Appunti tecina professionale, Appunti di Ragioneria Applicata
filappa
filappa
Questo è un documento Store
messo in vendita da filappa
e scaricabile solo a pagamento

Appunti tecina professionale, Appunti di Ragioneria Applicata

71 pagine
21Numero di visite
Descrizione
Appunti di tecnica professionale prof gardini e savioli giuseppe. Trasformazione, conferimento, cessione , scissione
9.99
Prezzo del documento
Scarica il documento
Questo documento è messo in vendita dall'utente filappa: potrai scaricarlo in formato digitale subito dopo averlo acquistato! Più dettagli
Anteprima3 pagine / 71
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 71 totali
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 71 totali
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 71 totali
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 71 totali

TECNICA PROFESSIONALE – SIBONI

5. LA FUSIONE DI SOCIETA'

1.ASPETTI CIVILISTICI Tipologie di fusione: Art. 2501 c.c → descrive l'operazione di fusione mediante le 2 modalità attuative dell'operazione: E' un'unione di 2 o più società che può avvenire attraverso 2 diverse tecniche: -Fusione per incorporazione → La società A (incorporata) viene fusa (incorporata, tutto il suo patrimonio) nella società B (incorporante); A passa tutto il suo patrimonio (attivo e passivo) in un'altra società B. L'esito di tale operazione è l'estinzione di A che non esiste più perchè tutto il suo patrimonio viene acquisito da B. Da 2 società iniziali distinte, post operazione avrò solo 1 società. B, dopo l'operazione di fusione se non ci sono altri aspetti particolari, dovrà aumentare il suo CS (se era società di capitali) emettendo nuove azioni/quote che consegna agli azionisti/soci di A. Post operazione ho un numero di società inferiore a prima della fusione. Non si ha la costituzione di una nuova società ma l'incorporazione, in una società preesistente, del patrimonio della società incorporata.

-Fusione per unione → diverse società esistenti, non necessariamente 2 A, B e C che decidono di unire i loro patrimoni, costituendo un'unica società Z. L'effetto che ho dopo tale operazione è quello di partire da più soggetti giuridici pre-operazione e arrivo ad averne solo 1. Z è una new company (società di nuova costituzione o società risultante che nasce dall'unione dei patrimoni delle società di partenza). A B e C si chiamano fuse, non incorporate; portano tutto il loro patrimonio (attività e passività) nella nuova società costituita con la fusione. Quindi per le scritture contabili di Z si dovrà fare la costituzione della nuova società; poi si libererà la sottoscrizione degli azionisti che hanno unito il patrimonio in Z. Le azioni/quote che emetterà Z per effetto della sua costituzione andranno ai soci di A B e C.

Soggetti giuridici di partenza → 2 o più. Post-operazione ho un numero inferiore di soggetti giuridici.

Teoria estintivo-costitutiva e Teoria modificativa: Per la dottrina più antica, la fusione è considerata un'operazione di tipo successorio comportante l'estinzione di uno o più soggetti (fuse/incorporate) e la successione di tutti i rapporti giuridici ad essi relativi in capo a un altro soggetto. Per la dottrina più recente, la fusione, così come la scissione, viene identificata come operazione modificativa → non è una vera cessazione delle società iniziali e una costituzione di società, ma si ha una modifica della loro struttura organizzativa: sono sempre loro ma si organizzano diversamente, unendosi in un'unica società. Ciò è importante perchè in termini fiscali, dato che la giurisprudenza considera l'operazione non come costitutiva (cessazione e costituzione) ma come una mera riorganizzazione dell'organizzazione societaria che non comporta alcun trasferimento di beni da un soggetto a un altro, la fusione e la scissione vengono considerate fiscalmente neutre (regola generale perchè c'è una parte limitata che può essere soggetta a tassazione (il disavanzo)). Questa neutralità è dimostrata anche dal fatto che i rapporti giuridici e i contratti delle fuse/incorporate proseguono in capo alla new company/incorporante → proseguimento in tutti i rapporti che avevano le società pregresse.

Ambito di applicazione: chi può accedere all'operazione di fusione: -Società lucrative: Fusioni omogenee → a cui partecipano solo società con la stessa forma giuridica di società (solo società di persone incluse le SS, solo società di capitali). No perizie. Oppure fusioni a cui partecipano congiuntamente società di capitali e società di persone → A è società di persone che viene incorporata da B società di capitali; in questo caso c'è una problematica in quanto si passa da un capitale che non era mai stato verificato quindi bisogna fare la perizia in quanto si passa da un regime di responsabilità illimitata a un regime di responsabilità limitata (questo vale per entrambi i tipi di fusione); questo per verificare che il patrimonio esiste ed è di quel valore. Se fosse il contrario (società di capitali si fondono in società di persone), il problema non si pone. Non possono accedere all'operazione di fusione le imprese individuali.

-Società cooperative: Se sono dello stesso tipo (solo società coop tra di loro) non ci sono problemi. Se c'è fusione di una società lucrativa in coop non ci sono problemi. I problemi ci sono quando un coop si fonde in una lucrativa perchè cambia l'obiettivo, cade il principio della mutualità quindi il legislatore pone dei limiti: è possibile tale incorporazione solo se la coop di partenza non ha mutualità prevalente. Se la coop è a mutualità prevalente, essa non può essere incorporata in una società lucrativa.

-Società in liquidazione e società sottoposte a procedure concorsuali: Non si può procedere alla fusione se la società che è in liquidazione ha già iniziato la liquidazione dell'attivo; si può quindi procedere alla fusione se la società in liquidazione non ha ancora cominciato la liquidazione dell'attivo; questo perchè il legislatore ritiene che la fusione possa portare al risanamento aziendale. Se viene posta in atto la fusione, lo stato di liquidazione viene revocato; per tale revoca sono previste le stesse maggioranze richieste per le modifiche dell'atto costitutivo e la tutela delle ragioni dei creditori potenzialmente lese.

Non vi è accordo in dottrina sull'ammissibilità della fusione per le società irregolari. Per la dottrina possono partecipare alla scissione anche enti non societari, con le limitazioni soggettive previste per la trasformazione eterogenea.

Il Procedimento di fusione: La data di iscrizione nel registro delle imprese del progetto di fusione (è ipotizzata) è il momento centrale da cui la normativa fa partire tutti gli altri adempimenti. Se anche solo una delle società del progetto ha nel suo passivo delle obbligazioni convertibili, almeno 90gg prima della data di iscrizione del progetto nel registro delle imprese, tale società dovrà comunicare a tutti gli obbligazionisti convertibili di tutte le società coinvolte (mediante un avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale) che ha intenzione di porre in atto un progetto di fusione con un'altra società. Questo perchè deve dare la possibilità ai suoi obbligazionisti convertibili di convertire la loro partecipazione e diventare dei veri e propri azionisti della società di partenza (questo perchè le azioni post operazione vengono date agli azionisti della società incorporata) → da creditori a azionisti. Un'altra motivazione di questa comunicazione è che in questo modo gli amministratori di tutte le società coinvolte hanno un congruo lasso di tempo con cui poter fare i calcoli perchè loro nel progetto di fusione dovranno indicare il rapporto di cambio (indica quante azioni del nuovo soggetto post fusione avranno diritto a ricevere i soci delle incorporate/fuse); quindi per fare il rapporto di cambio bisogna conoscere quante sono le azioni delle società di partenza. Agli obbligazionisti convertibili che non esercitano la facoltà di conversione, devono essere assicurati diritti equivalenti a quelli loro spettanti prima della fusione, salvo che la modificazione

dei loro diritti sia stata approvata dall'assemblea degli azionisti.

Primo adempimento → comunicazione agli obbligazionisti convertibili.

Secondo adempimento → stesura, da parte degli amministratori delle società partecipanti alla fusione, della situazione patrimoniale che deve essere riferita ad una data non anteriore di 120gg alla data del deposito del progetto di fusione. Temporalmente è prima della comunicazione. Eccezione: se l'ultimo bilancio della società è stato chiuso non più di 6 mesi prima al giorno del deposito del progetto di fusione, la situazione patrimoniale non viene fatta ma viene considerato l'attivo di quel bilancio. La finalità della situazione patrimoniale è di consentire ai soci/azionisti e ai creditori delle società coinvolte di poter prendere visione della situazione patrimoniale delle società coinvolte nella fusione, per valutare con chi ci si va a unire. Tale situazione patrimoniale è come un bilancio intermedio, si compone di CE, SP e NI e segue i criteri di valutazione del bilancio (prudenza, going concern). La situazione patrimoniale non è quella con cui si stima il capitale economico per determinare il rapporto di cambio. Per determinare il rapporto di cambio si usa la relazione degli amministratori. La situazione patrimoniale intermedia non è richiesta se vi rinunciano all'unanimità i soci e i possessori degli strumenti finanziari che attribuiscono diritto di voto, di tutte le società partecipanti.

