arte nel tempo il medioevo parte 1 (1).pdf, Appunti di Storia dell'arte medievale
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arte nel tempo il medioevo parte 1 (1).pdf, Appunti di Storia dell'arte medievale

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RINASCENZA OTTONIANA Dopo un forte periodo di crisi, caratterizzato da invasioni barbariche, il potere politico è diviso in conflitti interni. Sullo sfondo, intanto, abbiamo terribili carestie. Successivamente abbiamo la ripresa dell’XI e XII secolo quando, una fitta rete di potenti poteri locali, instaurano un sistema feudale. In questo periodo nascono enormi possedimenti fondiari e tesori che racchiudono i preziosi oggetti liturgici donati dall’imperatore e dai grandi feudatari. Un esempio è l’Abbazia di Cluny. In questo periodo Ottone I detto il grande, afferma la volontà di aver lo stesso potere sull’Europa di Carlo Magno. La Chiesa Abbaziale di San Michele ha uno schema geometrico di tre quadrati uguali, a loro volta tripartiti. Le navate sono scandite da pilastri, che determinano un ritmo ripetuto di tre arcate. Per questa chiesa furono fuse due enormi battenti bronzei con episodi del Nuovo Testamento e del Vecchio Testamento: i bassi rilievi sono elementi paesaggistici e architettonici mentre gli ali rilievi sono le figure. La colonna trionfale bronzea ha uno schema volto a celebrare il trionfo di Cristo. I temi dell’architettura carolingia sono continuamente ripresi in epoca ottoniana, ma sempre trasformati, spesso in maniera radicale. I due monumenti nei quali si riassume l’attività architettonica ottoniana sono Santa Maria in Campidoglio e La Cattedrale di Spira. Santa Maria in Campidoglio è una chiesa di un convento, ha un corpo longitudinale a tre navate preceduto da un atrio e il suo modello ha origine tardo-antiche. Ha una forte spazialità grandiosa ed è equilibrata classicamente. La cattedrale di Spira è un edificio immenso ha un lungo corpo longitudinale a tre navate, quelle minori coperte a volta e quella maggiore a soffitto piano; ha un grande transetto, una profonda abside e una vasta cripta. All’interno della cripta abbiamo semicolonne affiancate da pilastri per dare chiarezza strutturale alle volte, invece, nella navata, servivano per scandire ritmicamente lo spazio. Le semicolonne, infatti, si allungano fino a reggere una sequenza di archi, modello ispirato dagli antichi acquedotti. Nella tradizione delle chiese paleocristiane, infatti, il muro, accoglieva grandi cicli narrativi; a Spira questo elemento diviene un elemento plastico che tutti gli elementi dell’edificio concorrono a formare. Gli affreschi, all’interno, voluti da Ottone III a opera di Giovanni sono stati ricoperti da intonaco e rimangono solo alcune copie in acquerello. Ma, il maggior ciclo di affreschi ottoniani è quello della chiesa di San Giorgio: la decorazione riprende uno schema tardoantico e ravennate, le grandi scene narrative si dispiegano in un solo registro e gli episodi cristologici vengono utilizzati per mettere in rilievo la dimensione eroica e gli aspetti regalistici della vita del Salvatore. L’ideatore del ciclo sa aggiornare la propria cultura con la novità della “rinascenza macedone” dal matrimonio di Ottone I con la principessa bizantina. I panneggi delle vesti sono delicati e gli atteggiamenti dei personaggi sono sintetizzati. Gli artisti di questo periodo sono spesso chiamati a restaurare vecchi codici, come nel caso del Registrum Gregorii: le due miniature raffigurano Ottone II circondato dalle Province dell’Impero e San Gregorio ispirato da una colomba. L’imperatore è centrale, c’è un forte proporzione tra i pieni e i vuoti, i personaggi sono naturali così come la loro posizione e la gamma cromatica è studiata. Le stesse qualità si possono vedere nella scultura di avorio Vergine col Bambino. C’è una forte distanza anche tra l’Evangelista Luca e un suo analogo di epoca carolingia: al santo seduto in cattedra in atto di scrivere entro una cornice architettonica plausibile si sostituisce un’apparizione visionaria dove l’evangelista è in una mandorla di luce, lo sfondo è dorato, in torno a lui cerbiatti (simbolo dei credenti) si abbeverano del suo verbo e l’Evangelista regge una rappresentazione dell’epifania divina. Il libro Apocalisse è uno dei vertici figurativi dello scriptorium, all’interno abbiamo il Drago che minaccia la donna vestita di sole dove la superficie diviene un piano da decorare con grandissima libertà, il volto ha forte espressività e si ha un geometrismo ornamentale. Questi stili verranno poi travolti, a metà del secolo, dalla grande ondata romanica. Nel dipinto del codice aureo di Spira il re e la consorte offrono il libro alla Vergine assisa entro le arcate della grande cattedrale, la posa della Vergine, l’atteggiamento rituale dei donatori, il motivo dei clipei (ritratti nei tondi) con figure dei santi sono orientali. Le stoffe e gli oggetti santuari bizantini, si può capire, che destavano fascino e attrazione nei decoratori. Durante le invasioni danesi le abbazie benedettine inglesi vennero distrutte, quando si promosse la riforma dell’ordine benedettino si cercarono artisti e modelli librari sul continente permettendo, così, l’influsso della tarda arte carolingia nei monasteri inglesi. Il salterio eseguito a Winchester contiene la Crocifissione, miniatura con leggerissime venature d’acquerello nella quale è venuto meno ogni tentativo di definizione tridimensionale ma c’è relazione tra monumentalità della croce e fragilità della Vergine e di San Giovanni (che è di tipo gerarchico e dottrinale). Il miniatore si concentra sul lato emotivo e sul contrasto tra la grazia composta di Gesù e il tormentato dolore degli astanti. In Re Edgardo, tra la Vergine e san Pietro, offre il volume a Cristo in gloria (miniatura) si può vedere come i modelli carolingi forniscono elementi iconografici (come il linearismo) e decorativi (il bordo degli acanti), tutto però è trasformato (non è una copia e incolla dello stile carolingio, questo stile viene rivisitato). Vastissima è la produzione di oreficerie, di oggetti liturgici e di insegne del potere. Un esempio è l’Antepedium di Basilea, nella quale entro le arcate di una loggia di limpida architettura sono rappresentate le figure di Cristo, c’è un forte risalto dal fondo. A questo si affianca l’Incredulità di san Tommaso, un anta di un dittico, in cui si vede il suo radicale anticlassicismo, il Cristo che alza il braccio lasciando scoperta la ferita e lo slancio dell’apostolo sono fortemente realistici. Nel Crocifisso inciso sul retro della Croce di Lotario, l’uso sapiente della linea crea una

