Disuguaglianza multimediale, Appunti di Economia Dei Sistemi Industriali. Università Alma Mater di Bologna
francesca.buccioni.31
francesca.buccioni.3110 maggio 2017

Disuguaglianza multimediale, Appunti di Economia Dei Sistemi Industriali. Università Alma Mater di Bologna

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Piketty e il capitale nel XXI secolo e critiche
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Disuguaglianza multidimensionale,

l’approccio di Piketty e relative critiche• Il concetto d d suguaglianza e la sua

multidimensionalità • L’approccio e i risultati analitici di Thomas Piketty

• Alcune critiche all’approccio di Thomas Piketty

IL CONCETTO DI DISUGUAGLIANZA E LA SUA MULTIDIMENSIONALITA'

- Stato della disuguaglianza nel mondo

- Natura multidimensionale della disuguaglianza

- Rilevanza dei modelli della teoria del capitalismo e disuguaglianza multidimensionale

Fernando Cimini

- Dopo decenni di globalizzazione e nel bel mezzo della persistente crisi globale, la disuguaglianza sembra fuori controllo - I più acuti aumenti di disuguaglianza di reddito si sono verificati nei paesi in via di sviluppo che hanno perseguito una crescita vigorosa: il progresso economico in questi paesi ha aggravato le disparità

- Diversi strati di disuguaglianza: 1) all'interno e tra le generazioni 2) all'interno e tra i generi 3) all'interno e tra i paesi 4) all'interno e tra sistemi economici locali 5) all'interno e tra categorie di lavoratori 6) all'interno e tra gruppi sociali

- La disparità di reddito rappresenta solo una delle diverse dimensioni della disuguaglianza economica

- La disuguaglianza economica può essere determinata dalla disuguaglianza non economica e generare ulteriore disuguaglianza economica e non economica

- La disuguaglianza fenomeno multidimensionale e cumulativo a livello micro-economico, meso- economico e macro-economico

- Sovrapposizione di diverse dimensioni della disuguaglianza: Ad es. bassi redditi pro-capite sono altamente correlati con bassa qualità della vita

- Una potenziale riduzione di una dimensione della disuguaglianza non implica una pari riduzione in tutte le sue dimensioni

- Tre diverse dimensioni della disuguaglianza: le caratteristiche di base, le sue determinanti e i suoi effetti

Natura: • Tre componenti di base fuse insieme con confini confusi: materiale ed economica, relazionale, soggettiva

• La natura multidimensionale della disuguaglianza riguarda sia ciascuna componente di base per sé sia le connessioni tra le tre; la multidimensionalità diventa più ampia se le tre componenti di base interagiscono tra loro.

• Tra le componenti di natura non economica un ruolo fondamentale è svolto dall'etnia, il genere e la religione

Determinanti: • le componenti sociali e genetiche siano influenzano quelle

economiche e viceversa (Ricchezza, istruzione, e privilegio sociale fortemente interconnessi con il temperamento psicologico e il privilegio genetico)

• Curva di Kuznets: nel corso dello sviluppo economico, la disuguaglianza è una variabile endogena che segue una curva a campana, in calo dopo che una certa soglia di reddito medio è stata superata

• Piketty risponde che le basi empiriche di Kuznets erano sbagliate. La forte riduzione della disparità di reddito che si osserva nei paesi ricchi tra il 1914 e il 1945 è dovuta alle guerre mondiali e agli shock economici e politici che hanno comportato (in particolare per le persone più ricche), aveva poco a che fare con il tranquillo processo di mobilità intersettoriale descritto da Kuznets

• altro problema macroeconomico molto controverso: l'impatto della liberalizzazione del commercio sulla disuguaglianza

• le condizioni specifiche per paese, che in circostanze appropriate possono essere riconducibili a diversi modelli di capitalismo, chiariscono perché l'impatto delle stesse politiche è molto diverso in termini di sviluppo economico e della distribuzione del reddito e della ricchezza o della povertà

Effetti: • La relazione tra disuguaglianza e crescita\sviluppo

esaminata a livello macroeconomico, dimostra che alti livelli iniziali della prima possono essere dannosi per i secondi, confutando così l'ipotesi che la crescita è un processo di distribuzione neutrale

• La disuguaglianza e la polarizzazione dei guadagni possono avere forte impatto negativo su diversi ambiti cruciali dei sistemi economici

