Didattica dell'inclusione, Esercitazioni e Esercizi di Didattica Pedagogica. Università Telematica Pegaso
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Didattica dell'inclusione, Esercitazioni e Esercizi di Didattica Pedagogica. Università Telematica Pegaso

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2 1. Che rapporto c’è fra feedback ed omeostasi 1 1. Fra feedback ed omeostasi c’è una sorta di rapporto circolare 2 1. L’omeostasi è un insieme complesso di circuiti a feedback 3 1. Il feedback è un insieme complesso di circuiti omeostatici 4 1. Fra feedback ed omeostasi non c’è nessun rapporto

3 Negli ultimi anni si è assistito in Italia ad un aumento di interesse per i disturbi specifici dell apprendimento, che costituiscono un fenomeno molto complesso. Tale attenzione si è accentuata con l'approvazione di:

1 Una Legge, la 107/2010, intitolata Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese.

2 Una Legge, la 170/2010, intitolata Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese.

3 Un Accordo tra Stato e Regioni su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell apprendimento .

4 Un Accordo tra la scuola e il Servizio sanitario nazionale su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell apprendimento .

4 I DSA (Disturbi Specifici Dell apprendimento) sono stati classificati all interno della Legge 170/2010 e tale classificazione riprende la distinzione operata in ambito clinico nella Consennsus Conference del 2009 che differenzia nella categoria dei DSA quattro quadri clinici distinti:

1 Dislessia; Disortografia; Disgrafia; Discalculia. 2 Disturbo di Autismo; Disortografia; Disgrafia; discalculia. 3 Dislessia; Discalculia; Disgrafia; Disturbo di Asperger . 4 Dislessia; Disortografia; Disturbo di Tourette; Disgrafia.

5 Il decentramento amministrativo si realizza secondo il principi di:

1 Differenziazione 2 Proporzionalità 3 Trasparenza 4 Sussidiarietà

6 La piena autonomia scolastica, dal punto di vista amministrativo è avvenuta con:

1 Il decreto legge del 1998 2 La legge del 15 marzo 1997 n°59 3 La legge del 18 giugno n°80 4 Il decreto legge del 2000

7 L'Unione europea (UE) è: 1 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionaleche comprende 28 paesi

membri indipendenti e democratici del continente europeo

2 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 26 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo

3 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi anche non membri del continente europeo

4 Un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale che risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1999

8 L International Classification of Functioning (ICF) del 2001 definisce la disabilità come una:

1 Condizione di salute in un ambiente sfavorevole 2 Condizione di salute in un ambiente favorevole 3 Condizione di malattia in un ambiente favorevole 4 Condizione di malattia in un ambiente sfavorevole

9 Il diritto all istruzione è riconosciuto universalmente come: 1 Diritto umano fondamentale e il suo pieno riconoscimento è da considerarsi condizione

esclusiva per il benessere della persona 2 Un diritto inalienabile per tutti i bambini dei paesi sottosviluppati 3 Diritto umano inalienabile e per la crescita e lo sviluppo dei paesi appartenenti all'UE 4 Diritto umano fondamentale e il suo pieno riconoscimento è da considerarsi una precondizione

per la crescita e lo sviluppo delle società

10 Il Consiglio d Europa ha promosso nel 2005 un progetto sulle Politiche e Pratiche della Diversità Socioculturale che aveva come obiettivo principale:

1 Formare gli insegnanti europei sulla gestione comportamentale della classe 2 Formare gli alunni europei sulla gestione della diversità a scuola 3 Formare gli insegnanti europei sulla gestione della diversità a scuola 4 Formare gli alunni europei sulle politiche europee

11 Nel settembre 2013, 133 paesi e l Unione Europea hanno ratificato la Convenzione dell ONU sui:

1 Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) decretando l impegno ad una educazione inclusiva

2 Diritti delle Persone con Bisogni Educativi Speciali (BES) decretando l impegno ad una educazione inclusiva

3 Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) decretando l impegno ad una educazione esclusiva

