Comunicazione visiva - Social Media - Nuove forme di lavoro online
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Comunicazione visiva - Social Media - Nuove forme di lavoro online

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Breve scorcio sulla storia della comunicazione visiva per poi addentrarsi in quelli che oggi giorno vengono chiamati Social Media calati nel concetto di una nuova forma di comunicazione 2.0. Analisi dei maggiori social n...
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TECNOLOGIE DEI PROCESSI DI PRODUZIONE

Il bisogno di comunicare è un qualcosa di connaturato nell’uomo di tutti i tempi. Fin dalla

preistoria gli ominidi hanno lasciato tracce della loro quotidianità raffigurando principalmente

scene di caccia e conferendo a queste raffigurazioni carattere prettamente educativo per

le generazioni future. Questo tramandare di informazioni visive ha fatto sì che la mente

umana si evolvesse sempre di più facendo tesoro delle tracce lasciate dagli antenati dando

il via ad una concatenazione di sviluppi psicologici che hanno dato origine ai nostri evoluti

metodi di comunicazione. Trasferendoci nel campo in cui opera un grafico, oggi parliamo

di comunicazione quasi come fosse un sinonimo di pubblicità. In realtà già svariate

migliaia di anni fa non era molto diverso. I faraoni egizi e i loro alti dignitari

"pubblicizzavano” le loro virtù e le loro conquiste lasciando grandi opere architettoniche

e geroglifici a tramandare le loro gesta. I greci "scrivevano" su pezzi di terracotta il nome

di chi volevano cacciare in esilio dalle loro città. I romanitracciavano sulle pareti veri e

propri manifesti elettorali in occasione delle elezioni. C'erano addirittura delle imprese di

pubblicità che si occupavano di mettere a disposizione degli "scriptores", moderni attacchini

che imbiancavano pareti per poi segnare con la vernice gli slogan elettorali. Martin Lutero,

nel 1517, dette inizio alla Riforma protestante affiggendo una stampa delle sue "95 tesi"

alla porta della chiesa del castello di Wittemberg. Oggi la comunicazione (e la pubblicità)

è diventata sempre più immateriale, sempre meno legata alla carta stampata e invece

costantemente rivolta a nuovi media, prima analogici e oggi digitali. Il Novecento è il

secolo in cui si sono affermati i mezzi di comunicazione di massa, cioè quei mezzi progettati

per mettere in atto forme di comunicazione "aperte, a distanza, con tante persone in un breve

lasso di tempo". La diffusione della radio ha rappresentato, a partire dagli anni Venti,

l'avvento del "secolo breve". Attraverso il messaggio sonoro essa ha portato in tutte le

case, senza distinguere tra condizioni sociali o di censo, notizie, intrattenimento e

propaganda. Pensiamo solo al ruolo che la radio ha avuto durante la Seconda guerra

mondiale. Tutta la seconda metà del Novecento ha visto la progressiva affermazione,

come nuovo media di massa, della televisione, che ha coniugato il messaggio sonoro

alle immagini. La sua importanza sociologica è stata innegabile nel plasmare gusti e

tendenze, ma anche nel contribuire a creare basi culturali comuni a intere generazioni. La

caratteristica di questi due medium e anche forse, oggi, il loro principale limite,

sta nel fatto che essi sono "a senso unico"; richiedono pochi sforzi, favorendo così -

soprattutto la televisione - la passività. Il senso unico sta nel flusso delle informazioni

ricollegabile a chi decide cosa trasmettere. Non esiste quella che oggi chiamiamo

interattività; lo spettatore viene allenato a imparare attraverso l'osservazione e

l'imitazione. Tutte le tecniche di comunicazione, negli ultimi quarant'anni, si sono adeguate

a questa caratteristica, creando campagne pubblicitarie "a senso unico": massicce,

"invadenti" e ripetitive. Ciò è successo almeno fino a quando non sono cominciati

ad apparire nel nostro quotidiano nuovi media, i cosiddetti social, legati a internet e,

soprattutto, quello che viene definito web 2.0.

