Contemporanea Bella e Perduta, Prove d'esame di Storia Delle Dottrine Politiche
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Contemporanea Bella e Perduta, Prove d'esame di Storia Delle Dottrine Politiche

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Il Risorgimento è stato il primo tentativo di modernizzazione politica dell’Italia ed è stata la prima esperienza del machiavelliano vivere civile degli italiani, sottratti finalmente a governi ed istituzioni fondati sulle separazioni giuridiche e sociali e sulla negazione dei diritti dei cittadini. La modernità di tale Risorgimento, più che in ambito patriottico o risiede nel contesto culturale e politico. L’Illuminismo europeo, il razionalismo filosofico , la scoperta della libertà come mezzo di cambiamento , le innovazioni e la conquista del valore della giustizia sono avvenimenti che hanno portato al Risorgimento, soprattutto la giustizia fu fonte di energia per l’azione democratica e per il socialismo. Quindi il Risorgimento è un periodo della storia italiana durante il quale l'Italia conseguì la propria unità nazionale. Per indicare questo processo storico si usa anche la locuzione "unità d'Italia" e tale termine designa anche il movimento culturale, politico e sociale che promosse l'unificazione, richiama gli ideali romantici, nazionalisti e patriottici di una rinascita italiana attraverso il raggiungimento di un'identità politica unitaria.

L’unità Nazionale fu realizzata nel breve tempo dopo il 1859 e dopo la spedizione dei Mille del 1860. Questa Italia Unita e Liberale è inseparabile dal fenomeno di laicizzazione con la fine del potere temporale della Chiesa. Il Risorgimento Italiano è stato un passaggio decisivo e allo stesso tempo una conquista civile.

1.

Negli anni del risorgimento emersero dissensi interni gravi, diversità religiose insormontabili, barricate, rivoluzioni e ne furono coinvolte tutte le classi sociali ma alla fine ne emerse vincitore il sentimento patriottico che portò all’unità d’Italia e alla proclamazione in parlamento nel 1861 di uno statuto unitario. La rivoluzione francese lanciò dei frutti di libertà in tutta Europa, e l’Italia fu uno dei prima stati ad accoglierlo.

L’Italia risorta tra il 1796 e il 1797 era stata subito attaccata dall’Austria e dalla Russia e Napoleone con la sua campagna non avrebbe mai immaginato di insediare il seme della “rivoluzione italiana” che era stata aperta e doveva solo essere condotta al termine. Per quanto riguarda l’Italia del nord era un terreno strategico col fine di allontanare gli austriaci dal Nord liberando così i confini sud-orientali della Francia, mentre nel suo programma il secondo fronte era rappresentato dall’Inghilterra altro grande nemico della Francia. Con questo piano ebbe l’appoggio del Direttorio ( governo di Francia formato da 5 membri moderati) e perciò fu nominato comandante dell’armata italiana. Entrambe le parti facevano il loro interesse coltivando intenzioni segrete servendosi della campagna d’Italia per realizzare tali propositi. Le istruzioni del direttorio a Napoleone Bonaparte furono di strappare all’ Italia tutte le ricchezze possibili per risanare le loro casse. Napoleone infatti instituì una commissione di esperti affinchè valutassero tutti i beni artistici. Napoleone con le sue vittorie militari fu visto dal popolo come la persona portante dei valori del 1789 e la sua tattica fu di scatenare agitazioni ma allo stesso modo di tenerle sotto controllo. Non si limitò difatti a conquistare ma portò anche delle modifiche a livello istituzionale. La rivoluzione in Italia che portò Napoleone fu la suscitazione di un sentimento nazionale in Italia dapprima inesistente. Così, nel 1797 nasci la repubblica Cisalpina mente Napoleone prosegue costringendo il papa a rinunciare ai suoi diritti su Bologna, Ferrara e Ravenna, successivamente punta la repubblica di Venezia che cade, viene formata la Repubblica Cispadana e poi si aggiunge anche quella Ligure.

A Roma nel 1798 viene proclamata la repubblica romana, il papa Pio VI così fuggì a Siena. Bonaparte mostrò che il potere temporale del papa poteva essere facilmente spazzato via. A Napoli invece, il cardinale Ruffo nel 1799 radunò sodati, contadini e

volontari fedeli al re per cacciare i francesi nemici della religione, monarchia. Si aggregò anche l’inghilterra che non voleva il consolidarsi del potere francese nel mediterraneo e dai russi. La spedizione raggiunse la capitale espugnando la grande resistenza .Il risorgimento italiano nasce da questi avvenimenti.

Ma nonostante tutto Napoleone adesso si rende autonomo dal potere del direttorio, ne guadagna così lo slancio rivoluzionario italiano, non essendo più un pericolo da temere. Prevale qui l’azione di Napoleone liberatore, poi pian piano la sua figura diventerà sempre più ambigua, a volte repressiva.

La Cisalpina però mostrava ventate patriottiche, e i francesi allora optarono per un colpo di stato in cui il 30 agosto riunirono un gruppo di parlamentari fidati e riformarono la costituzione, le repubbliche italiane andavano bene fino a quando stavano sotto il potere francese. Si giunse alla pace di Campoformio (tra ita e fr): Veneto passò all’Austria con Istria e Dalmazia e alla francia veniva riconosciuto il controllo sulla riva sin del Reno, e il riconoscimento dalla repp cisalpina da parte dell’austria. Accettando così un ostato rivoluzionario ai confini dell’austria. Questa è la fine della prima campagna il 17 novembre 97 Napo tornò a Parigi.

Napoleone aveva intrapreso una spedizione in Egitto per ripetere le gesta italiane però fu sconfitto. Il tt era stato pensato dal ministro degli esteri francesi che così avrebbe potuto impegnare l’ingh fuori dall’europa permettendo alla francia di riutilizz le rotte per le Indie occidentali.

Inghilterra, Austria, Russia, regno di Napoli formarono “la seconda coalizione” che si abbatterà in italia cn tt il suo odio per la francia, perché avevano scacciato il papa e avevano profanato Roma. L’offensiva inizia cn il regno di napoli che entrato a roma ne dichiara la caduta dopo solo 8 giorni, però in seguito la francia farà una conttroffensiva e occuperà Napoli. Ma prima i russi conquistarono Torino e di nuovo roma. Il disegno di bonaparte sembra disgregarsi.

Nuova campagnia d’Italia: una novità era però data dal fatto che adesso napoleone non doveva più rendere conto governo essendo lui stesso la Francia: 1799 napo aveva fatto un colpo di stato abolendo tt gli istituti rappresent francesi dando il potere a 3 consoli, di cui lui era il primo. Era un istituto autoritario. Il 2 giugno del 1800 napoleone rientra a milano sconfiggendo gli austriaci, anche a Genova e così ristabilisce la Repubblica Cisalpina. Per 15 anni a questa parte l’italia e la Francia di napoleone diventano luogo di sperimentazione istituzionale e politico. In italia ha fissato i principi giuridici dello stato liberale: dilatazione dei principio liberale e definizione dei rapporti cn la chiesa. L’Austria firmò nel 1801 la pace di Luneville: la repubblica romana ridiventò lo stato pontificio, il regno di napoli sotto i Borboni. Anche l’Inghilterra istituì una pace di Amiens; inglesi lasciavano malta e restituivano l’Egitto alla Turchia.

Napoleone dp essersi fatto elelggere console a vita cn un plebiscito popolare divenne imperatore cn diritto ereditario diventando così un impero ereditario. Nel 1802 venne proclamata la Repubblica italiana con bonaparte come presidente, la composizione dei delegati italiani corrispondeva ad una cerchia tipicamente borghese, commercianti e possidenti per esaltare il principio della “proprietà”. Venne nominato il Prefetto organo diretto del governo. 1801 firma un Concordato cn la Santa Sede dove veniva riconosciuto il culto cattolico, e lo stato francese aveva la libertà nella nomina dei vescovi. Anche la chiesa era sotto l’infu napoleonica e così anche l’ultimo respiro repubblicano stava per sparire. 1805 la repubblica italiana divenne Regno d’Italia.

Napoleone fece una doppia incoroazione a Parigi e a Milano, tt ciò nn poteva lasciare indifferenti gli altri stati che vedevano la paura del predominio francese, così venne formata la terza 3 “coalizione” (Ingh, Russia, Austria, Regno di Napoli, Svezia e Turchia.

Napoleone colse l’occasione contro il nemico più vicino: austria e si diresse verso la città di Ulm, dve vinse spianandosi la strada verso Vienna, l’austri afu costretta a firmare la pace di Presburgo dove il regno si annesse l’istria, Veneto e Dalmazia che vennero distribuite tra i parenti di Napoleone. Questione stato-chiesa: gli accordi saltarono e napo era interessato a 2 interessi vitali: 1- di natura economica: “blocco continentale” che napo aveva emesso contro l’inghilterra con tt i suoi alleati , ma lo stato pontificio nn era d’accordo e allora napo occupò roma militarmente nel 1808, un anno dp venne inglobato nel regno segnando la decadenza del potere temporale.

2-di carattere spiritule.

Napoleone pensò a molti progetti urbanistici, monumentali e paesaggistici per Roma. Mentre per altre parti decise di attuare cambiamenti politici ed economici: nel nord e in toscana fece dei cambiamenti nel sistema finanziario, e il regno di napoli fu sotto Giuseppe Bonaparte (fino a quando nn sarebbe diventato re di spagna). Il governo di Giuseppe: abolì la feudalità e ricompose le strutture economiche e sociali faverendo solo però i più forti e non i contadini.

I cambiamnti attuati negli atati erano simili a quelle di parigi: sviluppo sistema scolastico pubblico, tariffe doganali protezionistiche e la leva obbligatoria che portò via moltissimi giovani.

3. L’inizio della fine Il blocco continentale continuava a creare tensioni, prima di tt lo zar Alessandro I. allora Napo partì per la russia cn mezzo milione di soldati per la russia nel 1812. Varcò il fiume Niemen e si diresse verso Mosca. Per i soldati però era difficile sostenere le temperature, mancanza cibo e cominciò la controffensiva russa e batterono in ritirata. 1814 Napoleone abdica e ci fu il suo esilio nell’isola d’Elba. Dove continuava a maturare delle grandi speranze. In francia cn il ritorno della vecchia monarchia di Luigi XVIII, il ritorno a Roma del papa e il congressi di Vienna per i vincitori. Però napo fuggì e sbarcò a Cannes, e governò per 100 giorni: Milano si rivolta al potere che era stato messo nel momento e anche perché sarebbe tornato sotto l’austria; al sud Napo riprese cn Murat una politica più liberale però fu sconfitto dalla 7 coalizione, segnando la fine dell’ultima guerra napoleonica. Il 18giugno tramontava l’ultima stagione breve di Napoleone.