4 Diritti delle Persone con Bisogni Educativi Speciali (BES) decretando l impegno ad una educazione esclusiva

12 Perché si possa parlare di modello occorre: 1 La sola presenza dell'educatore 2 La sola disponibilità del soggetto in

educazione 3 Una proposta educativa coerente e ordinata 4 Una proposta didattica

13 Il problema della relazione educativa:

1 Non rientra nell'ambito della pedagogia generale 2 E' appannaggio di psicologica, psicoanalisi e sociologia

dell'educazione 3 Entra a pieno titolo nell'ambito della pedagogia generale 4 Può rientrare a volte nell'ambito della pedagogia generale

14 Tra professionista e cliente si instaura: 1 Un contatto 2 Una intesa 3 Una relazione 4 Un rapporto

15 Non è possibile educare: 1 Senza addestramento 2 Senza istituzione scolastica 3 Senza autovalutarsi 4 Senza educarsi

16 La pedagogia interculturale considera la diversità come: 1 Un handicap 2 Un valore 3 Un problema 4 Un dato irrilevante

17 Il volume "La teoria generale dei sistemi" fu pubblicato da: 1 J. Piaget 2 J. Dewey 3 G. Gentile 4 L. von Bertalanffy

18 La pedagogia guarda alla prassi educativa sempre in chiave: 1 Critica 2 Prescrittiva 3 Valutativa 4 Trasformativa

19 Il costrutto della pedagogia popolare è da intendersi come insieme di: 1 "Teorie ingenue" 2 Teorie pedagogiche formali 3 Teorie scientifiche 4 Teorie nuove, da collaudare

20 Mediante l'ipotesi della pedagogia popolare, si ipotizza che il rapporto teoria-prassi: 1 Non sia diretto 2 Non esista 3 Sia diretto

4 Sia un artificio

21 La ricerca educativa ha come scopo: 1 L'innovazione 2 L'educazione 3 L'istruzione 4 La didattica

22 La realizzazione di una società come ordine educante: 1 E' un dato di fatto 2 E' un auspicio 3 E' una chimera 4 Non ha motivo di essere

23 L'idea di una società come ordine educante deve poter almeno agire come: 1 Ideologia 2 Idea regolativa 3 Idea operativa 4 Idea di gruppo

24 Il primo a parlare di sapere, potere e volere fu: 1 A. Agazzi 2 J. Bruner 3 R. Cousinet 4 G. Santomauro

25 Il possesso culturale implica: 1 Alfabetizzazione 2 Socializzazione 3 Padronanza attiva delle

conoscenze 4 Formazione

26 Perché la società possa divenire ordine educante, è necessario che la pedagogia venga ascoltata:

1 Dalla filosofia 2 Dalla politica 3 Dalla sociologia 4 Dalla economia

27 1. Come ogni classificazione scientificamente organizzata, anche la Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) parte da presupposti teorici. Fra gli altri ce n’è uno che va individuato fra quelli che seguono:

1 1. L’impianto difettologico (la disabilità è connessa ad un deficit) 2 1. La disabilità è connessa ad un insieme di aspetti, ivi compreso quello sociale e

situazionale 3 1. L’impianto medico clinico (la disabilità si affronta con la medicina riabilitativa)

4 1. L’impianto assistenzialista (la disabilità ha bisogno di interventi compensativi)

28 1. Fra i presupposti teorici utilizzati per la costruzione della Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) c’è anche l’idea che la disabilità è esperienza umana e tutti possono (o potrebbero) sperimentarla .

1 1. Niente affatto: questa idea fa parte di una cultura di tipo assistenzialista, che può ancora avere rilievo etico, ma non efficacia propositiva

2 1. È inesatto: il confronto con la normalità è utile per guidare il trattamento, ma non per capire il disagio

3 1. È inesatto, anzi è fuorviante. Prendere in considerazione un pericolo eventuale, quando ancora non c’è, può generare atteggiamenti iperprotettivi che alla lunga possono danneggiare.

4 1. Sì. È proprio così.