Web 2.0

Il termine web 2.0 si afferma a partire dal 2005 e indica la seconda fase di sviluppo e

diffusione di internet. La prima fase, iniziata negli anni Sessanta del Novecento, vede

l'evoluzione delle tecnologie, prima legate alle esigenze militari e poi alle necessità di

comunicazione tra realtà scientifiche. È solo a partire dagli anni Novanta che internet

comincia a diventare il fenomeno di massa che oggi conosciamo. Nel 1997 sono

presenti in rete 2,1 milioni di siti con il prefisso www. Nel 2000 il numero di questi siti

passa a 21.100.000. Una crescita esponenziale ma, essenzialmente, ancora collegata

alla comunicazione "a senso unico" dei vecchi media. Tuttavia, il principio stesso su

cui si fonda il linguaggio della rete, l'HTML (HyperText Markup Language) aveva già

posto le basi per scardinare questo "ordine". La comunicazione consentita dall'HTML

non è più unidirezionale poiché, proprio attraverso il concetto di hyperlink, cioè di

ipertestuale, si caratterizza per la non linearità dell'informazione. In un ipertesto noi

possiamo "saltare" (grazie appunto ai link) da un'informazione a un'altra senza seguire

una logica imposta, ma costruendo noi stessi nuovi percorsi, in base alle nostre esigenze

o ai nostri interessi. La crescita esponenziale di accessi a internet ha portato nel 2004 a

coniare il termine "web 2.0". Esso indica l'incremento di interazione tra sito e utente.

Dunque una maggiore partecipazione dei fruitori che, attraverso le nuove tecnologie messe a

disposizione, come chat, blog, forum, ecc., condividono informazioni e materiali. Non è un

caso se YouTube, il portale di condivisione video, inizia la sua presenza sul web nel 2005,

così come, proprio in quegli anni, comincia l'affermazione dei social media.

Social Media

I Social Media, quindi, si possono definire come tutte quelle applicazioni internet

basate sui principi del web 2.0. La caratteristica più eclatante è la creazione e lo scambio

di contenuti generati da qualsiasi utente."I social media rappresentano fondamental-

mente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni

e contenuti. In essi si verifica una fusione tra sociologia e tecnologia che trasforma il

monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti), dando luogo una

democratizzazione dell'informazione che trasforma gli utenti da fruitori di contenuti ad

editori. Sono diventati molto popolari perché permettono alle persone di utilizzare il web

per stabilire relazioni di tipo personale o lavorativo”. Questa citazione proviene dalla voce

"Social Media" di Wikipedia ed è ancora più significativa in quanto Wikipedia è un

esempio tra i più importanti di media sociale. Rappresenta infatti un'enciclopedia online

disponibile in oltre 280 lingue a cui chiunque può contribuire aggiungendo nuove voci

o modificando quelle esistenti.

Molte volte si tendono a confondere i social media con i social network. In realtà

quest'ultimi sono una sottocategoria dei primi. Per Social Media si intende il mezzo usato

comestrumento per condividere contenuti con un vasto pubblico. Il Social Network invece

rappresentaun reticolo di persone unite tra loro da interessi di varia natura, che decidono

di costruire una community, appunto, intorno agli interessi che hanno da condividere.

Il numero dei social network disponibili nella Rete è in continua ascesa: ce ne sono di tutti i

tipi e possono essere generalisti o centrati su un particolare argomento (musica, lavoro,

attualità, etc.).

Facebook

Facebook è stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg, all’epoca studente

diciannovenne presso l’università di Harvard. Lo scopo iniziale di Facebook era di far

mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo, ma col tempo si

è ampliato e oggi è diventato una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti

di Internet. Oggi può contare su circa 2 miliardi di profili attivi. Consiste nel richiedere e

accettare amicizie, chattare e visualizzare la home che consiste in una schermata con tutti

i contenuti pubblicati o condivisi dai nostri amici virtuali.

Twitter

Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco. E’ un servizio che

consente di restare in contatto con altre persone attraverso lo scambio di veloci informazioni in testi

da massimo 140 caratteri come una specie di blog. Si può condividere e scoprire cosa sta accadendo

adesso, in qualunque parte del mondo. Si basa sul concetto di tweet (messaggio pubblicato) e

retweet (condivisione del messaggio sulla propria bacheca). A Twitter si deve un’altra invenzione

influente nel mondo del social e cioè la creazione dell’Hashtag (#) che consente di inglobare tutte

le informazioni che riportano nella descrizione uno stesso hashtag che funziona come una sorta di

hiperlink.

Linkedin

Linkedin è un social network utilizzato principalmente per scopi professionali. Consente agli utenti

registrati di mantenere una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo.

Bisogna crearsi un proprio profilo dalle sembianze di un curriculum con le esperienze lavorative.

Riuscire ad entrare nelle cerchie della propria professione significherebbe possibilità di lavoro per

un’azienda in cerca di personale.

