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12 lezione del corso Storia dello Stato italiano prof. Granata, Appunti di Dottrina Dello Stato

condivido la 12 lezione delle sbobine e riassunti di Storia dello Stato italiano prof. Granata libro Cosa Nostra di J. Dickie

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 30/09/2025

sandraseby
sandraseby 🇮🇹

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5 dicembre
I tre anni di Mori sono anni di grandi arresti, processi.
L’idea che bisognava impressionare i siciliani valeva a tutti i livelli, gabellotti,
proprietari terrieri, mafiosi, contadini. Nel 1926 Mori invita tutti i campieri dei
latifondi di Palermo in una cerimonia dove dovevano giurare fedeltà allo stato come se il
datore di lavoro fosse diventato lo stato pena l’assedio che aveva fatto a Gangi .
Mori ha una strategia che è quella di convincere i proprietari terrieri a tradire i mafiosi e
passare con lo stato. Per convincerli usa la forza, fa retate violente. Essendo in piena
epoca fascista , dove non esistono diritti, diventa più facile. Purtroppo alcune volte
verranno coinvolte persone che non hanno responsabilità e verranno commessi errori
giudiziari.
Dickie racconta che nel 1927 nasce un’indagine perché è stato rubato un asino a
Mistretta. Con la scusa del furto Mori va a perquisire la casa di Antonio Ortoleva, un
avvocato palermitano che aveva fatto politica. A casa di Ortoleva vengono sequestrate
lettere in cui si parla di compravendita di selle e di cavalli e lettere di raccomandazioni
scritte da giovani studenti. La polizia pensando che sia un linguaggio in codice accusa
Ortoleva di essere il capo della mafia interprovinciale, il cosiddetto capo dei capi.
Intorno a lui venne costruito un grande processo, alla fine Ortoleva si ucciderà in
carcere. Non si sa se fosse o no mafioso, questo caso fa capire come venivano
organizzate le indagini, l’ accusa di furto era puntata sul niente, sul sentito dire.
Tra l’arrivo di Mori e la sua partenza si fecero 15 maxi processi alla mafia, vennero
usate le chiese sconsacrate tante erano le persone e questo riproduce l’idea di Mori che
si deve fare spettacolo.
La maggior parte dei boss più importanti, circa 500, per sfuggire a Mori andarono negli
Usa tra quelli che non scappano c’è Giuseppe Genco Russo, boss mafioso di
Mussomeli, che riesce a sopravvivere alla stretta di Mori, incriminato ripetutamente per
furto, estorsione, omicidi intimidazione e violenza, venne sempre assolto per mancanza
di prove, formula usata quando i testimoni sono troppo spaventati per farsi avanti.
A un certo punto Mori percepisce che la sua protezione politica sta venendo meno,
perché all’interno del partito sta avvenendo un cambio di segreteria e quando succede
capita che il segretario nuovo elimini tutti gli uomini del segretario precedente. Quando
Mori venne chiamato dai fascisti, il segretario del PNF era Farinacci e fu questo a far sì
che Mori venisse nominato prefetto a Palermo. Quando arriva Turati, Mori pensa a
come fare per restare a Palermo, pensa di accusare l’oculista Alfredo Cucco che era a
capo del PNF, vicino a Turati, di essere mafioso, di aver aiutato dei giovanotti a
simulare malattie agli occhi per evitare la leva. Mori non ha prove ma utilizzerà
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