• La disuguaglianza come concausa del declino dell'importanza della classe media, che attualmente sta destabilizzando la situazione economica e sociale in diversi paesi

• Per distinguere tra disuguaglianza fisiologica e patologica, dev'essere accertato un ordine di grandezza: MSIT (massimo livello di disuguaglianza che non inibisce la crescita in un dato sistema economico)

Riassumendo ci sono tre aspetti cruciali: (A) I diversi concetti e misure di disuguaglianza utilizzati generano risultati diversi. (B) La controversia sulle determinanti della disuguaglianza all'interno di un paese porta a sottolineare le cause multidimensionali e il ruolo non secondario giocato da fattori economici e istituzionali interni a un'area specifica e locale, insieme a quelli globali ed esterni. Questo implica che bisogna prendere in considerazione diversi forze interagenti a livello micro, meso e macro nel plasmare il risultato finale. (C) Lo studio degli effetti della disuguaglianza, oltre a richiamare l'attenzione sul suo impatto multidimensionale, mostra come cruciale può essere il suo livello iniziale per il successivo sviluppo. A questo livello viene sollevata la questione relativa alla pertinenza e alla definizione di un MSIT con implicazioni significative per la sostenibilità e l'inclusione della crescita economica

Modelli della teoria del capitalismo e disuguaglianza multidimensionale • I MCT riconoscono un ruolo fondamentale alla

struttura istituzionale per spiegare l'evoluzione dei sistemi economici, ma ciò non può essere confuso con il neo-istituzionalismo, in quanto nei MCT le istituzioni svolgono il ruolo di risorse e vincoli

• la struttura istituzionale e la struttura economica sono sempre interagenti perché: A) il comportamento degli agenti economici è modellato dall'azione di “imprenditori istituzionali”; B) la scarsità di risorse economiche condiziona il carattere vincolante delle regole istituzionali

• La ricerca di complementarietà tra la struttura istituzionale e quella economica diventa lo scopo principale della ricerca scientifica

Riferimenti bibliografici:

• G. Antonelli, P.P. Calia and G. Guidetti, “Approaching an investigation of multi-dimensional inequality through the lenses of variety in models of capitalism, Quaderni-Working Paper”, Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Bologna, N. 984, 2014

L’approccio e i risultati analitici

di Thomas Piketty

• Distribuzione del reddito e del prodotto • Crescita • Rapporto capitale-reddito

Lorenzo De Sanctis

Distribuzione del reddito e del prodotto

• Distribuzione del prodotto Piketty fa un’analisi economica e storica/evolutiva del prodotto mondiale arrivando ad affermare che le diseguaglianze si stanno appianando e che si sta andando verso una ridistribuzione del prodotto mondiale. • Distribuzione del reddito Piketty esamina la distribuzione del reddito sia a livello mondiale sia a livello nazionale e regionale. Si registra a livello mondiale una distribuzione più diseguale rispetto al prodotto, mentre a livello di regione o nazione c’è un equilibrio tra prodotto e reddito. Ciononostante rimangono forti squilibri.

Crescita La crescita del prodotto dipende da 2 fattori: • Crescita della popolazione  Forte crescita, induce ad una minore incidenza

dei patrimoni ereditati dal passato.  Bassa crescita, induce ad una maggiore

incidenza dei patrimoni ereditati dal passato Tutto ciò ha effetti sulle dinamiche di disuguaglianza • Crescita del prodotto pro capite  Crescita cumulata  Basta l’1%

Tutto ciò ha effetti sulle dinamiche di disuguaglianza

Rapporto capitale/reddito • Definizione: rapporto tra lo stock di capitale di una determinata società (o tasso di risparmio) e il flusso annuo di reddito di quella società (o tasso di crescita del reddito), e serve a determinare la rilevanza del capitale in una data società.

• Seconda legge fondamentale del capitalismo:

Β = s / g

Riferimenti Bibliografici: • Thomas Piketty, Il capitale nel XXI secolo, Francia, Editions du Seuil, 2013.

Alcune critiche all’approccio di Thomas Piketty

-La «terza legge» di Thomas Piketty

-Krugman su Piketty -Ray su Piketty -Milanovic su Ray su Piketty -Galbraith su Piketty

Gabriele Cervellati

- «il tasso di rendimento del capitale sistematicamente eccede il tasso di crescita del prodotto», ovvero r > g. - Le forze della divergenza sono associate al processo di accumulazione e di concentrazione della ricchezza quando la crescita è debole e il rendimento del capitale è costante.