Terzo adempimento → progetto di fusione: elemento principale che elenca le caratteristiche dell'operazione che si vuole porre in atto. Per deliberare la fusione, i soci delle società fuse/incorporate/incorporanti devono approvare il progetto di fusione, indicando che va bene procedere in base al progetto stabilito. Possono anche fare cambiamenti piccoli che però non vadano a incidere sui diritti dei soci e dei creditori. Va deliberato in maniera identica, quindi con un testo identico, in tutte le società interessate quindi viene scritto congiuntamente dagli amministratori di tutte le società coinvolte. Il progetto va depositato presso la sede sociale delle società coinvolte (ovvero pubblicazione nel sito web delle società coinvolte) nella fusione almeno 30gg prima (salvo che i soci rinuncino al termine con consenso unanime) della data decisa per la delibera di fusione (data in cui si riunisce l'assemblea dei soci per votare il progetto di fusione).

Finalità del progetto: -Funzione informativa interna → formalizza gli accordi raggiunti tra gli amministratori delle società interessate che quindi possono essere esaminati e valutati dai soci; -Funzione informativa esterna → tramite la pubblicità del progetto di fusione i soci e i terzi possono conoscere le caratteristiche dell'operazione ed eventualmente opporsi; in particolare è la forma di tutela maggiore per i soci di minoranza che possono esaminare tempo prima il progetto per vedere se lede i loro interessi.

Contenuto del progetto: -tipo, denominazione o ragione sociale e sede delle società partecipanti alla fusione; questo con la finalità di identificare esattamente le società partecipanti all'operazione.

-l'atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione (in caso di fusione per unione) oppure le varie rettifiche apportate nell'atto costitutivo dell'incorporante (nel caso di fusione per incorporazione); questo a tutela dei soci in quanto essi devono avere ben chiaro lo statuto al quale saranno vincolati se la fusione viene approvata.

-il rapporto di cambio delle azioni/quote dell'incorporante/new company proposto dagli amministratori (per i soci delle fuse/incorporate, quante azioni/quote riceveranno dopo l'operazione di fusione; tali soci dovranno dare indietro le azioni che detenevano che verranno annullate e in

cambio a queste gli verranno date le nuove azioni),

-l'eventuale conguaglio in denaro (dato che il rapporto di cambio può non essere intero ma con dei decimali e dato che le azioni non esistono in termini decimali, per le parti decimali nei rapporti di cambio si hanno conguagli in denaro ma non devono essere superiori al 10% del VN delle azioni/quote assegnate);

-le modalità di assegnazione delle nuove azioni/quote, cioè le modalità con cui avverrà il concambio (il luogo, l'ora, la sede per procedere allo scambio di azioni);

-la data dalla quale le nuove azioni/quote parteciperanno agli utili, perchè si può prevedere anche che le azioni di nuova emissione abbiano godimento anticipato rispetto alla data di effetto reale dell'operazione: i soci possono decidere (nella fusione per incorporazione), nella loro libertà negoziale, di far partecipare totalmente i nuovi soci entranti in tutti gli utili anche se una parte di quegli utili erano stati costituiti nella parte di esercizio in cui non era ancora avvenuta la fusione. In questo caso ci dovranno essere delle modificazioni del rapporto di cambio che tiene conto di queste decisioni. Tale data non coincide con quella in cui la fusione produce i suoi effetti (anticipazione/postergazione).

-la data contabile da cui si decide che tutte le operazioni della fusione hanno effetto, quindi è la data a decorrere dalla quale le operazioni delle società partecipanti alla fusione sono imputate al bilancio della new company/incorporante;

-il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di soci e ai possessori di titoli diversi dalle azioni;

-i vantaggi particolari eventualmente proposti a favore degli amministratori delle società partecipanti alla fusione.

Tutto ciò va indicato a titolo informativo a vantaggio dei soci. Sono gli amministratori che propongono ai soci di fare la fusione. E' approvato dalle assemblee dei soci e degli azionisti di tutte le società coinvolte. Viene deliberato il rapporto di cambio.

Quarto adempimento → relazione degli amministratori: La relazione ha la funzione di: -illustrare e giustificare sotto il profilo giuridico (1.) ed economico (2.) il progetto di fusione; -illustrare e giustificare il rapporto di cambio delle azioni/quote (3.), i criteri seguiti per la sua determinazione (4.) ed eventuali difficoltà incontrate nella valutazione delle società.

Queste relazioni sono diverse nelle diverse società in quanto ogni società ha interessi differenti e diversi sono i risvolti giuridici ed economici per ciascuna. Tale relazione spiega in termini economici e giuridici che, secondo gli amministratori, è opportuno, è vantaggioso portare avanti questa operazione di fusione. 1.Evidenziare e spiegare le implicazioni giuridiche dell'operazione per la compagine sociale di riferimento in tema ad esempio del tipo di società risultante e della rilevanza delle eventuali modifiche statutarie; 2.Non sempre le operazioni straordinarie corrispondono all'interesse economico dell'azienda; al contrario, a volte hanno lo scopo di massimizzare vantaggi particolari del gruppo di comando. Illustrare e giustificare l'operazione dal punto di vista economico significa quindi evidenziare i vantaggi ricercati con l'integrazione e dimostrare che essa risponde all'interesse dell'azienda; 3.Viene esposta la determinazione del capitale economico delle imprese partecipanti e la

conseguente determinazione del valore delle azioni/quote che lo rappresentano. Solo in questa relazione viene illustrato il rapporto di cambio. Dato che il rapporto di cambio può discostarsi, a volte anche in misura notevole, dal semplice rapporto fra i capitali economici delle imprese interessate, gli amministratori devono dar conto dell'ampiezza di tali divergenze e delle relative motivazioni. Per la determinazione del RC si espone: -la determinazione del capitale economico delle società partecipanti; -il valore delle azioni/quote che ne deriva; -l'eventuale differenza tra il RC effettivo e teorico e le motivazioni.

4.La valutazione del capitale economico d'impresa è soggettiva e relativa; quindi il socio deve essere messo in grado di valutare se la determinazione finale del RC è ragionevole o se è arbitraria. A tale scopo, la relazione deve indicare sia i criteri di valutazione utilizzati sia i valori da ciascuno di essi risultanti e le modalità attraverso cui gli stessi sono stati considerati. Il rapporto di cambio viene indicato non solo in termini numerici (ricevo un tot di azioni ogni tot di azioni che detenevo), c'è proprio tutta la spiegazione su cui si basa quel rapporto; aspetti soggettivi di valutazione (come valore del capitale economico di ogni singola società è stato stimato e come si è arrivato a questi valori considerando ogni criterio utilizzato per determinare ciascuna posta (metodo patrimoniale)), oppure metodi reddituali che individuano il valore economico dell'azienda sulla base delle previsioni di futuro reddito calcolate andando a prendere gli ultimi bilanci, desumendo il reddito prodotto rettificato (cavando elementi aleatori) e determinando in base a questo reddito normalizzato delle rendite matematiche (illimitate o limitate nel tempo). Anche qui ci sono elementi soggettivi perchè bisogna definire nelle rendite l'interesse a cui vanno scontate. Altro metodo è quello finanziario: stimo ciò che è stato il cash flow, i flussi finanziari che ha prodotto in passato, attualizzandoli. Metodo empirico: osservo e calcolo indici su ciò che sono le operazioni di fusione che sono già state realizzate nelle imprese di quel settore negli anni precedenti. 5.Devono essere identificate le difficoltà di valutazione in base ai diversi metodi adottati, perchè sono stati utilizzati quei criteri, gli ambiti di soggettività. Spiegare al meglio possibile da dove deriva quel rapporto di cambio in modo che i soci possano considerarlo congruo.

I destinatari di questa relazione sono i soci, in particolare quelli di minoranza, che da tale relazione dovranno trarre tutte le informazioni necessarie per esprimere consapevolmente il proprio voto in assemblea. La relazione può essere omessa se vi è il consenso unanime dei soci di tutte le società partecipanti. Questa relazione non è obbligatoria nel caso di incorporazione di società interamente posseduta dall'incorporante, quando cioè non vi sono terzi da tutelare.

Quinto adempimento → relazione degli esperti: Uno o più esperti per ciascuna società devono redigere una relazione sulla congruità del rapporto di cambio proposto dagli amministratori. Gli esperti sono scelti tra i revisori contabili o le società di revisione (se l'incorporante/new company è quotata l'esperto deve essere scelto solo tra le società di revisione). Se la società incorporante/new company è una SPA o SAPA l'esperto è nominato dal tribunale; in caso contrario è nominato direttamente dall'organo amministrativo (differente grado di indipendenza dell'esperto). La relazione non è necessaria nel caso di incorporazione di società possedute al 100% dall'incorporante: l'azionista dell'incorporata è l'incorporante quindi non cambia la compagine sociale quindi non serve tale relazione (non c'è il RC). Se l'incorporata è detenuta per più del 90% dall'incorporante non è necessaria la relazione se è concesso ai soci di minoranza il diritto di far acquistare le loro azioni/quote dall'incorporante.

