Concetti base dell'antropologia culturale, Dispense di Antropologia Culturale. Università di Torino
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Concetti base dell'antropologia culturale, Dispense di Antropologia Culturale. Università di Torino

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Concetti principali dell'antropologia culturali, estratti dal libro Signorelli A. (2011), Antropologia culturale. Un’introduzione, Milano, MacGraw-Hill e uniti agli appunti presi a lezione con la professoressa Bonato all...
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ANTROPOLOGIA RICERCA SUL CAMPO Il lavoro sul campo è nato solo nell'ultimo secolo nella ricerca antropologica. Consiste nella permanenza, da parte dell'antropologo, nella società che è intento a studiare. Il soggiorno può essere più o meno lungo, a seconda degli interessi da analizzare, e richiede alcuni accorgimenti. Il più importante di questi è la conoscenza della lingua di coloro con cui si dovrà convivere e su cui sarà incentrata la ricerca. Altre attenzioni devono essere invece applicate principalmente nei modi di porsi, di parlare e di intervistare la popolazione. Inizialmente l'antropologo sarà visto come un estraneo e le confessioni potrebbero quindi essere influenzate da paura o poca fiducia, che dovranno essere affrontate e superate durante la convivenza. Altri aspetti molto importanti sono invece le modalità di trascrizione e salvataggio delle informazioni ricevute: la tecnologia aiuta molto con telecamere, fotocamere, registratori e oggetti simili, ma anche un diario, un taccuino o dei semplici appunti presi su pezzi di carta saranno fondamentali per poter poi analizzare appieno l'aventura presso il popolo ospitante.

CONCETTO DI CULTURA (TYLOR 1871) La cultura presa nel suo ampio senso etnografico è quel complesso insieme che include il sapere, le credenze, l'arte, la morale, le leggi, i costumi e ogni altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro di una società. Da ciò si deduce che ogni gruppo produce cultura, rendendola un fattore universale e sociale e la apprende, poichè essa non è innata ma è frutto di un'inculturazione. Essa è però ibrida, viene modificata e influenzata da chiunque entri a far parte del gruppo e di conseguenza essa non è fissa, ma si evolve nel tempo.

SOMIGLIANZE E DIFFERENZE L'uomo, per natura, si basa su somiglianze e differenze per catalogare se stesso e ciò che lo circonda. Da questo nascono alcuni fattori importanti, come ad esempio il concetto di riconoscimento e misconoscimento, che consiste nell'includere o nell'escludere in un gruppo, in base ad una caratteristica, una persona. Questa caratteristica può essere di molti tipi, ad esempio estetica, ed è una diversità, ossia qualcosa che si può notare oggettivamente. Se a questa diversità viene però attribuito un giudizio ci si trova in presenza di una differenza, cioè una non-somiglianza giudicata, che spesso viene usata dall'uomo per giustificare attività come l'oppressione o la superiorità. Da qui ci si ricollega ad un sistema delle differenze sulle mode antropopoietiche formato da quattordici categorie, dalla meno invasiva alla più invasiva, tra cui ad esempio la modifica delle parti organiche del corpo, come i peli, o la classe considerabile più attuale (la dodicesima) riguardante la chirurgia estetica, cioè la volontà di una natura artefatta e di una bellezza il più naturale possibile. Anche la quattordicesima classe, riguardante la cura dei corpi dopo la morte del soggetto, è attuale ed affronta temi comuni.

RAZZA ed ETNIA La razza è un gruppo umano caratterizzato da specificità somatiche, intellettuali e comportamentali fondate biologicamente e trasmesse per via ereditaria, un'etnia è invece un gruppo che condivide un insieme di elementi culturali, quali ad esempio la lingua, la religione e gli usi e costumi.

