Didattica dell'inclusione, Esercitazioni e Esercizi di Didattica Pedagogica. Università Telematica Pegaso
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Didattica dell'inclusione, Esercitazioni e Esercizi di Didattica Pedagogica. Università Telematica Pegaso

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1. Il processo di crescita della persona si sviluppa lungo tre prospettive fra loro interconnesse: quella dell’identità, quella dell’alterità, quella della diversità. Fra queste tre prospettive occorre stabilire una condizione di armonia e di equilibrio. Perché? 1 1. Perché l’una si rinforza

nel confronto con l’altra. 2 1. Perché se una di esse

predomina, si impoveriscono le difese della persona.

3 1. Perché la cultura del nostro tempo spinge verso profili armonici

4 1. Perché l’uomo tecnologico ha bisogno di tutte e tre queste prospettive di crescita

2 1. La "diversità" è spesso vissuta in chiave negativa, come "minaccia" alla propria identità. Perché? [segnare la risposta che aiuta a capire il problema]

1 1. La gestione della diversità richiede attenzione e premure ed oggi abbiamo poco tempo 2 1. Il diverso è poco conosciuto. Ci vorrebbe una maggiore disponibilità e cercare di capire

quali siano i suoi effettivi bisogni. 3 1. Il rapporto con il diverso procura fastidio quando si pensa alle attenzioni di cui ha

bisogno 4 1. La relazione con il diverso è sovraccarica di stereotipi e di pregiudizi

3 1. Fra le cose da considerare allo scopo di riconoscere i Bes, ci sono il danno, l’ostacolo e lo stigma sociale. Che cosa si intende per stigma sociale

1 1. La censura sociale conseguente all’adozione di comportamenti devianti 2 1. La stima e/o la considerazione del ruolo sociale 3 1. La misura della distanza sociale dalla posizione di centralità 4 1. L’immagine sociale e la sua caratterizzazione

4 1. La scuola deve prendersi cura delle competenze dell’allievo. Nel caso di allievi con bisogni educativi speciali la scuola si prende cura delle competenze riguardanti gli apprendimenti, la comunicazione, la relazione, la socializzazione.

1 Prioritariamente deve considerare gli apprendimenti e la sfera motoria 2 1. Prioritariamente deve preoccuparsi dell’area della socializzazione, non potendosi

pretendere di più 3 1. Vanno considerate tutte le aree qui ricordate 4 1. Vanno prese in carico soltanto le competenze connesse alle funzioni non compromesse

dai deficit o dal disagio dell’allievo

5 Negli ultimi anni si è assistito in Italia ad un aumento di interesse per i disturbi specifici dell apprendimento, che costituiscono un fenomeno molto complesso. Tale attenzione si è accentuata con l'approvazione di:

1 Una Legge, la 107/2010, intitolata Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese.

2 Una Legge, la 170/2010, intitolata Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese.

3 Un Accordo tra Stato e Regioni su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell apprendimento .

4 Un Accordo tra la scuola e il Servizio sanitario nazionale su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell apprendimento .

6 La disortografia può essere definita come: 1 E' un disturbo specifico che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica 2 E' un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell imparare a leggere, in

particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura

3 E' un disturbo specifico della scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica 4 E' un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell

elaborazione dei numeri

7 Il disturbo della lettura è frequentemente associato ad altre condizioni disfunzionali più o meno evidentemente connesse con l'apprendimento, come ad esempio:

1 Deficit uditivo 2 Deficit della percezione visiva 3 Disturbi non legati alle prassie 4 Disturbi comportamentali

8 "Nell'imparare ad Imparare" si chiede agli esperti di: 1 Dare un parere soggettivo 2 Fornire informazioni 3 Insegnare 4 Educare

9 Per Autonomia Organizzativa si intende la possibilità da parte della scuola di: 1 Organizzare la gestione del sistema scuola 2 Organizzare solo la gestione della didattica 3 Organizzare e definire un curriculo 4 Organizzare eventi extra-scolastici