Capitolo secondo ITALIA ROMANTICA E RIBELLE

Le gesta di Napoleone vennero scritte nel Memoriale che fu subito tradotto in tt le lingue del mondo. In Francia inizia il mito imperiale di Napoleone III. Quindi dal 1815 inizia una nuova era d’Europa che va raccontata.

1. Il congresso dei vincitori

Con il congresso restaurarono l’antico ordine politico e dinastico che la guerra aveva sconvolto. Lo zar Alessandro I propose la costituzione di una Santa Alleanza di tt i sovrani in un comune impegno di rimanere fedeli alla fede cristiana, e in caso si necessità di prestarsi reciprocamente assistenza ed aiuto. Non aderirono Inghilterra, e stato della chiesa. Metternich, il ministro degli esteri dell’austria capendone la

potenzialità inserì una clausola “principio d’intervento”: ciascuno degli stati membri poteva intervenire militarmente nello stato dv fossero scoppiate delle rivolte. Si creava così un gruppo di Stati-guida.

Gli obiettivi dei restauratori era quella di controllare in realtà le nuove potenze economiche e sociali. Anche per quella rivoluzione industriale che pian piano stava dilagando in tt europa, e stava portando al riconoscimento sempre più consapevole della classe borghese.

Italia: regno di Sardegna fi dato a Vittorio Emanuele I di Savoia, il re tornò a Torino che abolì subito tt le leggi napoleoniche ( abolì il matrimonio civile, il divorzio e l’istruzione tornò in mano ai Gesuiti), il lombardo-veneto all’ Austria, trono di napoli sotto Ferdinando IV di Borbone (Ferdinando I, re delle due sicilie), stato pontificio ritornò il papa. Il ventennio napoleonico aveva portato verso una transizione di “progresso”.

2. Restaurazione e cultura: disincanto e attesa

Secondo Vincenzo Cuoco il disincanto era la parola d’ordine dello stato d’animo della Restaurazione europea. La sua idea riprendeva una tesi diffusa cioè che la rivoluzione di Napoli fosse stata passiva, costruita sulle idee e le istituzioni di un’altra nazione. Ma cmq di una nazione che era cresciuta, educato ai cambiamenti politici. Cominciava a farsi spazio l’idea di una costituzione come patto tra popolo e sovrano e l’edificazione di uno stato sovrano. Pensatori come Gioberti, D’Azelio, Balbo, Cattaneo, Mazzini danno i valori di nazionalità, libertà e identità patriottica. La stessa parola Risorgimento nasce prima nel linguaggio poetico e poi in quello politico. Questo fermento culturale si rifletteva anche in quello politico: cn le conseguenze del congresso di Vienna le sette operavano per la filtrazione di idee comunista portata in Ita da Buonarroti, esiliato a Ginevra e centro di diffusione delle sette liberali italiane ed europee.

Il raggio più importante italiano era però la Carboneria, che aveva come punti principali del suo impegno la liberazione dallo straniero e la libertà. L’attività delle sette puntava su alcui elementi strategici: costituzione, libertà di stampa, assoc politica, manifestazione di pensieri, sovranità nazionale. I primi ad insorgere furono i militari napoletani nel luglio del 1820 con l’obbiettivo di convinvere il re pacificamente a dare la costituz. 5 giorni dp il papa la concesse, giunta voce in Sicilia di tt ciò anche lor chiesero il ripristino della costituzione del 1812. Questa situazione allarmò le cancellerie della Santa Alleanza che si riunirono a Lubiana invitando il re Ferdinando, che intanto aveva giurato di difendere la costituzione ma invece approfittò per chiedere l’intervento dell’Austria. E l’esercito dei liberali fu facilmente sconfitto. (Anche al nord si avvertivano degli scricchiolii e Metternich se ne era accorto). Il tentativo di naoli era dovuto ad una sit politica sviluppata nei primi 5 anni della Restaurazione dp tt i sovrani svilupparono una politica repressiva, autoritaria e i vari stati dovevano controllarsi a vicenda per evitare eccessi repressivi, e inoltre bisognava tenere sotto controllo la politca estera del pronto intervento.

“il Conciliatore”: giornale di Confalonieri e Lambertenghi giornale intento a risvegliare le idee di risveglio di coscienza civile, libertà culturale, e anche un aspetto imp per l’economia ma dp 4 mesi fu represso.

Torino: le idee di Buonarroti e la propaganda liberale della carboneria avevano raggiunto anche le personalità dell’aristo e dell’esercito. Quindi cn lo scoppio delle insurr di Napoli cn gli austriaci impegnati i piemontesi decisero di insorgere chiedendo

una costituzione sul modello spagnolo, le università vennero occupate e fu mandato un ultimatum al re, nell’appello c’erano le nuove parole: nazione, indipendenza ed era anche stato proclamato lo stato di guerra all’Austria. Il re Vittorio Emanuele I stava portando avanti una politica che nn andava a favore della costituzione e il nipote Carlo Alberto allora decise di incontrarsi cn lo zar Alessandro per intensificare i rapporti cn l’alleato. Ma cn la morte di Alessandro e l’avvenuta di Nicola I gli accordi russo- piemontesi ebbero un arresto in quanto nicola era molto più propenso a combattere la rivoluzione in tt le sue forme e sentirsi più vicino all’austria.

Se ritorniamo alla facenda dell’ultimatum pochi giorni dp V Emanuele abdicò e carlo Alberto in funzione di reggente concesse la costituzione mentre la rivoluzione si stava dilagando in tt le città piemontesi. Però Carlo felice da Modena decise di far intervenire l’Austria per ristabilire la sit e la monarchia assoluta. E i piemontesi furono facilmente sconfitti. Però questa insurrezione infuocò tt l’italia del nord.

3. Libertà antica e moderna: Grecia e America Grecia: era sotto il dominio dell’impero turco. In questa nazione politica e classicismo si fondevano in maniera tale da diffondere nei giovani sentimenti impetuosi che si era formato grazie ai primi anni 20 del secolo. La Grecia rappresentava il sentimento del tempo e il veicolo per esprimere spiriti eroici celati in ogni individuo fu il caso di keats, Byron tt cultura di quei decenni. Quindi la grande difesa di paesi europei nei confronti della Grecia nn è come un ripiego nostalgico ma un’alta aspirazione a un rinnovamento dell’umanità. America: esplodono le guerre d’indipendenza rispetto alla colonie spagnole e portoghesi, emergevano i protagonisti del liberalismo latino-americano. Nel 1808 caduta la monarchia spagnola (per Napoleone) e divenendo sempre più deboli i legami tra madrepatria e colonie l’America latine sentì una ventata di speranza. Si fecero portavoce della ribellione i creoli ( bianchi nati in America). Il tt scoccò dal Venezuela che proclamò l’indipendenza e misero a capo un governo creolo.

Le insurrezioni americane però ebbero successo per 2 motivi: - l’interesse dell’inghilterra a sostituire il potere politico ispano-portoghese cn quello suo economico, e inoltre grazie all’atteggiamento di neutralità degli usa.

1823 il presidente Monroe proclamava che si sarebbe opposto a ogni intervento europeo nell

4. Il liberalismo come rivoluzione

Definire miglio i termini liberale e liberalismo. I librali nn sono dei rivoluzionari, confluivano in loro esperienze nate dalla rivoluz francese, americana e regime parlamento inglese. Il liberalismo sarà una grande forza politica negli anni 20-30, nasce cm una concezione tipica dell’alta borghesia e aristocrazia. Compito per garantire la libertà doveva aspettare all’assemblea parlamentare che doveva essere eletta cn il voto dei proletari. Nessuna forma di democrazia ma esaltazione della libertà individuale garantita dalla Costituzione. Erano un’ opposizione all’assolutismo e davano un supporto politico-ideale di cui avevano bisogno. In Italia è il giovane Giuseppe Mazzini ad accelerare l’evoluzione del liberalismo.

Granducato di Toscana: lo stato che meno risentì il cambiamento delle cose ed ebbe il miglior governo. Era un’eccezione anche per quanto riguarda i dazi doganali. Livorno

era uno dei più ativi centri comm italiani. Rapporto tra proprietaari terrieri e contadini era di mezzadria (si partecip in maniera uguale nei guadagni e nelle spese). Ducato di Parma e Piacenza: maria Luisa d’Austria (moglie napo) mantenne le istituzioni francesi, promulgato un codice civile, furono concesse libertà di parola e movimento. Promosse l’istituz pubblica.

Stato pontificio: dv fermentava il dissenso dal regime papalino, nella capitale e in Romagna. Con la morte di Pio VII le cose andarono peggio le leggi e riforme periodo napoleonico vennero sopresse, riconfermati i privilegi ecclesiastici, ma un’ondata di malcontento pervase il regno. Abbiamo uno stato in difficoltà incapace di riformarsi, e dove la vita dei cittadini è molto sotto controllo.

Capitolo terzo LA PENOMBRA DELLA RESTAURAZIONE

Gli avvenimenti del 1820-21 cn tt i processi, le esecuzioni ebbero una grande risonanza internazionale. Anche in Russia dv arrivarono i materiali di protesta contro l’assolutismo mistico del potere zarista. Le idee e speranze erano state sotterrate però con gli anni 30 il fuoroc delle insurrezioni riprese a divampare tra liberalismo e assolutismo. Ancora un a volta la miccia arrivava dalla Francia dove stava avvenendo un cambiamento politico verso la borghesia liberalista.

Sul trono francese c’era Luigi XVII che aveva concesso la Costituzione ma le libertà politiche erano molto ristrette. Aumentò l’apporto di letterati, filosofi, pubblicisti che formarono una specie di partito liberali progressista. Con l’avvenuta al trono di Carlo X e cn la guida del partito progressista la crisi politica diventava insostenibile. Allora Carlo, sotto consiglio del primo ministro Polignac decise di scogliere la camera e occupare la Camera per distogliere l’attenzione. Le elezioni però portarono molti deputati vs il re allora quest’ultimo preferì un colpo di stato emanando 4 ordinanze ( sospesa la libertà di stampa meno diritti al voto, convocazione di un nuovo parlamento). Parigi allora insorse e il re debbe abdicare, e segnò la fine sella sua reggenza. Caduta la monarchia il palamento investì Luigi Filippo duca d’Orleans cm autorità regale che era un esponente delle idee liberali.

1830: come una data spartiacque storico e geografico. L’Eurpa liberali si stava identificando cm quella occidentale matrice delle rivoluzioni, sperimentazione politica. E dall’altra parte l’autoritarismo russo, e dello spirito reazionario asburgico.

Le insurr della Francia comparirono come una prima frattura della Santa Alleanza e in Europa si profilava una nuova sit politica: al blocco Austria, Prussia e Russia si contrapp Francia ed Inghilterra. Quest’ultima ebbe una riforma elettorale. Tt questi correnti liberali europee portarono un rafforzamento di essi, e portarono una nuova ondata di insurrezioni in Belgio, Svizzera e vari stati della Germania.