ANTROPOLOGIA CULTURALE L'antropologia culturale è la disciplina che studia le società basandosi su somiglianze e differenze, ad esempio nelle relazioni, nelle strutture, nei fatti e nelle persistenze o nei cambiamenti. Come disciplina si è sviluppata in seguito alla colonizzazione mondiale, per studiare le popolazioni delle terre colonizzate e conoscere come convinverci o, purtroppo, anche come comandarle o annientarle. Solo negli ultimi secoli, principalmente dalla fine del 1800 in poi, è diventata ufficialmente materia di studio su diverse ideologie, come ad esempio il filone umanistico in Regno Unito o quello scientifico negli Stati Uniti. In Italia nacque nel 1869 dopo l'assegnazione a Paolo Mantegazza di una cattedra nell'università di Firenze, per poi avere un grosso decadimento nell'era del Fascismo per l'affermarsi delle teorie razziste e dell'abolizione della libertà di ideologia e di stampa. CONTINUARE CON SOM/DIFF

LAVORO DELL'ANTROPOLOGO e METODOLOGIA Lo studio antropologico si basa sull'analisi il più imparziale possibile da parte dell'antropologo. Essa sarà però sempre frutto di un ragionamento etnocentrico e, spesso, anche di un'influenza da parte delle ideologie dello studioso, discorso affrontato da De Martino con il suo etnocentrismo critico, tramite il quale si deve criticare e giudicare non solo la società che si sta studiando, ma anche quella da cui si proviene . Le basi della ricerca antropologica sono fisse nella ricerca empirica, ossia su conclusioni basate sull'osservazione dei fatti, e nell'approccio olistico, cioè nello studio di tutti gli aspetti riguardanti la popolazione sotto esame. L'antropologo deve decidere quale cultura studiare, come studiarla, in che luogo farlo e da quali basi iniziare nell'analisi, per poi iniziare la ricerca sul campo. CONTINUARE CON RICERCA SUL CAMPO

MALINOWSKI e IL KULA Il Kula era un commercio presente nelle isole della Melanesia nei primi anni del 1900. Esso consisteva nello scambio di collane e bracciali di conchiglie tra isole di questo arcipelago, avveniva in seguito a viaggi in canoa nelle acque oceaniche ed era allo stesso tempo un rito di passaggio, poichè ogni giovane voleva farne parte per sentirsi ufficialmente adulto, ed anche un modo per avere degli scambi culturali e dei rapporti con i popoli vicini. Questo commercio venne studiato da Malinowski, un antropologo polacco che seguiva le ideologie inglesi, che si trovò come portavoce della cosiddetta "osservazione partecipante" e del funzionalismo, secondo cui ogni società e la sua cultura sono un elemento unico, in cui ogni cosa è strettamente correlata alle altre.

Malinowski diede vita per primo a monografie contenenti tutte le informazioni riguardanti i popoli da lui studiati, nonostante si sapesse che non era in ottimi rapporti con le società con cui veniva a contatto.

SESSO e GENERE Con il termine sesso si indica semplicemente la differenza anatomica e cromosomica tra maschi e femmine, con il termine genere si indica invece il ruolo culturalmente assegnato dalla società a uomini e donne.

TEORIE ANTROPOLOGICHE

EVOLUZIONISMO Si svilupppa negli ultimi trent'anni dell'800 e sostiene che le società e le culture si sviluppano da forme elementari a complesse. Le principali figure sono Tylor, Frazer e Morgan. Frazer si basa sulle teorie magiche e religiose, fa uno schema sull'esperienza religiosa in tre tappe:

– magia = gli umani tentano di controllare a proprio favore le potenze misteriose – religione = le potenze misteriose sono figure divine – scienza = controllo razionale degli eventi

Tylor sostiene ci siano degli stadi di differenziazione nell'evoluzione, Morgan è poi colui che definisce questi stadi e al contempo studia le società dei nativi americani e i loro sistemi di parentela. Le fasi sono le seguenti:

– selvaggia = economia di sussistenza (con fuoco) – barbarica = strumenti per caccia e pesca – civile = c'è la presenza delle istituzioni

Questa teoria è anche detta unilineare delle culture, insieme ad essa ci sono anche quella della poligenesi, dove gli stessi fatti culturali nascono in tempi e luoghi diversi e l'utilizzo della comparazione, in cui i fatti culturali vengono messi a confronto senza limitazioni geografiche o cronologiche.

