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arte-nel-tempo-il-medioevo-de-vecchi-cerchiari (1).docx, Appunti di Storia dell'Arte Moderna

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SCULTURA

LOMBARDIA:

BASILICA DI S. AM BROGIO:

1128 e il 144

- viene aggiu nto il “CAMP ANILE DEI CANONICI” tra il

- ciascun lato della to rre è attraversato da s ottilissime colonne - alla fine dell’XI sec. È stato probabilmente costruito il TIBURIO, percorso da due ordini di loggette che illuminano l’interno

SAN MICHELE A P AVIA:

- stretta relazione con la basilica ambrosian a - decorazione fantas iosa della facciata - temi naturalistici e allegorici - racconti di guerra, vita quotidiana e vite di santi all’interno - oggetto di numero se ricostruzioni e rest auri - sviluppo ascensio nale in facciata - finestre concentrat e nella zona centrale - contrasti chiaroscu rali

SAN PIETRO IN CI EL D’ORO A PAVIA :

- consacrata nel 1132 - aperta alle influenze nordeuropee - uso della pietra, a di fferenza del laterizio usato nelle altre chies e

CHIESA DI S. ABB ONDIO A COMO:

- consacrata nel 10 95 - archetti ciechi lungo la facciata a salienti - 5 navate - copertura a travi con legno in vista - 2 torri gemelle che r iprendono l’architettu ra ottoniana

SAN FEDELE A CO MO:

- pianta tricora come quelle degli e difici germanici - scultura decor ativa - gusto per il mostru oso e per il grottesco - senso plastico delle forme

EMILIA:

In questa zona è p raticata l’attività d i WILIGELMO NICCOLO’ E B ENEDETTO ANT ELAMI

Soprattutto nella CATTEDRALE DI MODENA si s viluppa il lavoro d egli scultori in ar monia con la struttura architett onica.

la PORTA DEI PRINCIPI su l lato sud: santi ne gli stipiti e storie della vita di S.Gi mignano a cui era

dedicata l’iscrizio ne nell’architrave

PORTA DELLA PESCHERIA del MAESTRO DEL LE METOPE:

- situata nella part e settentrionale - favole di animali ed episodi del CI CLO ARTURIAN O - eseguito dal MA

ESTRO DELLE METOPE - vegetazione, ani mali, mostri sulla parte esterna degli stipiti - all’interno vi so no le allegorie dei Mesi - vivacità narrativ a - evocazione delle figure classiche n ella stilizzazione delle figure - grande compost ezza compositiva

CAMPIONESI: ANSELMO DA CAMPIONE:

- I soprattutto, per costruire la torre campanaria. A loro si devono buona parte delle decorazioni interne, ma anche diversi interv enti strutturali quali l'apertura delle due porte della facciata ai lati del portale maggiore e la costruzione del grande rosone gotico al centro della facciata - Fu inoltre modificato il presbiterio, con la costruzione del pontile riccamente da loro decorato, e venne aperta la grandios a Porta Regia sulla Piazza Grande vicina alla Porta dei principi

- Ai o della facciata e l'altro su quello dell'abside centrale.

PORTA REGIA: La facciata è a spioventi che riflettono la forma interna delle navate, con soffitti ad altezze diverse. Due poderoseno la facciata in tre campiture. Il centro è dominato dal

Il protiro è retto da due leoni stilofori (cioè reggenti un a

CATTEDRALE DI PARMA:

- COMPLESSO MONUMETALE: DUOMO, TORRE CAMPANARIA e BATTISTERO comprende quasi due secoli, da quando viene eretto il campanile in mattoni e il protiro della cattedrale - impianto complesso - gioco di volumi nella zona absidale - sviluppo del transetto grandioso - le mura sono caratterizzate da loggette pensili che rich iamano quelle della facciata - le loggette della facciata sono distribuite in 3 ordini e accentuano gli effetti chiaroscurali - materiali: pietra grigia e marmo rosa di Verona - primi lavori tra il 1090 e il 1130

- decorazione scultorea rappresentata dal CICLO DEI MESI, dei Campionesi nel sottarco nel protiro - BENEDETTO ANTELAMI inscriverà la data del 11 78 nella lastra della DEPOSIZIONE

DUOMO DI PIACENZA:

ricostruito in concomitanza della con quista dell’autonomia comunale nel 1126 - l’attività di NICCOLO’ è legata ai rilie vi del portale meridionale nella facciata del duomo Evoluzione della scultura di Wiligelmo - NICCOLO’ lavora soprattutto alle “for melle dei Paratici” distribuite lungo le pareti della navata intermedia della catte drale, raffiguranti corporazioni artigiane

FORMELLE:

1. 2. 3.