29 1. L’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) per essere strumento di classificazione, non può consentire incertezze sul significato dei termini che adopera. Questo significa che alcune parole assumono significati non proprio identici a quelli d’uso comune. All’interno della Icf, la parola partecipazione sta ad indicare

1 1. Il luogo in cui si svolgono le assemblee 2 1. L’azione del prendere parte alle decisioni 3 1. Il coinvolgimento in una situazione di vita 4 1. La condivisione di un progetto

30 1. Con la sigla Icf intendiamo: 1 1. Il contrassegno della disabilità di grado medio 2 1. La classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute 3 1. La classificazione italiana delle funzioni psichiche 4 1. Le istruzioni cliniche per la funzionalità motoria

1. Fra le cose da considerare, allo scopo di riconoscere i Bes, ci sono il danno, l’ostacolo e lo stigma sociale. Che cosa si intende per danno.1 1. Una situazione di funzionamento

che danneggia direttamente la persona o che danneggi gli altri

2 1. Un danno bio-psico-sociale subito dal soggetto e documentato dalla famiglia

3 Una esposizione del soggetto a fonti che possono procurare danni

4 1. La ragionevole previsione di un danno futuro

2 1. Fra le cose da considerare allo scopo di riconoscere i Bes, ci sono il danno, l’ostacolo e lo stigma sociale. Che cosa si intende per stigma sociale

1 1. La censura sociale conseguente all’adozione di comportamenti devianti 2 1. La stima e/o la considerazione del ruolo sociale 3 1. La misura della distanza sociale dalla posizione di centralità 4 1. L’immagine sociale e la sua caratterizzazione

3 1. Con la parola inclusione si allude ad un processo che fa riferimento al contesto scuola e quindi alla totalità sistemica del “luogo” di riferimento; questo contesto assume le caratteristiche di un ambiente che viene interpellato, mobilitato ed organizzato perché possa rispondere …

1 1. ai bisogni educativi dei bambini con normali ritmi di sviluppo 2 1. ai bisogni di tutti gli allievi 3 1. ai bambini e alle bambine con bisogni educativi speciali 4 1. ai genitori, primi responsabili della educazione e della formazione dei figli

4 Negli ultimi anni si è assistito in Italia ad un aumento di interesse per i disturbi specifici dell apprendimento, che costituiscono un fenomeno molto complesso. Tale attenzione si è accentuata con l'approvazione di:

1 Una Legge, la 107/2010, intitolata Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese.

2 Una Legge, la 170/2010, intitolata Nuove norme in materia di disturbi specifici dell apprendimento in ambito scolastico che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese.

3 Un Accordo tra Stato e Regioni su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell apprendimento .

4 Un Accordo tra la scuola e il Servizio sanitario nazionale su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell apprendimento .

5 La disortografia può essere definita come: 1 E' un disturbo specifico che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica 2 E' un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell imparare a leggere, in

particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura

3 E' un disturbo specifico della scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica 4 E' un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell

elaborazione dei numeri

6 Generalmente i genitori dei bambini con difficoltà nello sviluppo sociale considerano il bambino un:

1 Essere socialmente attivo 2 Essere socialmente passivo 3 Individuo normale 4 Individuo anormale

7 Per Autonomia Organizzativa si intende la possibilità da parte della scuola di: 1 Organizzare la gestione del sistema scuola 2 Organizzare solo la gestione della didattica 3 Organizzare e definire un curriculo 4 Organizzare eventi extra-scolastici

9 Il diritto all istruzione è riconosciuto universalmente come: 1 Diritto umano fondamentale e il suo pieno riconoscimento è da considerarsi condizione

esclusiva per il benessere della persona 2 Un diritto inalienabile per tutti i bambini dei paesi sottosviluppati 3 Diritto umano inalienabile e per la crescita e lo sviluppo dei paesi appartenenti all'UE 4 Diritto umano fondamentale e il suo pieno riconoscimento è da considerarsi una precondizione

per la crescita e lo sviluppo delle società

10 Nel settembre 2013, 133 paesi e l Unione Europea hanno ratificato la Convenzione dell ONU sui:

1 Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) decretando l impegno ad una educazione inclusiva

2 Diritti delle Persone con Bisogni Educativi Speciali (BES) decretando l impegno ad una educazione inclusiva

3 Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) decretando l impegno ad una educazione esclusiva

4 Diritti delle Persone con Bisogni Educativi Speciali (BES) decretando l impegno ad una educazione esclusiva

11 Per G. Gentile, nel rapporto educativo la mente del docente e quella dell'allievo: 1 Rimangono entità distinte 2 Divengono una mente sola 3 Si contrappongono 4 Non si incontrano mai