DIFFUSIONISMO Si sviluppa alla fine dell'800 e nei primi trent'anni del 1900, il massimo esponente è Boas, con la teoria della monogenesi egli dice che ogni fatto culturale nasce in un luogo e in un tempo precisi e poi si diffonde in altri luoghi.

FUNZIONALISMO Nasce tra le due guerre mondiali e si divide in due categorie, quella inglese, con Malinowski, e quella portoghese, con Radcliffe-Braun. Entrambe le correnti di pensiero affermano che le società e i loro meccanismi o prodotti sono collegati tra loro, ed un solo cambiamento fa variare tutto il resto.

STRUTTURALISMO Nasce dopo la Seconda Guerra Mondiale, studia i sistemi e non i singoli eventi isolati, l'esponente massimo è Levi Strauss.

CONFIGURAZIONISMO Nasce negli anni '20 e '30 del XX secolo, sostiene che la cultura è un sistema integrato ed i maggiori esponenti sono Benedict e Mead. Sono due allieve di Boas e sono le prime a lavorare fuori dagli USA, hanno però approcci più legati al funzionalismo.

NEOEVOLUZIONISMO Nasce dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli esponenti sono White e Steward, reintroduce il concetto di evoluzione nello studio della cultura riprendendo gli evoluzionisti.

MATERIALISMO CULTURALE Nasce negli anni '70 e '80 del 1900 con Harris, secondo lui tutte le società possiedono tre livelli:

– infrastruttura = tecnologia, economia e demografia (senza di essa non potrebbero sopravvivere le società)

– struttura = parentela, discendenza e consumo – sovrastruttura = religione, gioco e ideologia

TARANTISMO, FOLKLORE e DE MARTINO Il tarantismo fu uno dei primi argomenti trattati da De Martino. Egli fu un antropologo italiano molto interessato dalla magia e dalla stregoneria, fu anche il primo a studiare le culture meridionali e lo fece proprio su un argomento riguardante la magia: il tarantismo. Esso è, secondo De Martino, un fenomeno culturale della classe sociale contadina, che cadeva proprio nel periodo dell'estinzione dei debiti. Una donna veniva infatti morsa in zone rappresentanti la femminilità dalla taranta, una figura mitologica rappresentata da un aracnide, e veniva portata a stati di incoscienza e malattia fisica. L'unico modo per guarire era assistere, per almeno tre giorni, a degli spettacoli musicali e canori in casa propria con la partecipazione di tutto il paese, fenomeno da ripetere ogni anno poichè la malattia si ripresentava annualmente fino alla grazia di San Paolo. Questo fenomeno magico rientra nel folklore, termine coniato nel Regno Unito da una derivazione tedesca, che indica la disciplina dello studio delle tradizioni popolari.

EVOLUZIONE DELL'UOMO e APPRENDIMENTO 5mln di anni fa la Terra subì una glaciazione e la superficie boschiva si ridusse, l'uomo aveva un cervello molto piccolo ed era abile sugli alberi, si presentò poi 4mln di anni fa la stirpe da cui discendiamo, quella dell'Afarensis, di statura molto bassa e con il cervello più sviluppato rispetto alle scimmie, con la capacità di stare in posizione eretta. 2,5mln di anni fa nacque l'Homo Habilis, in grado di utilizzare strumenti di pietra, seguì 2mln di anni fa l'Homo Erectus, in grado di parlare, e 100k di anni fa l'Homo Sapiens, conosciuto poichè seppelliva i morti. 30k di anni fa fu il turno dell'uomo di Neandertal, da cui poi seguì la nostra specie, cioè quella dell'Homo Sapiens Sapiens. Il decollo culturale, e quindi la capacità di parlare

