Diritto Commerciale: Le società (rif. Campobasso), Dispense di Diritto Commerciale. Università di Torino
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Appunti originali e rielaborati dei concetti appresi a lezione (libro consigliato è il Campobasso). Diritto commerciale anno 2008/2009, parte sulle società
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Capitolo 10

G.F. CAMPOBASSO

DIRITTO COMMERCIALE

2

DIRITTO DELLE SOCIETA’

4° Edizione

0

I. LE SOCIETA’ 1. Il sistema legislativo

I tipi di società tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto: » Società semplice » Società in nome collettivo » Società in accomandita semplice » Società per azioni

» Società in accomandita per azioni » Società a responsabilità limitata » Società cooperativa » Mutue assicuratrici

A. LA NOZIONE DI SOCIETÀ

2. Il contratto di società

Società = con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di una attività economica con lo scopo di dividerne gli utili. (art. 2247)

» Oggi le SRL e le SPA possono essere costituite anche con atto unilaterale In generale, comunque, le società si caratterizzano per: 1. Conferimenti dei soci 2. Esercizio in comunità di una attività economica (scopo – mezzo) 3. Divisione degli utili

3. I conferimenti = contributi dei soci alla formazione del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dell’attività di impresa. È essenziale che tutti i soci facciano o si obbligano a fare un conferimento che si esporrà al rischio d’impresa. Oggetto del conferimento secondo l’art. 2247 possono essere beni o servizi quindi denaro, beni in natura, prestazioni di attività lavorativa (seppure non possibile in tutte le società). Si applica alle società di persone e dopo la riforma del 2003 nelle società a responsabilità limitata. Mentre per le società per azioni ha espressamente stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizio.

4. Patrimonio sociale e capitale sociale

IL PATRIMONIO SOCIALE = complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi della società (attività e passività) Esso (o meglio l’attivo di bilancio) costituisce la garanzia principale o esclusiva (con responsabilità limitata) dei creditori della società.

IL CAPITALE SOCIALE = valore in danaro dei conferimenti all’atto costitutivo. Il CS è un valore storico e non cambia nel corso della vita della società. Ha funzione: » Vincolistica

È una voce che vincola i valori dell’attivo = garanzia patrimoniale supplementare. Esso sarà stabilmente destinato all’attività sociale e non sarà distribuibile.

» Organizzativa Esso è organizzativo nel senso che è rilevante nel verificare se la società ha conseguito utili o perdite.

1

Funge anche da base di misurazione di alcune fondamentali situazioni soggettive di carattere amministrativo (diritto di voto) o patrimoniale (partecipazione agli utili) in quanto i diritti spettano in modo proporzionale alle quote conferite

5. L’esercizio in comune di attività economica [scopo – mezzo delle società] = oggetto sociale = attività con la quale la società creerà gli utili da distribuire (scopo- mezzo) L’attività deve essere: » Iscritta nell’atto costitutivo e può essere modificata in base alle norme sulle

modificazioni di tale atto » Produttiva = attività condotta con metodo economico e finalizzata alla produzione

o allo scambio di beni e servizi » ≠ godimento dei beni conferiti dai soci >> disciplina sulla comunione (aggressione

dei creditori personali anche sulla cosa comune) NB! quindi società di mero godimento vietate ma godimento + att. produttiva consentite! --> le società immobiliari di comodo (locazione a terzi di immobili) sono quindi vietate ≠ società immobiliari che gestiscono residence (si attività produttiva)

6. Società e impresa. Le società occasionali.

7. Società tra professionisti.

Come già visto i professionisti intellettuali, pur svolgendo attività economica, non svolgono ai fini di legge attività d’impresa. Ma possono costituirsi in società?? No, vi sono alcune norme:

» 2229 C.c.: carattere rigorosamente personale dell’attività intellettuale. ≠ ente impersonale come la società

» lgg 1815/1939: se più professionisti si uniscono allora “studio legale, tecnico, commerciale, contabile amministrativo o tributario” con i nomi dei consociati nella denominazione dell’ufficio.

Comunque, oggi le società tra professionisti assumono sempre più carattere imprenditoriale e si necessita di una nuova legge sulle società tra professionisti.  (segue) La società tra avvocati.

In deroga a tale principio vi è la disciplina delle società tra avvocati. Le società tra avvocati:

» hanno per oggetto l’esercizio in comune della ‘attività professionale di rappresentanza, difesa e assistenza svolta dai propri soci

» si applicano le norme sulla SNC se non diversamente disposto <

» sono soci solo avvocati e no soci di più società contemporaneamente » la ragione sociale deve contenere l’indicazione “Società tra professionisti” e i

nomi e le professioni dei soci » è iscritta nell’albo degli avvocati --> applicazione norme deontologiche degli

avvocati. » Non è soggetta a fallimento

Inoltre, per valorizzare il carattere personale della professione: » L’amministrazione non può essere affidata ai terzi » Il cliente può chiedere l’assistenza da un particolare socio

2

» Il socio e i soci incaricati dal cliente (e non tutti) sono personalmente e illimitatamente responsabili per l’attività professionale svolta in esecuzione dell’incarico + patrimonio della società oppure tutta la società se si è omesso di comunicare il socio assistente il cliente

Esistono forme di società tra professionisti che sono ammesse (cioè lecite e valide) perché non hanno come oggetto sociale l’esercizio della professione:

1. società di mezzi = acquisto e gestione in comune di beni strumentali per l’esercizio

individuale delle professioni 2. società di servizi imprenditoriali = professione + servizi di carattere

imprenditoriale (es. società di ingegneria = progettazione + realizzazione e vendita impianti

industriali) 8. Lo scopo – fine delle società Lo scopo fine della società può essere diverso: » Lucrativo

= conseguire utili (lucro oggettivo) e dividerli tra i soci (lucro soggettivo) Scopo tipico affidato dal legislatore a società di persone e società di capitali

» Mutualistico Scopo perseguito dalle società cooperative: fornire ai singoli soci un vantaggio patrimoniale diretto che può consistere in un risparmio di spesa o in una maggior remunerazione del lavoro dei soci nella cooperativa. Necessario metodo economico per la realizzazione di scopi economici.

» Consortile Tutti i tipi di società tranne la società semplice possono realizzare lo scopo consortile. Metodo economico per la realizzazione di uno scopo economico degli imprenditori quali minori costi o maggiori ricavi. Non devono perseguire scopo di lucro in senso proprio.

Queste sono le tre categorie fondamentali degli scopi della società che sempre perseguono un risultato economico a favore esclusivo dei soci.  9. (segue) Società ed associazioni. L’impresa sociale. Vi sono norme eccezionali che prevedono società » Senza scopo di lucro

Previste per legge (legislazione speciale quindi) hanno scopi esclusivamente pubblici o incompatibili con la causa economica (es. società di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari) ≠ ONLUS!!! Oggi si stanno riducendo.