In Italia le ripercussioni di tt questi eventi si ebbero nel 1831 nel Ducati di Modena e Stato Pontificio. Sostenitori della rivoluzione carbonara era la Francia che però ad u certo punto compì un’inversione di marcia per paura di una rivol interna e mandò sl una nota di protesta quando ‘Austria represse cn la violenza.

1. Il 1831 nell’Italia centrale

Il duca Francesco IV era un principe molto ambizioso. L’agente commerciale del duca a Parigi concepì il progetto di trascinarlo nelle cospirazioni carbonare. Un atto che poteva portare favore sia cn i liberali italiani che nel ramo internazionale. Ma Francesco IV diventò sempre più cauto, e pian piano di ritirerà dagli accordi. Vedendo

che Metternich sarebbe stato pronto ad intervenire in caso di insurrezioni. Però ormai i moti nn si potevano più fermare e insorgevano a Bologna, Parma poi aderirono Romagna, marche e Umbria. Il momento sembrava favorevole più che mai a cambiamenti decisivi a cominciare dallo Stato della Chiesa perché c’era un periodo di incertezza sul successore (Gregorio XVI) e al Regno di Napoli saliva Ferdinando II.

La vittoria dei rivoluzionari fu sl provvisoria, la Francia diede il suo aiuto ma senza un eccessivo impegno militare. E pian piano l’esercito austriaco iniziò a riconquistare l’Italia centrale. Questi avvenimenti del 31 portarono in crisi i sistema settario.

Cmq dp le rivoluzioni del 31 il movimento rivoluzionario era un pochino più maturo. In realtà il problema erano le basi sociali, era scarsa la possibilità di convincere i sovrani a riforme pacifiche, e anche la poca consapevolezza di operare in modo unitario e anche l’azione della propaganda e ciò diede alle menti più geniali e ai letterati la spinta per elaborare dei programmi più efficaci contro l’Austria. Molto importante fu l’azione di Mazzini

MAZZINI: nel 1831 fonda la Giovine Italia, con la quale permise l’arruolamento di moltissimi liberali e la circolazione delle notizie (aggiungere appunti). Il programma: rivoluzione nazionale ottenendo così il superamento dei movimenti locali e settari.

Liberazione e rinnovamento dell’Italia senza l’aiuto dello straniero come risultato di un movimento rivoluzionario popolare. Bisognava togliere il servilismo negli italiani.

Novità del pensiero: l’impostazione democratica che diede al movimento patriottico e all’affermazione dell’unità nazionale come condizione indispensabile per il rinnovamento dell’Italia. E la repubblica come unica forma istituzionale capace di assicurare libertà ed egualianza politica dei cittadini.

Iniziò una propaganda clandestina, fu tradito ed arrestato e scelse l’esilio che fu per tt la vita. Il popolo doveva iniziare a pensare ed agire cn il pensiero di soldati. Ogni cittadino deve fare propria una missione: abbattere l’austria e il papato, veri nemici del progresso e dell’identità dei popoli.

Alla fine del 1833 i mazziniani prepararono un piano di invasione militare della Savoia con un fronte a Saint-Julien e uno a Genova guidata dal giovane Garibaldi. L’insurrezione durò moltlo poco perché fu placata. Mazzini si rifugiò a Londra e garibaldi in America.

2. Tecnologia e politica

L’Inghilterra industrializzata, la Francia dei finanzieri, i brevetti scientifici, chimici e l’applicazione di una nuova fonte di energia: il vapore. Si cominciava ad assaporare una serie di libertà che si identificavano anche cn il clima politico. Venne a crearsi pian piano un sistema industriale grazie al quale il capitalismo europeo dimostrò il suo dinamismo.

Cattaneo: lo stato più produttivo italiano era il Lombardo-Veneto, Cattaneo che proveniva da li si fece promotore per l’introduzione dei battelli a vapore. Nella ferrovia vedeva al futuro per della libertà e mobilità di uomini e merci, era l’avvio per un disegno di sviluppo del lombardo veneto, e il tt voleva anche dire evoluzione politica e queste sue idee lo faranno precursore di idee di autonomia federalista (fonda nel 39 la rivista “il Politecnico”). La realizzazione di una ferrovia di stato fu intrapresa dai Regno delle Due Sicilie che solitamente era un paese chiuso alle innovazioni politiche e culturali. Fu proprio questo il regno che accettò il progetto di Bayard. Tre anni dopo

nasceva la prima ferrovia italiana, esclusivamente però per il trasporto merci. Si capì subito che potevano anche essere usate a livello umano. Arricchiva le persone una volta lontane, comunicazione umana, una macchina evocative di atmosfere. La penetrazione finanziaria e tecnologica straniera fu imp sul piano economico, aumentando anche i rapporti tra gli stati economici sociali.

La politica quindi tornava preponderante a occupare la scena e porre il dilemma tra le riforme graduali oppure la rivoluzione, insurrezione inizaiva il miscuglio che prenderà il nome di risorgimento: l’alternarsi di politica e cultura, moderatismo e azione rivoluzionaria. E la questione dei “diritti” elemento fondamentale per Mazzini, liberali e patrioti. Così nel 1843-45 le fiamme della rivoluzione divampano:

stato pontificio: 1843 mazziniani optano per un insurrezione che teneva conto dei disagi economici della romagna e della politica papalina ancronistica. Fu un completo fallimento, mazzini ne fu molto sorpreso e meditò su tale cosa. Nel 1844 mazzini venne a sapere di un progetto ideato da 2 sudditi dell’austria, e ufficiali della marina: i fratelli Bandiera. Già 3 anni prima avevano formato una società segreta d’ispirazione repubblicana e mazziniana. Volevano impossessarsi di 2 navi della marina austriaca per sbarcare cn uomini e armi in ita. L’obbiettivo era la Calabria: dove l’insurrezione era pronta. Però quando sbarcarono vennero traditi da un calabrese e i petrioti furono assaliti dagli stessi abitanti. I fratelli furono condannati a morte.

Nn si abbatterono altri mazziniani che nel 45 ripresero la strada dell’insurrezione contro lo stato della chiesa insorgendo a rimini ma anche questo tentativo fu represso. Allora i liberali e ei moderati decisero che si dovesse percorrere una strada meno fallimentare per il successo delle insurrezioni, sorse l’idea che potesse essere il Piemonte a gestire la rivoluzione italiana. D’Azeglio che era un patriota moderato espresse l’opinione di un colpo di stato che si prenda cura poi dei popoli oppressi. Caro Alberto aprì uno spiraglio a D’Azeglio, però fu anche un papa che eletto nel 1846 Pio IX, che aveva la fama d’essere favorevole alle riforme. Furono quindi mesi di ritrovate speranze e, simboli e impulsi.

3. Musica, libri, scritture, parole del Risorgimento I versi dei peti, le arie delle opere si aggiungevano alle armi e alle parole della politica Puritani di Bellini, Nabucco di Verdi dove il suo melodramma sembrava la traduzione musicale e poetica della rivoluzione nazionale. Cn il Nabucco scendeva in campo anche la problematica della libertà, cn il problema degli ebrei. Valori di libertà, nazionalità, identità patriottica, come gli scritti degli anni 40 di Balbo, Cattaneo, Cavour; dìAzeglio. Tt le opinioni cmq di queste persone convergevano nl trovare un comune impegno per definire la nazione Italia. Qundi cn il 48 l’idea di nazione era molto più matura e anche l’idea di un interesse nazionale. Quindi nel 48 abbiamo a svolta anceh ideologica e culturale idee politiche entrano in contatto cn la realtà Italia. Vanno a formarsi dei partiti sul modello francese ed inglese: persone che si riconoscono intorno a leader politici cn delle idee realizzabili a breve termine e cn delle politiche di attuazione ben precise. Secondo Gioberti l’Italia era nelle condizioni di risorgere come confederazioni di stati liberi sotto la guida del pontefice romano fianchegg dal Piemonte. In questo modello anche motli stati vedevano una possibilità di maggior autonomia dalla tutale dall’Austria e insieme il rifiuto di un settarismo rivoluzionario. Il primo sovrano a reagire fu Carlo Alberto.

CAPITOLO QUARTO IL RISVEGLIO

Il re del Piemonte aveva tolto la maschera e si era messo a capo della rivoluzione. Ma la tempesta stava esplodendo nel profondo sud. Reggio Calabria: la città fu in mano agli insorti che insediarono un governo provvisorio presieduto da un sacerdote liberale. Ma il respiro di libertà duro molto poco l’esercito conquistò la città e i paesi limitrofi, la repressione fu durissima e anche nel regno di Napoli compresero che il segnale dato dalla cospirazione nn era così debole e d innocuo. Ma cmq questa disfatta portò un velo di disperazione in tt i patrioti. Però allo stesso tempo la sensazione che al sud brillasse la stella della libertà suscitò molta emozione nei sudditi lombardi dell’Austria.

A Genova nel 47 ci fu una manifestazione patriottica guidata da Mameli e Bixio cn richieste di libertà di stampa, guardia civica e una delegazione di aristocratici genovesi chiesero un’udienza a Carlo Alberto, ora quest’ultimo era tallonato anche dai liberali più moderati. Il re firmava delle piccole riforme amministrative che davano più libertà di stampa, l’occasione fu colta al volo e i intensificarono i politico e giornalisti che chiesero di pubblicare i propri periodici ecc. Rosmini in piena fase di transizione del Piemonte nel 48 compì una missione ufficiale a Roma cn la santa sede per formare una lega politica di principi liberali per il tt sfumò andando avanti cn i mesi dp la chiusura totale del papa per il risorgimento italiano.

Cavour intendeva cn Risorgimento: il risorgimento politico non va mai disgiunto dal risorgimento economico. Le condizioni dei 2 progressi sono identiche. La dove nn vi è pubblica, dove il sentimento nazionale è fiacco, nno sarà mai industria potente.

Questo suo articolo richiamò molto le personalità intellettuali e metteva in luce un elemento imp: l’economia poteva e doveva essere un soggetto della politica. Quindi le idee di Cavour erano da inserire dentro l’orizzonte del liberalismo.

1. Inizia il 48

Il primo gennaio Gioberti e Mazzini si incontrarono a Parigi per accordarsi riguardo le idee politiche forse per un possibile accordo. Cavour poi riunì tt i collaboratori del risorgimento dove propose la concessione immediata della costituzione da parte del re. La libertà di stampa, anche se nn completa, affilava le sue armi per dimostrare la sua efficacia. Non c’era cmq la possibilità di formare delle agenzie di notizie, ma il tt fu rimpiazzato dall’utilizzo di inviati speciali, osservatori, corrispondenti di guerra. Anche i nostri politici all’estero arricchivano i giornali dell’estero, e questi li comunicavano in italia.