secondo schemi di pensiero, si presentò con l'uomo di Neandertal e dà vita a quelle che oggi defininiamo inculturazione e acculturazione. L'inculturazione consiste nell'apprendere ciò che la società di cui facciam parte ha creato, ossia la cultura in cui viviamo e cresciamo. L'acculturazione invece è l'influenza di un'altra cultura sulla nostra, che può essere volontaria, come ad esempio in un viaggio, o coatta, come nel caso della colonizzazione da parte di un altro popolo.

BENI e PATRIMONIO Il patrimonio è l'insieme delle conoscenze, delle arti, delle tradizioni e delle istituzioni, è il deposito delle esperienze sviluppate nel corso di diversi millenni e ci distingue dalle altre culture, bisogna quindi difenderlo dalle influenze altrui e tramandarlo per le generazioni future. I beni culturali sono elementi che possono determinare il valore del patrimonio storico, possono essere materiali o immateriali (feste e riti) e, qualcosa che fino a poco tempo fa non rappresentava nulla, ora può invece avere un enorme valore. I beni riguardanto l'antropologia sono i DEA demo (dal folklore e della tradizione), etno (dalle tradizioni extraeuropee), antropologici (in linea con la disciplina in sviluppo in Italia). C'è bisogno di quattro parametri per definire un bene culturale:

– antichità – autenticità – originalità – singolarità

Il significato di patrimonio deriva dal latino "pater monere" e "patrimonium", che includono sia i possedimenti della famiglia sia l'ereditarietà e diventa poi simbolo di sentimento ed identificazione, tanto che l'UNESCO nel XX secolo dichiara di voler proteggere tutto ciò che possa essere considerato patrimonio di un popolo.

RITI DI PASSAGGIO I riti di passaggio sono una parte fondamentale della vita di ogni individuo, essi sanzionano pubblicamente il passaggio da uno status all'altro. Si dividono in 3 fasi:

– separazione (preliminari) – margine (liminari) – aggregazione (post-liminari)

CONTINUARE CON MODE ANTROPOPOIETICHE

MATRIMONIO e TABU' DELL'INCESTO Un altro rito di passaggio può essere il matrimonio, che trasforma lo status della persona e implica obbligazioni sulle relazioni sociali, non è infatti considerabile come cerimonia, ma è invece un processo nel tempo. Esso è diverso da cultura a cultura, come ad esempio può essere dovuto a morti di padri o mancanza di prole maschile nelle culture africane, in cui tramandare una tradizioni, un nome familiare e i possedimenti del gruppo è basilare. Il matrimonio implica obbligazioni sulla convivenza con il partner, che può portare ad abitazioni neolocali o presso le abitazioni di alcuni parenti, in base anche al tipo di società in cui ci si trova, che può

essere ad esempio patrilineare, matrilineare o bilineare come la nostra. Questo tipo di rapporti tra persone è dovuto al tabù dell'incesto: esso vieta infatti che ci si sposi o si abbia intimità con persone della stessa famiglia, porta quindi ad un'esogamia (sposarsi con una persona di un altro gruppo) per poter aver rapporti sociali ed economici più ampi, vietando l'endogamia, cosa permessa in pochissime società dove è importante mantenere in famiglia il proprio patrimonio (come durante le guerre in Europa nel secolo scorso).

FAMIGLIA e LIGNAGGI/CLAN In seguito al matrimonio si crea quindi l'argomento della famiglia, che nel XXI secolo affronta argomenti come la famiglia allargata, cioè diverse famiglie nella stessa casa, e perde sempre di più il concetto di famiglia nucleare, ossia quella composta dai due genitori più la prole. Il discorso si amplia ancora di più se si entra nell'ambito dei clan e dei lignaggi. Un clan è infatti una discendenza unilaterale non convenuta (non dimostrata), mentre un lignaggio è invece dimostrabile.