10. Società e comunione

11. (segue) Società e “comunione d’impresa”

12. (segue) L’impresa coniugale

B. TIPI DI SOCIETÀ 1. Nozione. Classificazioni. I tipi di società tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto: » Società semplice » Società in nome collettivo

» Società in accomandita semplice » Società per azioni

3

» Società in accomandita per azioni » Società a responsabilità limitata

» Società cooperativa » Mutue assicuratrici

Si possono classificare in vari modi: » In base allo scopo:

<

 Lucrative  Mutualistiche e cooperative

» Tra le lucrative, in base alla natura dell’attività:

 Società semplice = solo attività non commerciale (con la riforma del 2001 obbligo iscrizione nel registro delle imprese con funzione di pubblicità legale).

 Tutte le altre = attività commerciale e non con iscrizione nel registro delle imprese

» In base alla personalità giuridica:  Società di capitali e società cooperative = con personalità giuridica  Società di persone = senza personalità giuridica.

S.s. Att. non commerciale

SNC LUCRATIVE SAS SRL SPA SAPA Soc. Cooperative MUTUALISTICHE

Nelle società di capitali: » Vi è una pluralità di organi » Principio di maggioranza nel funzionamento degli organi » Il singolo socio non ha diretto potere di amministrazione e controllo Nelle società di persone: » Non vi è una pluralità di organi <

» Si riconosce al socio il potere di amministrare la società (e di esserne illimitatamente responsabile) + il consenso dei soci per modificare l’atto costitutivo

» Il singolo socio ha potere di amministrazione e rappresentanza nella società. Ulteriore distinzione può essere fatta sul regime di responsabilità delle obbligazioni sociali:

» Società in cui rispondono patrimonio + soci personalmente e illimitatamente

» Società in cui rispondono patrimonio + alcuni soci personalmente e illimitatamente

» Società in cui risponde solo il patrimonio

14. Personalità giuridica e autonomia patrimoniale delle società

Personalità giuridica e autonomia patrimoniale sono due tecniche giuridiche per ottenere lo stesso obiettivo economico che consiste in:

» Rendere il patrimonio della società aggredibile solo dai creditori sociali » Separare il patrimonio sociale e quello personale

Le società di capitali hanno personalità giuridica: » Società sono soggetti di diritto formalmente distinti dai soci (patrimonio società

autonomo)

4

Att. commerciale Personalità giuridica

No personalità giuridica

» Autonomia patrimoniale perfetta (patrimonio soci autonomo)

Le società di persone non hanno personalità giuridica ma: » Autonomia patrimoniale imperfetta:

I creditori personali non possono aggredire il patrimonio sociale per soddisfarsi. --> i creditori personali possono (con limitazioni) al massimo far liquidare la quota societaria

» Beneficio di preventiva escussione sul patrimonio sociale = responsabilità

sussidiaria dei soci

È comunque diffuso che le società di persone formino soggetti di diritto a se stanti seppur senza personalità giuridica. Da cui deriva che: o i beni sociali non sono in comproprietà speciale ma della società o le obbligazioni sociali non sono personale ma della società o imprenditore è la società e non il gruppo dei soci

NB. Se non si sceglie un tipo di società tra quelli indicati dal codice >> società semplice se attività non commerciale >> SNC se attività commerciale

Volendo si possono con apposite clausole (cd clausole atipiche), non incompatibili con il modello scelto, disegnare un assetto organizzativo diverso da quello impostato dal legislatore. Non è possibile creare società di tipo diverso da quelle indicate dal codice = No società atipiche

15. La soggettività delle società di persone.

16. Tipi di società ed autonomia privata.

17. Contratto di società ed organizzazione.

II. LA SOCIETA’ SEMPLICE. LA SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO.

A. LE SOCIETÀ DI PERSONE

1. Le società di persone. 2. L’atto costitutivo. Forma e contenuto.

3. Società di fatto. Società occulta.

4. La società apparente.

5. La partecipazione degli incapaci.

6. Partecipazione di società in società di persone.

7. L’invalidità della società.

B. L’ORDINAMENTO PATRIMONIALE

8. I conferimenti 9. La disciplina dei conferimenti

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10. Il socio d’opera

11. Patrimonio sociale e capitale sociale.

12. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite.

13. La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali.

14. Responsabilità della società e responsabilità dei soci.

15. I creditori personali del socio.

C. L’ATTIVITÀ SOCIALE

16. Modello legale e modelli statutari. 17. L’amministrazione della società.

18. Amministrazione e rappresentanza

19. I soci amministratori.

20. I soci non amministratori.

21. Il problema dell’amministratore estraneo.

22. Il divieto di concorrenza.

23. Le modifiche dell’atto costitutivo.

24. metodo collegiale e principio maggioritario.

D. SCIOGLIMENTO DEL SINGOLO RAPPORTO SOCIALE

25. Scioglimento del singolo rapporto e scioglimento della società. 26. La morte del socio.

27. Il recesso.

28. L’esclusione.

29. La liquidazione della quota.

E. SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETÀ

30. Le cause di scioglimento. 31. La società in stato di liquidazione.

32. Il procedimento di liquidazione.

33. L’estinzione della società.

34. Il fallimento della società estinta.

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III. LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE

1. Nozione e caratteri distintivi

È disciplinata dagli art. 2313 – 2324. La SAS si basa su norme della SNC ma in pratica anticipa leggermente la disciplina delle società di capitali. Essa è l’unica che permette l’esercizio dell’impresa commerciale con la distinzione dei soci. Si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: a. Soci accomandatari

Rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali b. Soci accomandanti

“Rispondono”1 solamente della quota conferita (=solo obbligo di eseguire i conferimenti promessi) + divieto di immistione.

2. La costituzione della società. La ragione sociale.

L’atto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese pena irregolarità della SAS. L’atto costitutivo: » Deve indicare soci accomandanti e accomandatari » Deve indicare la ragione sociale nella quale deve essere indicato il nome di almeno

uno dei soci accomandatari e l’indicazione SAS. NB se viene iscritto nome accomandante --> stessa disciplina accomandatario ma senza amministrazione, diventa solo illimitatamente e solidalmente responsabile per le obbligazioni sociali.

3. I soci accomandanti e l’amministrazione della società.

Divieto di immistione Art. 2420: <

Gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione né trattare o concludere affari in nome della società se non in forza di procure speciali per singoli affari.