10 La piena autonomia scolastica, dal punto di vista amministrativo è avvenuta con:

1 Il decreto legge del 1998 2 La legge del 15 marzo 1997 n°59 3 La legge del 18 giugno n°80 4 Il decreto legge del 2000

11 Il curricolo è composto di: 1 Tre livelli 2 Quattro livelli 3 Due livelli

4 Otto livelli

12 Quale tra questi livelli rientra nella composizione del curricolo:

1 Direzionale 2 Orientativo 3 Descrittivo 4 Prescrittivo

13 L'Unione europea (UE) è: 1 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionaleche comprende 28 paesi

membri indipendenti e democratici del continente europeo 2 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 26 paesi

membri indipendenti e democratici del continente europeo 3 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi anche

non membri del continente europeo 4 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale che risale al trattato di

Maastricht del 7 febbraio 1999

14 Nell articolo 24 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità viene affrontata la questione dell educazione, sottolineando:

1 Il diritto per tutti i bambini con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno necessario ed adeguato a migliorare i rapporti familiari

2 Il diritto alla dignità e all autostima attraverso la promozione e lo sviluppo dei rapporti sociali 3 Il diritto per tutte le persone con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno

necessario per tutta la loro vita 4 Il diritto per tutti i bambini con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno

necessario ed adeguato ad ottimizzare il percorso scolastico e la socializzazione.

15 L espressione potenziale educativo porta con sé, tra le altre, l idea di: 1 Centralità del compito educativo 2 Centralità del soggetto in educazione 3 Centralità della persona 4 Centralità dell'educatore

16 Secondo M. Leang, l educazione vede il concorso di due ordini di fattori: 1 Sistemici e dinamici 2 Naturali e artificiali 3 Esogeni e endogeni 4 Nessuno dei precedenti

17 La costruzione di una relazione con l altro esige: 1 La capacità di riconoscersi come simili 2 Una condivisione di significati 3 La condivisione dello stesso codice linguistico 4 La costruzione di un rapporto

18 Tra professionista e cliente si instaura: 1 Un contatto 2 Una intesa 3 Una relazione 4 Un rapporto

19 Non è possibile educare: 1 Senza addestramento 2 Senza istituzione scolastica 3 Senza autovalutarsi 4 Senza educarsi

20 In un mondo globalizzato ogni evento: 1 Si pone esclusivamente in relazione a un solo soggetto o luogo 2 Si pone esclusivamente in relazione a un solo soggetto ma non a un solo

luogo 3 Si pone esclusivamente in relazione a un solo luogo ma non a un solo

soggetto 4 Non si pone esclusivamente in relazione a un solo soggetto o luogo

21 La pedagogia interculturale considera la diversità come: 1 Un handicap 2 Un valore 3 Un problema 4 Un dato irrilevante

22 Il carattere di sistematicità della pedagogia fa problema perché talvolta fa pensare a una struttura di discorso:

1 Incerta e provvisoria 2 Ormai superata 3 Da perfezionare 4 Fissa e rigida

23 Il volume "La teoria generale dei sistemi" fu pubblicato da: 1 J. Piaget 2 J. Dewey 3 G. Gentile 4 L. von Bertalanffy

24 L'ipotesi della pedagogia popolare è stata formulata da: 1 A. Agazzi 2 J. S. Bruner 3 G. Santomauro 4 J. Piaget

25 Il costrutto della pedagogia popolare è da intendersi come insieme di:

1 "Teorie ingenue" 2 Teorie pedagogiche formali 3 Teorie scientifiche 4 Teorie nuove, da collaudare

26 Mediante l'ipotesi della pedagogia popolare, si ipotizza che il rapporto teoria-prassi: 1 Non sia diretto 2 Non esista 3 Sia diretto 4 Sia un artificio

27 La riflessione pedagogica, oggi, deve considerare temi di attualità come: 1 Identità, religione, appartenenza 2 Identità, consumo, appartenenza 3 Socializzazione, appartenenza, consumo 4 Formazione, educazione, istuzione

28 La pedagogia sociale detiene una valenza progettuale di tipo: 1 Utopico 2 Creativo 3 Speculativo 4 Pratico

29 1. Fra i presupposti teorici utilizzati per la costruzione della Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) c’è anche l’idea che la disabilità è esperienza umana e tutti possono (o potrebbero) sperimentarla .