SPECIALIZZAZIONI

ANTROPOLOGIA APPLICATA L'antropologia si divide in due dimensioni, teorica e pratica. Quella pratica è proprio quella applicata, cioè l'applicazione di dati, metodi e teorie delle scienze antopologiche per valutare e risolvere problematiche attuali. Essa si applica quando è necessaria la collaborazione con la popolazione locale per la protezione da politiche dannose, già Malinowski parlava di antropologia applicata nell'ambito del colonialismo, lui però voleva lasciare una percentuale di territorio ai nativi pur occidentalizzando la loro popolazione. La professione di antropologo applicato è di assistenza alle popolazioni native, si sono create delle associazioni che vengono contattate dalle aziende e si occupano di difendere i diritti dei nativi pur seguendo le indicazioni delle aziende stesse.

ANTROPOLOGIA MEDICA Dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziano ad esserci interessi per le pratiche terapeutiche e le credenze su salute e malattia, essa diventa disciplina a sè negli anni '80 basandosi sui disturbi del corpo. Si analizzano processi in cui ci si avvicina molto a sistemi terapeutici diversi da quelli occidentali e in cui il malato e la società si trovano coinvolti, in Italia si presenta grazie a Tullio Seppilli e si identifica con l'antropologia politica della salute, cioè l'umanizzazione delle politiche pratiche che crea il rapporto salute-malattia e medico-paziente.

ANTROPOLOGIA URBANA Applicazione delle tecniche antropologiche sugli ambienti urbani. La città è un tipo di organizzazione umana e sociale dello/nello spazio, è il riferimento territoriale di comunità (concetto formulato da Donnies, in cui c'è solidarietà ed è solitamente di piccole dimenisioni; secondo Choen può anche essere una forma di vita e pensiero

non strettamente fisica e correlata ad un luogo), cultura ed entità. La città inizialmente era vista come punto di distacco e di vita frenetica, mentre ci sono dimostrazioni (ad esempio eventi come le feste di via) che dimostrano come in realtà sia un modo per conoscere moltissime persone in molti modi differenti. In Italia è praticata da circa vent'anni, in seguito ad un pregiudizio ruralcentrico.

ANTROPOLOGIA DELLO SVILUPPO Si occupa degli interessi sociali indotti dallo sviluppo economico; si giudicano e pianificano le politiche di sviluppo per poi applicarle.

ANTROPOLOGIA DELLE MIGRAZIONI Spostamento di un individuo o di un gruppo da un luogo ad un altro, che non implica l'attraversamento di un confine e può essere differenziato in immigrazione o emigrazione. Lo spostamento può avere quattro reqisuiti:

– cause (demografiche, ecologiche, economiche o politiche) – attraversamento di confini nazionali – statuto giuridico del migrante (lavoratore, richiedente asilo o rifugiato politico) – modalità di inserimento nel mercato del lavoro (contratto, permesso di

soggiorno o senza documenti) In Italia durante il secolo scorso c'è stata l'industrializzazione, ossia lo spostamento dal Sud al Nord e dalle campagne alla città, e l'urbanizzazione, cioè l'arrivo da parte di stranieri nel territorio italiano in cerca di lavoro.

ANTROPOLOGIA VISUALE Utilizza strumenti di documentazione audovisiva (cineprese, registratori, fotografia, ecc) per immagazzinare informazioni riguardanti lo studio dell'antropologo. Inizialmente si pensava fosse la soluzione per non essere influenzati nel giudizio, poi si è analizzato il fatto che in qualunque caso a guardare quelle produzioni fossero delle persone con dei pregiudizi etnocentrici. E' inoltre impossibile poter registrare tutto, poichè microfoni e videocamere vengono puntati su un soggetto o su una zona predisposta dall'antropologo, mentre sarebbe opportuno catturate tutto ciò che accade intorno.

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