≠ risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per TUTTE le obbligazioni sociali.

se la società fallisce, fallisce anche lui al pari degli accomandatari può essere escluso dalla società con decisione a maggioranza dei soci (tranne che sia stato autorizzato / ratificato dagli amministratori)

Quindi il socio accomandante: » Non può prendere decisioni e non ha potere decisionale autonomo » Non può agire come institore » Può solo concludere affari in nome di procure speciali concesse dagli

amministratori >> no responsabilità per l’operazione = no violazione divieto

1 Significa che rischiano soltanto la quota conferita

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I soci accomandanti partecipano con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli amministratori che deve avere il consenso unanime dei soci accomandatari + maggioranza del capitale dei soci accomandanti. I soci accomandanti possono partecipare all’attività d’imprese limitatamente a:

» Procure speciali per singoli affari (v. sopra) » Prestare opera all’interno della società sotto la direzione degli

amministratori » Dare autorizzazioni e pareri su determinate operazioni se l’atto costitutivo

lo consente. Comunque i soci accomandanti hanno diritto a:

» Comunicazione annuale del bilancio » Controllo dell’esattezza del bilancio consultando libri e documenti

societari » Approvare il bilancio se inteso come atto di controllo e non di gestione.

4. Il divieto di immistione

5. Il trasferimento della partecipazione sociale. Il trasferimento della partecipazione è diverso a seconda del tipo di soci: » Accomandatari = consenso unanime tra vivi, consenso anche degli eredi se mortis

causa (SNC)

» Accomandanti = maggioranza del capitale sociale tra vivi, salvo diversa disposizione; liberamente trasferibile senza consenso dei soci se mortis causa.

6. Lo scioglimento della società Oltre alle cause di scioglimento della SNC la società si può sciogliere se viene meno una delle due categorie di soci e non viene ripristinata nel termine di 6 mesi. Se mancano accomandatari --> accomandanti nominano provvisorio con sola ordinaria amministrazione che risponde limitatamente alla quota conferita. La chiusura e la cancellazione sono uguali alla SNC; se vi sono creditori rimasti insoddisfatti potranno far valere i loro crediti sulla quota di liquidazione (da eccesso di attività) degli accomandatiti.

7. La società in accomandita irregolare Rimane la distinzione tra soci accomandanti e accomandatari. I soci accomandanti rispondono limitatamente alla propria quota salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali

--> non si possono compiere operazioni nemmeno con procura, altrimenti resp. Illimitata. Per il resto valgono le regole della SNC irregolare.

IV. LA SOCIETA’ PER AZIONI

1. Nozione e caratteri essenziali

La SPA è caratterizzata dal fatto che: a. risponde per le obbligazioni sociali solo con il patrimonio sociale b. la partecipazione sociale è rappresentata da azioni I suoi caratteri essenziali sono: a. Personalità giuridica

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La SPA è un soggetto distinto dalle persone fisiche e gode perciò di una piena e perfetta autonomia patrimoniale.

b. Responsabilità limitata dei soci La società risponde delle obbligazioni sociali solo con il proprio patrimonio. Nella società per azioni i soci e tutti i soci non assumono alcuna responsabilità personale, neppure sussidiaria, per le obbligazioni sociali; di queste risponde soltanto la società con il suo patrimonio. I soci sono obbligati solo ad eseguire i conferimenti promessi. RIFORMA diritto societario 2003  anche quando tutte le azioni sono concentrate nelle mani di un unico socio.

c. Organizzazione corporativa Vi sono tre organi con autonome funzioni:

» Assemblea » Cda » Collegio sindacale Le decisioni sono prese a maggioranza dell’assemblea in base alle quote detenute. Ma autonomia amministratori per gestire ≠ blocco attività impresa

d. Quote rappresentate da azioni <

Partecipazioni omogenee e standardizzate che conferiscono uguali diritti. Sono trasferibili mediante documenti assoggettati alla disciplina dei titoli di credito. SPA di grandi dimensioni: azionisti imprenditori e azionisti risparmiatori (no interesse gestione)

Maggiore possibilità abusi amministratori = meno controllo SPA a base ristretta: Chi rischia di più amministra e lo farà bene perché è lui a rischiare.

2. Società per azioni e tipologia della realtà.

3. Evoluzione della disciplina delle SPA nel tempo 1974: strumenti di tutela degli azionisti risparmiatori + creazione azioni di risparmio, maggior trasparenza, certificazione bilanci da società di revisione, creazione CONSOB 1998: Investimento indiretto in azioni con intermediari detti investitori istituzionali e loro valorizzazione (emanazione TUF), potenziamento degli istituiti delle società quotate (es. maggior autonomia statutaria, potenziamento dell’informazione) 2003 (entrata in vigore nel 2004): Semplificazione disciplina società di capitali, + autonomia statutaria per aumentare competitività imprese italiane, previsione di nuovi modelli di amministrazione, di società unipersonali e semplificazione della costituzione e della disciplina delle modificazioni statutarie. Disciplina separate per società (quotate e non) che fanno ricorso al capitale di rischio (= superano un numero di azionisti determinati dalla CONSOB) --> volontà di rendere più flessibile e duttile la normativa sulla spa 4. Società per azioni e modelli societari.

A. LA COSTITUZIONE

5. Il procedimento. Si compone di 2 fasi fondamentali:

6. La stipulazione dell’atto costitutivo.

La stipulazione dell’atto costitutivo può avvenire:

9

» Simultaneamente Atto costitutivo stipulato e sottoscritto integralmente immediatamente

» Per pubblica sottoscrizione Si raccoglie tra il pubblico il capitale iniziale sulla base di un programma proposto dai promotori. (raramente utilizzato per complessità)

7. L’atto costitutivo: forma e contenuto.

La società per azioni può costituirsi per CONTRATTO e dopo la riforma del 2003 anche per ATTO UNILATERALE.

» Deve essere redatto con atto pubblico pena la nullità » Deve indicare (art. 2328)

1. Generalità soci, promotori e azioni loro assegnate 2. Denominazione (regole antitrust + SPA) e comune dove è posta la

sede della società e le eventuali sedi secondarie 3. Oggetto sociale = attività che si vuole svolgere 4. Ammontare capitale sottoscritto e versato 5. Numero e valore nominale azioni e loro modalità di circolazione 6. Valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura 7. Norme di ripartizione degli utili (se si modifica quella di legge) 8. Benefici a soci fondatori o promotori (max 10% utili per 5 anni) 9. Sistema di rappresentazione, numero e poteri amministratori e chi

ha la rappresentanza 10. Numero di componenti del collegio sindacale 11. Nomina dei primi amministratori, sindaci e soggetto che esercita

controllo contabile 12. Importo globale di spese di start-up 13. Durata della società (si può stabilire a tempo indeterminato,

recessione entro un anno dalla costituzione) Lo STATUTO, redatto accanto all’atto costitutivo, indica le regole di funzionamento della società ed è considerato parte integrante dell’atto costitutivo --> atto pubblico. 8. Le condizioni per la costituzione.

Le CONDIZIONI per la costituzione sono: » Capitale non inferiore a 120.000 € (tranne leggi speciali) » Sottoscrizione integrale del capitale sociale » Versamento in banca del 25 % dei conferimenti in danaro (tutti se

unilaterale) >> C/c vincolato fino a iscrizione ≠ rientro in possesso entro 90 gg

» Che sussistano le altre condizioni richieste da leggi speciali

9. Gli effetti della stipulazione dell’atto costitutivo

10. Il controllo notarile

11. L’iscrizione nel registro delle imprese

1. Deposito da parte del notaio entro 20gg all’ufficio del registro ≠ amministratori ≠ sanzioni pecuniarie e può farlo ogni socio a spese della società.

