Diritto Dell'unione Europea - Sentenza SIMMENTHAL SPA CONTRO MINISTERO DELLE FINANZE - 1978, Sintesi di Diritto Dell'unione Europea
Nixyr0412
Nixyr0412

Diritto Dell'unione Europea - Sentenza SIMMENTHAL SPA CONTRO MINISTERO DELLE FINANZE - 1978, Sintesi di Diritto Dell'unione Europea

DOC (23 KB)
1 pagina
50Numero di download
1000+Numero di visite
100%su 3 votiNumero di voti
4Numero di commenti
Descrizione
Diritto Dell'unione Europea - Sentenza SIMMENTHAL SPA CONTRO MINISTERO DELLE FINANZE - 1978, Primato del diritto comunitario ed efficacia diretta (sentenze Costa c. Enel, Simmenthal,F.lli Costanzo, Marshall, Marleasing, ...
50 punti
Punti download necessari per scaricare
questo documento
Scarica il documento
Anteprima1 pagina / 1
Scarica il documento

Sent.Simmenthal vs Ministero delle Finanze Italiane 1978 (causa 106/77)

La Simmenthal importava dalla Francia carni bovine; venne sottoposta al pagamento di diritti di controllo sanitario e, ritenendo che questi rappresentassero ostacoli alla libera circolazione delle merci, contrari al diritto comunitario, chiese al Pretore di Susa di ripetere le somme pagate .Questi si è quindi rivolto alla CGCE, chiedendo se fosse legittimo l'obbligo (allora formalmente sancito dalla giurisprudenza della nostra Corte costituzionale) di rivolgersi previamente alla Corte costituzionale italiana per potere non applicare la norma italiana contrastante con il diritto comunitario.La Corte ha quindi potuto elaborare il concetto dell'applicazione immediata delle norme comunitarie: in pratica, le norme interne successive a quelle comunitarie ed incompatibili con esse, non si formano validamente. Per questo, il giudice nazionale ha il dovere di dare alle norme comunitarie di questo tipo un'applicazione immediata (senza essere costretto ad attenderne la previa rimozione da parte del legislatore o in via di una qualunque altro procedimento costituzionale). “Qualsiasi giudice nazionale, adito nell'ambito della sua competenza, ha l'obbligo di applicare integralmente il diritto comunitario e di tutelare i diritti che questo attribuisce ai singoli, disapplicando le disposizioni eventualmente contrastanti della legge interna, sia anteriore che successiva alla norma comunitaria, è quindi incompatibile con le esigenze inerenti alla natura stessa del diritto comunitario qualsiasi disposizione facente parte dell'ordinamento giuridico di uno Stato membro o qualsiasi prassi, legislativa, amministrativa o giudiziaria, la quale porti ad una riduzione della concreta efficacia del diritto comunitario, per il fatto che sia negato al giudice, competente ad applicare questo diritto, il potere di fare, all'atto stesso di tale applicazione, tutto quanto è necessario per disapplicare le disposizioni legislative nazionali che eventualmente ostino alla piena efficacia delle norme comunitarie; ciò si verificherebbe qualora, in caso di conflitto tra una disposizione di diritto comunitario ed una legge nazionale posteriore, la soluzione fosse riservata ad un organo diverso dal giudice cui è affidato il compito di garantire l'applicazione del diritto comunitario, e dotato di un autonomo potere di valutazione, anche se l'ostacolo in tal modo frapposto alla piena efficacia di tale diritto fosse soltanto temporaneo; la prima questione va perciò risolta nel senso che il giudice nazionale, incaricato di applicare, nell'ambito della propria competenza, le disposizioni di diritto comunitario, ha l'obbligo di garantire la piena efficacia di tali norme, disapplicando all'occorrenza, di propria iniziativa, qualsiasi disposizione contrastante della legislazione nazionale, anche posteriore, senza doverne chiedere o attendere la previa rimozione in via legislativa o mediante qualsiasi altro procedimento costituzionale".

grazie!! sintesi molto ma molto utile!!!
molto utile!
Scarica il documento