CATTEDRALE DI FERRARA in SAN ZENO nella SACRA D I SAN MICHE LE

DUOMO DI FERR ARA:

- scultura del portale : nella lunetta raffigu rato SAN GIORGIO CHE ATTERRA IL DRAGO - attività di Niccolò verso il 1135 - Nella parte centrale della facciata:

1. risalta il protiro, s orretto da due colon ne poste su due ippo grifi, che presenta da ll'alto verso il basso, un Giudizio universale, scolpito da ignoto in stile gotico 2. una loggia con la statua della Madonn a con il bambino (ag giunta tardogotica) 3. in basso, proprio al di sopra del porto

ne centrale, due oper e dello scultore uovo Testamento.

Lo stesso Nicholaus progettò forse l'inter a facciata, le absidi, le fiancate e la strutt ura interna della chie sa.

AREA VENETA

SAN ZENO A VERONA:

- analogo schema composi tivo della chiesa modenese : articolazione degli spazi i nterni, concezione della facciata tripartita che ripre nde la divisione all’interno

- rilievi del portale scolpiti da NICCOLO’: figurazion i dello zodiaco e delle dod ici Costellazioni - lunetta sempre di NICC OLO’: originariamente pol icroma raffigura SAN ZE NO CHE BENEDICE LE MILIZIE CITTADINE E’ inserito in ampie fasce a rilievo in cui sono rappre sentate scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, i Mesi e scene della Leggen da di Teodorico.

CATTEDRALE DI S. MA RCO:

- lo sviluppo della cultura figurativa è per secoli collegata ai rapporti politici e mercantili delle città dell’Impero bizantino e con tutto l’Oriente, pur mantenendo dei contatti con l’Occidente

- la decorazione della basilica assume il valore delle vicende artistiche della città, del suo sviluppo storico, della realtà politica ed economica: VENEZIA è un centro strategico per i commerci

- traslazione delle reliquie dell’evangelista san MARCO avvennero all’inizio del IX secolo, così come la sua elezione a patrono della città

- in origine era una CAPPELLA PALATINA, legata al potere politico ( anche fisicamente la chiesa è collegata al PALAZZO DUCALE)

ATTUALE BASILICA: - iniziata intorno al 1063 sotto il doge DOMENICO CONTARINI, in sostituzione di un vecchio edificio - il modello fu l’APOSTOLEION di Costantinopoli - A CROCE GRECA - 5 CUPOLE - le navate sono separate da colonne tra i piloni che sostengono le cupole e preceduta da un nartece - la struttura tardo antica viene modificata dall’inserimento di elementi occidentali: 1) grande cripta 2) altare maggiore è collocato nella zona absidale del braccio est e non più sotto la cupola centrale - l’ampliamento della navata centrale nei bracci ovest ed est rompe la simmetria della pianta centrale: si crea un asse longitudinale tra l’ingresso e l’altare maggiore

- sono ORIENTALI: le gallerie con pavimento ligneo che coprivano le navate minori

Nel XII secolo i rapporti tra Bisanzio e Venezia si indeboliscono e arrivano alla IV crociata: definitiva affermazione della supremazia veneziana nel Mediterraneo orientale. Un enorme ricchezza affluisce a VENEZIA, grazie ai resti tolti alla capitale orientale:

- si amplia il VESTIBOLO - creazione dell’attuale facciata, ricoperta di lastre marmoree, bassorilievi, colonne in marmi preziosi distribuite su due ordini

- viene innalzata la copertura delle cupole - all’interno procede il rivestimento marmoreo - si progetta di estendere la decorazione a mosaico riducendo le gallerie a stretti passaggi per permettere la visione anche dal basso - vengono aumentate le sculture, che in origine comprendevano: a) i capitelli copiati da prototipi bizantini b) incrostazioni di fregi

- quadriga bronzea sopra il portone centrale proviene direttamente da Costantinopoli - numerosi rilievi bizantini, come le icone della Vergine e dei santi - più “OCCIDENTALI” sono le decorazioni del portale maggiore, simile a quello delle cattedrali francesi - lunetta a mosaico del GIUDIZIO UNIVERSALE è circondata da 3 archi scolpiti, di diverse dimensioni e con raffigurazioni di profeti, virtù, allegorie dei mesi, scene simboliche.