figura di grande intensità, tale elemento si ritrova nella Croce di Gerone: il corpo è quasi deforme e pesantemente abbandonato sulla croce, Gesù ha un intensa espressione dolorosa nel volto. Il Secchiello del vescovo Gotofredo, è una situla di avorio liturgica che veniva utilizzato nelle cerimonie imperiali. Questo secchiello è decorato: entro una serie di archi siedono la Madonna col Bambino tra due angeli e quattro evangelisti: compostezza delle figure, ispirazione a modelli tardo-antichi. La Basilica ambrosiana ricevette grandi decorazioni, soprattutto l’intero spazio dedicato al clero: il programma iconografico sottolinea l’origine divina dell’autorità episcopale ed è una precisa dichiarazione di autonomia nei confronti del potere imperiale. In Lombardia si conserva un prezioso gruppo di crocifissi monumentali: le croci di Raingarda e di Leone sono tipoogicamente affini a una carolingia con lo stile legato agli stucchi e alle oreficerie. La Croce di Ariberto vede la raffigurazione del Cristo morto, sbalzato nel metallo. Il modello dell’abside ambrosiana viene imitato in San Vincenzo in Prato, che però possiede tre absidi scanditi da lesene in un ritmo triadico. La riorganizzazione delle campagne, con la crescita demografica, vede nelle pievi un punto di forza: la chiesa è sovente affiancata da un battistero, staccato e indipendente, secondo i modelli paleocristiani. Temi nuovi compaiono in Santa Maria Maggiore, un edificio a tre navate con un transetto più basso del corpo longitudinale. Il tema funzionale diviene elemento formale nei pilastri che assumono struttura cruciforme. L’intera chiesa era decorata da affreschi e da stucchi, all’esterno ci sono lesene piatte e archetti ciechi. Nell’area adriatica abbiamo l’abbazia di Pomposa un vecchio modello esarcale a cui viene aggiunto un atrio con motivo trionfale del triplice arco e grandi patere (bassorilievo ornamentale di forma circolare tipico della Laguna veneta) rotonde nei peducci (capitello pensile sul quale si appoggia un arco o una volta). A Pomposa si ha lo sviluppo verticale della torre attraverso la definizione, tramite lesene e archeggiature cieche, di piani sovrapposti. Dell’architettura civile adriatica e veneziana può dare un’idea il Palazzo della Ragione dove l’abate svolgeva le funzioni istituzionali e amministrative. La proporzione dell’edificio e la ritmica alternanza dei sostegni delle arcature richiamano un nuovo stile. La pittura monumentale in Lombardia è molto inserita nella tradizione. L’abside della chiesa di San Vincenzo a Galliano è raffigurato Il Cristo in mandorla, un emiciclo composto da tre episodi. Alcuni elementi iconografici rimangono bizantini (come la veste degli angeli) ma altri si tuffano nello stile occidentale (come il senso plastico, le lumeggiature. Gli affreschi di Sant’Orso ad Aosta si può vedere una cultura figurativa simile. Verso la fine dell’XI secolo si ha una nuova ondata di cultura bizantina, e la Lombardia acquista un peso determinante. La grande scena apocalittica in San Pietro è impaginata secondo un rigido sistema di corrispondenze simmetriche, il senso plastico è ammorbidito, la forma dei volti e certi stilemi appaiono ispirati a modelli orientali. Sul vecchio ceppo bizantino si innestano, in queste immagini, abilità composiva, attenzione per l’impaginazione spaziale e per il rapporto con lo spazio architettonico. Il movimento di riforma e la ricerca di autonomia della Chiesa coincide con l’affermarsi di un linguaggio tipicamente romano. Gli affreschi di San Clemente testimoniano una nuova atmosfera dell’Urbe, il ciclo narra la vita di Sant’Alessio, ricca di dettagli e vivacità. Il maestro tende a privilegiare l’elemento lineare e tende a comunicare con immediatezza il senso della narrazione, infatti mette didascalie in volgare. Il meridione si impregna di cultura orientale con motivi zoomorfi e vegetali. In Puglia e in Campania nasce il rotulo in cui la lettura da parte dell’incaricato permetteva, intanto che lo si svolgeva, la visione delle immagini da parte del pubblico. Il Benedictio fontis (a Benevento), mostra continuità con gli affreschi di San Vincenzo al Volturno. Gli exulet pugliesi mostrano una cultura costantinopolitana con una forte scansione delle immagini e il fortissimo classicismo.

L’ITALIA TRA XI E XII SECOLO: I GRANDI CANTIERI TRA ARCHITETTURA E SCULTURA

LOMBARDIA:

BASILICA DI S. AMBROGIO:

1128 e il 1144

- viene aggiunto il “CAMPANILE DEI CANONICI” tra il

- esterno in laterizio, inserti di pietra, effetti di policromia - ciascun lato della torre è attraversato da sottilissime colonne

- alla fine dell’XI sec. È stato probabilmente costruito il TIBURIO, percorso da due ordini di loggette che illuminano l’interno

SAN MICHELE A PAVIA:

- stretta relazione con la basilica ambrosiana - decorazione fantasiosa della facciata - temi naturalistici e allegorici - racconti di guerra, vita quotidiana e vite di santi

all’interno - oggetto di numerose ricostruzioni e restauri - sviluppo ascensionale in facciata - finestre concentrate nella zona centrale - contrasti chiaroscurali

SAN PIETRO IN CIEL D’ORO A PAVIA:

- consacrata nel 1132 - aperta alle influenze nordeuropee - uso della pietra, a differenza del laterizio usato nelle altre chiese

CHIESA DI S. ABBONDIO A COMO:

- consacrata nel 1095 - archetti ciechi lungo la facciata a salienti - 5 navate - copertura a travi con legno in vista - 2 torri gemelle che riprendono l’architettura ottoniana

SAN FEDELE A COMO:

- pianta tricora come quelle degli edifici germanici - scultura decorativa

- gusto per il mostruoso e per il grottesco - senso plastico delle forme

EMILIA:

In questa zona è praticata l’attività di WILIGELMO NICCOLO’ E BENEDETTO ANTELAMI

Soprattutto nella CATTEDRALE DI MODENA si sviluppa il lavoro degli scultori in armonia con la struttura architettonica.

Ai tempi di WILIGELMO appartengono: 1. la PORTA DEI PRINCIPI sul lato sud: santi negli stipiti e storie della vita di S.Gimignano a cui era dedicata l’iscrizione nell’architrave

PORTA DELLA PESCHERIA del MAESTRO DELLE METOPE:

- situata nella parte settentrionale - favole di animali ed episodi del CICLO ARTURIANO - eseguito dal MAESTRO DELLE METOPE - vegetazione, animali, mostri sulla parte esterna degli stipiti - all’interno vi sono le allegorie dei Mesi - vivacità narrativa - evocazione delle figure classiche nella stilizzazione delle figure - grande compostezza compositiva

CAMPIONESI: ANSELMO DA CAMPIONE:

- I Maestri Campionesi erano stati chiamati per completare la cattedrale e, soprattutto, per costruire la torre campanaria. A loro si devono buona parte delle decorazioni interne, ma anche diversi interventi strutturali quali l'apertura delle due porte della facciata ai lati del portale maggiore e la costruzione del grande rosone gotico al centro della facciata - Fu inoltre modificato il presbiterio, con la costruzione del pontile riccamente da loro decorato, e venne aperta la grandiosa Porta Regia sulla Piazza Grande vicina alla Porta dei principi

- Ai Maestri Campionesi sono anche attribuibili gli Arcangeli Gabriele e Michele posti uno alla sommità del tetto della facciata e l'altro su quello dell'abside centrale.

PORTA REGIA: La facciata è a spioventi che riflettono la forma interna delle navate, con soffitti ad altezze diverse. Due poderose paraste dividono la facciata in tre campiture. Il centro è dominato dal portale maggiore, sovrastato da un protiro a due piani con un'edicola dalla volta a botte. Il protiro è retto da due leoni stilofori (cioè reggenti una colonna ciascuno) di epoca

antica.