1 1. Niente affatto: questa idea fa parte di una cultura di tipo assistenzialista, che può ancora avere rilievo etico, ma non efficacia propositiva

2 1. È inesatto: il confronto con la normalità è utile per guidare il trattamento, ma non per capire il disagio

3 1. È inesatto, anzi è fuorviante. Prendere in considerazione un pericolo eventuale, quando ancora non c’è, può generare atteggiamenti iperprotettivi che alla lunga possono danneggiare.

4 1. Sì. È proprio così.

30 1. L’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) per essere strumento di classificazione, non può consentire incertezze sul significato dei termini che adopera. Questo significa che alcune parole assumono significati non proprio identici a quelli d’uso comune. All’interno della Icf, la parola menomazione sta ad indicare

1 1. Una riduzione dell’abilità 2 1. Un problema nella funzione o nella struttura del corpo e quindi una deviazione o una

perdita significativa 3 1. Un difetto o una perdita di efficienza o un handicap socialmente rilevabile 4 1. Qualunque cosa che ponga la persona al di sotto della media di riferimento

1. Le differenze sono dei dati di fatto, mentre la diversità è un costrutto sociale. L’educazione lavora perché le differenze non si

trasformino in diversità. Quali possono essere i fattori responsabili della trasformazione delle differenze in diversità? 1 1. L’età 2 1. Il sesso 3 Il pregiudizio 4 1. La

stanchezza

2 1. Per eliminare la diversità si possono fare diverse cose. Una di quelle qui riportate è sicuramente inutile

1 1. Trovare il modo di mascherarla e di non farla emergere 2 1. Trovare il modo di impedire che essa possa essere contrabbandata per normalità 3 1. Liberare i comportamenti dal vizio della omologazione 4 1. Assumere atteggiamenti critici e stili di vita razionali

3 1. La scuola accoglie e protegge il disadattato; ma può essere anch’essa disadattata. In tal caso può persino indurre o aggravare il disadattamento degli allievi. Quale di questi comportamenti è particolarmente pericoloso e comunque esposto a criticità?

1 Si usano poco le nuove tecnologie 2 1. Poche volte si ricorre al lavoro di gruppo 3 1. Non dispone di ampi spazi attrezzati 4 1. Resta isolata dai contesi sociali

4 1. La scuola aiuta a crescere se… Uno solo è il completamento che indica crescita ed emancipazione positiva. Quale?

1 1. Premia le prestazioni e non si prende cura dei valori, 2 1. Accosta il laboratorio all’aula, mantenendo l’una e l’altro lontano dal pubblico, dal

politico e dal sociale. 3 1. Coltiva l’espressività attraverso letture d’Autore e giochi di ruolo 4 Facilita l’assunzione di modelli di comportamento predefiniti

5 1. Il volume in cui si parla della scuola come della “Grande disadattata” è di 1 1. Lorenzo Milani 2 1. Bruno Ciari 3 1. Giacomo Volpi 4 1. Giovanni Bosco

6 1. La scuola fa bene a mantenere un certo collegamento fra aula, laboratorio e mondo circostante?

1 1. Certamente sì, purché si fermi alla storia, alla cultura, alle tradizioni 2 1. Certamente sì, purché si riferisca all’agire tecnologico e sociale 3 1. Certamente, purché tenga presente tutte le manifestazioni richiamate dalle due risposte

precedenti. 4 1. Certamente no, tenuto conto dell’età degli allievi e delle ineludibili esigenze

dell’educazione

7 1. È utile far precede il fare al sapere, per poi passare al saper fare e al far sapere. 1 1. Sì, è il percorso che meglio aiuta a conferire padronanza all’apprendimento

2 No, in questo modo si addestra, ma non si educa 3 1. No, perché si rischia di trascurare tutti gli aspetti teorci dell’agire pratico 4 1. Sì, perché così si fa presto e si fa bene

8 1. Fra le cose da considerare allo scopo di riconoscere i Bes, ci sono il danno, l’ostacolo e lo stigma sociale. Che cosa si intende per ostacolo.

1 1. L’effetto di una situazione di funzionamento che può condizionare l’efficienza dell’apprendimento.

2 1. L’effetto di una situazione di funzionamento che può ostacolare i margini di recupero a seguito di una condizione di deficit

3 1. L’effetto di una situazione di funzionamento che può condizionare le prestazioni del soggetto.

4 1. L’effetto di una situazione di funzionamento che può bloccare la disponibilità all’accoglienza da parte del gruppo di riferimento.