Google Plus

Google Plus appare molto simile a Facebook, ma si distingue principalmente perché

consente una comunicazione mirata scegliendo la cerchia con cui condiviere ciò che

si pubblica. Le cerchie riuniscono persone con interessi e obiettivi comuni in modo tale da

rendere il messaggio e i rispettivi scambi di idee molto più efficaci.

Pinterest

È una piattaforma che consente ai suoi utenti di creare un proprio profilo in cui salvare

immagini e condividerle. L’utente potrà disporre le immagini di suo gradimento

categorizzandole in lavagne tematiche. Questo sistema può rivelarsi utile a brand

famosi per pubblicare proprie immagini pubblicitarie o comunque mantenere un

profilo attivo con le innovazioni che raggiunge giorno per giorno un’azienda.

Youtube per la formazione

Youtube è una piattaforma web che consente di vedere, condividere e caricare video.

Il principio di Youtube sta nel creare un proprio canale dove andare a pubblicare tutto ciò

che si vuole nei limiti del copyright e della legge. Gli utenti possono anche votare e

commentare i video dando vita a una community globale di internauti che guardano ogni

sorta di video rientri nei propri interessi. È molto usato dalle aziende per comunicare nuovi

brand anche perché i video pubblicitari sono di forte impatto sul pubblico se realizzati nel

modo giusto. Risulta essere il secondo sito più visitato al mondo dopo Google.

È proprio questa piattaforma che ha dato vita ad un nuovo e rivoluzionario fenomeno

efficiente del Web 2.0: la nascita di una nuova forma di apprendimento e di formazione.

Il genere dei tutorial è già da svariati anni uno di quelli più seguiti sulla piattaforma. Il fatto

rivoluzionario sta nel fenomeno di poter seguire lezioni online dei più svariati atenei del

mondo. Sono ormai ampiamente utilizzate due modalità di apprendimento: il Webinar e il

Crash Course.

Il Webinar è un neologismo che deriva dalla contrazione delle parole “web” e “seminar”,

ossia un seminario trasmesso via web. La sua caratteristica principale è quella di essere

interattivo. Vi è un relatore che presenta la lezione e si ha la possibilità di interagire

inviando video e immagini, intervenendo anche per porre delle domande e chiedendo

approfondimenti. Spesso solo agli iscritti del canale. Il vantaggio è che i partecipanti non

debbano perdere tempo e soldi in viaggi costosi.

Il Crash Course è un corso intensivo composto da video-lezioni registrate e messe in

rete che essendo in differita possono essere arricchite attraverso la post-produzione.

L’obiettivo di questi video è quello di educare, o esporre delle conoscenze attraverso il

coinvolgimento e il divertimento. In Italia esiste una community di persone impegnate a

mantenere canali educativi; questa Community si chiama “EduTube Italia”.

Nuove forme di lavoro

La possibilità di avere a disposizione tecnologie sempre più performanti, ha permesso lo

sviluppo di nuove forme i lavoro che hanno alla base il concetto di comunicazione e

interazione tramite la rete. Questi nuovi fenomeni evolutivi si racchiudono sotto le

definizione di “telelavoro”: un termine che sta ad indicare la possibilità di esercitare una

professione senza recarsi in un posto di lavoro fisico. L’evoluzione delle comunicazioni

ha consentito di affrontare progetti di lavoro comodamente stando a casa e mantenendo

una comunicazione costante con l’azienda commissionante attraverso il web. I vantaggi

di questo innovativo metodo di lavoro sono innumerevoli. L’umore di chi lavora è migliore

in quanto si trova a suo agio nella sua abitazione, il che vorrà dire che una mente rilassata

produrrà qualcosa di maggiore qualità. Non si è vincolati da orari prefissati, si evita

l’assenteismo in sede, si abbattono i tempi necessari a raggiungere ogni giorno una sede

di lavoro e in più l’azienda può risparmiare non dovendo pagare bollette e affitti per una

sede. Può beneficiare di questa nuova forma di lavoro qualsiasi attività non implichi una

produzione di beni materiali fisici e nemmeno la presenza fisica in un determinato luogo.

Nel campo della grafica questa modalità di lavoro si è ampiamente consolidata grazie a

software quali Adobe Acrobat che consente di inviare documenti complessi per sottoporli

a correzione e Skipe che consente che consente di parlare in tutto il mondo gratuitamente

con singoli interlocutori o con gruppi di persone fino a 25 soggetti. La potenzialità di questo

servizio sta nel ridurre il problema della distanza in quanto un meeting o una conferenza

può essere organizzato su Skipe permettendo anche la condivisione del proprio schermo.

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