BILANCI AZIENDALI-ANALISI DI BILANCIO-Domande e risposte esame - Tesario Bilanci, Domande di esame di Contabilità Finanziaria. Università degli Studi di Pavia
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frafant19919 giugno 2014

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BILANCI AZIENDALI-ANALISI DI BILANCIO-Domande e risposte esame - Tesario Bilanci, Domande di esame di Contabilità Finanziaria. Università degli Studi di Pavia

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Domande Risposte

1. Bilancio di esercizio: articoli del codice civile, principi essenziali e principi di redazione

1. Il bilancio di esercizio è un documento che, a norma del 2423 è costituito da Stato Patrimoniale, Conto economico e Nota integrativa, deve essere redatto dalle società di capitali che per scelta o per legge non applichino i principi contabili internazionali. Sempre l’articolo 2423 suggerisce quali siano i principi fondamentali per la sua redazione: al secondo comma infatti prevede che “il bilancio venga redatto con chiarezza e debba rappresentare il modo veritiero e corretto la situazione finanziaria, patrimoniale e il risultato economico della società”. La chiarezza attiene alla comprensibilità, al rispetto delle forme stabilite dal 2424 e 2425, nonché alla completezza del bilancio; i concetti di “verità” e “correttezza”, che potrebbero sembrare sinonimi attengono invece a tipologie di valori differenti: i primi oggettivi che possono essere dichiarati veri o falsi come i costi, i prezzi, le entrate/uscite ecc. I secondi invece sono valori frutto di una stima soggettiva o di congetture che non possono essere dichiarate vere o false ma corrette o scorrette in virtù proprio della soggettività intrinseca nella valutazione. L’articolo 2423 continua asserendo che devono essere fornite informazioni complementari necessarie nel caso in cui le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge siano insufficiente a fornire una rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione societaria. Inoltre prevede casi eccezionali (come gli incrementi di calore che derivano da mutamento di destinazione o natura economica di un bene, o il tempo di ammortamento per alcune immobilizzazioni immateriali) nei quali se l’applicazione di una o più delle disposizioni successive al 2423 siano incompatibili con la rappresentazione chiara veritiera e corretta della situazione di NON applicare tali disposizioni, ovvero obbliga gli amministratori a derogare disposizione del codice civile in contrasto con il principio di chiarezza e quello di verità e correttezza

2. Principio di prudenza

2. Al primo comma del 2423.bis intitolato “principi di redazione del bilancio”, il legislatore prescrive che la valutazione delle voci debba essere fatta secondo “Prudenza”, principio richiamato implicitamente anche nel secondo e quarto comma dello stesso articolo 2423bis. La finalità è quella di salvaguardare il patrimonio sociale e evitare la distribuzione di utili che l’impresa non ha effettivamente conseguito. La sua applicazione comporta l’imputazione al periodo dei costi e delle perdite presunti e l’obbligo di non considerare i ricavi e gli utili non ancora realizzati. Il principio della prudenza è rafforzato dai principi dell’iscrizione sei soli utili realmente conseguiti e della considerazione dei rischi e delle perdite di competenza anche se conosciuti dopo la chiusura dell’esercizio.

3. Principio del going concern

3. Il principio della prospettiva della continuità aziendale (cd. Going concern) significa che nella valutazione delle diverse voci si deve tener conto del fatto che esse non sono destinate alla liquidazione ma all’impiego duraturo nello svolgimento dell’attività d’impresa. Gli amministratori presumono che un’impresa sia in condizioni di continuità quando può far fronte tempestivamente alle proprie obbligazioni e agli impegni assunti nella normale attività: in caso contrario il disequilibrio reddituale e/o monetario deve essere attentamente valutato ai fini di identificare anomali economico-finanziarie, gestionali o di altra natura che possano rendere difficile l’autonoma sopravvivenza nel tempo della società.

4. Principio della prevalenza della forma sulla sostanza

4. L’articolo 2423bis, afferma che oltre il principio di prudenza e di continuazione della vita aziendale bisogna tener conto nelle valutazioni “della funzione economica dell’elemento attivo e passivo considerato”. Bisogna infatti rilevare i fatti e le operazioni accadute durante l’esercizio sulla base della loro sostanza economica al di là degli aspetti formali legati spesso a un’interpretazione troppo restrittiva delle implicazioni

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