Corrispondenze - Baudelaire (Analisi), Appunti di Letteratura Francese. Università degli Studi di Napoli L'Orientale
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Corrispondenze - Baudelaire (Analisi), Appunti di Letteratura Francese. Università degli Studi di Napoli L'Orientale

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Analisi della poesia "Correspondances" di Charles Baudelaire
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CORRISPONDENZE

La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole;

l’uomo vi attraversa foreste di simboli, che l’osservano con sguardi familiari.

Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e profonda unità,

vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi, colori e suoni si rispondono.

Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, – altri, corrotti, ricchi e trionfanti,

che posseggono il respiro delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso;

e cantano i moti dell’anima e dei sensi.

Questa poesia fa parte della prima sezione de “I fiori del male”, intitolata Spleen e Ideale. E’ una poesia-manifesto, in cui Baudelaire espone una visione del mondo ti tipo mistico: le forme materiali della natura non sono che simboli di una realtà più profonda che si colloca al di là delle cose, che tuttavia l’uomo non riesce a cogliere con il solo raziocinio. Per decifrare il linguaggio segreto della natura è necessario abbandonarsi alle sensazioni, che mettono in comunicazione tutto il reale. Per questo è emblematico l’uso della sinestesia, ovvero la commistione di sfere sensoriali diverse. Ovviamente il privilegio di decifrare i simboli occulti della natura spetta al poeta, grazie alle sue prerogative di veggente. Il linguaggio poetico dunque non è razionale, ma allusivo, come una sorta di magia che conferisce alla poesia il valore di rivelazione del mistero.

Nell’originale è un sonetto di alessandrini, un tipo di verso morso diffuso nella poesia francese, formato da dodici sillabe. Molto importante, nell'originale francese, è l'uso dell'enjambement: grazie ad esso si crea un ritmo più lento, sospeso, in relazione all'atmosfera di mistero che caratterizza il paesaggio dell'uomo nella foresta di simboli.

Nelle terzine il ritmo si fa più veloce e ogni verso è chiuso in sé e separato dagli altri tramite la punteggiatura. Mentre le quartine sono occupate ciascuna da un periodo, le due terzine sono entrambe contenute in un unico periodo sintattico.

Per quanto riguarda la scelta lessicale, va segnalata la corrispondenza in rima francese di paroles e simboles, i due termini cardine dell'intero discorso poetico del sonetto. Allo stesso modo è molto significativo il legame tra se confondent e se repondent, come a sottolineare che poesia e mistero, linguaggio e corrispondenze sono sempre legati tra loro.

Il tema del sonetto è costituito dalle corrispondenze, i legami cioè che si riconoscono nella realtà: ogni oggetto rimanda a qualcos'altro, è simbolo di qualcos'altro. Spetta all'uomo e in particolare al poeta ritrovare e comunicare tali simboli.

Questo messaggio si avvale dell'uso di due figure retoriche di significato. Nella prima quartina, la Natura con i suoi alberi è assimilata mediante l'analogia a un tempio con le sue colonne: la poesia moderna farà largo uso di questa figura retorica. Nelle terzine l'uso della sinestesia rende l'idea che le sensazioni si fondano in una vasta unità, in cui ciascuna di esse richiama e corrisponde a un'altra: i profumi sono definiti infatti freschi, vellutati e verdi, e

Schema metrico e ritmo Parole chiave in rima Analogia e Sinestesia

le sostanze odorose ambra, muschio, incenso e benzoino tendono a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

1-2 La Natura… parole: la Natura (da intendersi come la realtà che ci circonda e di cui noi, con i nostri sensi, siamo parte) è un luogo sacro, in cui tutte le cose parlano un loro linguaggio misterioso. La realtà, secondo quanto dice il poeta, è il luogo in cui si entra in contatto con il mondo spirituale, con quella verità più profonda delle cose che va al di là del loro aspetto esteriore. Per indicare anche visivamente questa sacralità, il poeta usa la metafora del «tempio», che convenzionalmente indica il luogo dell’incontro con la divinità e quindi il luogo della comunicazione tra mondo materiale e mondo spirituale. 3-4 l’uomo… familiari: l’uomo trascorre la sua vita circondato da una trama di oggetti e di fenomeni che gli parlano con la loro presenza. Il poeta ribadisce il concetto espresso nei versi precedenti, immettendo nello scenario naturale la figura dell’uomo che, elemento tra gli altri elementi, stabilisce con ciò che lo circonda un rapporto di reciproca compenetrazione e comunione. L’immagine «foreste di simboli», che riprende la metafora «pilastri viventi» del v.1, crea un’atmosfera sospesa tra paura e meraviglia e contemporaneamente allude a quella risposta definitiva e chiarificatrice, che l’uomo aspetta e la Natura dal canto suo sembra a tutti i costi voler dare. 5-8 Come… rispondono: nella seconda quartina viene chiarito il significato del titolo del componimento: i profumi, i colori, i suoni si «rispondono» reciprocamente, e tutto ciò che esiste in Natura è legato da “corrispondenze”, compone cioè «una tenebrosa e profonda unità» («tenebrosa» è da intendersi come “misteriosa”). La sola chiave per decifrare un simile mistero è nelle parole, ed è data dall’artificio del poeta, dalla sua magia verbale. 9-14 Vi sono… dei sensi: le due terzine istituiscono associazioni e collegamenti arbitrari fra sensazioni appartenenti a sensi diversi: i campi sensoriali dell’olfatto e del tatto («freschi come carni di bimbo»), dell’udito («dolci come òboi»), della vista («verdi come prati») e ancora, più avanti, di nuovo l’olfatto («come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso»), stimolati soltanto dalla risonanza che i «profumi» suscitano nella fantasia del poeta. Viene dunque largamente impiegata la sinestesia, cioè l’associazione di sensazioni appartenenti a sfere sensoriali diverse, fondendole in un’unica immagine.

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