CATTEDRALE DI PARMA:

- COMPLESSO MONUMETALE: DUOMO, TORRE CAMPANARIA e BATTISTERO comprende quasi due secoli, da quando viene eretto il campanile in mattoni e il protiro della cattedrale - impianto complesso - gioco di volumi nella zona absidale - sviluppo del transetto grandioso - le mura sono caratterizzate da loggette pensili che richiamano quelle della facciata - le loggette della facciata sono distribuite in 3 ordini e accentuano gli effetti chiaroscurali - materiali: pietra grigia e marmo rosa di Verona - primi lavori tra il 1090 e il 1130

- decorazione scultorea rappresentata dal CICLO DEI MESI, dei Campionesi nel sottarco nel protiro - BENEDETTO ANTELAMI inscriverà la data del 1178 nella lastra della DEPOSIZIONE

DUOMO DI PIACENZA:

ricostruito in concomitanza della conquista dell’autonomia comunale nel 1126 - l’attività di NICCOLO’ è legata ai rilievi del portale meridionale nella facciata del duomo Evoluzione della scultura di Wiligelmo - NICCOLO’ lavora soprattutto alle “formelle dei Paratici” distribuite lungo le pareti della navata intermedia della cattedrale, raffiguranti corporazioni artigiane

FORMELLE:

NICCOLO’ lavora anche nella: 1. CATTEDRALE DI FERRARA 2. in SAN ZENO 3. nella SACRA DI SAN MICHELE

DUOMO DI FERRARA:

PORTALE DI NICCOLO’

- scultura del portale: nella lunetta raffigurato SAN GIORGIO CHE ATTERRA IL DRAGO - attività di Niccolò verso il 1135 - Nella parte centrale della facciata:

1. risalta il protiro, sorretto da due colonne poste su due ippogrifi, che presenta dall'alto verso il basso, un Giudizio universale, scolpito da ignoto in stile gotico 2. una loggia con la statua della Madonna con il bambino (aggiunta tardogotica) 3. in basso, proprio al di sopra del portone centrale, due opere dello scultore Nicholaus, allievo forse di Wiligelmo: la Statua di san Giorgio, protettore di Ferrara, e le Scene del Nuovo Testamento.

Lo stesso Nicholaus progettò forse l'intera facciata, le absidi, le fiancate e la struttura interna della chiesa.

AREA VENETA

SAN ZENO A VERONA:

- analogo schema compositivo della chiesa modenese: articolazione degli spazi interni, concezione della facciata tripartita che riprende la divisione all’interno

- rilievi del portale scolpiti da NICCOLO’: figurazioni dello zodiaco e delle dodici Costellazioni - lunetta sempre di NICCOLO’: originariamente policroma raffigura SAN ZENO CHE BENEDICE LE MILIZIE CITTADINE E’ inserito in ampie fasce a rilievo in cui sono rappresentate scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, i Mesi e scene della Leggenda di Teodorico.

CATTEDRALE DI S. MARCO:

- lo sviluppo della cultura figurativa è per secoli collegata ai rapporti politici e mercantili delle città dell’Impero bizantino e con tutto l’Oriente, pur mantenendo dei contatti con l’Occidente

- la decorazione della basilica assume il valore delle vicende artistiche della città, del suo sviluppo storico, della realtà politica ed economica: VENEZIA è un centro strategico per i commerci

- traslazione delle reliquie dell’evangelista san MARCO avvennero all’inizio del IX secolo, così come la sua elezione a patrono della città

- in origine era una CAPPELLA PALATINA, legata al potere politico ( anche fisicamente la chiesa è collegata al PALAZZO DUCALE)

ATTUALE BASILICA: - iniziata intorno al 1063 sotto il doge DOMENICO CONTARINI, in sostituzione di un vecchio edificio - il modello fu l’APOSTOLEION di Costantinopoli - A CROCE GRECA - 5 CUPOLE - le navate sono separate da colonne tra i piloni che sostengono le cupole e preceduta da un nartece - la struttura tardo antica viene modificata dall’inserimento di elementi occidentali: 1) grande cripta 2) altare maggiore è collocato nella zona absidale del braccio est e non più sotto la cupola centrale - l’ampliamento della navata centrale nei bracci ovest ed est rompe la simmetria della pianta centrale: si crea un asse longitudinale tra l’ingresso e l’altare maggiore

- sono ORIENTALI: le gallerie con pavimento ligneo che coprivano le navate minori

Nel XII secolo i rapporti tra Bisanzio e Venezia si indeboliscono e arrivano alla IV crociata: definitiva affermazione della supremazia veneziana nel Mediterraneo orientale. Un enorme ricchezza affluisce a VENEZIA, grazie ai resti tolti alla capitale orientale:

- si amplia il VESTIBOLO - creazione dell’attuale facciata, ricoperta di lastre marmoree, bassorilievi, colonne in marmi preziosi distribuite su due ordini

- viene innalzata la copertura delle cupole - all’interno procede il rivestimento marmoreo - si progetta di estendere la decorazione a mosaico riducendo le gallerie a stretti passaggi per permettere la visione anche dal basso - vengono aumentate le sculture, che in origine comprendevano: a) i capitelli copiati da prototipi bizantini b) incrostazioni di fregi

- quadriga bronzea sopra il portone centrale proviene direttamente da Costantinopoli - numerosi rilievi bizantini, come le icone della Vergine e dei santi - più “OCCIDENTALI” sono le decorazioni del portale maggiore, simile a quello delle cattedrali francesi - lunetta a mosaico del GIUDIZIO UNIVERSALE è circondata da 3 archi scolpiti, di diverse dimensioni e con raffigurazioni di profeti, virtù, allegorie dei mesi, scene simboliche.

INTERNO: DECORAZIONE A MOSAICO

- nell’ATRIO: scene dell’Antico Testamento, della vita di Giuseppe - all’interno delle 3 cupole del braccio longitudinale vi sono episodi evangelici - nel TRANSETTO SINISTRO la cupola è dedicata a S. GIOVANNI

gli arconi alla vita della VERGINE

- nel TRANSETTO DESTRO: la cupola contiene figure di santi e fatti della vita di S. Marco - i mosaici più antichi sono quelli dell’ABSIDE MAGGIORE: Cristo, figure di santi e apostoli e quelli della PORTA PRINCIPALE ( XII secolo )

L’influsso occidentale accentua la rigida schematizzazione - entro il XI secolo fu decorata la cupola della Pentecoste che mostra influenze bizantine - decorazione di: 1) cupola di EMANUELE, sopra l’altare maggiore 2) cupola dell’ASCENSIONE( centrale ) 3) atrio con la cupola della GENESI

Mosaici successivi dei transetti e della tribuna del coro: introduzione di elementi della tradizione occidentale romanica, caratterizzati da una linea e sintetica e una forma compatta

Ultimi mosaici della CAPPELLA ZEN: opera di un maestro greco

I mosaici si alternano a intarsi di marmi policromi che ricoprono i pavimenti. Presenza di porte bronzee. Gusto anticheggiante

PALA D’ORO: più importante opera di oreficeria, arricchita con incorniciature gotiche. Composta da numerosi smalti. Le figure risultano eleganti, le filettature auree sono sottilissime. Lucentezza del fondo aureo.

SANTA FOSCA A TORCELLO:

- è un edificio religioso dell'isola di Torcello, nella laguna di Venezia, parte del più ampio complesso della cattedrale di Santa Maria Assunta - edificio a pianta circolare - su modello paleocristiano di chiesa-battistero-martyrion - l'aspetto attuale attorno al XII secolo, quando venne riedificato per accogliere le reliquie delle martiri Fosca e Maura

- All’esterno l'edificio è circondato da un portico che lo circonda su cinque lati. Gli archi sono retti da colonne ed eleganti capitelli bizantini. - L’interno è a croce greca, a tre navate con absidi. - Il tutto è sovrastato da cupola circolare, mentre i motivi decorativi risentono dell'influenza bizantina

PIEMONTE E VAL D’AOSTA:

Le due regioni sono influenzate dal ROMANICO FRANCESE e da quello LOMBARDO.