Inoltre non c'è obbligo della relazione se la fusione avviene tra società il cui capitale è posseduto dallo stesso socio o dagli stessi soci con le medesime % di partecipazione (non vi è scambio). Si può omettere la relazione anche quando sono d'accordo tutti i soci, qualora partecipino alla fusione solo società con capitale non rappresentato da azioni.

La relazione deve indicare: 1)Il metodo o i metodi seguiti dagli amministratori per la determinazione del rapporto di cambio proposto e i valori risultanti da ciascuno di essi. E' evidente che il legislatore comprende la soggettività delle valutazioni d'azienda e dell'opportunità di utilizzare più criteri al fine di individuare un intorno di valori. Gli esperti dovranno ripercorrere le valutazioni che hanno portato gli amministratori a determinare quel rapporto di cambio, rilevarne eventuali mancanze o incongruenze ed esplicitare i valori, in termini di rapporto di cambio, derivanti dall'applicazione dei diversi criteri di stima utilizzati.

2)Un parere sull'adeguatezza del metodo o dei metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio dagli amministratori e sull'importanza relativa attribuita dagli amministratori a ciascuno dei metodi adottati nella determinazione del valore adottato. Gli esperti devono esprimere un giudizio sull'aderenza del criterio o dei criteri adottati dagli amministratori al tipo di società svolta. Poi devono essere verificati i parametri adottati nell'ambito del criterio prescelto.

3)Le eventuali difficoltà di valutazione incontrate. Non devono riportare solo le problematiche valutative che gli amministratori hanno indicato nella loro relazione, ma anche le difficoltà di valutazione che gli esperti hanno incontrato nella loro attività di verifica.

Dato che il compito degli esperti è quello di valutare se il rapporto di cambio proposto dagli amministratori è congruo o meno, la relazione degli esperti è evidentemente indirizzata all'unica categoria di soggetti sensibili a tale aspetto dell'operazione e cioè i soci delle società coinvolte, in particolare quelli di minoranza. Se i soci ricevono una relazione degli esperti in cui si dice che quel rapporto di cambio non è congruo, possono comunque accettare la fusione perchè il parere degli esperti non è vincolante per i soci. Questo perchè ci possono essere dei vantaggi nascosti per cui i soci hanno interesse a portare avanti il progetto di fusione in quel modo.

Sesto adempimento → perizia: All'esperto nominato per la redazione della relazione sulla congruità del rapporto di cambio è anche affidata, nel caso di fusione di società di persone con società di capitali e di fusione eterogenea, la relazione di stima del patrimonio della società di persone. Però la perizia e la relazione degli esperti sono 2 documenti distinti in quanto diverse sono le loro finalità: la perizia ha lo scopo di garantire i terzi in relazione alla rispondenza tra patrimonio e CS (garantire quindi la capienza del patrimonio verso i terzi); la relazione degli esperti invece è volta a tutelare i soci (in particolare quelli di minoranza) ed è un parere sulla congruità del rapporto di cambio proposto dagli amministratori.

Non è sempre obbligatoria, è obbligatoria solo nel caso in cui per effetto della fusione si passa da una società a responsabilità illimitata a una a responsabilità limitata. Dalla perizia si ha una stima sicura del capitale dell'incorporata perchè bisogna essere sicuri che sia capiente perchè è l'unico su cui i creditori sociali si potranno rifare. Stesso dicasi nel caso di fusione per unione.

Il progetto di fusione, la relazione degli amministratori, la relazione degli esperti, i bilanci degli

ultimi 3 esercizi delle società partecipanti alla fusione e le situazioni patrimoniali di fusione vanno depositati presso la sede della società (o pubblicati sul sito web della società) nei 30gg che precedono la decisione in ordine alla fusione. In questo modo i soci possono prendere visione di questi documenti e decidere come votare.

Delibera di fusione: La fusione è decisa da ciascuna delle società che vi partecipano mediante l'approvazione del relativo progetto. L'approvazione avviene durante l'assemblea che viene convocata in ogni società coinvolta e va presa in maniera identica, perchè tutte le società devono deliberare un progetto di fusione che sia identico. Durante le delibere le assemblee possono apportare piccole modifiche al progetto di fusione, ma non devono incidere sui diritti dei soci e dei terzi. Tali modifiche devono essere concordate tra gli amministratori di tutte le società coinvolte perchè il progetto di fusione deve essere identico per tutte.

Se viene approvato il progetto di fusione, entro 30gg la delibera (decisione di procedere alla fusione) va depositata nel registro delle imprese. Questo perchè da quel momento ci sono 60gg (termine che diventa 30gg se alla fusione non partecipano società azionarie) in cui eventuali creditori e terzi possono opporsi al progetto di fusione. Il termine di 60gg può inoltre essere abbreviato con il consenso unanime dei creditori di tutte le società partecipanti antecedenti al deposito del progetto di fusione, o attraverso la tacitazione dei dissenzienti con pagamento del credito o il deposito di una corrispondente somma in banca. Se ci sono opposizioni il giudice deciderà se le ragioni dei creditori/terzi sono giuste e quindi bloccare la fusione o no. Se nei 60gg non ci sono opposizioni oppure se il giudice comunque decide di procedere, si può stendere l'atto di fusione. Da questo momento si procede alla fusione e eventuali vizi vengono sanati, quindi la fusione viene effettivamente realizzata. Al massimo c'è la possibilità per soci e terzi che abbiano subito un danno di richiedere il risarcimento, ma la procedura continua.

L'atto di fusione: Decorsi 60gg dall'iscrizione della delibera di fusione nel registro delle imprese, può essere stipulato l'atto di fusione, se non vi sono state opposizioni da parte dei creditori. L'atto di fusione è redatto in forma pubblica e, entro 60gg dalla stipula, va depositato presso il registro delle imprese dei luoghi dove è posta la sede legale delle fuse/incorporate e delle risultanti/incorporanti. Il termine può essere abbreviato a 30gg se all'operazione non partecipano società quotate. Inoltre può essere abbreviato in caso di tacitazione dei creditori. L'atto di fusione ha valenza costitutiva → anche se nel processo di fusione erano presenti dei vizi, una volta registrato, non si può più tornare indietro. Se ci sono vizi e sono stati lesi diritti di soci o terzi, questi non possono far tornare indietro la procedura di fusione ma possono richiedere il risarcimento del danno a loro causato. Quindi avvenuta l'iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle imprese, l'invalidità della fusione NON può più essere pronunciata. Questo vuol dire che l'iscrizione sana ogni eventuale vizio dell'atto o della procedura, rendendo definitiva l'operazione.

La data di effetto della fusione naturale è quella in cui viene trascritto l'atto di fusione nell'ufficio del registro delle imprese → effetti reali. Gli effetti reali possono essere posticipati ad una data successiva, ma solo nell'ipotesi di fusione per incorporazione. È preclusa la possibilità di far retroagire gli effetti reali ad una data anteriore, al fine di non ledere possibili interessi dei soci e dei creditori. Alcuni effetti interni quali quelli contabili e di partecipazione delle nuove azioni/quote agli utili

possono essere retrodatati, poiché in tali casi gli interessi in gioco sono solo quelli dei soci e delle società interessate, non dei creditori. È molto più semplice mandare gli effetti contabili a data anteriore (cioè a quando è stato chiuso il bilancio dell'incorporata così non deve fare un bilancio ad hoc alla data di fusione); non si dovrà determinare un nuovo risultato di esercizio in riferimento alla data di fusione con tutte le problematiche collegate, ma molto spesso per facilitare la procedura di fusione, nella libertà negoziale delle parti, nel progetto di fusione si indica che gli effetti contabili si fanno andare indietro alla data di chiusura del bilancio delle incorporate/fuse. Per semplificare i calcoli, nel progetto di fusione si dice che i soci dell'incorporata parteciperanno ai dividendi del primo bilancio dell'incorporante di tutto dell'esercizio, come se fossero soci dall'1/01. Se così non fosse, nel primo bilancio di chiusura dell'incorporante bisognerebbe calcolare la % di utili attribuibili ai soci dell'incorporata. Tutte queste scelte vanno indicate nel progetto di fusione.

Divieto di assegnazione di azioni/quote: Sia per la fusione che per la scissione, è vietato che l'incorporante/risultante venga in possesso di azioni proprie di nuova emissione per effetto del concambio. Se l'incorporante era un'azionista dell'incorporata, l'incorporante porta dentro di se il patrimonio dell'incorporata che cessa di esistere e l'incorporante aumenta il proprio CS emettendo nuove azioni. Queste nuove azioni vanno ai soci dell'incorporata, ma se tra questi soci ci fosse stata l'incorporante stessa, l'incorporante per effetto della fusione, entrerebbe in possesso di azioni proprie. Il legislatore non vuole che l'incorporante vada a indicare nel suo SP il possesso di azioni proprie derivanti dal processo di fusione. L'eventuale partecipazione detenuta dall'incorporante nell'incorporata va annullata (ciò determinerà differenze da annullamento); eventuali azioni proprie detenute dalle fuse/incorporate vanno annullate, e in caso contrario il loro concambio porterebbe all'incorporante/fusa la detenzione di azioni proprie.