2. Controllo di legalità (conformità alle leggi) del notaio dell’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge per la costituzione

3. Controllo della documentazione da parte dell’Ufficio delle imprese

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4. Iscrizione nel registro con acquisto della personalità giuridica e viene ad esistenza NB! per gli atti compiuti tra la stipulazione e l’iscrizione i soci fondatori / promotori sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi. La società creata si accolla solo le spese necessarie per la costituzione ma non la responsabilità. NB!! non è consentita l’emissione di azione prima dell’iscrizione nel registro delle imprese salvo quelle costitute per pubblica costituzione. Le azioni emesse non sono comunque nulle.

12. Le operazioni compiute prima dell’iscrizione

13. La nullità delle società per azioni Prima dell’iscrizione: cause di nullità uguali a quelle della disciplina generale dei contratti Dopo l’iscrizione: le cause di nullità sono 3:

» No atto pubblico » Illiceità dell’oggetto sociale » Mancanza di ogni indicazione della denominazione della società o

conferimenti o ammontare CS o oggetto sociale

La dichiarazione di nullità: » non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo

l’iscrizione nel registro delle imprese » i soci non sono liberati dall’obbligo dei conferimenti sino a quando i

creditori sociali non sono soddisfatti. » Opera solo per il futuro e determina lo scioglimento della società

>> liquidatori nominati direttamente dal tribunale

» È sanabile: la nullità non può essere dichiarata quando la causa è stata rimossa e di tale eliminazione è stata data pubblicità nel registro delle imprese

Come nel diritto privato la dichiarazione di nullità è imprescrittibile e esercitabile da chiunque vi abbia interesse.

B. LA SOCIETÀ PER AZIONI UNIPERSONALE. I PATRIMONI DESTINATI. 14. La società per azioni unipersonale É possibile con la riforma del 2003. Essa prevede che: a. è consentita la costituzione della SPA con atto unilaterale di un unico socio

fondatore. b. risponde di regola il patrimonio sociale con alcune eccezioni Ci sono norme particolari però: » Costituzione: l’unico socio risponde in solido prima dell’iscrizione nel registro delle

imprese. » Conferimenti: l’unico socio deve versare integralmente i versamenti in denaro. Se

viene meno pluralità di soci deve versare anche gli altri conferimenti entro 90 gg --> resp. illimitata

» Trasparenza: negli atti e nella corrispondenza indicare che c’è un unico socio + dati anagrafici unico socio nel registro delle imprese

11

» Rapporti società e socio: le operazioni a favore del socio sono opponibili a terzi solo se risultano dal libro delle adunanze o da atto scritto con data anteriore certa prima del pignoramento.

» Eccezioni: oggettive e formali che comportano responsabilità illimitata del socio nel periodo in cui detiene tutte le azioni; le eccezioni sono causate da:

o no versamento integrale o fino a attuazione specifica pubblicità SPA unipersonale.

La illimitata responsabilità si sana appena si adempie. 15. I patrimoni destinati

Patrimoni destinati = patrimoni destinati ad un singolo affare per limitare rischio di un settore. Ci sono 2 tipi di patrimoni destinati: a. Patrimoni destinati a uno specifico affare entro il 10% del patrimonio netto, salvo

attività che si basano su leggi speciali » Deliberato dal CDA a maggioranza dei suoi componenti » Deliberazione iscritta nel registro delle imprese e verbalizzata da un notaio » Dà effetti dopo 60 gg da iscrizione » Indicazione dell’affare e se si emettono titoli relativi all’affare (+ assemblea di

chi sottoscrive gli eventuali titoli) » Devono essere tenuti separatamente libri e scritture contabili per il patrimonio

destinato » Alla fine dell’affare --> rendiconto finale nel registro delle imprese. » Se creditori insoddisfatti --> liquidazione del patrimonio destinato entro 3 mesi. Il patrimonio destinato è separato dal resto del patrimonio e non è aggredibile dai creditori salvo che per i proventi destinati alla società se gli atti compiuti per l’affare rechino espressa menzione del vincolo di destinazione (destinati cioè al singolo affare).

b. Stipulare con terzi un contratto di finanziamento con rimborso da utili derivanti dall’affare stesso. » Indicazione degli elementi dell’operazione con specificazione beni strumentali,

parte coperta dal finanziamento o dalla società, garanzia per il rimborso di una parte del finanziamento.

<

» Il patrimonio destinato = proventi affare, frutti e investimenti eventualmente effettuati.

» Deposizione nel registro delle imprese » Sistemi di incasso e contabilizzazione separati » I creditori sociali non possono agire sui beni per la realizzazione dell’affare ma

solo azioni conservative per i loro diritti Delle obbligazione con il finanziatore risponde solo il patrimonio destinato + eventuali garanzie per il rimborso di una parte. Se la società fallisce, il finanziatore si insinua nel fallimento per le somme non riscosse.

16. Patrimoni destinati c.d. operativi.

17. I finanziamenti destinati.

C. I CONFERIMENTI.

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18. I conferimenti Conferimenti = contributi dei soci alla formazione del capitale iniziale di rischio d’impresa. Capitale sociale = ∑ dei conferimenti promessi / eseguiti dai soci alla società

= il valore dei conferimenti non può scendere sotto il valore nominale del capitale sociale ma, si può prevedere che alcuni soci, conferendo meno abbiano più azioni e altri, conferendo di più, abbiano minori azioni; basta che il totale dei conferimenti sia pari al valore del CS

>> funzione vincolistica ed organizzativa Nella disciplina dei conferimenti vi sono 2 obbiettivi:

1. garantire che i conferimenti vengano realmente acquisiti 2. garantire che il valore loro assegnato sia veritiero (no prestazioni d’opera ad es.)

19. I conferimenti in danaro

Art. 2342: I conferimenti devono essere eseguiti in danaro se l’atto costitutivo non prevede diversamente. Alla sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato presso una banca almeno il 25% dei conferimenti in danaro o intero ammontare nel caso di società unipersonale. Per i versamenti dovuti gli amministratori possono richiamarli a loro piacimento. Se vengono trasferite azioni non interamente liberate, l’obbligo di conferimenti cade sia sul socio attuale che sull’alienante entro 3 anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci. Se il socio che non esegue il pagamento:

» non ha diritto al voto » si offrono le azioni agli altri soci in proporzione alle quote di partecipazioni e

per un valore non inferiore ai conferimenti ancora dovuti » vendita a mezzo banca o intermediario finanziario » esclusione del socio trattenendo ciò che è già versato + risarcimento danni » nuova circolazione entro l’esercizio » annullamento azioni » oppure si procede con la normale azione giudiziaria.