SACRA DI S. MICHELE:

- sorge su di un’altura in VAL DI SUSA - al di sotto è collocato un edificio monastico - contrasto cromatico tra la pietra grigia del basamento e il verde della cortina muraria - L'abate Ermengardo, che resse il monastero dal 1099 al 1131, fece realizzare l' imponente costruzione: l'impressionante basamento per la costruzione della nuova capiente chiesa. Questo basamento è alto 26 metri ed è sovrastato dalle absidi

- Tra il 1120 e il 1130 lavorò alla Sacra lo scultore Niccolò. Dal protiro, altissimo a più piani, si accede allo Scalone dei Morti, così chiamato perché anticamente era fiancheggiato da tombe. Qui si trova la Porta dello zodiaco, con gli stipiti decorati da rilievi dei segni zodiacali, che all'epoca erano un modo per rappresentare lo scorrere del tempo. Questi rilievi risultano simili a quelli dei popoli fantastici nella Porta dei Principi di Modena

CHIESA ABBAZIALE DI VEZZOLANO: - facciata animata da colonne architravate e da archetti pensili - un grande tramezzo divide l’interno, sostenuto da arcate a sesto acuto e presenta un fregio scolpito raffigurante storie della Vergine e profeti

TOSCANA

PISA

La piazza della cattedrale è detta anche CAMPO DEI MIRACOLI. Gli artefici furono BUSCHETO e RAINALDO per il duomo

DIOTISALVI per il battistero, iniziato nel 1153 e concluso nel XIV secolo BONANNO per la torre campanaria iniziata nel 1173 GIOVANNI DI SIMONE autore del recinto marmoreo del Camposanto

cattedrale di Pisa

BUSCHETO - cattedrale fu iniziata nel 1063 e consacrata nel 1118. - ha un’epigrafe sulla facciata e una sopra la tomba di BUSCHETO per elogio - all’interno vi è un paramento a fasce bianche e nere, con ascendenze musulmane - attenzione a modelli classici e paleocristiani e motivi orientali e romanico- lombardi - pianta longitudinale - lungo transetto - 5 navate divise da file di colonne con capitelli che hanno una decorazione tra il corinzio e il composito - la cupola sopra il transetto è presa dai modelli lombardi, anche se la forma ellittica è di origine islamica

RAINALDO - intervento alla metà del XII secolo per il prolungamento delle navate e le loggette pensili disposte in 4 ordini sovrapposti - ordine inferiore della facciata che riprende la sequenza delle arcate cieche lungo tutto il perimetro della cattedrale

PORTE BRONZEE DI BONANNO PISANO: distrutte in un incendio( a cui spetta anche la decorazione del portale maggiore del duomo di Monreale)

BONANNO PISANO decora anche la PORTA DI SAN RANIERI, nel braccio destro del transetto:

- raffigurate storie della vita di Cristo - componenti classiche: rosette che inquadrano gli episodi - iconografia bizantina e orientale

E’ di sua attribuzione la mole cilindrica della torre campanaria.

MAESTRO GUGLIELMO: autore di un pergamo, che in origine era nel duomo di Pisa, ora è in quello di CAGLIARI.

- forza di definizione plastica nelle figure scolpite nei fianchi della cassa - scene di vita di Cristo, interrotte nei lati lunghi dai simboli dell’Apocalisse, San Paolo tra i santi Timoteo e Tito, collocati in corrispondenza dei due leggii. - i rilievi si staccano dai fondi, arabescati come nell’arte bizantina - effetti pittorici rimandano alla cultura provenzale, come le fitte pieghe dei panneggi.

Guglielmo fu modello per: 1) pulpito di SAN GENNARO A LUCCA 2) rilievi dell’architrave del portale maggiore del S. ANDREA A PISTOIA 3) episodi evangelici nella CHIESA DI SAN SALVATORE A LUCCA

DUOMO PISANO, modello per: 1) chiesa di SAN PAOLO A RIPA D’ARNO( facciata, schema a croce latina, imponente transetto) 2) chiesa di SAN GIOVANNI a PISTOIA ( paramento esterno a fasce bianche e nere) 3) chiesa di SAN FREDIANO A LUCCA 4) CATTEDRALE DI OTTANA IN SARDEGNA ( tre ordini di arcate e paramento a fasce bicrome)

FIRENZE

Persistenza di suggestioni dell’antichità, scansione ritmica dei volumi e delle sue

superfici. BATTISTERO DI SAN GIOVANNI:

- consacrato dal papa Niccolo II nel 1059 - edificio innalzato su un precedente impianto di origine paleocristiana - pianta ottagonale, coperta da una cupola di 8 spicchi - forte analogie con edifici paleocristiani - moderno è l’esterno: marmi bianchi e serpentina verde POLICROMIA - presenza di linee rette e curve nei rilievi delle arcate cieche e nelle lesene

CHIESA DI SAN MINIATO AL MONTE:

- POLICROMIA - riedificata tra il 1018 e il 1063 - richiama la solennità delle aule paleocristiane - elementi romanici: pilastri cruciformi su cui è impostato il soffitto, sopraelevazione del presbiterio rispetto alla cripta e nella scansione spaziale delle navate - il paramento esterno riprende nell’abside la sequenza delle arcate che suddividono le navate: motivo che ricompare nel registro inferiore della facciata

ABBAZIA DI S. ANTIMO:

- Metà del XI secolo - territorio di Montalcino - influenze oltralpine, della cultura francese e cluniacense - pianta basilicale divisa in 3 navate - pilastri cruciformi alternati a colonne - deambulatorio a cappelle radiali

UMBRIA:

Ritorno a motivi dell’architettura lombarda, anche se con decorazioni classiche

CATTEDRALE DI SAN RUFINO AD ASSISI: VB- ricostruita intorno alla metà del XII secolo da Giovanni da Gubbio - facciata decorata con una classicheggiante spartizione a riquadri - ciascun riquadro contiene un rilievo marmoreo con scene sacre e allegoriche - nitidi schemi compositivi - risalto plastico

La pittura è orientata a schemi bizantini.

CROCI DIPINTE

Ci sono giunte alcune tavole, sagomate a forma di croce su cui sono raffigurati dipinti a tempera direttamente sul legno o su un foglio di pergamena incollato: 1. CRISTO CROCIFISSO, con SAN GIOVANNI EVANGELISTA e la VERGINE 2. CRISTO nelle scene della PASSIONE

CROCE DI GUGLIELMO

- del 1138 - raffigurato CRISTO in posa eretta e frontale, ancora vivo, alludendo al simbolico trionfo dellaMorte - assenza di intenti narrativi per una severa sacralità - Essa è formata da un supporto ligneo di castagno sul quale è applicata una tela di lino destinata a ricevere il disegno preparatorio - Testa e tronco furono ridipinti

MARCHE

Influenzata dalla cultura bizantina.

