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Una introduzione alle probabilità e alle variabili casuali nel contesto del management statistico. Il testo copre le definizioni di probabilità, eventi, spazio campionario, σ-algebra e funzione di probabilità. Inoltre, vengono presentate le proprietà di probabilità, come la numerabile additività e la probabilità della negazione. Il documento termina con l'introduzione delle variabili casuali e la loro distribuzione di probabilità.
Tipologia: Slide
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Simone Borra - Roberto Rocci
Probabilità dell’unione -^ P(E^ ∪^ F) = P(E) + P(F) – P(E
Probabilità^ della
negazione Probabilità^ della
negazione c - P(E) = 1- P(E) Probabilità condizionata - P(E|F) = P(E
Eventi indipendenti -^ P(E^ ∩^ F)^ =^ P(E)P(F)-^ P(E^ ∩^ F)^ =^ P(E)P(F) 4
Esempiop Studio delle probabilità di incasso delle fatture. Codici di pagamento:PP = Puntuale, RP = Ritardato, MP = Mancato.La terna (Ω,^ ℑ,P) si può così formareLa terna (Ω,^ ℑ,P) si può così formare-^ Ω^ = {PP,RP,MP}- Come^ σ-algebra
ℑ^ la scelta più naturale e semplice, quando l’insieme
Ω^ è
finito, è di considerare per
ℑ^ l’insieme^ ℘(Ω
) delle parti di^ Ω: finito, è di considerare per
ℑ^ l insieme^ ℘(Ω
) delle parti di^ Ω: ℑ^ = { {PP},{RP},{MP},{PP,RP},{PP,MP},{RP,MP},
Ω,^ ∅^ }.
P^ può essere scelta assegnando una probabilità ai tre eventi elementari che rispetti l’assioma
P (Ω)^ = 1, e le probabilità agli altri t e e e t^ e e^ e ta
c e^ spett^ ass o
a^ (^ )^ , e^
e p obab^ tà ag^
a t
eventi in modo coerente con l’assioma di additività di
P. Procediamo con una
delle possibili scelte P {PP} = 0 6^ P {RP} = 0 3
P {MP} = 0 1 Conseguentemente avremo: P {PP} = 0.6,^ P {RP} = 0.3,
P {MP} = 0.1. Conseguentemente avremo: P^ {PP,RP} = 0.6 + 0.3 = 0.9;
P^ {PP,MP} = 0.6 + 0.1 = 0.7;
P^ {RP,MP} = 0.3 +
0.1 = 0.4. Con le probabilità usuali di “contorno”
P^ {Ω) = 1,^ P^ {∅} = 0. 5
Definizioni^ U^ i bil^
l^ X^ i^ di^ di^
t^
l^ i^ i^ i^ i^
E^ di
Una variabile casuale
X^ si dice^ discreta
se assume valori in un insieme
E^ di
cardinalità^ finita
o^ numerabile. La sua distribuzione di probabilità è descritta dalla^ funzione^
di^ probabilità^ (assegna
la^ probabilità^
ad^ ogni^ possibile
realizzazione).realizzazione). Una variabile casuale è detta( assolutamente )
continua^ se
P c^ X^ d
d f x^ dx ( ) (^ )≤ ≤ = ∫ c
( assolutamente )
continua^ se assume valori in un intervallo deireali. Le probabilità sonoassegnate ad intervalli
f(x) assegnate^ ad intervallie non a singoli punti mediante lafunzione di densità di probabilità(^ i^ t^ h^
b bilità^ !) (ogni punto ha probabilità zero!)
a^
Xb c^ d
7
Definizione.^ Data una variabile casuale
X , la funzione F :^ ℜ^ Æ^ [0,1],^ F
( x ) =^ P {^ X^ ≤^ x X^
-1^ } = P { X (-∞,x] }
è detta funzione di ripartizione di
La funzione di ripartizione gode della seguenti proprietà: ^ monotona non decrescente; ^ continua a destra; ^ F(-∞) = 0, F(+
Per una variabile casuale
X,^ la probabilità dell’intervallo [a,b] è data da: P {[a,b]} =^ F (b) –X^
F (a) Tale proprietà è alla base della rilevanza operativa della funzione diripartizione. 8
Esempio^ Scenario
x^ Prob (
x )^ X^
⋅^ Prob( x ) (guadagno 1000 €)
( )^
(^ )
-^ 0.^
+^
0.^
E( x )=^ Σ^ x^ P( x )^
+^4 E( x )=^ Σ^ x^ P( x )^
+^4.