- La fondamentale forza di divergenza è data da r>g, ovvero quando il tasso di rendimento sul capitale r è maggiore del tasso di crescita del reddito g.

- Quando questo accade, la ricchezza ereditata cresce più rapidamente di prodotto e reddito.

- Il rapporto fra r e g è una chiave di lettura potente delle tendenze in atto nel capitalismo e delle loro implicazioni nella diseguaglianza e nelle sue dinamiche. Se,

nel corso del tempo, il reddito dei già ricchi cresce più velocemente del reddito

di chi ricco non è, le diseguaglianze aumenteranno.

- Accumulo di stock di capitale - Diseguaglianza del reddito da capitale sempre maggiore della diseguaglianza del reddito da lavoro

- Distribuzione reddito da capitale sempre più concentrato rispetto a quella del reddito da lavoro

- Proprietà del capitale sta tornando ad essere concentrata al crescere lento del rapporto capitale/reddito

- Il gap fra r e g sta tornando ad aumentare - Accumulo di capitale, concentrazione di capitale - Capitalismo patrimoniale - Società iper - patrimonialistica - Diseguaglianze

Krugman su Piketty • Piketty si concentra in particolar modo sui ricchi e i super-ricchi, mostrando come l'andamento del loro reddito e della loro ricchezza sia significativo di per sé. Insomma, se si deve parlare di diseguaglianza si deve parlare dei redditi dei super ricchi, non semplicemente della distribuzione

• Ciò che Piketty mostra è che in realtà anche oggi stiamo tornando al “capitalismo patrimoniale” di un tempo

• Piketty mette in chiaro che la vera fonte di diseguaglianza non è il reddito – e in particolare il reddito da lavoro – ma il capitale, con il reddito che esso genera

• Nel passato la principale fonte di diseguaglianza non era il reddito guadagnato con il lavoro, ma la diseguale proprietà di assets, beni immobiliari e fondiari. E, secondo Piketty, stiamo tornando lì...

• Tutto sta nella relazione tra r e g. Il tasso di crescita dell'economia (del reddito) oggi tende a calare, e anche il tasso di rendimento sul capitale r è più basso di un tempo, anche se resta maggiore del tasso di crescita del reddito g – quando questo accade, la conseguenza logica è che la ricchezza cresce più rapidamente di prodotto e reddito.

• Inoltre, essendo la ricchezza più concentrata del reddito, il reddito da capitale genera più ricchezza che diviene sempre più concentrata: “il passato tende a divorare il futuro”

Ray su Piketty Il rapporto capitale/prodotto non si spiega con il tasso di crescita del prodotto, che è anch'esso un risultato ed è endogeno. Legge 3 = il tasso di rendimento del capitale sistematicamente eccede il tasso di crescita del prodotto: r > g. Questa aspira ad essere “legge” perché dovrebbe valere sempre (ma così non è) ed è falsificabile. Secondo Piketty essa vale sempre, ma ciò non significa che essa sia la contraddizione centrale del capitalismo! Questa non è che una “condizione di trasversalità” (ma Ray non dice cosa vuol dire). Il fatto che r > g si può spiegare con molti modelli, ma non dice nulla sul fatto che la diseguaglianza cresce. E poi, cosa lega r e g? Il primo è quanto rende il capitale, il secondo dice quanto cresce il reddito: mele e arance!

Ray su Piketty Supponiamo che i detentori di capitale risparmino tutto il loro reddito. In questo caso, r tiene conto non solo di quanto rende il capitale ma anche di quanto cresce il reddito. In quel caso, il reddito da capitale finirà per dominare tutto il reddito, è vero. Ma questo non ha nulla a che fare con r > g. Dipende dal fatto che i detentori di capitale risparmiano tutto il loro reddito! Qualunque teoria secondo cui la crescita non sia bilanciata porterebbe a dire che r > g. Ma questo non spiega la diseguaglianza!

Cosa spiega, allora, la diseguaglianza? La crescita è un processo dispari e diseguale. Anche i modelli di crescita per i quali r > g non spiegano questa disparità, che è intrinseca nel capitalismo. La diseguaglianza, inoltre, è esasperata dalla globalizzazione. Ci sono mille curve di Kuznets che si accavallano sempre... Infine, le diseguaglianze aumentano e diminuiscono, perché cambiano i protagonisti. Ma la diseguaglianza rimarrà (e sarà crescente? Ray non dice...)