INTERNO: DECORAZIONE A MOSAICO

- nell’ATRIO: scene dell’Antico Testamento, della vita di Giuseppe - all’interno delle 3 cupole del braccio longitudinale vi sono episodi evangelici - nel TRANSETTO SINISTRO la cupola è dedicata a S. GIOVANNI gli arconi alla vita della VERGINE

- nel TRANSETTO DESTRO: la cupola contiene figure di santi e fatti della vita di S. Marco - i mosaici più antichi sono quelli dell’ABSIDE MAGGIORE: Cristo, figure di santi e apostoli e quelli della PORTA PRINCIPALE ( XII secolo ) L’influsso occidentale accentua la rigida schematizzazione - entro il XI secolo fu decorata la cupola della Pentecoste che mostra influenze bizantine

- decorazione di: 1) cupola di EMANUELE, sopra l’altare maggiore 2) cupola dell’ASCENSIONE( centrale ) 3) atrio con la cupola della GENESI

Mosaici successivi dei transetti e della tribuna del coro: i ntroduzione di elementi della tradizione occidentale romanica, caratterizzati da una linea e sintetica e una for ma compatta

Ultimi mosaici della CAPPELLA ZEN: opera di un maes tro greco

I mosaici si alternano a intarsi di marmi policromi che ric oprono i pavimenti. Presenza di porte bronzee. Gusto anticheggiante

PALA D’ORO: più importante opera di oreficeria, arricc hita con incorniciature gotiche. Composta da numerosi smalti. Le figure risultano eleganti, le filettature auree sono sottil issime. Lucentezza del fondo aureo.

SANTA FOSCA A TORCELLO:

- è unl parte del più ampio complesso della cattedrale di Santa Maria Assunta

- All’esterno l'edificio è circondato da un portico che lo c irconda su cinque lati. Gli archi sono retti da eganti - L’interno è a a tre astato daircolare, mentre i motivi decorativi risentono del l'influenza bizantina

PIEMONTE E VAL D’AOSTA:

Le due regioni sono influenzate dal ROMA NICO FRANCESE e da quello LOMBARD O.

SACRA DI S. MICHELE:

- sorge su di un’altura in VAL DI SUSA - al di sotto è collocato un edificio monastic o - contrasto cromatico tra la pietra grigia del basamento e il verde della cortina muraria - L'abate Ermengardo, che resse il monaster o dal amento per la costruzione della nuova capie nte chiesa. Questo basamento è alto 26 metri ed è sovrastato dalle lavorò alla Sacra lo scultore e dei Morti, così chiamato perché anticamen te era fiancheggiato da tombe. Qui si trova l a Porta dello zodiaco, con gli stipiti decorati da rilievi dei

CHIESA ABBAZIALE DI VEZZOLANO: - facciata animata da colonne architravate e da archetti pensili - un grande tramezzo divide l’interno, sosten uto da arcate a sesto acuto e presenta un freg io scolpito raffigurante storie della Vergine e profeti

TOSCANA

PISA

La piazza della catte drale è detta anche CAMPO DEI MIR ACOLI. Gli artefici furono B USCHETO e RAIN ALDO per il duomo DIOTISALVI per il battistero, iniziato n el 1153 e concluso n el XIV secolo B ONANNO per la tor re campanaria inizia ta nel 1173 GIOVANNI DI SIM ONE autore del reci nto marmoreo del C amposanto

cattedrale di Pisa

BUSCHETO - cattedrale fu iniz iata nel 1063 e co nsacrata nel 1118. - ha un’epigrafe sull a facciata e una sopr a la tomba di BUSC HETO per elogio - all’interno vi è un paramento a fasce b ianche e nere, con a scendenze musulma ne - attenzione a model li classici e paleocri stiani e motivi orien tali e romanico- lom bardi - pianta longitudinal e - lungo transetto - 5 navate divise da file di colonne con c apitelli che hanno u na decorazione tra il corinzio e il compos

ito - la cupola sopra il t ransetto è presa dai modelli lombardi, a nche se la forma elli ttica è di origine isla mica

- intervento alla met à del XII secolo per il prolungamento de lle navate e le logge tte pensili disposte i n 4 ordini sovrapposti - ordine inferiore d ella facciata che ripr ende la sequenza de lle arcate cieche lun go tutto il perimetro della cattedrale

PORTE BRONZEE DI BONANNO PIS ANO: distrutte in u n incendio( a cui sp etta anche la decora zione del portale maggiore de l duomo di Monreal e)

BONANNO PISAN O decora anche la P ORTA DI SAN RA NIERI, nel braccio destro del transetto:

- raffigurate storie d ella vita di Cristo - componenti classi che: rosette che inq uadrano gli episodi - iconografia bizanti na e orientale

E’ di sua attribuzion e la mole cilindrica della torre campana ria.