10
D fi^ i iDefinizione È detta^ varianza
, e si indica con
(^2) σ, il valore atteso del
quadrato dello scostamento della variabile casuale dallaquadrato dello scostamento della variabile casuale dallasua media^ μ
(^2) , σ= E( X - μ) 2 : (^2) σ=^ Σ( x - x^ (^2) μ)P( X = x ) se la v.c. è
discreta; ∞+^22 σ= ∫
se la v.c. è^ continua. (^2) ( )μ− dxxfx )(∫ ∞− 11
n^ prove
: numero di tentativi per il primo successo Binomiale^ negativa
: numero di tentativi per il primo successo^ Continue Gaussiana : distribuzione utile per molti fenomeni Lognormale : come sopra, in finanza per i livelli di prezzo Uniforme : utilizzata per descrivere la massima incertezza Gamma : per fenomeni a valor positivi Beta : per fenomeni con supporto un intervallo (Es. un tasso percentualealeatorio) Esponenziale : per descrivere il tempo tra due eventi (nascite, morti, arrivi, ..) 13
Statistica
descrittiva
e^ inferenza
STATISTICA: strumento conoscitivo atto ad analizzarein termini quantitativi un fenomeno collettivo
.
q • Statistica descrittiva:
Insieme di metodologie atte a descrivere riassumere le caratteristiche delladescrivere, riassumere le caratteristiche delladistribuzione di una o più variabili statistiche. L’obiettivoviene perseguito rilevando le variabili di interesse su dip^ g un collettivo (popolazione).• Statistica inferenziale:
Ha gli stessi obiettivi della Statistica^ inferenziale:
Ha^ gli stessi obiettivi della statistica descrittiva ma tenta di perseguirli rilevando solouna “parte” della popolazione. La “parte” (campione) viene scelta casualmente. Questo implica (vantaggio)l’uso dello strumento matematico del calcolo delleb bilità probabilità. 14
Le metodologie dell
’inferenza
Le^ Proprietà auspicabili per uno stimatore metodologie
dell inferenza
^ Correttezza
o^ non distorsione^ E( T ) =^ θ ⇔ n
D( T ) = E( Tn
) -^ θ = 0 n
^ Efficienza
(errore quadratico medio minimo) EQM( T^ )^ E(
(^2) T )V( T^ )^ [D( T^ )]
2
EQM( T )^ = E( n
(^2) T – θ)= V( n T )^ + [D( T )] nn
2
^ Consistenza
debole Consistenza
debole Lim P {| T –^ θ^ | > n^ n^
δ} = 0 per ogni
δ^ >0.
Consistenza in media quadratica
( implica quella debole
Lim^ EQM( T
)^ = 0 16
LimEQM( Tn^
)^ 0. n
Le metodologie dell
’inferenza
Le^ metodologie
dell inferenza
Strategie^ per
la^ costruzione
di^ stimatori Strategie^ per
la^ costruzione
di^ stimatori ^ Analogia Le^ stime^ sono^
calcolate^ sul^ campione
trattandolo^ in^
modo^ “analogo”
alla
popolazione. ^ Metodo^ dei
momenti Metodo^ dei
momenti Le stime sono calcolate uguagliando i momenti della popolazione (media,varianza, etc.) con quelli del campione. ^ Massima verosimiglianza Le stime sono calcolate massimizzando la probabilità di ottenere il campioneselezionato Generalmente il metodo fornisce stimatori asintoticamente normaliselezionato. Generalmente il metodo fornisce stimatori asintoticamente normalied efficienti. 17
Test^ Z
-^ Ipotesi nulla H
:^ ϑ=ϑ 0 0 Quando non altrimenti specificato, assumeremo che i parametri possanoassumere qualsiasi valore reale. L’ipotesi alternativa è quindi sempresemplicemente la negazione dell’ipotesi nulla.• Statistica testz^ =^ oss^
/(Std. Err. ) ~
N (0,1) se H^0
vera ˆ^ ( )ϑ−ϑ^0
ˆϑ
-^ Regola di rifiuto (probabilità di errore del primo tipo pari ad
α) | z^ | > zoss^ α/2oss^ α/
-^ P-value
2Pr{ Z^ > | z^ |}{^ |^ |}oss^ oss^ E’ la probabilità di osservare un valore “più estremo” di quello osservatocalcolato assumendo H
vera Varia tra 0 e 1 e può essere interpretato 0 calcolato^ assumendo H 19
vera. Varia tra 0 e 1 e può essere interpretato 0 come un indice di coerenza tra dati e ipotesi nulla.
Le metodologie dell
’inferenza
Le^ metodologie
dell inferenza
Intervalli di confidenza Lo stimatore del parametro
ϑ, in quanto variabile casuale, produce stime con un margine di errore. Al fine di fornire un idea circa questo margine,è utile ricercare per il parametro
ϑ^ un^ intervallo
. Tale intervallo è
funzione dei dati campionari e quindi aleatorio. Detto
I tale intervallo, siϑ^
chiede dunque che sia verificata la proprietà P{
ϑ ∈^ I }^ ≥^ c. La costanteϑ
c
è detta livello di confidenza.Di solito i livelli richiesti per
c^ sono 95%, 99%, e 99.9%. La costruzione dell’intervallo^
di^ confidenza,
generalmente
parte^ da^ uno
stimatore ,^ g^
p
opportuno^ T .n Un intervallo di confidenza si può definire
ottimale^ se^
a parità di
Un intervallo di confidenza si può definire
ottimale^ se, a parità di
confidenza, risulta ragionevolmente “
piccolo” 20