break event point, il punto di equilibrio, Schemi riassuntivi di Economia. Università di Pisa
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spiegazione del punto di equilibrio. come trovare il break even point.
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Lezione economia 21/11/2017 docente D’onza

Il costing ed il controllo dei processi di produzione Classificazione basata sulla variabilità dei costi

Un'altra fondamentale classificazione fa riferimento alla variabilità dei costi. Questa classificazione considera il comportamento dei costi rispetto a un determinato fattore chiamato cost driver.

Per l’analisi del comportamento è necessario:

1. Il costo oggetto di analisi, cioè identificare a quale costo si intende far riferimento quando si studia la variabilità. Lo studio può riguardare il singolo costo (es: costo del lavoro) o una configurazione di costo.

2. Individuare il fattore rispetto al quale la variabilità è studiata (determinante di costo o cost driver) es: volume di produzione.

3. L’intervallo di variazione del cost driver rispetto al quale studiare il comportamento (area di rilevanza)

4. Chiarire quale è il tempo entro il quale lo faccio.

In base alla variabilità dei costi, possono essere classificati in :

Costi costanti o fissi: non variano al variare del cost driver. (es: costo fabbricato).

Costi variabili: variano al variare del cost driver. Possono essere:

Proporzionali: il costo variabile aumenta proporzionalmente al volume della produzione. (es: materie prime).

Progressivi: il costo variabile aumenta più che proporzionalmente rispetto al volume della produzione.

Degressivi: aumentano meno che proporzionalmente al volume della produzione.

Costi misti: costi che hanno sia una componente fissa, sia una componente variabile (es: costo del lavoro). Si classificano in:

Semivariabili

A scalini: possono subire un incremento che non è continuo, ma avviene determinando uno scalino relativamente al costo che io analizzo.

Costi di produzione totali e unitari

Costo totale di produzione (CT): è dato dalla somma dei costi fissi totali di produzione (CFT) e i costi variabili totali (CVT).

Costi unitari (Cu): è dato dal rapporto tra costo totale e volume di produzione per i quali i costi sono stati sostenuti.

CT = CVT + CFT CVT = v * Q e CFT = K (costante) CT = v * Q + K

Cu = CT/Q = v + K/Q (v: costo variabile unitario Q: quantità consumate)

Rispetto ai diversi volumi di produzioni, i costi fissi avranno un incidenza unitaria decrescente all’aumentare delle unità prodotte e viceversa.

Break even point (punto di pareggio)

Il punto di pareggio indica la quantità che un azienda deve produrre e vendere per realizzare il pareggio tra ricavi totali e costi totali (RT = CT).

Il punto di pareggio esprime, dunque, il volume di produzione che deve essere collocato sul mercato per garantire, mediante i corrispondenti ricavi, la completa copertura dei costi (fissi e variabili) sostenuti dall’azienda.

CT = RT CVT + CFT = RT CVT = v * Q e CFT = K RT = p * Q v * Q + K = p * Q

Q* =K /(p - v) (p-v) = margine di contribuzione

Se p aumenta, q diminuisce. Se p non varia e v aumenta, il punto di pareggio aumenta. Il punto di pareggio aumenta se k aumenta o p diminuisce o v aumenta.

Il break even point si utilizza nelle decisioni aziendali perché questa analisi mi dice qual è la quantità che un azienda deve vendere e comprare per ottenere il pareggio, quindi posso considerare se aprire o no un azienda, questa analisi mi serve anche per vedere nel caso una azienda abbia più prodotti quale di quei prodotti ha un margine di contribuzione più elevato; infine a un azienda non conviene produrre prodotti con un margine di produzione negativo.

La differenza tra prezzo variabile unitario e costo variabile unitario si chiama margine di contribuzione ed esprime quanto una unità di prodotto contribuisce a coprire i costi fissi.

Esercizio

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