AULO PERSIO FLACCO - RIASSUNTO, Sintesi di Latino
MattiaBianchini
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AULO PERSIO FLACCO - RIASSUNTO, Sintesi di Latino

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Riassunto su Aulo Persio Flacco
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AULO PERSIO FLACCO Aulio Persio Flacco nacque a Volterra nel 34 d.C. da una ricca famiglia equestre. A dodici anni si trasferì a Roma dove studiò sotto la guida di Remmio Palemone, famoso grammatico, e Virginio Flavo , celebre retore. A sedici anni divenne amico del filosofo stoico Anneo Cornuto e grazie al suo rapporto strinse amicizia anche con altri letterari del tempo. Morì per una malattia allo stomaco nel 62 d.C.

L’OPERA Persio non pubblicò nulla di quello che aveva scritto. Tra le opere giovanili ricordiamo una tragedia praetexta dal titolo incerto, forse Vescio, e un libro di viaggi in onore della suocera di Trasea Peto. Anche l’unica opera che è pervenuta, la raccolta di satire, non è compiuta. Le sei satire, per un totale di 650 esametri, sono precedute da un breve testo in coliambi (giambi zoppicanti), che secondo alcuni rappresentano il prologo della raccolta e secondo altri l’epilogo.

I CONTENUTI DELLE SATIRE Satira I Persio critica il facile successo di alcuni poeti dell’epoca esprimendo il fermo proposito di dedicarsi a una poesia moralmente impegnata, che riprenda i modelli di Lucilio e Orazio. Satira II Tale satira affronta il tema delle richieste da rivolgere agli dei. Secondo il poeta bisogna chiedere i doni veramente importanti e farlo apertamente, a differenza di coloro che pregano in silenzio per non far sentire le loro richieste inconfessabili. La satira è un attacco alle forme ipocrite di religiosità di chi attribuisce agli dei le stesse bassezze degli uomini. Satira III Parla della necessità di non sprecare la vita nell’ozio e nei vizi facendo l’esempio di un giovane ricco che resta sul letto tutto il giorno. Satira IV Si compone di due quadri e affronta il tema del noscete ipsum. Nella prima parte è riportato un dialogo tra Socrate e Alcibiade, nel quale il maestro rimprovera il discepolo poiché si occupa di politica senza possedere la saggezza necessaria. La seconda parte è un’esortazione a coltivare la pratica dell’autocoscienza. Satira V Viene divisa in due sezioni. Nella prima parte il poeta critica i toni gonfi della poesia epica e tragica, mentre nella seconda parte viene trattato il tema della libertà d’animo. Satira VI In questa satira il poeta biasima sia il vizio dell’avarizia sia quello della prodigalità, sostenendo che sia necessario rispettare il giusto mezzo e conquistare così la metriotes, ovvero il senso della misura.

STRUTTURA E FINI DELLE SATIRE Il tema dei singoli componimenti non risulta trattato in modo chiaro e circostanziato. Il poeta si concentra su scene di vita quotidiana, talora arricchite da frammenti di dialoghi e accompagnate da brevi riflessioni moralistiche. Alla mancanza di condanne esplicite del vizio da parte dell’autore, corrisponde una descrizione minuta delle diverse forme e manifestazioni del vizio stesso. Le satire di Persio diventano così una galleria di quadri che concentrano l’attenzione del lettore sulla fenomenologia del vizio.

I CHOLIAMBI: UNA DICHIARAZIONE DI POETICA I Choliambi contengono la dichiarazione di poetica di Persio e vengono collocati come prologo dell’opera. Il poeta rifiuta la poesia epica e tragica, mentre sostiene la validità della poesia satirica, in quanto più aderente alla realtà. L’invettiva si appunta contro i poeti contemporanei che vengono ispirati soltanto dal venter, ovvero dall’avidità diguadagno. Persio prende le distanze da questi, e definendosi semipaganus, allude alla rozzezza della sua poesia se messa a confronto con quella aulica. Persio comunque difende la dignità della sua produzione.

I TEMI DELLE SATIRE E LA LORO RAPPRESENTAZIONE I temi affrontati nelle Satire non sono originali: Persio li mutua dalla tradizione satirica romana e dalle argomentazioni della filosofia stoica. Il poeta dà vita a singoli quadri narrativi, caratterizzati da un forte realismo. I singoli quadri non tendono a comporsi in un insieme armonico, ma si susseguono con passaggi bruschi e improvvisi. L’argomento preferito dal poeta è la società romanadel suo tempo, ritratta come un modello chiuso in sé e nei propri vizi . Il compito che si attribuisce il poeta è quello di smascherare le apparenze e mettere in evidenza i difetti di questo mondo. Tale compito che egli svolge con uno slancio polemico e aggressivo lascia spazio a quell’elegante distacco riscontrato nelle satire di Orazio. Nelle Satire di Persio trovano spazio anche aspetti minuti della realtà quotidiana, propri specialmente del mondo infantile.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI POETI Le fonti antiche affermano che Persio sarebbe stato spinto verso la satira dal desiderio di imitare Lucilio. Lucilio è portato a un modello di una satira aggressiva e ironica. La poesia di Persio è debitrice a Orazio nel riutilizzo di immagini e di espressioni. Nei versi di Persio sono presenti rimandi e allusioni ad altri poeti estranei all’ambito

satirico, come Catullo, Virgilio e Lucrezio. Nei confronti dei poeti contemporanei l’atteggiamento di Persio è nettamente negativo. Essi sono oggetto di disprezzo del poeta e Persio stronca senza possibilità di appello la produzione letteraria del suo tempo.

LO STILE Lo stile di Persio è ellittico e oscuro, caratterizzato da una sintassi contorta, da un’estrema concisione, dall’uso di metafore ardite. Così ne risulta una poesia difficile e artificiosa, che si avvale di inattesi abbinamenti di termini (acris iunctura). Il lessico risulta essere crudo, basso e legato al corpo.

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