Il primo genn i citt di Milano indussero lo sciopero del fumo, perché ciò avrebbe danneggiato le casse austriache, il tt aveva avuto molto successo essendo che era un resistenza pacifica. Allora i soldati austriaci decisero ad ostentare il fumo, anche proprio cm ordine dai piani alti arrivarono un sacco di sigari. Ad un certo punto però i soldiati presero le armi e inziarono ad insorgere contro i cittadini, e così l’ordine tornava in città.

Pian pinao però il clima si faceva sempre più prospero e ottimale per un azione determinata. Dappertutto si erano formate proteste in Italia ed Europa: scioperi di operai, rifiuto di ordinamenti, e gli italiani avevano anche un motivo in più: il gendarme austriaco. Ed è ancora al sud che scossa la scintilla: il 12 genn molte persone si riversano nella città inneggiando alla libertà e alla costituzione, i soldati colti di sorpresa si rifugiano nelle caserme. Il regno di Napoli allora decide di intervenire, ma ormai tt le classi sociali erano intervenute nella rivolta e quindi al re Ferdinando nn restava che dare

delle libertò legislative, ma i rivoluzionari nn demordono e prendono il castello reale. Ma anche a Napoli il clima è incandescente e un brivido pervade il regno si diffonde la sensazione che qualcosa potrebbe cambiare e che la ribellione dilaghi. Alla fine Ferdinando cedette e concesse la costituzione al 10 febbraio. In tt italia ci fu un effetto domino: il granduca di toscana concesse la costituz, il re poi annunciò di instaurare nel regno di sardegna un governo rappresentativo la cui legge fondamentale era lo statuto, reso pubblico il 4 marzo. Anche pio IX concesse la costituzione il 14 marzo ma gli immediati interventi politici del pontefice portarono la crisi.

Il 22-24 febbr a Parigi ci furono delle insurrezioni che portarono all’allontanamento di Luigi Filippo e portò alla proclamazione della repubblica in Francia e questo fu un messaggio molto importante per i movimenti nazionali, liberali europei. L’origine delle ostilità qui in Francia erano scoccate con delle ostilità contro i banchieri, finanziari che si erano insediati nel potere. Il governo si mostro indifferente alla press popolare sostenendosi da una magg in parlamento che però rapr una minor nel paese. Il re fu destituito e fu formato un governo provvisorio composto da repubblicani, radicali, socialisti e proclamarono la repubblica. Intanto si attuarono delle modifiche, innovazioni nel campo del lavoro e questo pose in allarme la borghesia: una possibile svolta socialista della Francia allora gli si attribuirono il merito di voler sovvenzionare a carico dello stato operai improduttivi a spese delle altre classi sociali. Alle elezioni successive infatti ci fu una maggioranza di repubblicani moderati e deputati clericali quindi la rivoluzione di febbraio si poteva dire fallita. Il proletariato francese insorse il 23 giugno in vista anche delle pessime prospettive economiche e fu proclamato dalla piazza un governo socialista, il movimento fu placato in 6 giorni.

Il 1848 ha quindi l’impronta del liberalismo e nn del socialismo, come dimostreranno le ripercussioni dell’insurr di febbraio a Parigi.

Il 13 marzo vi fu una grande manifestazione a Vienna per chiedere all’Imperatore Ferdinando I la costituzione e l’autonomia delle nazionalità controllate dall’impero come il Lombardo-Veneto, ma ci fu un’insurr inattesa che portò alla fuga di Metternich (primo ministro), e l’imperatore nn sapeva che fare. Gli ungheresi e i cechi furono i primi a liberarsi e a formare dei governi autonomi all’austria. I cechi però vennero rapidamente sottomessi e in vece gli ungheresi furono più difficili però alla fine cn l’aiuto di uomini dello zar Nicola I si mise fine alla rivoluzione.

2. Milano e Venezia

1848 arrivarono a Milano le prime notizie della rivoluzione di Vienna, allora il 18febbraio giunsero folti gruppi di dimostranti giungendo al palazzo del comune, mentre un altro corteo aveva preso d’assalto il palazzo del governo austriaco. Così il vicegovernatore di milano dovette dettare 3 decreti: concessione guardia civica, abolizione della polizia politica e destituzione del suo capo. Le cose stavano prendendo una piega imprevista per le autorità e crescevano sempre in più punti barricate in tt la città. Gli austriaci con Radetzky si organizzarono però furono respinti da più punti dai milanesi, allora vennero radunate tt le truppe sparse in Lombardia. Gli austriaci erano in difficoltà non essendo esperti in guerriglia urbana. Per organizzare la battaglia fu deciso di formare un comitato di guerra, e Cattaneo affermava che nessun cittadino avrebbe dovuto estraniarsi dalla guerra di liberazione. Il 21 marzo Radetzky offrì l’armistizio, ma non fu accettato e costituirono un governo provvisorio, il giorno dopo gli austriaci furono battuti definitivamente a Porta Tosa. Le “Cinque Giornate” di Milano. Si profilavano i presupposti per la prima guerra d’indipendenza.

Venezia: alcuni giorni prima della rivolta di Milano Nicolò Tommaseo fu arrestato e anche l’altro liberale Daniele Manin. Allora un folla di cittadini si riversò in piazza san marco per chiederne la liberazione, al governatore della città nn restò altro che accettare e liberare i 2 prigionieri. Da Vienna giunsero le nuove coordinate: guardia civile e libertà di stampa, poi l’arsenale fu occupato dai lavoratori allora il tenente firmò la capitolazione. Così Daniele Manin esaltò la vittoria cn ideali di unità e repubblica. Venne costituito un governo provvisorio , il governo fu ceduto a Manin che proclamò la Repubblica di San Marco.

3. “la guerra, la guerra immediata” A Torino si era costituito il primo governo costituzionale presieduto da Cesare Balbo, con le notizie di Milano il momento atteso per mettere in atto la politica italiana. Infatti anche da Milano veniva la proposta di un intervento del Piemonte militare che varcasse il Ticino, e fu preparato da Cavour un proclama di Carlo Alberto. Era la tanto attesa dichiarazione di guerra cn lo scopo di scacciare lo straniero. Cattaneo nn accettava che Mazzini potesse aderire alla richiesta di fusione della Lombardia cn il Regno di Sardegna in caso di vittoria dell austria erano ormai concezioni diverse di democrazia federalismo-unitarismo.

Era scoppiata la guerra e la solidarietà militare degli altri stati scatto subito dp il Piemonte, e per la prima volta nella storia alle truppe ufficiali si affiancarono anche quelle di volontari. La prima guerra d’indipendenza era insediata però cn dei problemi sia di organizzazione militare ma anche dissidi ideologici tra patrioti, moderato e democratici e interessi privati. La guerra assumeva un carattere del tutto “italiano”. Dopo il 48 il volontario è per definizione il simbolo del risorgimento italiano. La cronaca della prima fase della guerra di indipendenza (23 marzo al 9 agosto): i volontari però qui nn ebbero un ruolo ritenuto così importante perché fu rallentata la loro corsa al raggiungimento dell esercito ufficiale nn permettendogli di prendere il treno. A livello militare Carlo Aberto oltrepassato il Mincio voleva proseguire ma gli altri comandanti nn volevano spingersi oltre la Lombardia grazie a questi diverbi Radetzky ebbe così il tempo di rafforzare le proprie posizioni, entrati in conflitto l’esercito alleato vinse in parecchie località ( goito, monzambano, mantova, valeggio sul mincio) intanto la guerra stagnava e l’esercito piemontese si fermava. Il fronte antiaustriaco entrò improvvisamente in crisi alla fine di aprile: papa Pio IX ritirò il suo contingente militare, il danno politico fu grandissimo e l’inizio della crisi che inizaiva ad aumentare. Dp le giornate di milano fu la Sicilia a lanciare la sfida autonomistica affermando il principio costituzionale. Il parlamento di Palermo chiese che il re accettasse una Costituzione specificamente siciliana, e riconfermò il carattere di regione autonoma della Sicilia e si dichiarò anche partecipe del moto nazionale, ma i siciliani insistettero proclamando la decadenza della dinastia borbonica dal trono di Sicilia. Infatti il re pensava a solo un cauto e progressivo svolgimento della carta costituzionale, e dp delle contestazioni Napoli insorse e dovette intervenire il console di Francia e il nuovo governo decise di abbandonare la guerra in Lombardia.

La defezione dei napoletani e dello stato pontificio era un colpo strategico all’evoluzione delle azioni militari e gli interesi del re di Napoli nn erano più quelli della nazione. Radetzky pensò alla controffensiva che fu valorosamente ostacolata da universitari e volontari toscani. Un plebiscito indetto in Lombardia decise l’annessione al Piemonte e chiedevano anche la concessione di una nuova Costituzione, segno della diffidenza che circolava per Carlo Alberto.

Il 10 giugno l’armata austriaca attaccò Vicenza, la città si arrese e tt le città del Veneto, tranne Venezia caddero una dp l’altra. Radetzky si apprestò a rientrare a Milano, anche le truppe in ritirata di C A rientrava a Milano ma una folle popolazione lo aspettava al grido di traditore e così il re dovette uscire dalla città ancora. Gli austriaci entrarono a Milano, dopo che il governo provvisorio si sciolse e fu sostituito , fu firmato un armistizio che però sembrò una resa. A questo punto entrò Garibaldi che pensando a una guerra per bande tentò una guerriglia contro gli austriaci sconfessando l’armistizio, però nn ottenne l’appoggio delle autorità piemontesi e dovette lasciare stare e fuggire in Svizzera. Capitolo quarto LA PRIMAVERA DEEL’EUROPA. L’ITALIA RISORGE

Le rivoluzioni del 48 fu la rivoluzione degli intellettuali cioè senza il loro appoggio, le loro idee nn si sarebbero gettate le basi delle culture nazionali dell’Europa moderna (Mameli, Hugo, Wagner, Manzoni). La religiosità laica di Mazzini “Dio e popolo” che diventa manifesto rivoluzionario, la sua era la speranza di una rilettura del vangelo “i popoli si faranno liberi”. È anche importante la laicità di Cavour, la sua attenzione per l’evangelismo romantico. Stiamo parlando quindi della percezione culturale di quanto stava accadendo in Ita nel 48 cn messaggi di italianità e della parola Libertà. Le speranze d’Italia erano ormai divenute le certezze d’Italia. Scrittori che pensavano fosse un impegno morale usare la storia come pedagogia politica. Tt questo fece capire che il riconoscimento del carattere attivo e nn più passivo della rivoluzione italiana nn era più dipendente dagli avvenimenti degli stranieri.