12 Perché si possa parlare di modello occorre: 1 La sola presenza dell'educatore 2 La sola disponibilità del soggetto in

educazione 3 Una proposta educativa coerente e ordinata 4 Una proposta didattica

13 Il problema della relazione educativa: 1 Non rientra nell'ambito della pedagogia generale 2 E' appannaggio di psicologica, psicoanalisi e sociologia

dell'educazione 3 Entra a pieno titolo nell'ambito della pedagogia generale 4 Può rientrare a volte nell'ambito della pedagogia generale

14 La costruzione di una relazione con l altro esige: 1 La capacità di riconoscersi come simili 2 Una condivisione di significati 3 La condivisione dello stesso codice linguistico

4 La costruzione di un rapporto

15 Riguardo alla multiculturalità, la pedagogia interculturale si chiede: 1 Come organizzare i flussi migratori 2 Quali codici linguistici utilizzare 3 Come favorire accettazione e confronto tra culture 4 Quale religione far prevalere

16 Il carattere di sistematicità della pedagogia fa problema perché talvolta fa pensare a una struttura di discorso:

1 Incerta e provvisoria 2 Ormai superata 3 Da perfezionare 4 Fissa e rigida

17 La sistematicità della ricerca pedagogica è un carattere da assumere soprattutto a livello:

1 Epistemologico 2 Lessicale 3 Metodologico 4 Logico

18 L'approccio che analizza l'intera realta, generata dall interazione di tutti i componenti del sistema, si definisce:

1 Molare 2 Sistemico 3 Sistematico 4 Interdisciplinare

20 In pedagogia il nesso teoria-prassi è: 1 Opzionale 2 Molto stretto 3 Inutile 4 Probabile

22 La pedagogia sociale guarda ai fenomeni sociali in quanto: 1 Luoghi di eterodirezione 2 Spazi di alienazioni 3 Spazi di intervento educativo 4 Luoghi informali

23 La definizione dell'identità e dell'appartenenza oggi segue percorsi: 1 Tortuosi e complessi 2 Lineari e scontati 3 Multiprospettici 4 Della vita familiare

24 In epoca di incertezza e di precarietà esistenziale, l'uomo è alla ricerca di: 1 Riferimenti alla nazione 2 Riferimenti di senso 3 Riferimenti economici 4 Riferimenti giuridici

25 Il potere, nella persona, si riferisce alla capacità di: 1 Elaborare modelli 2 Ampliare le sue risorse 3 Costruire 4 Acquisire le informazioni

26 Nell'attuale situazione sociale, sapere, potere e volere: 1 Sono giàù stati conquistati 2 Non si possono raggiungere 3 Sono segnale di crisi 4 Sono ancora effettivamente da conquistare

27 1. Fra i presupposti teorici utilizzati per la costruzione della Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) c’è anche l’idea che la disabilità è esperienza umana e tutti possono (o potrebbero) sperimentarla .

1 1. Niente affatto: questa idea fa parte di una cultura di tipo assistenzialista, che può ancora avere rilievo etico, ma non efficacia propositiva

2 1. È inesatto: il confronto con la normalità è utile per guidare il trattamento, ma non per capire il disagio

3 1. È inesatto, anzi è fuorviante. Prendere in considerazione un pericolo eventuale, quando ancora non c’è, può generare atteggiamenti iperprotettivi che alla lunga possono danneggiare.

4 1. Sì. È proprio così.

28 1. Come ogni classificazione scientificamente organizzata, anche la Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) parte da presupposti teorici. Fra gli altri, ce n’è uno che va individuato fra quelli che seguono:

1 1. Nello studio della disabilità quel che conta è capire esattamente quale sia il fattore che determina il disturbo e come si sia prodotto

2 1. Nello studio della disabilità giova fare riferimento all’ampiezza del disordine e alla sua incidenza rispetto all’autonomia della persona

3 1. Una regola d’oro nello studio della disabilità è fare riferimento alla sofferenza che essa può generare

4 1. Nello studio della disabilità occorre centrare l’attenzione sulla salute degli individui stabilendo ogni possibile correlazione fra salute e ambiente

29 1. Di che cosa si occupa l’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute)?