SANTA MARIA DI PORTONOVO:

- schema orientaleggiante - forma di croce greca - annessa a un monastero - esterno: lesene e archetti ciechi pensili - duplice funzione dei bracci laterali: navate e transetto

SAN CIRIACO AD ANCONA:

- costruita intorno al 1189 - cupola e protiro compiuti nel XIII secolo - schema a croce greca - decorazioni lombarde: cornici dentellate e archetti prensili - La facciata tripartita è preceduta da ampia scalinata, al di sopra della quale si alza il protiro romanico-gotico ed un arco a sesto pieno sorretto da quattro colonne

- In quattro rilievi presenti nel sottarco sono rappresentati i simboli degli Evangelisti - Il portale, da alcuni attribuito a Giorgio da Como (1228 circa), è anch'esso di arte romanico-gotico e costruito con pietra bianca e rossa del Conero, presenta una profonda strombatura. Al di sopra del protiro si può trovare un grande rosone - a tre navate con colonne romane che terminano su capitelli bizantini - il soffitto è a legno dipinto - i bracci laterali terminano con absidi, al di sotto dei quali si trova la cripta che contiene le urne di San Ciriaco.

LAZIO

Diffusione di elementi decorativi lombardi e di piante

umbre. SANTA MARIA MAGGIORE IN TUSCANIA:

- ricostruita in due fasi: nel XI secolo e consacrata nel 1206 - portale centrale che presenta il tema della SEDES SAPIENTIAE: la Madonna con in braccio il Bambino e seduta su un trono alla cui base vi sono due leoni che in questa chiesa sono stilofori La Madonna è raffigurata nella lunetta con i piedi che pendono dall’architrave - Sulla facciata si aprono tre portali finemente decorati.

Quello centrale, in marmo bianco, è molto strombato e fiancheggiato da due colonne scanalate a tortiglione. Presenta due leoni sovrastati da una lunetta con quattro archi sorretti da doppie colonne e con differenti capitelli. Negli stipiti sono scolpite le figure degli apostoli Pietro e Paolo Il portale di destra è decorato con fogliami di ispirazione classica - il rosone ha due ordini di dodici colonne ai cui angoli si trovano quattro sculture che richiamano gli Evangelisti - L’abside semicircolare è percorsa da lesene e da fasce di archetti. - L’interno, a pianta basilicale con tetto a capriate, è a tre navate Vi si trovano colonne e pilastri affrescati, capitelli romanici scolpiti per arconi a tutto sesto

SANTA MARIA IN COSMEDIN: - continuità con la tradizione paleocristiana - riedificata nel XII secolo - sono alternati pilastri a gruppi di colonne ma privi di funzione portante - portico con sette arcate, cui si sovrappongono sette finestre - campanile romanico risalente al XII secolo che si eleva dal tetto per sette piani, con bifore e trifore, e decorato da maioliche colorate - tre navate - il soffito è ligneo, costituito da capriate - il pavimento è arricchito dagli smalti e dagli ori dei mosaici

SAN CLEMENTE

- del1128 - sorge su una chiesa preesistente - recupero dello schema basilicale - pavimento a mosaico - tre navate

AFFRESCHI DELLA BASILICA: - raffigurati alcuni miracoli di San Clemente - TRIONFO DELLA CROCE: figure, animali e oggetti simbolici per esaltare il tema della REDENZIONE. Rami di acanto intrecciati si dipartono dal centro in cui sorge la croce alludendo al Paradiso

AFFRESCHI DELLA BASILICA INFERIORE: - esecuzione realizzata prima della costruzione della chiesa sovrastante - probabilmente di epoca paleocristiana

SANTA MARIA IN TRASTEVERE:

- mosaico absidale realizzato all’epoca di Innocenzo II - Incoronazione della Madonna (XII secolo), ornato, nella parte inferiore, da Storie della Vergine, sempre a mosaico, opera di Pietro Cavallini

Attività di COSMATI e VASSALLETTO: 1. nella BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA è conservato il CANDELABRO PASQUALE, recuperando in chiave cristiana il tema della colonna coclide romana prendendo spunto dalla scultura classica 2. CHIOSTRI: varietà di elementi e materiali decorativi, con coppie di colonne da fusti lisci intrecciati

CAMPANIA

L’abate Desiderio volle ricostruire la basilica dell’abbazia benedettina di Montecassino sul modello di quelle romane. Montecassino fu fondata da San Benedetto nel 529.

- l’abbazia era un vivace centro culturale artistico in rapporto con il Sacro Romano Impero - entrò in una fase di decadenza di oltre 500 anni - venne ricostruita sullo schema delle basiliche paleocristiane - decorata con mosaici e affreschi con episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento - impreziosita con marmi, suppellettili e porte bronzee realizzate a

Costantinopoli SANT’ANGELO IN FORMIS:

- ritratto nella zona absidale dell’ABATE DESIDERIO: il volto appare circondato da un quadrato, che solitamente tendeva a rappresentare personaggi ancora in vita, ed è rappresentato mentre offre a Cristo il modello della chiesa L’affresco è stato compiuto entro il 1087, data in cui morì Desiderio - l’edificio sorge su un tempio - edificata e affrescata su commissione di Desiderio dal 1072 - impianto basilicale - navate divise da colonne e attraversate dal transetto - archi del pronao caratterizzati da tipici elementi dell’architettura islamica

gli AFFRESCHI: - storie del VECCHIO e del NUOVO TESTAMENTO e il GIUDIZIO UNIVERSALE, raffigurato nella controfacciata - eseguiti da maestri campani - fusi elementi romanici e bizantini - San Michele arcangelo affrescato nell’atrio sul timpano della porta d’ingresso - il Nuovo Testamento occupa la navata centrale - il Vecchio Testamento occupa le navate laterali

- STORIE DI CRISTO distribuite su tre registri secondo un ordine cronologico: dall’Annunciazione alla Passione; sulla destra i miracoli e le parabole divine La decorazione ha intenti DIDATTICI per essere di immediata comprensione per il pubblico. Il ciclo si chiude con il GIUDIZIO UNIVERSALE affrescato sulla parete di fronte all’abside: Cristo benedicente tra i simboli degli Evangelisti (TETRAMORFO)

DUOMO DI CASERTA VECCHIA:

- del secolo XII - campanile e tiburio sono opere duecentesche - classico schema basilicale - elementi stilistici arabi: finestre a ferro di cavallo nel transetto, archi intrecciati delle colonne che decorano la cupola

CATTEDRALE DI AMALFI:

- chiostro dei cappuccini ha archi a sesto acuto che si intrecciano con suggestivi effetti decorativi

Nel DUOMO DI RAVELLO ricorrono cupole di tipo musulmano e l’ambone che mostra derivazioni islamiche attraverso la policromia dei mosaici e dei marmi.

PUGLIE:

In questa regione sono presenti caratteristiche lombarde, insieme a influenze pisane e

orientali. SAN NICOLA DI BARI:

- aspetto di una fortezza

- facciata a salienti inserita tra 2 torri incompiute - 3 navate - ornamentazione ad archetti pensili - il protiro, le loggette sui fianchi e i pilastri compositi mostrano l’adesione al gusto emiliano – lombardo

- i pilastri interrompono il ritmo dei colonnati tra una navata e l’altra - voluta dall’abate e poi arcivescovo di Bari ELIA - andamento longitudinale - absidi chiuse da una parete

- matronei: NOVITA’ IN SUD ITALIA

CATTEDRA DEL VESCOVO ELIA:

- resa naturalistica - modelli della scultura wiligelmica - i telamoni espressivamente piegati dallo sforzo - porta il monogramma di ELIA - pareti laterali traforate: stile arabo

CATTEDRALE DI RUVO:

- motivi lombardi - - derivata dal Duomo di Trani - - caratterizzata dal tufo calcareo - - riecheggia San Nicola, ma senza la tripartizione dovuta alle lesene - - battenti del portale sono di BARIDENO DA TRANI, che inserì ciascuna scena entro cornici ornamentali ricavate da modelli bizantini - - tre navate e un transetto trasversale alle navate

CATTEDRALE DI TROIA:

- FONDATA NEL 1093 - compiuta nel XII secolo, soprattutto per l’ordine inferiore della facciata e dei fianchi dove si susseguono arcate - nel portale si susseguono diversi motivi: armeni, musulmani nei capitelli, bizantini nei bronzi - a croce latina - costruzione divisa da un cornicione che distingue la parte superiore, più leggera, da quella inferiore più compatta - parte superiore riprende la zona interna della navata centrale, è caratterizzata da

un tetto a doppio spiovente ed è sorretto da due ampi contrafforti

SICILIA:

La Sicilia e Palermo risentirono di vari influssi: gli arabi si insediarono per oltre due secoli nell’Isola e in seguito giunsero i Normanni. Con l’arrivo di quest’ultimi si può identificare la nascita del REGNO DI SICILIA, con all’interno stratificazioni culturali diverse tra loro. Nell’architettura si fondono elementi bizantini, musulmani e occidentali, anche se prevale l’aspetto arabeggiante.