Per gli italiani i contrasti potevano ricondursi all’insofferenza dei metodi seguiti dai governi, però il problema era cm vincere l’arretratezza politica senza prima piegare quella economica rappr dal mondo rurale. Cavour indicava nell’evoluzione capitalistica delle campagne il prerequisito dello sviluppo industriale e delle libertà economiche e politiche. Le città italiane rispetto a quelle europee erano sviluppate ma poco popolate. Nelle città accadeva tt ed erano espressione dello stato e della “nazione”. Le campagne erano povere, marginali e separati e i discorsi e il popolo di Mazzini era quello cittadino. Questo sarà il tallone di Achille quando si giungerà all’unificazione nazionale cioè quando l’universo cittadino e contadino dovranno rispondere di uguali diritti e doveri.

Piemonte: la crisi militare nn poteva non ripercuotersi sulla politica del governo. La vittoria austriaca nn aveva però influito sull’ accordo politico tra Piemonte e Lombardia e sulla loro causa comune. C A affidò a Casati Gabrio l’incarico di sott questo legame, l’incarico era strumentale e il personaggio nn aveva spessore politico e nn poteva contrapporre i contrasti tra la “sinistra” costituzionale e democratica (Gioberti) e i liberali e democratici (Cavour).

Settembre 48 era stato assassinato a Budapest il commissario imperiale e tra Vienna e Budapest degenerò la guerra aperta, creando una nuova crisi politica. A Torino Cavour pronunciò il suo primo discorso parlamentare, dove indicava la possibilità di ottenere per via diplomatica quello che si voleva ottenendo così anche l’amicizia di paesi europei: l’Inghilterra doveva puntare ad un indebolimento dell’Austria. Vienna era stata ricondotta all’ordine, e scendeva al trono Francesco Giuseppe, mentre a Torino la confusione aumentava e la camera continuava ad essere in subbuglio. Dp il tentativo di nuovo governo a conduzione moderata, inoltre il re decise di affidare a Gioberti il governo, prendeva quindi il via un governo democratico, e per ottenere il massimo dei consensi dall’opinione pubblica chiese al re di sciogliere la camera e indurre delle nuove elezioni, che dettero ragione a Gioberti.

1. Mazzini in azione

Le proteste popolari, insurrezioni, insofferenze, avevano portato nuove ragioni per agire a Mazzini. Secondo lui il momento era buono, la guerra per l’indipendenza dall’Austria doveva trsformarsi in una guerra per la rivoluzione quindi ogni sit doveva essere sfruttata. Dalla Svizzera Mazzini lanciava l’ennesima parola d’ordine: Guerra e costituente nazionale dp la guerra. Questo era il Mazzini deciso e fermo sulle sue posizioni ma c’era anche il mazzini inglese al centro del movimento democratico internazionale. Che incuriosiva sempre di più la stampa inglese alla questione italiana, creando sempre più un crescente interesse da parte della borghesia moderata londinese. Mazzini contava anche sul fatto che i londinesi nn fossero solo informati sulle insurrezioni ma anche sugli schieramenti politici che operavano a favore dell’unità.

2. L’autunno di Pio IX. La delusione del 1849

Dopo la ritirata del 29 aprile il papa liberale rimaneva solo un capo di stato, stato ingovernabile con gli strumenti semplificati degli strumenti della chiesa. L’agitazione a Roma cresceva sempre più, e il pontefice decise di chiamare alla guida del governo Mamiani ma la coesistenza di tale governo fu precaria, durando sl 3 mesi. Allora Pio si rivolse a Pellegrino Rossi per organizzare un nuovo governo dv prometteva la tutela del sistema costituzionale dalle insidie reazionarie. Erano le posizioni di un centrista che considerava le rivol del 48 finite, però nn aveva considerato il pericolo dei due partiti antitetici e la curia interna riluttante all’idea di una costituzione: origini del dramma del 15 novembre: al palazzo della cancelleria al momento innaugurale dell camera si radunarono molte persone Rossi fu circondato da un gruppo di persone urlanti e fu colpito con una pugnalata alla gola. Si erano messe in giro le voci ce Rossi volesse un colpo di stato ma si voleva solo ridare forza politica e giuriduca alla dimensione laica dello Stato della Chiesa. I manifestanti occuparono il palazzo e chiesero al papa un governo democratico, si formò un ministero di ispirazione liberal- democratica. Una settimana dp Pio IX uscì e chiese ospitalità a Ferdinando II re di Napoli, cominciava così a Gaeta un esilio però nominava un commissione governativa composta dall’alta borghesia famosa per essere antiliber, così il colpo di stato appariva in tt la sua gravità. Affluirono parecchi patrioti che levavano il grido di un’Assmblea costituente, e un governo di emergenza fi convicata a Roma un’assemblea nazionale era l’annuncio di una rivol pacifica e codivisa. Fu eletta un’assemblea che dichiarò la propria sovranità e legittimità esautorando tt il potere del pontefice cm capo di stato, una fondazione costituzionale che dichiarava la decadenza del potere temporale e proclamava il nuovo Stato: la repubblica Romana, assicurava però al pontefice il potere spirituale. Nell’assemblea nazionale c’erano Garibaldi, Mazzini. Pio IX scomunicò tt e chiese aiuto ai paesi cattolici d’europa affinchè restaurassero il suo potere temporale.

Piemonte: Gioberti nel 49 lasciava la presidenza del govern, aprendo una nuova crisi nel Regno di Sardegna. Fu chiaro a tt sia di dex che si sin che la guerra avrebbe palcato i dissensi interni evitando così lacerazioni interne. La guerra avrebbe dato anche prestigio la re, esercito e istituzioni . il governo di Torino dichiarava guerra all’Austria il 12 marzo 49. La guerra del Piemonte avrebbe potuto idealmente congiungersi a Roma, Venezia, Firenze ma nn era cos’ perché erano militarmente più deboli. La strategia era stata studiata per 2 eserciti: quello di Chrzanowsky doveva passare i ticino, marciare su milano cogliendo gli austriaci alle spalle, mentre quello di Ramorino doveva difendere il passo del Ticino e tenere a bada gli asutriaci però nn obbedì e concesse a Radetzky di oltrepass il ticino ed entrare in Piemonte. Il fallimento

nn poteva essere così chiaro. C A inviò un generale per chiedere l’armistizio, ma gli austriaci avevano delle pretese molto alte e C A decise di abdicar ein favore del figlio Vittorio Emanuele II. Radetzky accettò di rendere più ragionevoli le richieste per l’armistizio che fu firmato il 26 marzo a Novara, l’accordo prevedeva: l’occupazione austriaca fino al trattato di pace di un vasto terr del piemonte, ritiro truppe dalla toscana e flotta dall’adriatico, indennità molto pesante.

L’indignazione fu altrissima nel governo di Torino, fino al punto che si dichiarò incostituzionale la firma del re, e V E decise di sciogliere la camera senza indicare la data delle nuove elezioni, c’era il clima da colpo di stato. Anche a Genova degli studenti occuparono il palazzo Ducale in segno di protesta contro l’armistizio. Anche Brescia ebbe una resistenza molto ferrea per 10 giorni, cmq ne 49 lo straniero si stava riprendendo in pieno tt i suoi diritti. I patrioti italiani dovevano anche guardarsi da un altro pericolo: Luigi Napoleone Bonaparte.

3. La repubblica romana, l’inganno francese

Dicembre 48 si svolsero n Francia le elezioni per la carica di presidente della Repubblica, il vincitore fu Luigi Napoleone. Il nuovo presidente presentò il suo governo come espressione di una Francia ordinata e cattolica, fu anche il primo a rispondere all’appello di Pio IX per restaurare il potere a Roma, insieme a lui anche austria, spagna, regno 2 sicilie. La Francia si prende l’onere di abbattere la repubblica romana. La spinta per l’azione della francia fu data anche dal fatto della politica laica e democratica dell’Assemblea Costituente romana e del suo governo trasformato in un triumvirato Mazzini, Aurelio Saffi, Carlo Armellini. Roma stava dando l’esempio di cosa fosse una vera democrazia: libertà di stampa, la costituzione doveva accogliere te le richieste di uno stato moderno libero dai condizionamenti religiosi e l’affermazione dei diritti civili. Tt questo era troppo per Napoleone e i suoi elettori cattolici. Un messaggero fu mandato nella repubblica epr contrattare in modo pacifico una mediazione tra papato e repubbl, Mazzini erò nn cedette alle lusinghe e le truppe di francesi si diressero verso Roma. Roma fu difesa da 2 grandi condottieri Carlo Pisacane e Garibaldi portando i romani al successo. Infine si decise di mandare una persona nn politica per definire le condizioni dell’armistizio: si trattò una tregua d’armi e un eventuale ipotesi della presenza dell’esercito francese come contributo per risolvere al meglio la situazione, ma Mazzini capiva che si tramava d continuare il progetto iniziale: il rovesciamento della repubblica. Questo avvenne con un attacco a sorpresa il 3 giugno alle 3 di mattina, giunta questa notizia molti volontari e cittadini romani raggiunsero Roma. Vi furono giorni di vittoria sui francesi, (Garibaldi era convito, rispetto a Mazzini che lo scontro militare dovesse essere in cima a quansiasi strategia politica e diplomatica che m seguiva per convincere l’opinione francese). Roma poi divenne in pericolo perché i frnacesi conquistarono parte della prima linea di difesa, mazzini chiese a gabi di nn capitolare ma di scostare la guerra, ma il 3 luglio o francesi entravano a Roma ristabilendo il potere temporale. Garibaldi si imbarcò per Liverpool e poi per NY. E Mazzini per Marsiglia. Pio IX tornava regolarmente a Roma nel 1850. L’ultima minaccia repubblicana rimaneva così Venezia, gli austriaci decisero di attaccare e venezia fu sottoposta a bombardamento, si creò anche un epidemia di colera. La città nn era messa bn, molti accorsero però il 24 agosto dovette alzare bandiera bianca. Anche la Toscana finì la sua esperienza democratica con il ritorno del Granduca in divisa di generale austriaco. Il Regno delle Due Sicilie dp aver piegato le insurrezioni, Ferdinando concesse uno statuto.

Capitolo sesto I DIECI AANI DECISIVI

1859 l’italia di quest’anno vive delle incertezze, guerra del tt contro tt infatti si entrava nell’economia con l’ascesa della borghesia e dello sviluppo. Questa ideologia di progresso stava incompendo in Italia, europa occid e USA, se ne ebbe la consacrazione alla prima esposizione universale di Londra nel 1851 la prima esibizione della rivol industriale in atto. Tra gl iitalani il primo a coggliere il senso dell’esposizione fu Cavour che scrisse un articolo sulle opportunità dei produttori e industriali piemontesi di concorrere all’imminenete evento. E tt cò faceva pensare che i moti rivoluzionari scoppiati nn potevano essere realmente falliti. E questa sit italiana era seguia all’estero cn solidare simpatia. C’era la diffusione della ferrovia, una rivoluzione sociale in atto. Cattaneo nel post 48, vista la grande difficoltà della lotta armata, l’industrialismo era per i rivoluzionari un’opportunità politica, un utile passaggio alla modernità, l’ideologia che le classi sociali si rinnovassero nelle moderne strutture produttive cioè la loro traduzione in maggiori libertà politiche e civili e rafforzare l’idea repubblicana. Essere moderni ne 50 era questo. Però rimaneva irrisolto il problema politico del 48-49, la rivoluzione poteva sl che identificarsi cn la Lombardia. Però Cattaneo nn si chiedeva come questa rivoluzione pacifica avrebbe potuto tradursi in risorgimento in un paese come il Regno delle due Sicilie. Perché il borbonismo era disprezzo e irrisione per l’ingegno, scrittori, uomini di cultura e interesse sl per alcune innovazioni tecniche, nn ritenevano necessarie alla società le persone colte per il progresso della società, medici ingegneri.