Se invece l'incorporata detiene azioni dell'incorporante, esse possono essere concambiate producendo l'effetto che l'incorporante entri in possesso di azioni proprie, ma senza che ciò sia conseguenza dell'emissione di nuove azioni bensì al concambio.

Tutela dei creditori (sia per fusione che per scissione): -I creditori, così come i soci di minoranza, hanno una tutela derivante dagli obblighi di informativa (hanno i documenti e il tempo per analizzarli). -L'incorporante/risultante assume tutti i diritti e gli obblighi delle società partecipanti all'operazione, proseguendo in tutti i loro rapporti. -Inoltre, se per effetto della fusione, una società a responsabilità illimitata diventa una società a responsabilità limitata, NON sono liberati i soci azionisti dell'incorporata dalle obbligazioni nei confronti dei creditori per le obbligazioni assunte prima dell'operazione di fusione. -Altra tutela: una volta deliberata la fusione da tutte le società, l'atto di fusione può essere iscritto dopo 60gg; questi 60gg sono il tempo che viene lasciato a tutti i creditori di tutte le società per poter fare opposizione se credono che i loro diritti non siano tutelati; il tribunale può comunque disporre che la fusione abbia luogo se ritiene infondato il pericolo o se la società presta una garanzia idonea. Il termine di 60gg può essere abbreviato se: -tutti i creditori (il cui credito è sorto prima del deposito del progetto di fusione nel registro delle imprese, poiché gli altri erano nella condizione di poter conoscere l'operazione per effetto della pubblicità legale) acconsentono all'operazione o se vengono tacitati i creditori che non hanno dato il consenso; -la relazione degli esperti è redatta da un'unica società di revisione per tutte le società partecipanti, e attesti che la situazione patrimoniale e finanziaria delle società partecipanti all'operazione non rende necessarie garanzie a tutela dei creditori.

Tutela dei soci (in particolare quelli di minoranza perchè la delibera di fusione è presa da quelli di maggioranza): -Adempimenti certi con tempi lunghi definiti per la procedura di fusione; disponibilità di molte informazioni in particolare nella relazione degli amministratori e degli esperti. -Posto che alla fusione si da corso, ai soci che non siano consenzienti all'operazione di fusione, nelle società di persone è riconosciuto il diritto di recesso. Diritto di recesso è attribuito anche nelle SRL per i soci assenti o dissenzienti. È riconosciuto il diritto di recesso ai soci delle SPA solo in 2 casi (perchè in questi 2 casi il valore dell'azione può essere compromesso a causa dell'operazione di fusione): 1.Se si passa da una società quotata a una non quotata; 2.Per effetto della fusione si modifica in modo importante lo statuto (cambiamento oggetto sociale ad esempio).

Procedure semplificate possibili per la fusione: -Il limite del conguaglio in denaro non è previsto quando tutte le società sono SPA o SAPA (quindi società il cui capitale è rappresentato da azioni). -Se l'incorporata è detenuta al 100% dall'incorporante, non sono più necessarie la relazione degli amministratori e la relazione degli esperti perchè i soci dell'incorporata sono l'incorporante stessa; e in questo caso non si avrebbe neanche un reale concambio; -Se le società incorporate sono detenute per almeno il 90% dall'incorporante; la relazione degli amministratori ci deve essere ma non è richiesta la relazione degli esperti se è consentito agli azionisti di minoranza il diritto a far acquistare le loro azioni all'incorporante per un corrispettivo pari al recesso; inoltre può essere delegata la decisione di fusione all'organo amministrativo.

2.ASPETTI STRATEGICI: Benchè venga a cessare l'incorporata/fusa, la società non è che si estingue, rimane in vita dentro un altro soggetto giuridico unendo la loro attività (incorporante/new company) → teoria modificativa, forma di riorganizzazione aziendale. Quindi la fusione determina la continuazione in comune dell'attività economica tra compagini sociali in precedenza separate. I soci dell'incorporata/fusa non escono dall'attività, rimangono nell'attività gestionale, diventando soci dell'incorporante/new company. Le azioni/quote detenute dai soci delle incorporate/fuse vengono annullate e, al loro posto vengono loro assegnate azioni/quote dell'incorporante/risultante (concambio). Ottengono un numero di azioni in base al rapporto tra i valori economici (no valori contabili) delle società coinvolte (rapporto di cambio, concambio). I soci delle incorporate/fuse entrano nel capitale dell'incorporante/risultante, la quale, conseguentemente aumenta/costituisce il proprio CS. La fusione realizza una comunione di patrimoni tra le società coinvolte, senza il paradigma della cessione d'azienda che comporta la liquidazione in denaro dei soci della società acquisita.

Motivi per cui una società può dar luogo alla fusione (finalità dell'operazione): -Obiettivi aziendali → fanno riferimento a una migliore organizzazione dell'attività gestionale delle società coinvolte: • Concentrazione aziendale → con la fusione si assiste da una crescita dimensionale mediante l'acquisizione di capacità produttiva o commerciale già esistente sul mercato; si riescono a condividere i costi fissi su unità più grandi, si riesce a godere di economie di scala. Condividere i costi della gestione, condividere i canali distributivi. Farsi incorporare da una società quotata (i soci dell'incorporata passano a detenere azioni di una società quotata, saltando l'ostacolo di chiedere la quotazione da sola); • Riorganizzazione del gruppo → se i gruppi sono molto grandi, con tante controllate, detenute al 100% o con saggi di partecipazione molto elevati, in questi casi è utile fare una semplificazione di

queste strutture. Significa risparmiare costi e complessità, semplificare il gruppo. • Fronteggiare stati di crisi → se l'incorporata ha prodotti di buona qualità ma è in stato di crisi perchè non ha liquidità (clienti non pagano), invece di fallire si vede se c'è un'azienda finanziariamente solida che la incorpora ed è in grado di pagare i fornitori e i debiti dell'incorporata. • Coinvolgimento della vecchia proprietà → i proprietari dell'incorporata vogliono rimanere nella gestione, non vogliono uscire quindi non vogliono cedere l'azienda, ma per salvarla sono disposti a un'operazione di fusione per condividere la gestione con l'incorporante.

Cessione VS Fusione: Con la cessione i soggetti giuridici rimangono in vita autonomamente; l'operazione realizza per il cedente l'uscita dall'investimento e la sua conversione in mezzi liquidi, mentre per l'acquirente l'impiego di mezzi finanziari in un investimento. Con la fusione non vi è un investimento o un disinvestimento, poiché le aziende partecipanti proseguono in comune l'attività, in una diversa forma e dimensione; si ha una riallocazione delle originarie partecipazioni in un nuovo complesso economico.

Conferimento VS Fusione: La conferitaria incrementa il suo CS per effetto del conferimento dei beni della conferente e le nuove azioni emesse sono attribuite alla conferente medesima, che resta in vita e registra una permutazione patrimoniale, sostituendo i beni conferiti con le azioni/quote ricevute. Con la fusione, le azioni/quote ricevute sono attribuite direttamente ai soci delle incorporate/fuse, le quali in seguito all'operazione perdono la propria individualità.

-Obiettivi extra-aziendali: • Rapporto di cambio (RC) favorevole → se incorporante è quotata e ha solidità patrimoniale e vede che ci sono azienda che lavorano bene ma sono in un momento di crisi finanziaria, i soci dell'incorporante possono accedere a un rapporto di cambio favorevole; • Rafforzamento della posizione di controllo → se ci sono incorporata e incorporante che hanno lo stesso gruppo di controllo (almeno 50%) e se queste 2 società si uniscono, questo gruppo di controllo rafforza ancora di più la sua posizione; i poteri dei soci di minoranza vengono ulteriormente diluiti perchè non ce n'è più uno, si diluisce la loro posizione in base al rapporto di cambio e all'ingresso di altri soci di minoranza. • Limitazione dei diritti delle minoranze → creandosi un nuovo soggetto, cessano eventuali diritti precedentemente detenuti dai soci di minoranza: se i soci avevano fatto patti parasociali, questi patti (che potrebbero dare fastidio ai soci di maggioranza) vengono meno. • Mascherare uno stato di dissesto o occultare le responsabilità dei manager → la fusione può essere uno strumento per ripartire le perdite su una compagine sociale più vasta.

3.PROBLEMATICHE DI VALUTAZIONE: I caratteri delle valutazioni di fusione: -La configurazione di capitale economico: Differenze tra fusione e cessione nella finalità delle stime → nella cessione, dove il cedente esce dall'investimento ottenendo un corrispettivo in denaro, si stimano le prospettive reddituali dell'azienda ceduta isolatamente considerata; nella fusione si stima il valore delle aziende coinvolte considerando il valore del complesso economico futuro che si verrà a creare, perchè le aziende continuano a partecipare congiuntamente all'investimento in atto. Ai fini della determinazione del RC le valutazioni di fusione si basano sull'attribuzione del valore della combinazione economica risultante dalla fusione (valore di scambio dell'azienda) a ciascuna entità coinvolta.

