clausole. Giurisprudenza secondo la quale per rendere valida questa accettazione non basta inserire che l’acquirente approva clausola 4,6,7 del contratto, ma l’acquirente approva il contenuto 5 foro competente, 7 modalità di pagamento, 10 penale, specificare qual è i lcontenuto della clausola tra parentesi la doppia sottoscrizione non vale negli ordinamenti esteri o convenzioni internazionali.

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