La Cuba sorge all’interno di quello che in origine era il PARCO REALE, voluto da Ruggero II.

SAN CATALDO probabilmente era annessa a un palazzo e caratterizzata da arcate cieche che alleggerivano la struttura: - simile alla Martorana - 3 navate - 3 cupole nella navata centrale - paramento esterno compatto

LA MARTORANA e la CAPPELLA PALATINA risultano completamente rivestite di mosaici.

MARTORANA: - stile greco - 3 absidi a pianta centrale che formano un quadrato - sormontata da una cupola - decorazione con mosaici

CAPPELLA PALATINA: - armonia spaziale e decorativa - pianta longitudinale a 3 navate - MUQUARNAS: strutture con decorazione araba - unione tra l’impianto centrale bizantino ( presbiterio ) e lo schema basilicale latino ( navata ) - sopraelevazione della zona presbiteriale - scintillante decorazione musiva di stile islamico - serie di dipinti raffiguranti i piaceri della vita di corte e gli svaghi del principe

CATTEDRALE DI MONREALE:

- decorato all’esterno con archi intrecciati, fasce e elementi policromi - nelle navate vi sono anche elementi classicheggianti che rimandano all’architettura campana - insieme al chiostro principale e il convento annesso rappresenta la testimonianza del complesso benedettino voluto dall’ultimo esponente Altavilla - i mosaici sono caratterizzati da elementi occidentali: sono raffigurate scene evangeliche, figure di santi, momenti della predicazione di Pietro e Paolo, profeti, apostoli - nell’abside maggiore sono raffigurati la Vergine col Bambino e la monumentale immagine di Cristo - nel chiostro del convento i capitelli sono ornati in modo raffinatissimo con chiaro recupero dell’antico - nel 1145 vengono posti 2 sarcofagi a CEFALU’ e poi spostati a MONREALE da Guglielmo II - MONREALE da sede benedettina a vescovile

DUOMO DI CEFALU’:

IL GOTICO

- suggestioni nordiche e cluniacensi nella zona presbiteriale e nell’edificio chiuso in due torri. - la decorazione si distribuisce nell’abside centrale: immagine di CRISTO pantocratore a mezzo busto

Il termine fu usato inizialmente in ambito umanistico, con un significato negativo, per indicare un tipo di scrittura medievale. Nel XVI secolo definisce con disprezzo edifici nordici, lontani dai modelli classici. Le strutture risultano prive di rapporti proporzionali e di razionalità. L’abolizione della caratteristica negativa viene eliminata in un momento di rivalutazione della cultura europea e in corrispondenza della nascita del NEOGOTICO.

La cultura romantica riconosce nel gotico la prima formazione dei popoli e delle nazioni moderne in cui è proiettato il mistero, l’irrazionale e la mitizzazione.

Il gotico è un fenomeno europeo e si è esteso a tutti i campi della produzione artistica, ma con ampio sviluppo nella miniatura, nell’oreficeria.

L’origine del nuovo stile è associato al coro della chiesa abbaziale di SANT DENIS in Francia.

L’arte gotica è espressione delle nascenti monarchie nazionali , in cui il popolo crede ancora fortemente nella religione. Ma emerge anche un’arte completamente profana, estranea alla sfera del sacro.

La periodizzazione è differente da regione a regione, ma intorno al 1380 vi è una fase unitaria a livello europeo, chiamata GOTICO INTERNAZIONALE o CORTESE. A nord delle Alpi si prolunga nel “Tardo Gotico”.

In ITALIA il gotico ha vita breve in quanto si sovrappone all’inizio del ‘400 alla nascita del RINASCIMENTO. E ‘ un momento di sviluppo economico e culturale. Del nuovo stile la penisola adotta: 1. archi a sesto acuto 2. volte ogivali 3. maggiore verticalità

l’attività di scultori e di pittori si sviluppa più lentamente ma non è priva di originalità. Si verifica una sintesi tra tradizioni romaniche locali, riscoperta delle forme tardo romane e influssi del Gotico.

La penisola si afferma in campo europeo, grazie anche agli scambi commerciali, monopolizzati da mercanti veneziani e pisani. In Italia risiede l’imperatore FEDERICO II DI SVEVIA, il Papa. Nascono i Comuni e si affermano le prime Signorie; si afferma una cultura volgare, soprattutto in Toscana con gli Stilnovisti.

IL GOTICO NELL’ILE DE FRANCE L’architettura gotica ha origine in Francia, nella regione dell’ILE DE FRANCE, circa nella metà del XII

secolo. La cattedrale gotica francese è un edificio monumentale, slanciato e luminoso. Ogni membratura ha una precisa funzione di SOSTEGNO o di CONTRAPPESO si tendono a eliminare tutti gli elementi non funzionali.

Le parti vengono organizzate secondo uno schema complesso e ordinato gerarchicamente: 1. partes 2. membra 3. articuli

La CATTEDRALE risulta una metafora del mondo: è ancorata alla terra e tende a una progressiva semplificazione e a un’assottigliarsi delle strutture che si slanciano verso il cielo, rimandando alla figura dell’anima che si innalza per ricongiungersi a Dio. - Tutte le parti concorrono in questo SLANCIO VERTICALE. - Le navate si elevano in altezze vertiginose sorrette da snelli pilastri a fascio in cui vi sono le nervature. - Le navate laterali sono più basse e partecipano nel dinamismo - Tutti gli archi, compresi quelli che si incrociano per sostenere le vele delle volte, sono a SESTO ACUTO. L’ARCO A SESTO ACUTO è tipico dell’architettura gotica: è di origine islamica e ha un ruolo fondamentale nel ritmo verticale. - Le campate possono avere pianta quadrata o rettangolare e sono coperte da VOLTE A CROCIERA, grazie all’incrocio di due archi posti lungo le diagonali o di tre archi, due lungo le diagonali e l’altro perpendicolare alle pareti della navata. - gli archi rampanti compensano le spinte delle volte e sono posti lungo i fianchi della cattedrale. - presenza di torri e di guglie - spesso le pareti sono sostituite da VETRATE ISTORIATE che hanno la funzione, insieme al rosone, di illuminare l’interno.

La LUCE è simbolo religioso, come testimoniano gli scritti di SUGER, abate della Chiesa di Saint Denis che ristruttura la chiesa abbaziale. L’abate sosteneva che un edificio ecclesiastico svolgeva meglio la funzione di onorare la divinità se era sontuoso e ornato splendidamente, soprattutto se illuminato.