Il RC nasce in termini teorici (RC teorico) da un rapporto tra:

-nella fusione per incorporazione, valore unitario del capitale economico dell'incorporata e valore unitario del capitale economico dell'incorporante; -nella fusione per unione è diverso, ma nasce sempre dal mettere in relazione tra di loro i valori economici del capitale delle società della fusione. Nella valutazione dei capitali economici ci sono problemi in quanto sono valutazioni soggettive.

Per definire il valore del capitale economico, bisogna guardare la differenza tra valore nell'operazione di fusione e valore nel caso di cessione: -nel caso della cessione si determina valore del capitale economico stimando le potenzialità reddituali future dell'azienda isolatamente considerata; -nel caso della fusione le società si mettono insieme quindi bisogna considerare che bisogna valutare quale sarà la redditività della società che si fonde in un nuovo complesso societario costituito non più solo dalla società che si fonde ma da quelle società che operano in sinergia. Queste due valutazioni sono diverse. In linea teorica quindi, per valutare i capitali economici, bisogna valutare il valore del capitale economico: -della risultante/incorporante (complesso post fusione) -di ogni singola unità partecipante in ipotesi di funzionamento futuro autonomo (stand-alone). Il vantaggio differenziale del primo valore rispetto alla sommatoria dei secondi dovrebbe essere ripartito tra le società partecipanti in base alla loro capacità di apportare condizioni di maggiore favore alla futura gestione unitaria rispetto alle gestioni separate (il valore futuro ci si aspetta che sia maggiore di quello dei valori economici delle società di partenza).

-Il principio di stand-alone: Nella pratica però questi calcoli risultano inapplicabili poiché sono molto arbitrari e incerti, quando invece il RC deve fondarsi su calcoli attendibili e verificabili. Quindi nelle valutazioni del capitale economico in operazioni di fusione ai fini del calcolo del RC viene effettuata una valutazione in ipotesi di funzionamento autonomo (stand alone) delle singole società partecipanti. Valutazione delle singole società e del singolo capitale economico da ciascuna apportato singolarmente, senza considerare la sinergia del loro operato comune.

-Il principio di relatività (e di omogeneità): Nell'operazione di cessione, l'interesse dei soci cedenti è riuscire ad avere il valore del capitale economico maggiore possibile; dall'altra parte l'interesse dei soci della società che acquisisce è quello di mantenere tale valore il più basso possibile (quindi in entrambi i casi il valore più vero possibile). Nell'operazione di fusione (e scissione) l'interesse non è cercare di avere il valore più vero possibile né la massimizzazione del valore economico di ogni società, ma quello di individuare un valore corretto per ogni unità in relazione a quello attribuito alle altre entità → l'importante è che il rapporto di relatività tra i due valori sia giusto (non importa che i valori di entrambi i capitali siano giusti. Principio di relatività → deve essere giusto il rapporto relativo di una società rispetto all'altra. La relatività si traduce nell'omogeneità dei criteri di valutazione che comporta l'utilizzo di criteri di valutazione omogenei per aziende che operano nello stesso settore e l'applicazione dello stesso grado di prudenza e rigore nelle valutazioni in caso di aziende che operano in settori diversi.

La Consob nel 2000 ha richiesto che le società di revisione nominate come Esperti precisino nella loro Relazione che la finalità è la determinazione del valore economico delle entità partecipanti ai fini della Fusione ed è effettuata applicando criteri omogenei ai fini della determinazione del RC e pertanto tale stima non è utilizzabile per finalità diverse dalla fusione in oggetto. -Il principio della pluralità di metodi valutativi:

La dottrina e la prassi consigliano l'utilizzo di una pluralità di metodi di stima. Questo al fine di determinare un intervallo di valori da comporre in sintesi attraverso medie in vario modo ponderate; oppure bisogna utilizzare un metodo di controllo rispetto al criterio o ai criteri base utilizzati per la valutazione. I principali metodi di valutazione del capitale economico sono: Metodo patrimoniale → stima valore azienda in base al valore del suo patrimonio; Metodo patrimoniale complesso → come patrimoniale ma si addentra in aspetti soggettivi valutando anche i flussi futuri (stimando anche gli intangibles); Metodo reddituale → per quelle società che non hanno un patrimonio elevato in termini di immobilizzazioni; il valore è ciò che dimostra la capacità reddituale; Metodi misti → in una società c'è sia un patrimonio importante sia redditi futuri da tenere in considerazione. Si usano entrambi i metodi patrimoniale e reddituale; Metodo finanziario → simile al reddituale, stima flussi finanziari futuri. 2 modalità di calcolo (levered, flussi prodotti solo per i proprietari; unleverd, flussi prodotti anche per altri); Metodi empirici → si applica uno dei metodi sopra e in più si va a vedere qual è stato il valore attribuito a società simili negli ultimi anni che hanno subito operazioni di fusione (transazione comparabili e società quotate).

Altre problematiche di valutazione: NON deve essere considerato il premio di maggioranza in caso di partecipazione di maggioranza dell'incorporante nell'incorporata. Nelle ipotesi di valutazione utilizzando un metodo finanziario e reddituale, occorre tener conto nella valutazione del capitale economico dell'incorporante delle più favorevoli condizioni derivanti dal controllo dell'incorporanda (sinergie e i vantaggi ritraibili dalla partecipazione detenuta). È opportuno considerare gli oneri fiscali connessi a plusvalenze latenti esistenti nel patrimonio delle incorporate/fuse. È opportuno valorizzare il beneficio derivante dalle perdite fiscali pregresse apportate dalle società incorporate/fuse nel limite in cui possono essere utilizzate dall'incorporante/risultante negli esercizi futuri.

Il rapporto di cambio (RC): Il RC indica la quantità di nuove azioni/quote i soci dell'incorporata/fuse avranno nell'incorporante/new co post operazione, in cambio di quelle che avevano nell'incorporata/fuse (che saranno ritirate e annullate). Tecniche di calcolo del RC teorico: Nella fusione per incorporazione, il RC si determina come una semplice frazione: A società incorporante, B società incorporata, U valore economico unitario delle azioni di A o B RC = Ua/Ub Ua e Ub sono i valori unitari delle azioni delle 2 società; come si determinano? Wa e Wb sono i valori del capitale economico delle due società integralmente considerate. Wa e Wb vanno rapportati ai numeri di azioni già in circolazione rispettivamente di A e di B (Na e Nb): Ua = Wa/Na Ub = Wb/Nb Forza relativa che hanno i soci dell'incorporante rispetto ai soci dell'incorporata, quindi il RC.

Esempio:

VNa=600/200 = 3 VNb=200/200 = 1 W sono stati determinati dagli amministratori (W > CS perchè il CS è determinato con regole prudenziali in bilancio). Ua = 800/200 = 4 Ub = 400/200 = 2 RC = Ua/Ub = 4/2 = 2/1 Gli azionisti di B otterranno 1 azione emessa da A ogni 2 azioni che detenevano in precedenza in B. Quante azioni nuove emesse per effetto della fusione otterranno i soci di B (denominatore). Il RC è espresso in termini unitari. Le azioni da concambiare quindi da annullare sono tutte quelle di B (200). Le nuove azioni emesse da A per concambiare tutte le azioni in circolazione di B sono pari al numero di azioni da concambiare (200) fratto il RC: Na* = 200/(2/1) = 100 = Nb/RC L'aumento di CS che deve effettuare A a fronte di tutto il capitale che ha ricevuto da B, sarà pari al numero di nuove azioni che deve emettere (Na*) per il VN di quelle azioni: Na*xVNa = 100x3 = 300.

Post fusione quali saranno i rapporti di forza tra i soci?

La risultante (A) avrà un CS di 900 (600 + 300) e un numero di azioni pari a 300 (200 + 100). 1/3 delle azioni sarà detenuta dai nuovi soci entranti (minoranza sempre) 2/3 delle azioni sarà detenute dai vecchi soci di A (maggioranza)

Fusione per unione: calcolo RC:

2 società fuse o fondende (A e B); una risultante new co C. -Prima di tutto determino la % (quota, peso) in termini di partecipazione che i soci di A e B avranno nel complesso di nuova costituzione (ultima cosa che abbiamo calcolato prima): Soci A = Wa/(Wa+Wb) = 66,67% Soci B = Wb/ (Wa+Wb)=33,33% Rapporto il valore del capitale economico che ciascuna società fondende apporta al valore del capitale economico della società risultante. Wc= Wa+Wb = 1.200 -Quante azioni andranno ai soci di A e B per concambiare le azioni che i soci detenevano nelle rispettive società: Il Nuovo atto costitutivo di C indicato nel progetto di fusione dovrà indicare il numero di azioni da emettere (Nc = 400) e il loro VN (2). Nca = Nc x partecipazione soci di A Ncb = Nc x partecipazione soci di B Delle totali 400 azioni emesse da C, ai soci di A andranno 267 azioni e ai soci di B andranno 133 azioni. Se ci fossero dei decimali quando suddivido le azioni tra i soci entra in gioco il conguaglio in denaro.