20. I conferimenti diversi dal danaro.

Non possono formare oggetto di servizi le prestazioni di opera o di servizi (art. 2342 c.5)

>> difficile valutazione – è necessario che CS sia effettivo Beni in natura e crediti: stesse norme SNC e le azioni sono interamente liberate con i conferimenti.

I conferimenti devono essere contestuali alla sottoscrizione. I conferimenti non possono prevedere cose generiche, future o

altrui. Diritti di godimento: sono ammessi Beni immateriali: sono ammessi, come prestazione di dare (es. brevetti)

21. La valutazione.

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La VALUTAZIONE dei beni in natura deve essere veritiera e oggettiva.

>> stima di un perito nominato dal tribunale che deve assegnare un valore almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e l’eventuale sovrapprezzo. Entro 6 mesi gli amministratori devono controllare la valutazione e possono e procedere alla revisione della stima (le azioni collegate diventano inalienabili). <

Se il valore dei beni è inferiori di almeno un 1/5, gli amministratori devono ridurre proporzionalmente il CS e annullare le azioni scoperte. Il socio può però, dopo la revisione del suo conferimento:

» versare la differenza in danaro » recedere dalla società con restituzione del bene conferito se possibile

NB. L’ACQUISTO DI BENI DAI SOCI <

È necessaria la preventiva autorizzazione dell’assemblea ordinaria + relazione giuriata di stima di un esperto designato dal tribunale per l’acquisto (≠ conferimenti) da parte della società di crediti o beni da soci, promotori, fondatori o amministratori quando:

» l’acquisto è entro 2 anni dall’iscrizione in bilancio » il corrispettivo è pari o superire a 1/10 del CS » gli acquisti non riguardano operazioni correnti della società

L’acquisto è comunque valido ma l’amministratore e l’alienante sono solidalmente responsabili per i danni causati alla società.

22. Gli acquisti potenzialmente pericolosi.

23. Le prestazioni accessorie. Oltre i conferimenti, l’atto costitutivo può prevedere e descrivere (durata, modalità e compenso) prestazioni accessorie non consistenti in danaro.

>> si vincolano i soci ad effettuare a favore della società prestazioni che non formano conferimento + elemento personalistico (qualità del socio che le esegue)

Le azioni con incorporate le prestazioni accessorie sono nominative e non trasferibili senza il consenso degli amministratori. Gli obblighi possono essere modificati con il consenso di tutti i soci.

V. LE AZIONI

1. Nozione e caratteri

Azioni = quote di partecipazione dei soci nella SPA. Esse sono omogenee, standardizzate e liberamente trasferibili. In particolare le azioni sono: » di identico ammontare » attribuiscono identici diritti

>> distinte e autonome anche quando sono in mano alla stessa persona » indivisibili

>> se intestate a più persone --> rappresentante comune » circolano similarmente ai titoli i credito nominativi A. AZIONI E CAPITALE SOCIALE.

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2. Il valore delle azioni. Le azioni rappresentano un’identica frazione del capitale sociale nominale [identico ammontare] Le azioni possono essere: a. con valore nominale

Sono insensibili alle variazioni patrimoniali della società. Il valore può essere modificato solo a causa di modificazione dell’atto costitutivo con un frazionamento o raggruppamento di azioni che va a modificare il valore nominale

b. senza valore nominale lo statuto indica solo capitale sociale e numero di azioni. La partecipazione sarà espressa non in numero d’azioni ma in una % del numero di azioni emesse.

Le azioni possono assumere vari valori: A. VALORE D’EMISSIONE

In nessun caso il valore complessivo dei conferimenti può essere inferiore all’ammontare del capitale sociale ≠ da dire che a conferimenti uguali corrispondono uguali azioni. Le azioni possono essere emesse:

» complessivamente per un valore inferiore a quello dichiarato » sopra la pari [valore reale > valore nominale];

obbligatoria con esclusione diritto d’opzione degli azionisti su nuova emissione

B. VALORE DI BILANCIO = patrimonio netto / n ° azioni

C. VALORE DI MERCATO = prezzo di scambio delle azioni --> da quotazione se quotata, + rappres. del valore reale

Il pacchetto azionario ha un proprio specifico valore di solito notevolmente superiore a quello delle azioni che lo compongono --> disciplina particolare

3. L’indivisibilità delle azioni

4. Frazionamento e raggruppamento delle azioni

B. LA PARTECIPAZIONE AZIONARIA.

5. L’uguaglianza dei diritti DIRITTI DELL’AZIONISTA Ogni azione costituisce una partecipazione sociale e attribuisce diritti e poteri:

» Di natura amministrativa (es. diritto di voto, di impugnazione delibere) » Di natura patrimoniale (es. diritto agli utili e quota di liquidazione) » Di natura patrimoniale e amministrativa insieme (es. diritto di opzione)

Art. 2348: le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Tale uguaglianza può essere:

» Relativa: si possono creare categorie di azioni fornite da diritti diversi. » Oggettiva: si hanno alcuni diritti indipendentemente dal numero di azioni

possedute ma per il solo fatto di essere azionisti (diritto di partecipazione all’assemblea).

» Disuguaglianza soggettiva: una quota di partecipazione più ampia attribuisce al possessore di tale quota maggiori diritti e in particolare capacità di controllo

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>> chi rischia di più ha più potere ≠ se c’è poteri pubblici: indipendentemente da azioni, maggiori poteri

(es. veto)

6. Unità ed autonomia delle partecipazioni azionarie.

7. Le categorie speciali di azioni Si creano nella creazione dello statuto o in una modificazione dello stesso. Esse comportano mutamenti a livello organizzativo: » Si creano assemblee speciali che funzionano:

 Se quotate: con disciplina azionisti di risparmio + rappresentante az. speciali  Se non quotate: con disciplina assemblea straordinaria

» Se l’assemblea generale pregiudica i diritti delle azioni speciali --> approvata anche dall’assemblea speciale

>> sacrificio interessi speciali a quelli generali – interesse di gruppo x le azioni speciali ≠ singoli

Diritti amministrativi [diritto di voto] » No azioni con diritto di voto plurimo » Si azioni senza diritto di voto » Si azioni con diritto di voto limitato a certi argomenti » Si azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari

condizioni Per le SPA chiuse sono ammessi:

a. Il voto limitato in una misura massima b. Il voto scalare (es. fino al 10%, un azione un voto, dal 10 al 20 un voto ogni 2

azioni)

Diritti patrimoniali a. Azioni privilegiate = privilegio nella distribuzione degli utili e rimborso del capitale

alla liquidazione e anche nella partecipazione alle perdite. Possono essere modellate a seconda delle esigenza ma sempre divieto di patto

leonino. b. Azioni correlate = diritti patrimoniali correlati ai risultati della SPA in un

determinato settore. Lo statuto deve indicare chiaramente i criteri di individuazione dei risultati del settore. NB. Ai possessori di azioni correlati non possono essere corrisposti dividendi superiori agli utili risultanti dall’attività generale dell’impresa. [tutela creditori sociali]

8. Il contenuto della partecipazione azionaria. 9. Le azioni di risparmio Le azioni di risparmio offrono limitati poteri amministrativi + diritti patrimoniali come le privilegiate. Possono essere emesse solo da società le cui azioni ordinarie sono quotate

≠ azioni senza voto emesse da SPA chiuse perché in azioni di risparmio devono necessariamente avere alcuni privilegi patrimoniali

Non possono superare ½ del CS insieme alle azioni a voto limitati (v. sopra). Le azioni di risparmio: » Diritti amministrativi: no diritto di voto e collegati (intervento e impugnazione) nelle

assemblee ordinarie e straordinarie; si convocazione assemblea perché cmq soci.