1 1. Di tutti gli aspetti della salute umana e alcune componenti del benessere rilevanti per la salute

2 1. Di tutti gli aspetti della malattia e del disagio, comunque espresso e comunque rilevato

3 1. Di tutti i problemi connessi con la disabilità sia provvisoria che permanente 4 1. Di tutte le malattie della persona

30 1. L’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) per essere strumento di classificazione, non può consentire incertezze sul significato dei termini che adopera. Questo significa che alcune parole assumono significati non proprio identici a quelli d’uso comune. All’interno della Icf, la parola menomazione sta ad indicare

1 1. Una riduzione dell’abilità 2 1. Un problema nella funzione o nella struttura del corpo e quindi una deviazione o una

perdita significativa 3 1. Un difetto o una perdita di efficienza o un handicap socialmente rilevabile 4 1. Qualunque cosa che ponga la persona al di sotto della media di riferimento

1 0 01 9 0 01 9I DSA (Disturbi Specifici Dell apprendimento) sono stati classificati all interno della Legge 170/2010 e tale classificazione riprende la distinzione operata in ambito clinico nella Consennsus Conference del 2009 che differenzia nella categoria dei DSA quattro quadri clinici distinti:

1 Dislessia; Disortografia; Disgrafia; Discalculia. 2 Disturbo di Autismo; Disortografia; Disgrafia; discalculia. 3 Dislessia; Discalculia; Disgrafia; Disturbo di Asperger . 4 Dislessia; Disortografia; Disturbo di Tourette; Disgrafia.

2 Il disturbo della lettura è frequentemente associato ad altre condizioni disfunzionali più o meno evidentemente connesse con l'apprendimento, come ad esempio:

1 Deficit uditivo 2 Deficit della percezione visiva 3 Disturbi non legati alle prassie 4 Disturbi comportamentali

3 Il parent training è: 1 È uno strumento utile alla formazione dei genitori e creato per fare acquisire loro abilità utili

ed efficaci 2 È uno strumento utile alla formazione dei terapisti e creato per far acquisire loro abilità utili ed

efficaci 3 È uno strumento utile al sostegno psicologico dei genitori 4 È uno strumento utile al sostegno morale e psicologico del bambino

4 Generalmente i genitori dei bambini con difficoltà nello sviluppo sociale considerano il bambino un:

1 Essere socialmente attivo 2 Essere socialmente passivo 3 Individuo normale 4 Individuo anormale

5 0 01 9 0 01 9I genitori nell istaurare la relazione con il figlio finiscono con l adattarsi:

1 Alle esigenze familiari

2 0 01 9All interesse sociale del bambino 3 Alle loro esigenze 4 Alla passività del bambino

6 0 01 9L idea di accettare deve avere in sé il senso di:

1 Accettazione acritica 2 Condividere 3 Ricevere 4 Condivisione passiva

7 Tra le abilità necessarie per un intervento efficace ritroviamo " l' abituarsi a pensare" in:

1 Modo razionale 2 Modo pragmatico 3 Relazione al contesto sociale 4 Relazione alle esigenze della famiglia

8 Per Autonomia Organizzativa si intende la possibilità da parte della scuola di: 1 Organizzare la gestione del sistema scuola 2 Organizzare solo la gestione della didattica 3 Organizzare e definire un curriculo 4 Organizzare eventi extra-scolastici

9 0 01 9Quale tra queste libertà ritroviamo nell autonomia didattica:

1 Il diritto ad integrarsi in classe 2 Libertà di adattamento 3 Il diritto ad apprendere degli alunni 4 Libertà di apprendimento

10 Il curricolo è composto di: 1 Tre livelli 2 Quattro livelli 3 Due livelli 4 Otto livelli

11 Il decreto legislativo n°59 del 19 febbraio 2004, ha conferito la possibilità:

1 Di confrontarsi con il collegio dei docenti 2 0 01 9Di confrontarsi con le famiglie degli alunni sull organizzazione didattiche 3 0 01 9 0 01 9Dell elaborazione annuale dei Piani dell offerta formativa 4 0 01 9 0 01 9Dell elaborazione annuale dell orario scolastico

12 La «Relazione del Consiglio Istruzione» al Consiglio europeo definisce tre obiettivi strategici, tra cui:

1 Aprire i sistemi informatici europei al mondo esterno

2 Facilitare l'accesso ai sistemi di istruzione e di formazione nei paesi occidentali 3 Aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell'Unione

europea 4 Aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi informatici nell'Unione europea