La società risultante è costituita con un capitale pari al CS (800), NON con un capitale pari al valore economico; questo perchè il passaggio delle poste avviene a valori contabili, NON economici. -RC (unitari): RCac = Nca / Na RCbc = Ncb / Nb I soci di A avevano 200 azioni che vanno annullate per effetto della fusione; questi azionisti di A otterranno 267 azioni in cambio delle 200. In termini unitari, otterranno 4 azioni di C ogni 3 azioni che possedevano in A. I soci di B danno indietro 3 azioni che avevano in B ottenendo 2 azioni di C. Può succedere che, in capo ai singoli soci, uno di loro abbia ad esempio 5 azioni di A; di C avrà 4 azioni a fronte delle prime 3, per le altre 2 che aveva avrà un conguaglio in denaro.

Determinato il rapporto di cambio teorico sulla base del valore economico delle società partecipanti, si procede alla determinazione del rapporto di cambio effettivo, che è quello effettivamente applicato nella singola operazione di fusione. Questo perchè il RC teorico è suscettibile di ulteriori variazioni in relazione a:

1.Caratteristiche proprie dei titoli scambiati: -Le società partecipanti alla fusione potrebbero avere in circolazione azioni di diverso tipo (ordinarie, di godimento, privilegiate); dato che ad ogni tipo di azione sono attribuiti diritti diversi, è evidente che il valore unitario teorico attribuibile al generico titolo societario è inadeguato ad esprimere correttamente il valore unitario dei titoli appartenenti alle diverse categorie. Occorre allora ripartire il valore del CS fra i titoli che lo rappresentano differenziando il valore degli stessi in funzione dei diversi diritti incorporati. Spesso però i diversi diritti non sono suscettibili di quantificazione attraverso una formulazione teorica, quindi nella prassi si utilizzano metodi empirici che fanno riferimento ai valori espressi dal mercato. -Data dalla quale decorre il godimento (cioè la maturazione dei dividenti); una società può avere in circolazione titoli dotati di uguali diritti ma diverso godimento. -Premio di quotazione/sconto di quotazione → ha rilevanza solo in cui l'incorporante sia quotata mentre l'incorporata no; infatti se entrambe le società sono quotate nessuna apporta un beneficio aggiuntivo all'altra, mentre nel caso in cui sia quotata solo l'incorporata il beneficio andrebbe dissolto per effetto dell'operazione.

2.Rapporto esistente tra le quotazioni di borsa delle società partecipanti; 3.Eventuale conguaglio in denaro → è attribuito agli azionisti dell'incorporata/fuse quando il RC prevede dei decimali, oppure quando lascerebbe dei resti in capo all'azionista di azioni non concambiabili perchè non sono sufficienti a raggiungere il RC (es se l'azionista ha 100 azioni e il RC è 31/33 potrebbe concambiare 93 azioni ma gliene resterebbero in mano 7). In alternativa al conguaglio, l'azionista di maggioranza offre di acquistare ai prezzi di mercato i resti, oppure di vendere agli altri azionisti un numero di azioni tale da far loro raggiungere il RC. L'eventuale conguaglio in denaro non può superare il 10% del VN delle nuove azioni emesse a servizio del concambio. 4.Elementi di natura extra-aziendale.

Il RC effettivo rappresenta un prezzo influenzabile da diversi aspetti. A tutela dei soci/azionisti di minoranza, la normativa richiede che il divario tra il RC teorico e quello effettivo sia motivato nella relazione sia degli amministratori che degli esperti, indicando le

ragioni economiche che lo considerano comunque vantaggioso per l'azienda incorporante. I soci/azionisti potranno o meno accettare il RC proposto dagli amministratori.

4.ASPETTI CONTABILI: I principali adempimenti contabili in occasione dell'operazione di fusione sono:

1)Redazione della Situazione patrimoniale ex art. 2501 quarter:

E' un bilancio intermedio, infrannuale che va riferito a una data non anteriore di oltre 120gg rispetto alla data di deposito del progetto di fusione. Segue le stesse regole di un bilancio di esercizio quindi determina il capitale di funzionamento delle società coinvolte nella fusione. La finalità del documento non è definire il valore del capitale economico (questo valore si trova nella relazione degli amministratori), ma è esporre un bilancio (situazione del patrimonio) determinato secondo i criteri di bilancio di esercizio, aggiornato; può essere omessa se vi rinunciano all'unanimità i soci e i possessori di altri strumenti finanziari di ciascuna delle società partecipanti. Tale relazione può essere sostituita dal bilancio di esercizio se chiuso non oltre 6 mesi prima. È depositata presso la sede sociale o pubblicata sul web almeno 30gg prima della delibera di fusione.

2)Redazione (eventuale) della Situazione patrimoniale a valori correnti:

Tale relazione evidenzia il capitale economico delle società partecipanti. Gli amministratori partono dalla situazione patrimoniale 1) e riesprimono le poste del patrimonio (attivo e passivo), a valori correnti; questa situazione è utile, anche se non è richiesta dalla norma, perchè consente di determinare il valore del capitale economico dell'azienda da inserire nella relazione degli amministratori e quindi il valore utilizzato per la determinazione del RC. Se viene usato il metodo patrimoniale o il metodo misto per determinare il valore del capitale economico bisogna avere la situazione patrimoniale a valori correnti. È opportuna perchè: -aiuta gli amministratori quando vanno a valutare il capitale economico dell'azienda nel caso in cui viene utilizzato un metodo patrimoniale o un metodo misto; -anche se non vengono usati questi metodi, ma metodi sintetici (finanziario o reddituale), tale situazione è opportuna perchè consente di orientare la successiva allocazione di eventuali disavanzi da concambio alle attività e passività trasferite dalle incorporate/fuse (le differenze che emergono dalla fusione (da concambio o da annullamento) andranno destinate a un'eventuale rivalutazione dei beni apportati dall'incorporata, ma per poterle valutare ho bisogno del valore corrente da confrontare con il valore contabile). Questa situazione non è richiesta ma nella pratica viene fatta. In questa situazione compaiono anche poste non presenti nella relazione 1), quali marchi e brevetti di origine interna, know-how (cioè gli intangibles), le passività a valori attuali, inclusi eventuali fondi rischi non rilevati in contabilità e l'eventuale avviamento per contabilizzarlo nell'incorporante (in caso di criteri di valutazione diversi dal patrimoniale semplice).

3)Redazione del Bilancio di chiusura delle società incorporate/fuse:

Le incorporate/fuse continuano la loro gestione durante il processo di fusione, pertanto quando esso si conclude si rende necessario effettuare il loro inventario finale e il conseguente bilancio di chiusura, al fine di fissare: -L'esatta composizione patrimoniale trasferita; -Il risultato economico della frazione di esercizio. Benchè non richiesto civilisticamente, è richiesto dalla normativa fiscale l'obbligo di rilevare il

reddito maturato dalle incorporate/fuse tra l'inizio del periodo d'imposta e la data di effetto della fusione. I criteri di redazione sono quelli di funzionamento, infatti si tratta di un bilancio ordinario infrannuale le cui finalità sono quelle di rilevare il reddito maturato nella frazione di esercizio e di evidenziare la situazione patrimoniale alla data di effetto della fusione. Alla sua redazione procederanno gli amministratori della società risultante dalla fusione poiché verrà predisposto in un momento successivo all'estinzione della società incorporata/fusa. Effetti reali → di solito la loro data è quella dell'iscrizione dell'atto di fusione.

1.Se la data degli effetti contabili e degli effetti reali coincidono (30/09), il bilancio di chiusura dell'incorporata/fuse è redatto (al 30/09) come un normale bilancio di esercizio (scritture di assestamento e risultato economico di pertinenza dell'incorporata che quindi dovrà anche presentare la dichiarazione dei redditi e pagare le imposte); sempre al 30/09 l'incorporata dovrà fare anche l'inventario dei beni patrimoniali che andranno trasferiti alla società incorporante (sono i beni che l'incorporante dovrà introdurre nella sua situazione).

2.Se gli effetti contabili sono retrodatati (anticipati o postergati) rispetto a quelli reali, il bilancio di chiusura è riferito alla data di effetto contabile, mentre alla data di effetto reale verrà realizzato solo un inventario del patrimonio trasferito dalle incorporate/fuse all'incorporante/risultante. Tale opzione va indicata nel progetto di fusione. Tutte le operazioni svolte dopo la data di effetto contabile saranno imputate nel bilancio d'esercizio dell'incorporante/risultante, inclusa la parte di reddito d'esercizio prodotto nel periodo di retrodatazione. Gli effetti contabili si possono anticipare ma non oltre la data del bilancio di chiusura delle incorporate/fuse o dell'incorporante (qualora antecedente alle prime). L'anticipazione degli effetti contabili non è possibile nella fusione per unione quindi se viene costituita una nuova società.

