Cultura visuale - Schema introduttivo, Schemi riassuntivi di Letteratura. Università degli Studi di Ferrara
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Cultura visuale - Schema introduttivo, Schemi riassuntivi di Letteratura. Università degli Studi di Ferrara

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Schema introduttivo per capire cos'è la cultura visuale realizzato sulla base del libro di N. Mirzoeff
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CULTURA VISUALE INTRODUZIONE - CHE COS’E’ LA VISUAL CULTURE? La nostra vita ha luogo sullo schermo: (autobus,shopping mall, autostrade,bancomat), sempre più persone affidano il loro passato a fotocamere e videocamere, il lavoro ed il tempo libero dipendono dai media visivi. NELL’ERA DEGLI SCHERMI VISIVI IL NOSTRO PUNTO DI VISTA E’ CRUCIALE

VEDERE E’ LA VITA QUOTIDIANA STESSA: la visualizzazione non determina la comprensione di ciò che vediamo. A cosa dobbiamo credere? Es. (aereo caduto,guerra del golfo) C’è la necessità che la Visual Culture diventi campo di studio: LA VISUAL CULTURE HA A CHE VEDERE CON GLI EVENTI VISIVI IN CUI IL CONSUMATORE RICERCA INFORMAZIONE, SIGNIFICATO O PIACERE ATTRAVERSO UN INTERFACCIA VISUALE (dispositivi ideati per aumentare la visione naturale, dalla pittura, alla tv a internet).

E’ LA CRISI VISUALE DELLA CULTURA CHE DETERMINA LA POST-MODERNITA’.

LA VISUAL CULTURE E’ UNA STRATEGIA CON CUI STUDIARE LA VITA QUOTIDIANA POSTMODERNA DAL PUNTO DI VISTA DEL CONSUMATORE, PIUTTOSTO CHE DAL PRODUTTORE.

- VISUALIZZARE

Crescente tendenza a visualizzare cose che di per sé non sarebbero viste. Es. (Raggi X, fotografie,telescopio)  Filosofo tedesco HEIDEGGER nascita dell’IMMAGINE-MONDO (mondo concepito come

immagine)  L’iperstimolazione della cultura visuale ha tentato di SATURARE IL CAMPO VISIVO

(operazione fallita data la velocità di percezione)  La cultura visuale dipende dalla tendenza moderna a raffigurare o visualizzare

l’esistenza

USA Per la maggior parte delle persone la vita è mediata dalla tv e dai film

Forme di visualizzazione messe alla prova dai media interattivi come internet e le applicazioni della realtà virtuale

Settore cinema e tv 2° esportazione Usa

Per alcuni studiosi è “la storia delle immagini”

legata al concetto semiotico di

rappresentazione.

Materia interdisciplinare; creare un nuovo oggetto

di studio.

Mezzo per creare sociologia della cultura visuale “teoria sociale

della visione”.

E’ una struttura interpretativa basata sulla comprensione della

risposta di singoli individui e gruppi ai media visivi

 QUESNAY: essa non sostituisce il discorso, lo rende più comprensibile, rapido ed efficace.

 MITCHELL: “Teoria dell’immagine” settori della scienza e della filosofia occidentale adottarono una VISIONE DEL MONDO ILLUSTRATA PIUTTOSTO CHE TESTUALE.

 UNO DEI COMPITI DELLA VISUAL CULTURE: comprendere come queste complesse immagini siano create.

 Mondo come testo sostituito dal mondo come immagine

L’immagine visiva non è stabile, cambia il suo rapporto con la realtà esterna. Mentre la pretesa della prospettiva di rappresentare la realtà perde terreno, il film e la fotografia creano un rapporto nuovo, diretto con la realtà, così da farci accettare la verità di quello che vediamo nell’immagine. L’immagine fotografica è dialettica: crea un rapporto tra chi guarda nel presente ed il passato che essa rappresenta. Oggi l’immagine fotografica non indica più la realtà perché può essere manipolata senza che nessuno se ne accorga.

- POTERE E PIACERE DEL VISIVO

Post Moderno Dominio dell’immagine (pensiero occidentale: cultura di seconda qualità) Platone: gli oggetti che si incontrano nella vita di tutti i giorni, incluse le persone, sono brutte copie del loro progetto ideale. “Tutto ciò che vediamo nel mondo reale è una copia” “l’arte mimetica è lontana dalla realtà”. Alcune immagini considerate troppo pericolose sono state eliminate dalla vista pubblica. La tv come dice Morley è descritta come una RADIO CON LE IMMAGINI (come se le immagini fossero semplici decorazioni); es. del telecomando. Bourdieu sostiene che la tv ha reso più stupida la società occidentale. Jameson: il visuale è pornografico, ha il suo fine nella fascinazione irrazionale,rapita. GUARDARE IMMAGINI ESPERIENZA COLLETTIVA (La tecnologia amplifica tutto)

Bourdieu: (studio condotto negli anni ’60): analizzando le risposte di 1200 persone concluse che: LA CLASSE SOCIALE DETERMINA LA REAZIONE ALLA PRODUZIONE CULTURALE DEGLI INDIVIDUI. Es: classe medio alta – musei; classe lavoratrice – disdegna l’arte (non era possibile dire che si apprezzava l’arte in generale). L’arte e i musei fanno parte in un certo senso della cultura di massa quindi la teoria di Bourdieu era molto riduttiva.

- VISUALITÁ Foucault: “genealogia della visual culture”: REINTERPRETAZIONE DELLA STORIA DEI MODERNI MEDIA VISIVI CONCEPITA COLLETTIVAMENTE, PIUTTOSTO CHE FRAMMENTATA IN UNITÁ DISCIPLINARI (cinema,tv). La visual culture deve accettare il suo stato mutevole.

Molteplicità dei punti di vista nell’interpretazione di ogni immagine un medium

potenzialmente più democratico del testo

scritto

Ostilità verso coloro che partecipano e

apprezzano la cultura di massa.

I cultural studies: cercano di privilegiare la cultura popolare ma hanno una grande lacuna riguardo al visivo

VISUAL CULTURE: INTERAZIONE TRA OSSERVATORE E OSSERVATO  può essere definito EVENTO VISIVO: interazione tra il segnale visivo, la tecnologia e l’osservatore. Semiotica: sistema inventato dai linguisti per analizzare la parola scritta e parlata; divide il segno in 2 parti: SIGNIFICANTE e SIGNIFICATO  INTERPRETARE (è possibile che i modi di rappresentare cambino e vengano messi in discussione da altri mezzi di rappresentazione. “VEDERE NON E’ CREDERE MA INTERPRETARE”. Levì-Strauss (strutturalista): scoprire le strutture che sono alla base di tutte le società e di tutte le culture; lo strutturalismo non ha prodotto elementi chiavebisogna lavorare con l’esempio specifico e non con l’intero sistema. Nel CAMPO VISIVO: la natura costruita dall’immagine è stata centrale per la TECNICA DEL MONTAGGIO: unione artificiale di 2 punti di vista per creare un nuovo insieme, mediante l’uso del montaggio alternato (film) e la fusione di una o più immagini (foto). Immediatezza sensoriale: impatto a prima vista che un testo non può produrre. Questi momenti di intenso potere visivo evocano ammirazione, meraviglia, terrore e desiderio. SUBLIME: il sublime è la piacevole esperienza che si prova nella rappresentazione di ciò che sarebbe doloroso o terrificante nella realtà (es. statua del Laoconte). Kant: “appagamento misto a terrore”, Lyotard: “combinazione di piacere e pena”

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