9 1. L’omeostasi è considerata da w. Cannon una sorta di 1 1. Instabilità permanente del soggetto con disabilità mentale di vario genere 2 1. Saggezza del corpo 3 1. Dismetabolismo congenito 4 1. Difficoltà di coagulazione in caso di ferita

10 1. Che rapporto c’è fra feedback ed omeostasi 1 1. Fra feedback ed omeostasi c’è una sorta di rapporto circolare 2 1. L’omeostasi è un insieme complesso di circuiti a feedback 3 1. Il feedback è un insieme complesso di circuiti omeostatici 4 1. Fra feedback ed omeostasi non c’è nessun rapporto

11 I DSA hanno un carattere evolutivo e si manifestano: 1 A causa dei fattori ambientali. 2 A causa del disfunzionamento di alcune aree della corteccia del cervello in tutte le persone

affette. 3 Già nelle prime fasi di apprendimento, quando il bambino viene a contato con il codice

scritto. 4 Nelle fasi avanzate di apprendimento, quando il bambino è già a conoscenza del codice

scritto.

12 Il disturbo della lettura è frequentemente associato ad altre condizioni disfunzionali più o meno evidentemente connesse con l'apprendimento, come ad esempio:

1 Deficit uditivo 2 Deficit della percezione visiva 3 Disturbi non legati alle prassie 4 Disturbi comportamentali

13 Il parent training è: 1 È uno strumento utile alla formazione dei genitori e creato per fare acquisire loro abilità utili

ed efficaci 2 È uno strumento utile alla formazione dei terapisti e creato per far acquisire loro abilità utili

ed efficaci

3 È uno strumento utile al sostegno psicologico dei genitori 4 È uno strumento utile al sostegno morale e psicologico del bambino

14 "Nell'imparare ad Imparare" si chiede agli esperti di: 1 Dare un parere soggettivo 2 Fornire informazioni 3 Insegnare 4 Educare

15 La «Relazione del Consiglio Istruzione» al Consiglio europeo definisce tre obiettivi strategici, tra cui:

1 Aprire i sistemi informatici europei al mondo esterno 2 Facilitare l'accesso ai sistemi di istruzione e di formazione nei paesi occidentali 3 Aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell'Unione

europea 4 Aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi informatici nell'Unione europea

16 Nell articolo 24 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità viene affrontata la questione dell educazione, sottolineando:

1 Il diritto per tutti i bambini con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno necessario ed adeguato a migliorare i rapporti familiari

2 Il diritto alla dignità e all autostima attraverso la promozione e lo sviluppo dei rapporti sociali 3 Il diritto per tutte le persone con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno

necessario per tutta la loro vita 4 Il diritto per tutti i bambini con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno

necessario ed adeguato ad ottimizzare il percorso scolastico e la socializzazione.

17 Per G. Gentile, nel rapporto educativo la mente del docente e quella dell'allievo: 1 Rimangono entità distinte 2 Divengono una mente sola 3 Si contrappongono 4 Non si incontrano mai

18 Perché si possa parlare di modello occorre: 1 La sola presenza dell'educatore 2 La sola disponibilità del soggetto in

educazione 3 Una proposta educativa coerente e ordinata 4 Una proposta didattica

19 La pedagogia come scienza detiene un preciso carattere di: 1 Sistematicità 2 Flessibilità 3 Aletorietà 4 Provvisorietà

20 Nel sistema, gli elementi si trovano:

1 In lotta tra di loro 2 Indipendenti l'uno dall'altro 3 In continua interazione tra loro 4 In un rapporto critico

21 Regole e criteri educativi devono sempre provenire: 1 Dagli assetti teorici 2 Dalla pratica sul campo 3 Dalla ricerca sperimentale 4 Dagli assetti metodologici

22 In pedagogia il nesso teoria-prassi è: 1 Opzionale 2 Molto stretto 3 Inutile 4 Probabile

23 Nella riflessione pedagogica, occorre individuare interlocutori diversi da: 1 Scuola e famiglia 2 Stato e Chiesa 3 Scuola e territorio 4 Famiglia e nazione

24 La pedagogia sociale intende apportare, nei contesti di vita, delle azioni di: 1 Addestramento 2 Contrasto 3 Correzione 4 Miglioramento