SAINT DENIS: - deambulatorio, formato da campate ogivali, dà accesso alle cappelle radiali illuminate da grandi finestre - posteriori a Suger sono: 1. il CORO, dominato dallo slancio degli archi a sesto acuto 2. NAVATA CENTRALE

Sul modello vi sono le cattedrali di NOYON e NOTRE DAME a Parigi. NOTRE DAME:

- 5 navate - presenza di un transetto e di un doppio deambulatorio

NUOVE SOLUZIONI: - copertura del deambulatorio a sezioni triangolari - elevazione della parete della navata centrale tramite una fila di oculi circolari sovrastanti le finestre - all’esterno sono introdotti gli archi rampanti per sostenere la spinta delle volte - pianta rettangolare a croce latina - al di sopra delle navate laterali vi è il matroneo, sormontato da bifore che illuminano l’interno - copertura delle volte a crociera

FASE CLASSICA DELL’ARCHITETTURA GOTICA

CATTEDRALE DI CHARTES:

- consacrata alla Vergine e meta di pellegrinaggi - pianta a 3 navate con transetto, doppio deambulatorio e cappelle radiali - la facciata è dominata da altissime torri e portali con splendide sculture - le pareti della navata centrale sono ritmate da nervature sottili che scendono dalle volte ai pilastri - la massa muraria è alleggerita dalle vetrate istoriate

Dalla metà del XIII secolo vi è la tendenza a uno svuotamento più radicale delle pareti, dell’assottiglamento delle strutture e dell’impiego di vetrate.

FASE DEL GOTICO RADIANTE Esso si afferma: - nei transetti di Notre Dame - attraverso i rosoni e le gallerie comunicanti con l’esterno tramite vetrate

- nella SAINTE CHAPELLE del palazzo di Giustizia, fatto erigere come santuario palatino e come contenitore di preziose reliquie giunte da Bisanzio.

- pareti abolite e sostituite da vetrate istoriate, separate da sottili pilastri compositi - accentuata la leggerezza e la luminosità dell’interno

SCULTURA GOTICA

Tendenza ad allestire, tramite la scultura, schemi molto complessi in cui figure e scene sacre si congiungono tramite legami concettuali. Lo sculture deve rappresentare il messaggio religioso in schemi ricchi di elementi gerarchizzati. Superamento della concezione romanica del rilievo come parte integrante dell’architettura. NUOVA CONCEZIONE basata su un’autonomia delle figure rispetto all’edificio: in questo modo è possibile una maggiore descrizione del moto corporeo, armonioso e proporzionato e una maggiore espressività.

CATTEDRALE DI CHARTES:

I RE E LE REGINE D’ISRAELE - nella facciata della cattedrale - allungata forma cilindrica - sono colonne sagomate con aspetto umano da cui sporgono le braccia e i piedi - i panneggi non si sviluppano nello spazio e non si rapportano ai corpi CATTEDRALE DI REIMS: statue dell’ANNUNCIAZIONE e della VISITAZIONE: - lungo il portone centrale - figure indipendenti, addossate alle colonne, ma indipendenti da esse - rappresentate con naturalezza: flettersi del collo, delle braccia e delle gambe bilanciate armoniosamente - i panneggi rivelano le membra sottostanti - sembrano statue classiche

SAN PIETRO: - nel portale di sinistra del transetto nord - maggiore tendenza alla scultura antica - il volto mostra individualità e accordo con l’interiorità - differisce dai modelli classici per un’inquietudine espressiva, una definizione più angolosa e le forme più pungenti e più chiaroscuralità. È un CLASSICISMO GOTICO.

Dopo il 1250 la scultura francese si orienta verso soluzioni più astratte, eleganti e lineari.

CANTIERI ITALIANI NELLA PRIMA META’ DEL XIII SECOLO

In Italia l’architettura gotica fa fatica ad affermarsi. La tradizione romanica è ben radicata e sopravvive anche una tradizione classica, paleocristiana che si oppone al principio gotico dell’annullamento delle masse murarie. Nell’ambiente dei COMUNI difficilmente poteva stabilirsi un’architettura legata alla cultura aristocratica, tipica della monarchia francese. I muri continuano ad essere affrescati e non vengono inserite le vetrate. Si affermano tendenze romanico – gotiche che rifiutano lo SLANCIO VERTICALE e lo SVUOTAMENTO delle MURA.

Le prime chiese gotiche italiane si rifanno a MODELLI CISTERCENSI: - contenute in altezza e nelle finestre - quasi sempre prive di torri

ABBAZIA DI FOSSANOVA:

- nel Lazio - iniziata nel 1187 e consacrata nel 1206 - chiesa ed altri edifici disposti intorno a un chiostro - chiesa a croce latina - 3 navate - transetto e coro - esterno robusto e compatto - alto tiburio ottagonale ornato da sue piani di bifore e rialzato nella torre campanaria - muri solidi

- finestre alte e strette che si alternano ritmicamente lungo i fianchi - navate minori di limitate dimensioni - navata centrale coperta da volte a crociera è divisa in campate rettangolari da possenti archi a sesto acuto - pilastri bassi e possenti - una sottile cornice divide le arcate laterali dalle finestre riducendo la verticalità - richiama elementi romanici di robustezza e plasticità

ABBAZIA DI SAN GALGANO: - presso Siena - finanziata da Federico II, imperatore - attualmente è ridotta a un rudere - formulazione più leggera: pilastri assottigliati e moltiplicazione delle fonti di luce

S. ANDREA A VERCELLI:

sono a pianta rettangolare - volte a crociera

- affidata a monaci francesi - fondata nel 1219 e consacrata nel 1224 - - armonia di elementi gotici e romanici - - ROMANICI: facciata a capanna, tre portali con archi a tutto sesto, strombati e con la doppia galleria - GOTICI: interno a 3 navate fiancheggiate da archi a sesto acuto retti da agili pilastri a cui sono addossate colonne esili - - le campate della navata centrale sono separate da ARCHI OGIVALI e

- i costoloni, bianchi e rossi, scaricano il loro peso tramite le colonne addossate alle pareti - è adiacente un ampio chiostro - contrasti tra muri bianchi e mattoni

rossi SANT’ANTONIO A PADOVA:

- 3 navate - iniziata nel 1232 per contenere la salma del santo - fusione di elementi romanici e gotici e un influsso bizantino - facciata a capanna con galleria è romanica - nella zona inferiore vi sono archi a sesto acuto - all’esterno sporgenti contrafforti si sviluppano come archi rampanti lungo le fiancate - slancio verticale del tiburio rialzato

- il deambulatorio dà accesso a cappelle

radiali SAN FRANCESCO A BOLOGNA:

- i francescani affidano a MARCO DA BRESCIA la costruzione della chiesa dedicata a San Francesco - 3 navate - - la navata centrale è illuminata da finestre strette - - al deambulatorio si accede attraverso le cappelle radiali coperte da volte a crociera - - sopra le cappelle radiali vi sono archi rampanti - - è costruita con materiale padano, anche se si ispira a modelli francesi

SAN FRANCESCO AD ASSISI:

- vi è sepolto SAN FRANCESCO DI ASSISI - il sepolcro non è posto in una cripta come avviene solitamente, ma è contenuto in una chiesa: vengono costruite due CHIESE SOVRAPPOSTE: 1. CHIESA- CRIPTA inferiore 2. CHIESA SUPERIORE finalizzata alla predicazione - fu fondata da Gregorio IX nel 1228 e consacrata nel 1253 da Innocenzo IV - le due chiese hanno una navata, un transetto e un’abside - all’esterno lunghi contrafforti cilindrici e in basso archi rampanti - CHIESA INFERIORE: aggiunta di un secondo transetto con funzioni di atrio. Funge da basamento per la Chiesa superiore: proporzioni schiacciate nelle volte a crociera impostate su archi a tutto sesto che poggiano su pilastri bassi e robusti - CHIESA SUPERIORE: 1. navata divisa in campate quadrate coperte da volte ogivali rette da alti pilastri 2. gli archi a sesto acuto sono disposti lungo la navata 3. la fascia inferiore delle pareti presenta una cortina muraria continua, interrotta dai pilastri 4. il ritmo verticale degli archi è bilanciato dalle

finestre BATTISTERO DI PARMA:

- edificio ottagonale ( regno dei cieli ) - architetto BENEDETTO ANTELAMI che conosce la tradizione romanica di Wiligelmo, ma lavora anche in Provenza - costruito nel 1196: Antelami iscrive il suo nome sull’architrave dell’ingresso principale - inserita nella PLATEA VETUS: piazza vecchia a destra del Duomo - si sviluppa in altezza - alternarsi di pieni e vuoti

- al piano terreno: 3 facce svuotate dai portali a tutto sesto ornati da rilievi( 3 portali ) - zoofore circondano tutto il perimetro - al di sopra vi sono 4 ordini di logge architravate che generano un movimento rotatorio - archeggiature cieche - colonne esili alleggeriscono il paramento murario - all’interno vi sono 16 lati e lunette istoriate, decorate ad alto rilievo in corrispondenza dei portali esterni - all’esterno il marmo bianco e rosa rende lussuoso l’edificio - verticalità, ritmo complesso e proporzioni GOTICHE - FORME ROMANICHE E CLASSICHEGGIANTI - nicchie al pian terremo con statue di profeti e arcangeli - 2 ordini di logge - ampia cupola a ombrello

DEPOSIZIONE DI ANTELAMI: - nella Cattedrale di Parma - frammento di un pulpito sorretto da leoni stilofori e ornato da bassorilievi - 1178 - lastra in breccia rosa - superficie geometricamente definita da un bordo floreale - croce di CRISTO divide il rilievo in due metà esatte - divisione ha un valore SIMBOLICO: il legno segna uno spartiacque tra i CREDENTI E I NON CREDENTI - a SINISTRA vi sono le pie donne con MARIA e il simbolo del SOLE - A destra la LUNA, negativa e i soldati romani che si dividono la veste di Cristo, oltre al Centurione e alla Sinagoga, abbassata da un angelo per indicare la cecità - i gesti sono convenzionali e ripetuti - i piedi poggiano sulla lastra di base - i corpi e le teste sono inclinati per creare un effetto armonioso - le proporzioni sono assottigliate

ANTELAMI in seguito realizzerà uno splendido complesso scultoreo per il BATTISTERO DI PARMA che non è rimasto integro. Le sculture rivestono gli stipiti e le lunette degli ingressi, le pareti esterne e l’interno.

Nelle 3 LUNETTE dei portali sono raffigurati: 1. LEGGENDA DI BAARLAM ( portale meridionale ) 2. ADORAZIONE DEI MAGI 3. GIUDIZIO UNIVERSALE

Completano la decorazione figure di profeti, personaggi biblici.

1. il portale non ha stipiti decorati: vi passavano i battezzandi la vita umana è rappresentata tramite una leggenda di origine orientale: è la storia di un principe indiano tenuto segregato da suo padre, che aveva ricevuto una PROFEZIA: suo figlio si sarebbe convertito al cristianesimo e avrebbe convertito tutta la corte.

Al centro è rappresentato un uomo su un albero che sta fuggendo dalla morte ( un drago ) e 2 topi, uno bianco e uno nero stanno rosicchiando l’albero ( il Giorno e la Notte che stanno trascorrendo) E’ metafora della precaria condizione dell’uomo; sull’albero però vi è un favo di miele, di cui il protagonista ne fa uso: oblio dato dall’abbandono dei sensi e dal piacere della vita porta alla perdizione.

2. Nel portale settentrionale: il più lussuoso. Oltre all’adorazione è rappresentato il SOGNO DI GIUSEPPE, circondato da una fascia con gli apostoli. Sull’architrave le storie del Battista e sugli stipiti: a) A SINISTRA la discendenza di Giacobbe b) A DESTRA i 12 rappresentanti della stirpe regale originata da Jesse ( tribù da cui è nata Maria )

Collegamento tra nuova e vecchia alleanza. Sotto vi è rappresentato il battesimo di Cristo e la decapitazione del Battista.

3. nel portale occidentale. CRISTO giudice e ai lati i simboli della morte di Cristo e la figura di San Paolo che in una lettera fa rimando alla resurrezione. Tutte e figure erano dipinte. a) Sullo stipite SINISTRO rappresentate opere di carità b) Sullo STIPITE DESTRO la Parabola Evangelica della VIGNA

INTERNO: CICLO DEI MESI E DELLE STAGIONI

Forse era destinato a un portale. Descrive la vita dell’uomo nei diversi periodi dell’anno, scandito dai lavori agricoli stagionali. - Figure rappresentate in atti quotidiani con i propri strumenti di lavoro. - altorilievi di qualità - le figure si stagliano quasi a tutto tondo - superficie ruvida probabilmente per accogliere il colore, mai inserito - i segni dello zodiaco accompagnano i mesi e le 4 stagioni - i mesi rappresentano lo scorrere del tempo, collegato alla condanna dell’uomo - volontà di rappresentare la redenzione - monumentalità dell’immagine e naturalismo dei particolari

MAESTRO DEI MESI: - lunetta con l’Adorazione dei Magi a FORLI’ - attivo anche a Venezia negli anni ’30 del’200 dove realizza per la basilica di San Marco dei vivaci rilievi dei Mesi

- CICLO DEI MESI nella CATTEDRALE DI FERRARA

SETTEMBRE: grappoli d’uva Attenzione alla natura. Influsso gotico

GENNAIO: figura bifronte: una testa guarda al passato, l’altra all’anno che verrà. Otra di vino perché è difficile portare avanti la vita nei campi

L’ETA’ DI FEDERICO II IN ITALIA MERIDIONALE

RINASCENZA FEDERICIANA

Monarca che nasce da madre normanna e padre tedesco ( nipote di Federico Barbarossa ). Eredita la corona dell’impero e la corona del re di Sicilia. Lotta per unire i Baroni tedeschi e lotta nei confronti del Papa. Unifica la Corona di Sicilia. L’imperatore soggiorna in Germania e la sua corte è costituita da artisti italiani che visitavano i cantieri gotici ed erano in contatto con gli scultori tedeschi. Studia matematica,geometria, letteratura ( Scuola Siciliana ), fenomeni della natura, medicina. Muore nel 1250. All’interno della cultura federiciana si formerà Nicola Pisano.

Introduce i Cistercensi nel Sud: dal 1224 con l’abbazia di Murgio prende avvio una serie di costruzioni ecclesiastiche. Inoltre vengono costruiti numerosi castelli in Puglia e in Sicilia, come residenze e luoghi di caccia.

CASTEL DEL MONTE, presso ANDRIA:

- residenza di caccia del 1240 - pianta ottagonale - 8 torri - innesto di elementi gotici nell’architettura civile - ampie sale interne rette da volte ogivali - finestre monofore o bifore - arco a sesto acuto

PORTA DI CAPUA:

- eretta tra il 1234 e il 1239

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