-Retrodatazione degli effetti contabili a una data intermedia dell'esercizio (1/07) (ipotesi poco utilizzata):

Al 30/06 occorre redigere il bilancio di chiusura dell'incorporata con i criteri di funzionamento che determini la parte di risultato economico di sua competenza per le operazioni svolte dall'1/01 al 30/06. Le operazioni effettuate dall'incorporata dal 1/07 al 30/09 sono di competenza dell'incorporante (e quindi saranno da lei contabilizzate), a cui verranno trasferiti tutti i componenti positivi e negativi riferiti alla gestione dell'incorporata di quel periodo. Quindi nel bilancio di esercizio che l'incorporante chiuderà al termine dell'esercizio in cui la fusione ha effetto saranno comprese tutte le operazioni effettuate dall'incorporante dal 1/01 al 31/12 e quelle effettuate dall'incorporata dall' 1/07 al 30/09. Al 30/09 ci sarà l'inventario dell'incorporata da redigere.

-Retrodatazione degli effetti contabili all'inizio dell'esercizio (1/01):

In questo modo si evita la redazione del bilancio infrannuale. Infatti tutte le operazioni effettuate dall'incorporata dal 1/01 al 30/09 andranno imputate nel bilancio di esercizio finale dell'incorporante. Alla data degli effetti reali (30/09) va fatto l'inventario per determinare il valore delle poste dell'attivo e del passivo dell'incorporata che vengono trasferite all'incorporante (PN contabile); questo perchè il valore dell'attivo e del passivo possono essere variati rispetto all'1/01. Al 31/12 l'incorporante redige il bilancio di esercizio che riporta le operazioni dell'incorporante e dell'incorporata dall' 1/01 al 31/12.

Fino alla data di effetto reale le società incorporate/fuse esistono, pertanto sono obbligate a tenere la contabilità; ciò vale anche nel caso di retrodatazione degli effetti contabili. I risultati di tali operazioni dovranno essere contabilizzati dall'incorporante/risultante in quanto incideranno nel suo bilancio di esercizio. Questa contabilizzazione può avvenire mediante: -trascrizione analitica sui libri contabili; -recepimento sintetico dei saldi dei conti delle incorporate/fuse da una situazione contabile stilata alla data di effetto reale; in questo caso i libri delle incorporate rappresentano dei sezionali di quelli dell'incorporante.

4)Rilevazioni contabili di trasferimento di attività e passività dell'incorporate/fuse all'incorporante/risultante:

3 diverse ipotesi: a)Ipotesi di coincidenza tra le date degli effetti reali e contabili (30/09) → l'incorporata/fusa deve: -redigere il bilancio di verifica alla data di effetto reale per determinare il risultato economico riferito alla frazione di esercizio (con scritture di assestamento e di chiusura dei conti di natura economica); -trasferire il risultato economico e le altre attività e passività all'incorporante/risultante. L'incorporante/risultante effettuerà le scritture contabili di presa in carico delle attività, passività e risultato economico trasferitele.

Chiudiamo tutti i conti economici di reddito (indicati nel bilancio di verifica e nelle scritture di assestamento) per determinare il RE da trasferire all’incorporante/risultante assieme alla altre A e P.

SOCIETA' INCORPORATA B: Situazione contabile 1/01 Variazioni 1/01 – 30/09 Bilancio di verifica 30/09

1 2 3 4 5 6 Conti D A D A D A Cassa 5 3 2 Banca 10 15 25 Crediti 100 13 113 Immobili 250 250 Impianti 200 200 Debiti 170 20 150 Fondi amm.to 100 100 CS 300 300 Riserve 45 45 Rimanenze iniziali 50 50 Merci c/acquisti 100 100 Oneri diversi 10 10 Ricavi di vendita 150 150 Ricavi diversi 5 5

615 615 158 158 750 750

1)Scritture di assestamento Rilevazione rimanenze finali Rimanenze finali SP 60 Rimanenze finali CE 60

Rimanenze ammortamenti Ammortamento 10 Fondo ammortamento 10

2) Rilevazione del Risultato di Esercizio Ricavi di vendita 150 Ricavi diversi 5 Rimanenze finali 60 Rimanenze iniziali 50 Merci c/acquisti 100 Oneri diversi 10 Ammortamenti 10 Utile di esercizio 45

3) Trasferimento delle attività e passività all'incorporante Debiti 150 Fondi amm.to 110 Società A c/fusione 390 Cassa 2 Banca 25 Crediti 113 Immobili 250 Impianti 200 Rimanenze finali 60

Sono i valori al 30/9 rettificati dopo l’assestamento e la chiusura del CE.

Il conto «Società X c/fusione» si chiude nella successiva scrittura di annullamento della partecipazione detenuta da A in B o di aumento di capitale sociale di A per effetto della fusione. Tale conto può essere omesso, procedendo direttamente alla scrittura indicata (annullamento / aumento CS).

b)Anticipazione degli effetti contabili alla data di inizio dell'esercizio dell'incorporata/fusa (più semplice) → l'incorporata/fusa, alla data di effetto reale, non deve redigere il bilancio di chiusura né le scritture di assestamento (poiché sono di competenza dell'incorporante/risultante), ma deve solo chiudere tutti i conti (economici e patrimoniali) da trasferire all'incorporante/risultante. Alla data di effetto reale l'incorporata deve fare l'inventario per quantificare il PN contabile che in quella data passa all'incorporante. L'incorporante/risultante prende in carico nella sua contabilità tutti i conti trasferiteli (economici e patrimoniali) al loro valore alla data di effetto reale.

Sono i valori al 30/9 (data di effetto reale) NON ASSESTATI.

3)Chiusura delle voci di PN dell'incorporata B CS 300 Fondi di riserva 45 Utile di esercizio 45 Società A c/fusione 390

4) Scritture dell'incorporante A: recepimento delle attività e passività dall'incorporata Cassa 2 Banca 25 Crediti 113 Immobili 250 Impianti 200 Rimanenze finali 60 Debiti 150 Fondi amm.to 110 Società B c/fusione 390

1)Scritture dell'incorporata B di chiusura di tutti i conti (di reddito e di capitale) ai saldi contabili al 30/09 e contestuale trasferimento all'incorporante: Debiti 150 Fondi amm.to 100 Società A c/fusione 345 Ricavi di vendita 150 Ricavi diversi 5 Cassa 2 Banca 25 Crediti 113 Immobili 250 Impianti 200 Rimanenze iniziali 50 Merci c/acquisti 100 Oneri diversi 10

In questo caso non viene rilevato il RE dell’incorporata e quindi il PN contabile che passa all’incorporante risulta di 345 e non di 390 (come nella precedente ipotesi a).

c)Anticipazione degli effetti contabili a una data intermedia (1/07) → Al 30/06 l'incorporata redige il bilancio di verifica che evidenzi il reddito maturato nella frazione di esercizio; inoltre deve procedere alla chiusura e riapertura dei conti in capo all'incorporata (come nell'ipotesi a). Al 30/09 l'incorporata chiude i conti (costi, ricavi, attività e passività) ai saldi contabili al 30/09 dati dai valori iniziali al 30/06 +/- le variazioni intervenute dal 30/06 al 30/09; tali saldi si trasferiscono all'incorporante (senza fare un bilancio di chiusura).

5)Redazione del bilancio di apertura della risultante / Consolidamento delle situazioni patrimoniali nell'incorporante:

In caso di fusione per unione, alla data di effetto reale, la società risultante dovrà redigere il bilancio di apertura. In caso di fusione per incorporazione l'incorporante dovrà recepire nella sua contabilità il patrimonio dell'incorporata. Le scritture di apertura vanno fatte sia per l'incorporante che per la new company, a valori contabili alla data degli effetti reali (consolidamento di situazioni patrimoniali) → c'è continuità contabile tra valori dell'incorporata e dell'incorporante e questo fa si che la fusione sia fiscalmente neutra finchè non viene iscritto il disavanzo/avanzo.

Operazioni necessarie per la stesura del bilancio di apertura: -eliminazione delle poste del patrimonio delle incorporate/fuse; -imputazione del corrispettivo sostenuto per l'acquisizione (costo della partecipazione o aumento di CS) delle attività e passività; -eliminazione dei saldi contabili reciproci, onde evitare duplicazioni dei valori.

Il consolidamento dei patrimoni delle società partecipanti alla fusione comporta di solito l'emersione, nel bilancio iniziale del nuovo complesso, di differenze di fusione. Le differenze di fusione sono poste di pareggio contabile che incidono sul bilancio di apertura e spesso sui futuri risultati economici, attraverso l'imputazione al CE. Derivano dalla differenza tra il VN e il valore corrente delle azioni/quote dell'incorporata per unità di VN (valore economico unitario delle azioni/quote). Tali differenze possono essere di 2 tipi: da concambio e da annullamento. Entrambe possono essere di disavanzo o di avanzo.