Inoltre cn le sconfitte militari del 49 moltissimi rivoluzionari si erano perso per il mondo per evitare il carcere, ed era anche la fine di Garibaldi.

1. La politica, anzitutto

Dal 50 ci fu un rilancio della libertà politica in Italia a partire sulla base di 4 iniziative in atto, la prima ricordo di Moncalieri del 49 del proclama di D’Azeglio dove ricordava l’atto di scioglimento della camera perché nn accettava l’armistizio cn l’Austria, cm un atto di forza poco costituzionale. Richiesta al re di abbrogare lo statuto e che esso sarebbe stato la via liberale rimaneva intatta. Spostando prorpio sulla politica interna il senso di marcia delle istituzioni e aprire cosi il rapporto stato chiesa. Furono approvate le leggi Siccardi che sospendevano tt i privilegi ecclesiastici, sn un’idea attiva e progressiva del liberalismo. La seconda: l’unica via praticabile secondo Cavour (era alla camera) era l’essere liberli cioè arrivare prima rispetto agli altri sulle riforme delle leggi, istituti, rapporti sociali, per battere i rivoluzionari. Fu nominato anche ministro dell’agricoltura e delle finaize un tassello fondam per una politica economista liberale. La terza: legata all’esperienza della repubblica romana, avevano emanato una costituzione all’avanguardia cn il seme della democrazia. Anche le leggi Siccardi avevano foti analogie cn la legisl del triumvirato. Quindi il liberalismo riformatore in Piemonte nn poteva tener conto anche dell’esperienza romana. Il quarto: l’indirizzo liberalistico che diede Cavour alla politica interna e alle relazioni internazionali ponendo sempre la “questione italiana” su tt i tavoli delle trattative, incontri.

Tt questi provvedimenti passarono alla camera grazie all’appoggio dello schieramento centro-sinsitra, e democratica anche. Tt sarebbe durato a lungo se a Parigi nn fosse accaduto:

Francia: la gestione del potere di Luigi napo si scontrava con l’opposizione dei deputati dell’Assemblea nazionale. Usando bn i mezzi di comunicazione il presidente fece crescere sempre più l’idea che la Francia avesse bisogno di una guida sicura. Si

avvicinav il 52 anno nella quale ci sarebbero dovuti rieleggere il capo dello stato e la rappresent legislativa e cn la paura che questo momentaneo buco ci fossero altre insurrezioi cm ne l 48, i sostenitori di napo lo incitavano a rivedere la costituzione, dv un articolo prevedeva la vietata rielezzione del presidente alla fine del suo mandato. Nessuno poteva immaginare però il colpo di stato, il parlamento venne occupato dall’esercito, e malgrado delle insurrezioni l’ordine bonapartista aveva avuto la meglio . indisse un referendum per ottenere il consenso del colpo di stato, si trattava di dare un programma decennale dittatoriale al presidente e quindi creare uno stato autoritario cattolic. Nel 58 fu proclamato il secondo impero, cn Napoleone III. Piemonte: c’era la fondata preoccupazione che dp il colpo di Napo ci sarebbero state molte poù difficoltà interne per il Piemonte liberale e per la difesa della costituzione. Rattazzi che rappre settori di una borghesia laica, cn inclinazioni più radicali decise di appoggiare Cavour per proseguiire in difese delle libertà costituz. Quindi l’asse Rattazzi-Cavour modificava l’asse politico centrista del governo, Cavour permise l’eelzione a presidente della camera di Rattazzi, così facendo riorganizzarono anche i rapporti cn la chiesa, Cavour si dimette e la chiesa preme sempre di più sul governo D’Azeglio, difatti intervenne direttamete Pio Ix cn delle lettere personali a V E. D’Azeglio disse al re di nn preoccuparsi, però nn fu così il primo si dimise e consigliò al re di affidare a Cavour la form di un nuovo governo, il re glielo propose però cn la clausola di nn parlare più di matrimonio civile, C nn accettò il re cercò un’altra persona ma nn la trovò (essendo che i conservatori nn avevano la magg) Cavour allora fu richiamato e gli fu lasciata la libertà sulle questioni religiose, il Risorgimento italiano riprendeva il cammino.

per la questione dello straniero Mazzini da Londra veniva proposta: la rivol in wuesto momento doveva avvenire in maniera invisibile e silenziosa, nn cn le barricate, tramite la creazione di comitati rivoluzionari a Milano, Venezia, Brescia, Mantova poi al centro e sud italia cn una propaganda clandestina, ma il vero obbiettivo era quello di organizzare la circolazione delle cartelel del prestito nazionale, le autorità austriache però scovarono le cartelle e si diede il via all’allarme. Così l’Austria aveva resistito all’ennesima resistenza patriottica. Mazzini allora volle par confluire i l patriottismo nella protesta sociale si un proletariato, preparò un altro piano ma in maniera fallimentare.

Piemonte-Cavour: cn Cavour agli esordi cm presidente del Consiglio il piemonte aveva un sistema politico liberali, costituzionale e parlamentare all’altezza di quello inglese, insomma voleva dire lotta senza quartiere contro gli abusi, prepotenze e potere della chiesa. Però due pessime annate agricole del 53 e del 54 aprirono numerosi casi di colera. Il 55 fu un ano cruciale: Cavour presentò un disegno di legge per la sospensione dei monasteri, comunità religiose e stabilimente eccles, per restituire denaro prezioso al bilancio dello stato. Ci furono delle grandi opposizioni da parte degli estremisti cattolici e proprosero di regalare loro allo stato la somma di un milione epr ritirare la legge, il governo letteralm offeso di dimise, però D’Azeglio scrisse ancora al re e Cavour fu ridato l’incarico del governo. Guerra di Crimea: la guerra contro la Russia che era scoppiata perché quest’ultima aveva chiesto di instaurare in Turchia una specie di protettorato dei cristiani, entrando così cn una scusa negli affari interni della Turchia, così Francia e INghil entrarono in guerra cn la Russia, con il tempo , il freddo e la diffucione del colera i 2 stati alleati chiesero aiuto al Piemonte, C ovviamente accettò. L’Austria avanzò una proposta mediatrice capendo la forza dell’alleanza franco-piemontese, così decisero di ofinire la guerra e indire un congresso di pace a Parigi, in questa occasione C portoò in primo

piano la questione italiana, cn la libertà di 2 stati 2 sicilie e stato della chiesa gestiti da pessimi governi. 2. Nel resto del mondo e in Italia fino al 1860

Anche in europa malgrado tt le rivoluzioni il potere della borghesia era rimasto intatto, nn inclinando così il potenziale economico del capitalismo. Come anche in Amercia si ebbe un grandissimo sviluppo economico, grazie anche a delle nuove scoperte come il catrame cioè il mitico petrolio. Presto però il progresso economico sarebbe entrato in conflittocn i regimi protezionistici esistenti in Europa e Italia (2 siciclie) per raggiungere l’obbiettivo del superamento delle barriere doganali c’era ancora molta strada. Nel 57 La Farina, Marin e Pallavicino Trivulzio fondarono a Torino la Società nazionale: obbiettivo dell’untà d’Italia sotto la dinastia dei Savoia. Cavour diede il consenso e sorsero delle sedi in tt italia. Tt questo mentre in austria arrivava il nuovo vicerè Massim d’Asburgo che dimostrava tt la sua diffidenza nei confronti del Piemonte. Carlo Pisacane decise che il momento di azione in quella parte del paese dv la povertà contadina poteva fare da miccia. Secondo lui la rivoluzione era il culmine dell’impegno nche sociale dei movimenti democratici e nn cm esito di congiure (nn cm Mazzini, guerriglia Garibaldi), quando però seppe che Mazzini in Londra stava raccogliendo i mezzi e le forze per un colpo in Toscana, allora Pisacane dimenticò ogni perplessità, suggerì però di ordinare l’azione nel mezzogiorno. Pisacane andrà allora a Napoli e ne tornò deluso, però ormai aveva messo in moto una macchina che nn poteva essere fermata. Pisacane allora si imbarcò a Genova però durante il viaggio alcuni di loro irruppero e si impossessarono della nave e fecero una rotta verso l’isola di Ponza, liberarono 323 detenuti nel carcere di massima sicurezza borbonico. Poi sbarcarono a Sapri dv però nn ebbero l’accoglienza sperata: la gente sbarrava e finestre, spargeva voce di briganti senza dio, fino ad arrivare allo scontro cn le forze di polizia del luogo e pisacane si suicido. Mazzini allora fu accusato da maggiorparte dei democratici italiani ed europei. Era tempo di difendere la libertà italiana cn delle armi più sicure: la diplomazia. Era l’ora di Cavour.

Cavour: dp l guerra di Crimea per quanto riguarda le relazioni internazionali rimaneva sl un’alleanza meno formale cn Napo III. Gli obbiettivi comuni erano: l’inimicizia cn l’Austria. Però nel 58 degli esuli mazziniani lanciarono delle bombe contro di lui e la moglie, gli aggressori furono individuati e arrestati portando dell’inimicizia nei confronti di Napo in Italia. Napo allora fece strada la convinzione che era giunto il momento di risolvere la sit italiana (scacciare l’Austria) per neutralizzare le attività delle forze rivoluz europee perché minacciavano il suo potere. Napo e cavour si incontrarono e per definire gli accordi vennero anche usati dei metodi classici della donna affascinante (nipote di cavour).