25 La pedagogia sociale studia i fenomeni sociali non in senso: 1 Interdisciplinare 2 Critico 3 Ricognitivo 4 Complesso

26 E' importante che il sapere si trasformi prima di tutto in: 1 Volere 2 Informazione 3 Conoscenza 4 Potere

27 1. Con la sigla Icf ci riferiamo alla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute. Essa viene presentata come uno standard e quindi fornisce regole e specifiche tecniche. Per tutte queste ragioni essa si presenta come

1 1. Utile strumento interpretativo della eziologia delle disabilità 2 1. Efficace strumento di orientamento prognostico

3 1. Efficace strumento di individuazione e di certificazione delle disabilità 4 1. Sistematica rubrica che facilita la stesura di repertori statistici e la archiviazione

digitale dei dati

28 1. Fra i presupposti teorici utilizzati per la costruzione della Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) c’è anche l’idea che la disabilità è esperienza umana e tutti possono (o potrebbero) sperimentarla .

1 1. Niente affatto: questa idea fa parte di una cultura di tipo assistenzialista, che può ancora avere rilievo etico, ma non efficacia propositiva

2 1. È inesatto: il confronto con la normalità è utile per guidare il trattamento, ma non per capire il disagio

3 1. È inesatto, anzi è fuorviante. Prendere in considerazione un pericolo eventuale, quando ancora non c’è, può generare atteggiamenti iperprotettivi che alla lunga possono danneggiare.

4 1. Sì. È proprio così.

29 1. L’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) per essere strumento di classificazione, non può consentire incertezze sul significato dei termini che adopera. Questo significa che alcune parole assumono significati non proprio identici a quelli d’uso comune. All’interno della Icf, la parola menomazione sta ad indicare

1 1. Una riduzione dell’abilità 2 1. Un problema nella funzione o nella struttura del corpo e quindi una deviazione o una

perdita significativa 3 1. Un difetto o una perdita di efficienza o un handicap socialmente rilevabile 4 1. Qualunque cosa che ponga la persona al di sotto della media di riferimento

30 1. Per come è costruita la Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute), si presta a descrivere anche la normalità.

1 1. Sì, è vero 2 1. Sì, ma soltanto in termini contrastivi, ossia quando serve per capire meglio la

disabilità 3 1. No: la classificazione descrive la disabilità e quando parla di salute ne parla in termini

di percorso da compiere per il recupero 4 1. Assolutamente no.

1. Quale di queste proposizioni è sicuramente corretta? 1 1. La presenza dell’altro (e quindi del diverso da me) è

giusta, non utile. 2 1. La presenza dell’altro (e quindi del diverso da me) è

utile, ma soltanto per l’altro. Per me è un servizio eticamente apprezzabile.

3 1. La presenza dell’altro (e quindi del diverso da me) è utile, anzi necessaria per il mio processo di autocostruzione della mia identità personale.

4 1. La presenza dell’altro (e quindi del diverso da me) non è né utile né necessaria e nemmeno giusta. È semplicemente una condizione esistenziale ineludibile.

2 1. Il processo di crescita della persona si sviluppa lungo tre prospettive fra loro interconnesse: quella dell’identità, quella dell’alterità, quella della diversità. Fra queste tre prospettive occorre stabilire una condizione di armonia e di equilibrio. Perché?

1 1. Perché l’una si rinforza nel confronto con l’altra. 2 1. Perché se una di esse predomina, si impoveriscono le difese della persona. 3 1. Perché la cultura del nostro tempo spinge verso profili armonici 4 1. Perché l’uomo tecnologico ha bisogno di tutte e tre queste prospettive di crescita

3 1. Per eliminare la diversità si possono fare diverse cose. Una di quelle qui riportate è sicuramente inutile

1 1. Trovare il modo di mascherarla e di non farla emergere 2 1. Trovare il modo di impedire che essa possa essere contrabbandata per normalità 3 1. Liberare i comportamenti dal vizio della omologazione 4 1. Assumere atteggiamenti critici e stili di vita razionali

4 1. La "diversità" è spesso vissuta in chiave negativa, come "minaccia" alla propria identità. Perché? [segnare la risposta che aiuta a capire il problema]

1 1. La gestione della diversità richiede attenzione e premure ed oggi abbiamo poco tempo 2 1. Il diverso è poco conosciuto. Ci vorrebbe una maggiore disponibilità e cercare di capire

quali siano i suoi effettivi bisogni. 3 1. Il rapporto con il diverso procura fastidio quando si pensa alle attenzioni di cui ha

bisogno 4 1. La relazione con il diverso è sovraccarica di stereotipi e di pregiudizi

5 1. Fra le cose da considerare, allo scopo di riconoscere i Bes, ci sono il danno, l’ostacolo e lo stigma sociale. Che cosa si intende per danno.