CAGLIARI.

- forza di definizio ne plastica nelle fig ure scolpite nei fia nchi della cassa - scene di vita di Cr isto, interrotte nei l ati lunghi dai simb oli dell’Apocalisse, San Paolo tra i sant i Timoteo e Tito, c ollocati in corrispo ndenza dei due leg gii. - i rilievi si staccan o dai fondi, arabesc ati come nell’arte b izantina - effetti pittorici ri mandano alla cultu ra provenzale, com e le fitte pieghe dei

panneggi.

1) 2) 3)

pulpito di SAN GENNARO A LUCCA rilievi dell’arch itrave del portal e maggiore del S. ANDREA A PISTOIA episodi evangel ici nella CHIES A DI SAN SAL VATORE A LU CCA

1) 2) 3) 4)

chiesa di SAN P AOLO A RIPA D’ARNO( facci ata, schema a cr oce latina, impo nente transetto) chiesa di SAN GIOVANNI a P ISTOIA ( para mento esterno a fasce bianche e nere) chiesa di SAN FREDIANO A LUCCA

CA TT ED RA LE DI

OTTANA IN S ARDEGNA ( tr e ordini di arcat e e paramento a fasce bicrome)

FIRENZE

Persistenza di sugg estioni dell’antichit à, scansione ritmic a dei volumi e dell e sue superfici.

BATTISTERO DI SAN GIOVANNI:

- consacrato dal pa pa Niccolo II nel 1 059 - edificio innalzato su un precedente i mpianto di origine paleocristiana - pianta ottagonale, coperta da una cup ola di 8 spicchi - forte analogie con edifici paleocristia ni - moderno è l’ester no: marmi bianchi e serpentina verde POLICROMIA - presenza di linee rette e curve nei rili evi delle arcate cie che e nelle lesene

CHIESA DI SAN MINIATO AL MO NTE:

- POLICROMIA - riedificata tra il 1 018 e il 1063 - richiama la solen nità delle aule pale ocristiane - elementi romanici : pilastri cruciformi su cui è impostato i

l soffitto, sopraelevazione de l presbiterio rispett o alla cripta e nella scansione spaziale delle navate - il paramento ester no riprende nell’ab side la sequenza de lle arcate che suddividono le nav ate: motivo che ric ompare nel registro inferiore della facci ata

ABBAZIA DI S. ANTIMO:

- Metà del XI secolo - territorio di Montalcino - influenze oltralpine, della cultura f rancese e cluniacense - pianta basilicale divisa in 3 navate - pilastri cruciformi alternati a colon ne - deambulatorio a cappelle radiali

UMBRIA:

Ritorno a motivi dell’architettura lo mbarda, anche se con decorazioni cl assiche

CATTEDRALE DI SAN RUFINO AD ASSISI:

VB- ric ostruita intorno alla metà del XII secolo da Giovanni da Gubbio

- facciat a decorata con una classicheggiante spartizione a riquadri

- ciascu n riquadro contiene un rilievo marm oreo con scene sacre e allegoriche

- nitidi s chemi compositivi

- risalto plastico

La pittura è orientata a schemi bizan tini.

CROCI DIPINTE

Ci sono giunte alcune tavole, sagom ate a forma di croce su cui sono raffi gurati dipinti a tempera direttamente

sul legno o su un foglio di pergamen a incollato:

CROCE DI GUGLIELMO

- del 1138 - raffigurato CRISTO in posa eretta e frontale, ancora vivo, alludendo al simbolico trionfo dellaMorte - assenza di intenti narrativi per u na severa sacralità - Essa è formata da un supporto lign eo di castagno sul quale è applicata

una tela di lino destinata a ricevere il disegno prepa ratorio - Testa e tronco furono ridipinti

MARCHE

Influenzata dalla c ultura bizantina.

SANTA MARIA D I PORTONOVO:

- schema orientaleg giante - forma di croce gr eca - annessa a un mon astero - esterno: lesene e archetti ciechi pens ili - duplice funzione dei bracci laterali: navate e transetto

SAN CIRIACO A D ANCONA:

- costruita intorno al 1189

- cupola e protiro c ompiuti nel XIII se colo

- schema a croce gr eca

- decorazioni lomb arde: cornici dentel late e archetti prens ili

- La facciata tripart ita è preceduta da a mpia scalinata, al d i sopra della quale si

alza il

nel sottarco sono ra ppresentati i simbo li degli esso di arte romani co-gotico e costruito con pietra bianca e rossa del p resenta una profon da strombatura. Al di sopra del protiro si può trovare un gra

nde onne romane che te rminano su fitto è a legno dipin to - i bracci laterali te rminano con absidi , al di sotto dei qua li si trova la

LAZIO

Diffusione di el ementi decorati vi lombardi e di piante umbre.