Cavour ottenne quello che voleva cioè l’appoggio, alla Sardegna, francese per una guerra contro l’Austria. Ma c’erano da dare in cambio 3 cose: -- ricomposizione della penisola in una confederazione di stati esistenti sotto la presidenza onoraria del papa e vigile controllo della Francia, -- cessione di Nizza e Savoia alla Francia, -- il matrimonio del principe Gerolamo Bonaparte e figlia del re Maria Clotilde. Cavour intanto cercava in ogni modo di provocare l’Austria alla guerra: creò insieme alla società nazionale un movimento popolare nell’ita centrale per provocare il granduca di toscana che era sotto la protezione austriaca. Però nn furono facili perché napo iniziava a titubare e allora si rincontrarono in quel momento intervenne l’Inghilterra proponendo un congresso per la pacificazione tra gli stati e V E dovette accettare. Proprio in questa situazione però l’austria impose che nn fossero presenti gli

stati italiani, per paura di un alleanza franco-piemontese. Vienna allora inviò al Piemonte un ultimatum, così era caduta nella trappola. Aveva così inizio la seconda guerra d’indipendenza: 29 aprile l’armata austriaca penetrò velocemente giungendo a 30km da Torino, l’obbiettivo era di arrivare prima dell’esercito francese. Scattò la controffensiva le truppe franco-piemontesi si divisero in 2 ali: la prima attraversò il Ticino puntando su Milano mentre la seconda su Piacenza. Gli austriaci furono battuti in tt i fronti, ma al battaglie di Magenta fi decisiva. L’imperatore austriaco Franco Giuseppe chercò in tt i modi di riprendere Milano, ma nn aveva calcolato i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi quei volontari così disprezzati e da loro giunsero i colpi più duri a Como, Lecco, Bergamo e Brescia.

L’italia centrale era in ebollizione, e la guerra di cavour si stava trasformando in qualcosa di inatteso, anche grazie alla propaganda della Società nazionale. Finalmente si coinvolse lo stato pontificio. Gli austriaci furono cacciati da Ferrara e Bologna. Insorsero anche Umbria e Marche. Napo allora ebbe la sensazione che gli eventi potessero andare fuori controllo e che ci fosse una nuova rivoluzione romana. Napo III firmò cn Giuseppe Francesco l’armistizio di Villlafranca la Lombardia ceduta alla Francia ceh a sua volta l’avrebbe consegnata al Piemonte; toscana, parma, modena, tornarono ai legittimi proprietari però il tt doveva avvenire senza l’intervento dello straniero. Tt gli stati italiani avrebbero formato una confederazione sotto la presidenza onoraria del pontefice. L’opinione pubblica avvertì l’armistizio cm un tradimento.

Le insurrezioni del centro italia avevano fatto drizzare le orecchie a napoIII che temeva la formazione di un grande stato ai confini della francia, e allo stesso tempo l’Austria aveva tenuto una grande resistenza. Quindi vittorio emanuele dovette accettare e Cavour consegnò le dimissioni. Il 20 settembre del 59 Mazzini inviò un appello a V E invitandolo a metterlo a capo del movimento unitario e promuovere le forze politiche nazionali. 2 fatti poi avvennero assenziali per sbloccare la situazione a favore del Piemonte: l’Inghilterra decise di prendere una decisione decisa per la questione italiana richiamando i principi liberali e della rappresentatività popolare; e Napo II si affiancò ancora al Piemonte. Cavour fu chiamato il governo nel 1860, e inviò subito una lettera ai governi d’Europa nella quale diceva che V E nn avrebbe potuto ancora a lungo opporsi al potere delle popolazioni e promosse i plebisciti per l’annessione di tt gli stati insorti tranne Chiesa , al Piemonte, alle urne ebbe un sacco di consensi. I candidati popolari vicino a Cavour ebbero un sacco di voti, anche la sinistra di Rattazzi alcune decine di seggi mentre la destra reazionaria scomparve quasi totalmente. Intanto Nizza e Savoia venivano cedute alla Francia.

Sud: riprendeva l’iniziativa di una possibile insurrezione ad opera di 2 esuli democratici: Crispi, Pilo il primo si incontrò con Mazzini per definire tt il piano, e anche V E appariva del tt favorevole alla rivoluzione. Morto Ferdinando II il nuovo re era Francesco II, quindi era il momento di agire. L’inserr scoppiò a Palermo, però fallirono però Crispi era convinto che il dado doveva essere tratto e convinse a Garibaldi a tentare l’avventura in Sicilia. Capitolo settimo DAI MILLE A ROMA

Si parte, rotta a sud: garibaldi parla di “mille” a bordo c’erano lombardi , veneti, liguri e toscani, molti icacciatori delle alpi e i combattenti del 48, la navigazione parte nella grande euforia però anche cn la consapevolezza di avere poche armi a disposizione. Intanto si era sparsa la voce di un possibile arrivo di garibaldi e un clima dei resi dei

conti tra popolazione e sbirraglia borbonica di faceva sentire, le speranze anticipavano gli eventi. La navigazione del Piemonte e del Lombardo precedeva tranquilla e lenta. Garibaldi decide di sbarcare a Marsala, mentre sbarcavano le navi sul molo, approfittando di una momentanea assenza delle navi borboniche, quest’ultime tornarono in anticipo e aprirono il fuoco, ma al presenza di navi inglese portò all’arresto immediato dell’operazione, proprio queste coincidenze permisero lo sbarco completo delle navi, un buon presagio per i Mille. Intercorreranno 20 giorni per la liberazione di Palermo grazie all’intelligenza tattica di Garibaldi che conquistò subito il popolo, fu addirittura visto come un eroe religioso “somigliava a Gesù Cristo” che portava libertà e amore tra la gente. Subito dp lo sbarco Gari cercò di far nascere sai siciliani l’impulso alla lotta e di avere da loro la legittimazione politica dell’impresa dei mille. L’ordine era di inoltrarsi all’interno e puntare su Palermo, rispettando scrupolosamente civili e i loro beni. Dp le prime vittori) (a Salemmi( e gli appoggi dei cittadinei era il momento di dare anche il primo segnale politico: Garibaldi pubblica un proclama dv dichiara di assumere la dittatura della Sicilia in nome dell’ita e di V E II. Si riprende il cammino e le camicie rosse vengono subito attaccate dai borbonici, è un momento difficiclissimo, la lotta è durissima ma i garibaldini riescono a vincere a Calatafimi che rappresenta il primo scontro in terr siciliano. Man mano molti siciliani si aggiungevano alle camicie rosse, il secondo scontro si ebbe a Monreale, la quantità di soldati era la stessa ma ora Garib doveva inventare una mossa da guerriglia per aprirsi un varco per Palermo, ed è quello che fece piombando di sorpresa sulla città. La battaglia per la città durò 3 giorni cn i 2 eserciti allo stremo. Il generale Ferdinando Lanza chiede a Gari di incontrarsi in una nave inglese per concordarsi: si decide per la cessazione delle ostilità. Gari forma un governo con 6 ministri, Lanza accetta la capitolazione. L’incredibile era avvenuto e il telegrafo porto in tt italia, Europa e SU la notizia.

Il dittatore e i seguaci si erano intanto rifugiati nel palazzo reale, Gari poteva contare anche l’approvazione pubblica della Francia e dell’Inghilterra. Però cos’era questa spedizione: un’azione militare imposta dall’esterno ai siciliani oppure era una rivol dei siciliani? Era un colpo di stato indiretto contro il governo e le istituzioni napoletane, quindi come spiegare ad un liberale moderato come Cavour l’istituto di una dittatura? Cavour ruppe gli indugi spedendo in sicilia Giuseppe La Farina cn il compito di preparare all’annessione dell’isola del Piemonte e di costringere il dittatore a modificare il suo governo escludendo Crispi con i suoi programmi socialisti, però il messaggero fu prelevato da degli agenti ed espulso dalla Sicilia. La caduta di Palermo si era ripercossa anche sulla politica interna di Napoli che sotto consigli odel Piemonte aveva concesso la costituzione e si parlava nella corte di tradimento quindi bisognava fare qualcosa per risanare i rapporti tra regime, i diversi ceti sociali e le diversi. Rimaneva cmq da conquistare tt il resto della Sicilia dovesi era concentrata la maggior parte dell’esercito borbonico da Palermo aMessina. Lo scontro avvenne nei pressi di Palermo il 20 luglio, fu una battaglia sanguinosa però Gari riuscì a sgombrarsi la strada e ad andare avanti verso lo sbarco in Calabria e l’avanzata su Napoli e forse su Roma.

Su questa situazione in rapida evoluzione agitavano ora 2 iniziative parllele e insieme divergenti l’una dall’altra: 1 di V E II che fece giungere a Gari un invito fermarsi ritenendo compiuta la sua opera e di lasciare ai siciliani di decidere il loro destino ma la risp di Gari fu negativa; 2 L’iniziativa di Cavour dv il suo obbiettivo era di scompaginare tt le carte in gioco facendo suscitare a Napoli un movimento

costituzionale poplare per rovesciare il governo di Francesco II, e dp ciò l’instirazione di n governo liberale avrebbe potuto neutralizzare il programma unitario e rivoluzionario di Gari.

Però quest’ultmo aveva già programmato di varcare lo stretto di Messina e occupare la piattaforma di Reggio per marciare verso Napoli, e una ragione in più per muoversi era la consapevolezza del piano di Cavour. Lo sbarco in Calabria avvenne e pure in grande stile e grazie alla solidarietà del popolo e alle prima avanguardie guidate da Bixio e all’esercito dei cacciatori guidati da Gari entrarono in contatto cn il nemico all’ingresso sud della città. Tt sparavano all’impazzata e dp quasi 8 ore di scontri Reggio era caduta, e il dittatore nominava il vecchio liberale Antonio Plutino governatore di Reggio.

Gari poi raggiunse Salerno e salì su un treno speciale che poi lo portò a Napoli intanto Francesco e la regina Maria Sofia avevano lasciato la capitale via mare per Gaeta, però la flotta nn seguì il re. Gabiraldi fu ricevuto alla stazione dal ministro Liborio Romano e da un’immensa folla testimone dell’entusiasmo dei napoletani. Cavour con la paura di un’eventuale sconfinamento dei garibaldini, con l’appoggiò di Napo II perl nn di Pio IX varcò cn l’esercito piemontese i confini dello stato pontificio e occupò le Marche e l’Umbria costringendo alla resa Ancona. Fu promosso un plebiscito ( Manifestazione diretta della volontà del popolo, chiamato a pronunciarsi su questioni istituzionali.) che sanzionò l’annessione di queste regoni al regno di V E II era il 29 settembre 1860.

Il tramonto effettivo del regno napoletano si ebbe con la battaglia del Volturno. Gari insediò a Napoli un nuovo governo continuando ad esercitare il potere dttatoriale fino al mese di ottobre, in Sicilia aveva lascito Depretis che dp la liberazione di Napoli si era mostrato favorevole all’annessione dell’isola al Piemonte, però Garibaldi diceva che l’impresa nn era conclusa fino a quando anche Roma nn fosse caduta sotto il potere del popolo unitario. Anche Mazzini giunse a Napoli.

Cavour invece vedeva che paesi come la Russia, Austria, e la Prussia erano preocc per la piega democratica degli avvenimenti e ruppero le relazioni diplomatiche cn il Piemonte, e avendo csì il timore che andasse a sfaldarsi tt l’equilibrio europeo crreatosi attorno alla questione italiana procedette con la convocazione dei comizi elettorali e procedere con i plebisciti. Cavour però rimaneva dell’idea che voleva costituzionalizzare la rivoluzone di Garibaldi e legittimarne con i plebisciti i successi

Intanto V E aveva preso il comando delle truppe sarde entrando in Abruzzo puntando su Napoli. Gari e il re si incontrarono e il primo aveva capito che nn aveva altre alternative che appoggiare i loro progetti.