1 1. Una situazione di funzionamento che danneggia direttamente la persona o che danneggi gli altri

2 1. Un danno bio-psico-sociale subito dal soggetto e documentato dalla famiglia 3 Una esposizione del soggetto a fonti che possono procurare danni 4 1. La ragionevole previsione di un danno futuro

6 1. Anche nell’extra scuola si sta passando – pur fra molte difficoltà - da strategie (e da politiche) basate sull’efficienza, a strategie e politiche basate sulla efficacia. Ossia…

1 1. da iniziative settoriali a provvedimenti strutturali 2 1. da provvedimenti capaci di garantire rispetto della dignità, pari opportunità,

uguaglianza effettiva, diritti di cittadinanza, a sequenze del tipo più servizi, più denaro, più assistenza.

3 1. si va facendo strada l’idea che ai bisogni speciali debbono provvedere congiuntamente la sfera pubblica e quella privata

4 1. da provvedimenti tampone a risposte “a sportello”, dirette e tempestive

7 1. Perché mai le diagnosi rigidamente deterministiche possono risultare poco efficaci?

1 1. Perché qualche volta conviene agire non tanto su ciò che non funziona, ma su ciò che funziona

2 1. Perché la terapia non è mai sicura

3 1. Perché c’è sempre da considerare il modo personale di reagire alla terapia 4 1. Perché le diagnosi deterministiche sono sbagliate per definizione

8 0 01 9 0 01 9I DSA (Disturbi Specifici Dell apprendimento) sono stati classificati all interno della Legge 170/2010 e tale classificazione riprende la distinzione operata in ambito clinico nella Consennsus Conference del 2009 che differenzia nella categoria dei DSA quattro quadri clinici distinti:

1 Dislessia; Disortografia; Disgrafia; Discalculia. 2 Disturbo di Autismo; Disortografia; Disgrafia; discalculia. 3 Dislessia; Discalculia; Disgrafia; Disturbo di Asperger . 4 Dislessia; Disortografia; Disturbo di Tourette; Disgrafia.

9 I DSA hanno un carattere evolutivo e si manifestano: 1 A causa dei fattori ambientali. 2 A causa del disfunzionamento di alcune aree della corteccia del cervello in tutte le persone

affette. 3 Già nelle prime fasi di apprendimento, quando il bambino viene a contato con il codice scritto. 4 Nelle fasi avanzate di apprendimento, quando il bambino è già a conoscenza del codice scritto.

10 Generalmente i genitori dei bambini con difficoltà nello sviluppo sociale considerano il bambino un:

1 Essere socialmente attivo 2 Essere socialmente passivo 3 Individuo normale 4 Individuo anormale

11 Gli studi più importanti che hanno individuato gli aspetti fondamentali del riconoscimento precoce dei bambini, affetti da difficoltà nello sviluppo sociale sono quelli di:

1 Bruner e Vygotskij 2 Piaget e Freud 3 Dawson e di Baranek 4 Dawson e Gardner

12 0 01 9L idea di accettare deve avere in sé il senso di:

1 Accettazione acritica 2 Condividere 3 Ricevere 4 Condivisione passiva

13 "Nell'imparare ad Imparare" si chiede agli esperti di: 1 Dare un parere soggettivo 2 Fornire informazioni 3 Insegnare 4 Educare

14 0 01 9Il diritto all istruzione è riconosciuto universalmente come: 1 Diritto umano fondamentale e il suo pieno riconoscimento è da considerarsi condizione

esclusiva per il benessere della persona 2 Un diritto inalienabile per tutti i bambini dei paesi sottosviluppati 3 Diritto umano inalienabile e per la crescita e lo sviluppo dei paesi appartenenti all'UE 4 Diritto umano fondamentale e il suo pieno riconoscimento è da considerarsi una

precondizione per la crescita e lo sviluppo delle società

15 Nel processo di mediazione l'educatore occupa: 1 Un ruolo speciale 2 Un ruolo secondario 3 Un ruolo di valutatore esterno 4 Nessun ruolo