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No + di ½ CS

» Diritti patrimoniali: azioni privilegiate con privilegi minimi indicati dall’atto costitutivo.

» Organizzazione: si basa su:  Assemblea speciale

delibera su decisioni di quella generale che pregiudicano i diritti degli az. di risparmio  Rappresentante comune

diritto di impugnazione e di assistere alle assemblee generali (≠ azionista di risparmio) e tutela interessi azionisti di risparmio

10. Le azioni a favore dei prestatori di lavoro Derivano sempre da delibera con assemblea straordinaria. Possono essere

» Gratuite = assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti con emissione gratuita

» A pagamento = si limita diritto d’opzione azionisti e si offrono ai dipendenti

» Strumenti finanziari partecipativi = norme particolari per l’esercizio dei diritti e trasferimento degli stessi

11. Le azioni di godimento.

12. Gli Strumenti finanziari partecipativi. Gli strumenti finanziari partecipativi si configurano a metà strada tra obbligazioni e azioni. Non vanno ad aumentare il CS ma il patrimonio della società. La disciplina prevede che:

» No diritto di voto (o solo su argomenti indicati) ma diritti amm.vi (es. partecip. in assemblea)

» Possono essere acquisiti con conferimenti di vario titolo tra cui la prestazione d’opera / servizi

» Lo statuto indica le varie modalità d’emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso d’inadempimento e la legge di circolazione se consentito

>> ampia autonomia ed elasticità lasciate all’autonomia privata Sono uno strumento per reperire facilmente capitali e si possono adattare al mercato a seconda delle esigenze --> elasticità voluta dal legislatore

C. LA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI.

13. I titoli azionari I titoli azionari sono i documenti che rappresentano le azioni e ne consentono il trasferimento. Possono essere o no emessi nelle SPA chiuse: » qualità di socio da iscrizione nel libro dei soci » trasferimento con disciplina della cessione del contratto Per le SPA quotate o le cui azioni o obbligazioni sono diffuse in modo rilevante sul mercato non esistono più i titoli --> gestione accentrata dematerializzata (solo registrazioni contabili) Le azioni sono titoli di credito emessi in base ad un determinato rapporto causale. Le azioni oggi devono essere nominative, salvo le azioni di risparmio e quelle emesse da Sicav che possono essere nominative o al portatore se interamente liberate.

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Azioni nominative --> disciplina generale dei titoli di credito nominativi [doppia annotazione] Azioni al portatore --> disciplina generale dei titoli di credito al portatore [consegna]

I vincoli sulle azioni Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e quindi sottoponibili a sequestro e pignoramento. In questo caso: » Diritti amministrativi

diritto di voto: all’usufruttuario o creditore pignoratizio ma in modo da non ledere gli interessi del socio ≠ risarcimento danni

diritti diversi dal voto: esercizio disgiunto tranne che sequestro, esercizio da parte del custode

» Diritto d’opzione Spetta al socio che deve provvedere al versamento delle somme necessarie entro 3 gg dalla scadenza dell’esercizio ≠ alienazione con banca o SIM Se l’aumento è gratuito le nuove azioni sono sottoposte a pegno, usufrutto e sequestro.

» Azioni non interamente liberate Con pegno il socio deve versare il restante ≠ il creditore pignoratizio fa vendere a banca o SIM Con usufrutto versa l’usufruttuario ma viene rimborsato alla termine dell’usufrutto.

I limiti alla circolazione delle azioni I limiti sono diversa natura: 1. Limiti legali

La libera trasferibilità è limitata dalla legge per: a. Le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro 1a del controllo della

valutazione b. Le azioni con prestazioni accessorie senza il consenso del CDA

2. Limiti convenzionali La libera trasferibilità può anche essere limitata da accordi intercorsi tra i soci. Tali accordi sono i cd sindacati di blocco. Essi: » hanno lo scopo di evitare l’ingresso a terzi non graditi. » vincolano solo le parti contraenti (= inopponibili a terzi)

>> la vendita è comunque valida; l’inadempiente risarcirà gli altri contraenti 3. Limiti statutari La libera trasferibilità può anche essere limitata da norme contenute nello statuto. Si inseriscono nell’atto costitutivo clausole che acquistano efficacia reale e che possono essere opponibili ai terzi non graditi. Lo statuto può anche vietare la circolazione delle azioni per un periodo non superiore ai 5 anni. Esistono diversi tipi di clausole:

» Clausole di prelazione Prima di vendere le azioni bisogna offrirle ai soci e di preferirli ai terzi a parità di condizioni. ≠ inefficacia del trasferimento --> riscatto dell’azione da parte dei soci dal terzo

» Clausole di gradimento Due sottocategorie di clausole che prevedono il trasferimento se

Possesso di determinati requisiti da parte dell’acquirente

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Consenso di un organo sociale (quasi sempre CDA) [cd di mero gradimento] Se rifiuto acquisto da parte della società o recesso dell’alienante. Contestate perché abuso da parte del controllo verso i soci di

minoranza. » Clausole di riscatto

Le azioni possono essere riscattate dalla società al verificarsi di determinati eventi. Valore si determina da disciplina del recesso e, se è la società a riscattare, anche quella sulle azioni proprie.

Tali clausole possono essere inserite o tolte con approvazione dell’assemblea straordinaria; a chi era in disaccordo viene riconosciuto il diritto di recesso. Operazioni su azioni proprie Sono operazioni pericolose perché minano l’integrità del CS, per i diritti amministrativi falsati e per il mercato dei titoli (es. evitare scalata). Sono 3 le situazioni regolate: 1. Sottoscrizione

In nessun caso la società può sottoscrivere proprie azioni salvo l’esercizio del diritto di opzione su azioni già detenute dalla società. Questo divieto agisce sia in caso di sottoscrizione diretta o da parte di terzi per conto della società. ≠ chi ha sottoscritto deve liberare le azioni: sottoscrizione diretta >> amministratori o soci fondatori / promotori, salvo provino di essere

esenti da colpe sottoscrizione indiretta >> terzo considerato sottoscrittore per conto proprio ma risponde in

solido con amministratori per la liberazione dell’azione. 2. Acquisto

Ci sono 4 condizioni: a. Somme utilizzate non superiore a utili distribuibili e riserve disponibili b. Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate c. Autorizzazione specifica dell’assemblea ordinaria d. Non superiore a 1/10 del CS tenendo conto anche delle azioni delle

controllate. ≠ azioni vendute entro un anno e annullamento in mancanza di tale vendita

3. Altre operazioni Quando l’acquisto è funzionale alla riduzione del CS non sono applicabili limitazioni. La SPA non può concedere prestiti o garanzie a favore di soci o terzi per la sottoscrizione di azioni proprie. La SPA non può accettare azioni proprie in garanzia.