La relazione r>g è una “red herring”, una falsa pista.

Milanovic su Ray su Piketty

Il punto chiave di Ray è riassunto nelle ultime due frasi della sua appendice: “Ciò che intendo è che [qualunque modello di crescita] spiega perché r eccede g. Ma il fatto

che r eccede g non dice nulla del perché la diseguaglianza cresce.” Questa è una critica severa di Piketty! Che r > g possa essere una caratteristica di

qualunque modello di crescita ha niente a che fare con l'essere un “contraddizione del capitalismo”. Secondo, se

la diseguaglianza (del reddito) cresce non è perché r è maggiore di g, come sostiene Piketty, ma perché i

capitalisti hanno una propensione marginale al risparmio maggiore

  Tuttavia, sostiene Milanovic, mentre r>g (ovvero r>=g) può anche essere tipico di molti modelli di crescita, è comunque una contraddizione del capitalismo per tre ragioni:

1) perché i rendimenti del capitali sono privati (appropriati);

2) perché sono più disugualmente distribuiti (il Gini del reddito da capitale è maggiore del Gini del reddito da

lavoro); 3) e infine perché chi riceve redditi da capitali si trova in generale nella parte alta della piramide del reddito, più

in alto di chi riceve redditi da lavoro

Milanovic su Ray su Piketty

In termini meno tecnici, significa che i redditi da capitale sono distribuiti in modo più diseguale dei redditi da lavoro (lo dice anche Piketty) e correlati positivamente con il reddito totale. In termini ancor meno tecnici, significa che se la quota dei redditi da capitale sul totale aumenta, la diseguaglianza aumenta. E ciò accade precisamente quando r eccede g. Se i K/L fossero gli stessi lungo tutta la distribuzione del reddito, r > g non avrebbe nessun significato speciale (è un buon punto di Ray). Ma proprio perché K/L nella realtà capitalistica non è lo stesso lungo la distribuzione del reddito (e non lo è mai stato storicamente) ed è crescente , allora abbiamo diseguaglianza del reddito crescente dovuta a r > g. Ray sostiene che questa condizione non è sufficiente per avere diseguaglianza crescente. Perché questa cresca è necessario che i capitalisti non spendano il loro reddito, cioè risparmino, investendolo (se non risparmiassero, peraltro, non vi sarebbe accumulazione di capitale!). Questa è la condizione di Ray, ma non è il mondo reale!

Nel mondo reale, i ricchi risparmiano più dei non ricchi Il capitale si accumula sempre più e così... In altre parole, Ray avrebbe ragione se i capitalisti spendessero tutto e non risparmiassero... ma questo non è il capitalismo così come lo conosciamo!

Galbraith su Piketty

1) La supposta costanza di r è un artificio di scarso interesse economico 2) Anche se è stato generalmente vero che r > g, non ne segue che le economie capitalistiche abbiano una necessaria tendenza verso una crescente quota di profitto (reddito da capitale) sul reddito totale 3) Ma se la quota del profitto non è crescente, non vi è allora ragione perché la ricchezza diventi più concentrata. 4) Eppure, la diseguaglianza della ricchezza può aumentare in un'economia capitalistica anche se r < g, per via delle bolle nei mercati finanziari e dei capital gains che non contano come reddito corrente 5) Gli effetti di un rallentamento della crescita demografica e del reddito sulla relazione r e g è indefinito. No è ineluttabile che una bassa crescita faccia aumentare il rapporto capitale/reddito. Quindi, non è detto che la diseguaglianza sarà crescente per le ragioni indicate da Piketty. In sostanza, Piketty voleva convertire l'evidenza storica in “leggi fondamentali del capitalismo”, ma non vi è riuscito, perché non sono leggi, ma appunto, solo evidenza.

Paul Krugman, "Why We’re in a New Gilded Age", The New York Review of Books, 8 May 2014.

Debraj Ray, "Nit-Piketty", Debraj Ray's blog - Chhota Pegs, 25 May 2014. • Debraj Ray, "Nit-Piketty. A comment on Thomas Piketty’s Capital in the

Twenty First Century", 23 May 2014.  • Branko Milanovic, " Where I disagree and agree with Debraj Ray’s critique of

Piketty’s Capital in the 21s Century", Branko Milanovic's blog - globalinequality, 2 June 2014. 

James K. Galbraith, "Kapital for the Twenty-First Century?", Dissent, Spring 2014.

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