13 Per G. Gentile, nel rapporto educativo la mente del docente e quella dell'allievo: 1 Rimangono entità distinte 2 Divengono una mente sola 3 Si contrappongono 4 Non si incontrano mai

14 0 01 9La costruzione di una relazione con l altro esige:

1 La capacità di riconoscersi come simili 2 Una condivisione di significati 3 La condivisione dello stesso codice linguistico 4 La costruzione di un rapporto

15 L'identità personale entra in gioco: 1 Nella relazione 2 Nel rapporto 3 Nell'interazione 4 Nella formazione

16 Non è possibile educare: 1 Senza addestramento 2 Senza istituzione scolastica 3 Senza autovalutarsi 4 Senza educarsi

17 La relazione educativa tende ad acquisire una struttura: 1 Lineare 2 Astratta 3 Circolare 4 Tubolare

18 La multiculturalità è una condizione sociale: 1 Di sempre 2 Attuale 3 Antica 4 Futura

19 Riguardo alla multiculturalità, la pedagogia interculturale si chiede: 1 Come organizzare i flussi migratori 2 Quali codici linguistici utilizzare 3 Come favorire accettazione e confronto tra culture

4 Quale religione far prevalere

20 Nell'incontro con la diversità è possibile vedere: 1 Un arricchimento e una risorsa 2 Un effetto perverso della globalizzazione 3 Un motivo di preoccupazione 4 Un impoverimento della propria identità nazionale

21 Il carattere di sistematicità della pedagogia fa problema perché talvolta fa pensare a una struttura di discorso:

1 Incerta e provvisoria 2 Ormai superata 3 Da perfezionare 4 Fissa e rigida

22 Pensare alla pedagogia come scienza sistemica significa scongiurare il rischio: 1 Dell'incertezza 2 Dell'interdisciplinarità 3 Della confusione tra i termini del discorso 4 Dell'autoreferenzialità

23 L'ipotesi della pedagogia popolare è stata formulata da: 1 A. Agazzi 2 J. S. Bruner 3 G. Santomauro 4 J. Piaget

24 La ricerca educativa ha lo scopo di: 1 Facilitare la riflessione pedagogica 2 Costruire principi 3 Facilitare interventi nella prassi 4 Capovolgere alcuni criteri

25 Non vi è ricerca educativa se non all'interno: 1 Di un rigoroso discorso interdisciplinare 2 Di un rigoroso discorso pedagogico 3 Di un rigoroso discorso educativo 4 Di una rigorosa misurazione del dato

26 Nel tempo attuale si avverte un bisogno: 1 Di solidità economica 2 Di creatività 3 Di cambiamento 4 Di ritorno al passato

27 A. Agazzi auspicava la creazione, tra i vari raggruppamenti sociali, di un collegamento:

1 Tecnologico 2 Strutturale 3 Simbolico 4 Pedagogico e educativo

28 Perché la società possa divenire ordine educante, è necessario che la pedagogia venga ascoltata:

1 Dalla filosofia 2 Dalla politica 3 Dalla sociologia 4 Dalla economia

29 1. Per essere uno strumento standardizzato la Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) è una ed una sola. Ciò non ostante in Italia si usa una versione italiana.

1 1. Le versioni nazionali, ivi compresa quella italiana, comportano la traduzione e l’adattamento culturale secondo procedure scientificamente controllate

2 1. La versione italiana è la fedele riproduzione, in lingua italiana, dell’originale in lingua inglese

3 1. L’originale in lingua inglese, licenziato dall’Oms, funge da criterio di riferimento per le singole edizioni nazionali che si assomigliano fra loro, ma possono anche registrare elementi di difformità

4 La versione italiana, sebbene diversa dall’originale inglese è stata ufficialmente approvata dall’OMS.

30 1. Di che cosa si occupa l’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute)?

1 1. Di tutti gli aspetti della salute umana e alcune componenti del benessere rilevanti per la salute

2 1. Di tutti gli aspetti della malattia e del disagio, comunque espresso e comunque rilevato

3 1. Di tutti i problemi connessi con la disabilità sia provvisoria che permanente 4 1. Di tutte le malattie della persona

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