1. Il regno di Italia

Bisogna inoltre ricordare la qualità politica e umana dell’agire di Gari che ha permesso di completare la qualità cultural e dell’identità storica del Risorgimento. Il 27 gennaio si svolsero le elezioni per il nuovo parlamento italiano cn sede Torino, la maggioranza netta fu dei candidati liberali e i moderati, tra gli eletti c’erano: Bixio, Garibaldi, De Sanctis, Bertani e Crispi, e ora la capitale d’Italia,Torino, vedeva l’arrivo di tanti “italiani”. Erano passati 40 ani dai primi moti carbonari del 20-21 e in quei giorni si stava realizzando un sogno: l’Italia unita, il 17 marzo V E II fu proclamato re d’Italia. Però dal nuovo stato rimanevano fuori il Veneto e lo Stato Pontificio, per quest’ultimo

cavour tentò la via diplomatica inviando una missione a Roma, ma fu tt inutile perché Roma nn voleva prendere atto di un Italia completamente nuova rispetto al passato. Stato pontifico: la soluzione della questione romana partiva dall’inevitabilità di Roma capitale, però indicava la fine del potere temporale di essa del papa, e sl con questa condizione poteva nascere la garanzia giuridica, politica e culturale della libertà e indipendenza spirituale della Chiesa. E che la separazione dei due poteri avrebbe portato il potere spirituale del papa ad essere in un terreno ben più solido, la sua dipendenza sarà maggiore e anche la sua autorità in quanto nn sarà più vincolata dai vari concordati. E questa era l’idea laica e liberale di Cavour sulla quale doveva nascere l’Italia unita.

La Santa Sede però nn accolse l’appello “libera chiesa in libero stato” e nemmeno il suo protettore Napo III ma accettarono la via pacifica delle trattative per giungere ad un accordo. Seguirono tentativi di irruzione rivoluzionaria a Roma, crisi di governo, tensioni religiose fino a quando nn dovette intervenire lo Stato italiano con la forza delle armi. Cavour però moriva improvvisamente nel momento in cui si aveva più bisogno di lui!

Si olarizzarono di nuovo tt le posizioni dei protagonisti: liberali che raccolsero l’eredità di Cavour: la destra storica, mentre Mazzini e Garibaldi, poi “l’opposizione meridionale” e le prime organizz operaie, industriali e gli agrari, Pio IX.

2. L’Europa, gli Stati Uniti, l Progresso

Mentre avveniva l’unificazione d’italia negli stati uniti cominciava la guerra di secessione e in Europa c’era l’affermazione della borghesia come classe dirigente e dello sviluppo economico. Gli anni 60 videro l’incremento degli investimenti di capitali, l’espansione di attrezzature produttive dell’industria meccanica, chimica e meccanica. Ci fu la tandenza all’abbassamento delle barriere doganali, adozione del libero scambio fi un segno dei governi per favorire lo sviluppo economico. Però per quanto riguarda l’Italia le prospettive di sviluppo nn erano tali da giustificare ina piena politica liberoscambista.

Guerra secessione americana: guerra tra un nord industrializzato, borghese, liberoscambista e n sud agrario e protezionista. Fu una guerra che si nobilitò grazie soprattutto al presidente: Abram Lincoln, cn dei valori di libertà e progetti di abolizione della schiavitù. Tra le due parti c’erano dei profondi contrasti politici: i democratici in prevalenza nel sud e i repubblicani in più al nord. La legge di abolizione della schiavitù fu voluta nel 1862, 22 settembre dal repubblicano Lincoln. I risultati di questa guerra furono miliardi di dollari di danni e spese, sperimentazioni di nuove armi e una riaffermazione del principio di unità nazionale.

Italia: il sistema che avrebbe voluto Cattaneo era di uno stato federalista ma invece i governi successivi all’unità optarono per un forte accentramento. Furono estesi in tt italia lo Statuto del 48 e i codici civili e penali del Piemonte, l’Italia fu divisa in 59 provincie cn a capo un prefetto nominato dal ministro dell’interno, l’esercito mantenne la struttura piemontese. In campo finanziario invece la situazione era problematica perché serviva una forte riforma delle finanze per compensare le imponenti opere pubbliche, si procedette con un aumento delle imposte.

3. Mezzogiorno, Firenze e Roma

Nel 1861 ebbe inizio una guerra interna che impegnò lo stato per quattro anni, ed era esplosa nei territori dell’ex regno delle 2 sicilie, bisognava anche tener conto della

crescita dei brigantaggio ed era il segno del danno fatto ai meridionali dal regime borbonico. Il mezzogiorno era stato pronto a sacrificarsi e adesso riluttava l’idea di essere una provincia, e la loro attesa di ripresa economica si ridussero in realtà in un impoverimento. Lo stato doveva innanzitutto creare un sistema nazionale di comunicazioni le reti stradali, costruzioni navali, servizio postale e ferrovie, le quali furono sviluppate realizzando un equilibrio nel sistema delle comunicazioni tra nord e sud. Ma cmq la situazione del sud era sintomo della sit di arretratezza dell’italia in generale.

Per poter attuare il proprio programma di governo debbe esercitare una forte pressione fiscale che ricadde sui meno abbienti che allo stesso modo però nn avevano modo di far sentire la propria voce.

Garibaldi: intanto guardava allo scioglimento del nodo di Roma, questione che ormai era per lui un obbligo politico e morale da rispettare. Quando Rattazzi salì come presidente del consiglio Gari penò che i tempi fossero maturi per agire e rifare il percorso del 1860. Quando gari giunse in Sicilia cn molti volontari fu accolto con festa da parte dei cittadini mentre i prefetti erano perplessi e nn sapevano se dovevano fermarlo, però nessuno li ostacolò e i nuovi mille partirono per Roma. A questo punto però scattò la Francia protettrice del papa, e il governo dovette fermare l’avanzata. L’esercito e i garibaldini entrarono in conflitto e Gari fu colpito e arrestato, tt ciò ebbe una grande risonanza i Ita ma anche in Inghilterra, Gari potè ritornare a Caprera. Intanto la Roma del papa era salva e il governo Rattazzi dovette dare le dimissioni al tensione con la Francia era alle stelle. 1864: fu per l’Ita un anno particolare. Il nuovo governo presieduto da Minghetti aveva sul tavolo il problema di Roma, che dipendeva dalla Francia, e di Venezia che dipendeva dall’Austria.

Si formarono anche delle nuove ideologie in tt Europa: veniva formata a Londra l’Internazionale dei lavoratori fondata da operai francesi ed inglesi. I lavoratori tedeschi erano rappres da Marx, gli italiani dal maggiore Wolf cominciava la confusione di lingue ed idee tra tt questi movimenti. A settembre l’ita firmò cn la Francia una Convenzione dv quest’ultima si impegnava al ritiro delle truppe da Roma entro 2anni, e lo stato ita prometteva protezione al papa contro attacchi esterni. Ita trasferì la sua capitale a Firenze. Questa conferenza era stata anche una resa dei conti all’interno dello schieramento liberale: per molti la convenzione serviva a riequilibrare il peso dei gruppi liberali locali del centro e sud italia e mettere fine all’egemonia piemontese. Improvvisamente si avvicinava la questione di Venezia: la rivalità tra Prussia che chiedeva autono mia ed era guidata dal generale Bismarck e l’Austria. La prussia chiese all’ita di allearsi e accettò, il 19 giugno di dichiarò guerra all’Austria. Il conflitto fu molto rapido vittorioso per la Prussia ma disastros per l’Italia (esercito sconfitto e flotta affondata), Garibaldi invece vinse però ebbe l’ordine di fermarsi perché erano in atto le trattative per l’armistizio. L’Austria si rese conto del clima e concesse il Veneto all’Italia però nn lo consegnò direttamente lo cedette a Napo III che lo desse agli italiani.

In questo clima i garibaldini e i demoscratici cercarono di riprendersi Roma completando così l’unificazione, il movimento politico sembrava favorevole era tornato Rattazzi. Ne 67 Gari preparò un piano che prevedeva l’insurr dentro Roma e quinndi una conseguente intervento di volontari però nn funzionò e fu presto fermato. Gari nn

si lasciò vincere e riprovò ad entrare in territorio pontificio combattendo, stava per vincere quando arrivarono delle truppe francesi in soccorso e Gari perse ancora. La Francia stessa però in quel periodo era in lotta con la Prussia perché contrario all’unificazione dellla germania e fu sconfitto nella battaglia di Sedan e imprigionato grazie a Bismarck, crollava così Napo II ultimo difensore della Roma papalina e fu instraurata una repubblica in Francia.

Il 20 settembre del 1870 i soldati del generale Cadorna, dp aver vinto la resistenza papalina, sfondavano le mura di Porta Pia entrando in città, dp secoli il potere temporale del papa era finito. La nazione italiana ora poteva diventare la patria libera e laica di tt i cittadini.

Capitolo ottavo “ADDIO, DEL PASSATO…”

Roma era cmq un entità sociale difficile, di cui la classe dirigente doveva ben definire le sue funzioni come capitale. Mazzini che intanto era a Genova continuava sulla via dell’instraurazione della repubblica rivendicando la sovranità del popolo, e fare di Roma la capitale. A Genova si ebbe un insurrezione di studenti, donne, operai scesi in stra da e Mazziini era esultante vedendo accendersi i focolai repubblicani in varie parti d’italia. Per lui se l’unificazione era avvenuta però nn fosse una repubblica ma il regno d’Italia significavano molte cose.

Mazzini tentò allora l’ultimo patetico tentativo: agosto del 70 Mazzini si reca a Palermo dv i repubblicani siciliani stavano scalpitando e guida tt questi movimenti, si mossero per Napoli travestiti però furono riconosciuti e Mazzini fu arrestato.

Molti esponenti della politica pensavano che Roma nn riuscisse a far parte dell’Europa al pari delle altra capitali europee, il problema più grande era di trasformare l’universalismo cattolico in laico, il nuovo universalismo della scienza moderna.

Rimarrà fino agli inizi del 900 il problema del rapporto o del possibile equilibrio tra economia e società delle 2 italie: milano e torino industriale e la staticità di roma e napoli, però si ebbe un elemento di modernizzazione: l’affermazione di un’italia laica.

In Europa cresceva il potere economico e politico della borghesia aumentando lo scontro di classe tra capitale e lavoro il tt prima della grande crisi economica del 1873. Mazzini si spegnava a Pisa e nel 82 anche Garibaldi nella sua isola del moditerraneo.

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