Le azioni sociali detenute dalla società: » Hanno diritti amministrativi sterilizzati (no diritto di voto ma conteggio

nel quorum) » Gli utili spettano proporzionalmente alle altre azioni » Il diritto d’opzione spetta proporzionalmente alle altre azioni salvo

l’autorizzazione dell’assemblea e le condizioni per l’acquisto di azioni proprie

» Non possono essere liberamente utilizzate dagli amministratori senza l’autorizzazione dell’assemblea per qualsiasi operazione.

D. LE OPERAZIONI DELLA SOCIETÀ SULLE PROPRIE AZIONI.

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Si ha lo stesso problema delle azioni proprie quando due imprese acquistano una dall’altra e viceversa azioni con lo scopo di aumentare il CS in modo illusorio. 20. Sottoscrizione È vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante reciproca sottoscrizione di azioni, anche per tramite di società fiduciarie o di interposta persona. (Art. 2360) Per la sottoscrizione di azioni della società controllante, sono previste le stesse condizioni per l’acquisto di azioni proprie (Art. 2359 Quinquies). Se vi è comunque acquisto le azioni sono imputate agli amministratori che non dimostrino di essere esenti da colpe o dal terzo che le ha sottoscritte. 21. Acquisto Esso è ammissibile senza limiti:

a) Quando non esiste un rapporto di controllo b) Se l’incrocio tra controllante e controllate si considera cmq attribuibile alla

controllante Diversamente è assoggettato alle stesse condizioni dell’acquisto di azioni proprie + no diritto di voto della controllata nella controllante. Se si violano tali condizioni si ha la vendita entro un anno e, in mancanza di questa, l’annullamento delle azioni da parte della controllante con rimborso alla controllata del loro valore. Se le SPA sono quotate:

a) L’incrocio non può superare il 2% b) Se una è non quotate, la quotata può detenere il 10% della non quotata

Se si eccedono tali limiti, no diritto di voto per parte in eccedenza + vendita entro un anno; se questa non avviene, no diritto di voto per l’intera partecipazione.

≠ delibere impugnabili. NB in questo caso si possono utilizzare tutti i soldi voluti (no utili distribuibili e riserve) perché il pericolo di annacquamento del capitale è limitato dalle % di partecipazione.

22. Altre operazioni.

VI. LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI. I GRUPPI DI SOCIETA’. A. LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI 1. L’informazione sulle partecipazioni rilevanti.

L’individuazione dei principali azionisti di una società non è a volte di facile individuazione perché il libro dei soci:

» Indica l’intestatario formale e non il possessore dell’azione » Viene aggiornato solo nel caso di esercizio dei diritti sociali

Tale problema risulta maggiormente evidente nelle SPAQ --> norme sulla trasparenza. L’art.120 del TUF prevede l’obbligo di comunicazione alle partecipate e alla CONSOB per:

1. tutti coloro che detengono il 2% del CS di una SPAQ

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2. le SPAQ che detengono partecipazioni del 10% in SPA non quotate 3. quando si raggiungono 5, 7.5, 10 e poi di 5 in 5 e qnd si scende al di sotto di qst

e del 2. NB! nel calcolo delle % computano solo le azioni o quote con diritto di voto (≠ azioni di risparmio) LA CONSOB determina quando comunicare anche la presenza di strumenti finanziari partecipativi. Se non si attiene alle norme della CONSOB sono previste delle sanzioni:

<

» pecuniarie » di soppressione del voto per le azioni o strumenti finanziari non

comunicati. --> se si vota cmq la delibera è impugnabile se il voto è determinante

Vi sono norme sulla trasparenza anche per SPA non quotate di partecipazioni in società di interesse pubblico quali:

» società bancarie --> comunic. Banca d’Italia » società di assicurazione --> comunic. ISVAP » società di intermediazione mobiliare, di gestione del risparmio e di

investimento a capitale variabile --> comunic. CONSOB

2. Acquisto di partecipazioni rilevanti in SPAQ Prima: per ottenere il controllo di una società si poteva accordarsi con il principale azionista (no

premio di maggioranza ai piccoli azionisti), lanciare un’ OPA (offerta pubblica di acquisto) ostile o rastrellare azioni con l’anonimato (aumento quotazione).

Oggi: massima trasparenza nel passaggio di proprietà di pacchetti di controllo per permettere a tutti gli azionisti di godere del premio di maggioranza.

Sono stati introdotti 2 principi cardine:

a) OPA obbligatoria per il trasferimento del pacchetto di controllo b) Sia che l’OPA sia obbligatoria sia facoltativa deve svolgersi con

determinate regole di comportamento. a) OPA obbligatoria I casi in cui l’OPA è obbligatoria sono 2:

1. OPA successiva totalitaria

Chiunque acquisti a titolo oneroso venga a detenere una quota del 30 % di azioni che attribuiscono diritto di voto nelle delibere riguardanti nomina di amministratori e organo di controllo, deve obbligatoriamente promuovere un’OPA sulla totalità delle azioni .

--> Si consente agli az. di minoranza di uscire dalla società con il cambiamento dell’azionista di controllo.

--> il prezzo da pagare agli az. di minoranza è la media tra prezzo medio di mercato dell’ultimo anno e quello più elevato pagato “fuori borsa”

--> al posto di lanciare un’OPA totalitaria si può lanciare un’OPA preventiva che porti ad ottenere una partecipazione superiore al 30%

L’OPA preventiva è facoltativa e può essere totale (100% azioni) o parziale (almeno il 60%)

--> si fissa liberamente il prezzo delle azioni NB l’OPA preventiva parziale dev’essere autorizzata dalla CONSOB e dagli az. di minoranza

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≠ OPA successiva totalitaria 2. OPA residuale

Chiunque detiene più del 90 % di azioni è tenuto a lanciare un’OPA sulla totalità delle azioni al prezzo fissato dalla CONSOB se non ripristina entro 120 gg un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle azioni.

--> si consente agli azionisti di minoranza di uscire a un prezzo equo quando la società è ormai saldamente in mano a un gruppo di controllo.