16 Un esponente del Positivismo fu: 1 R. Ardigò 2 G. Gentile 3 M. Leang 4 Aristotele

17 Perché si possa parlare di modello occorre: 1 La sola presenza dell'educatore 2 La sola disponibilità del soggetto in

educazione 3 Una proposta educativa coerente e ordinata 4 Una proposta didattica

18 Il problema della relazione educativa: 1 Non rientra nell'ambito della pedagogia generale 2 E' appannaggio di psicologica, psicoanalisi e sociologia

dell'educazione 3 Entra a pieno titolo nell'ambito della pedagogia generale 4 Può rientrare a volte nell'ambito della pedagogia generale

19 0 01 9La costruzione di una relazione con l altro esige:

1 La capacità di riconoscersi come simili 2 Una condivisione di significati 3 La condivisione dello stesso codice linguistico 4 La costruzione di un rapporto

20 E' utile favorire il passaggio: 1 Dalla multicultura alla intercultura 2 Dall'incontro alla convivenza 3 Dalla multicultura alla

monocultura 4 Dalla intercultura alla multicultura

21 Educarsi a vivere in dimensione interculturale rappresenta: 1 Una opzione 2 Un compito ormai assolto 3 Una utopia 4 Una esigenza ormai irrinunciabile

22 Nell'incontro con la diversità è possibile vedere: 1 Un arricchimento e una risorsa 2 Un effetto perverso della globalizzazione 3 Un motivo di preoccupazione 4 Un impoverimento della propria identità nazionale

23 Il volume "La teoria generale dei sistemi" fu pubblicato da: 1 J. Piaget 2 J. Dewey 3 G. Gentile 4 L. von Bertalanffy

24 Pensare alla pedagogia come scienza sistemica significa scongiurare il rischio: 1 Dell'incertezza 2 Dell'interdisciplinarità 3 Della confusione tra i termini del discorso 4 Dell'autoreferenzialità

25 Mediante l'ipotesi della pedagogia popolare, si ipotizza che il rapporto teoria-prassi: 1 Non sia diretto 2 Non esista 3 Sia diretto 4 Sia un artificio

26 Tra ricerca educativa, ricerca didattica e ricerca sui temi dello sviluppo: 1 Non ci sono sostanziali differenze 2 Ci sono sostanziali differenze 3 Esiste un rapporto di sinonimia 4 Le differenze sono inesistenti

27 I parametri metodologici della ricerca educativa sono in tutto: 1 Due 2 Tre 3 Quattro 4 Cinque

28 La pedagogia sociale detiene una valenza progettuale di tipo: 1 Utopico 2 Creativo

3 Speculativo 4 Pratico

29 1. Come ogni classificazione scientificamente organizzata, anche la Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) parte da presupposti teorici. Fra gli altri, ce n’è uno che va individuato fra quelli che seguono:

1 1. Nello studio della disabilità quel che conta è capire esattamente quale sia il fattore che determina il disturbo e come si sia prodotto

2 1. Nello studio della disabilità giova fare riferimento all’ampiezza del disordine e alla sua incidenza rispetto all’autonomia della persona

3 1. Una regola d’oro nello studio della disabilità è fare riferimento alla sofferenza che essa può generare

4 1. Nello studio della disabilità occorre centrare l’attenzione sulla salute degli individui stabilendo ogni possibile correlazione fra salute e ambiente

30 1. La Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) prende in esame alcune categorie e per ciascuna delle 4 categorie (contrassegnate da una lettera dell’alfabeto) aggiunge un numerino che sta ad indicare una specifica funzione della categoria presa in esame. Possono seguire altri numeri, in stringhe normalizzate e standardizzate.

Alla luce di tutto questo giudicate la seguente proposizione. Qualsiasi diagnosi, correttamente formulata, deve poter trovare esauriente condensazione in una delle voci della ICF.

1 1. Assolutamente impossibile 2 1. Può accadere, ma è raro 3 1. Si, ma con qualche incertezza 4 Sì è proprio questo che si vuol ottenere con l’Icf

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