2)Scritture dell'incorporante A di recepimento dei saldi dei conti di capitale e reddito ricevuti dall'incorporata Cassa 2 Banca 25 Crediti 113 Immobili 250 Impianti 200 Rimanenze iniziali 50 Merci c/acquisti 100 Oneri diversi 10 Debiti 150 Fondi amm.to 100 Società B c/fusione 345 Ricavi di vendita 150 Ricavi diversi 5

1. Differenze da concambio → sorgono come poste di pareggio contabile fra l'aumento di CS deliberato dall'incorporante e la corrispondente frazione di PN contabile dell'incorporata detenuto da soci terzi. Quando l'incorporante aumenta il CS per effetto del patrimonio netto contabile ricevuto, vengono emesse nuove azioni che vengono attribuite agli azionisti dell'incorporata (concambio azionario). La differenza da concambio è la differenza tra il valore dell'aumento del CS effettuato dall'incorporante (valore totale delle azioni di nuova emissione emesse dall'incorporante per concambiare le azioni precedentemente in essere e in mano ai soci dell'incorporata) e la quota di PN contabile dell'incorporata detenuta da soci terzi. Disavanzo da concambio → Se l'aumento di CS in capo all'incorporante è > alla quota di PN contabile dell'incorporata detenuta da soci terzi. Si verifica quando il valore delle azioni/quote dell'incorporante per unità di VN (quindi il valore effettivo del CS per unità di VN) è < a quello delle azioni/quote dell'incorporata per unità di VN. Ciò avviene perchè l'incorporante non paga il PN contabile al suo valore ma lo paga in base al rapporto di cambio che è determinato dal valore reale del capitale economico. Pagherà aumentando il CS di più del valore contabile del PN. Il disavanzo è il costo di acquisizione dell'incorporata ed è un costo pluriennale (da iscrivere nell'attivo di SP dell'incorporante) che l'incorporante sostiene per acquisire il PN contabile.

Avanzo da concambio → Se l'aumento di CS in capo all'incorporante è < alla quota di PN contabile dell'incorporata detenuta da soci terzi. Si verifica quando il valore delle azioni/quote dell'incorporante è > a quello delle azioni/quote dell'incorporata. È un plusvalore delle azioni detenute dai soci dell'incorporante rispetto al valore apportato dai soci dell'incorporata. È come se fosse una riserva sovrapprezzo azioni quindi va iscritto tra le voci di PN dell'incorporante.

L'aumento di CS è determinato dal RC mentre il PN contabile è un valore dato che deriva dai dati contabili dell'incorporata. Si considera solo la quota di PN contabile di afferenza dei soci terzi dell'incorporata (e non le quote di spettanza dell'incorporante per effetto della detenzione di partecipazioni nell'incorporata) poiché solo essa dà luogo a concambio con relativo aumento di CS.

Esempio Disavanzo da concambio nella fusione per incorporazione (libro pag 271):

Valore effettivo del patrimonio = valore economico = W Chiudo i conti dell'incorporata. L'incorporante deve determinare il RC perchè è quello che le determina di quanto deve aumentare il CS quindi è il pagamento che deve dare ai soci dell'incorporata per l'ottenimento del patrimonio. Valore del PN contabile che ottiene l'incorporante è 80 = 300-220 RC=Ua/Ub=1/2 dove Ua=Wa/Na = 400/200 e Ub=Wb/Nb=200/50 I soci di B ricevono 2 azioni di A ogni 1 azione di B data in cambio (infatti in termini economici relativi, il capitale di B valore il doppio di quello di A). Di quanto deve aumentare A il CS per pagare i soci di B? -Quante nuove azioni deve emettere A? Nb è il numero di azioni di B da concambiare. Na* = Nb/RC = 50/0,5= 100 Dato che Ub > Ua vedo già che c'è un disavanzo. -Aumento di CS di A per effetto dell'incorporazione di B: Na* x Vna = 100x1=100 → l'aumento di CS che deve fare l'incorporante per concambiare totalmente le azioni in circolazione dell'incorporata è di 100.

Disavanzo da concambio → Aumento di Csa – PN contabile b = 100 – (300-220) = 20

Esempio Avanzo da concambio nella fusione per incorporazione (libro pag 274):

RC = Ua/Ub = 2/1 dove Ua=Wa/Na = 800/200 e Ub = Wb/Nb = 100/50 Ai soci di B andrà 1 azione di A ogni 2 azioni di B possedute (poiché in termini economici relativi il capitale di A vale il doppio di quello di B). Nuove azioni da emettere da parte di A: Na* = Nb/RC = 50/ (2/1) = 25 Aumento di CS di A per effetto dell'incorporazione di B: Na* x Vna = 25*1 = 25

Avanzo da concambio → Aumento di Csa – PN contabile b = 25 – (300-220) = -55

2. Differenze da annullamento → emergono quando l'incorporante detiene una partecipazione nell'incorporata; in questo caso, a fronte del recepimento del PN contabile dell'incorporata, l'incorporante non procederà all'aumento del CS (vietato perchè entrerebbe in possesso di azioni proprie per effetto del concambio) ma all'annullamento della partecipazione detenuta. Quindi in sede di consolidamento delle situazioni patrimoniali, la differenza tra il valore della partecipazione annullata e la corrispondente quota di PN contabile ricevuta dall'incorporata costituisce la differenza da annullamento.

-Disavanzo da annullamento → Se il valore di bilancio della partecipazione da annullare è > alla corrispondente quota di PN contabile detenuta dell'incorporata. -Avanzo da annullamento → Se il valore di bilancio della partecipazione da annullare è < alla corrispondente quota di PN contabile dell'incorporata.

Se l'incorporazione avviene subito dopo l'acquisto della partecipazione, tali differenze sono dovute al diverso valore attribuito agli elementi patrimoniali dell'incorporata in sede di acquisizione da parte dell'incorporante (tramite la partecipazione che li rappresenta) rispetto al valore contabile degli stessi presso l'incorporata.

Esempio Disavanzo da annullamento (libro pag 277):

Per imputare le voci di avanzo/disavanzo mi serve la situazione patrimoniale a valori correnti dell'incorporata. Il maggior costo della partecipazione rispetto al PN contabile (disavanzo da annullamento) può derivare da diverse circostanze: 1.All'atto dell'acquisto si è tenuto conto delle plusvalenze latenti sui beni dell'incorporata, del relativo ammortamento, di entità immateriali non iscritte nel suo bilancio, delle sinergie derivanti dalla gestione unitaria delle due società. La sinergia determina un maggiore valore del capitale di entrambe le società, quindi un maggior valore dell'attivo trasferito. 2.La partecipazione iscritta nel bilancio dell'incorporante ha subito, nel corso del tempo, delle rivalutazioni, mentre i beni della partecipata non sono stati rivalutati (sono rimasti a valori storici); 3.L'incorporata, dall'acquisto della partecipazione al momento della fusione, ha subito perdite che, non essendo state ritenute durevoli, non si sono tradotte in svalutazione della partecipazione; 4.Il prezzo pagato per l'acquisto della partecipazione è stato eccessivo rispetto al valore economico effettivo della medesima (cattivo affare). In tutti e quattro i casi, il valore del patrimonio che ottiene A è > di quello contabile, quindi bisogna aumentare il valore di iscrizione delle attività fino al massimo dei loro valori correnti; posso iscrivere anche eventuali attività che esistevano ma non erano iscritte contabilmente (come marchi e avviamento).

1. e 2. sono fattori positivi → portano alla rivalutazione dell'attivo patrimoniale; 3. e 4. sono fattori negativi → portano a maggiori perdite del patrimonio.

Esempio Avanzo da annullamento (libro pag 279):

Il minor costo della partecipazione rispetto al PN contabile dell'incorporata può derivare da varie cause (destinazione dell'avanzo): 1.Il PN dell'incorporata vale effettivamente di più del prezzo pagato per l'acquisto della partecipazione (buon affare); 2.I beni del patrimonio dell'incorporata sono stati rivalutati nel tempo, mentre la partecipazione non è stata rivalutata; 3.Nel periodo tra l'acquisto della partecipazione e la data di efficacia della fusione , si sono formate delle riserve di utili nel patrimonio dell'incorporata che non si sono tradotte in una rivalutazione della partecipazione perchè iscritta al costo; 4.Nel prezzo di acquisto della partecipazione si è tenuto conto di elementi negativi non indicati in bilancio (minusvalenze latenti sui beni dell'incorporata, fondi rischi o spese future non rilevati) o dell'esistenza di un avviamento negativo (badwill), quindi ho pagato la partecipazione meno del PN contabile. 1.2.3. → fattori positivi 4. → fattore negativo

RILEVAZIONE CONGIUNTA di differenze da concambio e da annullamento: Si realizzano quando l'incorporante detiene una partecipazione non totalitaria nel capitale dell'incorporata. Analizzo il caso in cui la partecipazione dell'incorporante A nell'incorporata B sia pari al 60% del CS dell'incorporata (Esempio libro fusione per incorporazione pag 280):

RC = Ua/Ub = ½ dove Ua = Wa/Na = 3000/200 e Ub = Wb/Nb = 6000/200 I soci di B ricevono 2 azioni di A ogni 1 azione di B posseduta (poiché in termini economici relativi

non sono stati rilasciati commenti
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 71 totali