Chi cmq detiene il 98 % delle azioni deve acquistare coattivamente il restante ad un prezzo fissato dal tribunale [cd Acquisto coattivo]

Se si viola l’obbligo di OPA: » Il diritto di voto non può essere esercitato per l’intera partecipazione » Le azioni eccedenti il 30 o 90 % devono essere alienate entro 12 mesi

3. Le offerte pubbliche di acquisto e di scambio.

Regole di comportamento nelle OPA OPA = una proposta irrevocabile rivolta a parità di condizioni a tutti i titolari dei prodotti che ne

formano oggetto. L’OPA si svolge sotto il controllo della CONSOB che può anche sospendere o far decadere l’OPA. Per lanciare un’OPA ci sono varie fasi: a) Documento di offerta

Bisogna dare preventiva comunicazione alla CONSOB della volontà di lanciare un’OPA allegando un documento d’offerta con le informazioni necessarie. Il documento viene poi inviato anche alla società target che è obbligata a diffonderne un comunicato con i dati utili riguardanti l’offerta.

b) Accettazioni dell’offerta Possono essere raccolte dall’offerente o da intermediari indicati, sempre con trasparenza

c) Difesa dall’OPA Gli amministratori devono astenersi da compiere operazioni che contrastino l’OPA salvo che l’assemblea rimuova questo divieto con la maggioranza del 30% del CS.

--> lancio di un’OPA concorrente da una società amica (cavaliere bianco) e rialzi vari

d) Chiusura dell’OPA

A scadenza l’offerta diventa irrevocabile se si raggiunge il quantitativo minimo indicato nel documento. Se si eccede bisogna vedere cosa prevedeva il documento.

4. Limiti all’assunzione di partecipazioni rilevanti.

5. Le partecipazioni modificative dell’oggetto sociale. Le partecipazioni a responsabilità illimitata.

6. Le partecipazioni reciproche

B. I GRUPPI DI SOCIETÀ

1. Il fenomeno di gruppo. I problemi

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Gruppo di società = insieme di società formalmente autonome ed indipendenti ma assoggettate ad

una direzione unitaria. = ad un’unica impresa dal punto di vista economico vi sono più

imprese dal punto di vista giuridico.

I gruppi sono largamente diffusi per i vantaggi economici ottenibili ed è necessaria una specifica disciplina che:

a) Assicuri l’info sui collegamenti di gruppo e sull’andamento economico del gruppo

b) Eviti che intrecci di partecipazioni alterino l’integrità della capogruppo c) Eviti che le decisioni delle società figlie ispirate dall’ interesse di gruppo

pregiudichino le aspettative dei soci e dei terzi di quella società. Nel sistema italiano è disciplinato il controllo societario e l’attività di direzione e coordinamento.

2. Società controllate e direzione unitaria.

Società controllata = società posta sotto l’influenza dominante di un’altra società che ne

indirizza l’attività nel senso voluto ≠ Collegata = società posta sotto l’influenza notevole (20% o 10% in SPAQ) Il controllo può essere di varie forme: 1. Controllo di diritto

Si dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria (nomina CDA) sia in modo diretto che indiretto (voti di controllate, fiduciarie e di interposta persona)

2. Controllo di fatto Si dispone di una quantità di voti sufficiente per avere un’influenza dominante nell’assemblea.

3. Controllo derivante da vincoli contrattuali (economico) Si dispone di un particolare vincolo contrattuale che pongono la controllata in una situazione di oggettiva dipendenza economica.

Per la presenza di un gruppo bisogna presumere l’esercizio dell’attività di direzione e controllo. Art. 2497 sexies. Si presume, salvo prova contraria, che l’attività di direzione e coordinamento di società sia esercitata dalla società o ente che:

a. rediga il consolidato b. controlli le società c. risulti da un contratto con le società medesime o da clausole dei loro

statuti.

3. Disciplina dei gruppi Pubblicità È istituita una apposita sezione del registro delle imprese nel quale sono iscritte le società che esercitano attività di direzione e coordinamento (D&C) e le loro controllate. Gli amministratori delle controllate hanno il dovere di procedere a tale iscrizione e di indicare nella corrispondenza la soggezione alla società con D&C

≠ responsabili dei danni di soci o terzi per la mancata conoscenza di tali fatti

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Vi è l’obbligo di redazione del bilancio consolidato di gruppo che evidenzia l’andamento economico del gruppo considerato come unità. NB! divieto di sottoscrizione e azioni della controllante da parte della controllata per più del 10%.

Responsabilità Pur restando la formale indipendenza giuridica e quindi la responsabilità va posta l’attenzione sulle operazioni fatte nell’interesse di gruppo ma che pregiudicano l’interesse della singola società. Art. 2497 Le società o gli enti che, esercitando attività di D&C violano i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle società controllate, sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditività [socio] e per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio sociale [creditore]. Il socio e il creditore sociale lesi dalla violazione dei principi di corretta gestione devono prima rifarsi sulla loro società e poi sulla capogruppo

--> il danno va valutato a fronte dell’insieme dei vantaggi compensativi derivanti dall’appartenenza al gruppo e nn della singola operazione --> in solido con la capogruppo rispondono coloro che abbiano preso parte al fato lesivo e coloro che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio

ATT! c’è danno solo se si viola la corretta gestione! Art. 2497 ter Le decisioni delle società soggette ad attività di D&C, quando da queste influenzate, devono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazioni delle ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione.

--> gli amministratori motivano la loro decisione per provare che sono esenti da colpe e evitare la responsabilità nei loro confronti

Nei finanziamenti infragruppo si applica la disciplina per i finanziamenti da parte dei soci nella SRL quando sarebbe necessario o ragionevole un aumento di CS

--> postergazione nel rimborso = tutela dei creditori Recesso È riconosciuto ai soci della società soggetta a D&C quando vi siano eventi riguardanti la capogruppo che cambiano le condizioni di rischio nelle controllate. Art. 2497 quater. Il socio di società soggetta ad attività di D&C può recedere:

a) quando la società con D&C delibera una trasformazione del suo scopo sociale o un cambiamento dell’oggetto tale da laterare in modo sensibile e diretto le condizioni economiche e patrimoniali della controllata

b) quando il socio ha esercitato nei confronti della capogruppo azione di responsabilità e abbia ottenuta la sentenza di condanna esecutiva; in tal caso il diritto di recesso può essere esercitato solo per l’intera partecipazione

c) all’inizio e alla cessazione dell’attività di D&C se derivano alterazione delle condizioni di rischio dell’investimento e non venga promossa un’OPA.

11. Il gruppo insolvente Non c’è disciplina se una società facente parte del gruppo fallisce. Si può far riferimento all’amministrazione straordinaria dei grandi gruppi insolventi: Gli amministratori delle società che hanno abusato di D&C rispondono in solido con gli amministratori della società fallita per i danni cagionati alla società stessa.

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Buono
molto esaustivo!
Molto buono
davvero ben fatto!
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