SANTA MARI A MAGGIORE IN TUSCANIA :

- ricostruita in due fasi: nel XI secolo e consac rata nel 1206

- portale central e che presenta i l tema della SE DES SAPIENT IAE: la Madon na con

in braccio il Ba mbino e seduta su un trono alla cui base vi son o due leoni che in

questa chiesa s ono stilofori

La Madonna è r affigurata nella lunetta con i pi edi che pendon o dall’architrav e

- Sulla facciata si aprono tre po rtali finemente decorati. Quello centrale, in Presenta due le oni sovrastati d a una lunetta co n quattro archi sorretti da dopp ie colonne e co n differenti

Negli stipiti so no scolpite le fi gure degli ami di ispirazio ne classica - il rosone ha d ue ordini di dod

ici colonne ai c ui angoli si trov ano quattro scul ture che richia mano gli Evangelisti - L’abside semi circolare è perc orsa da lesene e da fasce di arch etti. - L’interno, a pi anta basilicale c on tetto a è a tr e , capitelliscolpit i per arconi a tu tto sesto

- continuità con la tradizione pa leocristiana - riedificata nel XII secolo - sono alternati pilastri a gruppi di colonne ma privi di funzion e portante - portico con se tte arcate, cui si sovrappongono sette finestre - campanile ro manico risalent e al

SAN CLEMEN TE

- del1128 - sorge su una c hiesa preesisten te - recupero dello schema basilica le - pavimento a mosaico - tre navate

AFFRESCHI D ELLA BASILI CA: - raffigurati alc uni miracoli di San Clemente

- TRIONFO D ELLA CROCE : figure, animal i e oggetti simb olici per esaltar e il tema della REDENZIONE . Rami di acanto intrecciati si di partono dal cen tro in cui sorge la croce alluden do al Paradiso

AFFRESCHI D ELLA BASILI CA INFERIOR E: - esecuzione re alizzata prima d ella costruzione della chiesa sov rastante - probabilmente di epoca paleoc ristiana

mosaico absidale realizzato all’epoca di Innocenzo II Incoronazione della Madonna

nella BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA è conservato il CANDELABRO PASQUALE, recuperando in chiave cristiana il tema della colonna coclide romana prendendo spunto dalla scultura classica

CAMPANIA

L’abate Desiderio volle ricostruire la basilica dell’abbazia benedettina di Montecassino sul modello di quelle romane. Montecassino fu fondata da San Benedetto nel 529.

- l’abbazia era un vivace centro culturale artistico in rapporto con il Sacro Romano Impero - entrò in una fase di decadenza di oltre 500 anni - venne ricostruita sullo schema delle basiliche paleocristiane - decorata con mosaici e affreschi con episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento - impreziosita con marmi, suppellettili e porte bronzee realizzate a Costantinopoli

SANT’ANGELO IN FORMIS:

- ritratto nella zona absidale dell’ABATE DESIDERIO: il volto appare circondato da un quadrato, che solitamente tendeva a rappresentare personaggi ancora in vita, ed è rappresentato mentre offre a Cristo il modello della chiesa L’affresco è stato compiuto entro il 1087, data in cui morì Desiderio - l’edificio sorge su un tempio - edificata e affrescata su commissione di Desiderio dal 1072 - impianto basilicale - navate divise da colonne e attraversate dal transetto - archi del pronao caratterizzati da tipici elementi dell’architettura islamica

gli AFFRESCHI: - storie del VECCHIO e del NUOVO TESTAMENTO e il GIUDIZIO UNIVERSALE, raffigurato nella controfacciata - eseguiti da maestri campani - fusi elementi romanici e bizantini - San Michele arcangelo affrescato nell’atrio sul timpano della porta d’ingresso - il Nuovo Testamento occupa la navata centrale - il Vecchio Testamento occupa le navate laterali

- STORIE DI CRISTO distribuite su tre registri secondo un ordine cronologico: dall’Annunciazione alla Passione; sulla destra i miracoli e le parabole divine La decorazione ha intenti DIDATTICI per essere di immediata comprensione per il pubblico. Il ciclo si chiude con il GIUDIZIO UNIVERSALE affrescato sulla parete di fronte all’abside: Cristo benedicente tra i simboli degli Evangelisti ( TETRAMORFO)

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